Zverev vince una finale indecifrabile a Ginevra, tra pioggia e match point sprecati

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Zverev vince una finale indecifrabile a Ginevra, tra pioggia e match point sprecati

Si può vincere il primo titolo stagionale e continuare comunque a destare preoccupazione? Sì, se ci si chiama Alexander Zverev

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Alexander Zverev - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Alexander Zverev è tornato a vincere, ma non è ancora guarito. O quantomeno, il torneo di Ginevra non ci ha dato indicazioni sufficienti a considerarlo del tutto fuori dal tunnel che, per sua stessa ammissione, aveva imboccato nelle ultime settimane. Il 22enne tedesco ha battuto in finale Nicolas Jarry, restituendogli con tanto di interessi la sconfitta di Barcellona; in quell’occasione era stato il cileno a spuntarla annullando match point, questa volta il numero cinque del mondo ha trionfato cancellando addirittura due championship point a Jarry. Per il 23enne di Santiago del Cile, alla seconda finale nel circuito maggiore, sarebbe arrivato il primo titolo, invece Zverev si è cinto dell’undicesimo alloro della sua giovane carriera. Servendosi di una combo di fortuna e caparbietà.

Fortuna sicuramente, poiché il primo match point Jarry l’ha fallito nonostante il conforto del servizio, nel corso del tie-break decisivo, inciampando in un errore di volo sul 7-6. Caparbietà perché la partita è stata segnata da due interruzioni per pioggia, una di un’ora e mezza circa – dopo che i primi 45 minuti di gioco avevano mandato Zverev avanti di un set e Jarry di un break nel secondo – e una seconda di durata simile, a seguito di un brevissimo scampolo di partita da 20 minuti nel corso del quale Jarry si era portato a un passo dalla conquista del secondo set, che avrebbe poi effettivamente vinto restituendo il 6-3 a Zverev.

Ma caparbietà anche perché il tedesco, nel tie-break di un terzo set avaro di occasioni di break – appena tre complessive, due salvate da Zverev in uno dei game più lunghi della partita – si era trovato avanti 4-0 e poi 6-3 e aveva quindi sciupato ben tre match point consecutivi. Gli è servito sicuramente l’aiuto del suo avversario per rimettere la testa avanti, ma qualche buon segnale si è visto. Più che altro una lotta mentale tra ‘Zverev e Zverev’: la sua versione piena di complessi e paure che è spesso emersa nel corso della partita, manifestandosi in ampi doppi falli e prime di servizio a velocità da giocatore di circolo, e l’anima del campione in erba, quello che in fondo sa di essere destinato a grandi cose e vuole ribellarsi al periodo nero. E poi ci riesce, pur chiedendo un po’ di aiuto alla dea bendata. Una signorina che si sa, tende a premiare gli audaci.

Comprendiamo la delusione di Jarry. Due ore e quaranta di botte da fondo contro un avversario che non ne voleva sapere di fare un passo in avanti, legittimando la strategia del braccio di ferro scelta da Jarry, due volte a un passo dalla vittoria per finire poi a interpretare la parte del runner-up. Il cileno sulla terra battuta ha movenze naturali e ottimo punch, un titolo prima o poi lo vincerà, e ha fatto sostanzialmente quello che doveva. Molto si potrebbe imputare invece a Zverev, ancora incapace di avvicinarsi al campo per rendere meno faticose le sue partite, specie su questa superficie, e maledettamente legato al rendimento del servizio: un colpo inattaccabile nel primo set, infatti dominato, e sicuramente più ondivago nei parziali successivi.

Uno Zverev anche poco lucido tatticamente, come dimostra la scellerata palla corta con la quale Jarry gli ha scippato il servizio decisivo del secondo set. Insomma, il tedesco raggiungerà in fretta e furia Parigi con un nuovo titolo in tasca, che sicuramente è meglio che non averne vinto uno, ma ci saranno le fatiche di tutta una settimana da gestire (quasi nove ore in campo, nel complesso). Magari chissà, questo torneo vinto un po’ così potrà invece proprio trasformarsi nella chiave della rinascita. L’inizio di percorso sui campi di Porte d’Auteuil potrebbe dargli una mano: Millman al primo turno e un qualificato al secondo, Ymer o Rola. Non certo le Forche Caudine. Ma il problema di Zverev, per il momento, continua ad essere lo stesso Zverev.

Risultato:

[1] A. Zverev b. N. Jarry 6-3 3-6 7-6(8)

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ATP

ATP Anversa: Sinner spazza via Rinderknech e vola in semifinale

Sinner si trova ancora bene in questo torneo e supera nettamente Rinderknech. Harris il prossimo ostacolo

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[1] J. Sinner b. A. Rinderknech 6-4 6-2

Ancora un’ottima vittoria per Jannik Sinner, che si libera facilmente in due set di Arthur Rinderknech e si prende il posto nella semifinale contro il sudafricano Lloyd Harris. Una partita ben giocata dal tennista italiano, che ha tenuto botta in un primo set dall’alta intensità ed ha sommerso l’avversario con il suo ritmo insostenbile nel secondo, commettendo pochissimi errori. Non una partita scontata, visto anche l’ultimo precedente da molti ricordato già nel post partita contro Musetti. Rinderknech è un tennista dall’ottimo servizio e aveva già messo in difficoltà Sinner, battuto in tre set durante la stagione su terra a Lione.

La partita inizia con uno spartito tattico chiaro, il francese prova a mettere pressione a Sinner salendo a rete ad ogni occasione possibile. Questa soluzione gli evita molti scambi ma in questa prima fase di partita Jannik trova tanti ottimi passanti. Il primo ad avere palle break è proprio il tennista italiano, che trova un fantastico dritto sulla riga per portarsi sullo 0-40. Sulle prime due palle break è molto bravo il francese a trovare due ottime prime, ma sulla terza si deve arrendere ad uno splendido dritto in diagonale, in teoria difensivo ma reso offensivo dalla maestria di Sinner, che consegna il primo break della partita a Sinner.

 

Rinderknech non ci sta e si rifà sotto approfittando delle solite incertezze al servizio dell’italiano, che concede il controbreak con un errore di rovescio. Le emozioni non si fermano e in risposta Sinner continua a fare male. Un errore di rovescio del francese concede la chance di un’altra palla break, salvata dal servizio vincente di Rinderknech. Le seconde però non aiutano il francese, che non riesce a salvare la seconda palla break concessa e subisce il secondo break consecutivo.

Sinner sfiora ancora una volta il break nel settimo game, ma Rinderknech alza il livello della sua battuta e scaccia via il pericolo. Il francese prova a rimettersi dentro la partita quando è spalle al muro, con Sinner a servire per il primo set. Rinderknech conferma la sua costante pericolosità in risposta guadagnandosi due palle break con un bel dritto lungolinea. Sinner è bravo a reagire e con quattro fantastici punti consecutivi chiude un primo set giocato ottimamente da entrambi, ma con l’italiano più cinico nei punti importanti.

In avvio di secondo iniziano ancora una volta i problemi per Rinderknech, che concede due palle break anche per una palla sporcata dal nastro. Il francese ritenta il serve & volley ma Jannik riesce a passare ed è già break nel secondo set. Poco da segnalare nel finale di secondo, se non un bel contropiede di dritto di Sinner che gli regala palla break, convertito con un doppio fallo di Rinderknech. Pochi problemi per l’italiano nel chiudere il lavoro e regalarsi una semifinale contro Lloyd Harris, la sesta stagionale per Sinner. Il sudafricano sarà un ostacolo di livello e un test importante nella corsa verso le Nitto ATP Finals di Sinner, che con la vittoria del titolo qui tornerebbe molto più alla portata. Non ci sono precedenti fra Harris e Sinner che, nelle classifiche virtuali oggi sarebbe n.12…ma sono appunto classifiche virtuali finchè il torneo di Anversa è ancora in corso.

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ATP

ATP Anversa: Schwartzman piega Murray in due set. Redivivo Malisse in semifinale di doppio

Sir Andy spreca un vantaggio di 4-1 nel primo, lotta fino all’ultimo, ma prevale l’argentino. Convince Lloyd Harris, nei quarti in singolo e in ‘semi’ in doppio col suo coach 41enne

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Diego Schwartzman - Anversa 2021 (foto Instagram @europeantennisopen)

Due giorni dopo aver giocato il match più lungo in assoluto di tutta la stagione 2021, Andy Murray è tornato in campo per il match di ottavi di finale all’ATP di Anversa, il torneo in cui tornò al successo nel 2019 a seguito dell’operazione all’anca. Si è trovato di fronte uno degli avversari peggiori da affrontare quando non si è fisicamente pronti a giocare un continuo braccio di ferro da fondo: Diego Schwartzman. L’argentino ha lavorato ai fianchi Murray per 2 ore e un quarto e ha raggiunto i quarti di finale vincendo per 6-4 7-6(6): anche lui ha un ottimo rapporto con il torneo, avendo raggiunto la finale in due occasioni (2016 e 2017).

Murray ha iniziato meglio la partita, portandosi in vantaggio 4-1 grazie alle ottime verticalizzazioni che non hanno permesso a Schwartzman di tessere la sua tela sin dalle prime battute. Il servizio però non ha aiutato lo scozzese e nel settimo game ha dovuto subire il controbreak, perdendo l’intensità necessaria per tenere Dieguito con la testa sott’acqua. Un game abbastanza confusionario da parte di Andy (condito con un doppio fallo sulla parità) ha dato a Schwartzman l’opportunità di servire per il set sul 5-4, sfruttata prontamente dall’argentino.

La profondità dei colpi di Diego ha continuato a far male a Murray anche a inizio secondo parziale. Stavolta il break in favore di Schwartzman è arrivato sul 2-2, ma con il solito orgoglio Andy l’ha riacciuffato, allungando il match al tie-break. Annullato un primo match point, non è riuscito a prolungare l’incontro, perdendo 8-6 il gioco decisivo. Le fatiche del match precedente senza dubbio hanno influito sull’esplosività e sulla continuità di Murray, ma va riconosciuta a Schwartzman la buonissima prova sul campo, a pochi giorni di distanza dalla pesante sconfitta (6-0 6-2) contro Norrie nei quarti di Indian Wells. Ora affronterà Nakashima (7-6 6-7 6-3 a Laaksonen), una buona opportunità per arrivare in fondo.

 

Nella parte di tabellone presieduta da Jannik Sinner, ha perso Roberto Bautista Agut (sventato l’ennesimo incrocio stagionale con Jannik), rimontato da Fucsovics dopo aver portato a casa un dispendioso primo set. Incrocerà Lloyd Harris che all’inizio del programma di giovedì ha smaltito molto velocemente il suo impegno in singolare – battendo 6-2 6-3 Struff in 70 minuti – per poi dedicarsi al doppio. I riflettori sono tutti puntati sulla coppia formata da lui e dal suo coach, Xavier Malisse. A 41 anni il belga è tornato in gioco in un evento ufficiale otto anni dopo l’ultima volta e sembra averci preso gusto: Harris e Malisse hanno superato al debutto Arneodo e Reid 6-4 7-6(4) e nei quarti di finale sono riusciti a battere la coppia numero 1 del tabellone formata da Ivan Dodig e Marcelo Melo, 6-4 3-6 10-7. La loro corsa verso quello che sarebbe un clamoroso e insperato titolo continuerà contro Koolhof e Rojer in semifinale.

Il tabellone aggiornato

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Italiani

WTA Tenerife: Giorgi ai quarti in scioltezza

Camila gioca una partita quasi perfetta e vola ai quarti, dove aspetta Minnen o Rus. Zheng e Begu vincono alla distanza contro Tauson e Vekic

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[4] C. Giorgi b. D. Kovinic 6-1 6-2

Dopo la rocambolesca vittoria al primo turno contro Bolsova, Camila Giorgi ha disputato un match pressoché perfetto liquidando Danka Kovinic con un sonoro 6-1 6-2 e guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale. L’azzurra è apparsa lontana parente della Camila estremamente nervosa e fallosa vista all’esordio nel torneo ed è riuscita a ridurre ai minimi termini l’avversaria nello scambio con una prova balistica davvero di prim’ordine.

Camila fronteggia e salva una palla break nel primissimo game dell’incontro, poi cambia marcia in maniera repentina. Il ritmo imposto dall’italiana è insostenibile per Kovinic, che molto spesso si ritrova a dover osservare impotente i vincenti che le scorrono accanto. Dopo 19 minuti Camila è già avanti 4-0 e poco dopo sale 5-0. Un moto d’orgoglio evita a Kovinic l’onta del bagel, ma non la perdita del primo set che si chiude 6-1 in mezz’ora circa di gioco. Anche nel secondo set Giorgi parte alla grande e si invola sul 3-0. Qui si registra l’unico momento di incertezza dell’azzurra che commette tre doppi falli nello stesso game e restituisce uno dei due break. Camila ha l’occasione di riprendersi subito il doppio vantaggio, ma non converte una palla break e Kovinic ne approfitta per avvicinarsi sul 3-2. Giorgi però non incappa in nessun cedimento nervoso e si scrolla subito di dosso quanto successo. Un parziale di dodici punti a due le spalanca le porte dei quarti di finale, dove troverà la vincente tra Greet Minnen e Arantxa Rus.

 

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GLI ALTRI MATCH – Decisamente più lottati gli altri incontri di giornata. Saisai Zheng ha impiegato quasi tre ore per avere la meglio su Clara Tauson con il punteggio di 7-6(4) 2-6 6-4, in un match nel quale si sono visti ben tredici break. Brutta sconfitta per Donna Vekic contro Irina Camelia Begu. Dopo aver vinto il primo set 6-4, la croata è sparita dal campo nel secondo, perso con un netto 6-2, e finendo sotto 2-0 nel terzo. Vekic è subito rientrata in partita, ma è apparsa in grande difficoltà per tutto il corso del set. Begu infatti ha servito due volte per il match (nel decimo e dodicesimo game) subendo però sempre il controbreak. Nel tiebreak la romena è finalmente riuscita a trovare lo strappo decisivo sul 4-4, chiudendo l’incontro dopo 3 ore e 11 minuti.

Il tabellone completo

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