Tennys Sandgren festeggia: primo titolo ad Auckland

ATP

Tennys Sandgren festeggia: primo titolo ad Auckland

Lo statunitense supera Cameron Norrie con una prestazione superba alla battuta. A 27 anni conquista il primo titolo della sua carriera

Pubblicato

il

Tennys Sandgren - Auckland 2019 (foto via Twitter, @ASB_Classic)

T. Sandgren b. [WC] C. Norrie 6-4 6-2

La finale dell’ASB Classic di Auckland vede affrontarsi due giocatori ancora a caccia del primo titolo ATP: Cameron Norrie, numero 93 e classe 1995, in tabellone con una wild card, e lo statunitense Tennys Sandgren, numero 63, proveniente dal Tennesse. Questo è il loro primo scontro nel circuito maggiore, ma come rivelerà Sandgren durante la premiazione, i due si conoscono bene dal circuito Challenger. Sarà proprio l’americano ad alzare il trofeo, il primo di una curiosa carriera, sbocciata un po’ tardi ma spesso sotto i riflettori, forse per il nome insolito o per le curiose esternazioni. Entrambi i finalisti hanno eliminato sulla strada giocatori del calibro di Kohlschreiber, Cecchinato e Taylor Fritz, sbaragliando i pronostici.

Inizia Norrie al servizio ma è Sandgren a breakkare subito, con l’inglese che utilizza un hawk-eye già al secondo punto, rivelando un nervosismo da prestazione che lo porterà a commettere numerosi non forzati. Norrie infatti non ricerca bene la palla, sembra non trovare la giusta distanza al momento del colpo e soffre molto la solidità e la pesantezza dei colpi di colui che di nome fa Tennys, che in questo emisfero ha totalizzato la percentuale maggiore dei suoi punti attuali e che finora non ha lasciato per strada neanche un set.

 

Un bel passante di Norrie apre il quarto game che si conclude con il controbreak del britannico: 2 a 2 e l’iniziale doccia fredda sembra averlo scosso dal torpore. È la sua prima finale d’altronde e ci sta una partenza lenta. Norrie infatti è un giovane professionista, dal 2017 appena, ma dimostra di avere nervi d’acciaio quando è sotto nel punteggio. Nonostante ciò questa è una brutta giornata per lui e il suo rovescio, e infatti con una prima a 199kn/h il suo avversario sfrutta il primo set point a disposizione e archivia il primo parziale 6-4 in 41 minuti.

Il primo game del secondo set è l’unico in cui il britannico nato a in Sudafrica sarà avanti nel punteggio, perché, dopo un attimo di pausa dovuto a una pallina forse sgonfia, Sandgren inizia il suo turno di battuta e fa apprezzare a tutti il suo gioco, prima vincendo uno scambio tirato da 17 colpi, poi con un attacco a rete concluso con una bella volée e infine con uno schiaffo al volo di dritto, siamo 1 a 1.

Norrie finora ha commesso 18 non forzati ed è in leggera confusione, a distanza di due punti si gioca due Hawk eye sprecandoli entrambi; annulla un break point e si carica, ma Sandgren spezza il momento fermando il gioco per sostituire l’antivibrazioni che è saltato via. Questa interruzione basta a deconcentrare Norrie che esaurisce le chiamate del falco e subisce il primo break del set. Mentre a 2000 km di distanza de Minaur sta servendo per il match per andare a raggiungere il nostro Seppi nella finale di Sydney, Tennys Sandgren sta preparando il terreno per andare a vincere il suo primo torneo, grazie a una tenuta solida dei turni di battuta, dando l’impressione di essere lo stesso giocatore che l’anno scorso ha spedito a casa Wawrinka e Thiem all’Australian Open.

Intanto avviene un siparietto comico nel quale il dj, ingannato dai giocatori che vanno a cambiare entrambi le racchette, fa partire la musica ma viene stoppato dal giudice di sedia Bernardes, che ringraziandolo gli ricorda che siamo ancora sul 4-2 e non al cambio campo. A questo punto del match Sandgren ormai sta dilagando e breakka di nuovo Norrie sul 5-2. Il britannico annulla il primo match point, dopo un ottimo scambio dove Sandgren colpisce ancora una volta in elevazione.

Norrie non demorde e si procura una palla break per evitare la capitolazione ma spreca: di nuovo 40 pari e stavolta l’americano non fallisce il secondo vantaggio e in un’ora e 19 minuti vince il suo maiden title su due finali conseguite (la prima risale lo scorso anno a Houston contro Steve Johnson). Sandgren ha dominato un match e un torneo impressionando per la resa del servizio. Nessuna grande manifestazione di gioia da parte sua se non le braccia alzate a cielo, la testa è probabilmente già a Melbourne, dove affronterà Yoshiito Nishioka per iniziare a difendere i 360 punti dei quarti di finale conquistati lo scorso anno, mentre Cameron Norrie ritorna ad affrontare Taylor Fritz, battuto proprio questa settimana.

Michele Blasina

Il tabellone completo

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Delray Beach: Opelka, doppio turno e trionfo finale

Reilly Opelka vince semifinale e finale nello stesso giorno e conquista il secondo titolo ATP. Salva un match point contro Milos Raonic

Pubblicato

il

Reilly Opelka (destra) e Yoshihito Nishioka al Delray Beach Open 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Nel Delray Beach Open by Vitacost.com la vittoria è andata all’americano Reilly Opelka, n. 54 della classifica ATP, che nella giornata di domenica è stato costretto agli straordinari a causa della pioggia caduta sul sud della Florida sabato sera che ha causato lo spostamento della sua semifinale contro Milos Raonic.

Reilly Opelka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Sceso in campo alle 10.30 del mattino, il giocatore di casa (è originario di West Palm Beach, a poche decine di chilometri dalla sede del torneo) ha rimontato un set di svantaggio al campione canadese annullandogli pure un match point nel tie-break del terzo set, un tie-break dall’andamento molto bizzarro: Opelka è andato prima avanti per 5-0, poi ha subito sei punti consecutivi andando sotto 5-6 e quindi, annullato il match point con il quattordicesimo ace, ha conquistato gli ultimi due punti per portare la partita al terzo set. Lì ha saputo piazzare l’accelerazione decisiva a metà parziale, quando dal 2-3 ha vinto quattro giochi consecutivi mettendo a segno un parziale di 16 punti a 5.

Dopo soltanto poche ore il gigante della Florida (2 metri e 10) è dovuto tornare in campo per la finale contro il giapponese Yoshihito Nishioka (n. 63 ATP) che gli rende ben 40 centimetri d’altezza. Opelka è riuscito ad avere la meglio del nipponico dopo 2 ore e 11 minuti di gioco nelle quali, dopo aver vinto per 7-5 un primo set nel quale è stato quasi sempre in vantaggio, ha perso al foto finish il secondo parziale al tie-break, prima di dilagare nel terzo set nel quale ha ottenuto ben due break lasciando solamente cinque “quindici” nei suoi turni di battuta.

 
Yoshihito Nishioka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Si tratta del secondo titolo in carriera per lo statunitense, dopo quello vinto lo scorso anno al New York Open, che lunedì prossimo salirà di ben 15 posizioni in classifica raggiungendo la posizione n. 39. Anche Nishioka, con la finale ottenuta, guadagnerà 15 posizioni nel ranking arrivando così ad entrare per la prima volta in carriera nei Top 50 assestandosi al n. 48.

Risultati, semifinale:

[4] R. Opelka b. [2] M. Raonic 4-6 7-6(6) 6-3

Risultati, finale:

[4] R. Opelka b. Y. Nishioka 7-5 6-7(4) 6-2

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

Si ferma in finale la corsa di Mager, Garin è il campione di Rio de Janeiro

Gianluca Mager ha avuto chance in entrambi i set, ma è stato Cristian Garin a sollevare il trofeo. Best ranking per entrambi la settimana prossima

Pubblicato

il

Cristian Garin con Gustavo Kuerten alla premiazione di Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

[3] C. Garin b. [Q] G. Mager 7-6(3) 7-5

Si è chiusa con una sconfitta la settimana magica di Gianluca Mager, ma ci sono tutti i motivi per essere soddisfatti di questo torneo che probabilmente segnerà uno spartiacque nella carriera del 25enne di Sanremo. Partito dalle qualificazioni ha infilato due scalpi di assoluto prestigio (Ruud e Thiem sulla terra sono vittorie di cui andare fieri, anche se nessuno dei due era al meglio della condizione) ed ha portato a casa 320 punti (300 per la finale più 20 per la qualificazione) che lo proiettano al 77° posto della classifica ATP, con la pressoché matematica certezza di entrare in tabellone in tutti i rimanenti tornei dello Slam di quest’anno, oltre ad una chance di giocarsi un posto alle Olimpiadi di Tokyo.

Che Mager potesse partire piuttosto lentamente dopo la grande battaglia vinta in semifinale solo poche ore prima era tutto sommato piuttosto prevedibile, quindi in pochi hanno battuto ciglio quando il ragazzo di Sanremo è andato subito sotto 2-0 contro un avversario che aveva invece chiuso molto velocemente il suo impegno precedente contro Borna Coric. Un po’ meno prevedibile era che il buon Gianluca, una volta presa coscienza della sua presenza in finale, rimontasse da 1-3 a 4-3 e si procurasse addirittura due palle break per il 5-3, principalmente grazie alle sue accelerazioni di rovescio che con quella preparazione così lineare e così minima mascherano meravigliosamente la traiettoria dei colpi.

 

Svanite le tre opportunità per andare a servire per il set, si è arrivati abbastanza tranquillamente al tie-break, nel quale Mager, forse sentendo di dover fare qualcosa di più, ha commesso almeno tre errori non forzati che gli sono costati il set con il punteggio di 7 punti a 3 in 50 minuti.

Gianluca Mager – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Dopo aver perso il primo tie-break del torneo (in precedenza il ligure era a 4 su 4), Mager ha chiesto l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare l’inguine dalla parte della coscia destra, e c’è da chiedersi che mani abbia quel fisioterapista perché Gianluca è riuscito a infilare una striscia di 10 punti consecutivi che lo ha portato in vantaggio per 3-1 con un break ottenuto a zero in grande stile. La pressione di Garin però iniziava ad aumentare: sul 3-2 Mager si salvava dallo 0-40, ma al momento di servire per il set sul 5-4 tre risposte vincenti di Garin rimettevano il set in parità. Il cileno continuava a spingere, e questa volta il serbatoio di Gianluca appariva davvero vuoto: con niente da opporre alla pressione dell’avversario, Mager subiva un parziale di 16 punti a 2 che chiudeva il match dopo 1 ora e 35 minuti.

Prosegue così la striscia di nove vittorie consecutive sulla terra battuta di Cristian Garin, che conquista così il suo secondo titolo dell’anno (il quarto in totale, e il secondo battendo un italiano in finale avendo sconfitto Berrettini a Monaco lo scorso anno) dopo quello di Cordoba due settimane fa e si appresta ad andare nella sua Santiago del Cile per continuare questa cavalcata. Ci arriverà con il nuovo best ranking di n.18 e addirittura come n.4 della Race to London, per far sognare tutti i suoi compatrioti e che sperano di rinverdire i fasti di Nicolas Massu e Fernando Gonzalez alle Olimpiadi di Atene 2004.

Leggi qui la storia di Gianluca Mager

Continua a leggere

ATP

Non sempre piove sul bagnato: a Rio è stato il carnevale di Gianluca Mager

L’azzurro supera Balazs al terzo set dopo l’interruzione per pioggia di ieri e raggiunge la prima finale ATP in carriera. Qui vi raccontiamo la sua storia

Pubblicato

il

Gianluca Mager - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Il Rio Open 2020 verrà sicuramente ricordato come il torneo di Gianluca Mager, classe 1994, presentatosi sulla terra brasiliana con una sola vittoria a livello ATP e una classifica da numero 128 del ranking e capace di stupire tutti superando nei quarti di finale il numero 4 del mondo, Dominic Thiem. Una vittoria ancora più importante e degna di nota, perché maturata in due giorni a causa della pioggia insistente che ha costretto gli organizzatori a rinviare il programma di gioco quando l’azzurro era in vantaggio di un set e di un break. Mager però non si è fatto sopraffare dalle emozioni e ha portato a casa la vittoria più importante della carriera, ripetendosi poi – sempre in due atti ma questa volta in tre set – contro Attila Balazs, già battuto nelle qualificazioni, per raggiungere la prima finale in carriera (e un best ranking di numero 77).

Una carriera scelta e intrapresa con pieno coinvolgimento solo a diciotto anni, quindi piuttosto tardi rispetto agli standard degli altri colleghi professionisti. Fino alla maggiore età Gianluca – che ha preso in mano la racchetta a Sanremo quando aveva sette anni – giocava a tennis per divertirsi, tant’è che il suo nome non è mai apparso nelle classifiche ITF degli juniores, e anzi aveva rischiato di compromettere sul nascere la sua carriera a causa di uno sfortunato episodio. A 16 anni, fu infatti squalificato per quattro mesi per aver fumato marijuana ad una festa, lui che all’epoca ancora non giocava tornei professionistici.

Se il nativo di Sanremo ha poi deciso di cambiare idea e di fare della propria passione un lavoro, molti meriti vanno dati a Diego Nargiso che, stregato dal suo potenziale, lo ha spronato a dare il massimo, di nuovo, come prima e più di prima. “Grazie a lui ho ritrovato la passione per il tennis, la voglia di vincere e tutto il resto“, ha ammesso lo stesso Mager in una vecchia intervista apparsa su ‘Il Tennis Italiano’. Non va inoltre sottovalutato l’aiuto della Federazione che lo ha ospitato da fine 2016 e per alcuni mesi del 2017 nel centro federale di Tirrenia, nell’ambito del progetto “Over 18” curato da Umberto Rianna (e che ha coinvolto tra gli altri anche Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini).

 

I primi punti ATP arrivano nel luglio 2013 e nei tre-quattro anni successivi la sua attività si limita quasi totalmente ai Futures, con quattro titoli e la soddisfazione di sconfiggere un futuro top 10 e finalista Slam come Daniil Medvedev. Nel 2017 esordisce a livello ATP grazie ad una wild card concessagli dagli organizzatori degli Internazionali d’Italia, ma i crampi gli impediscono di terminare il proprio match contro Aljaz Bedene. Ottiene qualche buon risultato nei Challenger, ma, nonostante l’ottimo servizio e un bel drittone carico, la sua dimensione a cavallo tra il 2017 e il 2018 sembra essere ancora quella di giocatore da Futures.

Il salto di qualità arriva nel 2019 che lo vede sempre più continuo e sempre più protagonista a livello Challenger. La sua bacheca si arricchisce di ben tre titoli, equamente distribuiti durante l’anno, a testimonianza dell’ottima condizione raggiunta: Koblenz a gennaio, Barletta ad aprile e Biella a settembre. A fine stagione Mager centra anche la prima vittoria in un torneo ATP, a Stoccolma contro Pablo Andujar, non certo uno specialista del veloce indoor, ma pur sempre un ex top 40 con quattro trofei ATP all’attivo. Evidenti sembrano i miglioramenti in risposta, che assieme al gioco di volo costituisce una fase del gioco in cui Gianluca si porta dietro i maggiori difetti. In prima linea ci sono il gran servizio e un ottimo dritto carico, con il quale ama prendere in mano l’iniziativa e spesso chiudere il punto. Lo aiuta un fisico piuttosto strutturato, perché Gianluca guarda tutti dall’alto dei suoi 188 centimetri nonostante sulle sue doti fisiche non abbia mai creduto di poter fare grande affidamento (‘dal punto di vista fisico mi sento piuttosto scarso!‘, ebbe a dire nella già citata intervista del 2013).

Gianluca Mager (foto Francesco Peluso)

SETTIMANA SPECIALE – Con questa nuova consapevolezza, il venticinquenne azzurro ha iniziato l’anno senza trovare grandi risultati, ma comunque fiducioso. Attualmente nel suo team ci sono Flavio Cipolla (che allena anche Giannessi) e Matteo Civarolo, che lo seguono nei tornei insieme alla ragazza di Gianluca, Valentine Confalonieri, a sua volta ex tennista professionista. Proprio Civarolo, alla vigilia della sfida contro Thiem, non si è detto sorpreso delle prestazioni del proprio pupillo. “Sinceramente me l’aspettavo“, ha dichiarato a RivieraSport. “Vedendo il livello espresso da Gianluca nei primi tornei dell’anno, soprattutto con Purcell all’Australian Open e con Cuevas a Cordoba. Quelli sono stati due match persi per pochi punti, ma giocati alla grande“. Era solo questione di tempo insomma.

Il carattere di Mager si è fatto vedere anche nella ripresa del match contro Attila Balazs, curiosamente già affrontato e battuto dall’azzurro nelle qualificazioni proprio qui a Rio. La partita, interrotta ieri sul punteggio di 7-6 3-3 in suo favore, non ha brillato per la qualità di gioco e si è maledettamente complicata per Mager, che si è trovato sotto di un break nel terzo set dopo aver perso il secondo 6-4. Il tennista italiano è però stato bravissimo a rimanere attaccato al match, aiutato anche dall’avversario che gli ha regalato il contro-break con due doppi falli. Il capolavoro di Mager è stato il tie-break decisivo (il quinto vinto nel torneo su cinque disputati), dominato 7 punti a 2 grazie ad una ritrovata brillantezza e scioltezza nei colpi.

Dopo poche ore, Gianluca è tornato in campo per disputare la finale contro Christian Garin, che ha superato 6-4 7-5 Borna Coric. Una partita, la più importante della sua carriera, che andava presa con spensieratezza e con la sicurezza di avere molte carte da giocare. Purtroppo Garin ha prevalso in due set, vanificando il vantaggio di 4-2 che il sanremese si era costruito nel secondo set e che sembrava una buona base per portare la partita al terzo. Comunque vada da le cose cambieranno per Mager, perché il suo nuovo ranking potrebbe inevitabilmente influenzare le scelte di programmazione dei prossimi mesi.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement