Nella testa di Osaka: "Prima accettavo di perdere, ora lotto su ogni punto"

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Nella testa di Osaka: “Prima accettavo di perdere, ora lotto su ogni punto”

La giapponese, a un solo match dal secondo titolo Slam e dalla vetta della classifica, racconta una maturazione emotiva che la ha resa più forte sul campo. E del suo exploit del 2018 dice: “A me sembra ci sia voluto un sacco di tempo!

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(foto Chryslène Caillaud, @Sport Vision)


Lo scorso 8 settembre, a New York, in una finale destinata a rimanere nella storia per motivi non tutti edificanti, Naomi Osaka vinceva il primo torneo del Grande Slam della sua vita. Era un successo schiacciante quanto inatteso eppure, già pochi mesi più tardi, Naomi è a un passo dal fare un bis che al femminile non riesce dai quattro major consecutivi di Serena Williams a cavallo tra 2014 e 2015.

La metà australiana di questa striscia di tredici vittorie Slam ha mostrato Osaka come una tennista con un gioco pressoché immutato, ma con una testa ben diversa. Nella scorsa stagione, Osaka aveva giocato un terzo set soltanto in sette incontri su sessantaquattro: vittoria o sconfitta, ogni risultato era sempre a senso unico. Quest’anno invece è già a quattro in neppure due tornei, inclusa la semifinale vinta per 6-2 4-6 6-4 contro Karolina Pliskova. Il che significa certamente più fatica ma, dal punto di vista della giapponese, è sintomo di una maturazione emotiva importante: “Ho imparato che nelle situazioni di svantaggio, a volte, non ci provavo al 100%. Accettavo semplicemente che avrei finito per perdere. Perciò in questo torneo mi sono focalizzata non tanto sulla vittoria finale, quanto nel dare il massimo su ogni punto”. 

 

Un mantra rivelatosi fondamentale per battere Pliskova. Osaka racconta i suoi percorsi mentali: “Ci sono stati momenti in cui ho pensato che il match stava diventando davvero tirato, e che non mi sarei mai perdonata se avessi avuto anche soltanto un piccolo calo di motivazione o un momento di accettazione della sconfitta. Volevo mantenermi carica, non negativa, perché so che ho comunque questa tendenza”. Dalla semifinale è emersa un’altra piccola differenza con la “solita” Naomi, ovvero l’atteggiamento in campo, molto più vocale. Si è visto soprattutto sul match point, quando Osaka ha dovuto chiedere un challenge perché la sua prima di servizio era stata chiamata fuori. Le telecamere la hanno pizzicata con le mani giunte, in preghiera, e poi con le braccia al cielo a esultare quando Hawk-Eye le ha concesso l’ace vincente. “Nel secondo e nel terzo set era diventata molto aggressiva sulla mia seconda di servizio” ha spiegato, “per questo non volevo proprio doverne giocare una”.

Il suo prossimo e ultimo ostacolo batterà ancora bandiera ceca: si tratta di Petra Kvitova, con la quale si contenderà, oltre che il trofeo, anche la vetta del ranking WTA. Nel caso in cui a spuntarla fosse Osaka, diverrebbe la prima numero uno giapponese della storia del tennis, maschile e femminile. “Al momento non ci penso” ha risposto lei, “il mio obiettivo è vincere il torneo. La posizione nel ranking viene dopo. Tendo a fare meglio se mi concentro su un solo obiettivo”. Giusto: anche se il mezzo è lo stesso, meglio pensare soltanto al fine più immediato dei due. Specialmente con i mille punti di Indian Wells in scadenza, che potrebbero mettere inutile fretta a una ragazza che è la migliore della classe d’oro del 1997, quella delle appena maggiorenni negli Stati Uniti (dove vive fin da quando era bambina).

Osaka invece sa pazientare. Della sua ascesa, che può sembrare una esplosione improvvisa, tiene bene a mente le tappe intermedie, i fallimenti lontani dai riflettori. “Cavolo, a me pare che ce ne sia voluta!” ha detto ai reporter nel suo tono a metà tra timidezza e informalità. “Forse il mio tempo scorre più lentamente del vostro, però mi ricordo tutti i terzi turni persi prima di quest’anno”. Ma Osaka lo aveva detto, dopo il successo a Flushing Meadows: non voleva essere definita da un solo torneo, ricordata per quello. È con questa consapevolezza che ha sfruttato l’off season anche per fare i conti con il suo nuovo ruolo di favorita per i grandi tornei, e sfruttarlo al meglio. “Amo gli Slam, sono i posti in cui capisci che tutta la fatica vale la pena. Ce ne sono soltanto quattro ogni anno, quindi voglio fare il meglio che posso quando sono qui”. Del resto con Naomi è quasi sempre così, non ci sono formule segrete, soltanto la semplicità. Bella, e vincente.

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Australian Open, quali: grande Cocciaretto, fuori Musetti, Giustino e Viola

Primo tabellone principale Slam per Elisabetta: “Il torneo però inizia solo adesso”. Avrà Kerber. Sconfitti tutti i ragazzi, rimpianti soprattutto per i due Lorenzo. In totale, avremo 12 tennisti nel main draw: 8 uomini e 4 donne

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da Melbourne, il nostro inviato

E. Cocciaretto b. [23] T. Martincova 6-2 6-1

Non la vedevo giocare da diversi mesi, e la prima cosa che mi è balzata all’occhio di Elisabetta Cocciaretto versione 2020 è una pesantezza di palla in generale notevolmente aumentata. Servizio, dritto, il solito gran bel rovescio non solo filano bene, ma fanno anche male alle avversarie. La ceca Tereza Martincova, brava ma nulla di speciale, non può nulla contro l’intelligente gioco dell’azzurra, che dopo uno scambio di break all’inizio della partita, va via liscia con una serie di 11 game a uno, poco altro da raccontare del match di oggi sul campo 22. Visibilmente soddisfatta Tathiana Garbin in tribuna, raggiante Elisabetta che si presenta con merito nel tabellone principale di Melbourne.

“Avevo giocato – e vinto – con Coco Gauff il primo turno junior sullo stesso campo due anni fa, si vede che era un buon segno! Sì, la palla mi viaggia di più, ci ho lavorando tanto col mio coach, anche il servizio è più incisivo. Devo volare basso però, ho fatto una buona cosa, ma il torneo inizia adesso. Fisicamente non mi sentivo pronta per competere sul veloce a questi livelli, è lì che ho migliorato, mi alleno tutti i giorni indipendentemente dal torneo. Credo sia partito tutto da Auckland, dove all’inizio ero un po’ spaesata, ma cerco di copiare dalle più forti. Passo molto tempo con Lorenzo Musetti, abbiamo fatto tanti tornei junior insieme, e con il suo coach Tartarini insieme al mio. Fausto Scolari, il mio allenatore, è bravissimo, mi aiuta ad affrontare l’ambiente più da professionista, a essere ordinata anche fuori dal campo. Devo giocare lottando punto dopo punto, le mie leve non sono mica quelle della Kvitova!”.

Per Cocciaretto tanta fiducia, e 56.000 euro in saccoccia, che fastidio di sicuro non danno. Più una classifica quasi garantita di 150 WTA circa, un anno fa era fuori dalle 700. E come dice lei stessa, il torneo inizia adesso. Purtroppo, il sorteggio non è stato benevolo: le toccherà Angelique Kerber, campionessa qui nel 2016, numero 1 WTA nel 2017, testa di serie numero 17, sarà durissima.

T. Griekspoor b. [WC] L. Musetti 6-4 7-6(8)

Partita dura e difficile per Lorenzo Musetti, che ce la mette tutta, ma deve arrendersi all’olandese Tallon Griekspoor. Il 23enne residente ad Amsterdam, 175 ATP, è un onestissimo picchiatore, che mette in campo una differenza di 10 chili rispetto all’azzurro (85 contro 75), serve bene e attacca con coraggio. In particolare la pesantezza delle rotazioni in kick del servizio sul rovescio mette in seria difficoltà Lorenzo, che spesso cede campo senza riuscire a incidere all’inizio dello scambio. Un break subìto nel quinto game costa carissimo a Musetti, che perde il primo set, dopo essersi visto annullare da un buon servizio una palla del contro-break. Nel secondo set i due procedono appaiati, senza mettere in pericolo i turni di battuta dell’avversario, è molto bravo Tallon a salvare un set point sul 5-6 con una volée di rovescio.

Si va al tie break, Musetti annulla con personalità un match-point, si vede annullare con un ottimo attacco un secondo set-point, e alla fine – dopo aver cancellato un secondo match-point – consegna il match a Griekspoor con un errore di dritto. In generale, Lorenzo gioca bene, manovra con talento e belle esecuzioni sia da fondo che in avanti, ma l’impressione è stata che in tante circostanze abbia subito stando troppo indietro le mazzate dell’olandese. Dispiace, ma sono esperienze importanti, di cui sicuramente, con l’aiuto di coach Tartarini, Musetti saprà far tesoro in futuro. Rispetto all’anno scorso, vedendolo di lato soprattutto, è evidente il progresso in termini di potenza e velocità di palla, oggi è andata male per una manciata di punti, ma il livello è alto e potrà crescere ancora.

 

A. Tabilo b. M. Viola 6-2 6-3

Delusione per Matteo Viola, che sull’assolato campo 19 cede in modo piuttosto netto al pimpante mancino cileno Alejandro Tabilo. Il 32enne veneto (di Mestre), accompagnato da coach Marco Cepile, non riesce praticamente mai ad aggredire l’avversario in risposta. “Che fastidio che mi dà“, si lamenta Matteo affrontando le rotazioni della battuta di Alejandro. Sullo scambio il veneto tiene anche bene, piazzando qualche buona soluzione in anticipo, ma parecchi dei punti più importanti li incassa Tabilo, che onestamente si merita la vittoria finale. Peccato per Viola, giocatore di talento che sarebbe davvero bello veder fare un salto di qualità in termini di risultati almeno verso la fine della carriera.

M. Trungelliti b. L. Giustino 6-2 1-6 7-6(10-4)

Match quasi speculare nei primi due parziali tra Lorenzo Giustino e l’argentino Marco Trungelliti. I due oggi giocano in modo abbastanza simile tatticamente, servizi buoni, spinta di dritto, manovra e qualche accelerazione di rovescio. Nel primo set, Lorenzo sbaglia qualche palla di troppo in momenti delicati (almeno un paio di brutti dritti volati via), e va sotto 6-2 senza grande lotta. Nel secondo, la situazione si inverte, l’azzurro sale di livello, Marco commette diversi gratuiti, ed è 6-1 per Giustino, la qualificazione si decide al terzo.

Sull’1-1 Trungelliti annulla tre palle break consecutive, altre 2 sul 3-3, una sesta sul 4-4, mantre Giustino non ne concede nemmeno una: però il risultato è un tie-break decisivo, a 10 punti, e per l’azzurro è difficile psicologicamente esserci arrivato dopo tante occasioni sfumate (anche per merito dell’avversario, s’intende). Infatti l’argentino scappa subito 4-0, poi 7-3, è dura. Tra i “forza Marco” e i “vai Lorenzo” del campo 19 sembra un derby, a tratti. Giustino purtroppo commette altri errori, sia in spinta col dritto che in risposta col rovescio, Trungelliti sale 9-4, e grazie a uno smash steccato dall’italiano si prende la qualificazione. Bravo lo stesso Lorenzo, ma non aver concretizzato di più nel terzo set, come si dice in gergo, fa davvero rosicare. Bello l’abbraccio finale tra i due, sono entrambi ragazzi simpatici e si vede.

Tabellone maschile (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)
Tabellone femminile (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Australian Open

Australian Open, qualificazioni: Musetti e Cocciaretto col piglio da grandi

Avanti i due baby azzurri. Lorenzo al secondo turno contro Copil, Elisabetta approda al turno decisivo insieme a Trevisan, Gatto-Monticone e Viola. Cadono Errani e Lorenzi

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Lorenzo Musetti all'Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tre vittorie e quattro ko per gli azzurri impegnati nella notte italiana. Il tabellone delle qualificazioni non risulta allineato, dopo i rinvii per pioggia del day 2. All’esordio, ha onorato la wild card Lorenzo Musetti. Il campione dell’Australian Open junior del 2019 ci ha messo appena 44 minuti per liberarsi dell’israeliano Amir Weintraub, trentatreenne senza classifica che ha preso il posto di Hyeon Chung dopo il forfait del sudcoreano. Coefficiente di difficoltà decisamente più alto per il prossimo impegno: sulla strada del carrarino (classe 2002) ci sarà Marius Copil (151 ATP). Ha superato il primo step anche Lorenzo Giustino, che ha avuto bisogno di un’ora e mezza per liberarsi in due set del cinese Yan Bai (218 del mondo) e se la vedrà adesso con il tedesco Yannick Maden, 18esima testa di serie. Primo turno letale invece per Stefano Napolitano (222 ATP) che non è riuscito a sovvertire il pronostico contro Facundo Bagnis: 6-3 6-4 per l’argentino, 135 del ranking, spinto da otto ace e dal 75% di prime in campo.

Sono caduti invece al secondo turno Roberto Marcora, Gianluca Mager e Paolo Lorenzi. Proprio il senese, al termine di tre ore di battaglia tra veterani, ha dovuto arrendersi a Lukas Rosol perdendo il servizio all’ultimo game di un terzo set terminato sul 7-5 per il ceco. Appena sei i giochi conquistati da Marcora, che ha perso quattro volte il servizio contro lo slovacco Norbert Gombos (decima testa di serie). Qualche rimpianto in più può nutrirlo Mager, tredicesimo del seeding: il sanremese aveva recuperato un set di svantaggio a Max Purcell, senza però riuscire a sovvertire il fattore campo nel parziale decisivo (nel conteggio complessivo, hanno pesato i sette doppi falli). L’unico già arrivato al punto di giocarsi un posto nel main draw è Matteo Viola, emerso dopo due set combattuti spalla a spalla con il francese Janvier (201 ATP) più avanti di lui nel ranking di 30 posizioni. L’incrocio decisivo sarà con il cileno Alejandro Tabilo (numero 208 del mondo).

I risultati degli italiani:

1° T: [24] F. Bagnis b. S. Napolitano 6-3 6-4
1° T: L. Giustino b. Y. Bai 6-3 7-5
1° T: [WC] L. Musetti b. [ALT] A. Weintraub 6-2 6-1
2° T: L. Rosol b. [12] P. Lorenzi 6-7(4) 7-6(9) 7-5
2° T: M. Purcell b. [13] G. Mager 6-3 4-6 6-4
2° T: [10] N. Gombos b. R. Marcora 6-2 6-4
2° T: M. Viola b. M. Janvier 7-6(6) 6-4

Il tabellone delle quali maschili (con tutti i risultati aggiornati)

C’era attesa per il debutto di Sara Errani, che però non ce l’ha fatta a superare la ventunenne russa Anna Kalinskaya, 108 del mondo. Andamento del match altalenante: l’azzurra ha perso 6-2 il primo e il terzo set, prendendosi però il secondo con un netto 6-1. Abbiamo però tre nostre tenniste pronte a giocarsi la sfida decisiva. Melbourne Park galvanizza Elisabetta Cocciaretto, al debutto Slam tra le grandi dopo la semifinale junior nel 2018. La marchigiana, in un’ora scarsa, ha lasciato appena quattro game a Francesca Di Lorenzo (14 del seeding) e sfiderà la ceca Tereza Martincova, numero 132 del ranking e 23esima testa di serie.

Da un quasi derby – per le origini italiane della statunitense – al derby vero che ha visto passare Giulia Gatto-Monticone su Martina Di Giuseppe con un doppio 6-3. La piemontese sfiderà la britannica Harriet Dart (169 del ranking) per centrare quello che sarebbe il terzo main draw di uno Slam nella sua carriera. Ostacolo Genie Bouchard per Martina Trevisan, che si è conquistata l’ultimo gradino delle quali giocando un gran match contro Ysaline Bonaventure: la belga, nona testa di serie, è stata spinta fuori partita da un nettissimo 6-0 6-2. La fiorentina, a 26 anni, sogna la prima volta nel tabellone di un major.

I risultati delle italiane:

1° T: [5] A. Kalinskaya b. S. Errani 6-2 1-6 6-2
2° T: M. Trevisan b. [9] Y. Bonaventure 6-0 6-2
2° T: G. Gatto-Monticone b. M. Di Giuseppe 6-3 6-3
2° T: E. Cocciaretto b. [14] F. Di Lorenzo 6-3 6-1

Il tabellone delle quali femminili (con tutti i risultati aggiornati)

GLI AZZURRI IN CAMPO VENERDÌ (inizio incontri alla mezzanotte)

2° T: L. Giustino vs [18] Y. Maden: campo n. 13, 2° match
3° T: M. Trevisan vs E. Bouchard: 1573 Arena, non prima delle 03:30
2° T: M. Copil vs [WC] L. Musetti: campo n. 15, 3° match
3° T: H. Dart vs G. Gatto-Monticone: campo n. 5, non prima delle 05

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Australian Open

Australian Open, qualificazioni: fuori Gaio e Giannessi, poi la pioggia ferma tutto

Dopo il fumo arriva la pioggia a fermare il programma con soli 16 incontri portati a termine. Maxi programma giovedì (80 incontri) e dodici italiani in campo

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Il tabellone delle quali femminili (con tutti i risultati aggiornati)
Il tabellone delle quali maschili (con tutti i risultati aggiornati)

Altra giornata difficile per l’Australia e di conseguenza anche per le qualificazione degli Australian Open 2020. Prima il solito fumo ha costretto gli organizzatori a ritardare l’inizio dei match, poi è intervenuta la pioggia che ha fatto calare il sipario sulla giornata di gioco quando si erano conclusi appena 16 incontri su 64 programmati. Al di là dei problemi organizzativi derivanti da un rinvio così massiccio, la pioggia potrebbe recare grande giovamento alle regioni martoriate dagli incendi, abbassando le temperature e “ripulendo” in parte l’aria fortemente inquinata dal fumo.

Tra le partite giunte al termine ci sono anche quelle di due italiani, Federico Gaio e Alessandro Giannessi, entrambi sconfitti. Gaio ha ceduto in due set al belga Kimmer Coppejans dopo un’ora e mezza di partita. Purtroppo c’è stata lotta solamente nel primo parziale con l’azzurro bravo a recuperare il break di svantaggio quando il belga stava ormai servendo per il set sul 5-3. Nel tie break, Gaio, sotto 0-4, ha rimontato fino al 4-4, ma ha poi ceduto gli ultimi tre punti e con essi il parziale. Il secondo set è stato dominato da Coppejans che in 28 minuti ha rifilato all’italiano un severo bagel e si è assicurato il passaggio del turno. Molto più lottata invece la sfida tra Giannessi e Duckhee Lee, durata oltre tre ore e conclusasi solo al super tiebreak (ricordiamo che dal 2019 all’Australian Open sul 6-6 nel set decisivo si gioca un tiebreak a 10 punti in luogo del classico a 7). L’azzurro, infuriato per un medical time out dell’avversario, ha sciupato un vantaggio di 6-1, finendo col vincere solamente uno dei successivi dieci punti (qui il resoconto completo di quanto accaduto).

Nella giornata di giovedì dunque si recupereranno tutti i match sospesi o neanche iniziati all’interno di un maxi programma di gioco che comprende ben 80 incontri. Undici di questi match vedranno impegnati tennisti e tenniste italiane, incluso un derby, quello tra Giulia Gatto-Monticone e Martina Di Giuseppe.

GLI AZZURRI IN CAMPO GIOVEDÌ (inizio incontri alla mezzanotte)

S. Napolitano vs [24] F. Bagnis: 1° match sul campo n. 12
L. Giustino vs Y. Bai: 1° match sul campo n. 15
[WC] L. Musetti vs [ALT] A. Weintraub: 2° match sul campo n. 12
[5] A. Kalinskaya vs S. Errani: 3° match sulla 1573 Arena
[12] P. Lorenzi vs L. Rosol: 4° match sulla 1573 Arena
[13] G. Mager vs M. Purcell: 5° match sul campo n. 8
[10] N. Gombos vs R. Marcora: 5° match sul campo n. 11
[9] Y. Bonaventure vs M. Trevisan: 5° match sul campo n. 14
G. Gatto-Monticone vs M. Di Giuseppe: 6° match sul campo n. 11
M. Janvier vs M. Viola: 6° match sul campo n. 12
[14] F. Di Lorenzo vs E. Cocciaretto: non prima delle 08, campo da stabilire

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