Il Nadal ferito: "La mia peggior partita su terra degli ultimi 14 anni"

Interviste

Il Nadal ferito: “La mia peggior partita su terra degli ultimi 14 anni”

MONTECARLO – Una piccola crepa si apre nella schiacciante superiorità di Rafa sul rosso. Quando gli chiedono come sarà tornare ad allenarsi domani risponde: “Difficile. Questo è tutto”

Pubblicato

il

Rafael Nadal - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Montecarlo, la nostra inviata

Il re è caduto. Il re è caduto sul campo che più di ogni altro gli appartiene, il campo che per 11 volte ha conquistato con sudore, grinta e fatica. Stasera su quella terra Rafa è caduto sotto i colpi di Fabio Fognini, sotto le sferzate del vento e non è più riuscito a rialzarsi. Nadal arriva in conferenza stampa pochi minuti dopo la fine dell’incontro. È scuro in volto, si siede ed esordisce con una sentenza: “Quello che è accaduto è molto chiaro: ho giocato un terribile match contro un buon giocatore, perciò ho perso”. La parola terribile (in inglese Rafa usa il termine bad, ndr) sarà ripetuta dal campione spagnolo più e più volte durante i minuti dedicati ai giornalisti.

Qualcuno gli chiede se durante l’allenamento mattutino avesse provato sensazioni particolari. “No, non ho sentito nulla di strano o di brutto. È stato un giorno difficile, contro un avversario tosto. Arrivo da momenti duri per via degli infortuni. Dal punto di vista mentale non è facile accettare tutto ciò che mi è capitato negli ultimi tempi. Oggi è stato uno di quei giorni in cui tutto è andato in modo terribile. Credo di aver giocato la mia peggior partita su terra degli ultimi 14 anni!”. Rafa ripeterà ancora questo concetto a un collega, che tentando di trovare un lato positivo nella sconfitta, chiede a Nadal se in fondo qualcosa da salvare, da cui ripartire ci sia nel match di oggi. Ma Rafa
non riesce nemmeno a pensarci. “Ho già detto che questo è il peggior match che abbia mai giocato negli ultimi 14 anni!”.

Il re non solo è caduto, ma è infuriato e deluso per come è successo. “Ho giocato malissimo contro un giocatore che è stato più forte di me, oggi”; sottolinea senza arroganza la parola oggi. Nadal sa benissimo che sulla sua terra. se avesse trovato il ritmo, anche non al cento per cento della forma, avrebbe potuto prendersi la finale. Egli stesso sottolinea: “Dopo un anno e mezzo di continui stop per infortuni diventa più difficile rientrare ogni volta e tornare a vincere. Anche se sono stato competitivo in tutti i tornei a cui ho partecipato, in realtà mi sono sempre sentito al massimo al 60/70 % della mia forma fisica. Poi certo ci sono giorni in cui mi sono sentito anche al 90 %, ma non sono capitati spesso”.

Rafa non cerca scuse, non parla del vento, non vuole nemmeno pensare a dettagli tecnici o tattici: “Qui avevo l’occasione di iniziare bene la stagione su terra. Potremmo discutere di questioni tecniche o tattiche, ma oggi era uno di quei giorni in cui le sensazioni sul campo erano pessime. Quando capitano giornate del genere è difficile trovare una ragione”. E a proposito di sensazione i presenti sono curiosi di sapere cosa si prova quando proprio sulla terra rossa Rafael Nadal si accorge che le sue certezze stanno per crollare: “A cosa hai pensato quando ti sei trovato sotto 0-5 e 0-40?” Nadal è gelido: “Non ho pensato a niente. A quel punto sapevo che la partita era finita. Ci ho provato sotto 0-3, sotto 0-4, ma a quel punto, 0-5, 0-40, la partita è finita. Non c’è più nulla che si possa fare. Il fatto che io abbia vinto poi 2 game non cambia nulla. Non mi resta che capire perché oggi io abbia giocato in modo così terribile”.

Non vede l’ora di andarsene Rafa, di rifugiarsi all’interno del suo clan e capire cosa è accaduto alla sua testa, alle sue gambe. Non vede l’ora di salire su un aereo e tornare nella sua Manacor ad allenarsi sulla terra di casa. E allora proprio questa è la domanda: “Sarà difficile domani tornare ad allenarsi?” Ed ecco la risposta che Nadal probabilmente mai ha dato, quella che nessuno si aspetta: “Difficile. Questo è tutto”.Sipario. Rafa si alza e lascia la sala interviste. Oggi Nadal è ferito, ma domani anche se sarà difficile, anche se i fantasmi di questo sabato pomeriggio resteranno nella sua testa, siamo sicuri che tornerà ad allenarsi, con rabbia forse, ma afferrerà la racchetta e scenderà in campo. Questo era solo il primo atto, nei prossimi mesi ci sono altre terre da difendere e Rafa, si sa, non ama la sensazione della sconfitta.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Australian Open 2022, Sinner: “Allenato da McEnroe? Sì, è una leggenda, vediamo” [VIDEO]

John McEnroe aveva dichiarato ad Eurosport: ”Sinner cerca un Super Coach? Disponibile ad allenarlo part-time”. La risposta di Sinner

Pubblicato

il

John McEnroe a Wimbledon nel 1980

Si scrive un terzo capitolo della vicenda che riguarda la misteriosa figura che andrà a completare lo staff di Jannik Sinner. Dopo che nella conferenza stampa, post secondo round, Jannik si era lasciato scappare: “Allargherò il mio team con un’altra persona, ma per ora non posso svelare il nome”; erano partite le congetture più fantasiose su chi fosse questo ex grande giocatore o giocatrice che si celasse dietro l’enigma. Ipotesi che andavano da Maria Sharapova (allenata da Piatti) a Ivan Lendl. La più fattibile, però, è sembrata quella ricostruita da Stefano Semeraro su “La Stampa”, che facendo riferimento ad una diretta Facebook di un paio di anni fa, in cui Piatti aveva detto: ”Ho mandato un messaggio a John in cui gli dicevo che fra un anno avrò bisogno di lui” aveva sostenuto, appunto, che la figura misteriosa fosse John McEnroe. Ed ecco arrivare il secondo capitolo, il campione sette volte vincitore Slam (in singolare) ieri aveva dichiarato durante il Cube di Eurosport:” Sono disponibile ad un lavoro part time per aiutare Jannik Sinner a diventare un grande giocatore. Ho detto a Riccardo Piatti che se volesse il mio aiuto, per formare questo splendido giocatore italiano, per migliorarlo e aiutarlo a crescere, sarei ben felice”. Di fatto, McEnroe si è candidato pubblicamente a collaborare part-time con l’altoatesino. Il fatto, però, che lo stesso campione statunitense si sia proposto fa pensare che possa non essere lui il Super Coach, pronto ad aiutare Sinner nell’ultimo e decisivo step verso l’élite del tennis mondiale. Anche se, ecco che arriviamo al terzo capitolo di questo giallo, oggi il n.2 d’Italia si è così espresso ai microfoni di Eurosport Italia, intervistato in esclusiva da Matteo Zorzoli.

D: Ti piacerebbe essere allenato da McEnroe?

 

R: “Sì, quando parla John, sappiamo tutti che è una leggenda e quindi si…Vediamo poi cosa esce”.

Quindi c’è stata un’apertura sia da parte di John che da parte di Jannik. Vedremo se questa collaborazione avverrà realmente. Come si suol dire “se son rose fioriranno.” Nel mentre che aspettiamo un nuovo e probabilmente definitivo capitolo a conclusione della storia, con la rivelazione del mistero; Jannik è pronto a battagliare contro Demon e noi non vediamo l’ora di gustarcelo.

Articolo a cura di Cipriano Colonna

Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, Sinner: “Devo imparare a tenere un certo livello per tante ore. Ho ancora margine”

Jannik si prepara a sfidare De Minaur e ad affrontare la seconda settimana Slam: “Dovrò aumentare l’intensità. De Minaur in casa gioca sempre bene”

Pubblicato

il

Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Ha perso il primo set del torneo (e anche dell’anno) Jannik Sinner, impegnato non poco da Taro Daniel sulla KIA Arena: 6-1 al quarto in quasi due ore e tre quarti per guadagnare il primo ottavo di finale all’Open d’Australia. Rispondendo alle domande dei giornalisti, prima l’altoatesino ha fatto un bilancio della sua prima settimana e delle sue tre vittorie a Melbourne Park contro Sousa, Johnson e ora Daniel: “Quello che conta è che sono passato alla seconda settimana, sono contento. Al di là delle partite vinte, oggi è stata dura. Non lo conoscevo molto bene. Ho fatto qualche non forzato di troppo e lui invece non stava sbagliando tanto. Quindi ha iniziato ad alzare il livello e io nel secondo ho diminuito l’intensità. Non è stata la partita più pulita”.

Sulle caratteristiche di Daniel, ha detto che lui “è molto solido da fondo e stava servendo molto bene, per questo per me è stato difficile. Ho provato a guadagnarmi qualche palla break per metterlo sotto pressione. Nel secondo ha provato a fare lui il gioco e ad aprire di più il campo, da lì ho dovuto cambiare qualcosa”.

Per la terza volta ci saranno due italiani negli ottavi dell’Open d’Australia. Era già capitato nel 2018 con Seppi (perse con Edmund) e Fognini (perse contro Berdych) e nel 2021 con Berrettini (ritiratosi prima del match con Tsitsipas) e Fognini (battuto da Nadal). Stavolta portiamo Matteo Berrettini e Jannik Sinner, con prospettive ben diverse. Entrambi giocheranno da chiari favoriti i loro match, il primo contro Carreno Busta e il secondo contro Alex De Minaur. Per questo motivo, tra le domande in inglese c’è stato spazio anche per un commento sul tennis italiano in generale e sula generazione di giocatori che sta emergendo in questi anni. In merito, Jannik ha detto che “come in tutte le cose, c’è una ragione per cui sta accadendo. Ci sono tanti tornei in Italia, tanti ITF e tanti Challenger. Dunque i migliori giovani possono avere una wild card negli eventi e possono giocare. Anche se poi perdi puoi stare lì, allenarti con giocatori migliori di te. Questa è una ragione, l’altra è che ogni giovane cerca di spingersi a migliorare grazie a i progressi di un altro, dunque entrambi arrivano più in alto. Inoltre abbiamo tanti coach bravi. Auguro a tutti buona fortuna”.

 

Di seguito le domande della conferenza in italiano.

Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport: Cosa pensi che sia successo durante quel momento di appannamento nel secondo set?

Sinner: “Nei match al meglio dei cinque set possono capitare momenti difficili. Sono andato giù un po’ in tutte le cose nel secondo, ma anche nel primo dopo il 3-0. Stavo giocando bene, cambiando direzione di palla e attaccando la rete. Poi non lo sono più riuscito a fare e lui è entrato in partita. Sentivo che il livello fosse più equilibrato già da fine primo set. Poi se avessi fatto break nel primo game del secondo sarebbe stato diverso, il break da 40-0 ha cambiato poi la partita. Ho provato a star lì col servizio e lui ha anche servito molto bene sulle palle break. Di sicuro devo riuscire a tenere un livello alto per tante ore”.

Lorenzo Ercoli, Il Tennis Italiano: Come gestirai un’altra seconda settimana in uno Slam?

Sinner: “Cercherò di gestire bene l’off court. Quando allenarsi, come comportarsi. Provi a fare meglio tante cose assieme. Io credo di avere tanto margine in qualsiasi cosa, dunque sarà un altro test anche la prossima settimana. Dovrò alzare il livello di gioco di sicuro”.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Che influenza avrà il tifo degli australiani sul match con De Minaur?

Sinner: “Mi è già capitato di giocare con qualcuno che gioca in casa qualche volta, quindi col pubblico contro [ad esempio sul cemento americano nel 2021, Isner a Cincinnati e ben quattro statunitensi a Washington battuti, ndr]. Sicuramente non è semplice ma proverò a essere il più pronto possibile anche perché lui a casa gioca sempre bene”.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


Continua a leggere

Australian Open

Australian Open, Giorgi: “Contenta di come ho iniziato l’anno. Credo molto in me stessa”

La numero uno italiana poco loquace dopo la sconfitta contro Ash Barty: “E’ vero, lei varia tanto il gioco e questo mi ha dato fastidio”

Pubblicato

il

Camila Giorgi - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Una Camila Giorgi di certo non loquace ha commentato brevemente in conferenza stampa la sconfitta riportata sulla Rod Laver Arena contro Ash Barty al terzo turno dell’Australian Open, rispondendo anche a domande del direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta. Di seguito le dichiarazioni della giocatrice italiana.

Quali sono le tue opinioni sul match?

Giorgi: “Sicuramente non è stata la mia miglior partita. Ma prima di questa ce n’erano state due ottime. Sono contenta di come ho iniziato la stagione. Nel prosieguo, i risultati arriveranno senz’altro. Credo tanto in me stessa”.

 

Ubaldo Scanagatta: “Hai l’impressione che Barty meriti di essere la numero uno, perché gioca diversamente da tutte le altre? Di fronte ti sei trovata una giocatrice che ti ha variato molto il gioco. Non ci sono tante tenniste che hanno il rovescio a una mano come lei, mentre tu gradisci giocare contro avversarie che ti danno ritmo…”

Camila Giorgi: “Sì, hai detto tutto tu, che devo dire di più. Osservazione ottima”.

Ubaldo Scanagatta: “Quale è il tuo programma della stagione? Quanto interferisce la tua attività nella moda?

Camila Giorgi: “Eh, tantissimo, infatti per qualche mese non giocherò più nessun torneo… Poi ho il nuovo libro da scrivere, non so se avrò tempo per giocare tornei… (ridendo). No, ci saranno tantissimi appuntamenti. Il prossimo sarà San Pietroburgo. Ci saranno tante occasioni per parlarci…”

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement