Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

Challenger

Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

L’altoatesino va ko solo in finale, lanciando messaggi importanti verso le prequali del Foro Italico. Negli USA bene Lorenzi, mentre Pouille la spunta a Bordeaux

Pubblicato

il

Jannik Sinner - ATP Challenger Ostrava 2019 (foto Felice Calabrò)
 
 

OSTRAVA (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

SINNER, CHE SETTIMANA! – Continua l’ascesa di Jannik Sinner che raggiunge un altro risultato veramente importante su una superficie a lui non congeniale come la terra battuta: il classe 2001 ottiene la seconda finale Challenger in carriera, la prima sul rosso, al termine di una settimana dove ha mostrato dei grandi miglioramenti su questa superficie. Al primo turno Jannik ha superato un ostacolo particolarmente duro, l’ungherese Balasz che nella settimana precedente aveva raggiunto i quarti di finale nell’ATP 250 di Budapest, con il punteggio di 6-4 7-6(6) in un match parecchio difficile per Jannik chiuso solo al quinto match point, dopo che aveva sprecato l’occasione di servire per il match sul 6-5 e che nel tie break non aveva chiuso da un vantaggio di 6-2. La sfida di secondo turno contro Koepfer si è rivelata più agevole del previsto: nonostante due turni di battuta concessi e qualche problemino fisico che l’ha indotto a chiedere un trattamento medico per il ginocchio, Jannik ha comandato dall’inizio alla fine chiudendo col punteggio di 6-2 6-3. Negli ottavi di finale Sinner ha trovato un suo coetaneo, il giovane ceco Lehecka: lungo tutto il match si è notata una larga superiorità da parte dell’azzurro, molto più solido rispetto al suo avversario nei momenti decisivi e abile a chiudere col punteggio di 6-4 6-2. 

LA PRIMA CONTRO UN TOP 100 – Il match della svolta è stato quello contro Jiri Vesely, seconda testa di serie del torneo e 93 delle classifiche mondiali: Jannik prima di questo torneo non aveva mai sconfitto un giocatore appartenente ai primi 100, anche se va detto che aveva affrontato solamente Djere appartenente a questa categoria, ma lungo tutto il match ha dato la sensazione di essere in campo per giocare la sua partita, senza pensare troppo allo spessore del suo avversario. In un primo set molto lottato a far la differenza è stato il break conquistato da Sinner nel terzo gioco e mantenuto senza patemi sino alla fine del parziale conquistato per 6-4. Nel secondo set sono cambiate le carte in tavola, Vesely ha provato ad essere molto più aggressivo ed è proprio in questo parziale che Jannik ha espresso il miglior tennis della settimana mostrando grande sagacia tattica e ottime variazioni di ritmo con palle alte lente e cariche, back di rovescio insidiosi e anche qualche bel dropshot che ha colto di sorpresa Vesely in più di un’occasione.

 

 Il nativo di Sesto in Val Pusteria è stato bravo a rimanere concentrato sul secondo set nonostante per due volte si fosse trovato sotto di un break, ha portato il parziale al tie break ed ha approfittato di qualche errore di dritto da parte del tennista ceco per chiudere il match in due parziali. Giunto in semifinale in modo totalmente inaspettato, Sinner ha disputato un altro match assai concreto contro il canadese Steven Diez, distribuendo bene le poche energie rimaste nel serbatoio del giovane altoatesino, condizionato da qualche problemino fisico al ginocchio sinistro e al piede destro. Partito subito forte, 3-0 con doppio break, Sinner ha perso strada facendo uno dei due break di vantaggio ma ha chiuso ugualmente il parziale col punteggio di 6-4. Nel secondo set, dopo aver cancellato due palle break in apertura, Diez ha servito molto meglio e ha sfruttato il calo di Sinner nel decimo gioco per chiudere 6-4 il secondo set. Nel terzo parziale si è alzato il vento ed è diventato difficile per entrambi servire, tant’é che tra il terzo ed il quinto gioco ci son stati 3 break a 0 consecutivi, due in favore del giovane italiano che poi ha strappato nuovamente il servizio a Diez e ha chiuso agilmente il terzo e decisivo parziale con un netto 6-2.

STANCO AL TRAGUARDO – I tre set della semifinale e i problemi fisici mostrati nell’arco della settimana hanno impedito a Jannik di esprimere il suo miglior tennis in finale: contro il giovane Majchrzak, polacco classe 1996 in ascesa, Sinner è sembrato impotente dal primo all’ultimo scambio ed è stato travolto col punteggio di 6-1 6-0, non dando mai l’impressione di poter competere contro un avversario al quale entrava ogni accelerazione. Una settimana da incorniciare comunque per Sinner, che nelle prime uscite su terra battuta a livello challenger era sembrato molto più indietro rispetto al valore mostrato in questa settimana che ha impressionato parecchio, specialmente sotto il punto di vista delle variazioni di gioco, mostrate in particolare contro Vesely. Erano presenti ad Ostrava anche altri italiani: Travaglia dopo la splendida vittoria della settimana precedente a Francavilla ha vinto altri due match prima di arrendersi ad Harris, testa di serie numero uno, mentre buoni segnali sono arrivati anche dal ligure Andrea Basso che ha vinto due match prima di arrendersi in lotta a Dennis Novak.

Finale: K. Majchrzak b. J. Sinner 6-1 6-0

SAVANNAH (terra verde, montepremi 54.160 dollari)

RIPARTE LORENZI – Dopo un inizio di 2019 parecchio deludente, Lorenzi ottiene il primo ottimo risultato della stagione dimostrando ancora una volta di non avere nessuna intenzione di mollare; la trasferta americana su terra nei tre tornei precedenti aveva fatto raccogliere a Paolino poco, in quanto aveva vinto al massimo due incontri mentre a Savannah Lorenzi si è spinto fino all’atto conclusivo del torneo, riavvicinando cosí la top100 del ranking mondiale. Accreditato della seconda testa di serie, il toscano classe 1981 ha avuto un esordio agevole contro Nam Hoang Ly, sconfitto nettamente per 6-3 6-2, prima di avere la meglio al terzo turno sul dominicano Subervi in una dura lotta vinta solamente col punteggio di 6-4 2-6 7-5. Nei quarti di finale ha affrontato lo statunitense Eubanks che sulla terra ha mostrato tutte le sue difficoltà non riuscendo a combinare nulla in risposta mentre Lorenzi è stato abile a strappare tre turni di servizio al suo rivale e a chiudere col punteggio di 6-3 6-3.

In semifinale Lorenzi ha disputato probabilmente il suo miglior match del torneo giocando tre parziali di alto livello contro Sumit Nagal, tennista indiano che sulla terra veloce esprime il suo miglior tennis e che ha commesso nei primi due set un numero davvero ridotto di errori non forzati, costringendo Paolo ad innalzare il livello di gioco nel terzo parziale. Dopo aver tenuto un insidioso primo gioco ai vantaggi Lorenzi ha strappato immediatamente il servizio all’indiano nel game successivo indirizzando il match nei giusti binari: ha servito splendidamente per tutto il terzo set e ha breakkato un’altra volta l’indiano nell’ultimo game chiudendo col punteggio di 6-4 4-6 6-2.

KO SOLO IN FINALE – In finale l’italiano ha affrontato l’argentino Coria, che nel 2018 era stato condizionato dalla squalifica per omessa denuncia di match truccati e non aveva ottenuto risultati di spessore ma che in questa parte centrale del 2019 sta dimostrando una buona continuitá a livello challenger. Lorenzi è partito nervoso, andando subito sotto 4-0 e non è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo neanche nell’arco del match, durante il quale ha spesso contestato le decisioni arbitrali e ha anche chiesto l’intervento del medico a game in corso a metá del secondo parziale, dopo aver perso il primo con lo score di 6-2. Coria, innervosito dal medical time out, è calato di rendimento e dopo aver servito bene per tutto il parziale si è fatto breakkare nel decimo game del secondo set, portando la sfida al terzo set. L’inerzia, a questo punto, sembrava dalla parte dell’esperto tennista toscano che ha iniziato il terzo set servendo bene ma che successivamente si è spento pian piano lasciando l’iniziativa sempre di più all’argentino che ha strappato la battuta nel quinto game del terzo set e poi ha chiuso agevolmente col punteggio di 6-2, conquistando così il primo titolo Challenger della sua lunga carriera.

Finale: F. Coria b. P. Lorenzi 6-2 4-6 6-2

BORDEAUX (terra battuta, montepremi 114.800 euro)

POUILLE LA SPUNTA TRA I BIG FRANCESI – Nel torneo challenger più prestigioso della settimana, che vedeva al via nomi altisonanti come Pouille, Tsonga e Mannarino, a trionfare è stato proprio Lucas Pouille, numero 32 del ranking mondiale che ha deciso di giocare qui a Bordeaux per mettere tante partite nelle gambe in attesa dei Master1000 di Roma e Madrid e dello Slam parigino. Il cammino del transalpino non è stato agevole, all’esordio ha sconfitto Cachin solamente al tie break del terzo set e successivamente ha perso un parziale anche con Robredo e Halys, prima di approdare in semifinale. Le due sfide più semplici per Pouille son state proprio semifinale e finale: la prima, contro Barrere, vinta col punteggio di 6-1 6-3 mentre la finale col giovane svedese Ymer, autore di una gran cavalcata nella quale ha sconfitto anche Mannarino, non a suo agio su terra, è stata vinta da Pouille con lo score di 6-3 6-3. Gianluca Mager si é spinto sino ai quarti di finale, dove ha sprecato cinque set point nel secondo parziale contro Barrere finendo per perdere col punteggio di 6-1 7-6, mentre Bega ha raggiunto gli ottavi perdendo proprio da Mager. Deludente la prova di Tsonga sconfitto a sorpresa nei quarti di finale in due set da Horansky.

Finale: L. Pouille b. E. Ymer 6-3 6-3

PUERTO VALLARTA (cemento outdoor, montepremi 135.400 dollari)

LA SECONDA DI OFNER – Sebastian Ofner si aggiudica in Messico il suo secondo titolo Challenger della carriera al termine di una settimana nella quale ha concesso solamente due set in cinque partite. Uno dei due parziali persi dall’austriaco, che sembra tornato su ottimi livelli, è stato nel match di esordio nel quale ha dovuto rimontare un set all’atipico mancino francese Millot, vincendo col punteggio di 6-7 6-1 6-3. Dopo questo match d’esordio ci son state tre vittorie facili su avversari sulla carta ostici come Quiroz, Miedler e Basic, ai quali Ofner ha concesso un totale di 15 games in tre partite. Giunto facilmente alla finale, questa è stata la partita più lottata e rocambolesca del torneo contro l’australiano John Patrick Smith, mancino che ama giocare il serve and volley e variare molto con back e chop. Il primo parziale è stato molto lottato e dopo un break per parte si è giunti al tie break. Ofner, sempre avanti, ha sprecato due set point sul 6-4 e ne ha dovuti poi fronteggiare due, prima di chiudere col punteggio di 10-8.

La reazione di Smith però c’è stata nel secondo parziale dove, dopo un avvio complicato nel quale ha dovuto fronteggiare delle palle break, ha strappato il servizio ad Ofner nel quarto game e ha mantenuto i restanti turni di battuta chiudendo col punteggio di 6-3 il secondo parziale. Il problema dell’australiano nel terzo parziale è stato il clamoroso crollo di rendimento del servizio: nel secondo gioco s’é salvato, annullando ben sette palle break, peró questa volta è stato lui a cedere il servizio nel quarto game del set la battuta e Ofner da quel momento in poi ha servito egregiamente non concedendo alcuna chance di rientrare all’australiano, chiudendo col punteggio di 7-6 3-6 6-3.

Finale: S. Ofner b. J.P. Smith 7-6(8) 3-6 6-3

SEOUL (cemento outdoor, montepremi 108.320 dollari)

FATTORE CAMPO PER SOON – In un torneo condizionato dal forfait a tabellone compilato della prima testa di serie Jordan Thompson, a trionfare è stato il coreano Soon Woo Kwon che si è aggiudicato il secondo challenger in carriera, entrambi conquistati negli ultimi due mesi. Dopo un esordio agevole contro Shintaro Imai, la vittoria di maggior prestigio è arrivata agli ottavi contro Donskoy, regolato in due parziali lottati. Successivamente Kwon ha sconfitto il giapponese Uchiyama e il classe ‘98 di Taipei Tung Lin Wu, arrivando così all’atto conclusivo dove ad attenderlo c’era l’australiano Purcell, che è in Asia da inizio febbraio ma che prima di questo torneo non si era mai spinto oltre i quarti di finale. La partita è stata molto lottata, Purcell in entrambi i parziali si è trovato avanti di un break ma ha mostrato un atteggiamento troppo remissivo e attendista nel momento di chiuderli, perdendoli entrambi col punteggio di 7-5.

Finale: S. W. Kwon b. M. Purcell 7-5 7-5

QUESTA SETTIMANA – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Roma nella settimana che precede gli Internazionali BNL d’Italia. Gli altri quattro tornei in giro per il mondo sono a Busan, Braga, Aix En Provence e Shymkent.

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

Continua a leggere
Commenti

Challenger

Challenger Cordenons: Andrea Vavassori frenato dalla pioggia, a vincere è Zhang

Il tennista torinese, dopo la vittoria in doppio, perde una finale dove purtroppo la sfortuna ha avuto un ruolo fondamentale. La Cina domina anche a Lexington con Juncheng Shang

Pubblicato

il

Zhang Zhizheng - Cordenons 2022
Zhang Zhizheng - Cordenons 2022 (Facebook)

Al Challenger di Cordenons c’è stato un protagonista tanto bravo quanto sfortunato: Andrea Vavassori. Il 27enne tennista torinese dopo un sabato da leone in cui ha prima regolato Nicolas Moreno De Alboran (n.374 ATP) col punteggio di 6-7(5) 6-1 6-4, e poi è tornato in campo, ‘dopo una ragionevole sosta’, come recitano in questi casi i programmi ufficiali, per vincere il titolo di doppio. In coppia col ritrovato Dustin Brown ha battuto i serbi Ivan e Matej Sabanov (teste di serie n.1) col punteggio di 6-4 7-5. Per Andrea è stato il 12esimo trofeo Challenger accompagnato dal nuovo best ranking di doppio alla posizione n.63 ATP. Una notte di relax e poi tutti i pensieri sono andati a Zhizheng Zhang che lo aspettava per la finale. Match che si prospettava non facile perché il 25enne cinese (n.197 ATP) è un tipo tosto, uno che non attira su di sé i riflettori ma, quatto quatto, alle fasi finali dei tornei lui ci arriva spesso. L’azzurro parte fortissimo e già nel terzo game ottiene un break a zero. Sul 4-2 Andrea conquista il secondo break con un bel passante di rovescio, per poi chiudere al primo set point. Non c’è niente da fare, in questo momento se Andrea è in giornata non ce n’è proprio per nessuno. Lui gioca in una sorta di trance agonistica e gli avversari spesso non sono pronti a controbattere i suoi schemi del tutto inusuali nel tennis omologato dei giorni nostri (‘Il panda del serve and volley’ l’ha chiamato un mio illustre collega). In altre parole non è facile alzare lo sguardo e ritrovarsi sempre aggrappato a rete questo ragazzone di 191 cm che dà del tu alla palla e non ne vuole sapere di scambi prolungati. Il discorso sembra già se non chiuso perlomeno ben avviato, senonché a questo punto ci mette lo zampino la sfortuna, sotto le sembianze di un violento scroscio di pioggia che rimanda tutti negli spogliatoi per oltre un’ora.

Giusto il tempo per raffreddarsi e farsi scivolare di mano l’inerzia della partita. Infatti alla ripresa del gioco le cose sono cambiate: Andrea appare meno incisivo al servizio, più falloso e dunque meno sicuro nell’applicazione dei propri schemi. Soprattutto colpa della pioggia che ha appesantito il campo e ha cambiato gli equilibri, come ci ha detto lo stesso Vavassori al termine del match. E’ lesto ad approfittarne il suo avversario che sale molto di livello e dimostra, a dispetto dei suoi 25 anni, di essere uno già molto esperto (non a caso a 15 anni era già professionista). Dopo che l’italiano ha annullato un set point servendo sul 4-5, si arriva al tie-break dove il cinese non lascia alcuna chance al suo avversario. Il parziale decisivo inizia così sotto i peggiori auspici, confermati nel quinto game quando Vavassori spara fuori un diritto incrociato in maniera del tutto gratuita e perde il servizio. E’ praticamente la fine del match che infatti termina velocemente, al netto di un’altra breve sospensione per pioggia. Per Zhang è il terzo titolo Challenger in carriera, per Andrea è la seconda sconfitta consecutiva in finale dopo quella di San Benedetto. Temiamo che il nuovo best ranking alla posizione n.176 non sia sufficiente a consolarlo. Rimane però la consapevolezza di vivere la miglior estate della sua carriera e di essere diventato ormai un protagonista assoluto a livello Challenger, pronto per spiccare il volo verso altri traguardi, a partire dalle prossime qualificazioni degli US Open.

Al Challenger 80 di Lexington (contea di Fayette, stato del Kentucky) non erano presenti italiani in tabellone ma c’era, eccome se c’era, il 17enne cineseJuncheng Shang che ha raggiunto la finale attraverso un percorso tutt’altro che facile (tre delle quattro vittorie ottenute al terzo set). Il ragazzino studia da fenomeno all’IMG Academy di Bradenton in Florida, dove tuttora non capiscono come da un padre ex calciatore e una madre campionessa di tennis tavolo sia uscito un talento del genere. Comunque sia Juncheng l’anno scorso, mentre diventava n.1 al mondo tra gli juniores, iniziava anche a riempire la bacheca dove al momento fanno bella mostra di sé quattro titoli Futures. Da questa sera fa loro compagnia il trofeo Challenger di Lexington che il teenager ha portato a casa, con estrema facilità, liquidando l’ecuadoregno Emilio Gomez con un doppio 6-4. Per lui ovviamente anche il nuovo best ranking alla posizione n.241, terzo cinese in classifica. 

 

In Repubblica Ceca (Liberec, terra battuta) la finale tra Jiri Lehecka e Nicolas Alvarez Varona (n.269 ATP) si è conclusa senza sussulti a favore del beniamino di casa che ha chiuso la pratica con un doppio 6-4 in poco meno di un’ora e mezza. Il 20enne n.65 del mondo aveva sicuramente sofferto di più in semifinale contro il francese Perricard (6-4 6-7 7-6) e oggi non è che abbia dominato ma ha semplicemente fatto tutto un po’ meglio del suo avversario, confermando una solidità che lo porterà lontano. Intanto questo suo terzo successo Challenger (Tampere e Bucarest i precedenti dello scorso anno) lo proietta al n.59 ATP, suo nuovo best ranking. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

Continua a leggere

Challenger

Presentati i 29esimi Internazionali di Tennis San Marino Open: in tabellone Cecchinato, Zeppieri e Nardi

Prenderà il via domenica 7 con le qualificazioni il Challenger 90 del Titano, con numerosi italiani ai nastri di partenza. Il Segretario di Stato per il Lavoro Lonfernini: “In futuro possiamo guardare ancora più in alto”

Pubblicato

il

Presentazione degli Internazionali di Tennis “San Marino Open” (foto Ufficio stampa San Marino Open)

Il circuito del grande tennis internazionale sta per fare di nuovo tappa sul Titano. A dodici mesi di distanza dal ritorno in calendario, dopo un’attesa durata sette anni, da domenica 7 (con le qualificazioni) a domenica 14 agosto i campi del Centro Tennis Cassa di Risparmio ospiteranno infatti gli Internazionali di Tennis “San Marino Open”, Challenger 90 (€ 67.960 il montepremi).

“Ora siamo qui a lanciare un Challenger, ma non è detto che in prospettiva non si possa guardare più in alto” ha affermato Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato per il Lavoro e lo Sport. Neppure tanto velato il riferimento al sogno di rientrare nel circuito ATP Tour.

Il Presidente della Federazione Tennis di San Marino Christian Forcellini ha aggiunto: ”Dopo una pausa di diversi anni per varie vicissitudini, grazie alla caparbietà della Federazione e alla vicinanza delle istituzioni siamo riusciti a riportare in calendario gli Internazionali. Una manifestazione non solo sportiva ma anche turistica per come coinvolge tutte le strutture ricettive del territorio. E soprattutto una manifestazione tutta sammarinese, per le maestranze e i servizi impegnati, e di questo sono orgoglioso”.

 

Ad addentrarsi negli aspetti tecnici è stato proprio il direttore del torneo Alessandro Costa. “Abbiamo in tabellone nove giocatori tra i primi 200 del mondo, in linea con altri tornei di questa categoria. In cima all’entry list spicca il nome dello spagnolo Carlos Taberner, specialista di questa superficie come indicano i 5 titoli Challenger vinti sul rosso e a caccia di un acuto per rientrare tra i top 100 della classifica mondiale, lui che ha un best ranking da n.85. Segnalo il gradito ritorno di Marco Cecchinato, che proprio a San Marino nel 2013 ha conquistò il suo primo titolo importante.

Un altro ex vincitore è l’olandese Robin Haase, a segno nel 2010. E poi ci sono i Next Gen azzurri: Giulio Zeppieri, che meno di due settimane fa è stato protagonista al torneo ATP di Umago raggiungendo le semifinali dalle qualificazioni e tenendo testa per tre ore allo spagnolo Carlos Alcaraz, n.4 del mondo; il pesarese Luca Nardi, classe 2003 vincitore quest’anno dei Challenger di Forlì e Lugano, e Matteo Arnaldi. Gli altri italiani ammessi per classifica sono Lorenzo Giustino e Federico Gaio. A questi si aggiungono grazie ad altrettante wild card Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, mentre per ufficializzare il terzo invito per il main draw aspettiamo fino al sorteggio. Nelle qualificazioni, per ora, le wild card sono state assegnate al davisman sammarinese Marco De Rossi, al riminese Manuel Mazza, rivelazione della passata edizione, e a Stefano Napolitano, con una quarta ancora da decidere”.

I biglietti da lunedì 8 a giovedì 11 costano 10 euro (domenica 7 ingresso gratuito per le qualificazioni), poi da venerdì 12 a domenica 14 il prezzo è 15 euro.

Continua a leggere

Challenger

Al Challenger di Cordenons sono quattro gli italiani che approdano ai quarti di finale

Vavassori, Arnaldi, Bellucci e Pellegrino propongono un’altra puntata del magic moment del tennis italiano

Pubblicato

il

Andrea Pellegrino - ATP Challenger Roma 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Cambiano i nomi ma il tennis italiano continua a proporre nuovi volti e nuove storie sul palcoscenico del grande tennis. Al Challenger 80 di Cordenons l’impresa è quella di Andrea Pellegrino che, reduce da un periodo di alti e bassi dopo l’impresa di Vicenza, riesce a battere la prima testa di serie, quel Laslo Djere che non è mai stato tenero coi tennisti italiani (chiedere a Musetti per referenze). Partita complicata che l’azzurro ha fatto sua col punteggio di 6-2 5-7 6-1. Adesso troverà ad aspettarlo il vincente tra Gulbis e Muller, con il conforto del nuovo best ranking (che al momento dovrebbe essere al n.164 ATP).

Accede ai quarti anche Mattia Bellucci che non lascia chance né a Camilo Ugo Carabelli (6-2 6-4) né a Damir Dzumhur (6-2 6-1), raggiungendo un traguardo che all’inizio di questa straordinaria stagione (48 vittorie e solo 15 sconfitte) era difficile ipotizzare. Come era difficile immaginare la continuità di rendimento che sta mettendo in mostra il sanremese Mattia Arnaldi che ha prima eliminato un Flavio Cobolli in fase di ripiegamento e poi ha inflitto un netto 6-0 6-3 all’argentino Andrea Collarini.

Nei quarti Bellucci sarà protagonista di un derby crudelissimo contro Andrea Vavassori che, da parte sua, ha regolato il forte portoghese Joao Domingues (n.316 ATP che ha superato le qualificazioni) con un doppio tie-break. Il torinese è stato bravissimo a gestire i momenti di difficoltà che non sono certo mancati. Soprattutto in un primo set dove i servizi hanno ballato parecchio (quattro break a testa) e sul 5-6 si è trovato a dover fronteggiare due set point, salvati i quali si è poi aggrappato al tie-break, portandolo a casa 8-6, non senza difficoltà. Copione non dissimile nel secondo parziale in cui, sempre sul 5-6, Domingues ha un altro set point su cui il piemontese batte bene ma incespica mentre scende a rete. Per sua fortuna il passante del portoghese è maldestro e finisce fuori. E il secondo tie-break avrà ancora meno storia del primo. Con questo risultato Andrea abbatte il muro dei top 200.

 

Al Challenger 80 di Liberec (Repubblica Ceca, terra battuta) c’era un solo italiano in tabellone: Lorenzo Giustino che segue spesso percorsi eccentrici rispetto ai suoi colleghi e connazionali. Sarà forse il retaggio della sua adolescenza trascorsa in Spagna, sarà una questione di carattere, comunque sia Liberec non ha detto bene al tennista napoletano che si è fatto sorprendere all’esordio dal qualificato Sumit Nagal (n.552 ATP) col punteggio di 6-3 2-6 7-6(3). Il tennista indiano non ha fatto niente di straordinario (cosa del resto che mai gli è riuscita in carriera), lasciando che fosse l’azzurro a mettersi nei guai con le sue mani con i suoi 10 doppi falli e i sei break concessi. Ai quarti di finale accedono ben tre cechi e uno slovacco, insomma il torneo è roba loro. Soprattutto se consideriamo che Jiri Lehecka (n.65 ATP e prima testa di serie) e Tomas Machac (n.149 ATP) sono molto probabilmente i grandi favoriti del torneo, a meno che il portoghese Nuno Borges (n.106 ATP), reduce da un momento non particolarmente brillante, non stia preparando una delle sue sorprese come quando in aprile trionfò al Challenger di Barletta.

Segui su Instagram: @massimogaiba

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement