Anisimova spensierata e ambiziosa: "Questo è solo l'inizio"

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Anisimova spensierata e ambiziosa: “Questo è solo l’inizio”

La diciassettenne statunitense diventa la 18esima vincitrice diversa in altrettanti tornei. Il suo primo titolo è però solo un punto di partenza

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Amanda Anisimova - Bogotà 2019 (foto via Twitter, @CopaWTABogota)

Il successo di Amanda Anisimova al Claro Open di Bogotà è importante sotto molteplici aspetti. Intanto per la giocatrice stessa, che a 17 anni si vede catapultata alla posizione numero 54 del ranking WTA e forte di un precoce titolo in bacheca, ma anche per il circuito WTA che si sfrega le mani vedendo la crescita e i buonissimi risultati delle sue nuove leve. Anisimova diventa inoltre la diciottesima vincitrice diversa in altrettanti tornei e conferma dunque lo straordinario equilibrio che attualmente regna nel tennis femminile.

La stessa Anisimova ha riconosciuto l’importanza di questo suo successo. “Penso che sia una grande cosa e un grande traguardo perché ho superato così tante sfide questa settimana. Sono molto felice e orgogliosa di me stessa per come le ho affrontate e vincere questo titolo significa così tanto per me“.

Prima di sollevare il trofeo in effetti la 17enne statunitense ha dovuto giocare ben quattro match al terzo set, inclusa la finale vinta in rimonta contro l’altrettanto sorprendente Astra Sharma. “Non penso di aver giocato così tanti match al terzo set in una sola settimana e in molti di questi sono stata sotto di un set. Certamente ha aiutato molto la mia tenuta mentale e mi sento molto bene mentalmente dopo aver superato tutte queste partite“.

 

Ora la mira si sposta verso il resto della stagione su terra, che Anisimova approccia con entusiasmo e tanta fiducia. Nonostante nel 2018 sia stata costretta a saltare l’intera parentesi sul rosso per un infortunio al piede, la giovane Amanda non sembra preoccupata, anzi. “Ho giocato molto sulla terra durante la mia carriera junior e molto anche in Sud America. Mi sentivo in fiducia anche se non sono stato in grado di giocare la stagione sul rosso lo scorso anno per l’infortunio. Sono molto emozionata di giocare di nuovo sulla terra, perché è la mia superficie preferita. Questo titolo mi dà grande carica in vista dell’Europa“.

La mentalità vincente vuole che ogni successo non sia un punto di arrivo, ma anzi un trampolino per poi puntare sempre più in alto. Anisimova lo sa bene o forse lo sa la spensierata incoscienza dei suoi diciassette anni. “Questo è solo l’inizio. Sono contenta di essere in salute quest’anno e non vedo l’ora di giocare a Parigi“.

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A Losanna, primo titolo in carriera per Fiona Ferro

La 22enne di origini belghe vince in tre set il derby con Alizé Cornet e festeggia il primo titolo in carriera. Entra nelle prime 75 del mondo

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Il tabellone completo

F. Ferro b. [3] A. Cornet 6-1 2-6 6-1

La prima edizione del torneo di Losanna ci regala una nuova vincitrice nel circuito maggiore: Fiona Ferro, francese di origini belghe, conquista il suo primo titolo in carriera battendo in una finale derby Alizé Cornet, 50 posti avanti a lei in classifica mondiale.
Una finale mai in equilibrio nonostante la conclusione al terzo set: Ferro ha dominato il primo e il terzo set, mentre Cornet aveva ottenuto uno strappo decisivo nel secondo da 2-2 a 6-2. Pessimo il rendimento al servizio della Cornet che ha ceduto 7 volte il servizio di cui 4 consecutive nel set decisivo. A fine match disastroso il suo rendimento sulla seconda palla: 9/34 (26%) mettendo in campo solamente il 55% di prime.

 

Inevitabile con dati simili la vittoria per la giovane avversaria che ha compiuto 22 anni nel marzo scorso. Una vittoria importante che la catapulta tra le prime 75 del ranking WTA e che la vedrà tra le protagoniste più attese del WTA di Palermo dove affronterà la spagnola Sorribes Tormo al primo turno.


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Il tabellone di Atlanta: tutti contro John Isner

Lo statunitense va a caccia del sesto trionfo sul cemento di Atlanta. Al via anche Fritz, De Minaur ed Herbert. Wild card a Dimitrov e Sock

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Detto qua del tabellone del 500 di Amburgo e qua del 250 di Gstaad, in vista della prossima settimana rimane da analizzare soltanto il main draw del 250 di Atlanta. Il BB&T Atlanta Open vedrà ai nastri di partenza, al netto delle qualificazioni ancora in corso, nove tennisti statunitensi, un dato rilevante se si considera che dal 2010 (anno in cui il torneo si è spostato da Indianapolis a Atlanta) al 2018, un’unica edizione è stata vinta da un giocatore non americano: si tratta di Nick Kyrgios, campione nel 2016.

L’australiano, che non sarà al via dell’edizione 2019, alzò il trofeo battendo in finale Isner, che nelle ultime nove edizioni ha collezionato cinque titoli e tre finali perse. John, primo favorito del seeding, andrà quindi a caccia del suo sesto successo in carriera sul duro di Atlanta, il terzo consecutivo (impresa che gli è già riuscita dal 2013 al 2015). Il giocatore sorteggiato nella sua parte di tabellone è l’australiano Alex De Minaur, mentre nella parte bassa l’ipotetica semifinale è Fritz-Herbert.

Ricordando che le prime quattro teste di serie godranno di un bye al primo turno, è curioso come all’esordio Isner potrebbe trovare lo stesso avversario che affronterà quest’oggi nella finale di Newport: si tratta del kazako Alexander Bublik, che avrà però un primo turno complicato contro Reilly Opelka. In main draw saranno presenti, grazie a due wild card, anche Grigor Dimitrov (che esordirà contro un qualificato) e il rientrante Jack Sock, che torna a giocare nel circuito maggiore dopo una lunga assenza per infortunio, e che al debutto se la vedrà con Miomir Kecmanovic.

(clicca per ingrandire)

Tutti i tabelloni della settimana
Calendario ATP: entry list, tabelloni e tutti i vincitori dei tornei

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Navratilova: “Il trionfo a Wimbledon può essere la svolta per Simona Halep”

Nella rubrica che tiene periodicamente sul sito WTA, la leggenda del tennis femminile ha parlato della vittoria di Halep su Serena Williams e della potenziale spinta che tale trionfo può rappresentare per la sua carriera

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Il netto successo con cui Simona Halep si è aggiudicata il torneo di Wimbledon battendo Serena Williams, è ancora sotto gli occhi di tutti. Un doppio 6-2, in meno di un’ora, è bastato infatti ad Halep per regolare l’ex numero 1 del mondo e ventitré volte campionessa Slam, senza lasciarle alcuna possibilità, sovvertendo un pronostico che la vedeva sfavorita. Un punteggio netto, accompagnato da una prestazione eccezionale, che ha permesso alla ventottenne tennista di Costanza di aggiudicarsi il secondo torneo dello Slam della carriera, dopo il Roland Garros 2018 e il titolo numero 19 su 36 finali disputate. Per la tennista rumena si tratta del secondo trionfo in carriera su erba, dopo quello ‘s-Hertogenbosch nel 2013, a dimostrazione della sua buona attitudine e adattabilità sul verde. Della vittoria e della grande prestazione di Simona Halep ha parlato l’ex campionessa Martina Navratilova nella sua rubrica sul sito WTA.

Giocare un tennis quasi perfetto sul Campo Centrale di Wimbledon, in finale contro Serena Williams, è un evento che cambia la vita, molto di più rispetto al primo trionfo in un torneo dello Slam. Il risultato e il modo in cui ha giocato in finale dovrebbe darle una forte spinta di fiducia per i prossimi tornei sul cemento americano, per lo US Open e in generale per il resto della sua carriera tennistica. Il fatto di aver lasciato solo quattro game a Serena deve farle capire che il percorso che sta seguendo è quello giusto, così come il modo di gestire le emozioni e l’atteggiamento in campo. Indubbiamente Simona è una delle favorite per chiudere l’anno da numero 1 del mondo”.

Navratilova si è poi soffermata più nello specifico sull’andamento della partita e sulle chiavi tattiche dell’incontro. “Halep ha servito bene ed è stata brava a mescolare le carte variando molto il gioco. Ha eseguito perfettamente il suo piano. Non si è mai innervosita. Grazie alla sua velocità ha costretto Serena a correre durante tutto il match cosa che la maggior parte delle giocatrici non riesce a fare. Serena si trovava quindi spesso a colpire la palla in posizioni scomode non riuscendo a comandare il gioco come avrebbe desiderato. Quando si gioca con Serena è fondamentale tenere alto il livello di concentrazione. In un certo senso penso che ciò abbia aiutato molto Simona. Ha eseguito perfettamente il suo piano di gioco”.

 

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