Il Bonfiglio festeggia i suoi 60 anni

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Il Bonfiglio festeggia i suoi 60 anni

La 60esima edizione dell’ITF grado A scatta il 18 maggio con le qualificazioni. 7 top 10 maschili juniores (compreso il campione in carica Adrian Andreev) e la numero 1 al mondo femminile Clara Tauson

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Adrian Andreev tornerà al Bonfiglio a caccia di uno storico bis (foto Francesco Panunzio)

Sessant’anni di campioni in anteprima. Il Trofeo Bonfiglio raggiunge un anniversario importante e si appresta a festeggiare con un’altra edizione… da Slam. Sì, perché l’evento del circuito mondiale ITF di grado A, il più alto nella classificazione internazionale per gli under 18, porta al Tennis Club Milano Alberto Bonacossa ancora una volta i grandi protagonisti del tennis di domani con 7 dei Top 10 maschili juniores e la numero 1 al mondo femminile. Per i due protagonisti principali dell’entry list, quelli che avranno lo status di teste di serie numero 1, si tratta di grandi ritorni.

Da una parte c’è Adrian Andreev, bulgaro vincitore in via Arimondi già lo scorso anno, dall’altra c’è Clara Tauson, la stellina danese dalla lunga chioma bionda che nel 2018 si fermò in semifinale e che adesso punta al bersaglio grosso. Saranno loro le punte di diamante di un torneo che dal 1959 mostra al mondo, in anteprima assoluta, i più forti. A partire da quel 1959 in cui vinse un italiano, Sergio Tacchini, poi grande figura del tennis e dell’imprenditoria. In questi sei decenni dalla terra rossa milanese sono passati in tanti, praticamente tutti: da Barazzutti e Panatta, a Lendl e Ivanisevic, da Becker a Courier, da Federer a Djokovic. “Per il nostro club è grande motivo d’orgoglio aver raggiunto un traguardo così importante – spiega il presidente del Tc Milano Alberto Bonacossa Elena Buffa di Perrero -. Il Trofeo Bonfiglio è un punto di riferimento per il tennis mondiale e noi lavoriamo sodo ogni anno per far sì che una tradizione così gloriosa abbia sempre la cornice che si merita”.

Il torneo comincia con le qualificazioni il 18 maggio e si conclude domenica 26 con le finali del singolare maschile e femminile (trasmesse in diretta tv, come le semifinali, da SuperTennis). Si tratta degli Internazionali d’Italia Juniores e in calendario seguono a ruota gli Internazionali di Roma, che si chiudono proprio mentre a Milano scattano i tabelloni cadetti e con cui condividono anche il direttore del torneo, Sergio Palmieri. Un uomo che di tennis di altissimo livello ne ha visto moltissimo e che non ha dubbi: È quasi impossibile fare bene al Bonfiglio e poi non diventare protagonisti del tennis che conta. E i nomi dei vincitori, pur limitandoci a quelli degli ultimi anni, gli danno ragione. Alexander Zverev è già un Top player, eppure vinse qui soltanto nel 2013; Stefanos Tsitsipas, fresco vincitore del torneo ATP dell’Estoril e vincitore delle Next Gen ATP Finals 2018 alzò la coppa a Milano nel 2016. Ma gli esempi, scorrendo l’albo d’oro a ritroso, si sprecano.

 

All’altezza della lista dei vincitori, è la macchina organizzativa che permette ogni anno di far giocare oltre 200 atleti, distribuiti in sei tabelloni (da 64 quelli di singolare, qualificazioni e main draw maschile e femminile, e da 32 quelli dei doppi). È vero che il nostro torneo è considerato il 5° Slam dell’anno – spiega Roberto Recalcati, da oltre 20 anni direttore tecnico della manifestazione -, ma è anche vero che è l’unico che non si svolge in strutture pensate per accogliere grandi eventi, tipiche dei major, dove i tornei ‘dei grandi’ e quelli under 18 si svolgono in contemporanea, nelle stesse settimane”. Perché oltre ai giocatori, sono tante le realtà che operano al Bonfiglio e che hanno ognuna le proprie necessità: Ci sono gli accompagnatori dei giocatori, gli allenatori, ci sono i fisioterapisti e i medici del torneo, c’è la transportation, c’è la stampa, moltissime persone. Il nostro staff però ormai è molto ben rodato e gli ingranaggi si muovono alla perfezione”. Come un orologio oliato a dovere che sta per battere un’ora importante. Quella della 60a edizione.

Ufficio Stampa 60° Trofeo Bonfiglio

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Quattro italiane nelle qualificazioni di Acapulco

Errani, Cocciaretto, Trevisan e Gatto-Monticone tenteranno l’accesso al tabellone principale

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Sara Errani - Bogotà 2019 (foto via Twitter, @CopaWTABogota)

Ci sarà una folta presenza italiana nelle qualificazioni di Acapulco, in programma dalla mezzanotte di sabato. Dopo l’eliminazione di Camila Giorgi a Doha saranno infatti Martina Trevisan, Giulia Gatto-Monticone, Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani a tentare l’accesso al tabellone principale del torneo Messicano.

Nessuna delle nostre giocatrici sarà testa di serie del torneo di qualificazione. Menzione speciale per Sara Errani che ha ricevuto una wild card per la partecipazione in qualità di due volte campionessa del torneo (2012 e 2013). Proprio la tennista bolognese, in grande crisi di risultati, sfiderà la testa di serie numero 1, la svizzera Voegele. L’ultimo precedente tra le due è l’incontro di qualificazioni di Indian Wells, vinto dalla svizzera.

Elisabetta Cocciaretto, grande speranza del nostro tennis femminile e reduce da un ottimo Australian Open, sarà in campo contro la statunitense Arconada, numero 5 del seeding. Chiudono la parte di tabellone italiana Gatto-Monticone e Trevisan, impegnate rispettivamente contro l’australiana Sharma e la statunitense Dolehide. Entrambe sono date sfavorite dai pronostici, ma in caso di passaggio del turno darebbero luogo ad uno spareggio tutto italiano per un posto in tabellone.

 

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Kuerten: “Il momento migliore della mia carriera? Battere Sampras e Agassi uno dopo l’altro”

Un nostalgico Guga torna indietro di 20 anni, quando conquistò la vetta del ranking ATP

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Guga Kuerten - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il 4 dicembre sarà una data speciale per Gustavo Kuerten: si tratta infatti del 20esimo anniversario del raggiungimento della prima posizione del ranking mondiale, avvenuto appunto nel 2000. “Per un tennista non può esserci niente di più elevato che diventare numero 1 al mondo” ha commentato il diretto interessato in un’intervista svoltasi durante il torneo ATP 250 di Rio de Janeiro. “Battere Pete (Sampras) e Andre (Agassi) uno dopo l’altro è stato senza dubbio il punto più importante della mia carriera. Il miglior match che abbia mai giocato è stata proprio quella finale“.

L’ex tennista brasiliano fa riferimento alla partita vinta contro Andre Agassi con il punteggio di 6-4 6-4 6-4 (all’epoca le finali erano al meglio dei 5 set) nel Masters di fine anno di Lisbona. Guga era numero 2 all’inizio di quella settimana ma le vittorie nel girone contro Norman e Kafelnikov e poi i già citati successi contro i due statunitensi gli consentirono di sedere sul trono ATP. Dopo tutti questi anni lo sport che lo ha portato al successo non ha comunque smesso di avere rilevanza per Kuerten. “Il tennis è qualcosa di molto emozionante per me. Spesso mi capita di scendere in campo e io ho proprio bisogno di restare nel giro“.

Da diversi anni ormai il suo obiettivo è quello di dare risalto a quanto avviene nel suo Paese: “È importante per me venire qui, restare connesso con le persone, assicurarmi che loro capiscano il valore di questo torneo per il tennis brasiliano. Penso che abbiamo raggiunto un punto in cui tutti quanti capiscono quanto sia bello giocare qui a Rio. Sono sicuro che in due o tre anni avremo un giocatore brasiliano che avrà davvero le chance per far crescere le nostre aspettative”. In attesa che ciò si verifichi, in questi anni il top player di riferimento in Brasile è stato Dominic Thiem, che coglie sempre l’occasione di fare un salto sulla terra quando può, anche se dopo la tanta pioggia di ieri, oggi rischia di scivolare contro Gianluca Mager.

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Daniil Medvedev: “Non sapevo più cosa fare in campo”

Il russo commenta la pessima prestazione contro Simon a Marsiglia: “Oggi non ha funzionato niente e non so perché. Non è la prima volta che mi succede. Non so come prevenire questi momenti”

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Daniil Medvedev - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

da Marsiglia, la nostra inviata

Prestazione deludente e inaspettata per Daniil Medvedev che, incalzato da un perfetto Gilles Simon nel match di quarti di finale a Marsiglia, perde energie e lucidità, fino a sfiorare la rassegnazione, perdendo otto giochi di fila e incassando un pesante 6-4 6-0. Ma se in campo il russo è apparso in totale confusione, in conferenza stampa presenta una disamina lucida e sincera dell’accaduto. “Oggi avrei potuto perdere con chiunque ma questo non toglie nulla al mio avversario. Ha giocato (Simon, ndr) benissimo, davvero. Non so perché io abbia giocato cosi male oggi; mi è mancato qualcosa, in tutto, nell’energia, nella testa. La domanda è: dove posso cercare la soluzione? A volte le cose funzionano, a volte no. Oggi ho perso otto giochi di fila e quando accade non puoi vincere il match“.

Un pizzico di rassegnazione, forse? “Forse, un po’, nel senso che non sapevo più cosa fare. Se è preoccupante? Un po’ sì. Tuttavia nel corso della mia carriera, da quando ho cominciato a giocare nel circuito, mi è già successo di disputare match così, di avere fasi come questa. Ma bisogna continuare a lavorare. Ora prenderò un po’ di riposo e poi continuerò a lavorare bene per prepararmi per Indian Wells”.

Daniil Medvedev – Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Nei momenti di crisi come questo, Daniil sembra non riuscire a calmarsi: “Non era una questione di calma perché anche se mi fossi calmato oggi non sarebbe servito un granché. E anzi, il fatto di agitarmi a volte può aiutarmi; ma oggi non sapevo più cosa fare. Il mio avversario ha giocato bene, non ha sbagliato niente. Ma come ho detto, non è la prima volta che mi succede, può capitare in momenti diversi, non so come prevenirli. A volte mi succede così. Ieri, per esempio, ho giocato bene ma oggi è andata così”.

 

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