Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

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Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

L’altoatesino va ko solo in finale, lanciando messaggi importanti verso le prequali del Foro Italico. Negli USA bene Lorenzi, mentre Pouille la spunta a Bordeaux

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Jannik Sinner - ATP Challenger Ostrava 2019 (foto Felice Calabrò)

OSTRAVA (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

SINNER, CHE SETTIMANA! – Continua l’ascesa di Jannik Sinner che raggiunge un altro risultato veramente importante su una superficie a lui non congeniale come la terra battuta: il classe 2001 ottiene la seconda finale Challenger in carriera, la prima sul rosso, al termine di una settimana dove ha mostrato dei grandi miglioramenti su questa superficie. Al primo turno Jannik ha superato un ostacolo particolarmente duro, l’ungherese Balasz che nella settimana precedente aveva raggiunto i quarti di finale nell’ATP 250 di Budapest, con il punteggio di 6-4 7-6(6) in un match parecchio difficile per Jannik chiuso solo al quinto match point, dopo che aveva sprecato l’occasione di servire per il match sul 6-5 e che nel tie break non aveva chiuso da un vantaggio di 6-2. La sfida di secondo turno contro Koepfer si è rivelata più agevole del previsto: nonostante due turni di battuta concessi e qualche problemino fisico che l’ha indotto a chiedere un trattamento medico per il ginocchio, Jannik ha comandato dall’inizio alla fine chiudendo col punteggio di 6-2 6-3. Negli ottavi di finale Sinner ha trovato un suo coetaneo, il giovane ceco Lehecka: lungo tutto il match si è notata una larga superiorità da parte dell’azzurro, molto più solido rispetto al suo avversario nei momenti decisivi e abile a chiudere col punteggio di 6-4 6-2. 

LA PRIMA CONTRO UN TOP 100 – Il match della svolta è stato quello contro Jiri Vesely, seconda testa di serie del torneo e 93 delle classifiche mondiali: Jannik prima di questo torneo non aveva mai sconfitto un giocatore appartenente ai primi 100, anche se va detto che aveva affrontato solamente Djere appartenente a questa categoria, ma lungo tutto il match ha dato la sensazione di essere in campo per giocare la sua partita, senza pensare troppo allo spessore del suo avversario. In un primo set molto lottato a far la differenza è stato il break conquistato da Sinner nel terzo gioco e mantenuto senza patemi sino alla fine del parziale conquistato per 6-4. Nel secondo set sono cambiate le carte in tavola, Vesely ha provato ad essere molto più aggressivo ed è proprio in questo parziale che Jannik ha espresso il miglior tennis della settimana mostrando grande sagacia tattica e ottime variazioni di ritmo con palle alte lente e cariche, back di rovescio insidiosi e anche qualche bel dropshot che ha colto di sorpresa Vesely in più di un’occasione.

 

 Il nativo di Sesto in Val Pusteria è stato bravo a rimanere concentrato sul secondo set nonostante per due volte si fosse trovato sotto di un break, ha portato il parziale al tie break ed ha approfittato di qualche errore di dritto da parte del tennista ceco per chiudere il match in due parziali. Giunto in semifinale in modo totalmente inaspettato, Sinner ha disputato un altro match assai concreto contro il canadese Steven Diez, distribuendo bene le poche energie rimaste nel serbatoio del giovane altoatesino, condizionato da qualche problemino fisico al ginocchio sinistro e al piede destro. Partito subito forte, 3-0 con doppio break, Sinner ha perso strada facendo uno dei due break di vantaggio ma ha chiuso ugualmente il parziale col punteggio di 6-4. Nel secondo set, dopo aver cancellato due palle break in apertura, Diez ha servito molto meglio e ha sfruttato il calo di Sinner nel decimo gioco per chiudere 6-4 il secondo set. Nel terzo parziale si è alzato il vento ed è diventato difficile per entrambi servire, tant’é che tra il terzo ed il quinto gioco ci son stati 3 break a 0 consecutivi, due in favore del giovane italiano che poi ha strappato nuovamente il servizio a Diez e ha chiuso agilmente il terzo e decisivo parziale con un netto 6-2.

STANCO AL TRAGUARDO – I tre set della semifinale e i problemi fisici mostrati nell’arco della settimana hanno impedito a Jannik di esprimere il suo miglior tennis in finale: contro il giovane Majchrzak, polacco classe 1996 in ascesa, Sinner è sembrato impotente dal primo all’ultimo scambio ed è stato travolto col punteggio di 6-1 6-0, non dando mai l’impressione di poter competere contro un avversario al quale entrava ogni accelerazione. Una settimana da incorniciare comunque per Sinner, che nelle prime uscite su terra battuta a livello challenger era sembrato molto più indietro rispetto al valore mostrato in questa settimana che ha impressionato parecchio, specialmente sotto il punto di vista delle variazioni di gioco, mostrate in particolare contro Vesely. Erano presenti ad Ostrava anche altri italiani: Travaglia dopo la splendida vittoria della settimana precedente a Francavilla ha vinto altri due match prima di arrendersi ad Harris, testa di serie numero uno, mentre buoni segnali sono arrivati anche dal ligure Andrea Basso che ha vinto due match prima di arrendersi in lotta a Dennis Novak.

Finale: K. Majchrzak b. J. Sinner 6-1 6-0

SAVANNAH (terra verde, montepremi 54.160 dollari)

RIPARTE LORENZI – Dopo un inizio di 2019 parecchio deludente, Lorenzi ottiene il primo ottimo risultato della stagione dimostrando ancora una volta di non avere nessuna intenzione di mollare; la trasferta americana su terra nei tre tornei precedenti aveva fatto raccogliere a Paolino poco, in quanto aveva vinto al massimo due incontri mentre a Savannah Lorenzi si è spinto fino all’atto conclusivo del torneo, riavvicinando cosí la top100 del ranking mondiale. Accreditato della seconda testa di serie, il toscano classe 1981 ha avuto un esordio agevole contro Nam Hoang Ly, sconfitto nettamente per 6-3 6-2, prima di avere la meglio al terzo turno sul dominicano Subervi in una dura lotta vinta solamente col punteggio di 6-4 2-6 7-5. Nei quarti di finale ha affrontato lo statunitense Eubanks che sulla terra ha mostrato tutte le sue difficoltà non riuscendo a combinare nulla in risposta mentre Lorenzi è stato abile a strappare tre turni di servizio al suo rivale e a chiudere col punteggio di 6-3 6-3.

In semifinale Lorenzi ha disputato probabilmente il suo miglior match del torneo giocando tre parziali di alto livello contro Sumit Nagal, tennista indiano che sulla terra veloce esprime il suo miglior tennis e che ha commesso nei primi due set un numero davvero ridotto di errori non forzati, costringendo Paolo ad innalzare il livello di gioco nel terzo parziale. Dopo aver tenuto un insidioso primo gioco ai vantaggi Lorenzi ha strappato immediatamente il servizio all’indiano nel game successivo indirizzando il match nei giusti binari: ha servito splendidamente per tutto il terzo set e ha breakkato un’altra volta l’indiano nell’ultimo game chiudendo col punteggio di 6-4 4-6 6-2.

KO SOLO IN FINALE – In finale l’italiano ha affrontato l’argentino Coria, che nel 2018 era stato condizionato dalla squalifica per omessa denuncia di match truccati e non aveva ottenuto risultati di spessore ma che in questa parte centrale del 2019 sta dimostrando una buona continuitá a livello challenger. Lorenzi è partito nervoso, andando subito sotto 4-0 e non è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo neanche nell’arco del match, durante il quale ha spesso contestato le decisioni arbitrali e ha anche chiesto l’intervento del medico a game in corso a metá del secondo parziale, dopo aver perso il primo con lo score di 6-2. Coria, innervosito dal medical time out, è calato di rendimento e dopo aver servito bene per tutto il parziale si è fatto breakkare nel decimo game del secondo set, portando la sfida al terzo set. L’inerzia, a questo punto, sembrava dalla parte dell’esperto tennista toscano che ha iniziato il terzo set servendo bene ma che successivamente si è spento pian piano lasciando l’iniziativa sempre di più all’argentino che ha strappato la battuta nel quinto game del terzo set e poi ha chiuso agevolmente col punteggio di 6-2, conquistando così il primo titolo Challenger della sua lunga carriera.

Finale: F. Coria b. P. Lorenzi 6-2 4-6 6-2

BORDEAUX (terra battuta, montepremi 114.800 euro)

POUILLE LA SPUNTA TRA I BIG FRANCESI – Nel torneo challenger più prestigioso della settimana, che vedeva al via nomi altisonanti come Pouille, Tsonga e Mannarino, a trionfare è stato proprio Lucas Pouille, numero 32 del ranking mondiale che ha deciso di giocare qui a Bordeaux per mettere tante partite nelle gambe in attesa dei Master1000 di Roma e Madrid e dello Slam parigino. Il cammino del transalpino non è stato agevole, all’esordio ha sconfitto Cachin solamente al tie break del terzo set e successivamente ha perso un parziale anche con Robredo e Halys, prima di approdare in semifinale. Le due sfide più semplici per Pouille son state proprio semifinale e finale: la prima, contro Barrere, vinta col punteggio di 6-1 6-3 mentre la finale col giovane svedese Ymer, autore di una gran cavalcata nella quale ha sconfitto anche Mannarino, non a suo agio su terra, è stata vinta da Pouille con lo score di 6-3 6-3. Gianluca Mager si é spinto sino ai quarti di finale, dove ha sprecato cinque set point nel secondo parziale contro Barrere finendo per perdere col punteggio di 6-1 7-6, mentre Bega ha raggiunto gli ottavi perdendo proprio da Mager. Deludente la prova di Tsonga sconfitto a sorpresa nei quarti di finale in due set da Horansky.

Finale: L. Pouille b. E. Ymer 6-3 6-3

PUERTO VALLARTA (cemento outdoor, montepremi 135.400 dollari)

LA SECONDA DI OFNER – Sebastian Ofner si aggiudica in Messico il suo secondo titolo Challenger della carriera al termine di una settimana nella quale ha concesso solamente due set in cinque partite. Uno dei due parziali persi dall’austriaco, che sembra tornato su ottimi livelli, è stato nel match di esordio nel quale ha dovuto rimontare un set all’atipico mancino francese Millot, vincendo col punteggio di 6-7 6-1 6-3. Dopo questo match d’esordio ci son state tre vittorie facili su avversari sulla carta ostici come Quiroz, Miedler e Basic, ai quali Ofner ha concesso un totale di 15 games in tre partite. Giunto facilmente alla finale, questa è stata la partita più lottata e rocambolesca del torneo contro l’australiano John Patrick Smith, mancino che ama giocare il serve and volley e variare molto con back e chop. Il primo parziale è stato molto lottato e dopo un break per parte si è giunti al tie break. Ofner, sempre avanti, ha sprecato due set point sul 6-4 e ne ha dovuti poi fronteggiare due, prima di chiudere col punteggio di 10-8.

La reazione di Smith però c’è stata nel secondo parziale dove, dopo un avvio complicato nel quale ha dovuto fronteggiare delle palle break, ha strappato il servizio ad Ofner nel quarto game e ha mantenuto i restanti turni di battuta chiudendo col punteggio di 6-3 il secondo parziale. Il problema dell’australiano nel terzo parziale è stato il clamoroso crollo di rendimento del servizio: nel secondo gioco s’é salvato, annullando ben sette palle break, peró questa volta è stato lui a cedere il servizio nel quarto game del set la battuta e Ofner da quel momento in poi ha servito egregiamente non concedendo alcuna chance di rientrare all’australiano, chiudendo col punteggio di 7-6 3-6 6-3.

Finale: S. Ofner b. J.P. Smith 7-6(8) 3-6 6-3

SEOUL (cemento outdoor, montepremi 108.320 dollari)

FATTORE CAMPO PER SOON – In un torneo condizionato dal forfait a tabellone compilato della prima testa di serie Jordan Thompson, a trionfare è stato il coreano Soon Woo Kwon che si è aggiudicato il secondo challenger in carriera, entrambi conquistati negli ultimi due mesi. Dopo un esordio agevole contro Shintaro Imai, la vittoria di maggior prestigio è arrivata agli ottavi contro Donskoy, regolato in due parziali lottati. Successivamente Kwon ha sconfitto il giapponese Uchiyama e il classe ‘98 di Taipei Tung Lin Wu, arrivando così all’atto conclusivo dove ad attenderlo c’era l’australiano Purcell, che è in Asia da inizio febbraio ma che prima di questo torneo non si era mai spinto oltre i quarti di finale. La partita è stata molto lottata, Purcell in entrambi i parziali si è trovato avanti di un break ma ha mostrato un atteggiamento troppo remissivo e attendista nel momento di chiuderli, perdendoli entrambi col punteggio di 7-5.

Finale: S. W. Kwon b. M. Purcell 7-5 7-5

QUESTA SETTIMANA – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Roma nella settimana che precede gli Internazionali BNL d’Italia. Gli altri quattro tornei in giro per il mondo sono a Busan, Braga, Aix En Provence e Shymkent.

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Pospisil non si ferma più, primo acuto di Seyboth Wild

Il tennista canadese vince il secondo titolo consecutivo a Charlottesville. Il brasiliano trionfa per la prima volta in un challenger sulla terra di Guayaquil

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Vasek Pospisil - ATP Challenger Charlottesville 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Charlottesville (USA, hard indoor, $54.160 montepremi)

In un torneo con tanti tennisti di valore al via come Schnur, Karlovic, Kudla e Donald Young, a Charlottesville si impone Vasek Pospisil al termine di un torneo dove non ha lasciato set per strada fino alla finale. Dopo aver vinto in due parziali tirati l’esordio con Kavcic, il tennista canadese ha triturato prima O’Connell e poi Peliwo, bravo in precedenza a sconfiggere a sorpresa Ivo Karlovic. Giunto in semifinale ha concesso appena due giochi al promettente statunitense Brandon Nakashima e all’atto conclusivo ha dato vita ad un’intensa battaglia contro il connazionale Schnur, prima testa di serie, in un match nel quale è stato fondamentale vincere un rocambolesco primo set dove si è ritrovato prima sopra di un break e poi sotto 4-2 prima di vincerlo al tie break. La reazione di Schnur è arrivata nel secondo set, vinto per 6-3, ma nel terzo Pospisil ha subito messo la testa avanti chiudendo con un netto 6-2 che permette all’ex numero 4 del mondo di doppio di risalire la classifica piazzandosi al numero 153 del ranking.

Finale: [10] V. Pospisil b. [1] B. Schnur 7-6(2) 3-6 6-2

 

Challenger Guayaquil (Ecuador, terra battuta, $54.160 montepremi)

Arriva finalmente il primo titolo Challenger per Thiago Seyboth Wild, ex numero 1 del mondo Junior che in tanti ricordano per aver battuto Lorenzo Musetti nella finale degli US Open Junior 2018. Il tennista brasiliano, dotato di un ottima combinazione servizio e dritto, si è imposto all’interno di un torneo molto competitivo nel quale ha dovuto vincere parecchie battaglie per arrivare all’atto conclusivo. Dopo un facile esordio con Wilson Leite, al turno successivo Seyboth Wild ha sconfitto l’esperto connazionale Thiago Monteiro in due tie break, prima di ottenere un’altra vittoria di rilievo contro Jozef Kovalik, anche lui esperto terraiolo, battuto in tre parziali.

Ai quarti di finale ha sconfitto Francisco Cerundolo, promettente argentino che in precedenza aveva battuto Paolo Lorenzi, unico italiano in tabellone. Ottima prestazione anche in semifinale dove ha superato in due set lottati il peruviano Varillas che aveva approfittato al turno precedente del ritiro dell’argentino Leonardo Mayer, seconda testa di serie. Ad attenderlo in finale c’era Hugo Dellien, top 100 boliviano che dopo tante battaglie è arrivato molto scarico all’atto conclusivo e nonostante una buona partenza, dove si era issato fino al 3-0, ha subito un parziale di 12 giochi a 1 non mettendo più una palla in campo. Questo successo permette di ottenere il best ranking di numero 235, con il quale con ogni probabilità disputerà agli Australian Open le sue prime qualificazioni in uno Slam.

Finale: T. Seyboth Wild b. [1] H. Dellien 6-4 6-0

GLI ALTRI TORNEI – Continua l’ascesa in Cina di Zhizhen Zhang che trionfa al Challenger di Shenzhen 2 confermando l’ottimo periodo di forma che gli vale un meritatissimo best ranking di numero 141 dopo una settimana all’interno della quale ha perso un solo set, all’atto conclusivo contro il connazionale Zhe Li. Trionfa James Duckworth in Australia riavvicinando significativamente la top 100 grazie a questo ulteriore ottimo risultato in un Challenger che conferma come l’australiano, nonostante i mille problemi fisici, sia un giocatore di tutto rispetto quando integro fisicamente. Nell’unico torneo europeo di questa settimana, giocato sul rapido indoor di Eckental, trionfa Jiri Vesely ai danni di Steve Darcis che ha annunciato il ritiro dopo gli Australian Open 2020 e quindi questa in Germania potrebbe essere stata l’ultima finale in carriera dello “squalo” belga.

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Mondo Challenger: Humbert e Fokina, squillo Next Gen

A pochi giorni dalle Next Gen Finals di Milano, il francese e lo spagnolo mandano segnali importanti vincendo i tornei di Brest e Liuzhou

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Alejandro Davidovich Fokina - ATP Challenger Liuzhou 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Brest (Francia, hard indoor, montepremi 92.040 euro)

Trionfa Ugo Humbert nel challenger di casa al termine di una settimana non semplice all’interno della quale ha dovuto soffrire non poco, specialmente nel match di quarti di finale dove si è imposto contro Antoine Hoang solamente 7-5 al terzo set, dopo aver anche annullato un match point al suo connazionale. Nel penultimo atto ha poi sconfitto Norbert Gombos meritandosi l’accesso alla finale dove ad attenderlo c’era il russo Donskoy, bravo a sconfiggere prima Carballes Baena e poi Lloyd Harris. La finale è stata a senso unico ed il russo non è mai sembrato in grado di impensierire Humbert, bravo a comandare gli scambi sfruttando i suoi angoli mancini e a chiudere con lo score di 6-2 6-3. Ora per Humbert c’è l’impegno nel Masters 1000 di Bercy prima di chiudere la stagione con le Next Gen Finals, alle quali si presenterà accreditato della quarta testa di serie a meno di ulteriori forfait.

Finale: [1] U. Humbert b. [8] E. Donskoy 6-2 6-3

 

Challenger Liuzhou (Cina, hard outdoor, montepremi 54.160 dollari)

Secondo titolo in stagione nonché in carriera a livello challenger per lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina che con questo successo ottiene il suo best ranking piazzandosi al numero 82 delle classifiche mondiali. Dopo un esordio non semplice contro Yunseong Chung e una facile vittoria sul russo Safiullin, l’iberico ha dovuto rimontare un set al giapponese Shimizu per approdare in semifinale dove si è liberato agevolmente di Borna Gojo. La finale contro Denis Istomin è stata ricchissima di emozioni e si è decisa solo al tie break del terzo set dove l’uzbeko non ha fatto valere la sua maggior esperienza sbagliando due dritti di troppo e finendo per cedere col punteggio di 7-5 il tie break. Adesso anche per Fokina ci potrebbe essere l’impegno delle Next Gen Finals qualora dovesse arrivare un ulteriore forfait dopo quelli già annunciati di Tsitsipas e Auger Aliassime.

Finale: [2] A. Davidovich Fokina b. [9] D. Istomin 6-3 5-7 7-6(5)

GLI ALTRI TORNEI – Nel Challenger di Amburgo, dove Salvatore Caruso era accreditato della prima testa di serie, ad imporsi è stato l’olandese Botic Van De Zandschulp che in semifinale aveva battuto proprio in rimonta il tennista di Avola, prima di prevalere all’atto conclusivo sull’iberico Bernabe Zapata Miralles in una atipica finale tra due giocatori non compresi tra le prime 16 teste di serie. Thiago Monteiro trionfa ancora una volta in Sudamerica vincendo il titolo a Lima dopo una combattutissima finale contro Federico Coria, in un torneo dove ha deluso parecchio Marco Cecchinato, anche lui prima testa di serie, non capace di passare neanche un turno venendo subito sconfitto dal Next Gen brasiliano Thiago Seyboth Wild, bravo a compiere due rimonte in entrambi i set. Vince infine Marc Polmans il titolo a Traralgon sconfiggendo in finale Andrew Harris e conquistando il terzo titolo challenger in carriera che gli vale il best ranking di numero 137 al mondo.

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Mondo Challenger: Pospisil ritorna al successo, Uchiyama sbarca in top 100

Il canadese trionfa a Las Vegas interrompendo 20 mesi di digiuno, il giapponese conferma il suo periodo d’oro e entra per la prima volta in carriera tra i primi 100

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Vasek Pospisil - Challenger Las Vegas foto da Twitter @vegastennisopen

Challenger Ningbo (Cina, hard outdoor, montepremi $162,480)

Il giapponese Yasutaka Uchiyama conferma un grande momento di forma conquistando il secondo Challenger nel giro di cinque settimane all’interno delle quali ha raggiunto anche i quarti di finale nel prestigioso ATP500 di Tokyo. Dopo tre partite facili l’unico test complicato della settimana è stato contro Klahn, top100 statunitense al quale Uchiyama ha dovuto rimontare un set di svantaggio prima di imporsi per 6-3 al terzo parziale. La finale contro il canadese Steven Diez è stata a senso unico: negli scambi da fondocampo il giapponese aveva sempre in mano le redini dello scambio e le sole due palle break concesse da Uchiyama son state prontamente annullate dal servizio, chiave di questa settimana d’oro del giapponese: lo score finale recita 6-1 6-3 e questo successo permette al giapponese di irrompere per la prima volta tra i primi 100, al numero 87 del ranking ATP.

Finale: [4] Y. Uchiyama b. [11] S. Diez 6-1 6-3

 

Challenger Las Vegas (USA, hard outdoor, montepremi $54.160)

Torna al successo che mancava da febbraio 2018 il canadese Vasek Pospisil che trionfa in America e rientra tra i primi 170 giocatori del ranking mondiale. Dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi per oltre 8 mesi, consentendogli di rientrare solo a luglio di quest’anno, Pospisil aveva dimostrato di essere di nuovo in buona forma battendo Khachanov agli US Open e facendo sudare non poco Medvedev a Shanghai. Questa settimana ha servito in maniera egregia non perdendo nessun servizio fino alla finale e lasciando una media di 5 games ad avversari anche di buon livello come Mmoh, Daniel e O’Connell, australiano in formissima. In finale ha dato vita ad un’intensa lotta contro un altro australiano, Duckworth, anche lui spesso alle prese con infortuni che ne condizionano il rendimento ma che all’interno del singolo match rappresenta un ostacolo durissimo per molti. Dopo aver vinto il primo parziale, Pospisil era avanti di un break anche nel secondo prima di farsi agguantare sino al tie break dove ha sciupato cinque match point, di cui 2 al servizio, prima di cedere per 13-11. L’inerzia a quel punto sembrava totalmente girata e Duckworth sembrava potersi imporre nel parziale decisivo ma Pospisil, dopo aver annullato una pericolosa palla break sul 3-3, ha sfruttato un calo dell’australiano chiudendo 6-3 il terzo set.

Finale: V. Pospisil b. [5] J. Duckworth 7-5 6-7(11) 6-3

Challenger Ismaning (Germania, carpet indoor, montepremi €69.280)

Nell’unico torneo europeo di questa settimana si impone Lukas Lacko, giocatore slovacco che ha vissuto un’annata deludente che lo ha spedito fuori dai primi 200 giocatori del ranking ma con questo sussulto si garantisce almeno un posto tra le qualificazioni del primo Slam del 2020. In Germania c’erano diversi italiani come Baldi, campione in carica, Napolitano, Arnaboldi, Bonadio, Vanni e Pellegrino ma nessuno di loro è riuscito ad andare oltre il terzo turno. Il cammino di Lacko non è stato per niente semplice, ha faticato per tre set contro l’ucraino Sachko al secondo turno, poi ha sconfitto agevolmente Baldi agli ottavi prima di rimontare un set all’ostico russo Gabashvili e giungere così in semifinale dove ha dato vita ad un’intensissima battaglia contro il tedesco Lenz, al quale ha annullato diversi match point prima di vincere 12-10 al tie break del terzo parziale. La finale contro la sorpresa del torneo, l’americano Cressy al primo Challenger in carriera fuori dal suo continente, che ha dimostrato comunque di trovarsi molto bene sulla superficie rapidissima tedesca, è stata a senso unico in quanto Maxime non è sembrato mai in partita e ha perso in meno di un’ora di gioco con lo score di 6-3 6-0.

Finale: [16] L. Lacko b. [12] M. Cressy 6-3 6-0

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