Kvitova soffre, lotta e vince: a Sydney conquista il titolo numero 26 – Ubitennis

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Kvitova soffre, lotta e vince: a Sydney conquista il titolo numero 26

Dopo un primo set da dimenticare, e sotto 3 a 0 nel parziale decisivo, Petra rimonta l’australiana Ashleigh Barty. Secondo trionfo in carriera nel Premier di Sydney

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Petra Kvitova - Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

[5/WC] P. Kvitova A. Barty 1-6 7-5 7-6(3)

Il cuore. La testa. La voglia di non mollare e di lottare su ogni punto. Petra Kvitova (n. 8 WTA) batte l’australiana Ashleigh Barty (n. 15 WTA), conquista il titolo numero 26 della carriera e lo fa al termine di un match lottato e nel corso del quale è stata costretta sempre a rincorrere. Dopo un primo set da dimenticare, Kvitova è stata brava a restare attaccata nel punteggio nel secondo set ed è stata capace di alzare il livello del suo tennis nei momenti decisivi che le hanno consentito di andare a giocarsi il tutto per tutto nel terzo set. E il parziale decisivo non è stato semplice dal momento che si è trovata subito sotto 3 a 0; quando poi è sembrata vicino alla conclusione dell’incontro, non è riuscita a chiudere con due game di servizio a disposizione, avvertendo un calo fisico, che però non le ha impedito di vincere, a suon di accelerazioni vincenti, il tie-break decisivo.

Petra Kvitova in carriera ha disputato 33 finali e ne ha perse solo 7. E dato ancor più significativo: da quando è rientrata nel circuito dopo la terribile aggressione del dicembre 2016 che aveva messo a rischio la sua carriera, non ha mai perso una finale. Quella di Sydney è la settima finale consecutiva vinta dalla ceca bi-campionessa di Wimbledon. L’ottava vittoria consecutiva se si considera la conquista del WTA di Zhuhai avvenuta, però, prima dell’aggressione. “Grazie di tutto – ha detto durante la premiazione una sorridente Kvitova – Ashleigh mi dispiace che tu abbia perso in casa ma sono sicura che un giorno vincerai questo torneo. Buona fortuna per tutto”. Era stata la stessa Barty a congratularsi con l’avversaria poco prima.

 

Il primo set della finale di Sydney è stato tutto a favore dell’australiana: Kvitova non è stata lucida nella gestione dello scambio, è apparsa molto fallosa e al servizio non è riuscita a fare la differenza da fondo. La numero 15 del mondo invece ha coperto bene il campo e letto il gioco dell’avversaria: i gratuiti della ceca hanno iniziato ad aumentare mentre l’australiana si è dimostrata molto solida e capace anche di effettuare delle variazioni nel gioco. Barty, quindi, è apparsa in perfetto controllo del match chiudendo il parziale per 6-1.

Alla ripresa Kvitova ha provato a lasciarsi alle spalle il primo set mettendo più prime in campo e, soprattutto, impostando meglio il gioco nei game di battuta. La ceca ha tentato di incidere anche in risposta; Barty però ha sfruttato bene gli angoli del campo non dando punti di riferimento all’avversaria. L’intensità del match ha iniziato a salire: Kvitova ha trovato fluidità nei colpi mettendo in luce il rovescio, forte e preciso, con il quale aveva dominato la partita di semifinale contro Sasnovich. La numero 15 WTA, però, non si è fatta intimidire e ha rispedito al mittente i tentativi di rimonta da parte della ceca.

Kvitova quindi si è trovata a servire per salvare il match: a questo punto la campionessa Slam ha aumentato la profondità e la potenza dei colpi, ha spolverato le righe e ha trovato interessanti soluzioni con il rovescio che hanno sorpreso l’avversaria. La pressione a questo punto è stata tutta sulle spalle di Barty, che ha accorciato i colpi e ha permesso a Kvitova di dominare lo scambio e conquistare la prima palla break dell’incontro. La numero 8 WTA ha sfruttato l’occasione portandosi a servire per rimandare la contesa del match al set decisivo. Dopo due palle per il set Kvitova ha chiuso per 7 a 5 grazie ad un bellissimo rovescio. È stato questo il colpo che le ha permesso di fare la differenza nel parziale.

Nel terzo set Kvitova ha alternato errori ad ottime soluzioni da fondo e di tocco ed è stata costretta a rincorrere nel parziale, mentre Barty ha ritrovato la fluidità dei colpi del primo set si è portata sul 3 a 0. La ceca, però, non è rimasta passiva e dopo un bellissimo game al servizio ha messo pressione con il suo gioco da fondo recuperando il break e riportando in parità il parziale. Il break che avrebbe potuto concludere l’incontro, però, è arrivato nel nono game: Kvitova ha lottato su ogni punto e grazie a delle risposte molto angolate e profonde ha strappato la battuta all’avversaria. Ma quando si è trovata a servire per il titolo ha subito la rimonta di Barty: il servizio di Kvitova non ha funzionato come in precedenza e alcune imprecisioni hanno rimandato la chiusura dell’incontro.

La ceca ha ritrovato profondità in risposta strappando di nuovo la battuta ma, dopo un punto molto lottato vinto da Barty, è apparsa in affanno e si è piegata più volte sulle gambe. Kvitova, quindi, non ha potuto fare la differenza al servizio, ha aumentato i doppi falli, e il match è arrivato al tie-break decisivo. Con una grande dimostrazione di forza e di voglia di non mollare, Kvitova ha giocato d’esperienza, lasciando andare il braccio e, grazie a molte accelerazioni vincenti e colpi profondi giocati sulle righe, ha chiuso il tie-break per 7 punti a 3.

Grazie ai punti ottenuti in questo torneo da lunedì Kvitova salirà in classifica dalla posizione numero 8 fino alla 6 e, nelle prossime ore, sarà impegnata nel primo Slam dell’anno in un primo turno non proprio facile: dall’altra parte della rete troverà la slovacca Magdalena Rybarikova. Barty invece ha perso la sua seconda finale consecutiva a Sydney (lo scorso anno con Angelique Kerber) e confermerà la sua posizione di numero 15. Per lei a Melbourne ci sarà l’impegno contro la thailandese Luksika Kumkhum.

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Australian Open

Federer non è il solo sconfitto di giornata. Tante sorprese

MELBOURNE – K.o. anche l’altro finalista del 2018, Cilic. Bautista Agut non molla. Tiafoe che compleanno, Nadal irresistibile. Fuori Kerber, Stephens e Sharapova. Kvitova in finale?

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i nostri inviati a Melbourne

 

L’appuntamento di Roger Federer con il centesimo titolo è rimandato. A quando? Non lo si può sapere, così come non si può sapere se Tsitsipas diventerà n.1 del mondo, però sembra sulla strada giusta. “Sono l’uomo più felice della terra in questo momento…” E c’è da credergli. È riuscito a non perdere mai il servizio con Federer, salvando 12 palle break. E non l’aveva perso contro il campione svizzero neppure nella Hopman Cup, come ha ricordato per primo lo stesso Federer.

Ha 21 anni, Tsitsipas, e la sua vittoria sul campione in carica (delle due ultime edizioni e di sei in tutto) ricorda molto quella che Roger Federer ottenne a Wimbledon negli ottavi di finale del 2001 su Pete Sampras, detentore del titolo (e di sette Wimbledon). “Già, che coincidenza – ha detto lo stesso Tsitsipas – erano ottavi di finale allora…”. Non solo: anche Tsitsipas gioca un rovescio a una mano straordinario, ha un gran servizio, una gran classe e anche… i capelli lunghi come aveva Roger all’inizio del terzo millennio. Federer battè Sampras 76 57 64 67 75. Stavolta la vittima è stata lui. A batterlo è stato un ragazzo greco di 21 anni e n.15 del mondo, nato per l’appunto il 12 agosto come Pete Sampras. Quel ragazzone greco che lo scorso anno a Toronto aveva battuto 4 top-ten di fila, Thiem, Djokovic, Zverev e Anderson, prima di arrendersi in finale a Nadal.

Peraltro non ha perso solo Federer, che peraltro per le tre ore di gioco ha dimostrato di essere abbastanza a posto fisicamente – soltanto nel finale si vedeva che arrivava in ritardo, che spingeva un po’ meno, che giocava un po’ corto – ma ha perso anche il finalista di un anno fa a Melbourne, Marin Cilic, sorpreso da Bautista Agut che dopo aver vinto a Doha è capace anche di dar fastidio a Tsitsipas che magari potrebbe far fatica a riprendersi dalla sbornia post-Federer.

Va ricordato che quando Federer battè Sampras poi non vinse il torneo. Lo avrebbe vinto due anni dopo. È sempre difficile per un giovane restare con i piedi per terra dopo un grande successo. Lo spagnolo sarà per il greco la classica prova del nove. “Devo cercare di restare umile – ha continuato a ripetere Tsitsipas in conferenza stampa – è un sogno aver giocato per la prima volta sulla Rod Laver Arena, contro il mio idolo di sempre e battere una leggenda del nostro sport. Ma questo non significa che ora sarò io a vincere il torneo…non ci penso proprio, un passo alla volta”.

La stessa cosa potrebbe dire Frances Tiafoe nel giorno del suo compleanno. Dopo aver battuto il nostro Seppi il ragazzo che imita i campioni del basket, e LeBron in particolare, nelle sue esultanze, ha battuto anche Dimitrov (semifinalista qui una volta e nei quarti altre due), in 4 set. Splendido l’abbraccio sportivo di Grigor al suo giustiziere e emozionanti le lacrime di Frances: “10 anni quando dissi ai miei genitori che volevo diventare un professionista del tennis, mi guardarono come se fossi matto. Ora sono nei quarti di finale in uno Slam”.

Frances Tiafoe – Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

Beh, il Next-Gen di Milano ha seminato bene: Tsitsipas aveva vinto a Milano e ha battuto nientemeno che Federer, De Minaur era stato finalista e ha vinto il torneo di Sydney, Tiafoe era stato un altro protagonista e ora è nei quarti a Melbourne, anche se contro il Nadal che ha dominato Berdych nei primi due set (per poi cancellargli un setpoint nel terzo) sarà dura. Rafa è sembrato di nuovo fortissimo. Eppure non giocava più un vero torneo dall’ultimo US Open.

La giornata è stata ricca di sorprese in campo femminile: cosa avesse Kerber per perdere 62 60 da Danielle Collins (che un anno fa era n.160 e dintorni…) davvero non so. Collins comunque è un gran bel personaggio e i lettori di Ubitennis meritano di saperne di più. Un assaggio è qui, nel resoconto della conferenza stampa di oggi; ma ne avevamo già parlato all’epoca del suo exploit di Indian Wells.

Anche Ashleigh Barty è personaggio niente male. Dopo che la Sharapova aveva così ben giocato contro la Wozniacki e aveva vinto il primo set con l’australiana, non molti avrebbero scommesso su lei (che tre anni fa aveva mollato il tennis per darsi al cricket). Maria ha subito tali e tanti fischi per la lunga passeggiata alla Toilette (7 minuti!) che ne è rimasta turbata. A una ragazza della sua esperienza non avrebbe dovuto succedere. Alla fine ha vinto Barty al quarto match point con il punteggio di 46 61 64 in 2h e 22m. Non una sorpresa poi così clamorosa. Molti la vedevano anzi favorita.

Ma la sconfitte di Kerber, che ha perso il primo set in 20 minuti e poi, dopo quel 60 anche 62, non poteva essere prevista. È chiaro che non stava bene. Verrebbe voglia di scrivere che è stata ridimensionata bruscamente anche Anisimova, che ha subito un 62 61 da Kvitova in 59 minuti, ma se Kvitova giocasse sempre così farebbe vedere i sorci verdi a tutte.

Quel che non ci si attendeva è che perdesse, oltre alla Kerber laggù in basso, anche Stephens che era una delle undici candidate – ora sono quattro- alla corona di n.1 del mondo all’inizio del torneo nel caso che la Halep avesse perso presto. Pavlyuchenkova che già aveva sorpreso la Bertens e la Sasnovich adesso si misurerà con la Collins per arrivare a una semifinale contro chi vincerà fra Kvitova e Barty. Per me quindi Kvitova, che vedo in finale.

Ma ora si attende il duello fra Serena Williams e Simona Halep, che vi presentiamo qui, per quanto anche Muguruza-Pliskova sia una sfida tutta da vedere.

 

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Australian Open

Tsitsipas spacca l’Australian Open: fuori un Federer senza dritto

Il ventunenne greco elimina il campione in carica, tradito dal dritto. Tsitsipas giocherà il primo quarto Slam della sua carriera, tonfo in classifica per Federer

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)

 

Nonostante per quasi tre ore non abbia visto neanche una palla break, Stefanos Tsitsipas compie l’impresa della sua carriera: eliminare Roger Federer, campione in carica, dall’Australian Open. Lo svizzero non perdeva qui a Melbourne dalla semifinale del 2016 e oggi ha giocato per larga parte del match senza il dritto, aggrappandosi all’orgoglio e al servizio. Ha pesato tantissimo lo 0/12 nella conversione delle palle break, che a conti fatti ha indirizzato la partita verso il greco. Federer scivolerà al sesto posto in classifica, che potrebbe diventare addirittura il settimo qualora Nishikori andasse avanti nel torneo. Tsitsipas raggiunge il primo quarto Slam della sua carriera e si lancia nell’Olimpo del tennis: la sua carriera ad alti livelli sembra essere cominciata oggi.

SUL FILO DI LANA – Nel primo set, gran parte delle emozioni si concentra nel game d’esordio, durato ben nove minuti. Federer è fin da subito molto aggressivo, mentre Tsitsipas inizia un po’ contratto. Lo si vede dai colpi, in particolare dal dritto, ma anche dal tempo che impiega per servire tra un punto e l’altro. Questa lentezza gli costa una prima time violation. Il greco salva una palla break, ma ne concede una seconda quando un’altra time violation lo costringe a servire direttamente la seconda, che atterra fuori dal rettangolo del servizio. Arriva però un provvidenziale ace a cavarlo d’impaccio. Dopo questo spavento iniziale, Tsitsipas si scioglie, inizia a servire benissimo e contrasta bene il ping pong da fondo di Federer. Il giovane greco finalmente gioca con la sana sfrontatezza che si conviene alla sua giovane età e si permette anche un attacco in chop di dritto à la Federer. La partita, piuttosto godibile, approda dolcemente al tie-break (il terzo consecutivo tra i due, dopo quelli giocati in Hopman Cup qualche settimana fa). L’equilibrio regna sovrano, ma la qualità non è eccelsa. Entrambi infatti sbagliano tanto (Federer in particolare è poco preciso col dritto) e mancano tre set point a testa. Sul 12-11, qualcuno tra il pubblico chiama out un dritto sulla riga di Tsitsipas, che, forse distratto dall’urlo, accorcia al colpo successivo permettendo a Federer di chiudere lo scambio e il parziale.

NO BREAK FOR FED – Nel secondo set, entrambi calano molto di rendimento, ma se da una parte Federer è ben supportato dal servizio, dall’altra Tsitsipas appare più in difficoltà. Il greco alterna ottimi punti a errori banali ed è chiamato ripetutamente a salvarsi. Due game fiume, uno da 16 punti e uno da 18, vedono il greco annullare ben quattro palle break anche grazie alla complicità di un Federer in perenne lite col proprio dritto oggi. Le occasioni mancate dallo svizzero in questo secondo parziale salgono a otto nel decimo game, quando uno dopo l’altro gli scivolano via dalle mani ben quattro set point. Ancora una volta a dirimere la questione è il tiebreak. Tsitsipas scappa avanti 3-0, ma una magia in lungolinea col rovescio di Federer riequilibra la situazione. Il greco però spinge sul lato destro di Federer e guadagna tre set point. Basta il primo per pareggiare il conto dei set.

SORPASSO TSITSIPAS – Continuano gli affanni dal lato destro per Federer. Stecca spesso, non opta quasi mai per il lungolinea e addirittura a volte sembra aver proprio paura di tirare il dritto, rifugiandosi con alterne fortune nella smorzata. Tutto quello che manca da quel lato viene però compensato col rovescio, grazie al quale si procura altre due palle break, anche stavolta non sfruttate. Dall’altra parte della rete, Tsitsipas è centratissimo, i colpi sono registrati e vari e anche la lucidità tattica non fa difetto. Proprio quando tutto sembra apparecchiato per il terzo tiebreak, Federer si incarta ancora col suo colpo migliore e regala il terzo set all’avversario. Dopo tre ore, siamo due set a uno per Tsitsipas.

GAME OVER – Il greco entra con grande tranquillità nel quarto set, mentre Roger continua senza successo la sua ricerca del dritto perduto e si aggrappa disperatamente al servizio. Un po’ a sorpresa Tsitsipas chiama il fisioterapista nella pancia del set per farsi massaggiare entrambe le cosce, ma non palesa nessuna difficoltà nei movimenti. Con estrema fatica, Federer riesce a trascinare nuovamente la contesa al tiebreak. Lo svizzero va subito sotto di un mini-break, ma lo recupera con un pazzesco (e purtroppo isolato) dritto in corsa. L’orgoglio però non basta e ancora una volta è il dritto a tradire lo svizzero nel momento decisivo e a mandare Tsitsipas a match point. Il greco è freddissimo e si regala la vittoria forse più importante della sua carriera: ora dovrà affrontare Bautista Agut ai quarti di finale. Lo spagnolo è ancora imbattuto in questo 2019.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[14] S. Tsitsipas b. [3] R. Federer 6-7(11) 7-6(3) 7-5 7-6(5)

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam
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Australian Open

Federer annuncia il ritorno su terra, giocherà il Roland Garros. “Voglio divertirmi”

MELBOURNE – Dopo la sconfitta contro Tsitsipas, il campione svizzero comunica alla stampa francese che tornerà sulla terra dopo due stagioni di assenza. “Non vedo perché non dovrei giocare quest’anno”

Vanni Gibertini

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dal nostro inviato a Melbourne

È una dichiarazione ancora da decodificare nel suo senso più pieno, poiché potrebbe trattarsi anche del primo indicatore dell’intenzione di lasciare definitivamente il tennis al termine di questa stagione. Per ora la notizia è questa, comunicata da Roger Federer ai cronisti francesi subito dopo la sconfitta subita per mano di Stefanos Tsitsipas agli ottavi di finale dell’Australian Open: il tennista svizzero tornerà quest’anno a giocare sulla terra battuta, superficie che non lo vede protagonista dal 2016. Federer ha disputato l’ultima partita sul rosso a Roma, in occasione degli ottavi di finale persi contro Dominic Thiem.

Mi è mancata la stagione sulla terra. Due anni fa ho avuto problemi fisici, lo scorso anno ho deciso di non giocare ma quest’anno non vedo perché non dovrei“. Messo da parte un certo velo di tristezza – comprensibile – che ha in un certo senso caratterizzato la prima parte della sua conferenza stampa, Federer ha subito voltato lo sguardo verso il futuro. “Sono in una fase in cui voglio divertirmi. Ho avuto la sensazione che non fosse necessario fare una pausa così lunga. Giocherò il Roland Garros“. Sembra quindi certa la sua presenza a Parigi – non gioca dal 2015 – mentre non ha rivelato dettagli sull’eventuale intenzione di giocare tornei di preparazione.

Sono bastati pochi minuti e la notizia è subito rimbalzata da un capo all’altro del mondo: il Roland Garros ha immediatamente ripreso la notizia attraverso il proprio account Twitter, ed è cominciata anche la “caccia al tesoro” per tentare di capire se e quali altri eventi sulla terra vedranno la partecipazione del campione svizzero, che da solo può spostare folle enormi.

In virtù della sua classifica Federer viene sempre iscritto d’ufficio a tutti i Masters 1000 sulla terra battuta (escluso Montecarlo, che non fa parte dei tornei obbligatori anche se è un Masters 1000), ma grazie alla sua anzianità sul circuito ed alla sua età può saltare quegli eventi senza venire penalizzato nel ranking (ammesso che la cosa gli interessi). I due tornei di Madrid e Roma sarebbero quindi i maggiori indiziati a vedere la presenza del campionissimo elvetico, ma Federer potrebbe anche decidere di cimentarsi in un torneo di minor lignaggio (si era parlato in passato dell’ATP 500 di Barcellona) per testare la sua condizione contro avversari meno pericolosi. Da tenere presente, inoltre, che i tornei ATP 250 e 500 possono offrire ai tennisti garanzie economiche (le cosiddette “appearance fees”, che nei casi di Federer, Nadal e Djokovic arrivano comodamente alle sette cifre) che invece i Masters 1000 non hanno in budget in quanto in teoria dovrebbero aver garantita la presenza di tutti i migliori.

Il torneo di Madrid, che si disputa ai 650 metri sul livello del mare della capitale spagnola, è sempre stato particolarmente gradito allo svizzero (che lo ha vinto nel 2009 e nel 2012) grazie alle condizioni di gioco piuttosto rapide; tuttavia proprio per questo motivo non costituisce un test probante per il Roland Garros, per cui Federer potrebbe decidere di tornare al Foro Italico dove ha perso quattro finali (nel 2006 e nel 2013 contro Nadal) ma non ha mai vinto.

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