Wimbledon ringrazia gli spettatori e dà a tutti appuntamento al 2027.
Con la finale del singolare maschile si completa questa edizione dei Championships, aperti e chiusi sotto il segno di Jannik Sinner. L’azzurro si è confermato campione a distanza di 365 giorni e anche l’anno prossimo avrà il compito di inaugurare il Campo Centrale.
Circa 24 ore prima a Londra si è incoronata la regina del torneo, che risponde al nome di Linda Noskova. La ceca ha messo in bacheca il primo Slam di una carriera che si prospetta dorata ed è la terza rappresentante della Cechia ad apporre il proprio nome nell’albo d’oro della competizione negli ultimi quattro anni.
Spostando il focus sui tabelloni di doppio, si contano una conferma e una sorpresa. Herri Heliovaara e Henry Patten sono tornati a trionfare sui prati dell’All England Club da teste di serie numero 1. A livello femminile, invece, è stata gioia per Kristina Mladenovic e Guo Hanyu, coppia formatasi a inizio 2026 e già capace di sconfiggere le dominanti Townsend e Siniakova.
In più, Marcelo Arevalo ha potuto riscattare la sconfitta del tabellone maschile con Ante Pavic, imponendosi in doppio misto con Jelena Ostapenko.
Infine uno sguardo a chi potrà essere protagonista nel futuro prossimo. Jordan Lee e Anna Pushkareva sono i campioni di Wimbledon Junior.
Jannik Sinner è il decimo tennista dell’Era Open a confermare il titolo a Wimbledon
Jannik Sinner ha scacciato ogni – lecito – dubbio della vigilia, concedendosi il bis a Wimbledon.
Dopo che le scorie post Roland Garros ne hanno attutito la brillantezza nei primi turni, il numero 1 del mondo ha alzato il livello nella seconda settimana. In finale si è trovato davanti il miglior Alexander Zverev mai visto sull’erba e ha dovuto remare per piegarne la resistenza.
6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4 il punteggio che ha aperto la strada al quinto Slam di Sinner. Il primo di un 2026 da dominatore, a cui mancava davvero solo il Major – non che cinque Masters 1000 siano cosa da tutti. Jannik è il decimo giocatore dell’Era Open a completare il back to back ai Championships. Un club ristretto, di pochi eletti che hanno scritto pagine e pagine di storia tennistica. Inoltre, per l’azzurro è arrivato il titolo numero 30 in carriera.
Se nel ranking è sempre più saldo in vetta, nella Race annuale, grazie a questo successo, si è scrollato di dosso l’ombra di Zverev, che tra Parigi e Londra si era riavvicinato sensibilmente.
Linda Noskova incornicia una stagione sull’erba encomiabile
È abituata ai fari spenti Linda Noskova. Di lei si è sempre parlato quasi per fare il proverbiale nome in più da aggiungere alle colleghe più chiacchierate. Eppure tra le giovani in ascesa c’è anche lei. C’è sempre stata.
Il titolo conquistato a Wimbledon, battendo in finale la connazionale e amica Karolina Muchova per 6-2 5-7 6-3, è la ciliegina sulla torta di uno spaccato di stagione sull’erba da dominatrice. Nel WTA 500 di Berlino Noskova ha messo in bacheca il secondo trofeo della carriera, dopo quello di Monterrey del 2024 – facendo tra l’altro la doppietta sui prati tedeschi in doppio con Ekaterina Alexandrova.
Proprio per questo Linda è atterrata a Londra con il vento in poppa. Senza il clamore dei riflettori puntati, ma con la fiducia di chi sa di aver trovato la quadra. Così, ha avuto la meglio di un’avversaria dopo l’altra, fino ad approdare in finale contro una rivale più esperta, che già aveva sperimentato le emozioni di contendersi un titolo così prestigioso. Noskova ha dovuto vincere Wimbledon due volte. Un black out prolungato nel secondo set le è costato il vantaggio di 5-2. Tuttavia, la pausa tra secondo e terzo parziale ha regalato alla ceca una nuova tranquillità. Ha lasciato il campo per allontanare la mente dalle occasioni sprecate e si è detta di volere il trofeo più grande, non il ripiego che spetta alla finalista sconfitta. Così, si è ricentrata, ha cancellato le opportunità a Muchova e ha ultimato una vittoria di grande valore.
La classe 2004 ritocca anche il best ranking al numero 7. E sicuramente non finirà qui.
Heliovaara e Patten si riprendono la corona
Harri Heliovaara e Henry Patten si riprendono la corona di Wimbledon. I numeri 1 del seeding si garantiscono il secondo titolo ai Championships dopo quello del 2024, regolando con due tiebreak Marcelo Arevalo e Mate Pavic.
Il duo anglo-finlandese ha riscattato, così, la finale persa al Roland Garros contro Granollers/Zeballos e, al contempo, ha vendicato la sconfitta per mano di Arevalo e Pavic subita nell’ultimo atto al Queen’s.
È il titolo di coppia numero 12 per Heliovaara e Patten, il terzo trionfo in un Major.
Tra l’altro, Patten è stato protagonista di un acceso scambio a distanza con Reilly Opelka, mai pacato quando si tratta di sminuire una disciplina come il doppio. Il britannico ha difeso tutti i doppisti dagli attacchi dello statunitense, soprattutto in ottica della rivoluzione nei pensieri dell’ATP. La miglior risposta possibile per Henry è arrivata dal campo, con l’ennesima soddisfazione di una carriera di primo piano.
Mladenovic-Hanyu, la nuova coppia sorprende tutti

Kristina Mladenovic e Hanyu Guo hanno deciso di incrociare i propri destini all’inizio del 2026. La francese è una formidabile doppista, fermata nel 2025 da un infortunio che le ha richiesto diversi mesi per tornare in campo, e con la nuova compagna ha ritrovato l’energia per rilanciarsi. Il titolo a Adelaide faceva ben presagire, ma a Wimbledon hanno davvero sorpreso tutti.
Comprese Gabriela Dabrowski e Luisa Stefani, coppia numero 2 del seeding, tornata insieme dopo che la canadese aveva intrapreso una collaborazione con Erin Routliffe.
Mladenovic e Gou si sono fatte strada tra le favorite, perdendo un solo set e eliminando il duo numero 1 Siniakova/Townsend.
Il risultato finale, 6-3 7-5, ha regalato loro la prima affermazione di coppia in un Major. Se per la cinese si tratta del primo Slam in assoluto, per Kiki è il settimo – quattro con Timea Babos e due con Caroline Garcia -, ma la francese non aveva mai trionfato ai Championships e l’ultima gioia in questa categoria di tornei risaliva al 2022. Adesso le manca un solo mattoncino, lo US Open, per completare il Career Grand Slam di doppio.
Ostapenko e Arevalo campioni in doppio misto
Le vittorie Slam di Jelena Ostapenko prescindono la singola specialità. Singolare, doppio e adesso doppio misto. Per la lettone c’è gioia in ogni disciplina.
Dopo aver trionfato al Roland Garros nel 2017 e allo US Open con Lyudmyla Kichenok, la 29enne di Riga ha rimpinguato la bacheca con la coppa di Wimbledon. Ad accompagnarla in questo traguardo è stato Marcelo Arevalo, doppista da 17 titoli.
La finale contro gli australiani Storm Hunter e Marc Polmans è arrivata al culmine di un percorso a ostacoli. Anche nel match decisivo per il titolo la lettone e il salvadoregno hanno dovuto recuperare un set di vantaggio, prima di imporsi con il punteggio di 4-6 7-5 6-2.
Arevalo, così, ha potuto riscattare l’amara finale del doppio maschile, che, insieme a Mate Pavic, lo ha visto cedere il passo a Heliovaara e Patten.
Jordan Lee, il più giovane in tabellone, festeggia il titolo di Wimbledon
Jordan Lee era il più giovane dei 64 quattro tennisti ai blocchi di partenza del tabellone Junior di Wimbledon. 16 anni, nato a Orlando, e un destino che sembra segnato. Lo statunitense non si è lasciato irretire dalla carta d’identità e ha messo in riga ogni avversario che ha incrociato sul proprio cammino.
In finale ha sconfitto in rimonta Cruz Hewitt, il figlio di Lleyton, per conquistare il prestigioso titolo – 4-6 6-4 7-5 il risultato finale.
È pur vero che una carriera d’élite a livello Junior non garantisce automaticamente il pass per un ruolo di spicco nel tennis dei grandi. Tuttavia, Lee è uno dei prodotti dell’USTA National Campus, dove ha la possibilità di lavorare con i professionisti della Federazione. Reduce da un grave infortunio al polso, il 16enne della Florida ha dimostrato di essersi messo alle spalle i guai fisici e di essere pronto a proseguire con la propria crescita.
Anna Pushkareva batte la numero 1 per laurearsi campionessa Junior
Anna Pushkareva ha sovvertito ogni pronostico per sollevare al cielo il trofeo di Wimbledon. La classe 2009 russa ha fermato l’avanzata della numero 1 del mondo Xinran Sun per 5-7 6-3 6-4, approfittando anche di un problema alla spalla dell’avversaria.
La cinese è la dominatrice assoluta del circuito Junior, nonostante abbia appena compito 16 anni. Ma non solo. Ha già racimolato pure i primi punti WTA, grazie ai due titoli ITF conquistati sul finale del 2025.
Pushkareva celebra un successo forse inatteso, ma meritato per il percorso netto esibito sui prati a Church Road. Tra l’altro, la finale tra Anna e Sun è la più lunga di sempre a livello Junior.
Più giovane di due anni rispetto a Mirra Andreeva, la 17enne di Vladivostok, che ha già all’attivo una finale ITF persa proprio con Sun, ha le carte in regola per essere la nuova stellina del tennis russo.
