L'intervista di Ubaldo Scanagatta con ATP Tennis Radio

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L’intervista di Ubaldo Scanagatta con ATP Tennis Radio

Il direttore Scanagatta ospite della Radio ufficiale del Tour prima degli ottavi: “Montecarlo torneo fantastico, nonostante gli ostacoli logistici. Fognini imprevedibile, ma è il miglior italiano dagli anni ’70”

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Per il tennis italiano la settimana del Montecarlo Rolex Masters rimarrà una delle più positive della storia recente, sicuramente la più positiva a livello di Masters 1000 a prescindere dall’esito della finale che Fabio Fognini giocherà contro Dusan Lajovic. Tre azzurri sono arrivati agli ottavi, due tra gli ultimi otto – Lorenzo Sonego (per la prima volta in carriera) e Fabio Fognini, autore di una prova sensazionale contro il numero 3 del mondo Zverev – e infine Fognini si è spinto fino all’atto finale. Giovedì 18 aprile, quando erano ancora in gioco Sonego (sconfitto poi da Lajovic) e Cecchinato, poi eliminato in tre set da Guido Pella, la Radio ufficiale dell’ATP non si è fatta sfuggire l’occasione di fare due chiacchiere col direttore Ubaldo Scanagatta per parlare degli italiani in gara sui campi del Principato, ma anche di tanto altro.

Cogliamo l’occasione per confermarvi che le vacanze del direttore… rimarranno tali, e non riuscirà, prima del suo ritorno, a scrivere nulla a proposito della grande settimana di Fognini. Ci auguriamo che fino ad allora possano bastarvi i contenuti della redazione e degli inviati!

Sessantaquattro giocatori si sono ridotti a sedici qui al Country Club di Montecarlo e abbiamo ancora in corsa le prime quattro teste di serie alla vigilia degli ottavi di finale. Rimangono tre giocatori italiani in tabellone e per sottolineare questo, ho voluto fare una chiacchierata con Ubaldo Scanagatta, uno dei principali giornalisti italiani di tennis, che si occupa di questo sport da molto tempo…
Forse da troppo tempo! 42 anni, penso. La prima volta che venni qui a Montecarlo credo fosse il 1972, il che significa che sono più di 42 anni… 47! Non sono mai stato bravo in matematica!

Sei in giro da abbastanza tempo per aver visto Zeljko Franulovic, l’attuale direttore del torneo, vincere sul campo! L’hai visto?
Ci ho giocato contro! Non qui, era un doppio a Firenze. E anche a Viareggio. Ho giocato contro di lui due volte, perdendo entrambe, in doppio. Lui giocava in coppia con Boro Jovanovic, un altro giocatore croato. Quindi lo conosco da molto tempo, non posso dire che siamo granché amici, ma ci conosciamo da tanto.

 

Quindi, cosa ne pensi del torneo sinora? Ci sono tre italiani negli ottavi di finale, più di qualsiasi altro paese. Devi essere molto orgoglioso!
Beh, siamo molto contenti! Fabio Fognini ha avuto per due volte anche un po’ di fortuna, perché Simon si è ritirato e nel match contro Rublev, il russo era avanti un set e 4-1 nel secondo, con cinque palle break per salire 5-1. Quindi, certo, Fognini è il miglior tennista italiano degli ultimi dieci anni e ha giocato le semifinali qui nel 2013, battendo, tra gli altri, Berdych. È imprevedibile, come sempre, ma non ha avuto una bellissima stagione fino ad ora, quindi non ci aspettavamo molto da lui.

Siamo molto contenti anche della prestazione di Sonego, che è già arrivato ai quarti la settimana scorsa a Marrakech, poi qui ha superato le qualificazioni, ha battuto Seppi senza mai concedere palle break, servendo incredibilmente bene. Poi ha battuto Khachanov, numero 12 del mondo con una grande prestazione. È un ragazzo molto carino, con buone maniere, educato, un po’ diverso dal modo in cui talvolta si comporta Fognini, ad essere onesti… [risate]
Poi Cecchinato, che è stato nuovamente incredibile contro Wawrinka, perché si è trovato sotto 6-0 2-0 e nessuno si sarebbe aspettato una sua rimonta. Lui stesso ha detto di non aver mai completato un recupero simile! Ma è stato capace di farlo contro Wawrinka, uno che qui ha vinto il torneo nel 2014 in finale contro Roger Federer, quindi un grande risultato davvero da parte dei tre italiani! Quello che abbiamo scoperto, con i responsabili delle statistiche di Ubitennis.com (Ubitennis.net in inglese), è stato che soltanto nel 1978 tre giocatori italiani sono arrivati agli ottavi di finale, ma a quel tempo c’era un tabellone con soli 32 giocatori, quindi gli ottavi equivalevano al secondo turno. Quest’anno è un terzo turno, molto più difficile!

Quindi, qual è la vostra miglior possibilità per raggiungere i quarti? Fognini giocherà contro Alexander Zverev, partita difficile… Marco Cecchinato avrà Guido Pella e Lorenzo Sonego affronterà l’unico britannico rimasto in tabellone, Cameron Norrie. Chi ti aspetti che arriverà ai quarti?
Sono fiducioso, devo dire che firmerei per avere due giocatori italiani nei quarti, sarebbe molto buono! Un po’ come ai tempi di Pietrangeli, che vinse questo torneo tre volte e in altre due occasioni arrivò in finale.

Questo torneo di Montecarlo dà un po’ la sensazione di essere un evento italiano, no? Siamo più vicini a Roma che a Parigi, ci sono moltissimi fan e media italiani, non è affatto sorprendente che i giocatori italiani stiano facendo così bene. Concordi che questo torneo sembri quasi italiano?
Beh, sì. Ho sentito moltissime persone parlare italiano tra il pubblico, conoscono i giocatori italiani, ma anche i giornalisti, il che non accade troppo spesso. Per molti italiani è più pratico venire a Montecarlo rispetto a Roma, specialmente per quelli che abitano al nord. A volte è più facile trovare biglietti per Montecarlo che per certi aspetti ha più fascino. Ovviamente entrambi sono eventi fantastici che si svolgono in posti meravigliosi, ma il viaggio in Costa Azzurra, con il suo tempo magnifico, il sole e il mare che fanno da sfondo al campo principale e le terrazze che scendono sull’acqua… insomma, questo è senza dubbio uno dei club di tennis più belli al mondo! L’atmosfera è bellissima e ricordo che di recente si era detto che il 40% del pubblico fosse composto da italiani! Per Franulovic e Rialland è una cosa positiva essere così vicino all’Italia, spesso chiedono qualche aiuto ai media italiani, perché vendono i biglietti molto in anticipo. Tra l’altro, ogni anno le vendite vanno meglio e stanno facendo un lavoro importante, anche dal punto di vista delle strutture, in una situazione piuttosto complicata: lo spazio è poco e ci sono moltissimi ostacoli, i parcheggi sono difficili e così via… ma ogni anno battono il record di spettatori! Non so proprio come facciano!

Ci sarà moltissimo tifo per Fabio contro Zverev. Aiutaci, se puoi, a capire un po’ di più della mente di Fognini, perché per noi è praticamente impossibile comprenderlo! Tu probabilmente l’hai intervistato più di chiunque altro.
Guarda, quello che posso dirti è che è praticamente impossibile capire la sua mente perché lui stesso non la comprende! Lui sa bene che la psiche rappresenta il suo problema maggiore, voglio dire, a livello di gioco è fantastico: ha grandi accelerazioni, gran velocità di piedi, si muove incredibilmente bene ed è anche un giocatore completo, perché sa stare ottimamente a rete ed è un ottimo doppista, molto meglio di tanti altri che giocano solo il singolare. Ha un ottimo rendimento in Coppa Davis, perché sa esprimersi bene quando gioca per la sua bandiera. Insomma, si esalta se sente che il pubblico lo supporta. Ma hai visto bene l’altro giorno, stava giocando malissimo con Rublev e poi, d’un tratto, ha cominciato a giocare meravigliosamente. Come si può descrivere quel che accade nella sua testa?
Dobbiamo dire che ha anche avuto dei problemi fisici che non hanno aiutato, perché sono due anni che convive con un dolore ad una caviglia e di recente ha avuto male ad un gomito. Aggiungici che, quando lui è in campo, anche le mosche possono distrarlo, un po’ come McEnroe, che durante una partita, poteva vedere un fotografo scattare in un angolo del Roland Garros, distrarsi per questo e finire per perdere una partita che avrebbe vinto.
Ci sono giocatori che sono in grado di concentrarsi in maniera profondissima, altri che non sono capaci e Fognini, come McEnroe, appartiene a questi ultimi. Naturalmente, McEnroe era di un altro livello, Fognini purtroppo non ha avuto gli stessi risultati, ma è stato comunque numero 13 del ranking ed è il miglior italiano dai tempi di Panatta e Barazzutti negli anni 70. Chi lo critica, spesso lo fa più per il suo comportamento o per come cammina, un po’ alla maniera di un cowboy del west appena sceso da cavallo, il John Wayne dei campi da tennis! Può sembrare arrogante, ma chi lo conosce al di fuori del campo di gioco dice che è un bravo ragazzo, con il quale ci si diverte in compagnia; ha ottimi rapporti con tutti i giocatori suoi coetanei. Certo, pur essendo nato nello stesso mese di Murray e Djokovic, non può vantare i loro stessi risultati, ma essere stato numero 13 al mondo in uno sport che conta milioni di praticanti, non è mica male! Not too bad, come direbbe Djokovic!

Niente male affatto! Non posso lasciarti andare, Ubaldo, prima di chiederti un parere su un altro giocatore. Il favorito qui e uno che certamente non ha difficoltà a concentrarsi: Rafael Nadal.
In questi campi ha vinto undici volte e ogni volta che discutiamo del tabellone di un torneo sul rosso, c’è sempre la sensazione che sia lui contro il resto del mondo. La vedi in questo modo anche qui? In fondo, sembra proprio di un altro pianeta.
Lo è, lo è. Il suo pianeta si chiama “terra battuta”! È come se tutti gli altri giocassero su altre superfici, dipende tutto da lui. Se è in salute, può vincere il torneo e non vedo chi possa batterlo; forse Djokovic è l’unico giocatore che può affrontare un Rafa in una buona giornata e batterlo. Ma tra tutti gli altri, fino ad ora, non vedo nessun altro. Ovviamente, il tempo passa anche per lui; discutiamo spesso dei 37 anni e mezzo di Federer, ma neppure Rafa è più un bambino. Ricordo di averlo visto una sera, quando aveva sedici anni, ad una cena dei giocatori qui al club di Montecarlo, dopo che aveva battuto Albert Costa, un campione capace di vincere il Roland Garros! Ed aveva appena sedici anni! Davvero incredibile, se pensi che i Next Gen di cui parliamo oggi hanno 18, 19 o 20 anni. La straordinarietà della sua classe e della sua resistenza le trovo paragonabili solo a Bjorn Borg. Si ritirò a 26 anni e fu in grado di vincere sei Roland Garros, perdendo solo due volte da Panatta, un italiano, cosa di cui andiamo molto orgogliosi! Ecco, Borg fu in grado di vincere un Roland Garros perdendo soltanto 32 games in 7 partite, 10 dei quali, se non ricordo male, contro Roscoe Tanner, gran battitore americano; il che significa che negli altri 6 match lasciò soltanto 20 games. Perdere 6 games in 18 set giocati è qualcosa che sarebbe difficilissimo da ripetere persino per Rafa!
Certo, il tennis è cambiato; ma come dici tu, Nadal è di un altro pianeta sulla terra ed io sono perfettamente d’accordo.
Però poi ci sono gli infortuni e lui stesso qui ha sottolineato che nell’ultimo anno e mezzo ha avuto un problema ogni tre settimane; questo dà fiducia agli avversari, che magari sperano di beccarlo in una giornata non eccezionale, dove i suoi dolori lo ostacolino.

Credo che abbiano bisogno di speranza e di fiducia! Ubaldo, grazie molte e goditi il resto del torneo!
Grazie a te e all’ATP, complimenti per l’ottimo lavoro che state facendo, per aiutare il tennis a diventare più popolare. Spero che i tre italiani possano fare lo stesso!

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WTA Abu Dhabi: Ostapenko dura un set, primo quarto nel 2023 per Zheng. Avanti anche Kudermetova e Bencic, si ritira Kontaveit

La 2002 cinese guadagna tre posizioni nella classifica live e si avvicina al best ranking. Kudermetova ok su Mertens, Bencic fatica ma doma Kostyuk in due set. Anett perderà una decina di posizioni in classifica

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Qinwen Zheng - WTA Abu Dhabi 2023 (foto: twitter @wta)

Q. Zheng b. [5] J. Ostapenko 7-6(10) 6-1

Sono Qinwen Zheng, Veronika Kudermetova e Belinda Bencic (in quest’ordine) le prime giocatrici a qualificarsi per i quarti di finale del Mubadala Abu Dhabi Open, WTA500 in corso sui campi in cemento degli Emirati Arabi Uniti. La giovane cinese scala tre posizioni nel ranking live (al momento è n°26) e si porta ad una sola posizione dal suo best ranking di n°25. Niente da fare per Jelena Ostapenko, che perde un primo set giocato probabilmente meglio e crolla alla distanza. Kudermetova non ha grossi problemi contro Elise Mertens, se non al momento di chiudere il match, mentre Bencic rischia di essere trascinata al terzo da Marta Kostyuk, che però si spegne sul più bello.

IL MATCH – Nel primo incontro in programma al Mubadala Abu Dhabi Open Jelena Ostapenko parte decisamente meglio rispetto a Qinwen Zheng, conquistando tutti i pimi dieci punti dell’incontro e portandosi subito sul 3-0, pur annullando un break point nel terzo gioco. Nel game successivo, tuttavia, è proprio la lettone ad avere altre due chance (non consecutive) per il doppio break di vantaggio, ben cancellate però dalla cinese, che si mantiene in scia. La partita inizia a cambiare volto e la n°12 del mondo, dal 4-1 sopra, vede la sua avversaria prima avvicinarsi e poi superarla. La 20enne di Shiyan trova il primo break della sua partita nel settimo game, impatta sul 4-4 e fa ancora la differenza in risposta, conquistando il quarto gioco di fila e portandosi a servire per il set.

 

Ostapenko è però brava in questa situazione a non lasciar andare un parziale dove nel bene e nel male ha sempre dominato, rimontando da 30-15 e operando l’aggancio: 5-5. Sembra tutto indirizzato verso il tie-break – che effettivamente sarà il culmine della prima frazione – ma prima Zheng è chiamata a salvare un set point sotto 5-6. Il tie-break ricalca di fatto l’andamento del primo set, con la testa di serie n°5 che parte in vantaggio (2-0), viene raggiunta e superata ma, al momento di chiudere il set sul 5-4 e due servizi a disposizione, la cinese li perde entrambi. La lettone ha così un nuovo set point sul 6-5, che non sfrutta, così come accade con quello sul 7-6. Si va ad oltranza e soltanto la n°29 WTA riesce a portarsi ad un punto dal chiudere il parziale, in ben quattro occasioni. L’ultima è finalmente quella buona, con cui chiude 12-10 il tie-break di un primo set a dir poco altalenante.

Il secondo set assume tutta un’altra piega rispetto al primo, con la vincitrice del Roland Garros 2017 che, perso il primo turno di servizio dopo 18 punti giocati, di fatto molla la partita. Zheng ringrazia, conferma l’allungo e trova un ulteriore break nel quarto game, difendendosi ai vantaggi e salendo sul 5-0. Ostapenko riesce quantomeno ad evitare il bagel, ma dopo quasi due ore è costretta ad arrendersi. Finisce 7-6(10) 6-1 in favore della giovane cinese, che approda così al suo primo quarto di finale in stagione, dove troverà una fra la n°1 del seeding Daria Kasatkina e la svizzera Jil Teichmann.

GLI ALTRI INCONTRI – A seguire sono scese in campo Veronika Kudermetova ed Elise Mertens, anche se quest’ultima è sembrata arrivare un po’ in ritardo all’appuntamento con il match. I primi quattro game, infatti, sono finiti tutti nelle mani della russa, che nel primo parziale ha vinto l’89% dei punti con la prima di servizio. Avanti 5-1 la n°11 del mondo ha trovato un terzo break, archiviando 6-1 un set dominato e garantendosi la possibilità di servire per prima nel secondo. Sull’1-1 è finalmente arrivata la reazione della belga, che ha strappato a zero il servizio alla sua rivale, ma poco dopo si è vista costretta a restituire immediatamente il break.

Dall’1-2 Kudermetova ha infilato un nuovo parziale di quattro giochi di seguito, portandosi sul 5-2 dopo aver annullato tre break point nel settimo game. La 25enne di Kazan ha faticato più del previsto al momento di chiudere, cedendo la battuta sul 5-3 e mancando due match point in altrettanti turni di risposta. Alla fine, però, al terzo tentativo la russa si è imposta 6-1 7-5, approdando ai quarti di finale. Qui potrebbe dar vita ad un derby russo contro Liudmila Samsonova, se la n°8 del seeding riuscirà a sconfiggere Barbora Krejcikova.

Match ben più combattuto quello tra Belinda Bencic e Marta Kostyuk. La svizzera, autrice di un ottimo primo set, si fa bastare il break conquistato nel settimo game dopo aver concesso appena un punto nei primi tre turni di battuta. L’ucraina paga caro l’unico strappo del set, chiuso 6-4 dalla n°9 WTA, che parte meglio anche nel secondo parziale. Un break in apertura sembra consegnarle le chiavi dell’incontro, ma dallo 0-2 la n°57 del ranking vince cinque dei successivi sei game, trovando due break e portandosi sul 5-3 e servizio.

Al momento di approdare al set decisivo, tuttavia, nel momento migliore della sua partita Kostyuk commette un grave doppio fallo che regala due break point alla sua avversaria. Bencic non si fa scappare l’occasione e conquista tutti gli ultimi quattro giochi della partita, imponendosi 6-4 7-5 e negando ancora all’ucraina la vittoria contro una top10, contro cui ha un bilancio di 0-12.

Nell’ultimo incontro di giornata, Anett Kontaveit è costretta al ritiro contro la qualificata Shelby Rogers. 4-6 6-3 4-1 il punteggio a favore della statunitense. Sotto 0-3 nel terzo set, Anett, n. 18 WTA, ha chiesto un MTO durante il quale ha ricevuto un trattamento alla schiena. Non riesce quindi a difendere i 500 punti del trofeo di San Pietroburgo e perderà almeno 9 posizioni, lei che è stata la seconda giocatrice del mondo lo scorso giugno. Vola invece ai quarti Rogers, che affronterà la n. 2 del seeding Belinda Bencic.

Il tabellone completo del WTA500 di Abu Dhabi

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Intervento chirurgico per Jabeur, salterà Doha e Dubai

Con un messaggio sul suo profilo Instagram, Ons Jabeur informa dell’operazione a cui deve sottoporsi per prendersi cura della propria salute

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Ons Jabeur aveva rinunciato al torneo di Abu Dhabi di questa settimana e ora ne conosciamo le cause. La numero 3 del mondo ha infatti comunicato tramite i suoi profili social di avere in programma un intervento di chirurgia minore. Jabeur non specifica né il tipo di intervento né quando è previsto. Durante il mese di gennaio, aveva espresso perplessità sullo stato di salute di schiena – motivo per cui aveva rinunciato al torneo di Adelaide 2 – e ginocchio. In ogni caso, come conseguenza, la campionessa tunisina non parteciperà neanche al WTA 500 di Doha e al 1000 di Dubai, senza dubbio un duro colpo per gli organizzatori. Ecco cosa scrive Ons su Instagram:

“Per prendermi cura della mia salute. Il mio team medico e io abbiamo deciso che ho bisogno di un intervento chirurgico minore per poter tornare in campo e rendere al meglio. Dovrò ritirarmi da Doha e Dubai e ciò mi spezza il cuore. Vorrei dire che mi dispiace a tutti i fan del Medio Oriente che aspettavano questo incontro. Prometto che tornerò da voi più forte e in salute.”

L’ultimo incontro di Jabeur rimane quindi quello di secondo turno dell’Australian Open, con la sconfitta a sorpresa per mano di Marketa Vondrousova.

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ATP

ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

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