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Al femminile

Australian Open donne: generazioni a confronto

Nel primo Slam della stagione si presentano con serie possibilità di vittoria tre diverse generazioni di tenniste

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Caroline Wozniacki dopo la vittoria agli Australian Open 2018
 

Le altre teste di serie e oltre
Naturalmente non ci sono solo le prime sedici al mondo; specialmente in un periodo di grande equilibrio come quello attuale, non è escluso che un ruolo importante possano averlo alcune tenniste classificate nella seconda metà delle teste di serie. Innanzitutto ricordo che, a mio avviso saggiamente, il Grand Slam Board ha deciso di revocare la decisione presa alla fine del 2017, che prevedeva la limitazione negli Slam a sole sedici teste di serie proprio a partire dagli Australian Open 2019. Una scelta che personalmente non condividevo, visto che avrebbe penalizzato soprattutto le giocatrici fra la posizione 17 e 32 del mondo; e si sa che uno degli obiettivi stagionali delle tenniste di quella fascia è proprio la ricerca di una posizione protetta nei primi turni degli Slam.  E poi sarebbe stato un peccato, per esempio, vedere uscire al primo match una fra Muguruza e Serena Williams oppure tra Keys e Stephens: partite che di recente sono state finali Slam, e che sarebbero potute diventare incontri di primo turno con la regola delle teste di serie ridotte.

Ma non ci sono solo Muguruza e Keys (numero 17 e 18 del ranking): ricordo Garcia 19, Kontaveit 20, Wang Qiang (che ha finito alla grande il 2018) al numero 21. A conferma di quanto “profondo” sia diventato il movimento femminile, in grado di offrire nomi di rilievo fuori dalle primissime posizioni: alla 22 Ostapenko, alla 26 la finalista del 2014 Cibulkova, alla 27 Giorgi. Alla 24 e 29 due giocatrici che hanno appena ottenuto il best ranking come Tsurenko e Vekic. Alla 28 Hsieh, che l’anno scorso fu la protagonista della prima settimana del torneo (eliminando Muguruza  e Radwanska), alla 30 Sharapova.
E ho citato solo questi nomi giusto per dare l’impressione di una minima scelta; in realtà forse sarebbe meglio elencarli tutti, dato che non si può dire che ci siano “imbucate”, entrate in lista per caso o per fortuna. Al massimo sarà da capire se tutte saranno in condizioni fisiche ottimali, visto che alcune, per esempio Buzarnescu e Sharapova, sono reduci da una fine di 2018 con problemi fisici.

Questo fra le teste di serie. Andando oltre, ci sono altri nomi da seguire con attenzione. Giocatrici in cerca di rilancio come Venus Williams, Konta, Azarenka. Tenniste pericolose come Puig, Sakkari, Makarova (che spesso in Australia si trasforma). E poi le giovani e giovanissime come Bencic, Kuzmova, Yastremska, Anisimova, etc. Davvero non mancheranno gli spunti di interesse.

Le quote delle agenzie di scommesse
Per chiudere ecco le quote dei bookmaker. Quelle che presento sono di una delle principali agenzie, rilevate lunedì 7 gennaio. L’elenco è qui limitato alle giocatrici pagate fino a 151, ma ci sono all’incirca altrettanti nomi che seguono, quotati fra 201 e 501. E, a conferma di quanto dicevo all’inizio, ai vertici ci sono giocatrici di età diversissima: Serena 37 anni, Osaka 21, Kerber 30, Halep 27, Sabalenka 20, Svitolina 24, Pliskova 26 anni.

Come già accaduto l’anno scorso, questa rubrica si ferma durante lo Slam. Ritornerà fra tre settimane, al termine degli Australian Open. Buon torneo a tutti.

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