WTA Ranking: Ashleigh Barty in top 10, Osaka resiste al n.1

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WTA Ranking: Ashleigh Barty in top 10, Osaka resiste al n.1

L’australiana celebra alla grande il successo di Miami con l’ingresso tra le prime 10, la giapponese mantiene per il momento la vetta

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Anche il Premier Mandatory di Miami, dopo Indian Wells, è stato vinto da una giovane che non era certo annoverata tra le favoritissime al titolo alla vigilia del torneo. Si tratta, come tutti ben sapete, di Ashleigh Barty, la cui storia è nota agli appassionati e non starò a raccontarla di nuovo. Da quando è rientrata alle competizioni, l’australiana ha bruciato le tappe. Era al n.623 nel giugno 2016. A fine anno aveva già recuperato 351 posizioni e nel 2017 è riuscita nell’impresa di chiudere la stagione in top20, al n.17. Nel 2018 si mantiene tra il 16° e il 20° posto, terminando l’anno al n.15. E poi l’ingresso in top10, al n.9, in questo inizio 2019, impreziosito dal titolo a Miami ma anche dai quarti a Melbourne e dalla finale a Sydney. È naturale quindi chiedersi dove potrebbe spingersi. Analizzando i suoi risultati nel 2018, fino alla semifinale di Stoccarda non ha grossi punti in scadenza. Al  Roland Garros, poi, ha solo un secondo turno. Sull’erba, ha vinto il titolo a Nottingham ed è arrivata nei quarti a Eastbourne. A Wimbledon si è fermata al terzo turno. Dopodiché ha centrato le semifinali a Montreal e a Wuhan, il 4° turno a New York e il titolo a Zhuhai. Insomma, a mio parere, a meno di altri exploit, se riuscisse a mantenere una posizione tra la 6° e la 10° concludendo l’anno in top10 potrebbe ritenersi soddisfatta.

In top10, Osaka si salva e resta n.1. Simona Halep (+1, n.2) si ferma a -239 punti dalla vetta. Rientra in top5 Karolina Pliskova (+3, n.4), mentre Kiki Bertens (+2, n.6) fa segnare il best ranking. Due posti in meno per Elina Svitolina (n.7) e per la campionessa uscente a Miami, Sloane Stephens (n.8). Esce dalle 10 Serena Williams (-1, n.11).

Anche in top20, ci sono dei best ranking, quelli di Anett Kontaveit (+5, n.14) e di Qiang Wang (+2, n.16). In discesa Elise Mertens (-3, n.17) e due ex top ten, Madison Keys (-2, n.18) e Garbiñe Muguruza (-2, n.19). Rientra tra le 20 Caroline Garcia (+1, n.20), al posto di Belinda Bencic (-1, n.21).

 
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6021 19
2 1 Simona Halep 5782 17
3 -1 Petra Kvitova 5645 22
4 3 Karolina Pliskova 5580 22
5 -1 Angelique Kerber 5165 19
6 2 Kiki Bertens 5050 26
7 -2 Elina Svitolina 5020 19
8 -2 Sloane Stephens 4287 21
9 2 Ashleigh Barty 4275 20
10 -1 Aryna Sabalenka 3595 26
11 -1 Serena Williams 3461 10
12 0 Anastasija Sevastova 3270 23
13 0 Caroline Wozniacki 3117 18
14 5 Anett Kontaveit 2845 24
15 0 Julia Goerges 2835 25
16 2 Qiang Wang 2812 22
17 -3 Elise Mertens 2800 24
18 -2 Madison Keys 2726 15
19 -2 Garbiñe Muguruza 2525 22
20 1 Caroline Garcia 2460 23

In top100, best ranking per Bianca Andreescu (+1, n.23), Su-Wei Hsieh (+3, n.24) e per Marketa Vondrousova (+16, n.43). Fanno registrare una battuta d’arresto Jelena Ostapenko (-8, n.31), Victoria Azarenka (-21, n.67) e Venus Williams (-5, n.48). Altri movimenti:  

38           +6           [KAZ]    Yulia Putintseva

73           +10        [AUS]    Samantha Stosur

82           +7           [EST]     Kaia Kanepi       

83           +13        [USA]    Taylor Townsend

87           +6           [SLO]     Polona Hercog 

88           -9            [SWE]   Johanna Larsson

34           -8            [USA]    Danielle Collins

45           -7            [GBR]    Johanna Konta

92           -12         [SLO]     Dalila Jakupovic

CASA ITALIA

Innanzitutto Camila Giorgi (+2, n.29) rientra in top30. Ci sono molti movimenti sostanziosi sia in salita che in discesa. Jasmine Paolini (+34, n.181) e Giulia Gatto-Monticone (+16, n.195) rientrano in top200 dopo, rispettivamente, l’affermazione all’ITF di Curitiba e la semifinale a Kofu. Lucia Bronzetti (+65, n.437) raccoglie i frutti della semifinale a Kazan partendo dalle qualificazioni. Cristiana Ferrando (+14, n.456) può ritenersi soddisfatta del risultato a Croissy-Beaubourg, nel primo torneo giocato quest’anno. Non va altrettanto bene a  Martina Caregaro (-19, n.417), Lucrezia Stefanini (-13, n.430) e soprattutto a Federica Di Sarra, che non riconferma gli ottimi risultati di un anno fa a Santa Margherita di Pula, perde ben 191 posti e scivola al n.477.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
29 2 Camila Giorgi 1705 20
159 1 Martina Trevisan 356 25
181 34 Jasmine Paolini 323 30
192 -3 Martina Di Giuseppe 307 27
195 16 Giulia Gatto-Monticone 303 31
209 -2 Sara Errani 280 13
228 3 Anastasia Grymalska 250 30
294 -1 Deborah Chiesa 163 26
311 -4 Jessica Pieri 147 19
319 -3 Stefania Rubini 142 22
377 3 Georgia Brescia 98 20
392 -1 Gaia Sanesi 88 13
417 -19 Martina Caregaro 76 17
430 -13 Lucrezia Stefanini 73 17
437 65 Lucia Bronzetti 70 14
452 -4 Camilla Rosatello 64 11
456 14 Cristiana Ferrando 60 16
457 -4 Martina Colmegna 60 19
475 -6 Dalila Spiteri 54 10
477 -101 Federica Di Sarra 53 20

NEXT GEN RANKING

Sono stabili le prime 5 posizioni. Bianca Andreescu è saldamente in testa, ma Dayana Yastremska e Marketa Vondrousova seguono a ruota. Un posto in più per Iga Swiatek (n.6) e per Elena Rybakina che sale al n.8. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 23
2 0 Dayana Yastremska 2000 37
3 0 Marketa Vondrousova 1999 43
4 0 Anastasia Potapova 2001 70
5 0 Amanda Anisimova 2001 74
6 1 Iga Swiatek 2001 118
7 -1 Olga Danilovic 2001 120
8 1 Elena Rybakina 1999 143
9 -1 Claire Liu 2000 145
10 Katie Swan 1999 166

NATION RANKING

Con Azarenka, crolla anche la Bielorussia, che scivola indietro di tre posizioni fino al n.9. La Francia rientra in classifica al n.10. Le transalpine prendono il posto del Belgio. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 37
2 0 Repubblica Ceca 47
3 0 Ucraina 70
4 0 Germania 79
5 0 Russia 83
6 1 Cina 99
7 1 Romania 101
8 0 Australia 105
9 -3 Bielorussia 107
10 France 123
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6021 19
2 1 [ROU] Simona Halep 27 5782 17
3 -1 [CZE] Petra Kvitova 29 5645 22
4 3 [CZE] Karolina Pliskova 27 5580 22
5 -1 [GER] Angelique Kerber 31 5165 19
6 2 [NED] Kiki Bertens 27 5050 26
7 -2 [UKR] Elina Svitolina 24 5020 19
8 -2 [USA] Sloane Stephens 26 4287 21
9 2 [AUS] Ashleigh Barty 22 4275 20
10 -1 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3595 26
11 -1 [USA] Serena Williams 37 3461 10
12 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3270 23
13 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3117 18
14 5 [EST] Anett Kontaveit 23 2845 24
15 0 [GER] Julia Goerges 30 2835 25
16 2 [CHN] Qiang Wang 27 2812 22
17 -3 [BEL] Elise Mertens 23 2800 24
18 -2 [USA] Madison Keys 24 2726 15
19 -2 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2525 22
20 1 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 23
21 -1 [SUI] Belinda Bencic 22 2430 22
22 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 2400 24
23 1 [CAN] Bianca Andreescu 18 2024 21
24 3 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1960 25
25 0 [CRO] Donna Vekic 22 1875 24
26 2 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1796 18
27 2 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1718 21
28 2 [RUS] Maria Sharapova 31 1706 13
29 2 [ITA] Camila Giorgi 27 1705 20
30 2 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 26
31 -8 [LAT] Jelena Ostapenko 21 1611 22
32 3 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1512 18
33 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1510 23
34 -8 [USA] Danielle Collins 25 1496 22
35 1 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1495 23
36 -2 [USA] Sofia Kenin 20 1449 25
37 0 [UKR] Dayana Yastremska 18 1400 23
38 6 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1291 24
39 1 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1258 26
40 2 [CZE] Katerina Siniakova 22 1237 25
41 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1220 23
42 -3 [CHN] Saisai Zheng 25 1205 30
43 16 [CZE] Marketa Vondrousova 19 1196 17
44 4 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1195 27
45 -7 [GBR] Johanna Konta 27 1180 23
46 1 [CZE] Barbora Strycova 33 1166 23
47 -2 [USA] Alison Riske 28 1118 25
48 -5 [USA] Venus Williams 38 1115 12
49 4 [FRA] Alizé Cornet 29 1110 26
50 -1 [GRE] Maria Sakkari 23 1098 23
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 0 [CZE] Petra Kvitova 2735 7
2 0 [JPN] Naomi Osaka 2371 5
3 1 [CZE] Karolina Pliskova 2305 5
4 7 [AUS] Ashleigh Barty 1855 4
5 0 [CAN] Bianca Andreescu 1757 8
6 -3 [SUI] Belinda Bencic 1683 8
7 -1 [UKR] Elina Svitolina 1366 6
8 -1 [GER] Angelique Kerber 1345 6
9 1 [ROU] Simona Halep 1246 6
10 -2 [NED] Kiki Bertens 1121 8
11 -2 [USA] Danielle Collins 937 6
12 2 [TPE] Su-Wei Hsieh 926 8
13 0 [BEL] Elise Mertens 832 7
14 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 831 7
15 16 [EST] Anett Kontaveit 791 7
16 0 [CRO] Donna Vekic 746 7
17 -2 [USA] Sofia Kenin 710 7
18 -1 [ESP] Garbiñe Muguruza 685 6
19 8 [CZE] Marketa Vondrousova 680 4
20 0 [CHN] Yafan Wang 675 7

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ATP

La terza volta è quella buona: a Cincinnati il campione è Medvedev

CINCINNATI – Dopo le sconfitte di Washington e Montreal, il russo trionfa e solleva il primo trofeo di categoria Masters 1000. Sará numero 5 in classifica

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Daniil Medvedev, trofeo - Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Dal nostro inviato a Cincinnati

[9] D. Medvedev b. [16] D. Goffin 7-6(3) 6-4

Three time’s a charm” dicono da queste parti, la terza volta è quella buona. Dopo le finali perse a Washington e Montreal, Daniil Medvedev suggella questa sua straordinaria estate con la più prestigiosa vittoria della sua carriera, diventando il più giovane campione del Western&Southern Open dal 2008 quando a trionfare fu Andy Murray. La finale di questo splendido torneo, che nella settimana ha ospitato 198.044 spettatori (numero inferiore solamente ai 199.217 del 2015), ha avuto un primo set di ottima fattura, nonostante il gran caldo che ha parzialmente svuotato le tribune (la sessione era un tutto esaurito), e un secondo set più a senso unico, con un finale da brivido, dato che Medvedev stava accusando fisicamente la fatica e se non avesse chiuso sul 5-4 del secondo set avrebbe potuto trovarsi in grossi guai.

 

Devono passare alcuni minuti prima che i giocatori, pronti alla bocca degli spogliatoi, possano entrare in campo a causa di una rete difettosa (o meglio, a causa di due reti difettosi, visto che è stato necessario ricorrere alla terza rete). Poi, una volta iniziato il match, deve passare un quarto d’ora buono prima che Goffin riesca a vincere un punto sul servizio di Medvedev. Il russo dovrebbe essere stanco per tutte le partite giocate nelle ultime tre settimane, ma negli scambi da fondo è lui ad avere il comando delle operazioni. E quando serve sembra continuare la serie iniziata la sera precedente contro Djokovic, nella quale le seconde di servizio erano molto simili alle prime. Goffin non è però tipo da lasciarsi demoralizzare: avanzando verso la linea di fondo in fase di risposta, il belga costringe all’errore un Medvedev curiosamente nervoso, che mentre vede l’avversario rimontarlo fino al 4-4 (annullando un paio di palle break nel frattempo) comincia a rivolgere sarcasticamente il pollice in alto verso il suo angolo ogni volta che sbaglia un diritto. Goffin danza per il campo anticipando ogni colpo mentre Daniil sembra sempre più frustrato e se la prende con il suo allenatore. Sul 5-6 15-30 il belga esce da una situazione complicata con uno splendido lungolinea di rovescio che finisce uno scambio prolungato. I primi quattro punti del tie-break vanno contro il servizio, poi Medvedev mette una gran prima e subito dopo riceve un mezzo regalo da Goffin, che non chiude una brutta controcorta di Daniil. Si cambia campo sul 4-2 e Medvedev infila immediatamente una risposta vincente sul serve and volley di Goffin. Il primo set point è annullato da un passante cross di diritto, ma sul secondo il doppio fallo n.4 di David pone fine al primo parziale dopo 56 minuti di gioco.

La perdita del primo set non fa bene al belga, che esordisce nel secondo con un parziale di 1-9 lasciando ancora una volta scappare Medvedev, come aveva fatto ad inizio match. Il problema per lui, però, è che il suo avversario sembra ritornato intoccabile sul servizio: i primi quattro turni di battuta di Medvedev sono tutti vinti a zero. Ma quando è ora di chiudere il match, il fantasma delle due finali perse nelle ultime due settimane si fa pesante: va sotto 0-30, poi 15-40 con un drop shot giocato malissimo, dopo il quale scaraventa a terra la racchetta. Poi però il super-servizio torna a soccorrerlo: quattro mazzate consecutive iscrivono Daniil Medvedev nell’albo dei vincitori di un Masters 1000. “Sul 5-3 ho iniziato ad avere crampi, piuttosto dolorosi – ha detto Medvedev subito dopo il match – Sicuramente era un misto di nervi e dei 24 giorni consecutivi nei quali ho giocato a tennis nell’ultimo mese. Sapevo che sul 5-5 sarei stato spacciato, per cui ho messo quattro servizi che non è riuscito a rispondere”.

Si tratta del terzo nuovo vincitore di Masters 1000 della stagione, dopo Thiem a Indian Wells e Fognini a Montecarlo, che con questa vittoria sale al n.5 della classifica mondiale. Medvedev se ne va da Cincinnati con oltre un milione di dollari in tasca (meno il 35% di tasse, ovviamente) e soprattutto con la consapevolezza di avere un arma letale su cui contare nei momenti importanti (un servizio che non sapevamo potesse essere così micidiale) e la fiducia giusta per affrontare con grandi ambizioni l’ultimo Slam della stagione.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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evidenza

Cincinnati: trionfo made in USA per Madison Keys

Affermazione di grande prestigio per Keys che supera Svetlana Kuznetsova in due set

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Da Cincinnati, il nostro inviato

[16] M. Keys b. [WC] S. Kuznetsova 7-5 7-6(5)

Madison Keys ha trovato la quadratura del suo tennis e della sua forma fisica proprio nel momento più importante della stagione. Lei che è il prototipo del tennis a stelle e strisce e che aveva proceduto a strappi durante tutta la stagione, sembra aver raggiunto il picco della condizione alla vigilia dell’appuntamento più importante per il tennis “made in USA”, quello con l’US Open. Supportata da un poderoso servizio (13 ace in finale, 14 contro Kenin in semifinale, entrambi match di due set), Madison ha innestato nel suo tennis una condizione atletica che spesso l’ha abbandonata nel corso della sua carriera, in modo da poter piazzarsi ottimamente e tirare i suoi traccianti potentissimi.

 

Inizio di match in salita per Keys, che commette sei errori gratuiti nei primi due giochi e lascia scappare l’avversaria sul 2-0. Il livello di gioco in avvio non è straordinario, e non può essere altrimenti: la temperatura è abbondantemente sopra i 30 gradi e l’umidita fa sì che l’aria sembri pesantissima e si fatica anche solo a respirare. In cima alle tribune del centrale c’è qualche refolo di vento, ma a livello del campo sembra di giocare in un acquario. Keys non riesce a giocare il suo tennis aggressivo, Kuznetsova gioca in difesa palle alte e liftate neutralizzando la maggiore potenza della statunitense, che ha due palle per il 3-3 ma le sciupa malamente. Dopo essersi salvata da due palle del doppio break (2-5), Keys riceve la visita del suo coach Todero che le dice di lasciar perdere la coscia che le fa male e di giocare più avanti: “Non ti può battere stando là in fondo”. Iniziando dalle risposte, Madison comincia a macinare il suo tennis e la sua potenza piano piano prende il sopravvento. Dal 3-5 infila quattro giochi consecutivi, portando a casa il primo set per 7-5 in 51 minuti.

Mentre il vento comincia a soffiare anche al livello del campo, Keys smarrisce il lancio di palla su alcune battute e finisce per perdere anche il servizio, mandando Kuznetsova avanti 2-1. Mentre Svetlana continua imperterrita con il suo tennis ad alta probabilità, alcuni degli errori che avevano costellato i primi game del match per Keys cominciano a riaffiorare. È più che evidente che è Keys ad avere la partita sulla racchetta: “Lasci scendere troppo la palla” le dice Todero durante un altro cambio di campo, e come per incanto ricominciano i vincenti. Come nel primo set Kuznetsova sente la tensione quando serve per il set, sul 5-4, e subisce il controbreak. Nel successivo tie-break le due giocatrici rimangono sempre a contatto: Keys arriva al match point sul 6-4, Kuznetsova annulla il primo con un vincente, ma sul secondo il suo diritto vola via oltre la linea di fondo, consegnando a Madison il suo primo successo a Cincinnati, il secondo torneo della stagione e il ritorno nella Top 10.

“Se mi aveste detto, all’inizio della settimana, che sarei stata qui a sollevare il trofeo non ci avrei mai creduto” ha detto durante la cerimonia di premiazione Madison Keys, che ora entra prepotentemente nella lista di favorite per la vittoria finale allo US Open. Per quanto riguarda Svetlana Kuznetsova, la sua cavalcata dalla wild-card alla finale sembra essere il lieto fine più adatto all’assurda vicenda che l’ha vista non difendere il suo titolo al Citi Open di Washington il mese scorso perché non le era stato concesso il visto in tempo. Questo risultato le permette di scalare ben 91 posizioni nella classifica WTA arrampicandosi fino al n.62, risolvendole in questo modo parecchi problemi di programmazione per la stagione autunnale post-US Open.

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ATP

Cincinnati: Medvedev fa fuori Djokovic e va in finale

Indietro di un set, Daniil Medvedev rovescia il match e sconfigge Novak Djokovic. Terza finale consecutiva per lui

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Dal nostro inviato a Cincinnati

[9] D. Medvedev b. [1] N. Djokovic 3-6 6-3 6-3

Sembra davvero non voler finire il momento magico di Daniil Medvedev, che dopo aver perso una manciata di game nelle ultime due partite, nella semifinale del Western&Southern Open di Cincinnati è riuscito a ottenere lo scalpo più pregiato, quello del n.1 del mondo Novak Djokovic. La partita non si era messa per nulla bene, il serbo sembrava poter portare a casa la vittoria con la solita prestazione di crudele efficacia, ma quando nel secondo set Medvedev ha cambiato tattica, iniziando a picchiare entrambe le palle di servizio, il match è girato completamente. “Novak mi stava distruggendo sulla seconda, e allora ho iniziato a servire la seconda come la prima. È una cosa che faccio ogni tanto quando la mia seconda non funziona – ha spiegato Medvedev a Brad Gilbert che lo ha intervistato a bordo campo per la ESPN – poi ho iniziato a giocare in maniera incredibile, il pubblico mi ha davvero aiutato, perché dopo il primo set mi sentivo stanchissimo, e sono riuscito a vincere”.

 

Il solito primo set clinico di Djokovic apre la semifinale con un 6-3 tanto noioso e scontato quanto glacialmente efficace. In una giornata che di glaciale non ha proprio nulla, visto il gran caldo che imperversa su Cincinnati nonostante il breve acquazzone pomeridiano, Novak Djokovic mette in scena la sua consueta solidità da fondo condita ad arte da efficacissime sortite in avanti che sembrano sottrarre a Medvedev anche quella poca aria che l’afa dell’Ohio concede. Un solo break nel parziale, al sesto gioco, subito il quale Medvedev sembra aver l’aspetto di uno che vuole “darla su”, come direbbero dalle parti di Milano. La pressione del n.1 del mondo lo costringe lontano dalla riga di fondo, dove peraltro si sistema volontariamente per rispondere alla battuta, e da lì per lui è complicato tentare gli affondi di rovescio lungolinea che così tanto gli hanno reso nell’ultimo mese.

Sul 2-2 un provvidenziale ace salva Medvedev da un break che avrebbe potuto essere decisivo. I due si chiamano ripetutamente a rete con belle smorzate mentre il calar della sera fa spuntare qualche refolo di vento refrigerante e gli insetti della campagna dell’Ohio fanno sentire le prime avvisaglie delle loro scorribande notturne. Al cambio di campo Medvedev chiede l’intervento del medico per una spalla dolorante e deve salvarsi da 0-30 subito dopo. Lo scampato pericolo lo convince a lasciare andare i colpi un po’ di più e contestualmente riesce ad avvicinarsi alla riga di fondo di un paio di metri, e la frittella si rigira: un paio di errori di Djokovic, una palla break che spunta dal nulla e Medvedev che sulla seconda lascia partire una botta di rovescio che prende la riga. Tre ace nel game successivo e dopo un’ora e dieci il match va al terzo set.

Prima del terzo set, Medvedev chiede un nuovo massaggio alla spalla destra, poi entra in campo e spara prime e seconde come se fosse Raonic. Djokovic sembra infastidito da questa vicenda che ha perso un set e commette qualche errore in più, tanto che al terzo game si trova sotto 15-40 e mette un rovescio qualunque in rete come raramente lo si vede fare. Daniil continua a martellare tutti i servizi che deve giocare, arriva qualche doppio fallo, ma la tattica sembra pagare: si giunge sul 4-2 dopo che il giudice di sedia Layani in un’occasione ha dovuto fare addirittura due “overrule” sullo stesso punto (chissà come è stato contento!). Djokovic sembra incredulo, ma non riesce a procurarsi nessuna chance sul servizio di Medvedev, e sul 3-5 sembra quasi che si consegni all’avversario, con due discese a rete davvero avventate sulle quali il suo avversario lo immola per volare alla sua seconda semifinale Masters 1000 consecutiva.

Si tratta della seconda vittoria consecutiva per Medvedev contro Djokovic, che ora si trova la ghiottissima possibilità di conquistare il suo primo titolo Masters 1000 contro un giocatore che non è uno dei Big 3, per arrivare contestualmente al n.5 della classifica ed avere la quinta testa di serie al prossimo US Open. I precedenti tra Medvedev e Goffin sono in parità: lo scorso gennaio al terzo turno dell’Australian Open Medvedev vinse in tre set, mentre poco più di un mese fa a Wimbledon, sempre al terzo turno, fu Goffin a spuntarla per 7-5 al quinto set.

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