'Città di Santa Croce', un giro sul Luna 'Park' del pianeta

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‘Città di Santa Croce’, un giro sul Luna ‘Park’ del pianeta

Dalla Corea alle Northern Mariana Island, dalla Costa d’Avorio al Burundi: il mondo del tennis di scena a Santa Croce

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Sohyun Park - Città di Santa Croce 2019

Lo slogan utilizzato dal torneo ITF giovanile “Città di Santa Croce” Mauro Sabatini, in corso di svolgimento sui campi del Tennis Club Santa Croce (Pisa) e secondo appuntamento internazionale più importante organizzato in Italia dopo il Bonfiglio, non è solo retorica. “Il mondo è tutto a Santa Croce”: 41 nazioni provenienti da tutti e cinque i continenti, un collage di facce e di storie, talvolta ricche di dolore e di sacrifici per rincorrere il sogno di diventare giocatori professionisti.

Paesi anche storicamente lontani dalla tradizione tennistica sono presenti qui, segno di una globalizzazione totale che si muove assieme alla carovana della racchetta. Come il continente africano, che non ha mai espresso tennisti capaci di vincere uno slam per esempio e a Santa Croce ci ha fatto conoscere Sada Nahimana, Khololwam Montsi e Eliakim Coulibaly: la burundese, il sudafricano e l’ivoriano, dalle caratteristiche fisiche e tecniche opposte, purtroppo non sono riusciti a superare gli ottavi di finale, rimbalzati da un incrocio fatale con l’ecuadoriana Elizabeth Reasco Gonzalez e con la Francia di Harold Mayot e Titouan Droguet, ma si porteranno dentro la preziosa esperienza toscana.

Decisamente più elevate le ambizioni della coreana Sohyun Park, dall’alto della testa di serie numero 1 e della posizione numero 25 al mondo: la favorita non ha avuto alcuna difficoltà a sbarazzarsi in meno di un’ora della slovena Pia Lovric (61 62), alzando un muro di solidità ad un ritmo elevatissimo che ha mandato totalmente fuori giri la malcapitata avversaria.

 

Ma la storia più sensazionale arriva da 12.000 chilometri di distanza, dalle Norther Mariana Islands, atolli sperduti nell’oceano Pacifico con poco più di 50.000 abitanti: un ex membro del Commonwealth che ha dato i natali a Carol Young Suh Lee. Se nel turno precedente aveva brillato concedendo appena due games alla testa di serie numero 11 Samudio, anche nel suo caso gli ottavi sono stati fatali e si è arresa alla russa Diana Shnaider. “Questi ragazzi meritano il massimo rispetto – ci racconta l’argentina Roberta Burzagli, capo coach del Grand Slam Development Fund, l’ente che segue e aiuta i giovani tennisti provenienti dai paesi emergenti – perché non hanno le possibilità economiche di altri e vengono sostenuti nella loro attività professionistica. L’ITF segue rigidi criteri di merito e soltanto i migliori e i più motivati possono far parte del nostro gruppo. Alcuni di loro, sono sicura, diventeranno dei campioni, come la coreana Park”.

Una breve cronaca degli altri incontri principali: nei quarti di finale in programma giovedi 16 maggio assieme alle semifinali del doppio ci sarà soltanto un italiano, Francesco Passaro (61 64 su Wasserman), mentre sono stati eliminati gli altri due azzurri più accreditati: Flavio Cobolli spreca due match-point contro l’argentino Lingua Lavallen e cede per 7-5 al terzo set, mentre Melania Delai si arrende alla numero 2 maltese Helene Pellicano. Giovedi 16 maggio sono in programma i quarti di finale del singolare maschile e femminile e le semifinali del doppio. L’ingresso sui campi del Tennis Club Santa Croce è libero per tutta la durata della manifestazione.

Ufficio Stampa TC Santa Croce

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Federer esterna, Harris non ne subisce il fascino: “Il suo solito egoismo, nulla di strano”

Secondo Roger giocare a porte chiuse ha poco senso. L’australiano gli dà dell’egoista: “Forse sarebbe il caso che qualcuno tornasse a guadagnare qualcosa”

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L’aggrovigliatissimo dibattito prosegue e proseguirà, pochi dubbi a riguardo: tennis sì o tennis no? E se sì, quando? E quando verrà finalmente fissata la data della ripartenza, porte aperte o porte chiuse? Non se ne esce, anzi, non se ne entra, a quanto pare: le speranze che gli impianti aprano al pubblico prima dell’autunno sono purtroppo poche, ma il periodo e i governi impongono cautele comprensibili.

Chi normalmente bazzica le periferie della racchetta, abituato a esibirsi davanti a poche decine di spettatori, forse non pagherebbe lo scotto dello stop al pubblico, ma chi la transizione da tennista a star planetaria l’ha compiuta da parecchi anni non vede di buon occhio la soluzione. Roger Federer, peraltro in buona e nutrita compagnia, ha notoriamente fatto sapere che il tennis senza il tifo dagli spalti è pratica che ha poco senso mandare in scena. Per ora il campione non si allena in attesa di buone novelle, ma se la soluzione per riprendere presto è quella di esibirsi nel deserto, allora meglio aspettare un po’ più a lungo.

Purtroppo c’è chi di tempo da perdere lontano dal luogo di lavoro ne ha ancora poco, e tifosi o non tifosi è pronto a ripartire non appena il Governo del tennis darà in qualsiasi maniera il nullaosta. Il caso, immaginiamo non l’unico, è quello di Andrew Harris, australiano, ventisei anni, numero duecentodue delle classifiche mondiali con un best ranking alla centocinquantanove ATP, tre finali Challenger in carriera, tutte perse. Secondo il suo comprensibile punto di vista, le grandi stelle del tennis hanno perso il contatto con la realtà: “Vuole tornare solo se sarà possibile farlo davanti al pubblico? Cosa ne direbbe se ricominciassimo a giocare, ovviamente rispettando i protocolli di sicurezza, in modo da permettere a chi in questo momento soffre di tornare a guadagnare qualche soldo? Questo è il solito egoismo di Federer, nulla di strano“.

 

Una riflessione condivisibile, quella di Harris, che nella circostanza rappresenta la stragrande maggioranza dei tennisti: quelli che se non giocano, non pagano le bollette. Occorre anche dire che il punto di vista opposto non è privo di motivazioni giustificate: qualsiasi evento sportivo privo di pubblico visto in tv perde gran parte del proprio appeal, come dimostrano i primi vagiti della Bundesliga post-confinamento. Se l’intenzione è quella di evitare che molti professionisti a breve si cerchino un altro mestiere bisognerà farsene una ragione, tuttavia.

Federer e Nadal – Match in Africa 6

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Spadafora annuncia i rimborsi al pubblico per gli eventi saltati

Il ministro dello Sport garantisce che verranno erogati voucher “per risarcire la spesa di chiunque abbia acquistato biglietti di eventi cancellati dal Coronavirus”. Dubbio Internazionali

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I quindicimila spettatori accorsi alla Sardegna Arena per Cagliari-Roma di domenica primo marzo restano gli ultimi tifosi ad aver potuto godere di una manifestazione sportiva a porte aperte in Italia. Di lì a qualche giorno le proporzioni assunte dalla pandemia avrebbero prima forzato le porte serrate, poi sospensioni e rinvii e infine la cancellazione totale di non pochi eventi, tra cui la parte restante del campionato di serie A di basket edizione 2019-2020.

Tra le varie questioni aperte sul caotico tavolo ha avuto il proprio bello spazio la spinosa problematica relativa ai rimborsi dei biglietti già acquistati dal pubblico, ulteriormente ingarbugliata dalla sottile, ma nemmeno poi troppo, differenza tra sospensione (provvisoria) e cancellazione (definitiva) degli eventi suddetti. Dubbio che si è infine dissolto, almeno per ciò che riguarda l’estate, “grazie” a una delle poche certezze regalate da questo strano periodo: ripartissero i vari campionati, fossero riprogrammati i più diversi tornei, le porte resterebbero ben chiuse in ogni caso, almeno fino all’autunno.

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nel tardo pomeriggio di ieri, con una nota ha inteso rassicurare i molti che, allo stato dei fatti, si trovano ad aver investito anche parecchi quattrini senza sapere come andrà a finire il duemilaventi dello sport italiano e quali decisioni verranno prese sul nodo-spettatori. “Tutti i possessori di abbonamenti o biglietti per eventi sportivi non tenutisi o disputati a porte chiuse, avranno il diritto a richiedere un voucher di rimborso“, ha dichiarato il rappresentante del Governo. Il dubbio naturalmente permane per tutte quelle kermesse formalmente solo rinviate a data incerta ma contemporaneamente a rischio cancellazione come gli Internazionali d’Italia. Riguardo a casi simili occorrerà portare ancora pazienza, e attendere una decisione definitiva prima di poter ambire a un qualsiasi risarcimento.

 

Abbiamo messo in pausa lo sport ma vogliamo tutelare gli spettatori.Per questo, abbiamo previsto un meccanismo di…

Pubblicato da Vincenzo Spadafora su Mercoledì 27 maggio 2020

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Ultimate Tennis Showdown: in campo anche Auger-Aliassime

Il 19enne canadese prenderà parte al torneo organizzato da Patrick Mouratoglou, al via dal 13 giugno

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Felix Auger-Aliassime - Marsiglia 2020 (via Facebook, @Open13)

Come ci ricorda il countdown presente sul sito ufficiale della manifestazione, tra 15 giorni scatterà l’Ultimate Tennis Showdown, il torneo organizzato da Patrick Mouratoglou che si svolgerà sui campi dell’accademia del coach di Serena Williams a Sophia-Antipolis, in Costa Azzurra. L’evento, inizialmente previsto per il 16 maggio, è stato posticipato di un mese per permettere all’organizzazione di adattarsi alle disposizioni del governo francese e prenderà il via nel weekend del 13-14 giugno con il match tra David Goffin e Alexei Popyrin.

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A FAA-bulous addition to the field 🇨🇦⁣ ⁣ @felixaliassime is in. #UTShowdown

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Alla lista dei partecipanti (era già stata annunciata la presenza di Fabio Fognini, al via insieme a Benoit Paire, Dustin Brown e Lucas Pouille) si è aggiunto ieri Felix Auger-Aliassime, il 19enne canadese che occupa la 20esima posizione del ranking mondiale e che pochi giorni fa ha ripreso ad allenarsi proprio sui campi della Mouratoglou Academy. Il torneo, che si svolgerà a porte chiuse, si articolerà lungo cinque weekend proponendo un totale di 50 incontri, visibili su una piattaforma di streaming appositamente creata.

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