WTA Ranking: Anisimova vicina alla top 50, Swiatek nelle 100

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WTA Ranking: Anisimova vicina alla top 50, Swiatek nelle 100

Amanda Anisimova, con il primo titolo WTA, si posiziona al n.54, la polacca, finalista a Lugano, sale al n.88. Per entrambe c’è la possibilità di guadagnare molte posizioni in classifica nei prossimi mesi. Rientra in top100 Kuznetsova

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Questa settimana non ci sono movimenti rilevanti nella top20, nella quale soltanto Julia Goerges (+1, n.17) ed Elise Mertens (-1, n.18) si muovono, scambiandosi la posizione. Scorrendo la classifica, vediamo che Camila Giorgi cede il n.30 a Mihaela Buzarnescu. Le protagoniste del ranking, sebbene in posizioni di seconda fascia, sono le diciassettenni Amanda Anisimova e Iga Swiatek.

La giovane americana ha vinto il suo primo titolo WTA a Bogotà. Questa affermazione le permette di salire di 22 posti e di vedere da vicino la top50. Infatti oggi è al n.54, ritoccando di 5 posti il suo precedente best ranking (n.59). Ora l’aspetta una parte della stagione dove non ha alcun risultato da difendere. Infatti il primo torneo in scadenza è a fine luglio (San Josè, 80 punti). Guardando al ranking e considerato che da ora fino ad agosto qualsiasi risultato otterrà saranno punti in entrata, possiamo affermare che la top40 è alla sua portata, anzi, se non la centrasse, sarebbe una mezza débâcle. Infatti, oggi, il n.40 dista solo 197 punti, ampiamente “guadagnabili” nei prossimi tornei anche con un minimo sforzo. La top30, invece, è a poco più di 600 punti: sarebbe un traguardo raggiungibile con due Premier Mandatory, due Slam e altri tornei Premier a disposizione. Ben più impegnativo, ma non precluso, l’ingresso tra le 20. Attualmente Belinda Bencic, n.20, è a 1467 punti di distanza: servirebbe una prestazione di rilievo in uno o più Slam o in entrambi i Mandatory per arrivare a coprire questo gap. Ad onor del vero, anche se non entrasse in top20, potrebbe comunque avvicinarvisi molto. Ad esempio, la n.23, Bianca Andreescu, è avanti di “soli” 931 punti. Certo, sono quasi il doppio di quelli che ha ora ma è probabilmente un obiettivo più realistico, seppur molto ambizioso,  per il proseguo della stagione, rispetto alla top20. A 17 anni, senza aver nulla da perdere, mi sembra sia giusto puntare in alto.

 

Iga Swiatek, invece, non è riuscita ad assicurarsi il titolo a Lugano, arrendendosi in finale a Polona Hercog (+25, n.64). Questo risultato permette però alla polacca di entrare per la prima volta in top100. Sono ben 27 posti in più per Swiatek, che sale dal n.115 fino al n.88. Per lei nel 2018 ci sono stati ottimi risultati ma solo a livello ITF. Ad esempio la prossima settimana le scadranno i 51 punti della vittoria  a Pelham e con ogni probabilità perderà qualche posizione. Tuttavia, con questa nuova classifica potrà accedere al main draw dei prossimi slam e con essi alla possibilità di guadagnare punti pesanti per scalare posizioni. Dove la troveremo a fine anno?

Altri movimenti di rilievo riguardano Svetlana Kuznetsova (+9, n.100), nei quarti al Samsung Open di Lugano, Vitalia Diatchenko (+22, n.73), vincitrice a Instabul,  Kristyna Pliskova (+14, n.87) e Fiona Ferro (+16, n.92), entrambe semifinaliste in Svizzera. Fuori dalle 100, Astra Sharma, battuta da Anisimova a Bogotà, guadagna 36 posti e si posiziona al n.102.

Escono dalla top100 Dalila Jakupovic (-13, n.103), semifinalista in Colombia un anno fa, Anna Karolina Schmiedlova (-39, n.105), campionessa uscente a Bogotà, e Stefanie Voegele (-12, n.109), semifinalista nella precedente edizione del torneo di Lugano.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 5967 18
2 0 Simona Halep 5782 17
3 0 Petra Kvitova 5645 21
4 0 Karolina Pliskova 5580 22
5 0 Angelique Kerber 5220 20
6 0 Elina Svitolina 5020 19
7 0 Kiki Bertens 4640 26
8 0 Sloane Stephens 4386 22
9 0 Ashleigh Barty 4275 19
10 0 Aryna Sabalenka 3520 26
11 0 Serena Williams 3461 10
12 0 Caroline Wozniacki 3421 19
13 0 Anastasija Sevastova 3145 23
14 0 Madison Keys 3011 15
15 0 Anett Kontaveit 2845 23
16 0 Qiang Wang 2812 22
17 1 Julia Goerges 2630 25
18 -1 Elise Mertens 2580 24
19 0 Garbiñe Muguruza 2525 22
20 0 Belinda Bencic 2515 24

CASA ITALIA

Come già detto, Camila Giorgi esce dalla top30. Dietro di lei, ci sono 4 giocatrici in forte ascesa: Sara Errani (+36, n.207)Jasmine Paolini (+9, n.178), rispettivamente nei quarti e agli ottavi a Bogotà, Giulia Gatto-Monticone (+8, n.165), Martina Di Giuseppe (+7, n.179). Crollano, invece, Anastasia Grymalska (-17, n.247), finalista a Santa Margherita di Pula nel 2018, e Gaia Sanesi (-30, n.424), che si è fermata prima della finale a Jackson, raggiunta invece  un anno fa. In discesa, ma in modo più contenuto, Jessica Pieri (-9, n.301) e Cristiana Ferrando (-9, n.466).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
31 -1 Camila Giorgi 1604 18
146 1 Martina Trevisan 405 24
165 8 Giulia Gatto-Monticone 357 31
178 9 Jasmine Paolini 336 31
179 7 Martina Di Giuseppe 335 27
207 36 Sara Errani 286 14
247 -17 Anastasia Grymalska 223 29
301 -9 Jessica Pieri 157 19
309 1 Stefania Rubini 150 23
323 1 Deborah Chiesa 138 27
386 -6 Georgia Brescia 94 19
410 0 Lucrezia Stefanini 81 18
424 -30 Gaia Sanesi 76 13
426 -2 Martina Caregaro 76 16
431 0 Lucia Bronzetti 75 15
449 2 Camilla Rosatello 64 11
460 -2 Martina Colmegna 60 18
466 -9 Cristiana Ferrando 58 16
479 -3 Dalila Spiteri 54 10
504 0 Federica Di Sarra 45 19

NEXT GEN RANKING

Amanda Anisimova scala una posizione e sale al n.4 del ranking. L’americana è a pochi posti dal n.3 di Vondrousova, ma non dista molto nemmeno dal n.2 di Yastremska. Kaja Juvan sale al n.8. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 23
2 0 Dayana Yastremska 2000 37
3 0 Marketa Vondrousova 1999 47
4 1 Amanda Anisimova 2001 54
5 -1 Anastasia Potapova 2001 74
6 0 Iga Swiatek 2001 88
7 0 Olga Danilovic 2001 119
8 1 Kaja Juvan 2000 141
9 -1 Elena Rybakina 1999 161
10 0 Claire Liu 2000 167

NATION RANKING

Non ci sono novità rilevanti nella classifica per Nazioni. L’Australia aggancia al n.7 la Bielorussia, la Spagna rientra al n.10, estromettendo il Belgio. Le altre posizioni sono stabili, rispetto al ranking di sette giorni fa. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 33
2 0 Repubblica Ceca 48
3 0 Ucraina 69
4 0 Germania 82
5 0 Russia 84
6 0 Cina 101
7 0 Bielorussia 106
  1 Australia 106
9 0 Romania 115
10 Spagna 121
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 5967 18
2 0 [ROU] Simona Halep 27 5782 17
3 0 [CZE] Petra Kvitova 29 5645 21
4 0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5580 22
5 0 [GER] Angelique Kerber 31 5220 20
6 0 [UKR] Elina Svitolina 24 5020 19
7 0 [NED] Kiki Bertens 27 4640 26
8 0 [USA] Sloane Stephens 26 4386 22
9 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 4275 19
10 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3520 26
11 0 [USA] Serena Williams 37 3461 10
12 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3421 19
13 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 3145 23
14 0 [USA] Madison Keys 24 3011 15
15 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2845 23
16 0 [CHN] Qiang Wang 27 2812 22
17 1 [GER] Julia Goerges 30 2630 25
18 -1 [BEL] Elise Mertens 23 2580 24
19 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2525 22
20 0 [SUI] Belinda Bencic 22 2515 24
21 0 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 22
22 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 2355 23
23 0 [CAN] Bianca Andreescu 18 1979 19
24 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1960 24
25 0 [CRO] Donna Vekic 22 1875 23
26 0 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1767 17
27 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1718 22
28 0 [RUS] Maria Sharapova 31 1706 13
29 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 1665 24
30 1 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 25
31 -1 [ITA] Camila Giorgi 27 1604 18
32 0 [USA] Danielle Collins 25 1536 22
33 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1512 18
34 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1510 24
35 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1495 22
36 0 [USA] Sofia Kenin 20 1458 25
37 0 [UKR] Dayana Yastremska 18 1400 22
38 0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1291 23
39 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1253 25
40 0 [CRO] Petra Martic 28 1245 21
41 0 [CZE] Katerina Siniakova 22 1237 24
42 0 [CHN] Shuai Zhang 30 1220 23
43 0 [CHN] Saisai Zheng 25 1205 28
44 0 [GRE] Maria Sakkari 23 1197 24
45 1 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1195 27
46 1 [GBR] Johanna Konta 27 1180 22
47 -2 [CZE] Marketa Vondrousova 19 1167 16
48 0 [CZE] Barbora Strycova 33 1166 23
49 0 [USA] Venus Williams 38 1115 12
50 0 [USA] Alison Riske 28 1103 24
RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti Tornei
1 0 [CZE] Petra Kvitova 2735 7
2 0 [JPN] Naomi Osaka 2371 5
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 2305 5
4 0 [AUS] Ashleigh Barty 1855 4
5 0 [SUI] Belinda Bencic 1784 10
6 0 [CAN] Bianca Andreescu 1757 8
7 0 [GER] Angelique Kerber 1455 7
8 0 [UKR] Elina Svitolina 1366 6
9 0 [ROU] Simona Halep 1246 6
10 0 [NED] Kiki Bertens 1176 9
11 0 [USA] Danielle Collins 1037 7
12 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 965 7
13 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 926 8
14 0 [BLR] Aryna Sabalenka 886 8
15 0 [BEL] Elise Mertens 833 8
16 0 [EST] Anett Kontaveit 791 7
17 0 [CRO] Donna Vekic 746 7
18 0 [USA] Sofia Kenin 740 8
19 0 [USA] Madison Keys 730 4
20 0 [CZE] Marketa Vondrousova 680 4

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ATP

Il vento soffia alle spalle di Lajovic: è lui il primo finalista a Montecarlo

MONTECARLO – Medvedev domina all’inizio, poi improvvisamente stacca la spina anche a causa del forte vento. Lajovic gioca con attenzione e vola in finale

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Dusan Lajovic - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Montecarlo, la nostra inviata

Dusan Lajovic, numero 48 del mondo, si regala la prima finale in carriera rimontando da 1-5 nel primo set contro il giovane Danii Medvedev, numero 14 ATP. Il serbo diventa così il finalista di Montecarlo con la classifica più alta dal 2001 ad oggi.  Dusan già nella giornata di ieri, dopo aver conquistato la sua prima semifinale in un Maters 1000 all’età di 28 anni, aveva scherzato: “Meglio tardi che mai”. Per Daniil, 23 anni, ci saranno in futuro altre occasioni.

 

Sul Principato il vento soffia deciso (45 km/h) e fa volare nuvole di terra rossa. Lajovic parte contratto e cede subito il servizio a un Medvedev solido e concentrato. Il set continua esattamente come è cominciato: Dusan falloso e Daniil in controllo. In tribuna ad assistere a questa prima semifinale Bob Sinclar, che ha animato il venerdì monegasco suonando in una nota discoteca fino all’alba. Medvedev si issa sul 5 a 1 ma quando deve servire per prendersi il parziale un passaggio a vuoto gli fa perdere il game e regala a Lajovic una speranza. E Dusan a quella speranza si aggrappa. Medvedev tiene il servizio successivo e conquista il secondo break consecutivo con un pallonetto che strappa gli applausi di tutto il centrale. Con il trascorrere del tempo il vento diventa sempre più fastidioso. Uno scoraggiato Medvedev non trova più le misure del campo e al terzo servizio perso se la prende con la propria racchetta e con la morbida terra del Country Club. Lajovic è implacabile. Il serbo ha ormai preso il comando del gioco e, con un parziale di 6 giochi a 0, conquista il primo set dopo un’ora.

Daniil Medvedev – Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il padrone di casa, sua Altezza Serenissima Alberto II di Monaco, osserva sornione dalla tribuna reale, accanto a Toni Nadal che per l’occasione sfoggia un elegante completo con tanto di cravatta. Sul campo Lajovic continua a macinare gioco a scapito di un sempre più confuso Medvedev. Danii, infatti, cede il servizio in apertura di parziale. Medvedev non riesce più a trovare il filo del gioco, mentre Lajovic ora ci crede tanto da volare sul 4 a 0 in nemmeno 20 minuti di gioco. Sono 10 i game conquistati consecutivamente da Dusan. Nel quinto gioco Medvedev riesce finalmente a tenere il servizio tra gli applausi di incoraggiamento del campo centrale. Il destino dell’incontro è però ormai segnato. Lajovic non trema e si va a prendere la finale di Montecarlo, approfittando dell’ennesimo errore avversario. Dusan, incredulo, si ferma al centro del campo mentre il Ranier III gli tributa un meritato applauso. Danii esce a testa bassa. Ora per Lajovic l’azzurro Fabio Fognini che ha compiuto l’impresa di eliminare il re della terra, Rafael Nadal.

Risultato:

D. Lajovic b. [10] D. Medvedev 7-5 6-1

Il tabellone completo

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Focus

Si può sfidare Nadal senza essere solidi, se si è tutto il resto

Fognini e il fisioterapista battono la salute di ferro di Coric. Djokovic fa il serbo di scorta ma non sembra affranto. Medvedev fa sul serio mentre Nadal deve guadagnarsi la pagnotta

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Fabio Fognini - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'olivo)

Le storie spesso nascono anche dalle parole, e i racconti si tramandano da che esiste l’uomo per via orale. Peccato che l’ATP non la veda così e ci costringa a conversazioni con i giocatori spesso striminzite, con l’ansia perenne di avere sbagliato l’unica domanda a tua disposizione o di ricevere come risposta la banalità di turno. Se a questo si aggiunge che le press conference fissate ad un orario, ti vengono alle volte anticipate al presente, pensi all’ubiquità come ad una dote essenziale per poter fare questo lavoro.

Avremmo voluto fare diverse domande a Djokovic, chiedergli quello che le sensazioni suggeriscono. Ma correre dalla sala stampa sino alla sala conferenze, lungo scale e sentieri, in controcorrente rispetto alla fiumana di gente che lasciava sorpresa il centrale, non è stato sufficiente. Il match lo abbiamo raccontato. Il volto serafico di Nole, ancora indosso la maglietta della sconfitta, no. Avrebbe meritato qualche didascalia in più la faccia del numero uno del mondo, che perde il terzo match su sei disputati dopo la suprema finale degli Australian Open contro Nadal.

 

In ogni caso a Djokovic la parola, ma più che la parola il “concetto Roland Garros”, in conferenza stampa è scappata di bocca. Quasi un lapsus freudiano, che ci spiega cosa ha in testa il serbo mentre la primavera incede, i punti dei Masters 1000 se ne vanno, ma gli Slam che gli servono per scavalcare la storia, restano.

Come resta nel torneo Daniil Medvedev, che gioca contro Nole la partita perfetta, ma forse l’unica di cui dispone. Il russo non entusiasma, non gioca vincenti a bizzeffe ed ha la plasticità della scoliosi dal lato del dritto, ma quando si dice “tennista solido”, con il Djokovic di questi tempi, al momento è meglio passare dalle sue parti. Solido: una volta un tennista che vinceva era definito “bravo”. Adesso è solido: se gioco bene ho giocato “solido”. E se devo descrivere il mio avversario, egli non è semplicemente “good”, bensì “tough”, che vuol dire “duro” ma anche sinonimo di sostanziale, rigido e indistruttibile.

Non lo è stato il tennis di Nadal, contro un Pella che si è rifiutato di recitare la parte dell’agnello sacrificale. Ma lo è decisamente, da tanti anni, la testa di Rafa. Mentre i nodi del suo difficile incontro si dipanavano, il pensiero andava alle parole dello zio Toni. I due non sono solo allievo e maestro, o banalmente nipote e zio: sono una unica linea d’onda, un pensiero trasmesso per via collaterale e genetica, che si propaga per via quasi telepatica. Una sorta di pensiero unico, ma indubbiamente corretto, che ha forgiato la miglior testa tennistica dei nostri tempi.

Quanto a Fabio, anche senza le sue parole (che abbiamo comunque abbondantemente riportato) possiamo raccontare con lui una storia unica e diversa nel tennis odierno e stereotipato.

Il concentrato di talento che stilla da Fognini, gorgoglia e ribolle. Sappiamo che alla soglia dei 32 anni esso non scorrerà mai fluido e regolare, e sappiamo anche che ci saranno le assenze, come quelle del primo set di stasera. Ma siamo ben coscienti della capacità di Fabio di diventare d’improvviso ingombrante al punto da riempire da solo il campo, di inondarlo di creatività che va a scomparire e dei cosiddetti “Fogna moments”. Riempirà il campo dei suoi sguardi verso il pubblico, della sua camminata da bulletto, della parola “culo” pronunciata a pieni polmoni nelle interviste in campo e di improvviso saprà far sparire qualsiasi Coric di turno quando vorrà.

Il talento puro gli viene riconosciuto da tutti. Nadal, in conferenza stampa, ne tesseva le lodi e gettava uno sguardo al tabellone che annunciava il 6 a 1 Coric nel primo set, con aria compiaciuta. Ora passerà la notte pensando di dover giocare contro Fabio in semifinale. Nessuna paura, Nadal non ne può avere. Ma qualche pensiero, il giocare con Fognini, glielo farà venire.

Perché giocare con Fognini è esercizio differente. Così come descriverlo utilizzando temi e pensieri di un racconto del passato. Un racconto di quando per descrivere un colpo, un giocatore, una persona, avevi a disposizione 1000 aggettivi e non potevi limitari a dire “solido”. Qualcuno dei nostri anziani ti avrebbe guardato male. Perché vedendo Fabio, la sua esaltazione che si alterna allo sconforto, senza mai passare per quel che noi definiremmo normale, ci viene da pensare che si può vincere, arrivare in semifinale e giocarsela contro Nadal, anche senza essere per forza solidi. Se poi si è tutto il resto.

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Fed Cup

Fed Cup, semifinali: Australia e Bielorussia sull’1-1 dopo la prima giornata

Sabalenka regala il primo punto alla Bielorussia battendo Stosur in un match vicino alle 3 ore di gioco. A regalare la parità alle padrone di casa è Ashleigh Barty: Azarenka va KO in due set

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Ashleigh Barty - Fed Cup 2019 (foto via Twitter, @FedCup)

Fed Cup 2019, semifinali
AUSTRALIA VS BIELORUSSIA 1-1

Inizia con un punto a testa la semifinale di Fed Cup di Brisbane tra Australia e Bielorussia, con il cemento australiano che si rivela subito amaro per Samantha Stosur, battuta nel primo match in tre set da Aryna Sabalenka. Difficile essere profeti in patria, dal momento che Stosur è nata proprio a Brisbane. Non c’erano precedenti tra le due giocatrici, mentre c’era uno storico di vittorie importanti alle spalle della sconfitta, che però oggi solo nel secondo set ha trovato la misura dei colpi. Solita grande partita agonistica di Sabalenka invece, che nel primo set infligge quattro break alla rivale e perde due volte il servizio ma guida sempre l’incontro.

 

Spettacolare dodicesimo game dove Stosur, sospinta dalla folla, difende il servizio da quattro set point per poi capitolare, stravolta. Secondo set e stavolta è Sabalenka a rifiatare, mentre l’australiana attacca a testa bassa, ed è abbastanza incredibile come Sabalenka non riesca a mettere dentro un servizio facendosi brekkare con continuità da Stosur. Set sinceramente di un livello tecnico modesto, spettacolare solo nei continui break e negli errori gratuiti da fondo campo. Stosur mette dentro un paio di prime palle decenti e fa suo il parziale. Terzo set e stavolta a Sabalenka basta un break nel quarto game per condurre in porto la partita, con Stosur che rimpiange le tre palle break mancate nel primo gioco.

A riportare il match di Fed Cup in parità ci pensa Ashleigh Barty, numero 9 WTA, che batte in due set Victoria Azarenka. Un solo precedente tra le due giocatrici, vinto da Vika a Tokyo nel 2018. Altra storia però qui in Australia, dove partita c’è stata solo nel primo set. Le due tenniste si scambiano il servizio un paio di volte, poi nell’undicesimo game è Azarenka ad avere la grande occasione collezionando tre palle break, ma fallendole tutte e tre. Scampato il pericolo e ripresasi da un turno di servizio orribile, Barty gioca un tiebreak perfetto e porta a casa il set.

La sensazione è che le gambe e la testa di Azarenka siano rimaste lì, tanto che nel secondo set perde tre volte il servizio e non dà mai la sensazione di poter contrastare l’avversaria. Ovvio quindi che al terzo match point per Barty, sul suo servizio, si chiuda. 12esima vittoria nelle ultime 12 partite giocate in Fed Cup per l’australiana.

I risultati della prima giornata:

A. Barty (AUS) b. V. Azarenka (BLR) 7-6 (2) 6-3
A. Sabalenka (BLR) b. S. Stosur (AUS) 7-5 5-7 6-3

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