Tsitsipas conquista a Estoril il terzo titolo in carriera

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Tsitsipas conquista a Estoril il terzo titolo in carriera

La cavalcata del lucky loser Pablo Cuevas si ferma in finale. Vittoria in due set per Stefanos, che porta a casa il secondo trofeo stagionale

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Stefanos Tsitsipas - Estoril 2019 (foto via Twitter, @EstorilOpen)

Ultimo atto del torneo 250 di Estoril tra Stefanos Tsitsipas e Pablo Cuevas. Il greco parte con i favori del pronostico, ma la forma di Cuevas non è da sottovalutare, vista la recente semifinale a Budapest (fermato solo da Berrettini) con annesso scalpo di Cilic. Anche all’Estoril ha raccolto vittorie importanti contro Tiafoe e uno scatenato Davidovich-Fokina. Terza finale stagionale per Tsitsipas dopo quella vittoriosa di Marsiglia e la finale persa con Federer a Dubai. Grande sorpresa invece la presenza di Pablo Cuevas all’atto finale di Estoril, che non giocava una finale dal challenger di Montevideo del 2017.

[1] Tsitsipas b. [LL] Cuevas 6-3 7-6(4)

La qualità di gioco è alta sin dall’inizio ma Tsitsipas non sembra soffrire troppo al servizio, una caratteristica che ricorrà in tutta la partita. Se infatti i suoi primi due game di battuta scorrono in modo relativamente tranquilla, Cuevas riesce a tenerlo ricorrendo ai vantaggi. Nell’apertura del quarto game Cuevas parte aggressivo e continua a puntare il rovescio di Tsitsipas, che prova costantemente a buttare fuori dal campo il greco, sbagliando però due rovesci lungolinea. Una palla giudicata lunga da Cuevas vale la prima palla break per Tsitsipas, che il greco non sfrutta mandandola di poco larga. Una stecca di rovescio vale poi la seconda palla break per Stefanos: questa volta sfruttata.

 

Il greco parte male nel quinto game del primo set, con una stecca e un dritto largo, ma recupera con un servizio-dritto e un attacco a rete ed un pessimo lob giocato dall’uruguagio. Siamo 4-1, il punteggio è sbilanciato ma la partita è bella e viva, entrambi sono solidi da fondocampo e gli scambi sono quasi sempre spettacolari. Tsitsipas cerca costantemente di cacciare fuori dal campo Cuevas con la profondità del rovescio. La prima continua a non arrivare per Cuevas in questa partita, e precipita 0-30 nel sesto game con due errori gratuiti di dritto. Una smorzata di fila e un bellissimo rovescio in diagonale valgono il recupero del game, che chiude per il 4-2 con una prima in kick.

Un passante favoloso segna il buon momento di Cuevas e con un dritto lungo del greco lo porta sullo 0-30 ed ad un parziale di cinque punti di fila. Tsitsipas rimonta con un attacco a rete e un grave errore di dritto dell’uruguagio. Una prima gli consegna la prima palla-game, ma un dritto affondato a rete lo costringe ai vantaggi, che però chiude agevolmente affidandosi al servizio ed ad un lob molto sgraziato ma efficace. Torna la prima a Cuevas al momento di servire per salvare il set, e infatti si trova sul 40-30 abbastanza comodamente. Arrivato ai vantaggi sfrutta due gratuiti di Tsitsipas ed ora è il greco a servire per vincere il set.

Il primo “15” del nono game parte con un inusuale serve and volley sulla seconda da parte di Tsitsipas, che porta a casa pur rischiando parecchio. Non sarà un preludio del game, che chiude senza problemi con un game a zero.

Uno splendido rovescio vincente di Cuevas apre il secondo set, compromesso poco dopo da un rovescio in rete e un dritto clamorosamente in rete da due passi. Un dritto largo porta in dote due palle break al greco, che sfrutta immediatamente. Cuevas si regala il 30-15 sul servizio di Tsitsi facendo un tweener in controbalzo senza guardare fintando uno smash, un colpo da far saltare in piedi sulla sedia.

Si pensa ad una possibile svolta psicologica, ma con tre risposte lunghe Tsitsipas si porta sul 2-0. Gli scambi sono quasi sempre equilibrati, ma è sempre Tsitsipas a dare quell’accelerazione in più che manda fuori giri Cuevas. Uno scambio lunghissimo si chiude con un passante del greco che costringe Cuevas, salito a rete, all’errore, è palla break. Due ottimi dritti ribaltano la situazione e portano l’uruguagio al vantaggio, e al secondo chiude il game.

La sensazione è che Cuevas si sta esprimendo su buoni livelli, ma ci vuole di più anche solo per portare a palla break il greco. Al servizio Tsitsipas sembra quasi inattaccabile, e si conquista  il 3-1 con quattro ottime prime. Cuevas resta attaccato alla partita e tiene il servizio senza particolari patemi. Il trend però resta lo stesso, con il greco ingiocabile al servizio e il game che vale il 4-2 vola veloce. È una fase della partita positiva per chi è alla battuta, anche l’uruguagio sembra aver alzato nettamente il livello del servizio, e il parziale di 4-3 ne è la conferma. Comincia però a scricchiolare il servizio di Tsitsipas. Prima un velenoso passante basso e poi un doppio fallo mandano Tsitsipas sullo 0-30, che ricorre al cambio di racchetta. Una stecca di rovescio consegna il break a Cuevas.

Il momento per Tsistipas è pesante, lo testimoniano altri quattro gratuiti che danno un parziale di 10-0 per Cuevas e per la prima volta nella partita il vantaggio sul 5-4. Il tennista ellenico interrompe l’emorragia di punti con un ace. Il momento della partita resta pesante per Tsitsipas, che ha abbassato tantissimo il livello di gioco, cominciando a giocare molto più corto del solito. Il greco ha la palla per chiudere il game, ma la vanifica mandando lungo un attacco a rete. Tsitsipas continua a rifugiarsi nei pressi della rete e Cuevas si conquista la palla set con un passante di rovescio, annullata da un’ottima prima. Una riga baciata appena dal dritto di Cuevas annulla la prima palla game del greco, ma Tsitsipas tiene il servizio con un ace e uno schema servizio-dritto.

Cuevas parte con un doppio fallo ma si porta sul 30-15 con un bellissimo passante che punisce una pessima volée alta di Tsitsipas. La partita è tornata equilibrata e il greco sembra aver preso fiducia. Cuevas però con un bellissimo tocco si porta alla prima palla game, annullata da un bellissimo stop-volley di Tsitsi. Due rovesci gettati a rete del greco valgono però il turno di battuta a Cuevas. Ora Tsitsipas addirittura serve per restare nel set. Il turno di battuta di Tsitsipas segue lo stesso ritmo di quelli prima del momento di crisi, ovvero piuttosto agevoli e con frequenti incursioni a rete. Cuevas però ha ormai capito la tattica dell’avversario e si porta al deuce con un bellissimo passante incrociato di rovescio. Tsitsipas è piuttosto falloso e gioca sempre sul filo dell’errore, perde il primo vantaggio per un dritto sballato e si conquista la seconda palla game con uno smash molto rischioso, per poi poco dopo perderla con un altro dritto sbagliato. Il servizio giunge in aiuto all’ellenico che si porta al tiebreak con una prima ed un ace.

Cuevas subisce subito il mini-break con un’altra bellissima stop-volley, e Tsitsipas tiene rapidamente i suoi due turni di servizio con altri due piacevoli attacchi a rete. Cuevas è spalle al muro. Un doppio fallo manda in disperazione l’uruguagio che si trova sotto 4-0 in nemmeno due minuti. Il greco perde il primo punto al servizio con un classico di giornata, una steccata di rovescio. Ma viene aiutato da Cuevas che sbaglia un dritto molto facile a rete ed impazzisce. L’uruguagio prima scaglia una pallina in tribuna probabilmente centrando uno spettatore, prendendosi il penalty point in quanto secondo warning. Poi dopo chiede il ritiro e l’arbitro lo fa desistere, continuando a litigare con il pubblico. Sul 6-1 la partita sembra finita, ma incredibilmente Tsitsipas regala due punti identici, due dritti scagliati nel corridoio. Va a servire sul 6-3 e manda lungo un altro dritto, dando a Cuevas un insperato 6-4. C’è aria di psicodramma, ma Cuevas aiuta l’avversario con una pessima smorzata che Tsitsipas deve solo spingere di là. È campione di Estoril.

Tsitsipas oltre al trofeo si regala anche il nono posto del ranking mondiale e partirà per Madrid con una valigia piena di fiducia. Pablo Cuevas non esce completamente deluso dalla finale, da domani sarà numero 51 del mondo, con la certezza di essersi lasciato il periodo negativo alle spalle.

Giorgio Di Maio

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Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

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Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

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ATP

Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

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Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

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Thiem contro il fondo di solidarietà: “Non vedo perché dovrei regalare i miei soldi”

“Molti giocatori non danno tutto per il tennis e sono poco professionali”, ha dichiarato Dominic a ‘Kronen Zeitung’

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Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Qui l’articolo originale pubblicato su tennisnet.com

Dominic Thiem si è espresso in merito al progetto di un fondo di solidarietà per i giocatori dal ranking più basso (il Player Relief Fund, su cui stanno lavorando a stretto contatto ATP, WTA, ITF e i quattro tornei dello Slam, ndr). All’austriaco non piace l’idea che vengano stanziati nove milioni di dollari per i professionisti con una classifica compresa tra la posizione n. 250 e 700. “Conosco il circuito Future, ci ho giocato per due anni: ci sono molti giocatori che non danno tutto per il tennis e sono poco professionali. Non vedo perché dovrei regalare loro dei soldi, ha detto Thiem in un’intervista al quotidiano austriaco Kronen Zeitung. “Preferisco fare donazioni alle persone o alle istituzioni che ne hanno veramente bisogno”.

Soltanto lo scorso dicembre ha destato scalpore un match del circuito ITF: un giocatore ucraino ha disputato una partita di qualificazione a Doha senza riuscire a conquistare un solo punto. Nessuno di noi top player ha ricevuto tutto in dono, ce lo siamo dovuti sudare. Nessun lavoro ti dà la garanzia di arrivare a guadagnare tanti soldi un giorno” ha detto Thiem, che poi ha aggiunto: Nessun giocatore deve lottare per la sopravvivenza, neppure quelli con un ranking più basso. Nessuno muore di fame”.

ALLENAMENTO AD ALT-ERLAA – A seguito dell’abrogazione delle misure restrittive per gli sportivi professionisti in Austria, Thiem ha ripreso ad allenarsi nei giorni scorsi sui campi da tennis. Contrariamente agli anni scorsi non si allena più al Centro di allenamento Südstadt a Maria Enzersdorf, bensì ad Alt-Erlaa, nella zona sud-ovest di Vienna.È un bell’impianto. Ci alleniamo sulla terra indoor. Rispetto a Südstadt le cose non sono molto diverse. Mi ci allenerò quando sarò a casa”, ha detto Thiem.

Il padre Wolfgang ha ritirato da Südstadt il suo gruppo di allenamento con Dominic, Dennis Novak e gli altri per lanciare un segnale in seguito alle divergenze con la federtennis austriaca. È stata respinta l’ipotesi che Thiem possa abbandonare la squadra di Davis per via di queste tensioni. “Abbiamo buone chance a Madrid. Ovviamente voglio giocarci assolutamente”, ha aggiunto Thiem con la condizione che entro autunno si torni a giocare regolarmente sul tour. “Non mi faccio coinvolgere in questioni dietro le quinte. Se voglio giocare, gioco”.

Thiem spera in un ritorno sul tour ad agosto e nel frattempo prova a ritrovare un certo ritmo. Secondo le sue parole, inizierà una preparazione più intensa soltanto cinque o sei settimane prima del ritorno in campo.

Traduzione a cura di Andrés Enrique Liss

 

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