Fed Cup, Svizzera-Italia 2-0: Giorgi spreca troppo, Errani KO con onore

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Fed Cup, Svizzera-Italia 2-0: Giorgi spreca troppo, Errani KO con onore

BIEL – Camila perde tante occasioni e si arrende a una ottima Golubic. Non sfigura la nostra nr.2 contro Belinda Bencic ma alla fine la svizzera chiude 6-2 7-5.

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FED CUP, World Group II

 

SVIZZERA vs ITALIA 2-0 (da Biel, Lorenzo Fattorini)

V. Golubic b. C. Giorgi 6-4 2-6 6-4

Il secondo match di giornata vede fronteggiarsi la nostra numero uno, Camila Giorgi, e la svizzera Golubic. Giorgi torna a difendere i colori dell’Italia dopo tre anni di assenza, quando portò l’unico punto della sfida contro la Francia, battendo Mladenovic. È una Camila davvero felice di essere qui, concentratissima e scoppiettante nei sui colpi sin dal warm up mattutino. C’è grande allegria nel clan Italia, con Sergio che scherza insieme a Garbin, lasciandole tutta la responsabilità di consigli e suggerimenti per la figlia… A tal punto che trova il tempo persino per salutare il sottoscritto e far due risate! Davvero gentile e alla mano Sergio, ma conscio dell’importanza della sfida in territorio elvetico, specialmente dopo il primo punto vinto da Bencic.

RIMPIANTI GIORGI, PRIMO SET SVIZZERA
Camila non vuole deludere le attese e parte subito alla grande, strappando il servizio a freddo alla sua avversaria e portandosi comodamente 3-0. Tanti vincenti per lei, mentre Golubic si mostra in grande difficoltà sui colpi di Camila: spesso costretta al recupero, non riesce ad arginare la potenza dell’azzurra, che si porta comodamente sul 4-1.
Da lì la partita cambia. Golubic riesce a trovare le contromisure, aiutandosi con smorzate e colpi senza peso che infastidiscono Camila, non abile ad adattarsi con i suoi colpi piatti a palle difficili da alzare. Si è chiaramente innervosita Giorgi, che inizia a commettere una caterva di errori sia col dritto che col rovescio. Questo non fa che rassicurare la svizzera, che inizia a muovere bene la palla negli angoli con colpi puliti ed efficaci. In un attimo vince 4 games consecutivi, andando a servire per il set sul 5-4. Pazzesca la quantità di errori con i colpi da fondo di Camila, specialmente in risposta: quasi irriconoscibile rispetto a mezzora fa.

RISCATTO AZZURRO, 1-1
È una Golubic senza paura quella che inizia il secondo set, che piazza un rovescio lungo linea vincente meraviglioso e che, soprattutto, tira ogni colpo che può. La sensazione è che però tutto passi per Camila e infatti, appena gli errori da fondo scendono, Giorgi riesce nuovamente a portarsi in vantaggio 3-0 nonostante la svizzera sia in modalità muro.
Golubic si attacca al rovescio (altro lungo linea da sogno, marchio della casa) e cerca di far palleggiare la nostra, a ragione. Camila è però in netta crescita pur concedendo ancora qualcosina ad un avversaria che comunque sta giocando una grandissima partita, solida e di sostanza: se li deve prendere i punti Giorgi, oggi non si regala nulla in Svizzera.
Ormai i colpi di Giorgi filano come saette per il campo e, dopo una piccola titubanza sul 5-1 e servizio, si aggiudica il set per 6-2.

L’ILLUSIONE DURA POCO, GIORGI SPARISCE DAL CAMPO
Tutti pensano che Camila possa sfruttare l’onda lunga del secondo parziale per imporre il proprio ritmo all’incontro. Invece Giorgi ricomincia la partita come aveva concluso il primo, di set. Errori a ripetizione, accompagnati dalla classica solidità e continuità della svizzera, fanno precipitare l’azzurra sotto 3-0 con pesante doppio break.
Camila sembra rimasta bloccata al 6-2 del secondo set: Golubic continua col suo gioco lineare, l’azzurra continua a sbagliare, a volte di metri, colpi che in precedenza chiudeva senza difficoltà.
Camila cerca aiuto in Sergio e Tathiana, ma è un’emorragia che non si ferma: nonostante un sussulto di orgoglio dell’azzurra tra il 5-2 e il 5-4, Golubic dimostra di non aver paura di vincere, gioca spavalda e sicura di se. L’ultimo non forzato di Giorgi consegna il set e la partita ad un’onestissima Golubic. Ha vinto quella che è rimasta più costante nella partita: calma nei momenti critici, cinica quando c’era da chiudere.
Per l’Italia ora si fa durissima: il terzo incontro domani potrà già decidere le sorti del tie, spedendoci ai playout del world group II.

B. Bencic b. S. Errani 6-2 7-5

Splende il sole a Biel e scioglie la neve che adorna le colline attorno allo Swiss tennis center, teatro della sfida Svizzera Italia di Fed Cup. Chi vince, si giocherà i playoff per rientrare nel World Group: la posta in palio è altissima e le giocatrici si dimostrano cariche sin dall’allenamento mattutino.
La sfida inaugurale vede affrontarsi la numero uno svizzera, Belinda Bencic, e la rientrante Sara Errani, scesa al numero 124 della classifica Wta. L’italiana si è scaldata in mattinata con grande voglia di riscatto e anche un pizzico di tensione: coach Garbin è davvero brava a rassicurarla, incitarla e tenerla carica. Belinda è invece tranquilla mentre palleggia con la Bacsinszky: si vede che è in fiducia.

PRIMO SET SVIZZERA – Un palazzetto poco gremito ma carichissimo sin dai primi scambi accoglie le ragazze sul terreno di gioco: il team Italia è unito, tanti abbracci di gruppo e supporto reciproco.

L’inizio di partita è molto complicato per entrambe, che stentano a tenere il servizio. La palla di Sara al servizio è troppo leggera e Bencic non ha problemi a scoccare colpi violenti e ficcanti. Va comunque segnalato un lieve miglioramento di velocità per Sara che ha modificato il movimento passando con il braccio dietro la schiena e la testa.

Belinda al contrario è troppo fallosa nei suoi turni, grazie anche ai tanti movimenti cui Sara la obbliga. Ne consegue un valzer di break, ben 5 consecutivi, in cui si alternano errori e colpi vincenti. Tathiana incita la nostra, consigliandole di servire più al corpo, dare meno angoli, farla muovere il più possibile, ma c’è davvero troppa differenza nella velocità e nella profondità della palla tra le due. Belinda acquista sempre più sicurezze e inizia a lasciare andare tutti i colpi, siglando vincenti in continuazione: rompe l’equilibrio tenendo il servizio del sesto gioco, e riesce a chiudere comodamente 6-2 il primo set.

CUORE ERRANI, MA SVIZZERA AVANTI – Il secondo set ci regala una partita molto più combattuta, con meno errori da ambo le parti. Sara riesce ad essere più efficace con servizio, prende spesso la rete ed è più aggressiva con tutti i suoi colpi: bellissimo il punto che le regala i 2-1 in suo favore, un gran recupero su un lob di Belinda. Purtroppo per l’Italia, Bencic si migliora ancora, specialmente con il servizio, e trova le contromisure anche in questo set, ottenendo il break al 5° gioco. Sul 5-2 e servizio Svizzera sembra finita, ma un sussulto di una indomita Errani regala ancora emozioni sul finale. Sara strappa il game del match a Bencic e tiene successivamente il suo servizio a zero. La svizzera perde certezze, e il classico braccino viene a galla: le prime scendono, i colpi sono meno profondi, e si arriva al 5-5 con incredibile doppio break Italia. Lo stadio è una bolgia ora, ma Sara inizia a pagare la stanchezza per lo sforzo finale profuso. Con troppi errori, consegna i successivi due games all’avversaria, che regala il primo punto del tie alla Svizzera chiudendo 7-5.

Troppa la differenza tra le due oggi: encomiabile comunque Sara, che al rientro dà tutto per impensierire un’avversaria ben più quotata, riuscendoci anche per alcuni tratti della partita. La desuetudine alle partite l’ha danneggiata molto, ma domani sarà un’altra storia.

Svizzera-Italia: formazioni, precedenti e pronostico

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Sorteggiati play-off e play-out della Fed Cup: l’Italia andrà in Russia per evitare la C

Le azzurre dovranno evitare la retrocessione nei gruppi zonali contro la prima testa di serie. Sfida in programma il 20-21 aprile

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(foto Fabrizio Maccani)


Il giorno dopo la pubblicazione della nuova classifica per nazioni e la contestuale designazione delle teste di serie per i play-off dei World Group I e II, al quartier generale dell’ITF a Londra si sono tenuti i sorteggi. Che per l’Italia non sarebbe stato in ogni caso un accoppiamento favorevole era risaputo, ma ci è probabilmente toccata l’avversaria peggiore: la Russia, prima testa di serie, da affrontare in trasferta. Il 20 e 21 aprile prossimi, quindi, le ragazze di Tathiana Garbin giocheranno per evitare la retrocessione nel Gruppo I – in serie C, per dirla in italiano. E, dopo la disfatta di Biel dove le azzurre hanno raccolto un set in tre incontri a dispetto della classifica superiore della nostra numero uno, non si partirà certo sulle ali dell’ottimismo, per quanto Camila Giorgi abbia sempre dimostrato di avere le potenzialità per battere qualsiasi avversaria; resta tuttavia il fatto che, per carattere e caratteristiche di gioco, sembra che poco le si addica la dimensione di un impegno a squadre e il ruolo di leader che dovrebbe ricoprire.

 

Per quanto riguarda la squadra russa, si è guadagnata l’opportunità di giocarsi la promozione con tre vittorie in altrettante sfide nell’impegno della scorsa settimana a Zielona Gora in Polonia. Battute la formazione di casa e la Danimarca nella fase a girone, nell’incontro decisivo le russe hanno superato la Svezia grazie ai successi in singolare di Natalia Vikhlyantseva e Anastasia Pavlyuchenkova rispettivamente su Larsson e Peterson.

ITALIA-RUSSIA: PRECEDENTI (fonte: federtennis.it)

Sarà l’ottavo confronto (compresi quelli disputati contro l’Unione Sovietica) tra le due Nazioni con la Russia in vantaggio per 5-2. L’Italia, però, ha vinto due delle ultime tre sfide: la semifinale del 2009 disputata sulla terra rossa di Castellaneta Marina, e soprattutto la finale del 2013 giocata al Tc Cagliari, sempre sulla terra.

ITALIA – RUSSIA 2-5 (dettaglio)

  • 2013 – Tennis Club Cagliari (terra), Cagliari, Italia – finale
    ITALIA b. Russia 4-0
  • 2011 – Sports Palace Megasport (veloce Indoor), Mosca, Russia – semifinali
    Russia b. ITALIA 5-0
  • 2009 – Nova Yardinia (terra), Castellaneta Marina, Italia – semifinali
    ITALIA b. Russia 4-1
  • 2007 – Small Sports Arena “Luzhniki” (veloce indoor), Mosca, Russia – finale
    Russia b. ITALIA 4-0
  • 2005 – Circolo del Tennis Brindisi (terra), Brindisi, Italia – 1°turno World Group
    Russia b. ITALIA 4-1
  • 1980 – T.C. Rot-Weiss (terra), Berlino, Germania – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 2-1
  • 1968 – Roland Garros (terra), Parigi, Francia – 2°turno World Group
    Urss b. ITALIA 3-0

LE ALTRE SFIDE – Gli altri tie per guadagnarsi il secondo gruppo mondiale saranno Giappone-Olanda, Gran Bretagna-Kazakistan e Slovacchia-Brasile, mentre i play-off del World Group I vedranno in campo la Repubblica Ceca, certo non abituata a giocarsi la salvezza (l’ultima volta è stata nel 2008), che ospiterà il Canada, Usa-Svizzera, Lettonia-Germania e Belgio-Spagna.

TABELLONE PLAYOUT 

(1) Russia – ITALIA
Giappone – (2) Olanda
(3) Gran Bretagna – Kazakhstan
(4) Slovacchia – Brasile

TABELLONE PLAYOFF 

(1) Repubblica Ceca – Canada
(2) Stati Uniti – Svizzera
Lettonia – (3) Germania
(4) Belgio – Spagna

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Giorgi delude, Halep vuole la Fed, la Bielorussia fa paura

Camila recita male il ruolo della leader a Biel, serve di più per riportarci in alto. Le rumene fermano le ceche, Sabalenka e Sasnovich stordiscono le tedesche, Barty in gran forma. Garcia ritorna alla grande in Fed

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Amaro il week-end di Fed Cup per i nostri colori. Certo, la trasferta in terra svizzera si presentava ostica, ma era lecito aspettarsi qualcosa di più soprattutto dalla nostra nr.1, Camila Giorgi. L’azzurra, rientrata in squadra dopo i noti dissidi con la Federazione, ha interpretato male la sfida e i suoi due singolari, perdendo contro Golubic e Bencic. Non vogliamo buttare la croce su Camila, sappiamo quanto sia difficile in questa fase per il nostro tennis femminile risorgere dalle ceneri del nostro periodo d’oro, dove Pennetta, Schiavone e Vinci (e anche Errani, unica ancora in attività) ci hanno regalato nel circuito e in Fed Cup gioie che chissà per quanto tempo saranno irripetibili. Però Camila deve calarsi (secondo chi scrive) di più nel ruolo di leader e mettere in campo un minimo di razionalità in più in una competizione che non può per vari motivi essere interpretata come un normale torneo della stagione.

Contro Golubic, che in Fed di solito si trasforma e lo ha dimostrato anche in questa occasione, Camila ha sprecato troppo, soprattutto nel primo set, quando si è trovata avanti 4-1 e aveva l’inerzia della partita in mano. Quei cinque giochi consecutivi subiti hanno non solo ribaltato la sua partita ma hanno naturalmente condizionato tutta la sfida contro la Svizzera. Si dirà, ma anche se avesse vinto quel match forse avremmo perso lo stesso. È probabile e per questo Camila non deve essere messa nell’angolo, ma far scendere in campo Bencic la domenica sull’1-1 avrebbe forse tolto molte certezze alla n.1 locale, che a volte soffre la tensione, figuriamoci quando chiamata a rappresentare in una situazione di equilibrio il proprio paese.

 

Tathiana Garbin ha comunque svolto in maniera esemplare il suo ruolo di capitana, anche nelle conferenze stampa post match. Sempre molto equilibrata, ha confermato la voglia di cercare di costruire qualcosa con questo gruppo, che ha in Camila e Sara Errani le due leader, ma che dietro di loro vede un gruppetto di ragazzine interessanti cercare di farsi largo. Ci vorrà tempo, tanto e come appassionati dovremo pazientare non poco, ma la pacatezza della Garbin merita la nostra fiducia.

Breve riferimento anche alla prova di Sara Errani. Tornare in campo dopo tutto il caos doping non era facile, i meccanismi non potevano che essere sicuramente arrugginiti, ma la “garra” mostrata nel finale di secondo set contro la Bencic con annessa rimonta dal 2-5 al 5-5 fa ben sperare. Sara è chiaramente nella fase finale della sua carriera, ma con la tenacia che la contraddistingue può certamente regalarsi qualche altra piccola soddisfazione e aiutare la nostra nazionale nella risalita. Nazionale che sarà impegnata ad aprile nei play-out del World Group II, il sorteggio ci sarà martedì 12 febbraio dove sapremo chi dovremo affrontare per non finire in serie C; non ci aspetta un avversario facile (con ogni probabilità non saremo testa di serie), ma come ebbe a dire una volta Nicola Pietrangeli commentando un match della nostra squadra di Davis, “Il problema non è finire in B o in C, il problema sarà poi risalire quanto prima”. Ecco, il punto principale è proprio quello, capire quando avremo le basi per il rilancio della nostra squadra.

Tathiana Garbin – Fed Cup 2019 (foto Federtennis.it)

LE ALTRE SFIDE – Oltre alle sfide del World Group II (hanno vinto anche Lettonia, Spagna e Canada che giocheranno insieme alla Svizzera i play-off per il World Group 2020), si sono disputati anche i quarti di finale del World Group.

Due di queste sfide hanno regalato non poche emozioni e sono state avvincenti, cosa che accade spesso quando ci sono le competizioni a squadre nel tennis (chissà se il signor Haggerty questa cosa l’abbia compresa), mentre nelle altre due sono emerse due nazionali che hanno conquistato le semifinali in maniera agevole. Vediamo nel dettagli quanto accaduto.

Si sapeva che a Ostrava ci sarebbe stata la sfida più interessante del weekend e così è stato. Da una parte le campionesse in carica sì prive di Kvitova ma con una signora squadra in campo, dall’altra le rumene con Simona Halep agguerrita come non mai. Spettacolo assicurato e seconda giornata maratona che ha tenuto gli appassionati incollati alla tv (e sugli spalti per quasi 8 ore). Simona Halep ha dichiarato prima di questa sfida che la Fed è uno dei suoi obiettivi e sul campo lo ha dimostrato in pieno. Due vittorie su due nei singolari e capolavoro rumeno completato dal doppio Begu/Niculescu che con grandissima caparbietà sono venute a capo delle collaudate Siniakova (probabilmente stanca dopo aver giocato il singolare contro la Buzarnescu, la peggiore in campo) e Krejcikova. Un’impresa non da poco quella delle rumene che hanno battuto la R.Ceca in trasferta (le ceche non perdevano in casa in Fed dal 2009) e che avevano vinto 6 delle ultime 8 edizioni della Fed. Tutti i regni prima o poi terminano, ma questa R.Ceca non farà fatica a tornare alla ribalta nelle prossime edizioni, onore al merito alla Romania che ha davvero disputato una “due giorni” di primo livello. Laddove anche Buzarnescu sarà pienamente recuperata soprattutto fisicamente le rumene costituiranno un gruppo completo e di ottimo livello che potrà puntare alla Fed.

Rumene che ad aprile in semifinale affronteranno in trasferta la Francia, facile vincitrice del Belgio a Liegi. Protagonista indiscussa della vittoria la “figliol prodiga” Caroline Garcia, tornata in gruppo dopo le polemiche seguite alla sua rinuncia alla Fed dopo la finale persa contro la R.Ceca nel 2016. Merito del suo ritorno (essenziale quanto non mai visto lo stato di forma pessimo della Mladenovic) va ascritto anche alla presenza sulla panchina francese di Julien Benneteau, che, almeno apparentemente, a messo a suo agio la Garcia, mai vista così sorridente e rilassata in campo. Non va comunque dimenticata l’impresa d Cornet, vincitrice di Mertens nel secondo singolare del sabato che ha dato un 2-0 confortante alle francesi. Alizé ha fatto il suo tipico match, recuperi incredibili, agonismo a palla, grinta da vendere. Alla fine lo sforzo ha pagato e anche in maniera pesante, la semifinale con la Romania sarà da gustare.

Si ipotizzava che le bielorusse potessero vincere in Germania, ma il modo con cui l’hanno fatta le candida ad un ruolo da favorite nella competizione. Il power tennis di Sabalenka e le geometrie di Sasnovich fanno paura, e non dimentichiamoci che c’è anche in squadra quest’anno Vika Azarenka, che al momento fa da vassalla alle sue compagne, ma che se dovesse riacquistare un minimo di fiducia renderebbe la sua squadra quasi inavvicinabile. Le tedesche, prive di Kerber e Goerges, hanno potuto ben poco. Sabalenka in due match ha lasciato alle malcapitate avversarie 4 giochi, questo dato la dice lunga non solo sul suo stato di forma ma anche su come la sfida in Germania non sia per nulla stata equilibrata.

Per le bielorusse la strada verso la seconda finale (dopo quella persa nel 2017) vedrà ad aprile un ostacolo non da poco, l’Australia di Ashleigh Barty. Non solo perché sarà in trasferta (le australiane sceglieranno l’erba?), ma anche perché la n.1 australiana è in uno stato di forma impressionante e gioca in maniera meravigliosa sia singolare che doppio. Ad Asheville ha praticamente vinto da sola la sfida contro gli Stati Uniti. Battuta la Kenin, demolita la Keys, trascinata in doppio la giovane Hon per il 3-2 finale. Certo, al momento sembra un po’ troppo sola per impensierire la squadra bielorussa, apparentemente più completa, ma le insidie per Sasnovich e Sabalenka saranno tante. Sarà ancora Barty contro tutte?

SORTEGGI – Come detto i sorteggi per i le sfide dei play-off e dei play-out saranno sorteggiate alle ore 11 del 12 febbraio negli uffici ITF di Londra, le teste di serie saranno scelte in base al ranking ITF che sarà reso noto stamane e terrà conto dei risultati di questo weekend. Appuntamento ad aprile, dove proprio a Pasqua sicuramente assisteremo ad altre sfide emozionanti.

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Fed Cup

Polemiche in Fed Cup tra Gran Bretagna e Grecia: “Giudici di linea terribili, i peggiori mai visti”

Nella sfida di giovedì, valida per il Gruppo I Europa/Africa, le britanniche hanno prevalso tra grandi polemiche. Secondo le giocatrici greche arbitri e giudici di linea non erano all’altezza della competizione

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La cittadina inglese di Bath, situata nella zona sud-occidentale del paese, deve la sua notorietà alle terme di epoche romana costruite ormai due millenni fa. Verrebbe dunque da associarvi naturalmente sentimenti di serenità e tranquillità, che in questi giorni sono stati turbati dall’acceso dibattito scatenato dalla sfida tra Gran Bretagna e Grecia, uno degli incontri programmati presso i campi indoor della University of Bath. Match validi per il Group I – divisione Europa/Africa – di Fed Cup, dove ci si sfida per ritrovare un posto al sole nel World Group.

Gran Bretagna-Grecia si è disputata giovedì, quando entrambe avevano già esordito nel girone che ospita anche Ungheria e Slovenia; le britanniche avevano vinto la prima partita, mentre le greche erano state sconfitte 2-1 dalle ungheresi configurando così l’urgenza di fare risultato. Forse anche per questo la vittoria dei due singolari da parte di Boulter e Konta, rispettivamente contro Grammatikopoulou e Sakkari, ha esacerbato gli animi in casa Grecia. Entrambe le giocatrici sconfitte e in seguito il capitano Anastasios Bavelas hanno attaccato duramente il team arbitrale, sia i giudici di linea che che i giudici di sedia, per aver commesso diversi errori e in definitiva ritenendo che non fossero all’altezza della competizione.

 

Maria Sakkari, che si è fatta rimontare da Konta dopo aver vinto 6-4 il primo set, è stata la meno diplomatica: “I giudici di linea sono stati terribili fin dal primo turno, i peggiori che abbia mai visto nella mia vita. È inaccettabile. Siamo abituati ad essere arbitrati da grandi professionisti, quindi se veniamo qui a giocare un tie di Fed Cup di alto livello abbiamo bisogno di professionisti sul campo“. La giocatrice greca, che a Roma lo scorso anno è stata protagonista di un episodio arbitrale molto controverso in cui ad essere danneggiata fu però la sua avversaria, Pliskova, ha lamentato quindi una differenza di professionalità tra giocatrici in campo e chi è chiamato ad arbitrarle. “Qui ci sono diverse top 100 e stiamo giocando con delle brutte palline e con giudici di linea che non hanno mai lavorato in vita loro. Ci sono stati errori da ambo le parti, non dico abbiano sbagliato solo a nostro sfavore, ma certamente noi siamo stati danneggiati“.

A farle eco la n.2 greca Valentini Grammatikopoulou, che prima di lei era stata sconfitta in tre set da Katie Boulter. La giocatrice ellenica non ha digerito l’assenza di Hawk-Eye sul campo da gioco, che a suo dire sarebbe risultata decisiva negli episodi che nel primo e nel terzo set hanno indirizzato l’incontro. Un articolo del Daily Mail fa notare, in proposito, la difficoltà di installare un dispositivo per costi superiori a 50000 sterline da utilizzare solo per quattro giorni, essendo le sedi dei tie di Fed Cup molto spesso impianti polifunzionali che si dedicano al tennis solo saltuariamente.

Va sottolineato come in occasione della chiamata più discussa dell’incontro, un overrule chiamato dalla giudice tedesca Evelina Oehme sul 3-2 40-40 nel terzo set, persino le immagini televisive non abbiano saputo decretare con facilità a chi andasse assegnato il punto. Per Grammatikopoulou gli errori rimangono però gravi ed evidenti: “È ingiusto giocare così. Non sono dispiaciuta di perdere, ma se devo perdere voglio perdere in modo corretto. So che Hawk Eye è nato proprio in Gran Bretagna e sono sorpresa che per queste sfide non sia stato utilizzato un dispositivo inventato proprio in questo paese”.

LE BRITANNICHE GETTANO ACQUA SUL FUOCO – Non sorprende troppo che le britanniche, che hanno vinto tutte le sfide del girone e chiudono così a punteggio pieno, abbiano difeso l’operato degli arbitri rispedendo al mittente le accuse delle avversarie. Più di tutti il capitano Anne Keothavong. “Le chiamate non hanno influenzato l’esito delle partite. Ci sono stati episodi dubbi, ma le chiamate errate sono arrivate per entrambe le squadre. C’è stata un po’ di tensione e le giocatrici hanno visto quello che volevano vedere“. Katie Boulter si è espressa grossomodo negli stessi termini, escludendo che i presunti errori abbiano potuto cambiare l’equilibrio delle due sfide incriminate.

Il dibattito a questo punto potrebbe spostarsi in un’altra direzione. È vero che i giudici di linea designati per la sfida non erano all’altezza? Non secondo Rebecca James, Tournament Director della Lawn Tennis Association che ha organizzato l’evento. “Gli arbitri selezionati per questo eventi dalla ABTO (Association of British Tennis Officials) hanno tutti lavorati ad alto livello. I giudici di sedia sono certificati a livello internazionale e selezionati dall’ITF. I giudici di linea hanno lavorato in incontri di semifinale e finale a Wimbledon, oltre a diverse altre sfide di Coppa Davis e Fed Cup”. 

La squadra greca potrebbe aver ragione sui singoli episodi, ma l’impianto generale della critica appare traballante se confrontato con la replica precisa e circostanziata di chi si è occupato di selezionare gli arbitri per la sfida. Per sbagliare, possono sbagliare anche giudici di linea e di sedia dotati di pedigree internazionale; un conto è recriminare per un errore, che è assolutamente lecito, un altro è contestare il curriculum di chi siede sul seggiolone o scruta le linee per assicurarsi che una palla sia dentro o fuori senza addurre delle prove oggettive a riguardo.

 

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