Australian Open, il sorteggio dei qualificati: Krueger pesca Djokovic

Flash

Australian Open, il sorteggio dei qualificati: Krueger pesca Djokovic

Kokkinakis se la vedrà con Taro Daniel, per Troicki c’è Carballes Baena. Tra le donne, Dart sfiderà Maria Sharapova, Muchova farà il suo esordio contro Karolina Pliskova

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo i 32 incontri disputati nella notte italiana, si conoscono adesso i nomi dei 16 giocatori qualificati per il tabellone maschile e quelli delle 16 giocatrici capaci di strappare un pass per il main draw femminile. Detto qua dei due azzurri promossi (Vanni sfiderà Carreno Busta, Travaglia se la vedrà con Andreozzi), vediamo l’esito del sorteggio degli altri qualificati.

UOMINI – La palma del più sfortunato se la aggiudica senza alcun dubbio il 24enne americano Mitchell Krueger. Il 231esimo giocatore del mondo farà il suo esordio assoluto nel main draw dell’Australian Open sfidando per la prima volta in carriera il primo favorito del seeding e sei volte campione Novak Djokovic. Oltre a Krueger e Vanni, sono sei i qualificati che hanno pescato una testa di serie al primo turno: Harris (sfiderà Medvedev), Majchrzak (esordio contro Nishikori), Fratangelo (opposto a Simon), Kecmanovic (affronterà Verdasco), Eubanks (sorteggiato contro Basilashvili) e Molleker (se la vedrà con Schwartzman, sconfitto oggi da Andreas Seppi nella semifinale di Sydney). Il 22enne australiano Thanasi Kokkinakis (sconfitto nel 2018 al primo turno da Daniil Medvedev) farà il suo debutto contro il giapponese Taro Daniel, mentre l’undicesimo Australian Open di Viktor Troicki inizierà contro Carballes Baena.

 

IL PRIMO TURNO DEI 16 QUALIFICATI

[1] N. Djokovic vs [Q] M. Krueger
T. Daniel vs [Q] T. Kokkinakis
[Q] L. Harris vs [15] D. Medvedev
[Q] L. Vanni vs [23] P. Carreno Busta
[Q] K. Majchrzak vs [8] K. Nishikori
[Q] B. Fratangelo vs [29] G. Simon
M. Marterer vs [Q] G. Sakharov
[Q] M. Kecmanovic vs [26] F. Verdasco
[Q] V. Troicki vs R. Carballes Baena
[Q] S. Travaglia vs G. Andreozzi
[Q] C. Eubanks vs [19] N. Basilashvili
[Q] T. Ito vs [Q] D. Evans
F. Tiafoe vs [Q] P. Gunneswaran
[Q] R. Molleker vs [18] D. Schwartzman
M. Basic vs [Q] H. Laaksonen

IL TABELLONE MASCHILE COMPLETO (link)


DONNESono cinque le qualificate che saranno costrette ad affrontare una testa di serie all’esordio: Muchova (sfiderà Karolina Pliskova), Golubic (opposta a Svitolina), Kalinskaya (se la vedrà con Sabalenka), Dart (sorteggiata contro Sharapova) e Ponchet (debutterà contro Garcia). Il sorteggio delle qualificate regala inoltre un primo turno tra giovanissime tra la qualificata 18enne Bianca Andreescu e la 16enne americana Whitney Osuigwe, in tabellone grazie alla wild card riservata dalla Federazione Australiana alla USTA. A proposito di giovanissime, la 17enne polacca Iga Swiatek affronterà Ana Bogdan, numero 81 del ranking WTA.

IL PRIMO TURNO DELLE 16 QUALIFICATE

S. Kenin vs [Q] V. Kudermetova
[Q] N. Vikhlyantseva vs [Q] V. Lepchenko
[Q] I. Swiatek vs A. Bogdan
M. Brengle vs [Q] M. Doi
[Q] K. Muchova vs [7] Ka. Pliskova
[Q] B. Andreescu vs [WC] W. Osuigwe
[Q] L. Zhu vs M. Gasparyan
[Q] V. Golubic vs [6] E. Svitolina
[Q] A. Kalinskaya vs [11] A. Sabalenka
[Q] A. Sharma vs [WC] P. Hon
[30] M. Sharapova vs [Q] H. Dart
[Q] Y. Bonaventure vs S. Vickery
[Q] J. Ponchet vs [19] C. Garcia
[Q] P. Badosa Gibert vs [WC] K. Birrell
[Q] B. Haddad Maia vs B. Pera

IL TABELLONE FEMMINILE COMPLETO (link)

Continua a leggere
Commenti

Flash

Kyrgios senza freni: volée no-look e tweener nello stesso punto

“Tieni sempre gli occhi sulla palla”, dicono i maestri. Poi c’è Nick Kyrgios

Pubblicato

il

In un primo set giochicchiato da entrambi e perso da Coric in modo piuttosto inopinato (era avanti 3-1 e sembrava in netto controllo), Nick Kyrgios ne ha combinata un’altra. Forse per fare un dispetto a coloro i quali sono deputati a raccogliere i colpi migliori di una partita, e che certo non disdegnano la possibilità di avere un ampio ventaglio di scelta, ha racchiuso in una manciata di secondi – e nello stesso scambio – le perle migliori del suo primo set: una volée di dritto no-look, la seconda in pochi giorni, e poi un tweener stretto pazzesco con cui ha lasciato di sasso Coric nei pressi della rete.

Continua a leggere

Flash

Non tutti i bye sono uguali: Schnur fa i conti in tasca a Cecchinato

“Io ho perso 7-6 al terzo e ho guadagnato 520 dollari”, fa notare il canadese. Cecchinato, senza vincere un set a Miami, si è messo in tasca una somma cento volte maggiore

Pubblicato

il

Non è certo una notizia che esista una grossa disparità in fatto di guadagni tra i tennisti di vertice e coloro che si trovano a frequentare i circuiti minori – questi ultimi perché ai primi passi nel professionismo o per il semplice motivo che non tutti hanno le stesse capacità (tecniche, atletiche…) oppure i soldi per farle emergere pienamente. E, in ogni caso, il numero di posti disponibili nella top 100 (o top 50 o quella che è) resta limitato sia per definizione sia dall’aritmetica. Capita però che quel divario, solitamente un’idea vaga nella mente degli appassionati e degli addetti ai lavori, irrompa nella realtà quando qualcuno si preoccupa di far sentire la voce, se non degli ultimi, almeno di quelli di mezzo, vale a dire degli habitué del circuito Challenger.

La più recente voce, nello specifico un cinguettio, è stata quella di Brayden Schnur, ventitreenne tennista canadese (un altro?) che si è fatto conoscere in febbraio al torneo di New York dove, superate le qualificazioni e vinto il suo primo match ATP in carriera, ha raggiunto la finale. Brayden, che ha giocato per tre stagioni il campionato universitario per la North Carolina, si affida così al noto social per farci sapere del suo torneo, paragonando gli introiti lì ottenuti a quelli del nostro Ceck a Miami, approfittando di un tweet che riportava: “Marco Cecchinato ha trascorso un’ora e nove minuti in campo, vinto zero set e incassato 48.775 dollari”L’italiano in effetti ha usufruito di un bye al primo turno, del ritiro di Dzumhur al secondo ed è stato sconfitto nettamente al terzo da Goffin. Schnur, n. 1 del seeding e con bye al primo turno nel Challenger di Zhangjigang, ha perso all’esordio 7-6 al terzo per un prize money di 520 dollari lordi.

 

Per contrastare l’innegabile impatto delle cifre, lo spietato avvocato della parte avversa minimizzerà innanzitutto l’impresa di Schnur a New York grazie alla quale ha guadagnato la posizione nel ranking che gli è valsa il bye e il conseguente raddoppio del montepremi: “Signore e signori della giuria, questo giocatore non aveva mai vinto un incontro ATP e ci è riuscito perché al primo turno ha trovato un avversario senza classifica”. Poi, incalzando con l’innegabile verità, “quanti spettatori, sia sugli spalti sia in televisione, ha il torneo di Miami e quanti ne può vantare Zhangjigang?”.

Chissà allora come arringherà l’aula quello stesso avvocato replicando al tweet di Bruno Mardones, tennista madrileno coetaneo di Schnur, che pubblica la ricevuta del montepremi incassato da un collega al Portimao Open, il torneo da 15.000 dollari (M15 è la nuova denominazione) che lo ha visto perdere al turno finale delle qualificazioni del singolare e al primo turno in doppio: un netto di 38 centesimi. Centesimi. Però di euro, mica dollari. Scagliandosi contro il “Transition Tour” (il nome ora abbandonato dell’ITF World Tennis Tour, di cui abbiamo parlato qui pochi giorni fa), Mardones lamenta che “prima, almeno, si guadagnavano 20-25 euro. Con le nuove regole… 0,38. Volete davvero cercare di diventare professionisti? Non credo.

Analizzando la ricevuta, troviamo zero euro per aver superato un solo turno di qualificazioni nel singolo, 48,50 per la sconfitta in doppio. Con il segno meno, la “tax deduction” del 25% (una sorta di ritenuta d’acconto che potrebbe anche non essere riconosciuta come credito d’imposta nel Paese di residenza e/o cittadinanza del giocatore) e la quota di iscrizione, da quest’anno introdotta anche per i main draw.

A quel punto – e qui si passa alla fiction – un paio di energumeni, che magari non parlano inglese nemmeno tanto bene ma si fanno capire perfettamente, avvicinano il giocatore offrendogli quel caffè (come se non fosse già abbastanza nervoso di suo) che costa il triplo di quanto appena vinto, mentre gli predicono l’andamento del suo prossimo incontro.

Continua a leggere

Flash

ATP Finals 2021, Torino attende con moderata fiducia

La decisione potrebbe arrivare entro giovedì, anche se mancano comunicazioni ufficiali. Da indiscrezioni di stampa, le altre città candidate non sembrano messe meglio

Pubblicato

il

Filtra un cauto ottimismo per Torino, ormai a pochi giorni (così sembra) dalla decisione del Board ATP sull’assegnazione delle Finals per il quinquennio 2021-2025. L’ultima dead line arrivata da Miami, sempre senza l’ombra di un comunicato ufficiale, è stata spostata a giovedì. “Non è semplice decidere – si è lasciato sfuggire tra altri discorsi Novak Djokovic – si tratta del più grande evento di proprietà dell’ATP, quindi ogni valutazione deve essere ponderata“. E, da questo punto di vista, certamente nessuno si è fatto prendere dalla fretta visto che la fumata bianca era attesa già a Indian Wells. Ma la stiamo ancora aspettando. Ciò che c’è da registrare nelle ultime ore, in ogni caso, è l’aumento della fiducia nel possibile buon esito della contesa. Fiducia che si può dedurre anche dagli spifferi federali, nonostante la FIT abbia comunque scelto (legittimamente) di mantenere un profilo basso sul tema tessendo le sue trame diplomatiche dietro le quinte.

Con le garanzie economiche fornite in gran parte dal governo, supportato a margine dalle amministrazioni locali, il capoluogo piemontese sembra avere al momento tutte le carte in regola per spuntarla ai tempi supplementari di una partita che, fino al novantesimo, dava l’idea di non poter regalare soddisfazioni. Torino – come abbiamo ricostruito nelle scorse settimane – è arrivata in ritardo alle scadenze programmate ma oggi, alla resa dei conti, sembra avere comunque tutti i requisiti (compresi quelli strutturali e organizzativi) per giocarsela fino in fondo. A spostare l’equilibrio potrebbe essere lo stato dell’arte delle altre candidature, carenti sotto altri punti di vista, ma anche qui c’è totale assenza di informazioni proveniente dai canali ufficiali.

 

L’attenzione riservata al caso italiano spicca in confronto al quasi silenzio mediatico che riguarda le altre città. Le poche indiscrezioni giornalistiche arrivano tutte da ambienti nostrani e parlano – come riportato da Tuttosport nell’edizione in edicola – di speranze concrete per il capoluogo piemontese. Manchester e Singapore – secondo questa ricostruzione – non avrebbero grandi chance, Londra (sede attuale) non vorrebbe veder crescere i costi per la sua riconferma mentre Tokyo non risulterebbe logisticamente la meta preferita, sebbene quella dotata della maggiore potenza di fuoco economica. Ragionamenti che filano, ma dai quali sarebbe azzardato trarre conclusioni.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement