L'omaggio di Nike: un minuto a tutto Nadal

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L’omaggio di Nike: un minuto a tutto Nadal

Il marchio d’abbigliamento sportivo statunitense celebra il dodicesimo successo di Rafa al Roland Garros condensando in sessanta secondi la sua straordinaria carriera

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Non proprio tutto, ma parecchio Nadal in un minuto. L’omaggio di Nike al fuoriclasse spagnolo in occasione del dodicesimo trionfo al Roland Garros è un video già diventato di tendenza sui social. Il primo frame è datato 2003, quando il maiorchino, sedicenne, superò Carlos Moya ad Amburgo dando il via alla leggenda. Da lì un rapido susseguirsi di avversari e superfici, di colpi in credibili fino al diciottesimo Slam. “Crazy dreams take crazy effort”. I grandi sogni necessitano di grandi sacrifici. Sempre con lo stesso marchio sulla maglia.

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Ivanisevic: “Il titolo all’Australian Open di Djokovic è il più dolce di tutti”

Secondo il croato “Nole è semplicemente il più forte di tutti e le persone faticano ad ammetterlo”. Difficile un rientro in campo a Miami: “Preferisco sia al 100% per la terra rossa”

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Marian Vajda, Novak Djokovic e Goran Ivanisevic a Wimbledon 2019 (foto Facebook)

Nel 18esimo titolo Slam di Nole Djokovic (nono in Australia) c’è lo zampino di Goran Ivanisevic. Da quando il croato ha iniziato a seguire Djokovic a Wimbledon 2019, il numero uno del mondo non solo ha messo in saccoccia tre titoli dello Slam, ma ha anche migliorato in maniera evidente il servizio. Senza una resa così solida della battuta, avrebbe avuto tante difficoltà in più a superare il terzo turno contro Fritz, il giorno in cui si infortunò al muscolo obliquo e la spuntò in cinque set. La chiave era servire bene e attaccare, come ha lui stesso dichiarato, dal momento che non riusciva a stare a lungo nel palleggio per via del dolore.

Per tanti motivi dunque la vittoria a Melbourne nell’edizione 2021 è la più dolce di tutte” secondo Ivanisevic, intervistato da Sasa Ozmo. “Probabilmente Novak non sarà d’accordo e direbbe quella al Roland Garros 2016 o il primo Wimbledon. Ma per me, dopo un anno in cui è stato distrutto dai media in tutti i modi possibili… è una bella sensazione. Dopo 42 giorni in Australia, la quarantena, l’infortunio, il pubblico che se ne va nel bel mezzo della partita, l’atmosfera triste in alcuni giorni, alla fine è arrivata la prestazione perfetta in finale”.

Come detto, Novak non ha mai servito bene come nell’ultimo Slam giocato e gran merito va dato a Ivanisevic, che però si limita a dire che ha solo “cercato di portare un atteggiamento positivo e tenerlo rilassato. Avevamo i nostri giochi da tavolo e Nole non doveva pensare all’infortunio”. Il calendario del serbo però subirà dei tagli d’ora in poi: da lunedì deterrà il record di settimane in cima al ranking ATP (311) e (a detta sua) si concentrerà solo sugli Slam e giocherà meno tornei, anche nell’immediato: “Negli ultimi anni in realtà non ha mai giocato un sacco di tornei. Non penso che ci si possa concentrare solo sugli Slam perché ci vuole una buona preparazione per entrare in un Major. Al momento non c’è alcuna fretta per rientrare. L’unico torneo che potrebbe giocare prima della stagione su terra è Miami. Preferirei vederlo al 100% sulla terra rossa per provare a vincere un altro titolo al Roland Garros“.

 

Tornando sul trionfo australiano, ormai celebrato in tutte le salse, secondo Ivanisevic Djokovic è semplicemente più forte di chiunque altro e le persone hanno difficoltà ad ammetterlo. Non ho mai incontrato qualcuno che sia una roccia come lui a livello mentale. Mentalmente è uno degli atleti più forti del mondo, non solo nel tennis”. Tuttavia ha avuto dei problemi a superare quanto era accaduto durante l’estate, soprattutto la squalifica dallo US Open. Difficoltà che sono tutte emerse nel finale di stagione e nella finale del Roland Garros, in cui è stato schiacciato da Nadal.

Non riusciva a togliersi di dosso ciò che era successo nei mesi precedentiha detto Goran. “Ciò che è successo a New York è stato uno shock. Non voglio nemmeno parlare della finale di Parigi, dove non è quasi sceso in campo, mentre Nadal è stato eccellente. In Australia aveva nuove energie. Difficilmente se incontrerà Nadal in finale a Parigi andrà come l’ultima volta. In quella finale non era mentalmente pronto a stare in campo anche per 15 ore pur di battere Nadal. Sbagliava le scelte e accorciava troppo i punti”.

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Miami 2021, l’entry list femminile: la WTA al completo

Solo tre assenze tra le prime 78 tenniste del mondo. Giorgi deve sperare in tre ritiri se vuole evitare le qualificazioni

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Non sarà il primo torneo 1000 della stagione femminile (dato che due settimane prima ci sarà il Dubai Duty Free), ma sicuramente si tratta di una delle tappe più importanti sul cemento, soprattutto considerando l’assenza del torneo di Indian Wells, e per il momento tutte sembrano averla presa sul serio. È stata infatti rilasciata la lista delle partecipanti al WTA 1000 di Miami e saranno al via 75 delle prime 78 giocatrici del mondo. Mancheranno Yastremska, squalificata, Donna Vekic, che si è recentemente sottoposta ad un intervento chirurgico al ginocchio destro e Allison Van Uytvanck.

Nella lista spiccano i nomi di Ashleigh Barty (vincitrice dell’ultima edizione disputata nel 2019, e che ha da poco rinunciato al torneo di Dubai) Naomi Osaka e Simona Halep (entrambe vincitrici in California ma mai in Florida) e la giocatrice di casa Sofia Kenin, che forse davanti al proprio pubblico potrà trovare meno pressione rispetto a quella che l’ha schiacciata in Australia.

A differenza delle entry list maschile dove ci sono ben sei azzurri, non si registrano italiane presenti nel main draw, dato che la n. 1 Camila Giorgi è attualmente 81 del mondo, e dunque per vederla evitare le qualificazioni si dovrà sperare in tre ritiri di altrettante tenniste. La prima che entrerà direttamente nel caso di un’assenza tra i piani alti sarà invece la russa Vera Zvonareva, grazie al suo ranking protetto.

 

Il tabellone a 96 giocatori prenderà il via mercoledì 24 marzo e si concluderà domenica 4 aprile. Le giocatrici non saranno costrette alla quarantena obbligatoria, il montepremi complessivo passerà da 16,7 milioni di dollari a 6,68 milioni (40%) e gli organizzatori sperano di poter accogliere anche i tifosi (circa il 20% della capienza massima).

L’entry list aggiornata di Miami

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Paganini: “Dopo il Covid, a Wawrinka serve il doppio del tempo per recuperare energie”

Il preparatore atletico degli svizzeri parla degli strascichi del Covid, evidenti per Stan: “Ci siamo chiesti se fosse opportuno giocare in Australia”

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Stan Wawrinka - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tra i tanti giocatori che negli ultimi mesi hanno dovuto combattere con i sintomi del Covid-19, c’è Stan Wawrinka. Lo svizzero (infettato verso fine dicembre) non ha presentato sintomi gravi, ma nonostante l’età relativamente giovane (35 anni) e il fisico da atleta professionista, percepisce ancora gli strascichi della malattia e del lungo stop nell’allenamento. Stan prima di scendere in campo a Melbourne ha raccontato di essere stato molto male nei primi giorni per poi negativizzarsi dopo un paio di settimane, ma mentre affrontava la preparazione per la lunga trasferta australiana si sentiva ancora debilitato.

Ha approfondito questo aspetto lo storico preparatore atletico dello svizzero, Pierre Paganini, che nei giorni scorsi ha anche parlato del recupero di Roger Federer, prossimo al rientro nel Tour ATP a Doha. “Stan mi chiamò dicendomi che non stava tanto bene. Ha fatto un primo test rapido che è risultato negativo, ma con un tampone ha scoperto di essere positivo” ha detto al Tages Anzeiger. “Ha lottato contro il Covid per 14 giorni: durante questo periodo ha perso la sua forma fisica, motivo per cui ci siamo anche chiesti se fosse opportuno andare a Melbourne“. La trasferta in Oceania non ha dato soddisfazioni a Wawrinka, costretto al walkover nei quarti al Murray River Open (dove ha comunque vinto due match) per poi essere eliminato da Marton Fucsovics all’Australian Open nel secondo turno. Una sconfitta dolorosa, perché ha mancato tre match point consecutivi nel tie-break del quinto set.

Paganini ribadisce che Stan non può ancora dare il suo 100% in campo: L’intensità che mette in allenamento è la stessa di prima. C’è però la sensazione che il tempo di recupero invece sia il doppio più lungo rispetto al solito. Parliamo comunque di un giocatore instancabile che ha un grande cuore e vuole continuare a provare. Stan ha ancora molto da dire nel circuito. Penso che sia uno degli atleti più sottovalutati in Svizzera“.

 

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