WTA Ranking: Mertens torna nelle 20. Serena in top 10, Halep n.2

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WTA Ranking: Mertens torna nelle 20. Serena in top 10, Halep n.2

Il titolo di Doha proietta la belga al n.16. Halep riconquista la seconda pozione ma Osaka è ancora lontana. Wozniacki esce dalle dieci e ne approfitta Serena Williams

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Elise Mertens - Doha 2019 (foto via Twitter, @QatarTennis)

Come abbiamo già sottolineato nelle settimane scorse, le posizioni dalla 2 alla 8 sono racchiuse in poco più di 650 punti. Non stupisce, quindi, che ci siano avvicendamenti nei primissimi posti e che Simona Halep, con al finale a Doha, faccia un balzello in avanti e ritorni al  n.2. Il n.1 sembra al momento saldamente in mano ad Osaka ma non scordiamo che a inizio marzo la giapponese dovrà difendere i 1000 punti di Indian Wells. La distanza con Halep è di 1433 punti: c’è margine per restare leader della classifica anche a dispetto di un risultato modesto in California. Perde invece 2 posti Kvitova (n.4) e ben 4 Wozniacki (n.14), ormai in crollo verticale. Caroline infatti era n.3 a inizio anno, ora è fuori dalle 10. A proposito di top10: a beneficiare dell’uscita di Wozniacki è la sua grande amica Serena Williams. Senza giocare, l’americana torna al n.10 a quasi un anno dal rientro alle competizioni dopo la maternità. Chiudiamo con i movimenti in top ten con Sloane Stephens che guadagna un posto in più ed eguaglia il best ranking (n.3) e con lo scambio di posizioni tra Svitolina (+1, n.6) e Kerber (-1, n.7).

La vittoria a Doha permette a Mertens di rientrare in top20, dopo esserne uscita a fine Australian Open. Il titolo più prestigioso della carriera della ventiquattrenne belga le fa guadagnare 5 posti e un incoraggiante n.16 in vista degli impegni a Miami e Indian Wells, dove l’anno scorso non è andata oltre il 3° turno. Sono invece in crisi protratta due ex top ten: Garbiñe Muguruza (-4, n.19), ormai lontana parente della giocatrice in grado di vincere due Slam, e Caroline Garcia (-1, n.20). Il rischio, per loro, è di uscire dall’élite del tennis mondiale nei prossimi mesi. Concludiamo l’analisi della top 20 segnalando due best ranking per Anastasija Sevastova (+1, n-11), Ashleigh Barty (+1, n-12).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6970 19
2 1 Simona Halep 5537 16
3 1 Sloane Stephens 5307 21
4 -2 Petra Kvitova 5120 21
5 0 Karolina Pliskova 5055 22
6 1 Elina Svitolina 5020 19
7 -1 Angelique Kerber 4960 19
8 0 Kiki Bertens 4885 26
9 0 Aryna Sabalenka 3565 26
10 1 Serena Williams 3406 10
11 1 Anastasija Sevastova 3325 23
12 1 Ashleigh Barty 3285 20
13 1 Daria Kasatkina 3230 24
14 -4 Caroline Wozniacki 3118 17
15 1 Julia Goerges 2820 24
16 5 Elise Mertens 2745 24
17 0 Madison Keys 2726 15
18 0 Qiang Wang 2605 22
19 -4 Garbiñe Muguruza 2510 22
20 -1 Caroline Garcia 2460 23

Non ci sono invece molti movimenti degni di nota in top100, fatta eccezione per i 29 posti in più di Vitalia Diatchenko (n.98), grazie al titolo a  Shrewsbury. Per il resto,  Marketa Vondrousova perde 9 posti (n.81) ed è in buona compagnia: Bernarda Pera (-4, n.81), ma soprattutto Kristina Mladenovic (-3, n.67) e Johanna Konta (-3, n.47) non sembrano più in grado di esprimere quel gioco che ha permesso loro di raggiungere traguardi prestigiosi e di entrare in top 10. Diamo anche uno sguardo alle tenniste posizionate appena fuori dalle 100: Anna Blinkova (-10, n.105) e Sorana Cirstea (-16, n.108) escono dalla top100, i quarti di finale a Doha e la finale a Shrewsbury fanno alzare le quotazioni rispettivamente di Karolina Muchova (+29, n.103) e di Yanina Wickmayer (+13, n.113).

 

CASA ITALIA

La novità che balza subito all’occhio sono i 20 posti in meno di Cristiana Ferrando, che paga l’uscita dei punti della vittoria a  Nanjing di un anno fa. Per il resto, Giorgi, Errani, e Trevisan si riconfermano nelle prime tre posizioni. Sara, purtroppo, è già fuori a Dubai e perderà molte posizioni la prossima settimana (difendeva 80 punti). Tuttavia resterà n.2 d’Italia, almeno fino a marzo quando le usciranno anche i 166 punti del 125K di Indian Wells. In recupero Martina Di Giuseppe (+4, n.190) e Jasmine Paolini (+4, n.204).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
28 0 Camila Giorgi 1705 21
125 -2 Sara Errani 491 12
166 -1 Martina Trevisan 344 23
190 4 Martina Di Giuseppe 303 24
204 4 Jasmine Paolini 289 30
214 3 Giulia Gatto-Monticone 277 30
230 -1 Anastasia Grymalska 254 29
281 0 Deborah Chiesa 177 26
303 1 Jessica Pieri 151 19
322 0 Stefania Rubini 134 20
374 7 Federica Di Sarra 100 22
380 3 Georgia Brescia 98 22
392 -1 Gaia Sanesi 88 13
399 -1 Martina Caregaro 84 19
408 0 Camilla Rosatello 79 13
428 1 Lucrezia Stefanini 72 17
451 1 Martina Colmegna 60 17
465 3 Dalila Spiteri 55 11
467 -20 Cristiana Ferrando 55 17
499 1 Lucia Bronzetti 46 13

NEXT GEN RANKING

Immutate le posizioni delle prime 10 under20 in classifica WTA. Guida, come sette giorni fa, Dayana Yamstremska su Anisimova e Andreescu. Chiude al n.10 Kaja Juva. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Dayana Yastremska 2000 34
2 0 Amanda Anisimova 2001 59
3 0 Bianca Andreescu 2000 68
4 0 Marketa Vondrousova 1999 81
5 0 Anastasia Potapova 2001 87
6 0 Olga Danilovic 2001 114
7 0 Iga Swiatek 2001 140
8 0 Claire Liu 2000 141
9 0 Sofya Zhuk 1999 151
10 0 Kaja Juvan 2000 168

NATION RANKING

Rientra al n.10 il Belgio: grazie alla vittoria di Mertens, scavalcano le spagnole, ferme a 121 punti. Sono stabili le prime 9 posizioni. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 30
2 0 Repubblica Ceca 53
3 0 Ucraina 63
4 0 Russia 72
5 0 Germania 87
6 0 Bielorussia 91
7 0 Cina 98
8 0 Australia 99
9 0 Romania 103
10 Belgio 119

 

LE TOP 50            
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6970 19
2 1 [ROU] Simona Halep 27 5537 16
3 1 [USA] Sloane Stephens 25 5307 21
4 -2 [CZE] Petra Kvitova 28 5120 21
5 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 5055 22
6 1 [UKR] Elina Svitolina 24 5020 19
7 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4960 19
8 0 [NED] Kiki Bertens 27 4885 26
9 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3565 26
10 1 [USA] Serena Williams 37 3406 10
11 1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3325 23
12 1 [AUS] Ashleigh Barty 22 3285 20
13 1 [RUS] Daria Kasatkina 21 3230 24
14 -4 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3118 17
15 1 [GER] Julia Goerges 30 2820 24
16 5 [BEL] Elise Mertens 23 2745 24
17 0 [USA] Madison Keys 24 2726 15
18 0 [CHN] Qiang Wang 27 2605 22
19 -4 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2510 22
20 -1 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 23
21 -1 [EST] Anett Kontaveit 23 2355 24
22 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2251 22
23 1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1950 19
24 -1 [USA] Danielle Collins 25 1934 22
25 0 [CRO] Donna Vekic 22 1825 23
26 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1788 21
27 0 [RUS] Maria Sharapova 31 1716 13
28 0 [ITA] Camila Giorgi 27 1705 21
29 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 25
30 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1622 18
31 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1570 26
32 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1565 23
33 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1520 23
34 0 [UKR] Dayana Yastremska 18 1386 21
35 0 [USA] Venus Williams 38 1385 12
36 0 [CRO] Petra Martic 28 1355 20
37 0 [USA] Sofia Kenin 20 1319 24
38 0 [GRE] Maria Sakkari 23 1284 24
39 1 [CHN] Shuai Zhang 30 1250 24
40 1 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1250 26
41 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1235 27
42 -3 [GBR] Johanna Konta 27 1205 23
43 0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1181 23
44 0 [CZE] Katerina Siniakova 22 1178 24
45 0 [SUI] Belinda Bencic 21 1178 22
46 0 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1149 28
47 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1145 25
48 1 [CZE] Barbora Strycova 32 1141 23
49 -1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1117 15
50 0 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1080 26

 

RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [JPN] Naomi Osaka 2185
2 0 [CZE] Petra Kvitova 1925
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 1250
4 1 [NED] Kiki Bertens 880
5 -1 [USA] Danielle Collins 806
6 0 [AUS] Ashleigh Barty 735
7 31 [BEL] Elise Mertens 701
8 5 [UKR] Elina Svitolina 616
9 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 596
10 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 561
11 -2 [CRO] Donna Vekic 560
12 23 [ROU] Simona Halep 546
13 -3 [CAN] Bianca Andreescu 527
14 11 [GER] Angelique Kerber 525
15 -4 [UKR] Dayana Yastremska 483
16 7 [GER] Julia Goerges 445
17 -5 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 441
18 -4 [USA] Serena Williams 430
19 -2 [UKR] Lesia Tsurenko 430
20 -5 [SUI] Belinda Bencic 383

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Identikit statistici: Dominic Thiem

Quali colpi potranno riportare ai vertici l’austriaco dopo un difficile 2021?

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Dominic Thiem
2020 US Open - Campione Singolare Maschile - Dominic Thiem (Photo by Darren Carroll/USTA)

Dopo Medvedev, in questo nuovo articolo per la rubrica “Identikit statistici” ci occupiamo di Dominic Thiem. Classe 1993, il tennista austriaco appartiene a una generazione, a dire il vero, piuttosto sfortunata, dato che è molto difficile sfuggire al cono d’ombra proiettato da tre giganti come Federer, Nadal e Djokovic (detentori di venti titoli del Grande Slam ciascuno).

Tuttavia, un passo alla volta, con grande regolarità, Thiem ha saputo conquistare il suo spazio (in particolare sulla terra e sul cemento) fino ad aggiudicarsi, nel 2020, il suo primo titolo Slam a Flushing Meadows. Cercheremo di capire quali caratteristiche gli abbiano permesso di raggiungere tali risultati e quali ulteriori miglioramenti possano condurlo ancora più lontano quando rientrerà dall’infortunio che lo ha costretto a concludere anticipatamente, e senza grandi risultati, la stagione 2021.

PALMARÈS

Già a livello juniores, Thiem fa parlare di sé, in particolare raggiungendo la finale del Roland Garros nel 2011. Lo stesso anno fa il suo esordio nel circuito ATP, nei tornei di Kitzbühel, Bangkok e Vienna; in quest’ultimo elimina il connazionale Thomas Muster (all’epoca quarantatreenne) in un vero e proprio passaggio di consegne. Nel 2014, vince in Australia la sua prima partita in uno Slam, battendo João Sousa. A Madrid, sconfigge l’allora numero tre del mondo Stan Wawrinka in tre set. A Kitzbühel, raggiunge la sua prima finale a livello ATP, perdendo da David Goffin dopo essere stato avanti di un set. A fine anno, è il più giovane giocatore tra i primi 50 del mondo.

 

Nel 2015 si aggiudica tre titoli ATP (Nizza, Umag e Gstaad) ed entra in Top 20. L’anno successivo, forte anche della sua prima semifinale Slam, centrata a Parigi, fa il suo ingresso in Top 10, venendo ripescato per le Finals di fine anno in virtù del forfait di Rafa Nadal. Nel 2017, continuando il suo regolare e piuttosto impressionante processo di crescita, Thiem si qualifica per la prima volta per la finale di un torneo Masters 1000, a Madrid. Viene sconfitto da Nadal, ma, a sorpresa, sconfigge il maiorchino sulla terra di Roma nei quarti di finale prima di arrendersi a Djokovic in semifinale. Raggiunge nuovamente la semifinale all’Open di Francia e finisce la stagione alla quinta posizione del ranking mondiale, certificando il proprio status di top player.

A questo punto, inizia la caccia al primo titolo Slam: nel 2018 raggiunge la finale a Parigi e viene sconfitto nettamente da Nadal. A testimonianza di una grande solidità tecnica e mentale, raggiunge i quarti di finale dello US Open e, trovandosi ancora di fronte Nadal, lo impegna in una maratona di quasi cinque ore, che lo spagnolo si aggiudicherà sì, ma all’ultimo respiro. Chiude la stagione in leggera flessione, ma sempre in Top 10 (per la precisione, come numero otto).

Il 2019 è un’ottima annata per Thiem: vince il suo primo titolo 1000 sul cemento di Indian Wells, sconfiggendo Sua Maestà Roger Federer in finale. Non solo: bissa la finale al Roland Garros superando Djokovic in una semifinale che rappresenta sicuramente uno dei match migliori della sua carriera. Cede ancora in finale all’eterno Nadal, ma sembra avvicinarsi giocando alla pari per due set prima di crollare. Come ciliegina sulla torta, raggiunge per la prima volta la finale del Master di fine anno, sconfitto da Tsitsipas.

È nel 2020 però che la tenace rincorsa di Thiem allo Slam viene premiata: dopo essere stato ad un set dal titolo a Melbourne, si qualifica per la finale dello US Open e si trova di fronte il grande amico Alexander Zverev. Sascha si porta avanti due set a zero, ma Thiem riesce a rimontare e trova definitivamente il suo posto tra i grandi del tennis. A fine anno raggiunge per la seconda volta la finale delle ATP Finals, sconfiggendo Djokovic in semifinale e cedendo soltanto ad un Medvedev in forma strepitosa.

Nel 2021, qualcosa sembra incrinarsi. Dopo gli ottavi in Australia, un infortunio al ginocchio e, dopo essere rientrato, alcune prestazioni non degne della sua qualità, come ad esempio la sconfitta al primo turno del Roland Garros per mano di Andujar dopo essere stato avanti di due set. Purtroppo, Thiem subisce anche un infortunio al polso (sull’erba di Maiorca) che lo costringe a terminare anticipatamente la stagione. Annuncia di voler tornare in campo in Australia nel 2022, più carico che mai. Su quali armi potrà contare per ritrovare il suo posto tra i pretendenti ai titoli più ambiti?

UNO SGUARDO D’INSIEME

Prima di approfondire l’analisi, alla ricerca di pattern vincenti e perdenti, cerchiamo di averne una visione d’insieme, inquadrando lo stile di gioco di Thiem con una serie di statistiche i cui valori medi sono mostrati in Figura 1, separatamente per superficie di gioco.

Figura 1. Statistiche medie di gioco per Dominic Thiem, match di singolare in tornei del Grande Slam

Possiamo osservare un saldo medio positivo tra vincenti ed errori non forzati su tutte le superfici. Colpisce come la differenza a favore dei vincenti sia massima sull’erba di Wimbledon, lo Slam più avaro di soddisfazioni per l’austriaco (ottavi di finale nel 2017, sconfitte al secondo turno nel 2015 e nel 2016, sconfitta al primo turno nel 2014, 2018 e 2019). Troviamo un primo spunto di risposta al nostro dubbio in altre due statistiche: le palle break ottenute da Thiem e il numero delle discese a rete. Sull’erba, Thiem sembra faticare di più a procurarsi delle occasioni sul servizio dell’avversario, e si presenta a rete in misura molto maggiore rispetto al suo stile abituale. Forse l’efficacia di Thiem nei pressi della rete, specie se verticalizza il proprio gioco in modo un po’ forzato, alla ricerca di variazioni, non è sufficientemente elevata per giustificare una modifica così marcata nel suo stile di gioco?

Un secondo set di statistiche, mostrato in Figura 2, può esserci d’aiuto nel farci un’idea ancora più precisa da questo punto di vista:

Figura 2. Ulteriori statistiche medie di gioco per Dominic Thiem, match di singolare in tornei del Grande Slam

Osserviamo che, in effetti, l’efficacia di Thiem sotto rete è buona ma non eccezionale e diminuisce sull’erba, scendendo sotto il 70%. Oltre a ciò, osserviamo che, sempre sull’erba, calano le percentuali di palle break realizzate e salvate. Nonostante un buon contributo del servizio (soprattutto della prima palla), l’austriaco, numeri alla mano, mostra di trovarsi in maggiore difficoltà nei punti importanti.

Forse, cercando di interpretare le statistiche in una chiave tecnica, il fatto che non soltanto Thiem giochi il rovescio a una mano, ma lo faccia in modo piuttosto “sbracciato”, con un movimento molto efficace ma piuttosto ampio, lo mette in difficoltà nel preparare il colpo su una superficie veloce e imprevedibile come l’erba. Tale fattore strutturale potrebbe spiegare un maggiore nervosismo del numero uno d’Austria che, trovando uno dei suoi colpi più efficaci tramutato in una potenziale debolezza, fatica a mantenere il consueto equilibrio, e si trova a forzare il proprio gioco, con risultati modesti.

Questa, perlomeno, può essere la nostra prima impressione. Fino a questo momento però, ci siamo concentrati sul gioco di Thiem esaminando un aspetto alla volta: proviamo ora invece, con l’aiuto della tecnologia, a considerare più aspetti contemporaneamente, ovvero a sviluppare un’analisi multivariata, verificando in modo più approfondito e robusto la validità delle nostre ipotesi.

I PATTERN PIÙ SIGNIFICATIVI, GLI ELEMENTI-CHIAVE DEL GIOCO DI THIEM

In particolare, ci chiederemo quale o quali tra le varie statistiche di gioco (che rappresentano le nostre variabili di input) si rivelino decisive, e in che modo, rispetto alla vittoria o alla sconfitta nel match (che rappresenta la nostra variabile di output). Impostiamo cioè, in altre parole, un problema di classificazione.

Per maggiore chiarezza, faremo in modo che l’algoritmo di classificazione utilizzato restituisca automaticamente, sulla base delle variabili a disposizione, un modello costituito da un insieme di regole, che rappresentano i pattern statisticamente più significativi che conducono Thiem alla vittoria o alla sconfitta. Di seguito, illustriamo le tre regole più significative così calcolate:

  1. “Se Thiem totalizza una percentuale di punti vinti sulla prima superiore di almeno il 5.1% rispetto all’avversario e si aggiudica una percentuale di punti sulla seconda anche peggiore rispetto al suo avversario, ma con uno scarto inferiore al 9% , allora si aggiudica la partita”. Il pattern è piuttosto generale, ed estremamente preciso: si è verificato in 47 casi e, in tutti e 47, Thiem ha vinto il match.
  2. “Se Thiem totalizza una percentuale di punti vinti sulla seconda superiore di almeno il 6.5% rispetto all’avversario e si procura almeno 6 palle break, allora vince il match”. Il pattern ha simile generalità e precisione rispetto al primo: si verifica in poco più di due terzi dei match vinti da Thiem in tornei del Grande Slam (ovvero in 48 partite) e in nessuna delle sue 30 sconfitte.
  3. “Se Thiem ha un rendimento sulla seconda palla di servizio inferiore all’avversario di oltre il 9% e non si aggiudica più del 77% di punti quando mette la prima in campo, viene sconfitto”. La regola si è verificata, fino a oggi, 14 volte. In tutti e 14 i casi Thiem è stato sconfitto.

Sulla base di regole come queste, considerando che quanto più una caratteristica del gioco compare come condizione rilevante all’interno di tali pattern, tanto più potremo definirla un elemento-chiave del gioco del campione austriaco. Potremo quindi, sulla base dei dati, stilare un feature ranking, ovvero una sorta di classifica dei vari aspetti del gioco, distinguendo quelli che, in misura maggiore, da soli o in combinazione con altri, si rivelano decisivi.

Figura 3. Feature ranking associato ai match di Grande Slam di Thiem. La lunghezza della barra rappresenta la rilevanza della feature, la direzione rappresenta il verso della correlazione (diretta per barre che si sviluppano verso destra, inversa per barre che si sviluppano verso sinistra)

Come possiamo osservare in Figura 3, buona parte della partita di Thiem si gioca sull’efficacia dei suoi game al servizio, in particolare quando è costretto a servire la seconda palla. Se riesce comunque a imporre il proprio gioco, ha probabilità decisamente maggiori di portare a casa il match.

Le due feature più correlate con la vittoria di Thiem infatti, sia da sole che in combinazione con altre, sono la differenza nella percentuale di punti vinti sulla seconda e sulla prima rispetto all’avversario. In terza posizione troviamo la superficie di gioco: l’osservazione sulla base delle prime statistiche descrittive, che ci portava a individuare una certa avversione di Thiem per l’erba, trova conferma. In Figura 4 (visibile di seguito) infatti osserviamo in che modo la superficie di gioco è correlata con la vittoria dell’austriaco: positivamente soltanto in caso si giochi su terra o cemento.

In quarta posizione troviamo un dato all’apparenza controintuitivo: la probabilità di vittoria è inversamente correlata (per quanto debolmente) con il numero di vincenti. Leggendo in controluce questo dato però, ci troviamo a riflettere sul fatto che Thiem, se è in controllo della partita, può sfruttare al meglio la propria razionalità e solidità mentale, correndo pochi rischi e guadagnando il punto in progressione. Se mette a segno molti vincenti, più del solito, può significare che è in gran forma, ma anche (a quanto ci dicono i dati, leggermente più spesso) che sta forzando il proprio gioco rischiando di pagarne le conseguenze. In conclusione, la quinta feature più correlata (in questo caso direttamente) con la vittoria è la percentuale di punti vinti con la prima: la prima palla di Thiem è piuttosto pesante e, naturalmente, assicurarsi punti facili riduce anche la pressione sugli altri colpi, facilitandogli il compito.

Figura 4. Value ranking relativo alla superficie di gioco, associato ai match di Grande Slam di Thiem. La lunghezza della barra rappresenta la rilevanza della feature, la direzione rappresenta il verso della correlazione (diretta per barre che si sviluppano verso destra, inversa per barre che si sviluppano verso sinistra)

Cercando di sintetizzare, Thiem si presenta come un giocatore di grande solidità e affidabilità nelle occasioni in cui riesce a controllare l’andamento del gioco. Se riesce a portare l’avversario a giocare la sua partita diventa un cliente difficilissimo per chiunque, come dimostra il fatto che abbia saputo battere almeno una volta sia Federer che Djokovic che Nadal. In tutte quelle occasioni invece in cui l’avversario, o la superficie, lo portano su terreni meno esplorati e meno congeniali al suo stile di gioco, in tutte quelle circostanze in cui cioè si sente in dovere di stringere i tempi, e di affrettare la giocata, va in maggiore difficoltà.

Se ne potrebbe dedurre quindi che il recupero dovrà essere psicologico, oltre che fisico: una volta ritrovata la forma fisica, Thiem andrà nuovamente alla ricerca delle proprie certezze e della propria calma. Riguadagnato questo equilibrio, anche i dati dimostrano che l’austriaco potrà tornare a essere un cliente difficile per chiunque e un serio pretendente a nuove, prestigiose vittorie.

Nota: l’analisi e i grafici inseriti nell’articolo sono realizzati per mezzo del software Rulex


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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ATP

ATP Vienna, il tabellone: torneo di gran livello, cinque azzurri nel main draw

Berrettini in rotta di collisione con Hurkacz nei quarti e Zverev in semifinale. Sinner si gioca molto: possibile scontro diretto per le ATP Finals contro Ruud nei quarti. Al via anche Musetti, Fognini e Sonego

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Matteo Berrettini - Laver Cup 2021 (foto Twitter @LaverCup)

È un tabellone di alto livello quello dell’Erste Bank Open 2021, torneo ATP 500 (cemento indoor, 1.837.190 di montepremi) che prenderà il via a Vienna da lunedì. L’appuntamento austriaco è ormai diventato un classico di fine stagione e anche quest’anno rappresenta uno dei fulcri della corsa alle ATP Finals.

Sono cinque gli italiani nel tabellone principale: Berrettini, che nell’ultima apparizione alla Wiener Stadthalle (2019) raggiunse la semifinale perdendo dall’idolo di casa Thiem, affronterà un qualificato al primo turno. La rotta prevede un quarto di finale potenziale contro Hurkacz e una semifinale contro Zverev, numero due del seeding. Il romano è l’unico azzurro nella seconda metà del tabellone; nella prima ci sono quattro alfieri del tricolore. La testa di serie numero 7, Sinner, proverà ad aumentare le sue chances di qualificazione per Torino sfidando al primo turno Opelka. La marcia ipotetica dell’altoatesino prevede un quarto di finale con l’altro contendente per le Finals Ruud e una semifinale con la prima testa di serie, Tsitsipas.

Sonego, che a Vienna l’anno scorso si tolse la soddisfazione di battere Djokovic, esordirà al primo turno contro Garin per poi affrontare al secondo turno uno tra Ruud e Harris. Fognini se la vedrà con la testa di serie numero 8 Schwartzman; potrebbe esserci un derby al secondo turno se Musetti, in tabellone grazie ad una wild card, superasse Monfils. Il tabellone da 32 giocatori fa sì che il taglio per l’ammissione nel draw sia stato bassissimo (l’ultimo entrato direttamente è Fucsovics, 41 ATP). Motivo per il quale ci si attende spettacolo già dai primi turni: match di cartello sono ad esempio Tsitsipas-Dimitrov e Hurkacz-Murray. Infine, l’auspicio è che la truppa degli italiani possa essere infoltita da Mager, impegnato nelle qualificazioni.

 

Il tabellone aggiornato

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ATP

ATP Mosca: Khachanov e Karatsev si giocano un posto in finale

Aslan torna a giocare una semifinale ATP dopo 6 mesi. Non ha mai vinto contro Khachanov. Cilic sfida Berankis nell’altra ‘semi’

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Nonostante il numero 1 del tabellone Andrey Rublev sia uscito prematuramente dall’ATP 250 di Mosca, il torneo avrà comunque un finalista russo. Sarà uno tra Karen Khachanov e Aslan Karatsev, rispettivamente numero 2 e numero 3 del tabellone. Entrambi hanno superato l’ostacolo dei quarti di finale senza perdere set. Khachanov ha avuto difficoltà ad avere la meglio di John Millman, che l’ha tenuto in campo per quasi 2 ore e mezza. L’australiano ha anche avuto quattro set point in risposta sul finire del secondo set. Khachanov (che ha vinto questo torneo nel 2018) ha però evitato il terzo set vincendo il tie-break.

Karatsev invece ha impiegato un’ora in meno per battere Gilles Simon nell’ultimo match di giornata. Il russo ha vinto 6-4 6-3, recuperando uno svantaggio iniziale di 0-2 nel secondo, e tornerà a giocare una semifinale ATP sei mesi dopo l’ultima (batté Djokovic a Belgrado in una partita memorabile). I precedenti dicono 2-0 Khachanov. L’ultima sfida l’hanno giocata in Canada un paio di mesi fa (2 set a 0 per KK), mentre l’altra si è disputata sui campi di San Pietroburgo, quando lo stesso Khachanov vinse in rimonta.

Dall’altra parte del quadro si sfideranno Marin Cilic e il lucky loser Ricardas Berankis. Una prova eccellente al servizio ha garantito al croato l’accesso alla sua quarta semifinale della stagione. 15 aces e e soli cinque punti persi con la prima in campo, niente da fare per Pedro Martinez, sconfitto in un’ora di gioco 6-1 6-2. Cilic ha vinto questo torneo due volte, nei suoi anni migliori, 2014 e 2015, mentre il suo avversario vanta comunque un secondo posto ottenuto nel 2017. Berankis è stato ripescato e come se non bastasse ha avuto un tabellone abbastanza agevole: i suoi avversari sono stati Donskoy, Coria e Mannarino, con quest’ultimo che non ha confermato la prestazione con cui è riuscito a battere Rublev negli ottavi. Il lituano – ancora alla ricerca del suo primo trionfo ATP – ha vinto 6-2 7-6 e giocherà la prima ‘semi’ del suo 2021.

 


ATP 250 Mosca, i quarti di finale:
(LL) Berankis b. Mannarino 6-2 7-6
[6] Cilic b. Martinez 6-1 6-2
[3] Khachanov b. Millman 7-5 7-6
[2] Karatsev b. Simon 6-4 6-3

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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