ATP Rotterdam: Wawrinka in finale dopo 20 mesi, sfiderà Monfils

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ATP Rotterdam: Wawrinka in finale dopo 20 mesi, sfiderà Monfils

Stan piega Nishikori al terzo e si giocherà un titolo ATP per la prima volta dalla finale del Roland Garros 2017. Il francese supera Medvedev che lo aveva battuto la settimana scorsa a Sofia

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IL RITORNO DI STAN – Una finale Slam e poi più nulla ma ora Stan Wawrinka può finalmente sorridere. Il campione elvetico torna in finale ATP per la prima volta dall’atto conclusivo del Roland Garros 2017, ultimo suo grande torneo prima del suo infortunio al ginocchio che gli ha impedito per più di un anno di tornare a giocare a livelli consoni al suo valore. Stan, vincitore di questo torneo 4 anni fa, onora alla grandissima la wild-card ricevuta dagli organizzatori eliminando anche la prima testa di serie Kei Nishikori al termine di un match a tratti spettacolare ma anche piuttosto altalenante in cui ciascuno dei primi 2 set ha preso una strada molto chiara: 4-0 Wawrinka nel primo (poi chiuso 6-2) e 4-0 Nishikori nel secondo (poi chiuso 6-4). L’eccellente record del giapponese al set decisivo faceva presumere un lieve vantaggio a suo favore ma lo svizzero ha sfruttato il vantaggio di servire per primo concedendo nulla al servizio e mettendo Nishikori con le spalle al muro sul 4-5. La seconda di servizio tremebonda di Kei sul match point consente a Stan di sparare il colpo definitivo. In quel momento tutti i sacrifici di un anno e mezzo difficilissimo vengono finalmente ripagati. Tra poche ore (domenica 15:30) potrà giocarsi un titolo di prestigio contro Gael Monfils. Solo una settimana fa sembrava irrealistico, ora l’alloro N.17 della carriera è a un passo


Seconda sfida in due settimane tra Daniil Medvedev e Gael Monfils. La settimana scorsa si erano affrontati nella semifinale di Sofia, oggi si affrontano in quella di Rotterdam. La prima sfida è stata vinta agevolmente dal tennista russo 7 giorni fa, vediamo oggi se Monfils riuscirà a vendicarsi.

Medvedev è già sicuro con questa semifinale di entrare nei primi 15 del ranking la prossima settimana, sarà 14 ovemai dovesse vincere il torneo. Si parte con Monfils al servizio, il francese prova a giocarsela non dando ritmo agli scambi e provando ad allungarli all’infinito, Medvedev non batte ciglio e ribatte colpo su colpo. Il primo gioco della sfida parla chiaro, lo vince Monfils ai vantaggi ma ben 3 scambi vanno oltre i 30 colpi. Il francese sembra avere qualche problema fisico, si tocca spesso il piede destro e serve molto piano anche la prima (molte volte mai oltre i 150 km orari). Anche nel terzo game Monfils tiene la battuta ai vantaggi ma nel quinto è costretto a cederla. Medvedev si fa più aggressivo, si vede annullare una prima palla break ma poi sfrutta la successiva grazie ad un doppio fallo del suo avversario. Il russo conferma il break e va 4-2, Monfils prova a cambiare registro, si fa più aggressivo e cerca di confondere le carte in tavola. Il francese prova continue palle corte, chiamando a rete Medvedev per poi passarlo. La tattica pare funzionare, arriva il controbreak sul 4-4, ma Monfils perde di nuovo il servizio nel nono gioco eccedendo nei tentativi di palle corte. Medvedev serve per il primo set e non perdona, game a 30 con il servizio che finalmente funziona (due ace nel gioco). Battaglia da fondo campo estenuante, tecnicamente non un gran match ma i due sfidanti non si stanno assolutamente risparmiando. Il russo chiude il parziale con due punti in più del suo avversario, 34-32.

 

Inizia il secondo set, Monfils dà il meglio di sé, non solo tanto agonismo ma anche colpi ed accelerazioni stupende, la partita sale di tono, il francese allunga subito, 3-0, il pubblico apprezza lo spettacolo. Ma in un niente Gael disfa quanto di buono mostrato, due doppi falli consecutivi e controbreak Medvedev nel quinto game, 3-2 Monfils, tutto da rifare. È il francese a fare la partita, d’improvviso ritorna il suo estro e per il russo è notte fonda. Un paio di palle corte, un paio di accelerazioni da urlo di rovescio, serve & volley spettacolari e servizio solido, altro break con annesso turno di battuta solido, 5-2 Gael. Il francese si diverte e fa divertire, Medvedev sembra un po’ stanco, non riesce a sbrogliare la matassa delle infinite soluzioni che gli sta proponendo il suo avversario. Il russo salva un set point nell’ottavo gioco ma Monfils chiude meritatamente 6-3 nel game successivo e porta il match al terzo. Chi avrà la meglio, il talento di Monfils o la testa di Medvedev?

Rispetto ad una settimana fa Monfils tatticamente sta indovinando tutto. Non dá mai ritmo al suo avversario, lo lavora costantemente ai fianchi da fondo campo ed improvvisamente gli varia i colpi alternando tutto il suo fantastico repertorio. Medvedev sembra in piena crisi, pronti via ed il terzo set si apre con il break di un lucidissimo Monfils. Il russo barcolla ma non molla anche se appare stanchissimo. Sull’1-3 va sotto 0-30 ma rimedia con due ace consecutivi e alla fine tiene la battuta. La caparbietà di Medvedev viene subito premiata perché arriva il black-out di Monfils che gioca un turno di servizio sciagurato e concede un insperato (almeno sino a 5 minuti fa) controbreak. Medvedev ringrazia e rimette la testa avanti con qualche patema, perché nel gioco successivo prima si fa rimontare dal 40-0 ma poi chiude con un gran diritto vincente. I due giocatori ora sono stanchi, c’è qualche errore di troppo dovuta ad una vera e propria battaglia ma anche a due settimane giocate a livello altissimo da entrambi.

Medvedev sembrerebbe più lucido ma in volata viene di nuovo fuori il talento di un immenso Monfils che nonostante la stanchezza continua imperterrito nel suo disegno tattico. Il francese centra con un paio di giocate delle sue il break decisivo nel nono gioco e va a servire per il match. Medvedev non ne ha più, chiude la partita Monfils ed approda alla 29esima finale della sua carriera, la seconda a Rotterdam dopo quella persa nel 2016 contro Klizan
Il francese attende ora il vincente della semifinale serale tra Kei Nishikori e Stan Wawrinka: è sotto nei precedenti con entrambi 1-4 con il giapponese e 2-3 contro lo svizzero. Sarà comunque una bella finale

ATP 500 Rotterdam, risultati semifinali;

G. Monfils b. (5) D. Medvedev 4-6 6-3 6-4
[WC] S. Wawrinka b. (1) K. Nishikori 6-2 4-6 6-4

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Il Rio Open è anche un po’ italiano: Mager e Sonego ai quarti

Lorenzo Sonego supera la seconda testa di serie Lajovic, Gianluca Mager sconfigge il qualificato Domingues

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Lorenzo Sonego - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Inizio di giornata trionfale per i colori azzurri giovedì pomeriggio al Rio Open. Impegnati contemporaneamente sui due campi principali del torneo carioca, gli unici due italiani rimasti in gara all’ATP 500 brasiliano hanno superato entrambi il secondo turno accedendo ai quarti di finale.

Il primo a conquistare il lasciapassare per gli ultimi otto del torneo è stato il qualificato Gianluca Mager, n. 128 del ranking ATP, che dopo la splendida affermazione al primo turno contro il norvegese Casper Ruud ha avuto “in dono” (è proprio il caso di dirlo) al secondo turno un altro qualificato, il portoghese Joao Domingues, oltre quaranta posizioni indietro rispetto a lui nella classifica mondiale, che all’impegno precedente aveva superato il lucky loser Federico Gaio.

Primo set deciso da un solo break al quarto game e nel quale Mager ha preso immediatamente il comando delle operazioni per poi mettere in cascina il parziale senza alcuna esitazione per 6-3 in 41 minuti. Decisamente più complicato il secondo set: l’atleta sanremese ha avuto un passaggio a vuoto sull’1-2 cedendo a zero la battuta con tre errori gratuiti e mandando così Domingues avanti per 4-1. Mager si è comunque ripreso subito dal momento negativo, infilando tre giochi consecutivi e riuscendo ad andare a servire per il set sul 6-5 dopo che due game prima Domingues aveva sprecato un set point mettendo lungo un diritto di palleggio. Lì però la tensione si è fatta sentire, e con tre errori gratuiti il tennista italiano ha concesso il controbreak mandando il set al tie-break. Mager sembrava potesse vincere con grande agio il “gioco decisivo” quando si è portato subito sul 6-1, ma ha avuto bisogno di ben sei match point per chiudere la partita 7-5 finendo sdraiato sulla terra battuta “a stella marina” per celebrare il risultato ottenuto.

 

Nei quarti di finale Mager (che la settimana prossima salirà in classifica per assestarsi intorno alla posizione n. 112) affronterà il vincente della partita tra Dominic Thiem e Jaume Munar.

Sul campo Kuerten è stato invece Lorenzo Sonego ad uscire vincitore da una battaglia di due set ed oltre due ore contro la testa di serie n. 2 Dusan Lajovic. Il match è stato molto equilibrato con i due protagonisti che sono sempre rimasti molto vicini nel punteggio fatta eccezione per l’inizio del secondo set nel quale Lajovic è scappato subito sul 3-0 per poi essere immediatamente ripreso da Sonego sul 3-3. Il tennista torinese aveva avuto un primo set point nel primo parziale sul 5-4, quando dopo uno straordinario punto ottenuto in difesa non è riuscito a controllare in risposta una buona prima esterna del serbo. Nel successivo tie-break un solo mini-break, concesso da Lajovic con un errore di rovescio, è stato sufficiente per decidere il parziale.

Nel secondo set, dopo lo scambio di break iniziale nessuno dei due giocatori è riuscito ad arrivare oltre il “30” nei game di risposta, quindi si è dovuti ricorrere ad un altro tie-break giocato punto a punto fino al diritto in rete di Lajovic sul 5-6 che ha chiuso il match.

Sonego, che con questo risultato dovrebbe rientrare comodamente nei primi 50 e potrebbe anche ritoccare il suo best ranking di n.46, se la vedrà nei quarti con la testa di serie n.5 Borna Coric, che al secondo turno ha battuto la wild card locale Thiago Seyboth Wild al tie-break del terzo set.

I risultati completi:

L. Sonego b. [2] D. Lajovic 7-6(5) 7-6(5)
[Q] G. Mager b. [Q] J. Domingues 6-3 7-6(5)
[5] B. Coric b. [WC] T. Seyboth Wild 6-3 1-6 7-6(5)
[1] D. Thiem vs J. Munar

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Sinner non si distrae a Marsiglia: batte Gombos e si guadagna Medvedev

MARSIGLIA – Altra prestazione di grande sostanza per Jannik, che rimonta un pericoloso svantaggio nel tie-break del secondo set. Giovedì una sfida molto stimolante contro il russo

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

da Marsiglia, la nostra inviata

J. Sinner b. [Q] N. Gombos 6-4 7-6(5)

Buona la prima in quel di Marsiglia per Jannik Sinner. Il giovane azzurro supera il primo avversario dell’Open 13, il qualificato Norbert Gombos (102 ATP), con lo score di 6-4 7-6(5). Sempre in spinta, aggressivo e centrato, Jannik ha gestito benissimo un avversario di maggiore esperienza (Gombos ha 29 anni) ma più falloso. Nonostante l’interruzione del match a causa di un allarme antincendio scattato per errore, l’azzurro ha saputo ritrovare concentrazione e le giuste misure. Giovedì lo attende la testa di serie n. 1 del torneo, il russo Daniil Medvedev.

 

AVANTI JANNIK – Un primo set giocato con autorevolezza da Jannik Sinner che, nonostante il testa a testa fino al 4-4, sul 5-4 è bravissimo a procurarsi tre preziose palle break e a chiudere la prima frazione 6-4. Fin dai primi punti, il giovane azzurro appare centrato ed estremamente aggressivo. Sempre in spinta e con i piedi dentro il campo, Jannik colpisce mettendo pressione all’avversario, imponendogli un ritmo serrato da fondo con palle tesissime e profonde. Sfumano due occasioni per ottenere il break sul 2-1, ma l’allievo di Piatti non si scompone; paziente e preciso, riesce a fare la differenza nel momento cruciale e a far suo il primo set. Un tennis di spinta e propositivo caratterizza anche il gioco dello slovacco, che cerca di far muovere da una parte all’altra del campo l’azzurro alla ricerca del colpo risolutore nel momento opportuno. Purtroppo per lui, in questo settore del gioco Sinner sembra già più forte. Come se non bastasse, il 18enne si inventa un colpo sensazionale che risulterà decisivo per la vittoria del parziale.

L’inizio del secondo set ripropone più o meno il copione dell’avvio del primo; c’è grande equilibrio tra i due anche se lo slovacco commette qualche errore di troppo, pressato senza sosta da Sinner.

Gombos cerca angoli estremi, costringendo l’avversario a spostamenti laterali ed è così che si procura due palle break sul 2-2. Non si fa attendere la reazione dell’altoatesino che le annulla entrambe per poi aggiudicarsi il vantaggio sul 3-2. Sinner sale ancora 4-3 e in quel momento scatta un allarme che costringe l’arbitro a interrompere il gioco. Per ingannare l’attesa, Sinner presta la racchetta a una bimba che comincia a palleggiare con un altro ragazzino, mentre Sinner si improvvisa raccattapalle, dimostrando grande naturalezza. Gli addetti non riescono a disattivare l’allarme antincendio che continua a risuonare per oltre trenta minuti e i giocatori decidono di rientrare negli spogliatoi.

Alla fine, la fastidiosa sirena viene interrotta e il gioco rirende. Gombos però non ha intenzione di mollare e, a differenza del primo set, raggiunge Sinner sul 5-5 per poi costringerlo al tie-break. Ora è lo slovacco a imporsi nei primi punti, la sua aggressività paga e prende il largo sul 3-0 e poi sul 4-1. Jannik appare teso, si disunisce e perde in precisione, ma rimarrà un momento isolato. Sinner accorcia sul 3-4 ma Gombos varia di più adesso, fa spostare l’avversario per poi sorprenderlo con una smorzata che lo manda avanti 5-3. Qui si incrociano un errore piuttosto sanguinoso dello slovacco e la solita serenità con cui Sinner affronta i momenti di difficoltà, che non è certo quella che si attribuirebbe a un diciottenne: ne scaturisce un 5-5 che diventa pochi istanti dopo un match point a seguito di un poderoso siluro di dritto. E finisce qui. Braccia al cielo per l’allievo di Piatti che ha gestito in modo soddisfacente un match per nulla semplice. E pensare che un anno fa esatto, il 18 febbraio 2019, Sinner vinceva il suo esordio nel challenger di Bergamo da cui è cominciato tutto. Quegli 80 punti da difendere – dopo la vittoria di oggi ne restano 60 – non fanno alcuna paura.

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ATP Rio: quante maratone! Prima vittoria ATP per il sedicenne Alcaraz

Giornata di partite lunghissime a Rio de Janeiro. Esordio vincente per il sedicenne Carlos Alcaraz Garfia. Il giocatore di casa Seyboth Wild stronca Davidovich Fokina al terzo set.

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Carlos Alcaraz Garfia - Rio de Janeiro 2020 (via Twitter, @RioOpenOficial)

Inizio con i fuochi d’artificio per il Rio Open, secondo ATP 500 della stagione. Nonostante una prima giornata nella quale non è sceso in campo nessun nome di grande richiamo, il programma ha offerto match di elevata intensità agonistica, diversi dei quali terminati al “foto-finish” e durati oltre tre ore.

Il più rocambolesco è stato certamente quello tra lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (n. 90 ATP) e la wild card brasiliana Thiago Seyboth Wild (n. 206 ATP) che ha tenuto occupato il campo centrale (o campo Kuerten, come si chiama qui a Rio) per tre ore 50 minuti nella serata carioca. I due giocatori hanno dato vita ad una battaglia lunga quanto i loro cognomi messi insieme che ha visto prevalere il giocatore di casa per 5-7 7-6(3) 7-5 dopo che Davidovich Fokina aveva avuto tre match point consecutivi sul 6-5 40-0 del secondo set.

E proprio in quel frangente è iniziato il dramma di questo match: nel rincorrere una volée smorzata di Seyboth Wild sul terzo match point, Davidovich Fokina è inciampato nella terra cadendo rovinosamente attorno alla rete nei pressi del paletto. La breve pausa e le cure del fisioterapista non sono state sufficienti per riprendere la concentrazione e chiudere il match, e si è così arrivati al tie-break. Con Seyboth Wild avanti per 6-2 e con quindi quattro set point a disposizione, Davidovich Fokina ha messo a segno un ace servendo dal basso, sul quale il brasiliano ha protestato dichiarando di non essere stato pronto a rispondere. Il pubblico ha quindi iniziato a farsi sentire, i due sono arrivati vicini al contatto fisico costringendo l’arbitro a scendere dalla sedia per mantenerli a debita distanza. Alla fine Seyboth Wild si è aggiudicato il tie-break portando il match al terzo set.

 

La partita ha poi visto il diciannovenne di Rio de Janeiro (che qualcuno ricorderà vincitore dello US Open junior 2018 battendo in finale il nostro Lorenzo Musetti) andare avanti per 3-0, per poi farsi riagganciare e superare per il 4-3 e servizio, e poi riuscire infine a vincere la partita al dodicesimo game grazie ad un ultimo errore gratuito da fondocampo di Davidovich Fokina.

In contemporanea si è giocata un’altra grande battaglia sulla “Quadra 1” nella quale il qualificato argentino Federico Coria (n. 116 ATP) ha avuto la meglio del francese Corentin Moutet (n. 77 ATP) per 1-6 7-6(1) 7-6(3) dopo 3 ore e un minuto di gioco.

In chiusura di serata, scendendo in campo ben oltre le 23, ha fatto il suo esordio a livello ATP Carlos Alcaraz Garfia, classe 2003, uno dei più promettenti giovani in circolazione. Anche il suo match contro Albert Ramos Vinolas è durato ben 3 ore e 36 minuti terminando alle 3.01 del mattino ed ha segnato in grande stile la sua prima affermazione nel circuito maggiore.

Da segnalare che questo torneo vede l’esordio a livello mondiale di un sistema di chiamata elettronica in un torneo sulla terra battuta. È stata scelta la tecnologia Foxtenn, che utilizza una quantità di telecamere ad alta definizione e ad alta velocità per individuare la reale traiettoria dei colpi: è stata preferita ad “Hawk Eye”, la più usata a livello internazionale finora, in quanto Hawk Eye utilizza un sistema di interpolazione che riproduce la traiettoria dei colpi e ne stima il punto di rimbalzo. Alla prova del campo non ci sono stati grossi problemi, anche se in alcune circostanze l’effetto visivo delle palle mostrate da Foxtenn sullo schermo non era straordinario in quanto poteva capitare che la terra nascondesse la riga stessa.

Ricordiamo infine che il campione uscente Laslo Djere (n. 36 ATP) è stato costretto a dare forfait a causa di un infortunio agli addominali, dovendo in questo modo rinunciare a difendere il titolo conquistato lo scorso anno e con esso anche i 500 punti che verranno quindi scalati dal suo ranking la prossima settimana. Questo forfait dovrebbe costare a Djere circa 30 posizioni nella classifica ATP, facendolo piombare in una zona del ranking che molto probabilmente lo costringerà a giocare le qualificazioni per i Masters 1000 di primavera sulla terra battuta.

Nella giornata di martedì ci sarà l’esordio nel torneo di tutti e quattro gli italiani impegnati nel tabellone: Sulla Quadra 1, a partire dalle 16.30 locali (le 20.30 in Italia) Marco Cecchinato affronterà la testa di serie n.2 Dusan Lajovic, mentre a seguire il qualificato Gianluca Mager se la dovrà vedere con il fresco campione di Buenos Aires Casper Ruud, testa di serie n.9. Nel secondo incontro sulla Quadra 2 scenderà in campo Lorenzo Sonego che giocherà contro l’argentino Leonardo Mayer, e infine nel match d’apertura sulla Quadra 4 ci sarà Salvatore Caruso che se la dovrà vedere con lo spagnolo Jaume Munar.

I risultati completi:

[Q] P. Martinez b. H. Dellien 3-6 6-2 7-5
P. Andujar b. [9] F. Verdasco 6-3 6-3
[Q] F. Coria b. C. Moutet 1-6 7-6(1) 7-6(3)
F. Delbonis b. R. Carballes Baena 6-2 6-4
[3] C. Garin b. A. Martin 4-6 7-5 7-6(5)
[W] T. Seyboth Wild b. A. Davidovich Fokina 5-7 7-6(3) 7-5
C. Alcaraz b. A. Ramos 7-6(2) 4-6 7-6(2)

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