Mondo Challenger: Moutet e Bublik, Next Gen all'attacco. Marcora sconfitto in finale

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Mondo Challenger: Moutet e Bublik, Next Gen all’attacco. Marcora sconfitto in finale

Vittorie giovani a Chennai e a Budapest, dove il kazako ferma in finale Roberto Marcora. Primo titolo per Krueger nella sua “casa” di Dallas

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Dallas, Texas (indoor – 135.400$ +H)

Torneo a stelle e strisce al cento per cento l’RBC Tennis Championships of Dallas. L’evento più ricco della settimana del circuito Challenger, con ben 110 punti ATP in palio, ha visto trionfare Mitchell Krueger, nato e cresciuto proprio sui campi del T Bar M Racquet Club, in un tabellone che accoglieva ben 25 tennisti statunitensi su 48. Krueger ha conquistato il suo primo titolo marchiato ATP di fronte alla famiglia e agli amici, rimontando un set e un break di svantaggio al connazionale Mackenzie McDonald per imporsi 4-6 7-6(3) 6-1 in oltre due ore di gioco. Dopo ventun anni di storia il torneo di Dallas può festeggiare il primo “campione della porta accanto”, mentre lui si gode a venticinque anni il nuovo best ranking alla piazza 160 della classifica. “Sono stato raccattapalle qui, poi ho giocato le qualificazioni, e infine il tabellone principale” ha detto Krueger durante la cerimonia di premiazione. “Per un paio di anni non ho partecipato, perché avevo difficoltà con il gioco indoor. Ma questa off season ho lavorato duro, ho cambiato racchetta e impugnatura di dritto, e ho lasciato la USTA per tornare ad allenarmi col mio vecchio coach Dave Licker a venti minuti da qui“. Un grosso rischio che nel suo caso ha già dato i primi frutti.

 

Chennai (cemento – 54.160$ +H)

Se la Francia del presente vivacchia, pur dignitosamente, è a quella del futuro che bisogna guardare con occhi bene aperti. Dopo Ugo Humbert è definitiva anche la conferma dell’altro Next Gen transalpino, Corentin Moutet (in foto in testa all’articolo), testa calda ma mano di gran talento. Il diciannovenne ha conquistato all’Open di Chennai, in India, il suo terzo titolo Challenger, ed è il primo teenager da oltre dieci anni a riuscire a ottenerne almeno uno in tre stagioni consecutive. Seconda testa di serie del tabellone, Moutet ha dovuto rimontare per due volte un set di svantaggio nel suo percorso verso la finale contro l’australiano Andrew Harris, battuto con un doppio 6-3. “Ho cercato di fare del mio meglio e continuerò così” ha detto Moutet ai microfoni dell’ATP. “Devo continuare a migliorare il mio gioco, il ranking verrà dopo. Se do il massimo, mi muoverò sempre in avanti“. Da questo lunedì è numero 131 al mondo.

Budapest (indoor – 46.600€ +H)

Ottima settimana senza lieto fine per Roberto Marcora, che deve accontentarsi del trofeo di consolazione allo He-Do Hungarian Challenger Open. A festeggiare è Alexander Bublik, al termine di un match per il titolo a senso unico, 6-0 6-3. Il risultato schiacciante vale al ventunenne kazako (naturalizzato) il quarto titolo Challenger in carriera, e un record perfetto nelle finali a questo livello, ma non annulla le grandi prestazioni di Marcora sotto il tetto del SYMA Sports and Conference Centre: tre teste di serie sconfitte dall’azzurro, nell’ordine Gregoire Barrere, Zdenek Kolar, e Oscar Otte, a cui si aggiunge anche lo scalpo dell’ex numero 80 del mondo Norbert Gombos. All’aggiornamento delle classifiche di stamattina, il ventinovenne di Busto Arsizio è rientrato tra i primi 250 del mondo. Bublik invece, dopo una stagione 2018 segnata dalla rottura della caviglia, è nuovamente in top 150.

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Mondo Challenger: da Humbert un altro sorriso per la Francia “jeune”

Il Next Gen transalpino vince in casa, sui campi di Cherbourg. A Bangkok invece si impone Laaksonen. Questa settimana si gioca a Bergamo

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Cherbourg (indoor, 46.600€ +H)

La Jeune France del tennis va a braccetto: la scorsa settimana c’era stato il terzo titolo Challenger di Corentin Moutet, mentre stavolta è toccato a Ugo Humbert festeggiare il quarto. Davanti al pubblico amico di Cherbourg, in Normandia, il mancino classe 1998 ha difeso al meglio la propria testa di serie numero uno, perdendo appena due set, entrambi al tie-break: la vittoria che è valsa il trofeo è arrivata in rimonta su Steve Darcis, con il punteggio di 6-7 6-3 6-3. Humbert sta colmando senza problemi il buco di punti lasciato dalla riforma del circuito ITF, principale contributore alla sua classifica per la prima metà della stagione passata: con il nuovo best ranking, alla posizione numero 75, è arrivato per lui il momento di lanciarsi nel circuito maggiore.

 

Bangkok (cemento, 54.160$ +H)

Con Federer in pausa e Wawrinka sul secondo gradino del podio a Rotterdam, ci ha pensato lo “svizzero adottato” Henri Laaksonen a riportare una piccola vittoria ai rossocrociati. Al Jobtopgun Bangkok Open, torneo da 80 punti, il ventiseienne nato in Finlandia ha sconfitto nettamente in finale Dudi Sela, un vero specialista del circuito Challenger, riportando con un 6-2 6-4 il quarto successo Challenger in carriera. Laaksonen sarà di nuovo in campo a Bangkok questa settimana per la seconda tappa della mini-trasferta thailandese, slittata in avanti di un mese e mezzo nel calendario rispetto allo scorso anno: gli riuscirà la stessa doppietta di Marcel Granollers nel 2018?

AZZURRI – La settimana passata, come prevedibile, l’Italia del circuito Challenger si è riversata oltralpe, con ben sette tennisti nel tabellone di Cherbourg. Quello che si è comportato meglio è stato Stefano Travaglia, numero tre del seeding, spintosi fino in semifinale e fermato soltanto da Steve Darcis. Bravo anche Luca Vanni a raggiungere i quarti di finale, dove è stato fermato proprio da Travaglia, mentre Raul Brancaccio torna a casa con il secondo posto del tabellone di doppio (ottenuto in coppia con lo spagnolo Javier Barranco Cosano). Uno solo e pure sfortunato invece l’azzurro ad aver scelto l’Asia: Gianluca Mager si è dovuto ritirare per crampi durante il terzo set negli ottavi di finale, dopo essersi spartito due tie-break con JC Aragone.

QUESTA SETTIMANA – Tre tornei per tre continenti nella penultima settimana di febbraio: oltre al bis a Bangkok si gioca anche a Morelos, in Messico, sempre sul cemento, e soprattutto a Bergamo. Sul Greenset del Palazzetto dello sport del capoluogo lombardo andrà in scena la quattordicesima edizione del Trofeo Faip-Perrel. Nel tabellone, guidato dall’unico top 100 Evgeny Donskoy, ben 16 italiani, dalla seconda testa di serie Travaglia fino al baby Lorenzo Musetti, vincitore degli ultimi Australian Open junior. Il 16enne esordirà già questo lunedì sera alle 20 contro il russo Roman Safiullin, dopo l’incontro che vedrà impegnato Giulio Zeppieri (battuto da Musetti in semifinale a Melbourne) contro Viktor Galovic. L’ingresso sarà gratuito per tutto il pubblico fino alla finale.

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Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

A Lexington l’azzurro manca ancora una volta l’appuntamento con il primo titolo Challenger, dominato dal sudafricano. Sorpresa Cressy a Cleveland, Evans sconfitto in finale a Quimper

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Cleveland, Ohio (cemento – 81.240$ +H)

Sorpresa a Cleveland, con la vittoria del tutto inaspettata di Maxime Cressy. Il ventunenne nato a Parigi, ma di passaporto statunitense, era uno degli unici due tennisti passati dalle mini-qualificazioni del nuovo formato del circuito Challenger, che prevede tabelloni a 48 giocatori con 16 bye e soltanto quattro giocatori a contendersi l’accesso attraverso il turno preliminare. Gli sono servite quindi ben sette vittorie, tra cui quella di rilievo su Tim Smyczek, per imporsi in un tabellone affollato, appena il secondo a questo livello nella sua intera carriera. L’aggiornamento della classifica ATP lo vede salire di ben 215 posizioni, raggiungendo la posizione 313. Giocatore di serve and volley ancora in forza al team universitario della UCLA, questa settimana Cressy si ritroverà nuovamente a partire “dal basso” anche a Dallas.

 

Launceston (cemento – 54.160$ +H)

Si è fermata a un solo match dall’arrivo la corsa di Lorenzo Giustino al primo titolo Challenger in carriera. Sul cemento di Launceston, in Australia, il ventisettenne napoletano ha ceduto nettamente in finale alla testa di serie numero uno Lloyd Harris per 6-2 6-2. Fattosi strada con vittorie di grinta, quasi sempre al terzo set, Giustino non è riuscito a ripetersi contro un avversario più fresco e quotato, dovendosi accontentare di un secondo “piatto” di consolazione a due anni e mezzo dal primo. Per Harris si tratta del terzo successo in carriera nel circuito minore, il secondo senza cedere neppure un set (gli era già successo a Lexington lo scorso agosto, quando in finale battè un altro azzurro, Stefano Napolitano). Grazie agli 80 punti ottenuti, il classe 1997 sudafricano fa il suo definitivo ingresso in top 100 (esattamente alla posizione 100).

Quimper (indoor – 46.600$ +H)

Festeggiamenti casalinghi nell’unica tappa indoor della settimana, con Gregoire Barrere campione in Bretagna. In finale il ventiquattrenne francese si è imposto in rimonta su Daniel Evans, che sta sfruttando bene il circuito Challenger per ricostruirsi un ranking dopo la squalifica per uso di stupefacenti risalente al 2017. Entrambi i finalisti hanno ritoccato il loro ranking e rimangono stabili tra i primi 150. Male gli azzurri, nonostante la vicinanza a casa: cinque presenze, di cui tre dotate del bye, ma quattro sconfitte all’esordio (una sola vittoria, quella di Raul Brancaccio su Carlos Taberner). Lo stesso bilancio di Launceston, senza però nessun exploit.

QUESTA SETTIMANA – L’ATP Challenger Tour prosegue con un nuovo terzetto di tappe, ricalcando lo schema USA-Europa-Pacifico. Si giocherà a Budapest, con cinque italiani in tabellone, a Chennai, con due, e a Dallas, in Texas, senza presenze azzurre ma con due nomi “più grandi del torneo” nel tabellone di doppio: John Isner e Nick Kyrgios, in due coppie separate che potrebbero affrontarsi in finale.

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Mondo Challenger: successo in famiglia per Fritz, settimana no per gli italiani

Dopo il terzo turno agli Australian Open, il giovane talento americano torna a casa e difende con successo il titolo a Newport Beach. Nove azzurri sparsi in quattro tornei ma nessuna semifinale

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Newport Beach (Cemento outdoor – $162.480)

Forse gli mancava la California, forse gli mancava l’affetto dei suoi cari. Fatto sta che nonostante un ottimo inizio di stagione, con i quarti ad Auckland e il terzo turno a Melbourne, e una posizione ormai solida nei primi cinquanta al mondo, Taylor Fritz ha deciso all’ultimo momento di iscriversi al Challenger di Newport Beach dove era campione in carica. La scelta apparentemente discutibile in termini di programmazione ha quantomeno pagato. Dopo un esordio alquanto complicato contro la wild card Marcos Giron, il 21enne di Racho Santa Fe non si è più fermato, onorando al meglio la testa di serie n.1. In finale, Fritz si è imposto con lo score di 7-6 6-4 sul canadese Bradney Schnur, n.126 del ranking ATP.

 

A sostenerlo sugli spalti c’era tutta la famiglia, compreso il piccolo Jordan. A fine match, il tennista americano ha raccontato di aver preso il primo volo da Melbourne per portarlo a Disneyland nel giorno del suo compleanno. Fritz ha anche fissato in alto l’asticella per questa stagione. “Voglio entrare in Top 20”, ha dichiarato. “Ci sono un sacco di ragazzi della mia età che ce l’hanno fatta: Coric, Medvedev, Khachanov. Sento che anche io posso scalare in fretta la classifica quest’anno”.

https://twitter.com/Taylor_Fritz97/status/1089745666526437377

Da notare come il torneo di Newport Beach sia la terza tappa “maschile” della Oracle Challenger Series che assegna una wild card per il tabellone di Indian Wells. Nella prima, l’uzbeko Denis Istomin e lo statunitense Bradley Klahn avevano trionfato rispettivamente a Chicago e a Houston. Al momento, Fritz e Klahn sono appaiati in testa alla classifica di questa mini-race. Ma il californiano probabilmente non avrà bisogno di una wild card per entrare nel primo Masters 1000 della stagione.

L’unico italiano in tabellone era Paolo Lorenzi, insignito della quarta testa di serie. Il senese si è tuttavia fermato al primo ostacolo, corrispondente al canadese Filip Peliwo, con il punteggio di 6-4 3-6 6-4.


Rennes (Cemento indoor – € 69.280)

Mentre in Australia e in California si può giocare all’aperto, in Europa meglio stare al riparo. Sul tappeto indoor di Rennes, cittadina del nord-ovest della Francia, a dominare la scena, è stato il 28enne lituano Ricardas Berankis, n.108 della classifica mondiale, che non ha perso nemmeno un parziale nel corso del torneo. In finale, Berankis, testa di serie n.4 del seeding, ha battuto il 23enne padrone di casa Antoine Huang con il netto punteggio di 6-4 6-2. Il giocatore baltico ha così vendicato la sconfitta dell’anno scorso in finale contro il canadese Vasek Pospisil. Per lui si tratta del decimo titolo Challenger in carriera. Anche a Rennes non sono andate troppo bene le cose per i colori azzurri. Salvatore Caruso, testa di serie n.16, ha passato un paio di turni. Così come Andrea Arnaboldi. Meno ci si aspettava da Filippo Baldi e Raul Brancaccio. Il primo ha perso all’esordio mentre il secondo è andato oltre le aspettative eliminando la testa di serie n.11 Denis Novak prima di fermarsi al terzo turno.


Punta del Este (Terra outdoor – $54.160)

Altro continente, altra superficie. La lunghissima serie di Challenger sudamericani su terra rossa è iniziata a Punta del Este, in Uruguay. A conquistare il titolo è stato il brasiliano Thiago Monteiro, imponendosi in rimonta nell’epilogo del torneo sull’argentino Facundo Arguello, per 3-6 6-2 6-4. Monteiro, n.107 del ranking ATP, è così tornato al successo in un Challenger dopo quasi tre anni. Il tennista carioca nei quarti era stato giustiziere del nostro Gianluigi Quinzi peraltro. L’altro azzurro in tabellone, Andrea Basso, è stato eliminato al primo turno.


Burnie (cemento outdoor – $ 54.160)

Volge ormai al termine invece la stagione australiana. Dopo la prematura eliminazione di tutte le principali teste di serie, a contendersi il titolo di Burnie sono stati due carneadi: il canadese Steven Diez e l’australiano Maverick Banes. Diaz, n.307 del ranking ATP, ha avuto la meglio con lo score di 7-5 6-1, vincendo così a 27 anni il suo primo Challenger in carriera. Da segnalare il buon torneo di Stefano Napolitano che ha raggiunto i quarti. Gianmarco Moroni si è fermato invece al secondo turno.

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