Mondo Challenger: Giannessi vince a Vicenza in un tripudio tricolore

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Mondo Challenger: Giannessi vince a Vicenza in un tripudio tricolore

In una settimana resa difficile dal meteo avverso che ha costretto a diversi doppi turni, trionfa Alessandro Giannessi che conquista il terzo titolo Challenger in carriera dopo una bella finale contro Filippo Baldi

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Vicenza 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

GIANNESSI, CHE SETTIMANA! – Per la prima volta in carriera Giannessi trionfa senza perdere neanche un set nell’arco del torneo, dimostrando un ottimo stato di forma per tutta la settimana. Per un lottatore come Alessandro, dal gioco molto dispendioso fisicamente, vincere in maniera agevole i primi match contro Gaio e Menendez Maceiras, concedendo appena 6 giochi al primo e 2 giochi al secondo è stato decisivo in quanto le giornate finali, piene di doppi turni, sarebbero state molto insidiose qualora avesse speso energie preziose nei primi turni. Giunto fresco ai quarti ha regolato l’australiano Polmans con un 6-4 7-5 e ha potuto giocare la semifinale con Mager partendo molto più fresco del suo avversario e connazionale, che nei turni precedenti aveva sconfitto 7-6 al terzo Ocleppo e 7-5 al terzo Coria. La semifinale con Mager è stata abbastanza a senso unico, tanti scambi lunghi vinti dal nativo di La Spezia han fatto la differenza in un match terminato con un duplice 6-3 in favore di Giannessi.

L’ATTO CONCLUSIVO – Giunto in finale, Giannessi ha dovuto vedersela con Filippo Baldi, tornato ad ottenere un risultato di prestigio dopo mesi sicuramente non facili, a causa della morte del padre. Baldi per arrivare all’atto conclusivo aveva dovuto sconfiggere il qualificato Hassan, sorpresa del torneo, sul quale si è imposto solamente 7-5 al terzo mentre nel suo cammino aveva battuto anche gli italiani Vavassori e Pellegrino autori di un ottimo torneo. Filippo in finale era partito meglio ma la svolta è stata nel nono gioco, con Baldi che non ha capitalizzato due set point, uno dei quali a causa di una strenua difesa di Giannessi, ha subito il controbreak e da lì in avanti ha mostrato di avere molte meno energie nel serbatoio incassando un duro parziale di 10 games a 2.

GLI ALTRI AZZURRI – Cinque giocatori nei quarti di finale, tre semifinalisti, due finalisti: senza dubbio è stato un ottimo torneo per i nostri portacolori, con alcune liete sorprese come Francesco Forti, giunto per la prima volta ai quarti di finale di un Challenger dopo due vittorie assolutamente contropronostico con Gianluigi Quinzi e Paolo Lorenzi. Un altro giocatore che appare finalmente ritrovato è Andrea Pellegrino, arrivato ai quarti di finale con una bellissima vittoria sul forte polacco Majchrzak. Bene anche Bortolotti e Giacomini ai primi risultati in stagione a livello Challenger, con un terzo turno raggiunto da entrambi: Luca Giacomini, wild card locale, ha esaltato il pubblico nel match di secondo turno rimontato contro il talentuosissimo portoghese Pedro Sousa.

 

Risultato finale: A. Giannessi b. F. Baldi 7-5 6-2

QUESTA SETTIMANA – Mentre il Challenger di Vicenza è stato l’unico disputato in questi sette giorni appena trascorsi, la prossima settimana ci saranno ben cinque tornei Challenger, il più prestigioso è sicuramente quello di Surbiton che decreta l’inizio della stagione sull’erba e vede al via otto top 100. Tanti azzurri impegnati su terra europea nei tornei di Prostejov e Poznan, Giustino invece si è spinto fino ad Almaty mentre nessun azzurro sarà al via a Little Rock.

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Gaio, trionfo e best ranking. Johnson domina ad Aptos

Splendida settimana di Federico Gaio che trionfa a Manerbio dopo il netto successo in finale su Paolo Lorenzi

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Paga la scelta di Steve Johnson che decide di giocare ad Aptos anziché tentare le quali a Montreal e vince il titolo. Sugita trionfa a Yokkaichi, Hanfmann a Augsburg.

Challenger Manerbio (Italia, terra battuta, montepremi €46.600)

Splendida settimana da parte di Federico Gaio che conquista il primo titolo del 2019, il terzo in carriera a livello Challenger, e migliora il suo best ranking approdando al numero 145 della classifica ATP. Il faentino, tornato da qualche mese sotto la guida di Daniele Silvestre, come ha ripetuto più volte in questa settimana grazie al coach di Latina sta riuscendo a mettere ordine nel suo gioco ed è quello che è sempre servito a Gaio, dal tennis a tratti spettacolare ma troppo discontinuo, specialmente nei momenti chiave del match. Proprio con un match difficile, che ha fatto notare i miglioramenti sotto il punto di vista mentale, é iniziato il cammino di Gaio, riuscito a battere Reboul solamente al tie break del terzo parziale. Anche nel match successivo Federico ha dovuto rimontare un set al croato Serdarusic prima di vincere 6-4 al terzo e poi approfittare nel pomeriggio della grande stanchezza di Lorenzo Giustino, costretto al doppio turno a causa dalla pioggia, che nel match del mattino aveva battuto il russo Kotov ma aveva accusato un problema al gomito che lo avrebbe costretto al ritiro dopo 6 games nel match con Gaio. La semifinale contro Federico Coria, fratello d’arte, è partita in modo pessimo per il tennista di Faenza che ha perso il primo parziale per 6-1 e anche all’inizio del secondo è apparso ancora troppo falloso ma ha ritrovato fiducia tenendo un game complesso e piano piano il pressing da fondo campo dell’argentino é diminuito di intensitá permettendo a Gaio di comandare negli scambi e di iniziare ad usare con grossa intelligenza anche la palla corta, ottima arma del faentinoche ha stancato sempre di più Coria. Nel terzo set l’argentino, visibilmente stanco, ha ceduto con un netto 6-2 che ha permesso a Federico di strappare il pass per la finale. 

 

Dall’altra parte della rete, ad attenderlo, c’era l’espertissimo Lorenzi, giunto in finale dopo qualche problema specialmente nei match contro Torebko e Doumbia vinti con più fatica del previsto. I due italiani, che si conoscevano da anni ed anni e si sono anche allenati spesso assieme a Tirrenia, han dato vita ad un match meno equilibrato del previsto; dopo un inizio con tanti game lunghi ed uno scambio di break, Gaio ha iniziato a dominare in lungo e largo non concedendo mai la possibilitá a Lorenzi di comandare gli scambi e gli errori del tennista senese sono piano piano aumentati. Dopo un primo set chiuso con lo score di 6-3, Gaio in tutto il secondo parziale ha concesso appena due punti al servizio, breakkando in due occasioni Lorenzi e chiudendo con un netto 6-1 a suon di dritti vincenti e palle corte millimetriche. 

Finale: F. Gaio b. P. Lorenzi 6-3 6-1

Challenger Aptos (USA, hard outdoor, montepremi $81.240)

Steve Johnson sceglie di abbassare il livello, rinuncia alle qualificazioni del Master1000 di Montreal per riprendere punti e fiducia e la scelta paga: torneo dominato dall’inizio alla fine da parte del tennista statunitense che in tutta la settimana non ha concesso nemmeno un set ai suoi avversari, dimostrando di appartenere ad un altro livello. L’uscita della prima testa di serie, Damir Dzumhur, un altro dei nomi eccellenti di questo torneo ha sicuramente aiutato ma non vanno levati i meriti a Steve Johnson che ha sconfitto comunque avversari di buon livello per questa categoria, specialmente ai quarti di finale e in semifinale, dove ha battuto rispettivamente Go Soeda e Egor Gerasimov. 

Ad attenderlo all’atto finale c’era Dominik Koepfer, uno dei tennisti in maggiore crescita in questo 2019 che era arrivato in finale anche lui senza perdere un set. Il tedesco, dopo una falsa partenza, aveva riagguantato l’americano sul 4-4, ma un altro passaggio a vuoto sul 4-5 con una volèe non chiusa e un dritto sbagliato han permesso a Johnson di aggiudicarsi il primo parziale al primo tentativo. Nel secondo set entrambi han tenuto agevolmente i propri servizi, con una sola palla break concessa dal tedesco, ma ben annullata, che coincideva con un match point in favore di Johnson: si giunge così al tie break dove l’americano continua a servire molto bene e due errori di rovescio son fatali a Koepfer, sconfitto nel tie break con lo score di 7-4.

Finale: S. Johnson b. D. Koepfer 6-4 7-6(4)

Challenger Augsburg (Germania, terra battuta, montepremi €46.600)

Secondo successo stagionale per Yannick Hanfmann che dopo un periodo costellato da problemi fisici sembra aver ritrovato la migliore condizione fisica ed un tennis di un livello simile a quello che nel 2017 permise al tedesco di affacciarsi tra i primi 100 giocatori al mondo. Dopo un inizio di torneo complicato con due match vinti in rimonta contro Molcan ma soprattutto Bachinger, in un derby di ottimo livello, Hanfmann ha battuto facilmente Vanneste ai quarti di finale e Mena in semifinale, lasciando per strada appena cinque games complessivi e giungendo in finale da netto favorito contro la sorpresa del torneo, il finlandese Emil Ruusuvuori, capace in precedenza di estromettere anche la prima testa di serie Laaksonen. Dopo un primo set nel quale Hanfmann non ha saputo sfruttare le occasioni concesse dal finlandese e ha perso ogni game lottato, finendo per concedere il parziale con un falso 6-2, a partire dal secondo set il tennista tedesco ha alzato il livello sbagliando molto di meno e iniziando a rispondere meglio sulle palle break, vincendo il secondo set con lo score di 6-4. Il terzo è stata una vera e propria battaglia con il finlandese che soffriva maggiormente nei propri turni di servizio ma riusciva a tenerli tutti fino ad avere match point sopra 5-4: a quel punto il braccio tremava, tre risposte o sbagliate o troppo corte su tutti i match point permettevano ad Hanfmann di restare in partita ma non solo, anche di breakkare nel game successivo, con Ruusuvuori che ha commesso tanti altri errori grossolani. Uscito di testa dal match, con tantissimi rimpianti, Emil ha perso anche l’ultimo gioco senza lottare particolarmente concedendo a Hanfmann la gioia del secondo titolo stagionale e il rientro tra i primi 200 giocatori al mondo, esattamente al numero 187 del ranking ATP. 

Finale: Y. Hanfmann b. E. Ruusuvuori 2-6 6-4 7-5

Challenger Yokkaichi (Giappone, hard outdoor, montepremi $54.160)

Secondo successo nel giro di 20 giorni per Yuichi Sugita che finalmente sembra tornato ad un buon livello sia di tennis e sia di fiducia nei propri mezzi. Dopo aver sconfitto il giapponese Tatsuma Ito e il giocatore di Taipei Yang, Yuichi ha approfittato del walkover di Hyeon Chung ai quarti di finale, in quanto il coreano non è ancora abituato a giocare tutti questi match in pochi giorni, essendo rientrato da pochissimo dall’infortunio. Dopo una vittoria in due set in semifinale contro la sorpresa del torneo, Sho Shimabukuro, Sugita all’atto finale ha affrontato James Duckworth, altro tennista con un recente passato ampiamente tra i primi 100 giocatori al mondo. Una grande battaglia che, dopo la vittoria di un set per parte, si è conclusa solamente al tie-break del terzo set dove ad imporsi é stato proprio il tennista giapponese che puó festeggiare il ritorno tra i primi 150 giocatori al mondo, precisamente al numero 133. 

Finale: Y. Sugita b. J. Duckworth 3-6 6-3 7-6(1)

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: non solo Sinner e Travaglia. Chung torna e vince subito

Settimana ricca di storie interessanti nel circuito challenger. Due titoli italiani, ma anche il ritorno con vittoria di Chung e la gran settimana di Nicola Kuhn

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Come vi abbiamo già raccontato, è stata una splendida settimana per il tennis azzurro nel circuito cadetto col secondo sigillo a livello Challenger da parte di Jannik Sinner che si è imposto a Lexington. Ottima vittoria anche di Stefano Travaglia sulla terra di Sopot, ma la prima sette giorni di agosto ha offerto anche altri motivi di interesse. Vince Hyeon Chung al rientro a Chengdu, trionfa Kuhn in casa a Segovia e vince il secondo challenger in carriera Milojevic a Liberec. 

Challenger Lexington (USA, hard outdoor, montepremi $54.160)

Al secondo torneo della prima trasferta USA nella carriera di Jannik Sinner, arriva il secondo titolo Challenger della carriera dell’altoatesino, senza il conforto del tifo come era accaduto a Bergamo. Dopo un primo turno più sofferto del previsto contro Zakharov, dal match col bombardiere Cressy in poi il nostro Jannik ha sensibilmente alzato il livello sconfiggendo, sempre in tre set, anche il coreano Duckhee Lee, ottimo prospetto divenuto celebre anche per la sua totale sordità. La semifinale con Aragone è stata più semplice del previsto e il test più duro è stato quello in finale contro il mancino Bolt, che specialmente nel terzo set, escluso il break iniziale abbastanza regalato al giocatore italiano, ha alzato il livello ed è riuscito ad annullare tre match point, uno dei quali con uno scambio entusiasmante da quasi 30 colpi, prima di cedere al quarto commettendo un deleterio doppio fallo.

Sfondato il muro dei primi 150 giocatori al mondo, l’approdo nei primi 100 entro la fine dell’anno è tutt’altro che utopia, ma è bene restare con i piedi a terra, come dimostra Jannik dichiarazione dopo dichiarazione e partita dopo partita, quindi la concentrazione va sul Challenger di Aptos dove l’altoatesino giocherá la prossima settimana. Sinner esordirà contro l’australiano Maverick Banes (n.228 ATP).

 

Finale: J. Sinner b. A. Bolt 6-3 4-6 6-4


Challenger Sopot (Polonia, terra battuta, montepremi €92.040)

Un solo set perso in tutta la settimana da parte di Stefano Travaglia che vince il secondo titolo stagionale ed entra tra i primi 80 giocatori al mondo per la prima volta in carriera. Un’ottima cavalcata da parte del tennista marchigiano che, dopo un esordio facile contro Michalski, ha avuto la meglio di due specialisti del rosso come Elias e Safwat perdendo complessivamente appena 14 giochi e dimostrando che il suo tennis, nelle giornate migliori, appartiene a una categoria decisamente superiore. La combinazione servizio e dritto ha funzionato al meglio anche nel match di semifinale contro Lamasine, regolato con lo score di 6-1 7-5. Travaglia ha così potuto giocare la terza finale stagionale, nella quale ha sconfitto un buon Filip Horansky che ha speso moltissimo nel secondo set per rientrare in partita, ma ha pagato dazio accorciando i colpi e permettendo al nativo di Ascoli di vincere nettamente il set decisivo. ‘Stetone‘ puó adesso volare in America e concentrarsi sulla stagione su cemento. 

Finale:  S. Travaglia b. F. Horansky 6-4 2-6 6-2


Challenger Chengdu (Cina, hard outdoor, montepremi $135.400)

Ritornare dopo sei mesi e vincere subito un titolo non è mai facile, ma Hyeon Chung ce l’ha fatta: il coreano, tartassato negli ultimi 18 mesi da problemi fisici che gli hanno impedito di ripetere brillanti risultati come la semifinale ottenuta agli Australian Open, è rientrato questa settimana e conquistato il suo nono Challenger in carriera dopo due anni di assenza dal circuito cadetto. Il test contro Di Wu al secondo turno è stato molto duro per la condizione atletica di Chung, bravo ad imporsi dopo oltre due ore e mezza di lotta. Altri tre set nel derby coreano contro Nam son valsi a Chung l’accesso alle semifinali dove ha sconfitto l’ex top 100 Tatsuma Ito in due parziali giocando la miglior partita della settimana. La finale contro Yuichi Sugita, che un anno e mezzo fa sarebbe potuta essere quella di un torneo ATP, in quanto entrambi stazionavano stabilmente dentro i primi 50 giocatori al mondo, è stata sempre in controllo del coreano che si è imposto col punteggio di 6-4 6-3 per un successo che in termini di fiducia vuol dire sicuramente tanto. Chung guadagna 25 posizioni in classifica e va al 141esimo posto. 

Finale: H. Chung b. Y. Sugita 6-4 6-3


Challenger Segovia (Spagna, hard outdoor, montepremi €69.280)

Dopo il successo del 2017 che aveva sorpreso tutti sulla terra di Braunschweig, Nicola Kuhn torna a conquistare un titolo a livello Challenger sui campi in cemento di Segovia, al termine di una settimana memorabile dove ha dimostrato di essere migliorato sulle superfici più rapide, mostrando un tennis più offensivo rispetto al passato. Bella la vittoria al terzo turno contro l’ucraino Marchenko, lontano dalla miglior condizione ma che sui campi rapidi è sempre un test impegnativo. Per arrivare sino in finale, Kuhn è stato aiutato dalle premature eliminazioni di tutte le teste di serie in quel lato di tabellone, infatti ha sconfitto due avversari sicuramente non irresistibili come il turco Celikbilek e lo svedese Eriksson, giunto in semifinale molto stanco dopo oltre dieci ore di match e infatti dominato con un duplice 6-2. Livello notevole nella finale contro il russo Kotov, che alla prima finale challenger in carriera ha pagato un po’ la pressione nelle fasi iniziali ma pian piano ha iniziato a sciorinare il suo miglior tennis costringendo Kuhn a soffrire molto nel secondo parziale, vinto solamente al tie-break dopo tante occasioni mancate da ambo le parti. Bel balzo in classifica e ingresso in top 200 per Kuhn (188esimo), dopo la fugace apparizione di metà 2018.

Finale: N. Kuhn b. P. Kotov 6-2 7-6(4)


Challenger Liberec (Rep. Ceca, terra battuta, montepremi €46.600)

Secondo titolo in carriera per Nikola Milojevic che dopo una stagione con tanti buoni piazzamenti vince a Liberec al termine di una settimana nel corso della quale ha faticato non poco per battere avversari di gran livello come Coria, Taberner e Vesely, anche se quest’ultimo è apparso in gravi difficoltá fisiche e non si è ritirato solamente per onorare il torneo di casa. La finale contro il brasiliano Rogerio Dutra Silva è stata estremamente lottata con tantissimi scambi interminabili e incitamenti continui da ambo le parti: a prevalere, col punteggio di 6-4 al terzo sigillato da un magnifico rovescio lungolinea, è stato Milojevic che da questa settimana rientrerá trà i primi 150 al mondo. 

Finale: N. Milojevic b. R. Dutra Silva 6-3 3-6 6-4

A cura di Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Sugita torna al successo dopo due anni

Dopo 24 mesi difficili, il giapponese torna a sorridere a Binghamton. Escobedo trionfa a Granby, sul rosso vincono Ymer e Vilella Martinez. Si ferma agli ottavi il primo torneo su cemento americano della carriera di Sinner

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Yuichi Sugita - ATP Challenger Binghamton (foto via Twitter, @BingChallenger)

Challenger Granby (Canada, duro outdoor, $81.240)

Al termine di una settimana molto dura con sei match su sei vinti in modo abbastanza lottato, trionfa Ernesto Escobedo tornando al successo in un torneo che mancava da 3 anni. Classe 1996, classico giocatore americano servizio e dritto, “Neto” sembrava pronto all’esplosione due stagioni fa quando raccoglieva parecchi successi sia a livello Challenger e sia prestigiosi turni passati a livello ATP, ma poi qualcosa nel suo tennis si è inceppato, la fiducia è diminuita progressivamente fino ad uscire anche dai primi 250 giocatori al mondo.

Dopo un inizio di settimana titubante con un set perso contro l’olandese Verbeek, l’americano ha innalzato il livello sconfiggendo Uchida e soprattutto il rientrante Vasek Pospisil per approdare ai quarti di finale. Dopo un’altra bella vittoria su Couacaud con un periodico 7-5 c’è stato il match più duro e bello del torneo contro un altro talento proveniente dai college americani, Borna Gojo: nei primi due set non c’è stato nessun break nonostante le 13 palle break concesse (ed annullate) da entrambi i giocatori e dopo un tie break vinto a testa si è giunti al terzo set dove il croato è partito avanti di break ma poi ha iniziato ad accusare la fatica e a causa dei crampi alla gamba destra non è riuscito più a muoversi sufficientemente e per Escobedo è stato tutto più facile con sei giochi vinti di fila e lo score finale di 6-7 7-6 6-2.

Nell’atto finale contro Uchiyama, Ernesto è stato estremamente solido al servizio perdendo solo 7 punti in tutto il match con la prima in campo e non facendosi mai strappare il servizio. Pochissimi scambi lunghi, tante combinazioni servizio-dritto da parte di ambo i giocatori in un match molto lottato che ha visto l’americano trionfare con lo score di 7-6 6-4, approfittando dell’unica palla break concessa da Uchiyama nel secondo set, precisamente al nono game, per poi chiudere agevolmente con un game tenuto a zero che ha permesso al ventitreenne americano di chiudere la contesa con un trionfo che lo riavvicina significativamente alla top 200.

Finale: E. Escobedo b. [3] Y. Uchiyama 7-6 6-4

 

Challenger Binghamton (USA, duro outdoor, $54.160)

Dopo aver assaporato la top 50 ed il primo successo ATP ad Antalya nel 2017, Yuichi Sugita ha attraversato un 2018 e una prima metà di 2019 molto difficili, con anche pochi successi raccolti su erba, la superficie preferita dal tennista nipponico. Questa settimana sul duro americano, seppur non esprimendo il suo miglior tennis, Sugita ha giocato in modo molto concreto durante tutta la settimana arrivando in semifinale senza perdere nessun set dopo aver sconfitto Ortega Olmedo, Leshem e Purcell. Il penultimo atto contro Mitchell Krueger, che agli ottavi aveva estromesso il nostro Jannik Sinner, è stato il primo match realmente duro vinto dal giapponese solo 6-4 al terzo set.

La sfida conclusiva del torneo è stata contro Joao Menezes, giocatore brasiliano classe 1996 che negli ultimi 10 mesi ha scelto di dedicarsi con costanza al circuito Challenger compiendo un notevole salto di qualità, testimoniato dalla vittoria a Samarkanda, dalla semifinale a Gatineau e appunto da questa splendida settimana dove è arrivato in finale senza perdere alcun set. Dopo un primo set lottatissimo vinto al tie break da Sugita, il giapponese ha abbassato un po’ il ritmo da fondocampo facendo comandare a Menezes quasi tutti gli scambi e il secondo parziale è andato al brasiliano con un netto 6-1. La svolta del terzo parziale è stata nel primo game quando Sugita ha annullato due pericolosissime palle break, ha tenuto il servizio e da quel momento è tornato a giocare ad un ottimo livello, in spinta costante e con qualche notevole discesa a rete, con Menezes che non ha saputo trovare contromisure sufficienti ed è stato travolto dal nipponico con un netto 6-2 finale, che ha permesso a Sugita di alzare le braccia al cielo con lo sguardo visibilmente commosso e sollevato.

Inizia con una eliminazione agli ottavi di finale che lascia l’amaro in bocca la trasferta americana di Jannik Sinner, 2001 altoatesino che ha sorpreso tutti in questo 2019 dimostrando una crescita costante e la capacità di poter competere già a livello ATP. Dopo un bye al primo turno e successo sofferto contro il cileno Barrios Vera, ottenuto in tre set, la corsa di Jannik si è interrotta agli ottavi contro Krueger in un match dove l’italiano ha sprecato tantissimo nel primo set, perso da 5-3 e servizio con anche un set point avuto sul 5-4. Sotto di set e break, quando molti avrebbero mollato, Sinner ha inanellato un parziale di 6 games consecutivi che gli ha permesso di vincere il secondo parziale col punteggio di 6-1. Partito forte anche nel terzo, con due chances di break nel terzo game, Jannik non è riuscito a concretizzare le occasioni concesse dall’americano e da quel game in poi ha commesso più errori del dovuto specialmente col dritto, permettendo a Krueger di riprendere fiducia e arrivare al successo grazie ad un break nell’ottavo gioco del terzo set.

Finale: [11] Y. Sugita b. [14] J. Menezes 7-6(2) 1-6 6-2

Challenger Praga (Repubblica Ceca, terra battuta, $46.600)

Eccezionale settimana di Mario Vilella Martinez a Praga coronata dal primo successo in carriera a livello Challenger da parte del tennista iberico in una settimana nella quale non ha perso nessun set concedendo massimo 7 games a ciascun avversario. Dopo un esordio agevole contro la wild card Martin Damm, a sorprendere è stata la facilità con cui si è sbarazzato di Nedovyesov e soprattutto Balasz, finalista la settimana precedente ad Umago, battuto con lo score di 6-4 6-3. Ai quarti di finale Mario ha estromesso l’italiano Lorenzo Giustino: peccato per il tennista campano che dopo aver perso il primo parziale con un netto 6-0 ha avuto tantissime occasioni ma ha ceduto anche il secondo set dopo un lottato tie break perso col punteggio di 9-7. Giunto in semifinale l’iberico ha avuto la meglio nel derby spagnolo su Taberner, crollato dopo un primo set molto lottato, finendo per perdere con lo score di 7-5 6-2.

In finale Vilella Martinez ha trovato dall’altra parte della rete il giovane di Taipei Chun Hsin Tseng, alla prima finale challenger, raggiunta a sorpresa su terra a suon di vittorie convincenti su avversari di spessore come Muller, Martin e Zapata Miralles. Ottima la partenza del diciottenne anche in finale, salito 4-1 dopo pochi minuti con tantissimi vincenti da fondocampo con entrambi i fondamentali, ma da quando Vilella ha trovato più profondità nei colpi e ha iniziato ad attaccare maggiormente, Tseng non ha saputo trovare le giuste contromisure e con un parziale di 11 games a 2 lo spagnolo ha vinto col punteggio di 6-4 6-2.

Finale: M. Vilella Martinez b. C. Tseng 6-4 6-2

Challenger Tampere (Finlandia, terra battuta, €46.600)

Nonostante i fratelli Mikael ed Elias Ymer siano le uniche speranze del panorama svedese da qualche anno a questa parte, probabilmente per le troppe aspettative riposte su entrambi, nessuno dei due è mai riuscito a superare in carriera la barriera dei primi 100 giocatori al mondo ma con questo successo Mikael ci si avvicina significativamente approdando al numero 108 del ranking ATP. Cinque incredibili battaglie, tutte dalla durata di oltre 2 ore con 3 set giocati, sono valse al ventenne svedese il secondo sigillo a livello Challenger, il primo su terra battuta. Durante tutta la settimana il giovane svedese ha espresso un tennis molto solido, che di sicuro non emoziona e non ruba l’occhio, ma che specialmente su questa superficie può consentirgli di scalare il ranking di almeno altre quaranta-cinquanta posizioni.

I primi due match, vinti in lotta con Van De Zandschulp e Niklas Salminen, sono stati di livello sicuramente inferiore rispetto a quanto mostrato dai quarti di finale in poi, con avversari di tutto rispetto come Krstin e Rola, battuti rispettivamente per 7-6 e per 7-5 al terzo, giocando in modo eccellente i punti decisivi. Nell’atto conclusivo la finale è stata condizionata dalla mancanza di continuità di Tallon Griekspoor, che è ricorso anche ad un medical time out ma non è mai riuscito ad esprimere il suo miglior tennis mischiando qualche accelerazione vincente a tanti, tantissimi errori non forzati, che hanno permesso al giovane svedese di prevalere con lo score finale di 6-3 5-7 6-3.

Finale: [3] M. Ymer b. [9] T. Griekspoor 6-3 5-7 6-3

Andrea Pellegrini Perrone

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