Roland Garros: all’esame di maturità, esce il greco. Wawrinka avanti dopo una gran battaglia

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Roland Garros: all’esame di maturità, esce il greco. Wawrinka avanti dopo una gran battaglia

Cinque set durissimi, fisicamente e mentalmente, restituiscono un Wawrinka tonico e rimandano le ambizioni di Tsitsipas. Derby svizzero nei quarti con Roger

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da Parigi, il nostro inviato

[24] S. Wawrinka b. [6] S. Tsitsipas 7-6(6) 5-7 6-4 3-6 8-6

Mentre in Italia l’estate è ancora in vacanza (“ma dove va l’estate, d’estate?” si chiede qualcuno) qui tra i viali e gli spalti di Port d’Auteuil è esplosa. Trenta gradi che fanno boccheggiare il pubblico, ben armato di banane e bottiglie d’acqua, e che indubbiamente si farà sentire in campo per i protagonisti odierni sul Suzanne Lenglen, Stefanos Tsitsipas e Stan Wawrinka.

 

Nessun precedente tra i due, nessuna diagonale di rovescio a una mano mai scambiata per portare a casa un punto o un match. Sembrerebbe normale quando si è separati da 13 anni di età e uno dei due ha in mezzo due interventi al ginocchio subiti a 32 anni. Il greco continua la sua ascesa verso l’ultimo piano che gli manca, magari quello altissimo  lasciato vuoto da Andy Murray, il Prometeo che riuscì a rubare il fuoco degli dei. Wawrinka invece continua il suo viaggio di ritorno ai livelli che lo videro trionfare qui nel 2015.

Si parte con Tsitsipas che sente di dover fare la partita partendo anche da una posizione in campo più avanzata rispetto a quella dello svizzero. Questo gli porta qualche errore in più ma anche una palla break subito annullata da Stan. Di altre occasioni per un po’ non si vede l’ombra, che per fortuna copre almeno la tribuna stampa del Suzanne Lenglen.

Il set inizia a farsi vecchio ed è Stan Wawrinka a prendere maggiormente il comando delle operazioni. Una volée da rivedere dello svizzero consente a Tsitsipas di giocare un gran passante di dritto in recupero. Persino il vento, che dovrebbe essere amico della pella madida, finisce per diventare un ghibli e cosparge i giocatori di terra battuta. Insomma si va al tie-break, specialità di casa Wawrinka in questo Roland Garros, il quarto di seguito che gioca Stan dopo i tre contro Dimitrov.

Lo svizzero di Losanna, pur partendo meglio col minibreak va fuori giri con il dritto e proietta il greco avanti. Ancora capovolgimento di fronte e Wawrinka rientra. Tsitsipas vince una sfide sulla diagonale rovescia e siamo 5-5. Il successivo estenuante scambio è greco e siamo al primo set point per Tsitsipas che attacca con coraggio ma viene passato dal rovescio di Wawrinka. “Svizzera 2” si guadagna un set point col servizio. Inopinatamente Tsitsipas commette doppio fallo e dopo 57 minuti siamo al dito indice puntato alla testa ed un set puntato verso il quarto con Federer.

Dopo un set senza break e con una sola occasione per Tsitsipas, il secondo set vede i giocatori meno solidi nei propri turni di battuta. La reazione di Tsitsipas non si fa attendere. Subito un break per andare a condurre 3 a 0, e palla per andare 4 a 0 con due break. Wawrinka tiene il servizio e nel successivo game pur sotto 40-0, infila cinque punti di fila, strappa la battuta a Stefanos e si riporta sul 3-3.

L’ottovolante di questo secondo set non è ancora finito. Improvvisamente il servizio diventa un handicap per i due e Tsitsipas strappa ancora il servizio al suo avversario con un dritto vincente. Quando poi si tratta di servire per il set, Tsitsipas sparisce ancora con la testa dal match, affonda una comoda volée in rete (non sarà l’ultima) e subisce un passante di rovescio di quelli che al solo sentirne il suono capisci che è di Stan Wawrinka.

Il match iniza ad assumere una fisionomia più matura. Tsitsipas regge meglio il caldo e gli scambi lunghi, Wawrinka prova a chiudere prima. Sul 5 pari lo scambio più divertente del match. Wawrinka spinge ed ottiene in cambio un pallonetto da Tsitsipas: lo smash va verso il greco che inizia a difendersi sempre più disperatamente con dei candelotti che Wawrinka si ostina a spedire verso il suo rovescio. Sono uno, due, tre dritti che Stanimal continua a schiacciare violentemente sempre contro il rovescio di Stefanos che si difende come nel ping pong quando l’avversario inizia a schiacciare. Infine Tsitsipas recupera posizione, lo scambio riprende, eterno, fino a quando con l’ultima stilla di fiato Wawrinka gioca un back che tocca il nastro e taglia fuori il greco. Chapeau del pubblico, che inizia ad accarezzare il biglietto caramente acquistato per il Lenglen, e lungo applauso che consente di riprendere fiato ai due.

A pagare il lungo scambio è però Wawrinka che crolla nel dodicesimo game sotto la pressione del dritto dell’ateniese. Stavolta la palla break è trasformata (la terza su 14 in questo set) e siamo un set pari.

La partita è bella ma non bellissima. Il caldo condiziona i giocatori. Il filo del match resta sempre più o meno quello, ma la difesa greca non è una falange. Sorprendentemente Stefanos cala di intensità come se l’adrenalina del secondo parziale lo avesse per un momento spossato. Stan annusa il sangue e ne approfitta per affacciarsi tre volte a palla break prima di cogliere la chance nel settimo gioco. Lo svizzero avrebbe anche due possibilità di chiudere il set sul 5-3 e servizio Tsitsipas, ma il greco le annulla entrambe con coraggiosi serve&volley. Con i colpi che non girano al meglio, Tsitsipas prova a buttarsi avanti più spesso, con alterni risultati. Wawrinka vince l’88% di punti con la prima palla in campo nel set, non concede alcuna chance e porta a casa il terzo set quando sono passate tre ore di gioco e il caldo non ne vuol sapere di spostarsi in Italia.

Il pendolo continua ad oscillare. Come quello di Foucault dimostrò che la terra è tonda, quello di Lenglen ci dice che lo sono anche le palline. Stan cala, Tsitsi sale e si rivede il refrain del secondo set.Subito break nel secondo gioco per Stefanos mentre Wawrinka non sfrutta due palle per rientrare in parità. I giocatori non conoscono continuità, mentre il pubblico inizia a prendersi a cuore più le sorti del campione 2015 che quelle del Next Gen. Dopo tre ore e mezza di forno ventilato, Tsitsipas riesce a trovare anche la forza di tirare un urlo dopo un rovescio in rete. Il greco ha il volto stravolto dalla fatica e dal sole, ma quel che appare, non è. La condizione fisica del ventenne è strepitosa e fa da contraltare a quella di Wawrinka, che appare meno mobile negli spostamenti laterali.

I game che si prolungano prima del cambio campo sono quelli di maggiore sofferenza per entrambi mentre il rovescio del greco continua a palesarsi di una spanna inferiore a quello svizzero. Un po’ di fortuna lo sostiene perché persino le stecche che escono dalla sua racchetta sembrano telecomandate, e cadono nel campo di Wawrinka dopo aver toccato in cielo una nube che non c’è. Ancora un palla break per Stanimal che si difende con un dritto in chop alto e morbido sul quale Tsitsipas però gioca una volée alta da film horror, lunga un metro.

Probabilmente Federer in quel momento guardava la scena dal ristorante, o con i bambini o a fare shopping. Forse in una spa con una tisana, a godersi il fresco e la sofferenza dei suoi futuri contendenti. Ovunque fosse, era comodo mentre il suo futuro avversario ardeva nel Lenglen.

Wawrinka appare ora quello dell’era pre Norman: dalla sua racchetta partono gran colpi, cui seguono però autentici momenti di amnesia tennistica. Tsitsipas deve solo continuare a crederci e il break torna a far visita alle casse del greco. La temperatura sugli spalti sembra ora più umana, del resto sono ormai le 18 quando Stan va a servire sotto 2-5 nel quarto soffrendo in maniera micidiale i cambi di direzione sui contropiedi dell’avversario. Tsitsipas ad ogni errore recita smoccoli incomprensibili per chi non abbia fatto il liceo classico ma intanto tiene il servizio con facilità, permettendosi di chiudere con una palla corta millimetrica la contesa del quarto set.

Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

QUINTO SET – Si innaffia il campo e già che si è là, anche i riconoscenti spettatori in prima fila. Wawrinka (come se ce ne fosse bisogno) scalda il pubblico invitandolo all’incoraggiamento, ma si trova subito sotto non riuscendo ad approfittare di due buone prime. Gli scappa via il rovescio e un’oscenità dalla bocca per cui si prende il warning. Due palle break per Tsitsipas che assomigliano a una sentenza. Stan annulla la prima al termine di uno scambio durissimo. La seconda gliela annulla da solo Tsitsipas. Sulla terza Wawrinka esplode un “c’mon” baritonale che accompagna la risposta fuori del greco. L’elvetico si mette sulla corsia di sorpasso con un ace esterno, doppiato da un ace centrale e c’è ancora vita sul pianeta Stan.

Ola” d’obbligo a questo punto, in senso orario. Il giudice di sedia chiede però di finirla per evitare che i due restino sul campo a cuocersi sotto al sole. Tsitsipas ha ancora le forze di spingere il dritto, Wawrinka non ha più quelle per inseguirlo. Wawrinka sembra oramai in equilibrio su di un filo. Tsitsipas ha solo da spingerlo, forse gli basterebbe soffiare per conquistarsi i quarti al Roland Garros e invece spreca preziose energie saltando e urlando per i propri errori­.

Je t’aime Staaaan!” grida un uomo dal pubblico, e malgrado sia noto che a Stan piacciono le femminucce, lo svizzero manda un plateale bacio al suo indirizzo. Ovazione del Lenglen. Evidentemente è giunto il momento dei “coming out” perché Tsitsipas deve rispondere anche lui a tono ad una dichiarazione d’amore “omo”.

Stan spazza le righe col dritto ma Tsitsipas è più continuo e il 2 pari sembra stare stretto all’allievo di Anastasios. Anche Tsitsipas inizia a non essere pronto con i piedi, del resto siamo a 4 ore e 18 minuti di gioco, ma sa di poter restare nello scambio più a lungo del suo avversario e si accontenta di giocare alto sulla rete e di rimessa quando Wawrinka accorcia esausto. Lo svizzero cerca di uscire prima dallo scambio esponendosi ad errori inevitabili. La tattica procura al greco una sanguinante palla break, la quarta del set, annullata da un attacco a rete dello svizzero da brivido. Tsitsipas in difesa è solido ed è ancora palla break. Sulla volée di Wawrinka applaude anche la tribuna stampa che oramai fa finta di lavorare. Viceversa su quella di Tsitsipas comoda e a campo semi aperto, si affaccia qualche fischio. Wawrinka ha oramai il pubblico dalla sua parte e quando esplode il dritto del 3-2 ha segnato il Paris Saint Germain.

Tsitsipas va molto più veloce nei suoi turni di servizio anche perché visti gli ultimi risultati, quando si affaccia a rete rinuncia alla volée classica e sceglie lo schiaffo al volo. In un amen Wawrinka torna a servire.

Il tie-break si profila all’orizzonte. Poi ci ricordiamo che qui non c’è, neanche sul 12 pari, e d’improvviso le sedie del Lenglen diventano scomode e dure. Non che non ci sia passione per il match, ma adesso il bel gioco latita.Tsitsipas è ancora brillante fisicamente, spendendo vane energie nel recupero di colpi di Wawrinka impossibili da prendere senza montare su uno scooter. Ma la volée bassa di dritto con cui concede il 40-15 è l’ennesimo tocco al volo approssimativo, che stavolta lo obbliga a servire per restare nel match. Tsitsipas non vuol saperne di tremare e siamo 5 pari.

Wawrinka non gioca più un match razionale e col dritto alle volte la va, alle volte la spacca. La spacca, però, un rovescio di Stan e siamo alla ennesima palla break che Tsitsipas attacca col dritto (saranno 5 su 27 quelle trasformate dal greco): Stan è in difficoltà ed accorcia. Sull’approccio a rete del greco, Wawrinka tira un primo passante che Tsitsipas addomestica con la volée, ma sul secondo non basta neanche un plastico tuffo per Stefanos, che sporca anche il lato sinistro della maglia. Il boato del pubblico deconcentra Wawrinka che commette doppio fallo e viene salvato da un dritto fuori del campione delle NextGen Finals. Iniziano a diventare troppe le occasioni mancate da Tsitsipas in questo set e ciò nonostante Wawrinka gliene offre un’altra con uno scarico rovescio in rete. Terza palla per servire per il match e ancora il dritto tradisce il greco, stavolta amoreggiando con un paio di sensuali millimetri.

Wawrinka si tira via dalla buca con la complicità di altri due brutti errori di dritto di Tsitsipas e siamo al cambio campo con Tsitsipas ancora a servire per restare nel match. Oramai Wawrinka ha un solo colpo in canna ad ogni scambio e se non gli riesce la prima accelerazione, Tsitsipas è sempre in grado di trovarlo fuori posizione prendendosi anche i complimenti dell’avversario quando infila il dritto nell’angolo sguarnito. Quando scocca la quinta ora di gioco Tsitsipas commette un doppio fallo, ma quello sarà l’unico punto di Stan nel game.

Wawrinka deve fare miracoli per portare punti a casa. Una piccola contestazione di Tsitsipas su di un servizio di Stan è pretesto per i “buuh” del pubblico che si scalda ancor di più quando nel successivo turno di servizio Greco, Stan si trova a due punti dal match. Tsitsipas ha completamente smarrito il dritto nel quinto set e porta Wawrinka a due match point.

Il primo va fuori in risposta. Il secondo è un thriller: Tsitsipas muove Wawrinka verso destra, poi lo attacca col dritto a uscire. Stan col rovescio può solo allungarsi a pronunciare una preghiera in back lungolinea. Ha santi in cielo Stan the Man perché il passante supera Tsitsipas e bacia con un soffio di labbra la linea. Tsitsipas ci prova a indicare il segno sbagliato, ma la faccia da mariuolo è poco credibile.

Stefanos Tsitsipas – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il boato del Lenglen esplode dopo cinque ore e nove minuti, dopo un intero pomeriggio passato a chiedersi se il greco fosse pronto al definitivo salto di qualità, o se Wawrinka fosse redivivo. Troppe occasioni lasciate da Stefanos lungo la via. Troppi errori che forse non lo bocciano ma che di certo lo rimandano in questo continuo e stressante esame che è il tennis dell’epoca Federer-Nadal-Djokovic.

Al termine del match, a caldo (e non è un modo di dire) un esausto Wawrinka ha la forza di dire: “è incredibile! E ringrazio il pubblico che è stato eccezionale. Mi scuso per la durata del match con chi deve giocare dopo! Ma faccio anche i complimenti a Stefanos”. Le braccia sollevate al cielo d’auteuil. Chissà che fatica ha fatto Stan a quel punto anche solo per sollevarle. Chissà che fatica a tenerle basse troppo a lungo.

Stan Wawrinka – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

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Qualificazioni US Open: Travaglia e Gaio deludono, ok Paolini

Si fermano cinque dei 17 azzurri impegnati nel primo turno. L’ascolano cade da testa di serie numero uno contro il francese Benchetrit. Bene Napolitano e Baldi, out Trevisan

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Stefano Travaglia - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non il migliore inizio possibile per la folta pattuglia italiana nelle qualificazioni dello US Open. Dei 17 azzurri al via dei tabelloni cadetti (maschile e femminile) se ne sono fermati già cinque, tra cui Stefano Travaglia che non è riuscito a capitalizzare la testa di serie numero uno.

SOLO DUE GIOIE – La sconfitta dell’ascolano fa notizia: non gli è bastato un agevole primo set (6-2) per chiudere i conti col ventenne francese Elliot Benchetrit, 218 del mondo, uno che comunque – da qualificato – al Roland Garros si è tolto lo sfizio di buttare fuori al primo turno Cameron Norrie. Travaglia fallisce così quello che sarebbe stato il terzo accesso consecutivo al main draw di Flushing Meadows. Contro pronostico anche lo stop di Federico Gaio, visto che il cinese Zhang è più indietro di lui nel ranking di oltre duecento posizioni (356 ATP). Il fresco vincitore del Challenger di Manerbio, dopo aver ceduto il primo set al tie break, ha mollato la presa nel secondo.

Sudamericani indigesti per Andrea Arnaboldi e Roberto Marcora: il canturino rimedia un doppio 6-4 dall’ecuadoriano Emilio Gomez, mentre è il colombiano Santiago Giraldo a fermare la corsa del quasi trentenne di Busto Arsizio. Solo un paio le buone notizie: Stefano Napolitano non ha faticato al cospetto della wild card statunitense Sam Riffice e pesca ora al secondo turno il redivivo Hyeon Chung, rientrato nel circuito in estate dopo i guai fisici con il successo nel Challenger di Yokkaichi. Buona la prova di Filippo Baldi, che ha bisogno di oltre un’ora e 40 minuti di battaglia per superare il Davisman indiano Ramanathan. Occhio al secondo turno, perché nel suo spicchio di tabellone è saltata la settima testa di serie, Guido Andreozzi, per mano del tedesco Tobias Kamke.

Il quadro si completa nel day 2, con l’atteso derby tra Jannik Sinner e Matteo Viola che non dovrebbe procurare eccessive ansie all’altoatesino. Ostacoli teoricamente alla portata per Paolo Lorenzi e Salvatore Caruso, opposti rispettivamente allo spagnolo Perez-Perez (219) e al sudocoreano Yunseong Chung (259 ATP). L’esperto Garcia Lopez (36 anni) incrocia Lorenzo Giustino, mentre sono due tennisti di casa a testare le speranze di Alessandro Giannessi (contro Jeffrey Wolf) e Gianluca Mager (contro Noah Rubin).

Tra i protagonisti maggiormente attesi, da segnalare il ko della stellina spagnola Davidovich Fokina contro il giapponese Uchiyama. Sempre il Sol Levante – per mano di Watanuki – ha accecato Ernst Gulbis, capace di raccogliere appena tre game. A proposito di veterani, un doppio tie-break fa gioire Mischa Zverev ai danni di Denis Istomin: per il tedesco è appena la quinta partita vinta in stagione su 19 disputate.

 

JASMINE OK Continua la corsa di Jasmine Paolini, quattordicesima testa di serie. Nonostante il blackout del secondo parziale, la toscana ha regolato 6-1 al terzo la statunitense Arconada regalandosi la sfida non impossibile conto la rumena Ruse, battuta nel 2016 nell’unico precedente. Cade senza nemmeno combattere invece Martina Trevisan, che evita di un soffio il cappotto (6-0 6-1) contro la diciannovenne russa Varvara Gracheva. Avanti invece l’ex azzurra Liudmila Samsonova, che in passato ha rappresentato l’Italia e di recente a Palermo ha aperto (e poi chiuso, in qualche modo) una polemica postuma con il suo ex allenatore Riccardo Piatti.

Impegni non semplici quelli che attendono le altre due nostre portacolori: Giulia Gatto-Monticone (in cerca della terza qualificazione Slam consecutiva) se la vedrà con Shuai Peng, Martina Di Giuseppe trova Christina McHale. Le vincenti di questi due incontri si incroceranno al secondo turno.

I RISULTATI DEGLI AZZURRI

E. Benchetrit b. [1] S.Travaglia 2-6 7-6(3) 6-2
E. Gomez b. A. Arnaboldi 6-4 6-4
S. Giraldo b. R. Marcora 6-4 6-3
Z. Zhang b. F. Gaio 7-6(3) 6-3
S. Napolitano b. [WC] S. Riffice 6-2 6-4
F. Baldi b. R. Ramanathan 7-5 7-6(9)

V. Gracheva b. M. Trevisan 6-0 6-1
[14] J. Paolini b. U.M. Arconada 6-1 3-6 6-1

Il tabellone maschile aggiornato
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ATP

Cecchinato ritrova la vittoria a Winston-Salem. Avanza anche Giorgi

Il tennista siciliano approfitta del ritiro di Bublik dopo aver vinto il primo set. Interrotta la striscia di 10 sconfitte. Giorgi liquida in due set la russa Gasparyan all’esordio nel Bronx Open

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Nella marcia di avvicinamento del tennis italiano agli US Open, mentre sono in corso le qualificazioni dell’ultimo Slam dell’anno, arrivano due buone notizie per i nostri colori.

Si interrompe la striscia negativa di ben dieci sconfitte al primo turno (era ora!) per Marco Cecchinato, che a Winston-Salem (ATP 250) batte il kazako Bublik sfruttando il suo ritiro a inizio secondo set. Cecchinato aveva vinto il primo set al tie break per 7 punti a 3 ed era avanti 1-0 e servizio nel secondo parziale.

L’incontro si è giocato sul court 2, non coperto da produzione televisiva, dunque si può far riferimento soltanto alle indicazioni del livescore. Primo set molto equilibrato nella scansione dei punti, con il tennista siciliano bravo ad annullare le uniche due palle break del primo parziale nel settimo gioco. Equilibrio anche nel tie-break sino al 3-3, poi con 4 punti consecutivi Cecchinato ha portato a casa il set, pochi istanti prima del ritiro del ritiro di Bublik. Per Cecchinato al secondo turno ci sarà l’australiano John Millman (martedì ore 19, ancora sul court 2), con l’augurio che possa essere la scintilla utile a scatenare la rinascita del semifinalista del Roland Garros 2018.

La pioggia che sta imperversando sugli Stati Uniti ha costretto gli organizzatori a rinviare qualcuno dei match in programma, tra cui Fabbiano-Rublev che si giocherà nella giornata di martedì alle 19 italiane. Il pugliese, in caso di vittoria, sarebbe costretto al doppio impegno poiché attorno alla mezzanotte italiana dovrebbe sfidare Ramos-Vinolas. Al doppio impegno sarà costretto anche l’avversario di Sonego (uno tra Hoang e Dzumhur), che aspetta il vincitore della sfida di primo turno per affrontarlo dopo la mezzanotte.

 

Arrivano buone notizie anche dal torneo femminile Bronx Open, nuovo WTA International in corso di svolgimento a New York. Camila Giorgi ha disposto facilmente al suo esordio della russa Gasparyan. 6-2 6-3 il punteggio finale per la tennista marchigiana, sempre in controllo del match, chiuso in appena 67 minuti. Per lei al secondo turno sfida con la tedesca Petkovic che ha eliminato la testa di serie numero 4 del tabellone, la cinese Shuai Zhang. Avanzano al turno successivo anche Potapova, Muchova, Sasnovich e Siniakova. Eliminata nettamente anche Coco Vandeweghe, a cui il torneo aveva concesso una wild card, ancora in piena convalescenza dopo il lungo stop (è tornata in campo meno di un mese fa).

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

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Pagelle

Pagelle: l’estate di Medvedev, Kyrgios e la legge di Murphy

Medvedev corona un agosto stellare trionfando a Cincinnati. Il delirio di Kyrgios, le fatiche di Federer. Djokovic svagato, Kuznetsova ritrovata e Bautista top-10

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Ma cosa volete ancora da Nick Kyrgios (2)? Bravi voi, mentre siete sotto l’ombrellone, con una birra in mano, a godervi le vacanze e lui, poveretto, che due settimane fa ha fatto esattamente il suo dovere in quel di Washington, costretto a correre e giocare sotto al sole di Cincinnati per far felici quattro sfigati di spettatori.

E che avrà fatto di male poi stavolta? Ha sputato verso l’arbitro? Ma quando mai! È solo la legge di Murphy, lui aveva un insetto in bocca e ha cercato di liberarsi. Quella maledetta zanzara che lo ha inseguito persino nel corridoio mentre cercava di andare in bagno ed è stato costretto ad utilizzare due racchette per ammazzarlo.

E poi, vi pare giusto che quell’altro, solo perché ha vinto 40 volte quell’inutile torneo sulla terra rossa, possa impiegare tre ore per servire e lui non abbia nemmeno il tempo di cambiare il grip?

 

Complimenti alla Laver Cup (3) che un minuto dopo lo show di Nick ricordava via Twitter come l’australiano dia il meglio nella competizione più importante del circo-tennis.

Che poi tutto gli è concesso a Raffaello (4) pure di dare forfait all’ultimo momento, a tabellone complicato, tanto per dare fastidio a quegli altri 2. E cosa fanno gli altri due? Uno, Roger Federer (4) si ricorda improvvisamente il motivo per il quale si era rifugiato tra le mucche, le montagne, le baite e i prati…aaahahahahah i prati!!!!

E l’altro, Novak Djokovic (5,5) ha pensato bene di riabbracciare il Guru per ridare un po’ di pepe al circuito e di far credere al mondo che non sarà lui il favorito per i prossimi diciotto slam.

Ringraziate Dio che ci sia Nick insomma, altrimenti il tennis sarebbe una roba triste e per sfigati. Come Medvedev (10), un impiegato del catasto russo, spennacchiato, che tira comodini, fa la faccia da duro ma pure sua mamma si annoia a vederlo.

Poi vi ritrovate cucciolone Goffin (8,5) in finale di un 1000, uno che riesce pure a farsi male da solo con uno spazzolone o con una pallina da tennis.

O addirittura vi ritrovate in seminale Gasquet (8), che è tanto un caro ragazzo, ha un rovescio bellissimo, un tocco di palla soave, ma a 33 anni gioca ancora dai teloni.

Per fortuna ci sono le ragazze, con Svetlana Kuznetsova (9) che per una settimana ci ha ricordato – lei sì – cosa significhi la frase “essere il più forte di tutti quando ha voglia – Salvo rimembrare sul più bello il motivo per il quale Gianni Clerici la ribattezzò “la sciagurata”. Ringrazia Madison Keys (10) che si avvicina agli Us Open un po’ troppo da favorita per i suoi gusti.

Intanto Jannik Sinner ha compiuto i 18 anni nella settimana in cui Bautista Agut (8) ha raggiunto per la prima volta La top-10 a 31 anni suonati. Ecco, cerchiamo di non avere troppa fretta.

Ma insomma, stiamo ancora parlando di Bautista Agut e Carreno Busta? Per fortuna il tennis è Nick Kyrgios, il numero uno.

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