Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

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Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

L’altoatesino va ko solo in finale, lanciando messaggi importanti verso le prequali del Foro Italico. Negli USA bene Lorenzi, mentre Pouille la spunta a Bordeaux

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Jannik Sinner - ATP Challenger Ostrava 2019 (foto Felice Calabrò)

OSTRAVA (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

SINNER, CHE SETTIMANA! – Continua l’ascesa di Jannik Sinner che raggiunge un altro risultato veramente importante su una superficie a lui non congeniale come la terra battuta: il classe 2001 ottiene la seconda finale Challenger in carriera, la prima sul rosso, al termine di una settimana dove ha mostrato dei grandi miglioramenti su questa superficie. Al primo turno Jannik ha superato un ostacolo particolarmente duro, l’ungherese Balasz che nella settimana precedente aveva raggiunto i quarti di finale nell’ATP 250 di Budapest, con il punteggio di 6-4 7-6(6) in un match parecchio difficile per Jannik chiuso solo al quinto match point, dopo che aveva sprecato l’occasione di servire per il match sul 6-5 e che nel tie break non aveva chiuso da un vantaggio di 6-2. La sfida di secondo turno contro Koepfer si è rivelata più agevole del previsto: nonostante due turni di battuta concessi e qualche problemino fisico che l’ha indotto a chiedere un trattamento medico per il ginocchio, Jannik ha comandato dall’inizio alla fine chiudendo col punteggio di 6-2 6-3. Negli ottavi di finale Sinner ha trovato un suo coetaneo, il giovane ceco Lehecka: lungo tutto il match si è notata una larga superiorità da parte dell’azzurro, molto più solido rispetto al suo avversario nei momenti decisivi e abile a chiudere col punteggio di 6-4 6-2. 

LA PRIMA CONTRO UN TOP 100 – Il match della svolta è stato quello contro Jiri Vesely, seconda testa di serie del torneo e 93 delle classifiche mondiali: Jannik prima di questo torneo non aveva mai sconfitto un giocatore appartenente ai primi 100, anche se va detto che aveva affrontato solamente Djere appartenente a questa categoria, ma lungo tutto il match ha dato la sensazione di essere in campo per giocare la sua partita, senza pensare troppo allo spessore del suo avversario. In un primo set molto lottato a far la differenza è stato il break conquistato da Sinner nel terzo gioco e mantenuto senza patemi sino alla fine del parziale conquistato per 6-4. Nel secondo set sono cambiate le carte in tavola, Vesely ha provato ad essere molto più aggressivo ed è proprio in questo parziale che Jannik ha espresso il miglior tennis della settimana mostrando grande sagacia tattica e ottime variazioni di ritmo con palle alte lente e cariche, back di rovescio insidiosi e anche qualche bel dropshot che ha colto di sorpresa Vesely in più di un’occasione.

 

 Il nativo di Sesto in Val Pusteria è stato bravo a rimanere concentrato sul secondo set nonostante per due volte si fosse trovato sotto di un break, ha portato il parziale al tie break ed ha approfittato di qualche errore di dritto da parte del tennista ceco per chiudere il match in due parziali. Giunto in semifinale in modo totalmente inaspettato, Sinner ha disputato un altro match assai concreto contro il canadese Steven Diez, distribuendo bene le poche energie rimaste nel serbatoio del giovane altoatesino, condizionato da qualche problemino fisico al ginocchio sinistro e al piede destro. Partito subito forte, 3-0 con doppio break, Sinner ha perso strada facendo uno dei due break di vantaggio ma ha chiuso ugualmente il parziale col punteggio di 6-4. Nel secondo set, dopo aver cancellato due palle break in apertura, Diez ha servito molto meglio e ha sfruttato il calo di Sinner nel decimo gioco per chiudere 6-4 il secondo set. Nel terzo parziale si è alzato il vento ed è diventato difficile per entrambi servire, tant’é che tra il terzo ed il quinto gioco ci son stati 3 break a 0 consecutivi, due in favore del giovane italiano che poi ha strappato nuovamente il servizio a Diez e ha chiuso agilmente il terzo e decisivo parziale con un netto 6-2.

STANCO AL TRAGUARDO – I tre set della semifinale e i problemi fisici mostrati nell’arco della settimana hanno impedito a Jannik di esprimere il suo miglior tennis in finale: contro il giovane Majchrzak, polacco classe 1996 in ascesa, Sinner è sembrato impotente dal primo all’ultimo scambio ed è stato travolto col punteggio di 6-1 6-0, non dando mai l’impressione di poter competere contro un avversario al quale entrava ogni accelerazione. Una settimana da incorniciare comunque per Sinner, che nelle prime uscite su terra battuta a livello challenger era sembrato molto più indietro rispetto al valore mostrato in questa settimana che ha impressionato parecchio, specialmente sotto il punto di vista delle variazioni di gioco, mostrate in particolare contro Vesely. Erano presenti ad Ostrava anche altri italiani: Travaglia dopo la splendida vittoria della settimana precedente a Francavilla ha vinto altri due match prima di arrendersi ad Harris, testa di serie numero uno, mentre buoni segnali sono arrivati anche dal ligure Andrea Basso che ha vinto due match prima di arrendersi in lotta a Dennis Novak.

Finale: K. Majchrzak b. J. Sinner 6-1 6-0

SAVANNAH (terra verde, montepremi 54.160 dollari)

RIPARTE LORENZI – Dopo un inizio di 2019 parecchio deludente, Lorenzi ottiene il primo ottimo risultato della stagione dimostrando ancora una volta di non avere nessuna intenzione di mollare; la trasferta americana su terra nei tre tornei precedenti aveva fatto raccogliere a Paolino poco, in quanto aveva vinto al massimo due incontri mentre a Savannah Lorenzi si è spinto fino all’atto conclusivo del torneo, riavvicinando cosí la top100 del ranking mondiale. Accreditato della seconda testa di serie, il toscano classe 1981 ha avuto un esordio agevole contro Nam Hoang Ly, sconfitto nettamente per 6-3 6-2, prima di avere la meglio al terzo turno sul dominicano Subervi in una dura lotta vinta solamente col punteggio di 6-4 2-6 7-5. Nei quarti di finale ha affrontato lo statunitense Eubanks che sulla terra ha mostrato tutte le sue difficoltà non riuscendo a combinare nulla in risposta mentre Lorenzi è stato abile a strappare tre turni di servizio al suo rivale e a chiudere col punteggio di 6-3 6-3.

In semifinale Lorenzi ha disputato probabilmente il suo miglior match del torneo giocando tre parziali di alto livello contro Sumit Nagal, tennista indiano che sulla terra veloce esprime il suo miglior tennis e che ha commesso nei primi due set un numero davvero ridotto di errori non forzati, costringendo Paolo ad innalzare il livello di gioco nel terzo parziale. Dopo aver tenuto un insidioso primo gioco ai vantaggi Lorenzi ha strappato immediatamente il servizio all’indiano nel game successivo indirizzando il match nei giusti binari: ha servito splendidamente per tutto il terzo set e ha breakkato un’altra volta l’indiano nell’ultimo game chiudendo col punteggio di 6-4 4-6 6-2.

KO SOLO IN FINALE – In finale l’italiano ha affrontato l’argentino Coria, che nel 2018 era stato condizionato dalla squalifica per omessa denuncia di match truccati e non aveva ottenuto risultati di spessore ma che in questa parte centrale del 2019 sta dimostrando una buona continuitá a livello challenger. Lorenzi è partito nervoso, andando subito sotto 4-0 e non è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo neanche nell’arco del match, durante il quale ha spesso contestato le decisioni arbitrali e ha anche chiesto l’intervento del medico a game in corso a metá del secondo parziale, dopo aver perso il primo con lo score di 6-2. Coria, innervosito dal medical time out, è calato di rendimento e dopo aver servito bene per tutto il parziale si è fatto breakkare nel decimo game del secondo set, portando la sfida al terzo set. L’inerzia, a questo punto, sembrava dalla parte dell’esperto tennista toscano che ha iniziato il terzo set servendo bene ma che successivamente si è spento pian piano lasciando l’iniziativa sempre di più all’argentino che ha strappato la battuta nel quinto game del terzo set e poi ha chiuso agevolmente col punteggio di 6-2, conquistando così il primo titolo Challenger della sua lunga carriera.

Finale: F. Coria b. P. Lorenzi 6-2 4-6 6-2

BORDEAUX (terra battuta, montepremi 114.800 euro)

POUILLE LA SPUNTA TRA I BIG FRANCESI – Nel torneo challenger più prestigioso della settimana, che vedeva al via nomi altisonanti come Pouille, Tsonga e Mannarino, a trionfare è stato proprio Lucas Pouille, numero 32 del ranking mondiale che ha deciso di giocare qui a Bordeaux per mettere tante partite nelle gambe in attesa dei Master1000 di Roma e Madrid e dello Slam parigino. Il cammino del transalpino non è stato agevole, all’esordio ha sconfitto Cachin solamente al tie break del terzo set e successivamente ha perso un parziale anche con Robredo e Halys, prima di approdare in semifinale. Le due sfide più semplici per Pouille son state proprio semifinale e finale: la prima, contro Barrere, vinta col punteggio di 6-1 6-3 mentre la finale col giovane svedese Ymer, autore di una gran cavalcata nella quale ha sconfitto anche Mannarino, non a suo agio su terra, è stata vinta da Pouille con lo score di 6-3 6-3. Gianluca Mager si é spinto sino ai quarti di finale, dove ha sprecato cinque set point nel secondo parziale contro Barrere finendo per perdere col punteggio di 6-1 7-6, mentre Bega ha raggiunto gli ottavi perdendo proprio da Mager. Deludente la prova di Tsonga sconfitto a sorpresa nei quarti di finale in due set da Horansky.

Finale: L. Pouille b. E. Ymer 6-3 6-3

PUERTO VALLARTA (cemento outdoor, montepremi 135.400 dollari)

LA SECONDA DI OFNER – Sebastian Ofner si aggiudica in Messico il suo secondo titolo Challenger della carriera al termine di una settimana nella quale ha concesso solamente due set in cinque partite. Uno dei due parziali persi dall’austriaco, che sembra tornato su ottimi livelli, è stato nel match di esordio nel quale ha dovuto rimontare un set all’atipico mancino francese Millot, vincendo col punteggio di 6-7 6-1 6-3. Dopo questo match d’esordio ci son state tre vittorie facili su avversari sulla carta ostici come Quiroz, Miedler e Basic, ai quali Ofner ha concesso un totale di 15 games in tre partite. Giunto facilmente alla finale, questa è stata la partita più lottata e rocambolesca del torneo contro l’australiano John Patrick Smith, mancino che ama giocare il serve and volley e variare molto con back e chop. Il primo parziale è stato molto lottato e dopo un break per parte si è giunti al tie break. Ofner, sempre avanti, ha sprecato due set point sul 6-4 e ne ha dovuti poi fronteggiare due, prima di chiudere col punteggio di 10-8.

La reazione di Smith però c’è stata nel secondo parziale dove, dopo un avvio complicato nel quale ha dovuto fronteggiare delle palle break, ha strappato il servizio ad Ofner nel quarto game e ha mantenuto i restanti turni di battuta chiudendo col punteggio di 6-3 il secondo parziale. Il problema dell’australiano nel terzo parziale è stato il clamoroso crollo di rendimento del servizio: nel secondo gioco s’é salvato, annullando ben sette palle break, peró questa volta è stato lui a cedere il servizio nel quarto game del set la battuta e Ofner da quel momento in poi ha servito egregiamente non concedendo alcuna chance di rientrare all’australiano, chiudendo col punteggio di 7-6 3-6 6-3.

Finale: S. Ofner b. J.P. Smith 7-6(8) 3-6 6-3

SEOUL (cemento outdoor, montepremi 108.320 dollari)

FATTORE CAMPO PER SOON – In un torneo condizionato dal forfait a tabellone compilato della prima testa di serie Jordan Thompson, a trionfare è stato il coreano Soon Woo Kwon che si è aggiudicato il secondo challenger in carriera, entrambi conquistati negli ultimi due mesi. Dopo un esordio agevole contro Shintaro Imai, la vittoria di maggior prestigio è arrivata agli ottavi contro Donskoy, regolato in due parziali lottati. Successivamente Kwon ha sconfitto il giapponese Uchiyama e il classe ‘98 di Taipei Tung Lin Wu, arrivando così all’atto conclusivo dove ad attenderlo c’era l’australiano Purcell, che è in Asia da inizio febbraio ma che prima di questo torneo non si era mai spinto oltre i quarti di finale. La partita è stata molto lottata, Purcell in entrambi i parziali si è trovato avanti di un break ma ha mostrato un atteggiamento troppo remissivo e attendista nel momento di chiuderli, perdendoli entrambi col punteggio di 7-5.

Finale: S. W. Kwon b. M. Purcell 7-5 7-5

QUESTA SETTIMANA – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Roma nella settimana che precede gli Internazionali BNL d’Italia. Gli altri quattro tornei in giro per il mondo sono a Busan, Braga, Aix En Provence e Shymkent.

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

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Gli italiani non si ripetono al Challenger di Forlì

Nardi, Gigante e Potenza si fermano prematuramente, ricordando a noi tutti che in fin dei conti sono ragazzi

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Matteo Gigante al Challenger di Forlì 2022 (Foto Gentilmente Concessa dall'Ufficio Stampa del Torneo)

Non si fa in tempo a parlare bene dei giovani giocatori italiani che loro ti riportano subito sulla terra, ricordandoci che, in fin dei conti, sono ragazzi. È soprattutto il caso, veramente eclatante, di Luca Nardi che solo domenica scorsa alzava il trofeo e in questo secondo torneo romagnolo è uscito al secondo turno, andando a stringere la mano all’inglese Jack Draper (N.262 ATP che molti ricorderanno per la vittoria contro Sinner al primo turno del Queen’s 2021) dopo aver vinto un solo game. Non ci stupiamo perché siamo convinti che parlando di un diciottenne la cosa sia assolutamente normale, soprattutto nel caso di Luca che, per tipologia di gioco e attitudine mentale, avrà molto probabilmente una carriera, che prevediamo brillante, caratterizzata da molti up and down.

Per non parlare del suo amico Matteo Gigante che contro la testa di serie N.1, il trentunenne canadese Vasek Pospisil (N.134 ATP, ma N.25 nel 2014) fa match pari per tutto il primo set, non concedendo nemmeno una palla break (ma neanche ottenendone) e arrivando ad un tie-break che rischia di vincere. Non riesce però a sfruttare un set point che avrebbe potuto dare un altro volto all’incontro, al contrario di Pospisil che chiude alla terza occasione utile. Nel secondo parziale l’azzurro parte forte e strappa subito il servizio al canadese, ma è purtroppo un fuoco di paglia perché Pospisil pareggia in fretta i conti e all’ottavo game opera lo strappo decisivo. Per Matteo, mancino dal talento cristallino, vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per Nardi. Il ventenne romano deve solo convincersi fino in fondo delle proprie potenzialità, almeno quanto ne sono convinti i suoi numerosi estimatori che non possono fare a meno di guardare ammirati quella pallina che esce veloce e precisa dal suo piatto corde.

C’è poi Luca Potenza che la scorsa settimana aveva fatto quarti di finale e questa volta è stato vittima al primo turno dell’ungherese Zsombor Piros (N.277 ATP) che l’ha fermato 6-3 6-4. Il ventiduenne magiaro è uno forte, che si sta mettendo in luce con alcune prestigiose vittorie come quella con Alcaraz al Future di Antalya nel 2020, o con John Millman e Marin Cilic in Coppa Davis nel 2021. Ma, al di là della forza dell’avversario, il tennista siciliano ci aveva confidato, il giorno prima di scendere in campo, che durante le feste aveva accusato problemi di salute che gli avevano impedito di allenarsi, tanto da aver perso tre chili di massa muscolare. Così era venuto qui a Forlì solo perché gli avevano dato un paio di wild card, ma ora sospenderà l’attività agonistica per prepararsi come si deve per una stagione che per lui sarà cruciale.

 

Discorso a parte quello che riguarda Stefano Napolitano, in gara con una wild card, che perde ancora una volta al primo turno, questa volta contro lo statunitense Alexander Ritschard (N.276 ATP), al termine di una partita molto combattuta che si chiude col punteggio di 7-6(5) 7-5. L’azzurro è in evidente deficit di fiducia e dopo il rientro dall’operazione al gomito (febbraio 2020) non riesce a ritrovare confidenza con la partita. Dal suo entourage ci dicono che si allena bene e che ha sensazioni molto positive ma poi in gara gli manca l’abitudine e non riesce a trasformare in punti una superiorità tecnica che spesso appare evidente. 

Francesco Forti perde 7-6(6) 6-7(4) 6-3 contro il francese Antoine Escoffier (N.314 ATP), inanellando la tredicesima sconfitta nelle ultime 15 partite. Non sappiamo cosa stia succedendo al tennista cesenate, ma il momento di difficoltà è evidente.

A parte gli italiani, ci piace segnalare il bel risultato di Evan Furness (N.289 ATP) che, dopo una lunga gavetta nel circuito Future (8 vittorie), sta finalmente cominciando a raccogliere qualche buon risultato al piano di sopra. Il ventitreenne di Pontivy, paesino di 14.000 abitanti in Bretagna, gioca molto bene, pur senza avere alcun colpo definitivo. In ogni caso è la quarta volta da giugno che raggiunge i quarti.

Si gioca anche in Brasile, a Blumenau (Challenger 50, terra battuta), città di 360.000 abitanti nello Stato di Santa Catarina. Il torneo, in realtà di livello non eccelso, si sta allineando ai quarti di finale con due delle prime quattro teste di serie (Orlando Luz e Gonzalo Lama) già eliminate. Fernando Verdasco (N.170 ATP) è il primo favorito del seeding e sinceramente, età permettendo, non vediamo come possa perdere.

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Luca Nardi vince a Forlì il suo primo Challenger

Il diciottenne pesarese batte nettamente l’indiano Sasikumar e si aggiudica il Challenger 50 romagnolo, mentre a Bendigo Hugo Grenier si fa ispirare da Djokovic

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Luca Nardi alza in terra romagnola il suo primo trofeo Challenger, battendo nettamente (6-3 6-1) il ventiquattrenne indiano Mukund Sasikumar (N.414 ATP) che, partito dalle qualificazioni, mai avrebbe immaginato di poter arrivare all’atto finale del torneo. Peccato per lui che la partita con Nardi sia stata un vero monologo dell’azzurro, che parte a razzo e già nel terzo game gli strappa il servizio a zero, dando il via alla fuga che lo porterà al traguardo in poco più di un’ora. Sasikumar non ha chiaramente le armi per contrastare un avversario che oggi gioca sul velluto, limitando al minimo i cali di tensione e quei momenti di nobiliare indolenza che talvolta appesantiscono il suo gioco. Luca, che stabilisce il nuovo best ranking al N.306 ATP, si conferma uno dei diciottenni più forti al mondo. Davanti a lui ci sono infatti solo gli inarrivabili Carlos Alcaraz e Holger Rune, e allora la fantasia galoppa, sognando traguardi ambiziosi già per questo 2022. Intanto è inevitabile considerarlo tra i favoriti nei prossimi due Challenger in programma sempre qui a Forlì.

Fuori nei quarti invece Luca Potenza, che perde 7-5 6-3 contro Cedrik-Marcel Stebe (N.227 ATP ma al N.71 nel 2012), pur dimostrando in maniera definitiva di potersela giocare a questi livelli. Contro l’esperto tedesco l’ha tradito quel pizzico d’inesperienza che l’ha portato a commettere qualche errore di troppo nei passaggi decisivi del match. Il nuovo best ranking alla posizione N.514 è comunque per lui un buon premio di consolazione. Non possiamo poi dimenticare la vittoria nel torneo di doppio di Marco Bortolotti che, in coppia con l’indiano Arjun Kadhe, ha avuto la meglio su Geerts/Ritschard col punteggio di 7-6(5) 6-2. Con questo successo il quasi trentunenne emiliano centra in un colpo solo la terza vittoria Challenger (Barletta e Napoli 2 gli altri) e il nuovo best ranking di doppio alla posizione N.187 ATP.

Piccola delusione al Challenger 80 di Bendigo (cemento outdoor) per chi aveva già pregustato una finale tutta italiana. Nel bellissimo impianto del Fosterville Gold Tennis Centre, a rompere le uova nel paniere sono stati il francese Enzo Couacaud (N.179 ATP e decima testa di serie), che ha battuto 6-1 6-7(6) 6-4 Franco Agamenone, e lo statunitense Ernesto Escobedo (N.164 ATP e ottavo favorito del seeding), che ha prevalso 6-3 6-1 su Salvatore Caruso. Il ventottenne italo-argentino ha lottato duramente per oltre due ore, è stato bravo ad annullare un match point nel tie-break del secondo set ed ha mantenuto l’incontro su un piano di perfetta parità nel parziale decisivo, fino al decimo gioco in cui la prima palla break gli è stata fatale. Del resto si sapeva come il ventisettenne giocatore originario delle Mauritius fosse avversario ostico e quindi Agamenone ha poco da rimproverarsi, anzi si presenta alle qualificazioni del prossimo Australian Open con motivato ottimismo e col nuovo best ranking alla posizione N.190 ATP. Più difficile capire invece a che punto del proprio cammino si trovi Caruso che, dopo un percorso agevolato da bye e ritiri vari, ha perso in maniera sorprendentemente netta contro Escobedo, con cui pure vantava nei precedenti un incoraggiante 3-1. Anche per lui l’appuntamento è per le imminenti qualificazioni dell’Australian Open.

 

Eliminati gli italiani, la vittoria è andata a Escobedo che in finale ha battuto in rimonta Couacaud 5-7 6-3 7-5 al termine di un match molto combattuto e durato più di due ore e mezza. La quarta vittoria in carriera (Lexington, Monterrey e Granby i precedenti) permette al californiano di origini messicane di risalire al N.141 ATP, ben lontano comunque da quella posizione N.67 che raggiunse nel 2017. C’è stato poi il triste fuoriprogramma offerto dal francese Hugo Grenier che, nell’incontro dei quarti contro Caruso, sotto 3-0 nel terzo set, chiedeva l’intervento del fisioterapista per un problema alla gamba destra. Il giudice di sedia Timo Janzen invitava allora il giocatore ad indossare la mascherina, sentendosi però rispondere: “Non mi interessa, tanto ho il Covid“. Alla fine, con malcelata insofferenza, l’ha indossata, anche se dopo il trattamento ha giocato solo un altro game prima di ritirarsi. A futuri tamponi stabilire se Grenier sia sceso in campo da positivo o abbia solo avuto un colpo di matto. Evidentemente il pessimo esempio di Djokovic sta facendo scuola, con toni che questa volta si declinano sul farsesco.

Nell’altro Challenger 80 australiano di Traralgon (cemento outdoor), tornato in calendario dopo due anni di sospensione causa pandemia, vittoria finale per Tomas Machac (tds N.4) che, una volta eliminati i primi due favoriti Gilles Simon e Jiri Lehecka, non ha potuto esimersi dal passare alla cassa a riscuotere i dividendi dovuti al suo grande talento. In finale lo statunitense Bjorn Fratangelo ha fatto il possibile ma non è riuscito ad andare oltre un’onorevole difesa. Il ventunenne ceco, con il punteggio di 7-6(2) 6-3, si porta a casa il suo terzo Challenger (Koblenz 2020 e Nur-Sultan 2021 i precedenti) e migliora ancora il best ranking alla posizione N.130, un altro piccolo passo verso quella Top 100 che siamo convinti raggiungerà in breve tempo.

Al Challenger 50 di Buenos Aires finale in tono minore che l’argentino Santiago Taverna (N.2 del seeding) si aggiudica 6-4 6-2 contro il connazionale Facundo Diaz Acosta. Per lui prima vittoria in carriera a livello Challenger e nuovo best ranking al N.266 ATP

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Gli azzurri aprono alla grande la nuova stagione Challenger

Sono quattro gli italiani che accedono ai quarti di finale: Potenza e Nardi a Forlì, Agamenone e Caruso a Bendigo

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Salvatore Caruso - ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Quest’anno la sosta invernale è stata veramente brevissima, un paio di settimane e poi tutti in pista per il nuovo carosello, per la quarantacinquesima volta da quando è stato istituito il circuito cadetto, la quattordicesima da quando ha preso il nome di ATP Challenger Tour. Si nota qualche piccolo aggiustamento regolamentare, come le qualificazioni a 24 giocatori e non più a 16, nonché un piccolo adeguamento verso l’alto nell’assegnazione dei punti ATP. Per carità, niente di veramente rilevante, al contrario di quanto accade nel circuito ITF dove invece l’aumento dei punti è, in proporzione, più consistente (più 33% per il vincitore di un 15.000 dollari e più 20% in un 25.000 dollari).

Al Challenger 50 di Forlì (cemento indoor) ben 16 gli italiani tra tabellone principale e qualificazioni. A brillare sono Luca Potenza e Luca Nardi che iniziano l’anno alla grande centrando i quarti di finale. La sorpresa è il ventunenne siciliano che ottiene il miglior risultato della sua giovane carriera, sfruttando al meglio la wild card e battendo nell’ordine 5-7 6-4 7-6(8) Alexander Ritschard (N.276 ATP e quinta testa di serie) e 7-5 6-4 il cinese Zhizhen Zhang (N.321 ATP). Sono stati due incontri molto combattuti, a tratti drammatici, in cui Luca ha anche annullato due match point nel tie-break decisivo contro lo statunitense. Il quarto di finale contro l’esperto tedesco Cedrik-Marcel Stebe (N.227 ATP) è molto duro ma non impossibile per un giocatore che, dopo una lunga gavetta, sembra essersi meritato il suo posto a tavola nel circuito cadetto.

Un posto che spetta per diritto di talento all’altro Luca, il diciottenne Nardi che qui a Forlì sembra trovarsi a proprio agio, visto che già in dicembre aveva raggiunto la semifinale. E nel primo dei cinque tornei romagnoli riprende proprio da dove aveva lasciato, iniziando l’anno con due belle vittorie contro avversari non banali come il monegasco Lucas Catarina (3-6 6-3 6-2) e il francese Evan Furness (6-7 6-4 6-1). Il prossimo turno contro lo statunitense Christian Harrison (N.256 ATP) non è impossibile.

 

Fuori al primo turno Stefano Napolitano, che sta cercando per l’ennesima volta di rientrare alle competizioni dopo l’infortunio. L’azzurro ha dato buoni segnali, pur denunciando una certa desuetudine agonistica, come ha dimostrato nei passaggi delicati del match perso col cinese Zhang. Fuori subito anche Matteo Viola che perde nettamente 6-4 6-2 contro Michael Vrbensky (N.372 ATP) e la wild card Lorenzo Angelini che fa il possibile contro il forte ventunenne britannico Aidan McHugh (N.340 ATP), riuscendo a mantenere a lungo l’equilibrio nel primo set fino a quando sul 4-4 perde il servizio e il set. A questo punto Lorenzo si ricorda di avere solo 15 anni e cede di schianto, forse già soddisfatto di quanto dimostrato nella prima parte di partita. Eliminato al primo turno anche il cesenate Francesco Forti che perde 7-6(3) 6-3 contro il qualificato indiano Makund Sasikumar (N.414 ATP).

Non superano le qualificazioni Marco Miceli (N.763 ATP), il ventenne Mattia Bellucci (qui la nostra intervista con lui e il fondatore del circolo dove si allena) e il coetaneo Matteo Gigante, che contro il franco-marocchino Benchetrit ha mostrato quell’atteggiamento un po’ così delle giornate in cui la luna giusta non lo assiste. Breve il percorso anche per Francesco Vilardo, Marco Bortolotti, Davide Galoppini, Alexander Weis e i giovanissimi Cesare Carpano, Filippo Caporali e Pietro Buscaglione, che ringraziano per la wild card ma si dimostrano ancora troppo teneri per questo livello.

Affollatissimi i due Challenger 80 australiani (cemento outdoor) di Bendigo e Traralgon, che offrono un tabellone a 64 giocatori proprio per permettere un buon allenamento agonistico in vista degli imminenti AO. A noi italiani interessava in particolare quello di Bendigo, città di 76.000 abitanti situata nello stato di Victoria a 131 km da Melbourne, che vedeva in tabellone ben sette azzurri. Bravi Franco Agamenone e Salvatore Caruso a raggiungere i quarti. L’italo-argentino riprendendo esattamente da dove aveva lasciato e cioè vincendo: per lui tre vittorie nette, senza perdere un set, in attesa di affrontare nel prossimo turno un avversario ostico come il kazako Dmitry Popko (N.180 ATP) che forse parte leggermente favorito, anche se l’azzurro, negli ultimi mesi, ci ha abituati a ben altre sorprese. Nel frattempo ha stabilito il suo ennesimo best ranking al N.197 ATP. Percorso agevolato per Caruso che, dopo il bye al primo turno, è sceso in campo solo contro Alexandre Muller (2-6 6-2 6-1) perché negli ottavi ha usufruito del forfait di Gastao Elias. Nei quarti lo aspetta il francese Hugo Grenier (N.150 ATP) in una sfida che si prospetta molto equilibrata. Fuori agli ottavi Flavio Cobolli, battuto 6-3 7-5 da Popko, e Thomas Fabbiano, che viene fermato 7-5 3-6 6-4 da Enzo Couacaud (N.179 ATP). Eliminati al primo turno Jimbo Moroni, Filippo Baldi e Lorenzo Giustino.

Nessun italiano in tabellone nell’altro Challenger Down Under in svolgimento a Traralgon, cittadina di 25.000 abitanti sempre nello stato di Vittoria, a 164 km da Melbourne, che vede grandi favoriti Gilles Simon e Jiri Lehecka, le prime due teste di serie.

L’attività è infine ripresa anche in Sud America, col Challenger 50 di Buenos Aires (terra battuta) dove per l’Italia era presente il solo Luciano Darderi, che purtroppo si è fatto sorprendere nel primo turno 6-4 7-6(3) dal qualificato brasiliano Jose Pereira (N.648 ATP). Un esordio amaro per l’italo-argentino in quella che dovrebbe essere, negli auspici di tutti, la stagione della sua consacrazione.

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