39 volte Federer-Nadal: sarà per la prossima volta

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39 volte Federer-Nadal: sarà per la prossima volta

Per l’occasione l’ATP ha distribuito altrettanti numeri sulla rivalità più chiacchierata dei nostri tempi. Le 39 statistiche di Roger Federer vs Rafa Nadal

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Roger Federer e Rafa Nadal - Shanghai 2017 (foto via Twitter, @SH_RolexMasters)

1877 giorni. Tanti ne sono passati dall’ultima vittoria di Rafa Nadal su Roger Federer, nella semifinale degli Australian Open 2014. Tanto per dare un’idea, all’epoca l’attuale direttore del torneo di Indian Wells, Tommy Haas, era n.12 al mondo, Felix Auger-Aliassime, primo giocatore nato nel 2000 a entrare nei primi 100 e stella emergente del tour, aveva 13 anni, il n.1 al mondo Novak Djokovic aveva conquistato “solamente” sei Slam, nove in meno di quelli che ha in bacheca oggi.

Da lì in avanti cinque vittorie di Federer, che comunque non sono bastate a riportare in equilibrio il conto degli scontri diretti, in cui Nadal è ancora in vantaggio per 23 a 15. Tutto cambia se si isolano solo i match sul cemento, la maggior parte, in cui lo svizzero è invece in vantaggio per 11 a 9.

Il 39esimo capitolo del “Fedal” sarebbe dovuto andare in scena proprio sul duro, nella semifinale di Indian Wells, ma il campione iberico alla fine ha scelto di non scendere in campo. Sorprende relativamente poco, considerando l’esito degli ultimi tornei disputati da Nadal sul cemento (ne ha finiti solo 3 su 17), così come sorprende poco che delle tre sfide disputate nel deserto della California due fossero state vinte da Federer, compresa l’ultima di due anni fa, con il netto punteggio di 6-2 6-3.

L’abbraccio tra Roger e Rafa dopo la finale a Melbourne del 2017

Nonostante l’appuntamento con il 39esimo capitolo della saga sia stato rinviato, magari solo di qualche settimana, vi proponiamo una carrellata di numeri che l’ATP ha elaborato a proposito dei questa grande rivalità del tennis contemporaneo. E indovinate un po’… sono proprio 39. 

39 – Le sfide che, appunto, sarebbero dovute diventare 39 tra Federer e Nadal

38 – I precedenti incontri, la terza rivalità più lunga nella storia del tennis Open (Nadal/Djokovic 53, Federer/Djokovic 47)

37 – Gli anni di Federer, il più vecchio semifinalista nella storia di Indian Wells (dal 1976)

36 – Le sconfitte di Nadal in 451 match sulla terra rossa, due sono arrivate per mano di Federer

35 – Le difese di un titolo di Federer in carriera, comprese quelle ad Indian Wells nel 2005 e nel 2006

34 – I tornei disputati da Nadal prima di tornare a vincere un torneo sul cemento agli US Open 2017

33 – La striscia di successi di Nadal sulla terra battuta interrotta da Federer nella finale di Madrid del 2009

32 – La testa di serie di Nadal nel primo match giocato contro Federer, vinto a Miami nel 2004 (6-3 6-3)

31 – I giochi di servizio consecutivi tenuti da Federer negli ultimi match contro Nadal

30 – L’età dopo la quale Federer ha vinto 4 Slam e Nadal 3

29 – L’età nella quale nessuno dei due ha vinto uno Slam

28 – Gli anni passati da quando Nadal ha iniziato a giocare a tennis

27 – I Masters 1000 vinti da Federer, il terzo nella classifica all time dietro a Djokovic (32) e proprio Nadal (33)

26 – Il punteggio (2-6) con cui Federer ha ottenuto il primo set della sfida vinta in finale al Masters 1000 ad Amburgo che ha rotto una striscia di 81 vittorie consecutive sulla terra battuta di Nadal

25 – Il giorno di luglio 2005 in cui Nadal divenne n.2. Lo rimase per 160 settimane, un record assoluto, prima di sorpassare Federer

24 – Le finali vinte consecutivamente da Federer tra l’ottobre del 2003 e il novembre 2005

23 – Le vittorie di Nadal contro Federer

22 – Le stagioni di Federer nel tour

21 – Gli anni di Federer quando vinse il suo primo Slam. Nadal ce l’ha fatta a 19

20 – Gli Slam di Federer, un record assoluto. Nadal è secondo nella classifica all time a 17

19 – Le sfide tra Federer e Nadal giocate nei Masters 1000 (Rafa conduce 12 a 7)

18 – Il giorno dell’agosto 2008 in cui Nadal superò Federer al n.1, interropendo la striscia record di Roger di 237 settimane in vetta al ranking

17 – Il numero di set che Nadal ha vinto in più di Federer nei loro incontri (67-50)

16 – La posizione nella quale scivolò Federer nel novembre 2016 dopo 734 settimane consecutive in Top 10. Nadal è invece in top 10 da 725 settimane

15 – Gli incontri tra Nadal e Federer giocati sulla terra rossa (Rafa conduce per 13 a 2)

14 – Le finali vinte da Nadal contro Federer. 10 quelle in cui ha trionfato Roger, comprese le ultime 4

13 – I break point avuti da Federer nell’epica finale di Wimbledon 2008. Ne sfruttò solamente uno

12 – Le sfide giocate negli Slam (Nadal conduce per 9 a 3)

11 – Le sfide vinte da Federer sul cemento

10 – I tie-break vinti da Federer contro Nadal, 11 vinti quelli vinti da Rafa

9 – Le sfide tra Federer e Nadal in semifinale, Rafa ne ha vinte 6

8 – I tennisti ad aver completato il Career Grand Slam. Tra questi Federer e Nadal

7 – I set persi da Federer nel percorso verso il titolo degli Australian Open 2017, due in finale contro Nadal

6 – Le vittorie consecutive di Nadal contro Federer negli Slam prima della finale di Melbourne del 2017

5 – Le vittorie consecutive di Federer contro Nadal prima di questo match, che hanno fatto seguito ad altri 5 successi consecutivi di Rafa contro Roger

4 – Gli incontri vinti da Federer negli USA contro Nadal. Rafa ne ha vinti altrettanti

3 – Come gli uomini in grado di vincere almeno uno Slam da teenager, almeno uno tra i venti e i trent’anni e almeno uno dopo i trent’anni. Uno di questi è Nadal. Gli altri due sono Ken Rosewall e Pete Sampras

2 – I tennisti ad aver vinto tutti gli Slam e l’oro olimpico in singolare. Uno è Nadal. L’altro Andre Agassi.

1 – La posizione che hanno occupato Federer e Nadal per 506 settimane complessive, quasi 10 anni. 

0 – I break point fronteggiati da Federer nell’ultima sfida vinta contro Nadal nella finale del Masters 1000 di Shanghai nel 2017

EDIT (17/03): l’articolo era stato pubblicato prima dell’ufficialità del ritiro di Nadal. Sono state effettuate piccole modifiche per adattare il testo alla mancata disputa della semifinale

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ATP

Miami: Djokovic a intermittenza, ma per Delbonis basta

Novak va a strappi, spesso gioca corto. Secondo set concesso a Federico, buona chiusura nel terzo

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Novak Djokovic, Miami 2019, pic from Twitter @ATP_Tour

[1] N.Djokovic b. F.Delbonis 7-5 4-6 6-1

da Miami, il nostro inviato

 

Sulla carta doveva essere un match a senso unico per il n. 1 del mondo, ma anche se concretamente Djokovic non ha corso alcun vero rischio, il match si è allungato molto più del previsto e ha messo in mostra un Novak discontinuo, tremendamente difensivo e per lunghi tratti incapace di reagire agli attacchi dell’avversario.

Primo allungo di Djokovic al quarto game, che senza strafare approfitta di quattro gratuiti consecutivi di Delbonis per ottenere il break da 40-15. Il campione serbo appare essere in velocità di crociera tra la seconda e la terza marcia, Delbonis cerca la via della rete ma con fortune a dir poco alterne. Sul 5-2 Djokovic si porta 0-30 con un bellissimo pallonetto liftato di rovescio, ha anche un set point che però svanisce insieme con la sua risposta di diritto, ma quando sembra essere arrivato il momento per chiudere il primo set, l’argentino ottiene il controbreak aumentando la varietà dei colpi da fondo per evitare di dar ritmo al n.1 del mondo. Delbonis infila un parziale di 13 punti a 2 che lo porta 0-30 sul 5-5 e servizio dell’avversario, ma un controparziale di 8-0 rilancia Djokovic al triplo set-point che il serbo converte alla seconda occasione dopo 47 minuti di gioco francamente dimenticabile.

Nole prova a staccare l’avversario, ottiene subito un break per il 3-1 ma non sembra riuscire a dar continuità alla sua azione, anche perché Delbonis fa male con il rovescio. L’argentino recupera subito il break di vantaggio con due splendidi rovesci vincenti, l’ultimo dei quali convince Djokovic ad obliterare la sua racchetta sulla sedia del cambio di campo, ma non si ferma lì: continua a martellare da fondocampo un sempre più irritato Nole che cede il secondo break consecutivo con un doppio fallo e si trova improvvisamente a inseguire. Delbonis non trema, prosegue con il suo tennis tutto pressione che sorprendentemente non trova alcuna risposta da parte del n.1 del mondo, totalmente rassegnato ad un ruolo passivo di rimessa: per lui solo tre colpi vincenti e tre errori gratuiti in tutto il parziale. In un clima quasi da corrida lo Stadium 1 applaude colpo dopo colpo la conquista del secondo set da parte dell’argentino, che dopo on’ora e 27 minuti porta il match alla partita decisiva.

La favola di Federico, però, dura molto poco: bastano un paio di stupidaggini al servizio sull’1-2, e arriva subito il break che dà a Djokovic la sicurezza di cui ha bisogno per distendersi e conquistare il passaggio del turno in poco meno di due ore.

Nessuna sorpresa, dunque, ma tanti punti interrogativi sulla condizione di Nole che dopo la sconfitta a sorpresa contro Kohlschreiber a Indian Wells sembra fatichi a ritrovare il filo di quel gioco che gli ha permesso di vincere gli ultimi tre tornei dello Slam. Al prossimo turno incontrerà il giustiziere del nostro Fognini, Roberto Bautista Agut, contro cui ha vinto sette delle precedenti nove sfide (curiosamente, proprio come Fognini), ma dal quale è stato sconfitto nell’unico incontro di quest’anno a Doha.

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ATP

Miami: momento difficile per Fognini. Bautista passa senza brillare

Continua il periodo non semplice per Fabio. La caviglia è sempre una preoccupazione, la lontananza dalla famiglia pesa

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[22]R. Bautista Agut b. [15]F.Fognini 6-4 6-4

da Miami, il nostro inviato

 

Il 2019 del nostro miglior giocatore degli ultimi 20 anni (mi perdonerà Marco Cecchinato che ci ha dato un momento di orgoglio immenso a Parigi, ma la continuità ad alti livelli, il best ranking, e l’aver tenuto su da leader, stagione dopo stagione, la squadra di Coppa Davis, un peso lo hanno), purtroppo prosegue molto avaro di soddisfazioni. La partita persa oggi da Roberto Bautista Agut, con cui Fabio Fognini aveva vinto 7 delle precedenti 9 sfide, non è necessario raccontarla o commentarla. Dei 63 punti in totale conquistati dallo spagnolo, oltre la metà, 32, sono stati errori gratuiti di Fabio, il tutto in 20 game. Come si suol dire, a Roberto – che non ha certo fatto sfracelli – è bastato stare lì, mettere un numero sufficiente di palle in campo, senza altra tattica che cercare il rovescio dell’italiano, e la vittoria è arrivata praticamente da sè.

Dispiace profondamente per Fognini, che si è pure comportato bene senza andare oltre a un paio di pallate fuori dal campo e a un lancio di racchetta più folcloristici che altro. Il linguaggio del corpo di Fabio, dall’inizio alla fine, esprimeva sconforto e frustrazione, da bordocampo lo sentivo cercare di auto-incitarsi, ma se la motivazione e la sicurezza nei propri mezzi non li senti dentro, in quei momenti, è dura tirarli fuori quando servono.

Qualche gran drittone dei suoi (si può pensare quello che si vuole di Fognini, ma se non lo avete mai visto giocare da tre metri, non sapete che bellezza tecnica siano le sue accelerazioni anticipate, roba da top-player assoluto), qualche attacco, ma in generale il match è stato una sofferenza quasi continua. Come ha raccontato negli ultimi giorni, per Fabio il problema alla caviglia è sempre presente, il dubbio se operarsi o no anche, ma vorrebbe dire uno stop di mesi. La famiglia, ora che il piccolo Federico sta crescendo, manca molto, come disse in Australia, e la cosa non credo sia cambiata, anzi. Ripeto, in generale la sensazione che ha lasciato Fognini è di avere un gran bisogno di ricaricare le pile, sia mentalmente che fisicamente, e si capiva già due mesi fa a Melbourne. Il credito che Fabio si è conquistato con tutti gli appassionati di tennis italiani è bello consistente, e impone di accettare di aspettarlo senza critiche che non avrebbero senso data la situazione. I prossimi impegni partiranno da Montecarlo: la terra rossa, così come lo stare in Europa, vicino a casa, speriamo portino nuove energie, perchè opinioni e giudizi sul carattere a parte, siamo tutti d’accordo che rivedere il Fognini spettacolare e vincente della passata stagione sarebbe bello davvero.

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WTA

Andreescu vince ancora, Kerber furiosa a Miami: ‘Sei la più grande regina delle sceneggiate’

Andreescu conferma la vittoria di Indian Wells con una prova di gran carattere. Screzio finale tra le due alla stretta di mano

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Dal nostro inviato a Miami

B. Andreescu b. [4] A. Kerber 6-4 4-6 6-1

 

C’era grande attesa per la “rivincita” della finale di Indian Wells tra Andreescu e Kerber, ma non si credeva che quest’attesa sarebbe stata così lunga: a causa del protrarsi delle partite precedenti, le due protagoniste hanno iniziato il loro match solamente alle 23.20 in quella che è diventata la prima sessione di “late night tennis” della nuova era del Miami Open.

Davanti a tribune comprensibilmente sguarnite è la tedesca a trovare per prima il ritmo-partita e a scappare sul 2-0 prima di subire l’immediato ritorno di Andreescu propiziato dai suoi ormai celebri diritti in accelerazione. Angie punge in risposta, si procura due palle break che però non riesce a concretizzare. Al successivo cambio di campo, sul 4-3, la canadese chiede l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare la spalla destra. Due game più tardi Andreescu mischia bene le carte alternando slice di diritto e di rovescio con pallettoni alti e liftati, quanto basta per far commettere ad Angie tre errori gratuiti e incamerare il primo set per 6-4 in 50 minuti.

Kerber è certamente scossa, accelera troppo i punti cercando soluzioni improbabili nelle mani di Andreescu che invece è impeccabile e conquista il 4-1 anche nella seconda partita. Si veleggia ormai verso l’una del mattino e nessuna delle due è disposta a correre tanto quanto si era visto in California: l’esperienza di Angie si fa sentire, prende qualche rischio in più e risale punto dopo punto fino al 4-4. Nel game più delicato del match si rivedono gli scambi mozzafiato della finale di Indian Wells, Kerber prende di mira il rovescio di Andreescu e completa la rimonta portando il match al terzo set quando mancano sette minuti all’una del mattino.

Dopo una meritata pausa (fisiologica?) negli spogliatoi, le due protagoniste ricominciano a prendersi a pallate facendo prospettare un’altra epica battaglia. Tuttavia la battaglia non si materializza perché Andreescu prende il controllo del match e non lo molla più, menando fendenti come la migliore Monica Seles e siglando la sua vittoria con un enfatico 6-1 in 36 minuti. Peccato solo per la caduta di stile finale di Angelique, che durante la stretta di mano finale dice all’avversaria “sei la più grande regina delle sceneggiate”.

Decima vittoria consecutiva quindi per la canadese, che avrà un giorno di riposo prima del suo impegno negli ottavi di finale contro l’estone Anett Kontaveit per sfruttare il corridoio di tabellone lasciato libero dall’eliminazione di Naomi Osaka. Sognare non è impossibile.

Il tabellone completo

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