Tsitsipas spacca l'Australian Open: fuori un Federer senza dritto

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Tsitsipas spacca l’Australian Open: fuori un Federer senza dritto

Il ventunenne greco elimina il campione in carica, tradito dal dritto. Tsitsipas giocherà il primo quarto Slam della sua carriera, tonfo in classifica per Federer

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VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)

 

Nonostante per quasi tre ore non abbia visto neanche una palla break, Stefanos Tsitsipas compie l’impresa della sua carriera: eliminare Roger Federer, campione in carica, dall’Australian Open. Lo svizzero non perdeva qui a Melbourne dalla semifinale del 2016 e oggi ha giocato per larga parte del match senza il dritto, aggrappandosi all’orgoglio e al servizio. Ha pesato tantissimo lo 0/12 nella conversione delle palle break, che a conti fatti ha indirizzato la partita verso il greco. Federer scivolerà al sesto posto in classifica, che potrebbe diventare addirittura il settimo qualora Nishikori andasse avanti nel torneo. Tsitsipas raggiunge il primo quarto Slam della sua carriera e si lancia nell’Olimpo del tennis: la sua carriera ad alti livelli sembra essere cominciata oggi.

SUL FILO DI LANA – Nel primo set, gran parte delle emozioni si concentra nel game d’esordio, durato ben nove minuti. Federer è fin da subito molto aggressivo, mentre Tsitsipas inizia un po’ contratto. Lo si vede dai colpi, in particolare dal dritto, ma anche dal tempo che impiega per servire tra un punto e l’altro. Questa lentezza gli costa una prima time violation. Il greco salva una palla break, ma ne concede una seconda quando un’altra time violation lo costringe a servire direttamente la seconda, che atterra fuori dal rettangolo del servizio. Arriva però un provvidenziale ace a cavarlo d’impaccio. Dopo questo spavento iniziale, Tsitsipas si scioglie, inizia a servire benissimo e contrasta bene il ping pong da fondo di Federer. Il giovane greco finalmente gioca con la sana sfrontatezza che si conviene alla sua giovane età e si permette anche un attacco in chop di dritto à la Federer. La partita, piuttosto godibile, approda dolcemente al tie-break (il terzo consecutivo tra i due, dopo quelli giocati in Hopman Cup qualche settimana fa). L’equilibrio regna sovrano, ma la qualità non è eccelsa. Entrambi infatti sbagliano tanto (Federer in particolare è poco preciso col dritto) e mancano tre set point a testa. Sul 12-11, qualcuno tra il pubblico chiama out un dritto sulla riga di Tsitsipas, che, forse distratto dall’urlo, accorcia al colpo successivo permettendo a Federer di chiudere lo scambio e il parziale.

NO BREAK FOR FED – Nel secondo set, entrambi calano molto di rendimento, ma se da una parte Federer è ben supportato dal servizio, dall’altra Tsitsipas appare più in difficoltà. Il greco alterna ottimi punti a errori banali ed è chiamato ripetutamente a salvarsi. Due game fiume, uno da 16 punti e uno da 18, vedono il greco annullare ben quattro palle break anche grazie alla complicità di un Federer in perenne lite col proprio dritto oggi. Le occasioni mancate dallo svizzero in questo secondo parziale salgono a otto nel decimo game, quando uno dopo l’altro gli scivolano via dalle mani ben quattro set point. Ancora una volta a dirimere la questione è il tiebreak. Tsitsipas scappa avanti 3-0, ma una magia in lungolinea col rovescio di Federer riequilibra la situazione. Il greco però spinge sul lato destro di Federer e guadagna tre set point. Basta il primo per pareggiare il conto dei set.

SORPASSO TSITSIPAS – Continuano gli affanni dal lato destro per Federer. Stecca spesso, non opta quasi mai per il lungolinea e addirittura a volte sembra aver proprio paura di tirare il dritto, rifugiandosi con alterne fortune nella smorzata. Tutto quello che manca da quel lato viene però compensato col rovescio, grazie al quale si procura altre due palle break, anche stavolta non sfruttate. Dall’altra parte della rete, Tsitsipas è centratissimo, i colpi sono registrati e vari e anche la lucidità tattica non fa difetto. Proprio quando tutto sembra apparecchiato per il terzo tiebreak, Federer si incarta ancora col suo colpo migliore e regala il terzo set all’avversario. Dopo tre ore, siamo due set a uno per Tsitsipas.

GAME OVER – Il greco entra con grande tranquillità nel quarto set, mentre Roger continua senza successo la sua ricerca del dritto perduto e si aggrappa disperatamente al servizio. Un po’ a sorpresa Tsitsipas chiama il fisioterapista nella pancia del set per farsi massaggiare entrambe le cosce, ma non palesa nessuna difficoltà nei movimenti. Con estrema fatica, Federer riesce a trascinare nuovamente la contesa al tiebreak. Lo svizzero va subito sotto di un mini-break, ma lo recupera con un pazzesco (e purtroppo isolato) dritto in corsa. L’orgoglio però non basta e ancora una volta è il dritto a tradire lo svizzero nel momento decisivo e a mandare Tsitsipas a match point. Il greco è freddissimo e si regala la vittoria forse più importante della sua carriera: ora dovrà affrontare Bautista Agut ai quarti di finale. Lo spagnolo è ancora imbattuto in questo 2019.

(in aggiornamento con le dichiarazioni)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[14] S. Tsitsipas b. [3] R. Federer 6-7(11) 7-6(3) 7-5 7-6(5)

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam
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Australian Open: Djokovic perde un set ma doma Struff senza troppi affanni

Prestazione solida di Nole che cede il terzo parziale a un buon avversario prima di chiudere in scioltezza

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[2] N. Djokovic b. J-L. Struff 7-6(5) 6-2 2-6 6-1

Sotto il tetto della Rod Laver Arena, Novak Djokovic lascia per strada un set contro Jan-Lennard Struff , 37° del ranking e già battuto nei due precedenti confronti. Lo scorso anno, ne aveva ceduti due in tutto il torneo (a Shapovalov e Medvedev), ma il n. 2 del mondo e primo favorito del torneo non solo per i bookmaker non ha mai dato l’impressione di non essere in controllo del match, con un leggero calo di tensione nel terzo parziale, dopo aver incamerato i primi due, che è coinciso con il miglior momento dell’avversario, costretto presto a rientrare nei ranghi. Che Nole si sarebbe presentato in forma a Melbourne non era in discussione; il dubbio può al limite riguardare se il picco finora mostrato non sia stato raggiunto troppo presto, ma questo sarà forse argomento della prossima settimana.

Tra i migliori nel circuito per punti vinti con la prima battuta che, tuttavia, piazza nel rettangolo giusto con eccessiva parsimonia, il tedesco vede tornare indietro quel suo fondamentale con allarmante frequenza e inusuale profondità, a prescindere da direzione e rotazione scelte. Vengono così ridotte drasticamente le sue possibilità di vincere il punto nello scambio breve, che sembrano poi le uniche di vincerlo in assoluto. Novak comincia pressoché inscalfibile nel palleggio e Jan-Lennard soffre tremendamente la posizione avanzata dell’avversario che gli rimanda la palla troppo in fretta. Non è neanche un fenomeno di reattività e difesa, Struff, che non muove i suoi 193 cm come ormai riescono a fare alcuni colleghi di quasi due metri, anche se oggi offre una prestazione migliore del previsto nei suoi reparti meno quotati.

Nel primo set, Djokovic raccoglie i frutti di questa disparità al sesto gioco, frustrando così anche troppo presto le speranze del ragazzone con il cappellino che fa molto meno male del previsto con il servizio e il secondo colpo – anche per merito di chi risponde, come dicevamo. Sul 5-2, Nole non si fa apprezzare per un tweener frontale di inutilità kyrgiosiana, peraltro con esito scadente, perdendo un punto che si rivelerà essenziale visto che in quel game arriverà comunque a set point, annullato dalla prima tedesca. Al momento di chiudere con la battuta, Djokovic si smarrisce, forse aspettandosi che non ci sia già più vita dall’altra parte delle rete. Invece, Struff risorge con un passante stretto di rovescio che gli lascia chissà come intatte le articolazione dei polsi e punisce una volée serba poco incisiva.

In piena fiducia, il ventinovenne di Warstein arriva al tie-break, dove però dimostra perché ne vince poco più del 40%, sbagliando il dritto piuttosto comodo che il servizio gli aveva procurato. Nole conquista a suo modo il successivo gran punto per il 3-0 e, nonostante l’altro salga di livello e gli eroda provvisoriamente il vantaggio in termini di mini-break, resta sempre avanti e chiude 7-5.

 
Novak Djokovic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il trionfatore dell’ATP Cup approfitta dell’inerzia favorevole e di una ripartenza tedesca costellata di errori per mettere subito la testa avanti nel secondo parziale. Struff pare aver perso quella scintilla che aveva invero vanamente brillato nelle fasi finali del primo set, anche perché Nole sta ben attento a non offrirgli alcun appiglio; anzi, veste i suoi panni migliori e la differenza tra i due si fa sentire enorme e dolorosa per lo sfavorito fino all’inevitabile 6-2.

Nel suo angolo, Craig O’Shannessy applaude il 2-0 con cui Gian-Leonardo apre quello che potrebbe essere il suo ultimo set. Al terzo gioco, però, per uscire senza dover pensare da una situazione di punteggio complicata, Struff si affida di nuovo alla tattica oggi perdente del serve&volley, la cui seconda parte rimane solo un’idea, una lampadina che non si accende perché fulminata dalla strepitosa risposta in allungo di Nole e il contro-break arriva puntuale al quindici successivo. È un set diverso dai precedenti, sicuramente condizionato dal solido vantaggio di quello ampiamente favorito e dall’ultima possibilità per la vittima di turno di uscire dal ruolo fin troppo facilmente affibbiatole. Struff torna avanti giocando finalmente il tennis dirompente come spesso riesce a fare per lunghi tratti con avversari più alla sua portata e difende il vantaggio con una volée strepitosa, applaudita dallo stesso Nole che, poi, lo solleva dal potenzialmente pauroso compito di servire per chiudere regalandogli il 6-2 con tre doppi falli.

Il momento di Struff si è tuttavia già esaurito e nel quarto parziale il sedici volte campione Slam diventa padrone assoluto del campo, infliggendo un 6-1 da 23 minuti. In definitiva, si è presentato a Melbourne il Djokovic visto all’ATP Cup contro un avversario che è riuscito a fare partita per un paio di set, incapace però di reggere il confronto sul piano mentale sui punti davvero pesanti nei momenti in cui il suo gioco funzionava meglio. Per Novak, un secondo turno molto più soft contro il vincente fra Tatsuma Ito e Prajnesh Gunneswaran.

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Australian Open, italiani: Sinner quasi avanti, Fognini quasi fuori

Il classe 2001 è stato fermato dalla pioggia a sei punti dal secondo turno. Il ligure sembra non avere grandi chance di rimonta con Opelka, così come Giustino e Travaglia. Già fuori Trevisan e Caruso: “Tsitsipas è di un’altra categoria”

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Jannik Sinner - Australian Open 2020

In una prima giornata segnata dalla pioggia, sette azzurri sono scesi in campo a Melbourne – sei nel maschile più Martina Trevisan nel femminile, con Lorenzo Giustino che ha rimpinguato il drappello all’ultimo minuto da lucky loser. In realtà, però, solo tre incontri sono giunti a conclusione: il già descritto facile esordio stagionale di Matteo Berrettini, e le sconfitte di Martina Trevisan (al primo match negli Slam) contro Sofia Kenin e Salvatore Caruso contro Stefanos Tsitsipas. Fra gli altri, bene Jannik Sinner, sopra di 2 set con l’australiano Purcell, mentre è opposta la situazione di Fabio Fognini con Reilly Opelka, così come quella di Giustino e Travaglia.

J. Sinner vs [Q] M. Purcell 7-6 (2) 6-2 4-4

Jannik Sinner è stato fermato dall’acquazzone quando la primissima vittoria in uno Slam, contro il qualificato australiano Max Purcell, era veramente a un passo (15-30 in risposta sul 4-4 del terzo set), e cercherà di completare l’opera domani, conscio anche dell’eliminazione di Denis Shapovalov per mano di Marton Fucsovics che gli regalerebbe un avversario più gestibile al secondo turno. Sinner sta avendo qualche problema con la percentuale di prime (56% in campo), e ha stentato all’inizio con il rovescio, concedendo due palle break non consecutive nel quinto gioco da cui si è tirato fuori spingendo con piglio. Purcell ha però continuato a prevalere sulla diagonale di sinistra, salendo 15-40 nel turno successivo e passando con un dritto vincente.

L’australiano ha però tremato, sopra 5-4 30-15, e con tre errori consecutivi ha rimesso in partita l’azzurro, che ha preso in mano le redini del match in seguito ad un turno di battuta tenuto rapidamente e uno in risposta interminabile, costellato da cinque deuce e due set point non consecutivi per il nostro – sul primo Purcell ha servito bene, mentre Sinner ha sprecato sul successivo con un unforced di dritto. Nonostante le chance lasciate per strada, l’allievo di Riccardo Piatti non si è scoraggiato (non sembra sapere cosa sia lo scoramento), e ha dominato il tie-break vincendone gli ultimi cinque punti per il primo vantaggio dopo 59 minuti.

Il secondo parziale non ha invece avuto storia: disinibito dal vantaggio, Jannik ha preso la testa nel terzo gioco con un paio di colpi roboanti da fondo, e ha doppiato nel quinto senza temi di smentita, perdendo solo quattro punti al servizio senza concedere palle break in 31 minuti. Il terzo parziale sembrava avviato sugli stessi binari, quando Sinner si è procurato due chance non consecutive per il break nel terzo gioco. In quella situazione il padrone di casa si è districato bene con un paio di vincenti, ma Jannik è salito di tono nel turno successivo, procurandosi un’ulteriore opportunità con due vincenti di dritto che gli hanno dato il 3-2 e servizio. Quando il match sembrava finito, l’azzurro si è però distratto, e nell’ottavo ha concesso lo 0-40 da cui non è riuscito a cavarsi d’impaccio, salvando solo il primo break point quando la pioggia si stava già facendo pressante. Perso il vantaggio, Sinner non ha fatto una piega e ha ripreso a spingere, ma lì la situazione si è fatta insostenibile, venendo fermata prima che qualcuno potesse scavigliarsi. Domani dunque Sinner tenterà di prendersi il passaggio del turno, possibilmente senza sprecare troppe energie.

R. Opelka vs [12] F. Fognini 6-3 7-6(3) 1-0

La pioggia salva Fabio Fognini sotto di due set contro il gigante americano Reilly Opelka che già lo aveva battuto all’esordio allo scorso US Open a fine agosto. Un Fognini troppo falloso per poter competere facendo la metà dei colpi vincenti del suo avversario (30 a 15) e con il consueto handicap di un servizio troppo debole per essere incisivo su questi campi. Fabio ha commesso solo due errori in meno del suo avversario che però è stato devastante al servizio come era prevedibile concedendo una sola palla break nei primi due set, peraltro a freddo nel primo gioco dell’incontro. Fognini ha ceduto malamente il servizio a zero sul 3-4 del primo e poi nel primo gioco del secondo si è salvato da 0-40. Con grande fatica è riuscito ad arrivare al tie-break, fatica però vana dal momento che Opelka si è involato in pochi minuti sul 5-1 prima di chiudere 7-3.

Opelka non è nemmeno andato sotto negli scambi lunghi come invece dovrebbe quasi sempre accadere contro un palleggiatore del livello di Fognini. Dopo che l’americano ha tenuto il servizio nel primo gioco del terzo set, è arrivata la pioggia che dà la possibilità a Fabio di schiarirsi le idee per cercare di evitare un’altra eliminazione al primo turno in uno Slam, la seconda consecutiva contro Opelka.

Fabio Fognini – Australian Open 2020

[14] S. Kenin b. [Q] M. Trevisan 6-2 6-4

Niente da fare per Martina Trevisan, battuta nel suo debutto Slam dall’americana Kenin in un’ora e 18 minuti. Il match è subito partito in salita con una palla break offerta nel primo game in seguito a un errore di rovescio, su cui la quattordicesima testa di serie ha subito capitalizzato causando un altro errore per l’allungo iniziale. Allungo che si è tramutato poi in una fuga grazie alla superiorità di Kenin sulla diagonale di destra, che ha portato la nostra a sbagliare tanto di rovescio, concedendo un altro break. Trevisan è poi entrata in partita, recuperandone uno, ma non è riuscita a portarsi a tiro, perdendo nuovamente la battuta ai vantaggi e non riuscendo più a rientrare.

Nel secondo set i problemi al servizio sono proseguiti (nonostante il 76% di prime in campo, solo il 51% si è tramutato in punti), con un break subito nel terzo gioco, ma Trevisan non si è scoraggiata, aprendo il game successivo con un bel rovescio vincente che ha spianato la strada al contro-break. Da lì il set è scorso via rapido, fino al nono game quando Kenin si è creata tre chance non consecutive, passando su un errore di dritto dell’italiana, che ha alzato bandiera bianca nel gioco successivo. Comunque una grande esperienza per Martina, che dal suo metro e 60 è riuscita a raggiungere il tabellone principale di uno Slam, e incasserà i 90,000 dollari australiani del prize money.

CARUSO OUT, TRAVAGLIA E GIUSTINO SUL CORNICIONE – Salvatore Caruso non è riuscito a onorare il primo Slam giocato senza passare dalle quali, come preventivabile post-sorteggio, venendo spazzato via dalla tds numero 6 Stefanos Tsitsipas in un’ora e 43 minuti (6-0 6-2 6-3). Niente da fare per l’azzurro, che ha conquistato solo tre punti sulla prima del greco, trascinato da un tifo assordante dei tanti immigrati ellenici. Impietoso in particolare il primo set, chiuso in soli 22 minuti con un bagel, mentre nel terzo Caruso si è difeso con orgoglio, costringendo Tsitsipas a chiuderla con il servizio dopo essere risalito da 2-5 0-40.

Non vedevo l’ora di giocare questa partita, perché quando ti confronti con i migliori c’è sempre un po’ di curiosità – ha detto Salvatore Caruso dopo il match -. Avevo anche qualche aspettativa, poi ovviamente le cose non vanno sempre come si spera. Ciò che mi ha più impressionato [di Tsitsipas] è che ogni colpo è totalmente ragionato, c’è un motivo dietro a ogni scelta su ogni colpo. E questo fa sì che non sia possibile distrarsi in nessun frangente: nel primo punto del secondo e del terzo set, io sentivo che non potevo distrarmi, perché qualunque punto poteva definire il game. L’ho visto in gran forma, molto veloce sui piedi, ha un gran ritmo sugli scambi, è chiaramente di un’altra categoria. Però è stato molto bello, una grande esperienza e non vedo l’ora di aver di nuovo la possibilità di giocare contro uno di questi giocatori su un campo così importante”.

 
Salvatore Caruso – Australian Open 2020

Destino simile per Lorenzo Giustino, come detto ripescato all’ultimo secondo per il forfait di Radu Albot, la cui partita con Milos Raonic (tds 32) è stata fermata sul 6-2 6-1 5-2 in favore del canadese dopo un’ora e 24 minuti, mentre qualcosa di più ci si aspettava da Stefano Travaglia, data la sua forma di questo inizio di 2020, che è sotto 6-4 6-3 1-1 con il cileno Christian Garin dopo un’ora e 48 minuti.

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IL PROGRAMMA DI GIOCO DEL DAY 2

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Australian Open: Shapovalov eliminato e deluso, Sinner ringrazia

Il canadese arrivava a questo primo Slam stagionale con grandi aspettative. Ma ha subito perso dall’ungherese Marton Fucsovics. “Non ero concentrato in campo”, ha dichiarato dopo la sconfitta. Salta il possibile incrocio con Sinner al secondo turno

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Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Forse mai come in questi Australian Open, ci si attendeva qualcosa da Denis Shapovalov. Quantomeno di essere un outsider per il torneo. Con l’arrivo di Mikhail Youzhny in panchina lo scorso autunno, il talento canadese aveva decisamente migliorato il suo rendimento, ottenendo il suo primo titolo sul circuito maggiore a Stoccolma e la finale al Masters 1000 di Parigi Bercy. Shapovalov aveva poi trascinato la sua squadra fino alla Finale di Davis, dove aveva dato filo da torcere anche a Nadal. Anche il 2020 era iniziato bene con i successi su Tsitsipas e Zverev in ATP Cup. Insomma, Shapo sembrava pronto per fare il suo primo exploit in un major.

E invece la sua avventura a Melbourne si è conclusa immediatamente. Al primo turno, il 20enne canadese, accreditato della 13esima testa di serie, è stato infatti sconfitto in quattro set dall’ungherese Marton Fucsovics, n.67 del ranking ATP. 6-3 6-7 6-1 7-6 il punteggio in favore di Fucsovics. Dopo la vittoria del secondo set al tiebreak per 9 punti a 7, che ha rimesso in parità il conto dei set, Shapovalov sembrava in grado di venire a capo del suo ostico avversario. E invece è crollato nel terzo parziale e non ha saputo trascinare il match al quinto. 62 gli errori gratuiti per lui nell’arco di tutto il match, 27 più del suo avversario che ha avuto un saldo positivo rispetto ai vincenti, una media di oltre 1,5 a game senza considerare i tiebreak. Un dato da Shapovalov versione pre-Youzhny, quello che perdeva le partite da solo, palesando tanta immaturità tennistica. 

“Ho avuto un sacco di opportunità. Ero persino avanti di un break nel quarto set. Non voglio togliere nulla alla sua prestazione. Ha disputato una partita eccellente. Ha giocato molto bene nel tiebreak del quarto set. È stato molto solido per tutto l’incontro. Ma io non sono stato concentrato a sufficienza in campo oggi. Non ho giocato al mio meglio”, ha affermato il canadese in conferenza stampa. La faccia era quella di un giocatore molto deluso. E ha tutti i motivi per esserlo. Speriamo che questo sia solo un incidente di percorso e di rivedere presto il brillante Shapovalov di fine 2019. 

Chi invece al momento potrebbe non essere molto dispiaciuto per la sconfitta del talento nato a Tel Aviv è il nostro Jannik Sinner. L’altoatesino, che si è visto sospendere definitivamente il proprio match contro il qualificato di casa Max Purcell mentre era avanti per due set a 0, doveva proprio affrontare Shapovalov al secondo turno. E si potrebbe invece ritrovare Fucsovics. Avversario coriaceo ma di spessore sicuramente inferiore. Sinner però dovrà innanzitutto completare l’opera e passare il primo turno. 

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