Roland Garros: Thiem spezza il sogno di Djokovic, seconda finale a Parigi

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Roland Garros: Thiem spezza il sogno di Djokovic, seconda finale a Parigi

PARIGI L’austriaco vince in 5 set un match dai mille colpi di scena e un’altra interruzione per pioggia. Rematch della finale con Nadal. Djokovic dice addio al secondo Nole Slam

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Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Parigi

[4] D. Thiem b. [1] N. Djokovic 6-2 3-6 7-5 5-7 7-5

Tra le polemiche suscitate dalla sospensione venerdì sera a causa di (errate) previsioni meteorologiche ed i capovolgimenti di scena visti sabato, questa seconda semifinale del Roland Garros 2019 non finirà tanto presto di suscitare discussioni e polemiche. Dominic Thiem alla fine è riuscito a conquistare la sua seconda finale consecutiva al Bois de Boulogne nonostante le sospensioni per il maltempo siano sempre arrivate quando l’inerzia del match era a suo favore e nonostante la clamorosa paralisi emotiva che l’ha colto sul 5-3 40-15 nel quinto set, quando ha rimesso in gara un avversario che sembrava già battuto.

 

Difficile individuare un filo conduttore comune tra tutti gli spezzoni di partita disputati tra un giorno e l’altro. Certo è che dopo l’ultima sospensione per pioggia i due protagonisti hanno rifiutato quasi sistematicamente gli scambi prolungati sulle diagonali, cercando quasi sempre di aprire il campo, mentre nei segmenti precedenti si è visto un Djokovic piuttosto propenso a prendere la rete, forse per mascherare le fasi di relativa insicurezza da fondocampo, e un Thiem che si è progressivamente ritirato nel suo orticello 3-4 metri oltre la linea di fondo, dovendo tentare spesso e volentieri colpi molto difficili per rintuzzare gli attacchi di Djokovic.

LA CRONACA – Dopo un paio di “scentrate” rimediate con l’annullamento di una palla break nel game di apertura, Thiem si lasciava invischiare in alcuni scambi prolungati che, due giochi più tardi, gli costavano il controbreak. Djokovic, molto meno nervoso della sera precedente e più ben disposto ad accettare il vento, si metteva in opzione “metronomo” senza sbagliare mai e otteneva due delicate chance del 5-4, annullate da Thiem con coraggio e un pizzico di fortuna. Ma è sul 6-5 Thiem che arrivava il Nole che non ti aspetti: tre errori gratuiti piuttosto grossolani, tre set-point annullati con grande risolutezza, ma sul quarto il passante di rovescio dell’austriaco era troppo basso e radente per essere addomesticato da Nole e dopo due ore e un quarto di gioco (di cui solo 47 nella giornata di sabato) il numero uno del mondo si trova sotto per due set a uno.

Djokovic si tratteneva a stento dallo scagliare la pallina nelle serre d’Auteuil, ma l’arbitro gli appioppava comunque un’ammonizione per “condotta antisportiva”, apparentemente per aver commentato “Bravo, ti sei fatto un nome, tutti si ricorderanno di te”, riferendosi ad un episodio di qualche game prima quando, dopo aver ricevuto un “time violation”, il campione serbo si era lamentato perchè il punteggio veniva chiamato troppo presto.

Era comunque Nole a sprintare in vantaggio all’inizio del quarto set, con un break ottenuto sull’1-1 grazie anche a un piccolo calo di attenzione di Thiem, che sbagliava due rovesci non impossibili per lui. Il controbreak però arrivava immediatamente dopo, alla terza chance, grazie a un fortunatissimo passante di rovescio che il nastro rendeva imprendibile. Tutto inutile, comunque, perchè con un game sottotono Thiem si lasciava scappare di nuovo Djokovic, che metteva a segno una striscia di sette punti consecutivi per andare 4-2 0-15. Ma nessuno dei due riusciva a dare continuità al proprio gioco: altri due errori piuttosto inconsueti di Nole riportavano il punteggio in parità sul 4-4. La soluzione del parziale veniva all’undicesimo game, quando Thiem perdeva la battuta per la terza volta nel set, chiudendo il game con un doppio fallo, dando il via libera a Djokovic per portare il match al quinto dopo tre ore e cinque minuti.

Il livello di gioco non era eccelso all’inizio del set decisivo: parecchi errori, da ambo le parti, la stanchezza e la tensione la facevano da padrone, spingendo Thiem sempre più indietro rispetto alla linea di fondo e consigliando Djokovic a essere meno aggressivo nei palleggi, affidandosi piuttosto a qualche estemporanea discesa a rete. Le palle break nei primi due game svanivano come erano arrivate, ma sull’1-1 altri due errori non forzati del serbo davano il break a Thiem che poi si issava 4-1. Quando nel gioco successivo Nole doveva affrontare la palla dell’1-5 il match sembrava quasi finito, ma Giove Pluvio non aveva ancora finito di divertirsi con questa partita, e apriva i rubinetti, propiziando la fuga dei giocatori verso gli spogliatoi.

Si riprendeva dopo un’ora e sei minuti di pausa con Djokovic che fermava il gioco su un colpo di Thiem il quale invece veniva dato in campo, regalando all’austriaco la seconda palla del 5-1. Salvatosi bene con la battuta, il serbo andava a riprendersi il break subito dopo, arringando la folla con la mano quando, sulla palla break, il pallonetto di Thiem atterrava appena oltre la riga di fondo. Ma nell’ennesimo colpo di scena di questa partita da film thriller, sul 3-4 30-0 Djokovic si “autobreakkava” con quattro errori gratuiti mandando a servire per il match il suo avversario, il quale a sua volta, arrivato a due match-point sul 40-15, infilava altri quattro gratuiti riaprendo la partita. La fine però arrivava poco dopo: al terzo match-point sul 6-5 servizio Djokovic, un diritto vincente di Thiem poneva fine a questa partita infinita dopo 4 ore e 13 minuti.

ANCORA LORO – La finale del singolare maschile sarà dunque la stessa dell’edizione 2018, con Rafel Nadal che avrà avuto oltre 24 ore di riposo in più rispetto a Thiem, oltre ad aver giocato quasi due ore in meno in semifinale. I numeri sembrano tutti a favore del dodicesimo titolo del maiorchino, che è in vantaggio 8-4 nei precedenti (curiosamente tutti tranne uno disputatisi sulla terra battuta) ed è sicuramente un altro giocatore rispetto a quello che poche settimane fa perse l’ultima sfida tra i due a Barcellona.

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

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Qualificazioni US Open, Day 3: giornata grigia per gli azzurri in gara

Tre sconfitte su tre partite per i giocatori italiani impegnati in questo secondo turno di qualificazioni, rimasti in quattro che scenderanno in campo domani

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Rimpianto Baldi – Esce di scena al secondo turno del tabellone cadetto Filippo Baldi, sconfitto dal tedesco Kamke con lo score di 6-4 7-6(5). Dopo uno scambio di break iniziale, il game chiave nel primo set è stato il settimo dove Filippo aveva rimontato da 0-40 prima di mancare una palla game a causa di un dritto uscito di poco e di cedere il servizio alla quinta occasione utile. Nel secondo set Baldi ha alzato sensibilmente il livello di gioco, vincendo tanti games lottati sul suo servizio grazie ad ottime soluzioni con ambo i fondamentali e a qualche buona discesa a rete che ha colto di sorpresa il tedesco, che dal canto suo ha sempre servito in maniera efficace garantendosi un paio di punti “gratuiti” ogni game di battuta. Sul 5-5 Baldi subisce un break che sembrava condannarlo alla sconfitta, a causa di un doppio fallo e di qualche colpo in difesa lungo di poco, ma nel game successivo grazie a due punti vinti in strenua difesa è riuscito ad allungare il set al tie break, nel quale ancora una volta si è arrivati punto a punto, senza minibreak fino al 5-6. Sul match point purtroppo a Filippo non è entrata la prima di servizio e sulla seconda dell’italiano Kamke ha messo i piedi in campo e ha comandato lo scambio chiuso con un potente rovescio lungolinea sul quale l’italiano non ha potuto far nulla.

Sconfitte nette per Napolitano e Paolini – Due match diversi per gli altri due italiani impegnati quest’oggi, ma che finiscono con lo stesso esito, ossia una sconfitta in due set abbastanza netti ai danni dei nostri portacolori. Stefano Napolitano sin dall’inizio è entrato in campo sfavorito in quanto sappiamo bene che Hyeon Chung, anche se non al meglio della condizione fisica, è un avversario che con le qualificazioni di uno Slam c’entra poco come ha dimostrato appena 20 mesi fa in Australia raggiungeva le semifinali. Sin dall’inizio non ha dato l’impressione di crederci molto e si è fatto innervosire rapidamente dagli errori in cui incappava quando provava ad accelerare per uscire dallo scambio, siccome il ritmo del coreano da fondo era abbastanza duro da sostenere per Stefano. Lo score finale recita 6-2 6-3, con qualche game lottato ma senza che l’italiano abbia mai dato l’impressione di poter ribaltare il match. 
Diversa la situazione di Jasmine Paolini che, nei primi games, sembrava poter vincere ogni scambio lungo e avere la meglio della sua avversaria, molto più efficace con i colpi di inizio gioco. Servizio e risposta son state le chiavi di un match nel quale la Ruse, dal 3-2 sotto, ha ridotto gli errori mentre Jasmine ha diminuito sensibilmente la percentuale di prime in campo consentendo alla rumena di far male già in risposta. Il match sembrava poter girare nuovamente in favore dell’italiana quando, nel secondo set, sotto 2-0 40-15 vinceva un combattutissimo game in risposta strappando per la prima volta il servizio all’avversaria, ma nel gioco successivo nonostante la rimonta da 0-40 e un dritto non impossibile sbagliato su palla game, ha perso nuovamente il servizio e la strada per Ruse da quel punto in poi è stata proprio in discesa.

Fuori Sugita e Mahut – Tra gli stranieri impegnati in gara escono due tra i nomi più altisonanti di queste qualificazioni: il primo è il giapponese Yuichi Sugita, ex top40 che nelle ultime settimane aveva conquistato due tornei challenger, sorpreso dalla giovane WC locale Jenson Brooksby autore di un match solidissimo concluso in due tie break. Il secondo è Nicolas Mahut, all’ultima stagione da professionista ha regalato ancora una volta spettacolo con un match di livello altissimo perso solamente 6-3 al terzo da Dominik Koepfer. Al femminile bella prestazione di Taylor Townsend che supera in rimonta Veronica Cepede Royg, mentre continua l’ascesa di Varvara Gracheva e Elena Rybakina che arrivano senza problemi al turno decisivo. Fuori Liudmilla Samsonova, cresciuta in Italia ma tornata da un anno a rappresentare la Russia, che viene sconfitta in due tie break dall’australiana Fourlis.

 

I risultati degli azzurri

[29] H. Chung b. S. Napolitano 6-2 6-3
T. Kamke b. F. Baldi 6-4 7-6(5)
E. G. Ruse b. [14] J. Paolini 6-3 6-1

 Le sfide degli azzurri impegnati domani

S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner –  V. Galovic

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ATP

Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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