Mondo Challenger: Giustino, la terza è quella buona. Trionfo ad Almaty e best ranking

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Mondo Challenger: Giustino, la terza è quella buona. Trionfo ad Almaty e best ranking

Primo successo in carriera a livello Challenger per l’azzurro. Dopo le due finali perse nel 2019, trionfa in Kazakistan battendo Coria in finale. L’immortale Tommy Robredo trionfa a Poznan, Sela torna a vincere un torneo dopo due anni

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Lorenzo Giustino - ATP Challenger Almaty 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Almaty (Kazakistan, terra rossa, $54.160)

GIUSTINO, CHE SETTIMANA – Dopo una prima metà di stagione in cui aveva ottenuto ottimi risultati mostrando gran continuità, Lorenzo Giustino vince finalmente il primo Challenger in carriera vedendo ripagata la scelta di spingersi sino in Kazakistan per giocare su una terra battuta piuttosto rapida. L’inizio non è stato facile in quanto ha dovuto rimontare un set a Serdarusic, giustiziere in precedenza di Bonadio, unico altro italiano presente in tabellone. Un incontro sulla carta ostico lo opponeva a Santiago Giraldo agli ottavi, ma il campano ha lasciato appena quatto giochi al colombiano giocando la miglior partita del torneo e approfittando dei tanti errori dell’avversario.

Ai quarti di finale, a sorpresa, ha dovuto affrontare il cileno Tabilo, uscito vincitore da uno spot complicatissimo con Kuhn e Jaziri, il match è stato deciso nel bene o nel male sempre dall’italiano che nel secondo set ha commesso tantissimi errori in particolare col dritto e in un battibaleno si è ritrovato al terzo parziale dopo un netto 6-1. Sempre in spinta anche nel set finale ha limitato molto gli errori, si è conquistato diversi punti a rete e ha servito molto bene, chiudendo col punteggio finale di 6-3 1-6 6-3. Estremamente equilibrata anche la semifinale con lo spagnolo Vilella Martinez, dal gioco molto fastidioso, che per fortuna di Giustino ha avuto un netto calo nel terzo set, dopo una durissima battaglia nei primi due parziali.

LA FINALE – Nel match conclusivo del torneo dall’altra parte della rete Lorenzo ha trovato l’argentino Federico Coria, fratello minore di Guillermo, che meno di un mese fa aveva battuto Lorenzi in finale a Savannah. Sin dai primi scambi s’è vista la tanta tensione di entrambi, ma soprattutto quando si è entrati nelle fasi conclusive di entrambi i set il servizio è diventato quasi un handicap e anche gli attacchi a rete di ambo i giocatori erano piuttosto titubanti. Aggiudicatosi il primo parziale con lo score di 6-4 dopo quattro break consecutivi, Giustino si issava fino al 4-0 nel secondo parziale e il match sembrava totalmente nelle mani dell’italiano, che però ha iniziato a commettere errori banali dettati dall’emozione e si è ritrovato sul 5-4 con il servizio a disposizione di Coria dopo aver sciupato anche due match point.

L’argentino, al servizio per riagguantare Lorenzo, ha tremato a sua volta e ha concesso altri due match point al napoletano che sul primo non ha chiuso uno smash elementare e una voleè successiva molto fattibile, venendo poi infilato; sembrava un incubo, ma alla fine al quarto match point ha tirato fuori tutto il coraggio spingendo a tutta su un dritto inside in che si è rivelato vincente, consentendo a Giustino di alzare le braccia al cielo e di rivolgersi al suo angolo con lo sguardo incredulo e gli occhi pieni di emozione.

 

Finale: L. Giustino b. F. Coria 6-4 6-4

Challenger Surbiton (Inghilterra, erba, €137.500)

Nel primo torneo Challenger su erba del 2019 trionfa uno specialista come Daniel Evans, che sui prati esprime senza dubbio il suo miglior tennis. La partita più complicata della settimana è stata la semifinale contro Marius Copil, gigante rumeno apparso in ottima condizione dopo un periodo di forma altalenante. Un altro giocatore ritrovato è Viktor Troicki, che in finale non ha potuto nulla contro Evans ma che in precedenza aveva ottenuto vittorie di spessore contro Humbert, Kudla e Karlovic. La finale, a senso unico, si è conclusa col punteggio di 6-2 6-3 in favore di Evans, che ha perso il servizio solo nelle battute iniziali del secondo set, ma non c’è mai stata l’impressione che Troicki, apparso affaticato dalle battaglie precedenti, potesse impensierire il britannico dal gioco sempre offensivo.

Finale: D. Evans b. V. Troicki 6-2 6-3

Challenger Poznan (Polonia, terra rossa, € 69.280)

Torna al successo Tommy Robredo, un titolo totalmente insperato dopo una stagione che lo aveva visto ottenere solamente quattro vittorie a fronte di dieci sconfitte, quasi tutte a livello Challenger. Il cammino dell’iberico è stato tortuoso ma ha dimostrato di essere ancora in ottime condizioni fisiche, vincendo quattro match su sei al terzo set. Sono stati ben tre i match vinti contro italiani: al primo turno Robredo ha estromesso Jacopo Berrettini, successivamente ai quarti ha rimontato un set di svantaggio a Mager, che non ha concretizzato molte occasioni e in semifinale ha battuto la lietissima sorpresa del torneo Andrea Vavassori, prima di vincere anche la finale col Next Gen Molleker, apparso molto discontinuo e troppo fragile di fronte al tennis consistente di Robredo.

Due parole van spese senza dubbio per la settimana di Vavassori: giunto lì prevalentemente per il doppio, specialità nel quale è vicino alla top 100 e dove ha ottenuto una splendida vittoria questa settimana al fianco di Vega Hernandez, “Wave” si è anche qualificato per il tabellone principale di singolare, come gli era capitato spesso in questa stagione, ma mai si era spinto oltre gli ottavi. Col suo tennis sempre d’attacco, il frequentissimo serve&volley e l’uso dello slice è riuscito a ottenere ottime vittorie, come ad esempio quelle su Otte e Giannessi, dimostrando un grande aumento di fiducia anche in questa disciplina.

Finale: T. Robredo b. R. Molleker 5-7 6-4 6-1

Challenger Prostejov (Repubblica Ceca, terra rossa, €92.040)

Pablo Andujar vince il torneo senza alcun problema, lasciando le briciole a tutti i suoi avversari e dimostrando che su questa superficie vale ancora molto di più dei Challenger. Il cammino dell’iberico è stato totalmente liscio, dieci games persi in tre match per giungere in semifinale, dove ha dovuto affrontare la prima testa di serie del torneo, Casper Ruud, che arrivava qui in ottimo stato di forma ma che ha perso col netto score di 6-2 6-4 dall’esperto spagnolo. Anche la finale è stata a senso unico tranne un piccolo sussulto di Attila Balasz, rientrante ungherese che aveva vinto delle belle battaglie per giungere all’ultimo atto ma che è sembrato in grado di impensierire il solido Andujar solamente nelle fasi centrali del secondo parziale, perso poi con il punteggio di 7-5. Buon torneo di Federico Gaio, giunto ai quarti di finale dopo una bella vittoria su Kovalik con il punteggio di 6-0 6-4, poi si è arreso ma solamente col punteggio di 6-3 1-6 6-4 contro Casper Ruud, dimostrando comunque di avere il livello per potersela giocare anche contro questi giocatori.

Finale: [3] P. Andujar b. [11] A. Balazs 6-2 7-5

Challenger Little Rock (USA, cemento outdoor, $81.240)

Torna al trionfo che mancava da due anni l’israeliano Dudi Sela, specialista dei Challenger che ha conquistato in America il titolo numero 23 della sua lunga carriera. L’israeliano ha dimostrato di trovarsi molto bene sulla superficie rapida statunitense, giocando il suo solito tennis fatto di appoggi, di timing e di linee di gioco molto alternative che hanno mandato in crisi i quattro bombardieri USA trovati nel percorso sino alla finale. Proprio l’ultimo atto è stato probabilmente il match più facile per l’israeliano in quanto Duckhee Lee, il giocatore coreano noto in quanto sordo da entrambi i lati, era non al meglio della condizione fisica e si è ritirato sotto di set e break impedendo a Sela di festeggiare in modo adeguato.

Finale: D. Sela b. D.H. Lee 6-1 4-3 rit.

QUESTA SETTIMANA – Tanti tornei anche questa settimana: si prosegue sull’erba col ricco Challenger di Nottingham mentre su terra si gioca a Lione e a Shymkent. Infine continua la trafila di Challenger statunitensi: tanti americani giocheranno il torneo di Columbus.

Andrea Pellegrini Perrone

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Challenger di Bergamo, cancellata la finale a causa del Coronavirus. Il torneo non avrà un vincitore

L’emergenza coronavirus ha portato all’annullamento di tutti gli eventi sportivi della giornata in Lombardia e Veneto, su indicazione del governo

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Pala Agnelli - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La finale del Challenger di Bergamo non si giocherà oggi, né nei prossimi giorni. La partita, che vedeva coinvolti il francese Enzo Couacaud (tds N.7) e l’ucraino Illya Marchenko, sarebbe dovuta iniziare alle 17:00 (peraltro con diretta YouTube annessa), ma non avrà luogo a causa dell’ondata di casi di Coronavirus che ha colpito in particolare la Lombardia e il Veneto negli ultimi giorni – i soli casi lombardi ammontano a 89, dato destinato a crescere.

Era dunque naturale che arrivasse un’ordinanza relativa agli eventi pubblici (e quindi anche quelli sportivi) da parte del Governo, come confermato dalla lettera del Ministro Vincenzo Spadafora (Ministro per le politiche giovanili e lo sport) al CONI: “Il Governo si appresta ad emanare misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus. Tali misure comprendono anche il mondo sportivo per l’esigenza di prevenire rischi e tutelare al meglio la salute di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alle manifestazioni e alle competizioni. In attesa del perfezionamento dei provvedimenti e della piena ed efficace attuazione degli stessi, su conforme avviso del Consiglio dei Ministri, per ragioni di cautela e massima precauzione, Le chiedo di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del Governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020“.

Non resta che affidarsi alle indicazioni delle autorità di competenza e assumere tutti i comportamenti del caso, viste le proporzioni dell’emergenza. Il breve comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo specifica che il torneo rimarrà senza un vincitore. Punti e soldi destinati al finalista andranno sia a Marchenko che a Couacaud.

 

La finale del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (46.600€, Greenset) non si giocherà. La decisione di cancellare tutti gli eventi sportivi nelle Regioni di Lombardia e Veneto ha coinvolto anche l’evento bergamasco. Gli organizzatori le hanno provate tutte, ventilando anche la possibilità di giocare la finale a porte chiuse, ma la richiesta di deroga prefettizia non è stata accolta. A quel punto, i due finalisti Illya Marchenko ed Enzo Couacaud si sono dovuti rassegnare. Ad entrambi saranno assegnati i punti ATP (48) e il prize money (3.650€) destinato ai finalisti.  

Riportiamo anche un altro passaggio del comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo, nel quale vengono citati diversi altri esempi di tornei non conclusi.

QUEI TORNEI MAI TERMINATI – A modo suo, questa edizione rimarrà nella storia. Non era mai successo che un torneo non si concludesse per un’emergenza sanitaria, mentre esistono diversi casi di eventi non conclusi per ragioni di forza maggiore, in particolare relative al maltempo. Il più famoso riguarda, probabilmente, il torneo ATP di Rotterdam. Nel 1984, la finale tra Ivan Lendl e Jimmy Connors fu interrotta sul punteggio di 6-0 1-0 per il cecoslovacco. Con una telefonata anonima, il rappresentante di un presunto movimento “anti-capitalista” disse che era stato piazzato un ordigno nei pressi del campo centrale. Le ricerche non ebbero effetto, ma Lendl rifiutò di tornare in campo e il torneo rimase senza vincitore.

Più frequenti i casi di mancate conclusioni per pioggia: il più importante rimane Monte Carlo 1981: anche in quel caso, era in campo Jimmy Connors. Sul punteggio di 5-5 nel primo set, la finale contro Guillermo Vilas fu sospesa e mai più ripresa. Agli albori dell’Era Open, la pioggia impedì la disputa della finale al torneo del Queen’s 1968 tra Clark Graebner e Tom Okker, ma si ricordano anche tornei nemmeno andati vicino alla conclusione. L’ATP di Rancho Mirage del 1980 fu bloccato prima dello svolgimento delle semifinali, mentre il torneo femminile di Lugano, nel 1983, si interruppe addirittura prima dei quarti. Per quanto riguarda i Challenger, stessa categoria del Trofeo Perrel-Faip, si ricorda un caso del 2011 alle Reunion Islands, quando la pioggia costrinse a interrompere l’evento ancora prima dei quarti di finale.

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Mondo Challenger: prosegue la ‘maledizione’ di Marcora, sconfitto da Safiullin. Che bravo Ocleppo

Marcora continua il suo ottimo periodo di forma ma si deve arrendere a Safiullin, per la quinta sconfitta in cinque finali. Ocleppo raggiunge la sua prima semi

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Roberto Marcora

Challenger DCNS de Cherbourg (Francia, cemento, montepremi EUR 46,600)

Roberto Marcora ci ha preso gusto e sembra voler continuare la sua scalata nel ranking. Il 30enne tennista di Busto Arsizio, dopo il suo primo quarto di finale a livello ATP a Pune, continua nel suo ottimo momento di forma raggiungendo la finale a Cherbourg. Accreditato della seconda testa di serie, Marcora raccoglie lungo il cammino uno scalpo eccellente come quello di Mischa Zverev – in ripresa dopo un’annata molto complicata – per conquistare la quinta possibilità di vincere un torneo di categoria, sfumata purtroppo come le prime quattro.

Il suo avversario, il russo Roman Safiullin, è troppo solido al servizio e non concede alcuna chance a Marcora, che viene breakkato sul 4-3 del primo set. Nel secondo set Safiullin si ripete nel quinto gioco e non si guarda più indietro. Si tratta del primo titolo Challenger in carriera per il 22enne tennista russo, che sale al suo best ranking di n.174 del mondo. Soddisfazione comunque per Marcora, che firma come il suo avversario un nuovo primato in classifica (posizione 150). Proverà a dare seguito al suo ottimo stato di forma nel Challenger di Bergamo, dove difende la finale (persa dodici mesi fa contro Sinner). Al primo turno affronterà uno tra Zeppieri e Cobolli.

 

Finale: Safiullin b. Marcora [2] 6-4 6-2

India Bangalore Challenger (India, cemento, montepremi USD 162,480)

Tanti rimpianti italiani nel Challenger più ricco e competitivo della settimana. Ai quarti di finale sono arrivati ben tre azzurri, di cui due hanno raggiunto la semifinale. Thomas Fabbiano, testa di serie numero 9, si è fermato ai quarti contro James Duckworth, già giustiziere di Marcora a Pune. Dopo un primo set vinto per 7-5, l’italiano ha perso completamente i riferimenti in campo, inabissandosi con un 6-0 6-2. Sorte migliore per la testa di serie più alta del torneo Stefano Travaglia, che è arrivato in semifinale ma ha subito una dura sconfitta per 6-3 6-4 contro il numero 250 del mondo Benjamin Bonzi.

La rivelazione del torneo è sicuramente l’italo-monegasco Julian Ocleppo, capace di eliminare due teste di serie (Zhang e Ivashka) e raggiungere la sua prima semifinale. Non riusce però a coronare la settimana migliore della carriera, che si conclude con il 6-3 6-2 subito da Duckworth. Proprio l’australiano si rivelerà il vincitore del torneo in finale contro Bonzi, capace di rendergli la vita complicata ma non di impedirgli di vincere il primo torneo della stagione con annesso best ranking al 71° posto.

Finale: Duckworth b. Bonzi 6-4 6-4

Cleveland Open (USA, cemento, $60,000)

Terza titolo Challenger in carriera per il 25enne danese Mikael Torpegaard. Da testa di serie numero 12, Torpegaard ha avuto un percorso accidentato solo in avvio. Dopo essere sopravvissuto per 7-6(3) 4-6 7-6(0) alla sfida con Michael Mmoh, padrone di casa e testa di serie numero 8, il tennista danese non ha perso un set fino alla finale, battendo l’americano Sarmiento per 6-4 6-4 ai quarti e Thomaz Bellucci in semifinale per 6-1 6-1. Più combattuta la finale con il tennista giapponese Watanuki, in cui i due tennisti si sono alternati nel dominio dei momenti della partita sebbene ils set conclusivo (6-1) non abbia avuto storia. Curiosamente tutti i titoli a questo livello del tennista danese sono stati conquistati sul cemento statunitense (due titoli a Columbus).

Finale: [12] Torpegaard b. Watanuki 6-3 1-6 6-1

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Mondo Challenger: Marcora non si ferma, è in finale a Cherbourg

Il trentenne di Busto Arsizio cercherà il primo titolo Challenger contro Safiullin, dopo aver salvato due match point in semifinale

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Roberto Marcora - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Continua l’ascesa di Roberto Marcora. Subito dopo i primi quarti ATP raggiunti a Pune da qualificato (impreziositi dalla vittoria sul favorito del torneo, Benoit Paire), l’azzurro è volato in Francia, per partecipare al Challenger La Manche di Cherbourg.

E nonostante il jet lag e le condizioni diverse, Marcora (tds N.2) è riuscito a raggiungere la sua quinta finale Challenger, e cercherà di portare a casa il primo titolo a questi livelli – nel 2019 ben tre trofei da deuteragonista, a Budapest, Bergamo, e Recanati, sempre con giocatori che ora sono fra i primi 75 quali Bublik, Sinner, e Gerasimov.

In ogni caso si tratterà di un battesimo Challenger: in finale, infatti, lo attende il russo Roman Safiullin, classe 97, N.231 ATP alla prima finale del circuito cadetto, che ha finora sconfitto quattro seed, sempre in tre set, mentre il nostro è andato al terzo solo nella semifinale di ieri, che è però stata un thriller contro il decaduto Mischa Zverev – due ore e 23 minuti, 6-4 4-6 7-6 (9) con due match point salvati. La finale odierna inizierà non prima delle 15:20.

 

Come ovvia contingenza al buon momento di forma, la classifica sta sorridendo al giocatore nativo di Busto Arsizio: questa settimana ha raggiunto il suo best ranking di 166, che diventerà 150 qualora dovesse perdere la finale, o addirittura 142 in caso di vittoria.

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