WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

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WTA Bogotà: Anisimova più forte di Sharma, per lei è il primo titolo

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Amanda Anisimova - Claro Colsanitas Open Bogotà (foto Twitter @CopaWTABogota)

[6]A. Anisimova b. A. Sharma 4-6 6-4 6-1

Ci ha pensato Amanda Anisimova a tenere alto l’onore delle teenagers in questo fine settimana. Dopo la sconfitta di Iga Swiatek nella finale di Lugano, la diciassettenne americana di origini russe ha conquistato il suo primo titolo WTA in carriera sconfiggendo in tre set la rivelazione australiana Astra Sharma.

In un match certamente non bello e quantomai altalenante, è riuscita a recuperare uno svantaggio di un set e un break contro un’avversaria sicuramente potente e di ottime prospettive, ma che nell’occasione si è dimostrata ancora troppo acerba contro un’Anisimova che, a dispetto dei suoi 17 anni, è riuscita a tenere duro nei momenti più difficili ed ha rovesciato l’esito di un match che sembrava aver preso una brutta piega.

 

Ci sono stati molti più errori gratuiti che errori vincenti, e 13 break su 27 game totali. La prima parte del match è stata tutta in favore della 23enne australiana proveniente dalla Vanderbilt University, che tra un break e l’altro si è comunque sempre mantenuta in vantaggio con il punteggio: dal 2-2 ci sono state cinque serie di due giochi a testa, due per Anisimova e tre per Sharma, per arrivare al 6-4, 2-2. Un game combattutissimo di 14 punti ha dato nuovamente il vantaggio e il break all’australiana, che però non è riuscita a trovare l’ultimo guizzo e da quel momento è andata progressivamente spegnendosi, vincendo solamente due dei successivi dodici giochi.

Amanda Anisimova entra dunque nella lista delle vincitrici di almeno un torneo WTA e diventa la diciottesima giocatrice diversa ad aggiudicarsi un titolo WTA in questa stagione su 18 tornei giocati. Con questa vittoria la teenager sale al n.54 della classifica mondiale, sua migliore posizione in carriera, che con ogni probabilità migliorerà nel prossimo futuro. Settimana più che positiva anche per Astra Sharma, che prima di questo Claro Colsanitas Open di Bogotà aveva vinto un solo incontro in un tabellone principale a livello WTA (al primo turno dell’Australian Open 2019), e che ora vede il suo ranking salire fino al n.101, a solo un passo dal grande traguardo della Top 100.

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Finale thriller a Maiorca: Bencic si incarta sul più bello, Kenin ringrazia

Finale molto combattuta ed equilibrata dove la giovane emergente “russa” statunitense Sofia Kenin la spunta sulla favorita Bencic al fotofinish.

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[7] S. Kenin b. [3] B. Bencic 6-7(2) 7-6(5) 6-4

Malgrado il match non sia stato molto spettacolare, per entrambe le giocatrici è stata una settimana più che positiva e la conferma di un’ottima stagione finora. Alla fine è arrivato il secondo successo stagionale per Sofia Kenin dopo quello di Hobart ad inizio anno, che ribadisce il buon momento di forma della giovane statunitense e la propone nuovamente come uno dei prospetti emergenti più interessanti nel panorama WTA. Belinda Bencic non riesce invece a bissare l’exploit di marzo a Dubai, anche se continuando su questo livello il ritorno in top 10 (è stata numero 7 nel febbraio 2016) pare davvero alla sua portata.

Entrambe arrivavano in finale cariche dei successi importanti su Anisimova e Kerber (Bencic) e su Mertens e Sevastova (Kenin). Parte meglio la svizzera che esce più determinata dai blocchi e si porta 3-0 con due palle del possibile 4-0, ma Kenin non demorde e complice anche un passaggio a vuoto dell’avversaria rientra nel set e da lì in poi inizia una nuova partita. Nonostante qualche errore di troppo e occasioni non adeguatamente sfruttate, Bencic vince la prima frazione al tie-break con un perentorio 7-2 conseguenza di una posizione aggressiva vicina alla linea di fondo e un’attitudine a cercare di aprirsi il campo per poi aggredire al momento opportuno.

 

Kenin ha tuttavia il merito di rimanere aggrappata alla partita nonostante una giornata non eccellente e progressivamente cerca un tennis più propositivo soprattutto con il diritto. Quando però subisce il break su 4-4 nel secondo set, la partita sembra davvero finita. Tuttavia, la svizzera è tradita nel momento decisivo dal servizio, poiché commette 3 doppi falli nel gioco successivo, di cui un su uno dei 3 match point. In generale, Bencic è sembrata molto tesa e confusa nel decimo gioco del secondo set commettendo parecchi gratuiti nonché scelte tattiche più che discutibili, benché la sua avversaria abbia avuto il merito di rimanere sempre presente nel match.

Rientrata in partita la giovane di origine russa ha riguadagno fiducia e vinto il secondo set al tie-break mostrando sicurezza e determinazione e mettendo a segno diversi vincenti di ottima qualità. Nel terzo set si è andati avanti fino al 4-4 senza break con la statunitense che tuttavia teneva i suoi giochi al servizio con una maggiore disinvoltura e mostrava la determinazione di chi, una volta sfuggita miracolosamente alla sconfitta, non vede l’ora di andarsi a prendere la vittoria.

È risultato decisivo il nono game dove Kenin ha operato il break grazie ad un gioco in ribattuta di grandissima qualità chiudendo poi per 6-4.Rimane sicuramente parecchio rammarico per la tennista di Flawil, ma la sconfitta non toglie niente a un 2019 per ora di grandissimo livello da parte sua, e risultato a parte per il prosieguo della stagione è lecito aspettarsi la svizzera ancora protagonista. Stesso discorso per la vincitrice che può davvero ambire ad essere una futura top 10. Ne ha sicuramente le qualità fisiche e mentali e ha molto tempo davanti a sé per migliorare gli aspetti tecnico-tattici del suo tennis.

Gianluca Santori

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Barty si prende il trofeo di Birmingham e il n.1

L’australiana salva un set point nel secondo parziale e supera Goerges per il terzo titolo su tre superfici diverse. Da lunedì sarà in vetta al ranking WTA

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[2] A. Barty b. [8] J. Goerges 6-3 7-5

Ashleigh Barty è la nuova numero uno del mondo. Dopo il primo titolo Slam, conquistato un paio di settimane fa al Roland Garros, la vittoria nel WTA Premier di Birmingham in finale contro Julia Goerges le consegna anche la vetta del ranking. Un traguardo ampiamente meritato per quanto fatto vedere in questa prima metà di 2019, nella quale Barty ha stupito per continuità e adattabilità a tutte le superfici. Il torneo inglese è il terzo vinto in stagione dall’australiana dopo le affermazioni sul cemento di Miami e, ovviamente, sulla terra rossa di Parigi. In totale sale a cinque il numero dei trofei custoditi nella sua bacheca.

Barty scalza dunque Naomi Osaka, prima della classe da 21 settimane, e diventa la 27esima numero uno da quando per la prima volta fu stilata una classifica delle migliori giocatrici del mondo, nel novembre del 1975. Allora fu Chris Evert a sedere per prima sul trono del tennis femminile, seguita a ruota dall’unica altra australiana capace di issarsi in cima al ranking, anche se solo per due settimane, ovvero Evonne Goolagong. Il regno di Barty è presumibilmente destinato a durare più a lungo, se il livello di gioco messo in mostra negli ultimi mesi la sosterrà. Oltre al tennis vario ed elegante sorprende la forza mentale della 23enne di Ipswich, che le ha permesso di trionfare anche nella finale odierna. In una giornata in cui tecnicamente non era proprio straripante, Barty ha vinto grazie alla maggiore costanza, che le ha permesso di assorbire gli urti degli alti di Goerges e di approfittare dei suoi (numerosi) bassi.

 

In avvio di match, sembrava infatti che la tedesca fosse padrona della situazione. Impeccabile al servizio e da subito pungente in risposta (due palle break mancate nel primo gioco dell’incontro), Goerges si è però accartocciata nel quinto game che le è di fatto costato il primo set. Nel secondo parziale, Barty ha avuto l’occasione di mettere in ghiaccio la situazione sin da subito, ma dopo aver sciupato due palle break ha dovuto fare i conti con la rinnovata aggressività e precisione di Goerges. La tedesca ha cominciato a mettere i piedi in campo sin dalla risposta, mietendo vincenti da entrambi i lati del campo. Sul 3-1 però un altro black out ha permesso a Barty di impattare sul 3-3.

Le fasi finali del set sono state piuttosto concitate: prima Barty ha perso l’occasione di andare a servire per il match sul 4-4, poi ha concesso addirittura un set point nel decimo game (annullato con l’ace) e infine è riuscita ad ottenere l’agognato break grazie ad un altro brutto game al servizio giocato da Goerges. Chiudere il match è stata una formalità per una Barty in missione, che nella valigia per Wimbledon metterà, oltre alla salsiera ornata di nastri giallo-verdi di Birmingham, anche tanta fiducia, una striscia aperta di dodici vittorie consecutive e la certificazione di essere ufficialmente la migliore giocatrice del mondo.

LE NUMERO 1 WTA DAL 1975

1 USAChris Evert
2 AUSEvonne Goolagong
3 USAMartina Navratilova
4 USATracy Austin
5 FRGSteffi Graf
6 YUGMonica Seles
7 ESPArantxa Sánchez
8 SUIMartina Hingis
9 USALindsay Davenport
10 USAJennifer Capriati
11 USAVenus Williams
12 USASerena Williams
13 BELKim Clijsters
14 BELJustine Henin
15 FRAAmélie Mauresmo
16 RUSMaria Sharapova
17 SRBAna Ivanovic
18 SRBJelena Janković
19 RUSDinara Safina
20 DENCaroline Wozniacki
21 BLRVictoria Azarenka
22 GERAngelique Kerber
23 CZEKarolína Plíšková
24 ESPGarbiñe Muguruza
25 ROUSimona Halep
26 JPNNaomi Osaka
27 AUS Ashleigh Barty

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Birmingham: solo Goerges tra Barty e il numero 1 del ranking WTA

La campionessa del Roland Garros supera con un doppio 6-4 Barbora Strycova e raggiunge la finale del Premier di Birmingham. In caso di successo contro Goerges (battuta Martic in semi) salirà in vetta alla classifica mondiale

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Ashleigh Barty - Birmingham 2019 (foto via Twitter, @the_LTA)

Tra tutte le tenniste affrontate a Birmingham finora dalla numero 2 del mondo Ashleigh Barty, Barbora Strycova era potenzialmente la più insidiosa su questa superficie (fatta eccezione per Venus Williams ovviamente) e se oggi il match tra le due è stato particolarmente sbilanciato in favore di Barty – che ha ottenuto l’undicesima vittoria consecutiva – il motivo va cercato soprattutto dalle parti della ceca. Quest’ultima infatti, nonostante le due finali già raggiunte su questi campi (2014 e 2016, perse tutt’e due) si è rivelata molto nervosa e i suoi errori le sono stati fatali.

L’australiana ha fatto il suo deliziando il foltissimo pubblico inglese con un paio di ricami impeccabili nei pressi della rete, e anche Barbora si è lasciata guardare con i suoi serve&volley. Tuttavia entrambe si sono dimostrate molto fallose: se però gli errori di Barty, arrivati quasi tutti col dritto, lasciavano impassibile la giocatrice australiana, la 33enne numero 51 del mondo reagiva ai suoi gratuiti con gesti di stizza. Una volta subito il break nel quinto game i suoi monologhi non si sono praticamente più interrotti e il primo set è andato nelle mani della sua avversaria per 6-4. Nel secondo parziale la campionessa in carica del Roland Garros ha mostrato ancor più solidità, soprattutto con la battuta (10 dei suoi 11 ace sono arrivati nella seconda frazione) e il break decisivo, che ha decretato un’altro 6-4, è arrivato nel finale.

Per la prima volta da quando questo evento è diventato un Premier nel 2014, non ci sarà una ceca nella finale di singolare. Domani sarà infatti Barty a disputarla: sarà la sua quarta finale del 2019, in seguito ai titoli di Miami e Roland Garros, e la sconfitta all’ultimo atto con la quale aveva aperto la stagione a Sydney. In caso di vittoria l’australiana diventerà la nuova numero 1 WTA mentre una sconfitta in finale la collocherebbe due punti dietro Naomi Osaka, il divario più stretto tra la n. 1 e la n. 2 nella storia del tennis femminile.

 

Sarà Julia Goerges la giocatrice che proverà a guastare il “Barty party”. La tedesca ha dominato la propria semifinale con autorità, rifilando un netto 6-4 6-3 a Petra Martic. Entrambe si trovano bene sui prati, pur avendo un approccio decisamente diverso al gioco: molto più varia e ragionata la manovra di Martic che ricorre spesso al rovescio slice (quasi due volte su tre), mentre Goerges picchia senza tanti fronzoli con ambedue i fondamentali da fondocampo (vicino allo zero il numero di rovesci non giocati in top).

La tattica della tedesca oggi è stata più efficace, anche grazie alla maggiore incidenza del servizio. Goerges non ha infatti mai messo l’avversaria in condizione di tessere le proprie trame e a suon di bordate da fondo si è aperta un varco nella difesa della croata. Il primo set è stato deciso da un unico break nel nono gioco, mentre nel secondo Goerges ha preso in mano le operazioni fin dall’inizio senza lasciare scampo a Martic. Per lei si tratterà della sedicesima finale WTA (7-8 il bilancio), la seconda su erba dopo quella persa a Maiorca nel 2017 contro Anastasia Sevastova.

a cura di Paolo Di Lorito e Lorenzo Colle

Risultati:

[2] A. Barty b. B. Strycova 6-4 6-4
[8] J. Goerges b. P. Martic 6-4 6-3

Il tabellone completo

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