Bol, un paradiso di mare e tennis in Croazia

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Bol, un paradiso di mare e tennis in Croazia

Svelato il WTA 125K che si giocherà dal 4 al 9 giugno. Caccia all’erede di Tamara Zidansek. Tante attività collaterali, un panorama mozzafiato e attenzione al sociale

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La splendida struttura affacciata sul mare dove si svolge ogni anno il WTA 125K di Bol (foto Croatia Bol Open)

Il tennis del circuito WTA, le spiagge, il sole, il mare cristallino e un concentrato di storia, cardine di numerose attrazioni turistiche. In una parola: Bol, splendida cittadina dell’isola croata di Brač (Brazza in italiano). Lì, una location da favola, si gioca un torneo femminile della categoria “125K Series”. Significa 125.000 dollari di montepremi e 160 WTA punti in palio per le campionesse del circuito professionistico femminile. Nel 2019 si va a caccia dell’erede di Tamara Zidansek, la ventunenne slovena regina lo scorso anno. Ma il Croatia Bol Open che va di nuovo in scena da martedì 4 a domenica 9 giugno, vuol dire soprattutto una settimana di tennis in un paradiso dell’Adriatico, a due passi dal mare e da alcune delle spiagge più belle del mondo.

Oltre alle giocatrici in gara nella quarta edizione, che si conosceranno alla pubblicazione dell’entry list (tre settimane esatte prime del via), il BlueSun Tennis Center è pronto ad accogliere turisti, appassionati e curiosi con un totale di 26 campi da tennis in terra battuta e un Centrale da oltre 2.000 posti a sedere. Qui, a cavallo degli Anni ’90 e i primi Anni 2000 hanno giocato anche campionesse Slam del calibro di Amelie Mauresmo, Kim Clijsters e Iva Majoli.

“IL TORNEO SI APRE ALL’ITALIA” – Insomma, Bol è pronto a farsi largo nel cuore degli appassionati – anche italiani – come il posto ideale dove regalarsi una vacanza all’insegna di sport di alto livello (a prezzi assolutamente popolari: l’abbonamento per l’intera settimana di torneo parte dal prezzo di 13 euro), cultura e divertimento. “Vogliamo aprirci sempre più all’Italia, perché siamo vicini di casa e perché il tennis sta vivendo un momento fantastico – spiega Feliks Lukas, direttore del torneo croato -. Da noi si respira aria di grande tennis e tanta voglia di divertirsi in una cornice mozzafiato. A chi non è mai stato, posso dire che assistere a un evento di livello come il nostro – prosegue – in un paradiso come Bol è un’esperienza unica, assolutamente da provare”. Sì, perché non manca nemmeno un fitto programma di attività collaterali pronto a diventare parte integrante della manifestazione, con l’obiettivo di offrire ai presenti la miglior esperienza possibile.

 

IL CORNO D’ORO E I PANORAMI MOZZAFIATO – Al resto ci pensa il fascino innato di Bol, che dal mare sale fino ai 778 metri del monte San Vito (Vidova gora), il più alto di tutte le isole dell’Adriatico, capace di offrire un panorama mozzafiato sul Corno d’Oro (Zlatni Rat), la spiaggia di sabbia bianca a forma di corno diventata l’emblema dell’isola nel mondo. E non solo per la sua particolare conformazione, che si addentra nel mare per circa cinquecento metri, ma anche perché a seconda dell’influsso dei venti e delle correnti marine muta la propria forma e la propria posizione. Ma a Bol, facilmente raggiungibile perché situata vicino a Spalato, da vedere oltre ad alcune delle tenniste più forti al mondo c’è anche tanto altro, fra grotte, ville, chiese e palazzi, con influenze che spaziano dal barocco al gotico-rinascimentale. Il tutto con la possibilità di soggiornare in una delle strutture convenzionate con il torneo.

BIGLIETTI… CONTRO LA VIOLENZA – Da non dimenticare, infine, la grande attenzione del Croatia Bol Open al sociale: infatti, l’intero ricavato della vendita dei biglietti verrà devoluto come gli anni scorsi a un centro di assistenza in Dalmazia che si occupa di fornire assistenza a donne vittime di violenza domestica. Un motivo in più per partecipare all’unico appuntamento targato WTA dell’intera penisola balcanica, col tennis a far da vetrina a un’isola tutta da scoprire.

Ufficio stampa Bol Open

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La conferma: Djokovic, Federer e Nadal hanno un gruppo WhatsApp

Esiste una chat da 56 Slam, come confermato dal serbo a Dubai. “Quando siamo attivi rispondiamo un po’ tutti, tra noi c’è enorme rispetto personale e professionale”. Ne aveva già parlato Nadal in Kuwait

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Rafael Nadal l’aveva accennato, Novak Djokovic l’ha confermato, Roger Federer – che non si è espresso – non potrà smentire. Esiste un gruppo WhatsApp da 56 Slam, in cui i tre più grandi del tennis contemporaneo chiacchierano tra loro a fine giornata. “Quando siamo attivi rispondiamo un po’ tutti – ha raccontato il serbo da Dubai, dove è tornato in campo dopo l’Australian Open, andiamo molto d’accordo. C’è un enorme rispetto tra di noi, sia per quanto riguarda la vita privata che per gli aspetti professionali. Finché sarà così, ne trarremo beneficio reciproco. Ed è un bene anche per lo sport”. Se parlare di amicizia è probabilmente eccessivo, non può passare indifferente la profonda stima e confidenza condivisa tra campioni protagonisti della più sana rivalità sul campo. Quella tra chi sta scrivendo pagine di storia dello sport moderno.

Azzardando arditi paragoni, sarebbe difficilmente immaginabile qualcosa del genere tra Messi e Cristiano Ronaldo. Come anche tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Probabilmente perché la questione GOAT nel tennis è diluita dal non essere questione per due e – soprattutto – dall’alto profilo che Djokovic, Federer e Nadal hanno sempre mantenuto all’interno e all’esterno del circuito. Non sbagliando mai una parola, provando anche a educare – di riflesso – i rispettivi tifosi quando vanno fuori strada nei loro accesi dibattiti, soprattutto sulle piazze virtuali. “Cerchiamo di aiutarci l’un l’altro, naturalmente. Più passano i giorni – racconta ancora Djokovic – migliore è la situazione. Vi posso assicurare che, anche quando ci saremo ritirati dal tennis, il nostro rapporto sarà sempre grandioso”.

Il primo a parlare di questa chat era stato Nadal dal Kuwait, dove all’inizio del mese ha inaugurato la sua Academy. “Ci troviamo spesso connessi alla fine della giornata, parliamo la stessa lingua e da tanti anni amiamo moltissimo ciò che facciamo. Abbiamo la responsabilità di promuovere nella maniera migliore il nostro sport in giro per il mondo. Se scherziamo sul record di Slam? No, non scherziamo molto su questa cosa. Ognuno sta facendo il suo percorso. Onestamente, è vero che mi piacerebbe finire con più Slam di chiunque altro, ma per me non è un’ossessione. Sono molto felice della mia carriera. Tra dieci anni, non credo che sarò più felice o meno felice se sarò il primo, il secondo o il terzo”.

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Indian Wells 2020, l’entry list delle qualificazioni maschili

Cinque gli azzurri al via: Caruso, Lorenzi, Gaio, Fabbiano e Sinner (al momento fuori di tre posti dal tabellone principale)

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Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Cinque italiani, guidati da Jannik Sinner, disputeranno le qualificazioni del Masters 1000 di Indian Wells con l’obiettivo di aggiungersi ai cinque già ammessi al main draw: Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Stefano Travaglia e Marco Cecchinato (promosso dagli alternates dopo i primi forfait). In caso di ulteriori cancellazioni potrebbe entrare direttamente nel tabellone principale anche Jannik Sinner (al momento fuori di tre posti), mentre è più lontano il neo papà Andreas Seppi, che non è però iscritto alle qualificazioni. Gli altri azzurri che tenteranno l’accesso al torneo californiano passando per il tabellone cadetto sono Salvatore Caruso, Paolo Lorenzi, Federico Gaio e Thomas Fabbiano.

(clicca per ingrandire)

Le entry list aggiornate di Indian Wells

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Sinner spopola anche fuori dal campo: è il nuovo global ambassador di Rolex

Dopo i contratti con Nike e Lavazza, un terzo sponsor importante si aggiunge ai guadagni del 18enne italiano

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dal profilo Instagram di Jannik Sinner

Il brand Jannik Sinner, che sul campo continua a foraggiare i sogni di grandeur dei tifosi italiani, è sempre più forte anche fuori dal campo. Il 18enne altoatesino ci ha messo appena tre mesi a convincere Nike che fosse il caso di investire su di lui, i tre mesi trascorsi dal trionfo di Bergamo all’annuncio della partnership divulgato a maggio, e sul calare della stagione 2019 è entrato anche a far parte della famiglia Lavazza in qualità di global ambassador.

Stupisce quindi relativamente che il numero 75 del mondo, il più alto in classifica tra i tennisti nati nel 2001, sia stato messo sotto contratto anche dal noto marchio di orologi di lusso Rolex, che come Lavazza gli ha cucito addosso il ruolo di global ambassador. Sinner andrà ad aggiungersi a una lista di tennisti dal pedigree piuttosto ingombrante: oltre a Federer, da anni uomo di punta di Rolex, ci sono Tsitsipas, Raonic, Edmund, Tsonga, del Potro, Dimitrov e Thiem. Tutti hanno raggiunto almeno una semifinale Slam, quattro di loro sono arrivati anche in finale. Al femminile, le ambasciatrici di Rolex sono Kerber, Muguruza, Andreescu e Wozniacki, che ha appena lasciato il tennis professionistico.

Rolex è anche il timekeeper ufficiale di tutti e quattro gli Slam e di tutti e nove i Masters 1000, oltre ad essere il title sponsor dei tornei di Montecarlo, Shanghai e Bercy (questo di acquisizione più recente: nel 2017 è stato firmato un accordo decennale).

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