Padel, si riparte! A Roma sarà al centro della 'Settimana della donna'

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Padel, si riparte! A Roma sarà al centro della ‘Settimana della donna’

Dal 16 marzo tornano i campioni del circuito internazionale, da quest’anno sempre più cosmopolita. La “pala” sarà protagonista nella Capitale per promuovere lo sport femminile

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Con il mese di marzo arriva la primavera, le giornate si allungano, il clima diventa più mite, ma soprattutto riparte la stagione del padel. Lo sport che sta riscontrando sempre maggior successo in Italia si è fermato per tre mesi dopo il World Padel Tour Masters 2018 che ha visto trionfare Belasteguin e Lima nel torneo maschile e di Salazar/Marrero nel femminile. Ubitennis anche quest’anno dedicherà una speciale rubrica allo sport “cugino” del tennis, con l’obiettivo di tenere informati i lettori sugli avvenimenti del World Padel Tour e pubblicare le ultime notizie del padel italiano. Come l’ATP, durante l’off season il WPT si è rifatto il look annunciando un nuovo logo sui canali social e ha reso noto il nuovo calendario dei tornei professionistici della stagione 2019.

Sono tante le novità da segnalare. Oltre alle scontate riconferme delle città spagnole e argentine, da quest’anno anche il Messico, il Brasile e il Regno Unito avranno un loro torneo internazionale. La città di Londra organizzerà addirittura un torneo di categoria Master dal 15 al 20 ottobre, chiaro indizio dell’enorme successo che ha riscontrato l’esibizione della scorsa stagione. A novembre il San Paolo Open e il Mexico Open faranno il loro debutto in calendario, mentre sono stati confermati il Wopen, torneo interamente femminile a cavallo tra ottobre e novembre, e l’Open di Bastad in Svezia, battezzato nel 2018.

 

Sarà senza dubbio la stagione di padel più internazionale della storia. L’annata 2019 si chiuderà in Spagna con il consueto Masters di fine anno, ma la città ospitante non sarà più Madrid. Dal 19 al 22 dicembre le migliori coppie dell’anno giocheranno Barcellona, mentre dal 3 all’8 settembre la capitale spagnola sarà la sede del nuovo Madrid Master. Si parte tra pochissimo, con il torneo Master di Marbella (anch’esso farà il suo esordio in calendario) dal 16 al 24 marzo.

GLI EVENTI ITALIANI – Sul territorio nazionale sono tre gli eventi principali della stagione. Il primo è il campionato a squadre, che è iniziato sabato 2 marzo con la prima giornata della fase a gironi. Sono otto le squadre partecipanti, divise in due gruppi da quattro dalle quali usciranno le squadre che parteciperanno alla fase conclusiva al Foro Italico l’11 e il 12 maggio (semifinale e finale).

Il Misano Sporting Club e il Colombo Club di Genova sono gli unici due circoli degli otto iscritti non di Roma, che si conferma il faro del padel italiano, con l’eccellenza del Circolo Canottieri Aniene vincitore gli ultimi quattro titoli del campionato a squadre. Sempre al Foro Italico, accanto al Masters 1000 del tennis, per il secondo anno consecutivo la Federazione Italiana Padel ha deciso di organizzare un torneo Open nazionale dal 4 al 10 di maggio. La partecipazione al torneo si guadagna attraverso una fase di qualificazione prima provinciale e poi regionale che determinerà le 32 coppie maschili e le 16 femminili. Il terzo grande palcoscenico del padel nostrano è il circuito Slam, che quest’anno sarà formato da sei tappe di sotto elencate.

  • Pala Kendro, Bari (15 marzo)
  • Sun Padel, Riccione (24 maggio)
  • Mas Padel, Catania (21 giugno)
  • Country Club, Bologna (12 luglio)
  • Bolasport, Roma (6 settembre)
  • Monviso Sporting Club, Torino (4 ottobre)

IL PADEL ROMANO SI TINGE DI ROSA Assieme a tutti questi eventi, la città di Roma ha organizzato un’importante iniziativa sulla falsariga di quella del WPT con l’introduzione del Wopen in calendario. Il Circuito MSP Italia – con il Patrocinio di Roma Capitale e Municipio Roma XII –  proseguendo la sua filosofia di promozione sportiva, in occasione della festa dedicata alle donne per una settimana, dall’8 al 15 marzo, dà la possibilità a tutte le donne di giocare a padel in oltre 20 circoli della capitale e di poter usufruire di lezioni gratuite, con incluso materiale tecnico in prova. Per chi conosce già la disciplina, sarà anche possibile prenotare gratuitamente un campo insieme alla propria amica, sorella o figlia per passare una giornata all’insegna dello sport. La “padelmania” è ufficialmente ripartita.

Orari e circoli aderenti all’iniziativa per la Settimana della Donna

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WTA

Andreescu vince ancora, Kerber furiosa a Miami: ‘Sei la più grande regina delle sceneggiate’

Andreescu conferma la vittoria di Indian Wells con una prova di gran carattere. Screzio finale tra le due alla stretta di mano

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Dal nostro inviato a Miami

B. Andreescu b. [4] A. Kerber 6-4 4-6 6-1

 

C’era grande attesa per la “rivincita” della finale di Indian Wells tra Andreescu e Kerber, ma non si credeva che quest’attesa sarebbe stata così lunga: a causa del protrarsi delle partite precedenti, le due protagoniste hanno iniziato il loro match solamente alle 23.20 in quella che è diventata la prima sessione di “late night tennis” della nuova era del Miami Open.

Davanti a tribune comprensibilmente sguarnite è la tedesca a trovare per prima il ritmo-partita e a scappare sul 2-0 prima di subire l’immediato ritorno di Andreescu propiziato dai suoi ormai celebri diritti in accelerazione. Angie punge in risposta, si procura due palle break che però non riesce a concretizzare. Al successivo cambio di campo, sul 4-3, la canadese chiede l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare la spalla destra. Due game più tardi Andreescu mischia bene le carte alternando slice di diritto e di rovescio con pallettoni alti e liftati, quanto basta per far commettere ad Angie tre errori gratuiti e incamerare il primo set per 6-4 in 50 minuti.

Kerber è certamente scossa, accelera troppo i punti cercando soluzioni improbabili nelle mani di Andreescu che invece è impeccabile e conquista il 4-1 anche nella seconda partita. Si veleggia ormai verso l’una del mattino e nessuna delle due è disposta a correre tanto quanto si era visto in California: l’esperienza di Angie si fa sentire, prende qualche rischio in più e risale punto dopo punto fino al 4-4. Nel game più delicato del match si rivedono gli scambi mozzafiato della finale di Indian Wells, Kerber prende di mira il rovescio di Andreescu e completa la rimonta portando il match al terzo set quando mancano sette minuti all’una del mattino.

Dopo una meritata pausa (fisiologica?) negli spogliatoi, le due protagoniste ricominciano a prendersi a pallate facendo prospettare un’altra epica battaglia. Tuttavia la battaglia non si materializza perché Andreescu prende il controllo del match e non lo molla più, menando fendenti come la migliore Monica Seles e siglando la sua vittoria con un enfatico 6-1 in 36 minuti. Peccato solo per la caduta di stile finale di Angelique, che durante la stretta di mano finale dice all’avversaria “sei la più grande regina delle sceneggiate”.

Decima vittoria consecutiva quindi per la canadese, che avrà un giorno di riposo prima del suo impegno negli ottavi di finale contro l’estone Anett Kontaveit per sfruttare il corridoio di tabellone lasciato libero dall’eliminazione di Naomi Osaka. Sognare non è impossibile.

Il tabellone completo

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ATP

Miami: Federer si salva. Infinito Ferrer, battuto Zverev

Roger, molto falloso, rischia grosso con Radu Albot. “Tiravo quando non dovevo, non tiravo quando dovevo”. David da non credere, superato anche Sascha

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[4] R. Federer b. [Q] R. Albot 4-6 7-5 6-3

da Miami, il nostro inviato

 

Il moldavo Radu Albot, 29 anni, è decisamente un bel giocatore, velocissimo, non alto (1.75), ottimi fondamentali da dietro, e onesto tocco a rete. Oltre a questo, è pure nel momento migliore della sua carriera, ha raggiunto il best ranking di 46 ATP tra Indian Wells e qui, qualificandosi in entrambi i tornei e arrivando al terzo turno in California. Roger Federer, all’esordio nel mastodontico Hard Rock Stadium di Miami, se ne accorge immediatamente, perdendo il servizio nel primo game, e subendo l’entusiasmo dell’avversario, che sembra carico come una molla. Radu conserva il vantaggio salendo fino al 5-4, in piena trance agonistica, aiutato anche da un servizio molto efficace e continuo, pur se non esplosivo. Roger appare un po’ imballato, sbaglia molto, non trasforma quattro palle dell’immediato controbreak nel secondo game (questa non è una novità per il fuoriclasse svizzero), ma pian piano sale di livello, ottenendo applausi finalmente convinti da parte di un pubblico che riempie le tribune come mai prima di questa sera. Un paio di palle corte, una finta a rete, una bella volée di rovescio segnalano che è entrato in partita anche lui. Ma non è sufficiente: il bravo Albot non esita, continua a picchiare il dritto appena può, e chiude 6-4 al primo set-point, niente da dire, meritatissimo. Federer può anche aver raccontato e ripetuto quanto bene si sentisse fisicamente dopo Indian Wells, ma la stanchezza mentale è ancora più importante, resettare la testa è sempre più difficile col passare degli anni. E non è un caso che praticamente tutti quelli che vanno in fondo al “1000” californiano arrivino spesso qui assai scarichi.

Nel secondo set, continua la bella prestazione di Radu, che non scende granchè di percentuali con la battuta, insistendo giustamente con le palle lavorate sul rovescio di Roger, e attaccando la rete al minimo spiraglio concesso dall’avversario. In generale, Federer sta anche giocando corto, farà bene a cambiare marcia in fretta perchè si sta mettendo in guai seri. Sul 3-3, Roger annulla attccando di dritto una palla break potenzialmente letale, nello stesso modo subito dopo Albot gli cancella la prima che aveva concesso dal secondo game. Onestamente, un Federer davvero sottotono, i colpi gli viaggiano poco e a intermittenza, mentre di là le gambe di Radu invece viaggiano come un treno. Una risposta di dritto facile, su palla alta, che sul 6-5 in suo favore, 30-30, avrebbe potuto mandarlo a set point, la spara lunga un metro, non ci siamo per nulla. Per sua fortuna, due punti dopo Albot commette forse il terzo errore del set, gli regala un’altra opportunità, e qui finalmente è bravo e convinto Roger a chiuderla a rete, 7-5 per lui, ma che fatica.
Le cose non cambiano granchè all’inizio del terzo set, il match è assolutamente alla pari, il che chiaramente non è una buona notizia per il grande favorito, che continua a sbagliare troppo. Radu combatte al suo massimo, sta facendo una grandissima partita dal punto di vista dell’attenzione tattica, certo che qualche risposta di rovescio un po’ più aggressiva Federer potrebbe e dovrebbe rischiarla. “A un certo punto mi sono anche dimenticato di quello che mi aveva detto il mio allenatore, mentre lui sembrava sapere molto bene quello che stava facendo“, ammetterà Roger alla fine. Il settimo game, 3-3 con lo svizzero al servizio, è lottatissimo, un doppio fallo al terzo vantaggio costa a Roger una palla break pericolosissima, cancellata da un ace. Altre due botte con la battuta negli angoli mandano Federer avanti 4-3, però i rischi continuano. Il DJ dello stadio spara “Thunderstruck” degli AC/DC a tutto volume al cambio campo, chissà che un po’ di sano hard rock (d’altronde, se non lo suonano in questo stadio…) non svegli e dia grinta al 20 volte campione Slam. Pare proprio che sia così, perchè un super-rovescio piantato lungolinea da Roger fa esplodere il pubblico, e un passantino in slice basso e stretto gli dà due palle break: la prima fallita dall’ennesima risposta semplice di dritto che vola larga, la seconda trasformata grazie all’errore gratuito di Albot, 5-3 Federer. All’attacco in modo convinto – meglio tardi che mai – Roger chiude senza altri patemi, bravissimo Radu che lo ha fatto soffrire per oltre due ore, Federer dovrà crescere e non poco se vorrà andare avanti nel torneo. Ora per lui Filip Krajinovic, che ha eliminato Stan Wawrinka, i precedento sono 2-0 per Roger.

[WC]D.Ferrer b. [2]A.Zverev 2-6 7-5 6-3

Ultimo torneo sul duro di una carriera infinita, dopo 19 anni di corse sui campi di tutto il mondo, il best ranking di 3 ATP quando davanti c’erano due tipi fuori dal mondo, tanto da guadagnarsi il titolo di “primo degli umani”, e che cosa non ti combina il commovente David Ferrer? A 37 anni (2 aprile) si toglie la soddisfazione di battere in rimonta Alexander Zverev, quello che numero 3 ATP lo è adesso, ha 15 anni meno di lui, ed è lanciato verso un futuro ai vertici del tennis. Roba da non credere ai propri occhi. La partita si racconta in due frasi, semplicemente Sascha dopo un buonissimo inizio, a martellare con la sua superiore potenza, si è pian piano lasciato sgretolare dalla mostruosa regolarità e dall’altissimo ritmo del gioco di David. Che oltre ai suoi proverbiali, pesantissimi sventagli di dritto, si è concesso anche diverse soluzioni vincenti con il lungolinea di rovescio, coprendo il campo in modo tatticamente perfetto, fino a farlo diventare piccolissimo per il malcapitato Zverev. Per uscire dalla ragnatela asfissiante del palleggio di Ferrer, Sascha ha provato ad attaccare, ed è stato infilato a ripetizione da passanti millimetrici, ha provato a spezzare gli schemi con la palla corta, e non ha ottenuto altro che di esaltare le capacità di recupero e gli scatti rapidissimi dello spagnolo. Il footwork di David, anche ora con l’appannamento di fine carriera, rimane una delle cose da vedere, rivedere e conservare per gli amanti della tecnica, come un rovescio di Djokovic, un dritto di Nadal, o una volée di Federer. Primo set, 6-2 Zverev, poi cambia la musica, e di brutto. Secondo parziale deciso nell’undicesimo game, con break di Ferrer che poi chiude 7-5. Nel terzo set, lo strappo avviene sul 2-2, quando David toglie la battuta a Sascha e non si fa più riprendere, anzi conclude la partita con un secondo break ai danni di un avversario ormai spaesato e quasi incredulo, come noi tutti in tribuna o davanti alla televisione. L’ovazione del centrale è da brividi, l’abbraccio pieno di rispetto da parte di Zverev lo è altrettanto, il sorriso di David chiude una serata memorabile. Gracias, Ferru. Un esempio da imitare, se ci si riesce. Ora per Ferrer un altro giovanotto rampante, Frances Tiafoe, non hanno mai giocato prima.

Risultati:

[6] K. Anderson b. J. Munar 6-4 3-6 6-3
J. Sousa b. [31] S. Johnson 7-6(6) 6-4
[24] G. Dimitrov b. F. Lopez 6-1 6-3
J. Thompson b. [10] K. Khachanov 6-2 6-3
[13] D. Medvedev b. A. Mannarino 6-2 6-1
[Q] R. Opelka b. [21] D. Schwartzman 6-4 3-6 6-4
F. Krajinovic b. [30] S. Wawrinka 5-7 6-2 7-6(5)
[4] R. Federer b. [Q] R. Albot 4-6 7-5 6-3
[8] S. Tsitsipas b. [LL] M. McDonald 7-6(4) 6-1
L. Mayer b. [26] G. Pella 6-2 6-4
[20] D. Shapovalov b. [LL] D. Evans 4-6 6-1 6-3
[Q] A. Rublev b. [9] M. Cilic 6-4 6-4
[14] M. Cecchinato b. D. Dzumhur W/O
[18] D. Goffin b. P. Andujar 6-4 6-1
[28] F. Tiafoe b. [WC] M. Kecmanovic 7-6(6) 7-6(5)
[WC] D. Ferrer b. [2] A. Zverev 2-6 7-5 6-3

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Focus

Sunshine Drive: Luca&Vanni a Miami – Hurkacz, che sorpresa!

Hubert elimina Thiem, nel frattempo perdiamo Sonego e Giorgi. Fognini zittisce la claque sudamericana

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Lorenzo gioca bene, si diverte un casino, ma perde in due set. Figuriamoci se avesse vinto! Camila si fa mandare fuori palla dalle tagliatelle alla tedesca di Tatjana, Fabio si esalta nella guerra di tifo tra italiani e argentini.

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