Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

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Swiatek si scioglie sul più bello, a Lugano trionfa Hercog

La polacca inizia male, recupera, ma poi scompare nel terzo set, nonostante un break di vantaggio. Terzo titolo in carriera per la slovena

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Polona Hercog - Lugano 2019

Una finale dedalica e dai molti volti ha incoronato Polona Hercog campionessa del Samsung Open di Lugano. La giocatrice slovena ha giocato una buona partita dall’inizio alla fine, senza scomporsi troppo quando Iga Swiatek è salita di rendimento nel secondo set e restando calma anche sotto di un break nel parziale decisivo. Da parte sua la polacca, classe 2001, ha mostrato sia nel primo set che, soprattutto, nel terzo di soffrire molto la pressione in questa prima finale della sua carriera.

L’inizio del match è rimandato di oltre un’ora a causa della pioggia insistente. Quando finalmente si può giocare, entrambe le tenniste si presentano in campo ben coperte da maniche lunghe e pantaloni di tuta per far fronte al freddo clima svizzero di questa domenica. Swiatek si dimostra fin da subito piuttosto tesa e fallosa. Dopo l’1-1 iniziale, tre break consecutivi fissano il punteggio sul 3-2 per Hercog, che addirittura allunga sul 5-2. La slovena sciupa tre set point, si fa strappare il servizio, ma rimedia nel gioco successivo, chiudendo il set per 6-3.

In palese stato confusionale, Swiatek chiama il proprio coach per tentare di schiarirsi le idee. L’effetto balsamico della chiacchierata si vede fin da subito. La giovanissima polacca inizia infatti a disegnare il campo secondo i suoi ritmi, spostando Hercog a piacimento sia col dritto che col rovescio. Dal 3-2 in favore della slovena, Iga vince quattro giochi consecutivi e rimanda tutto al set decisivo.

 

L’inerzia sembrerebbe decisamente a favore della giocatrice polacca. Hercog chiede l’intervento della fisioterapista per farsi trattare la gamba destra e, una volta rientrata in campo, viene sballottata da una parte all’altra dalle accelerazioni di Swiatek, che trova un immediato break. Hercog però non demorde e piazza due vincenti in risposta che mettono la polacca sotto pressione. Il braccio di Iga diventa improvvisamente di marmo e iniziano a fioccare gli errori, soprattutto dalla parte del dritto. Hercog capisce il momento e spinge il palleggio, pur senza strafare, in attesa dei regali dell’avversaria. Swiatek è sempre più nervosa e non mette più un dritto in campo. Ne viene fuori un parziale di sei giochi a uno che valgono a Hercog il match e il terzo titolo in carriera.

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Italiani

Giorgi lotta ma cade a Eastbourne. Hsieh al secondo turno contro Halep

Camila inizia malissimo e rischia di franare velocemente, poi reagisce e cede solo al fotofinish. Avanzano Wozniacki, Vondrousova e Ostapenko. Karolina Pliskova già al terzo turno

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Camila Giorgi - Wimbledon 2018 (foto Art Seitz c2018)

È finito con una sconfitta il match del ritorno sul rettangolo di gioco di Camila Giorgi, assente dal tour addirittura da tre mesi, essendo l’ultima apparizione verificatasi in marzo nel primo turno del Miami Open ceduto a Tatjana Maria. Sconfitta un po’ meno amara di quanto si sarebbe potuto prevedere osservando la prima ora di una partita cominciata in maniera inquietante, protrattasi grazie alla non scontata grinta messa sulla bilancia dalla giocatrice da Macerata e conclusasi con esito sfavorevole anche a causa della desuetudine a maratone tanto dispendiose.

Come detto, s’era messa malissimo, e il comeback di Giorgi sembrava destinato a esaurirsi in una cinquantina di minuti affogati in un mare di doppi falli ed errori non forzati di macroscopica fattezza. Prostrata da un servizio da incubo (alla fine i punti regalati con il doppio errore saranno persino sedici, pari a quattro bei game omaggio), l’ex ventisei WTA nella prima frazione ha subito quattro break consecutivi, non riuscendo a emendare la vistosissima lacuna nei disordinati turni in risposta.

Sottomessa dai tagli variabilissimi della quadrumane di Taipei e impossibilitata ad appoggiarsi sulle palle spesso senza peso da quest’ultima proposte, Camila è finita sotto anche nel secondo, con doccia già aperta sulle due possibilità per il due a cinque avute da Hsieh. Ma all’improvviso, fatto non scontato consideratone il carattere insondabile, Giorgi ha rifiutato la sconfitta cambiando faccia in risposta e nello scambio, pur continuando a soffrire in battuta.

Hsieh, ormai pregustante il meritato riposo dopo il repentino viaggio da Birmingham dove giusto ieri ha giocato la finale del doppio insieme a Barbora Strycova, s’è vista tirata di nuovo nel mezzo della battaglia e non è riuscita a far argine al parziale di cinque game in fila con cui Camila ha forzato il set decisivo. Qui è divampata la guerra vera e propria: salvato il gioco del possibile zero a due durato quattordici punti annullando tre palle break consecutive, Giorgi ha addirittura messo la testa avanti sul tre a due facendo breccia nel servizio di Hsieh.

L’incapacità di confermare il break nel gioco successivo ha tuttavia esacerbato l’immane stanchezza accumulata da un’atleta ferma da troppo tempo, di lì a poco piantata in asso dalle gambe e incapace di reggere l’urto nello sprint finale. Hsieh affronterà Halep nel secondo turno, mentre Camila proverà ad affinare al volo una condizione imperfetta in vista del fondamentale Wimbledon prossimo venturo, quando dovrà difendere l’unico quarto Slam della carriera.

 

Detto delle comode vittorie messe in cascina dalla neo signora Lee Caroline Wozniacki, da Marketa Vondrousova e da Aliona Ostapenko, il breve focus alternativo di giornata lo dedichiamo a Suarez Navarro-Zidansek, incontro finito nelle mani della slovena che ha così conquistato la prima vittoria in carriera in un main draw sull’erba. Partita dall’andamento bizzarro anzichenò: perso il primo avendo sprecato un vantaggio di quattro a due, Zidansek ha vinto secondo e terzo rimontando prima da tre a cinque, poi da due a cinque. Strana faccenda il tennis.

Risultati, primo turno:

Y. Putintseva b. D.R. Collins 5-0 rit.
O. Jabeur b. E. Rodina 1-6 7-6(3) 7-5
[13] M. Vondrousova b. S. Zheng 6-2 6-3
J. Ostapenko b. M. Buzarnescu 6-4 6-4
T. Zidansek b. C. Suarez Navarro 4-6 7-5 7-5
S-W. Hsieh b. C. Giorgi 6-3 4-6 6-4
[LL] D. Gavrilova b. [LL] V. Golubic 6-0 6-7(2) 7-6(6)
[11] C. Wozniacki b. K. Flipkens 6-3 6-4
L. Tsurenko vs [LL] Z. Diyas
[Q] P. Hercog vs B. Strycova
[Q] V. Kudermetova vs [10] B. Bencic
[Q] S. Stosur vs S. Kenin

Secondo turno:

[2] Ka. Pliskova b. M. Gasparyan 6-3 6-3

Il tabellone completo

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WTA

Finale thriller a Maiorca: Bencic si incarta sul più bello, Kenin ringrazia

Finale molto combattuta ed equilibrata dove la giovane emergente “russa” statunitense Sofia Kenin la spunta sulla favorita Bencic al fotofinish.

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[7] S. Kenin b. [3] B. Bencic 6-7(2) 7-6(5) 6-4

Malgrado il match non sia stato molto spettacolare, per entrambe le giocatrici è stata una settimana più che positiva e la conferma di un’ottima stagione finora. Alla fine è arrivato il secondo successo stagionale per Sofia Kenin dopo quello di Hobart ad inizio anno, che ribadisce il buon momento di forma della giovane statunitense e la propone nuovamente come uno dei prospetti emergenti più interessanti nel panorama WTA. Belinda Bencic non riesce invece a bissare l’exploit di marzo a Dubai, anche se continuando su questo livello il ritorno in top 10 (è stata numero 7 nel febbraio 2016) pare davvero alla sua portata.

Entrambe arrivavano in finale cariche dei successi importanti su Anisimova e Kerber (Bencic) e su Mertens e Sevastova (Kenin). Parte meglio la svizzera che esce più determinata dai blocchi e si porta 3-0 con due palle del possibile 4-0, ma Kenin non demorde e complice anche un passaggio a vuoto dell’avversaria rientra nel set e da lì in poi inizia una nuova partita. Nonostante qualche errore di troppo e occasioni non adeguatamente sfruttate, Bencic vince la prima frazione al tie-break con un perentorio 7-2 conseguenza di una posizione aggressiva vicina alla linea di fondo e un’attitudine a cercare di aprirsi il campo per poi aggredire al momento opportuno.

 

Kenin ha tuttavia il merito di rimanere aggrappata alla partita nonostante una giornata non eccellente e progressivamente cerca un tennis più propositivo soprattutto con il diritto. Quando però subisce il break su 4-4 nel secondo set, la partita sembra davvero finita. Tuttavia, la svizzera è tradita nel momento decisivo dal servizio, poiché commette 3 doppi falli nel gioco successivo, di cui un su uno dei 3 match point. In generale, Bencic è sembrata molto tesa e confusa nel decimo gioco del secondo set commettendo parecchi gratuiti nonché scelte tattiche più che discutibili, benché la sua avversaria abbia avuto il merito di rimanere sempre presente nel match.

Rientrata in partita la giovane di origine russa ha riguadagno fiducia e vinto il secondo set al tie-break mostrando sicurezza e determinazione e mettendo a segno diversi vincenti di ottima qualità. Nel terzo set si è andati avanti fino al 4-4 senza break con la statunitense che tuttavia teneva i suoi giochi al servizio con una maggiore disinvoltura e mostrava la determinazione di chi, una volta sfuggita miracolosamente alla sconfitta, non vede l’ora di andarsi a prendere la vittoria.

È risultato decisivo il nono game dove Kenin ha operato il break grazie ad un gioco in ribattuta di grandissima qualità chiudendo poi per 6-4.Rimane sicuramente parecchio rammarico per la tennista di Flawil, ma la sconfitta non toglie niente a un 2019 per ora di grandissimo livello da parte sua, e risultato a parte per il prosieguo della stagione è lecito aspettarsi la svizzera ancora protagonista. Stesso discorso per la vincitrice che può davvero ambire ad essere una futura top 10. Ne ha sicuramente le qualità fisiche e mentali e ha molto tempo davanti a sé per migliorare gli aspetti tecnico-tattici del suo tennis.

Gianluca Santori

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WTA

Barty si prende il trofeo di Birmingham e il n.1

L’australiana salva un set point nel secondo parziale e supera Goerges per il terzo titolo su tre superfici diverse. Da lunedì sarà in vetta al ranking WTA

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[2] A. Barty b. [8] J. Goerges 6-3 7-5

Ashleigh Barty è la nuova numero uno del mondo. Dopo il primo titolo Slam, conquistato un paio di settimane fa al Roland Garros, la vittoria nel WTA Premier di Birmingham in finale contro Julia Goerges le consegna anche la vetta del ranking. Un traguardo ampiamente meritato per quanto fatto vedere in questa prima metà di 2019, nella quale Barty ha stupito per continuità e adattabilità a tutte le superfici. Il torneo inglese è il terzo vinto in stagione dall’australiana dopo le affermazioni sul cemento di Miami e, ovviamente, sulla terra rossa di Parigi. In totale sale a cinque il numero dei trofei custoditi nella sua bacheca.

Barty scalza dunque Naomi Osaka, prima della classe da 21 settimane, e diventa la 27esima numero uno da quando per la prima volta fu stilata una classifica delle migliori giocatrici del mondo, nel novembre del 1975. Allora fu Chris Evert a sedere per prima sul trono del tennis femminile, seguita a ruota dall’unica altra australiana capace di issarsi in cima al ranking, anche se solo per due settimane, ovvero Evonne Goolagong. Il regno di Barty è presumibilmente destinato a durare più a lungo, se il livello di gioco messo in mostra negli ultimi mesi la sosterrà. Oltre al tennis vario ed elegante sorprende la forza mentale della 23enne di Ipswich, che le ha permesso di trionfare anche nella finale odierna. In una giornata in cui tecnicamente non era proprio straripante, Barty ha vinto grazie alla maggiore costanza, che le ha permesso di assorbire gli urti degli alti di Goerges e di approfittare dei suoi (numerosi) bassi.

 

In avvio di match, sembrava infatti che la tedesca fosse padrona della situazione. Impeccabile al servizio e da subito pungente in risposta (due palle break mancate nel primo gioco dell’incontro), Goerges si è però accartocciata nel quinto game che le è di fatto costato il primo set. Nel secondo parziale, Barty ha avuto l’occasione di mettere in ghiaccio la situazione sin da subito, ma dopo aver sciupato due palle break ha dovuto fare i conti con la rinnovata aggressività e precisione di Goerges. La tedesca ha cominciato a mettere i piedi in campo sin dalla risposta, mietendo vincenti da entrambi i lati del campo. Sul 3-1 però un altro black out ha permesso a Barty di impattare sul 3-3.

Le fasi finali del set sono state piuttosto concitate: prima Barty ha perso l’occasione di andare a servire per il match sul 4-4, poi ha concesso addirittura un set point nel decimo game (annullato con l’ace) e infine è riuscita ad ottenere l’agognato break grazie ad un altro brutto game al servizio giocato da Goerges. Chiudere il match è stata una formalità per una Barty in missione, che nella valigia per Wimbledon metterà, oltre alla salsiera ornata di nastri giallo-verdi di Birmingham, anche tanta fiducia, una striscia aperta di dodici vittorie consecutive e la certificazione di essere ufficialmente la migliore giocatrice del mondo.

LE NUMERO 1 WTA DAL 1975

1 USAChris Evert
2 AUSEvonne Goolagong
3 USAMartina Navratilova
4 USATracy Austin
5 FRGSteffi Graf
6 YUGMonica Seles
7 ESPArantxa Sánchez
8 SUIMartina Hingis
9 USALindsay Davenport
10 USAJennifer Capriati
11 USAVenus Williams
12 USASerena Williams
13 BELKim Clijsters
14 BELJustine Henin
15 FRAAmélie Mauresmo
16 RUSMaria Sharapova
17 SRBAna Ivanovic
18 SRBJelena Janković
19 RUSDinara Safina
20 DENCaroline Wozniacki
21 BLRVictoria Azarenka
22 GERAngelique Kerber
23 CZEKarolína Plíšková
24 ESPGarbiñe Muguruza
25 ROUSimona Halep
26 JPNNaomi Osaka
27 AUS Ashleigh Barty

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