ATP Sofia: Berrettini cede alla distanza, la finale sarà Fucsovics-Medvedev [AUDIO]

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ATP Sofia: Berrettini cede alla distanza, la finale sarà Fucsovics-Medvedev [AUDIO]

L’azzurro va avanti di un set, ma perde il secondo in volata e cede di schianto nel parziale decisivo. Da lunedì potrà comunque festeggiare il best ranking (numero 46). Le parole del coach Vincenzo Santopadre. Il russo domina uno svogliato Monfils

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Niente da fare per Matteo Berrettini che non riesce a superare lo scoglio Marton Fucsovics, nonostante una buona performance. Oggi l’ungherese offriva una serie di sfide diverse e per certi versi più complesse rispetto agli avversari, pur fortissimi, battuti in precedenza. Fucsovics infatti propone un tennis potente e completo, non soffre lo slice come Khachanov (anzi lo sa riproporre con buona efficacia) né ha le croniche amnesie di Verdasco. Oggi però a fare la differenza, più che il tennis, è stato il maggior cinismo dell’ungherese di concerto con un vistoso calo psicofisico di Berrettini all’inizio del terzo set. L’azzurro non ha però molto da recriminare sulla palla break mancata nel secondo parziale, che lo avrebbe mandato a servire per il match, né tutto sommato sulla falsa partenza nel terzo, figlia delle precedenti fatiche. Anzi Matteo può lasciare Sofia forte del proprio best ranking (numero 46) e della sensazione di potersela giocare a questi livelli.

Nel primo parziale, Berrettini fa bella mostra delle sue migliori qualità e dei miglioramenti dell’ultimo periodo. Alla solita mortifera combinazione di servizio e dritto (con la quale ha annullato due set point nel decimo gioco), l’azzurro affianca un rovescio più solido, smorzate intelligenti e una buona tenuta mentale. È proprio quest’ultimo aspetto a premiarlo. Pur vedendosi scivolare via davanti agli occhi ben cinque palle break (per meriti di Fucsovics che per demeriti suoi), Berrettini non si scompone, neanche quando tocca a lui salvarsi sull’orlo del baratro. Alla fine, nel dodicesimo gioco, un rovescio lungolinea vincente gli spalanca le porte del break e del primo set.

 

Il secondo set segue invece pedissequamente i turni di servizio fino al 4-4. Qui Berrettini ha una palla break che gli permetterebbe di servire per raggiungere la seconda finale in carriera, ma ancora una volta Fucsovics è perfetto e si salva. Ad un passo dal tiebreak, Berrettini smarrisce la prima di servizio e concede un set point. L’ungherese si avventa col dritto su una seconda scarica e pareggia il conto dei set.

Il colpo rimbomba forte sia nella testa che nelle gambe di Berrettini, provate dalle battaglie di questa settimana. Fucsovics ne approfitta per scappare subito avanti 3-0 e non si guarda più indietro. Matteo prova a giocare a braccio sciolto, ma l’ungherese si difende senza problemi e si guadagna la seconda finale della carriera, dopo quella vinta a Ginevra lo scorso maggio.

In finale troverà Daniil Medvedev che ha passeggiato in due set su uno svogliato Gael Monfils. Dopo quattordici giochi ai limiti dell’indolenza, il francese ha mostrato un unico barlume di combattività rimontando da 5-1 a 5-4. Il divario però era ormai troppo ampio e Medvedev non ha avuto problemi a chiudere la pratica al secondo tentativo. Sarà la sesta finale ATP per il russo (3-2 il bilancio vittorie/sconfitte).

Risultati:

M. Fucsovics b. M. Berrettini 5-7 7-5 6-3
[3] D. Medvedev b. [7] G. Monfils 6-2 6-4

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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