WTA Palermo: bene la vendita dei biglietti, sabato 22 Festa del Tennis a Monreale

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WTA Palermo: bene la vendita dei biglietti, sabato 22 Festa del Tennis a Monreale

Il torneo può già contare su 900 tessere vendute agli appassionati. Tutto pronto per la seconda tappa della Festa del Tennis siciliano

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Sara Errani e Roberta Vinci dopo la vittoria in doppio nell'edizione 2011

Procede a buon ritmo la vendita sulla piattaforma web Vivaticket di abbonamenti e biglietti per il Palermo Ladies Open in programma dal 20 al 28 luglio. Sono circa 900 le tessere acquistate dagli appassionati: il prezzo degli abbonamenti varia da 160 a 250 euro.

ACQUISTA QUI I BIGLIETTI

Nella conferenza stampa di presentazione del torneo è stata anche annunciata la seconda tappa della Festa del Tennis, iniziativa itinerante organizzata dalla Fit Sicilia e dal comitato organizzatore dei 30^ Palermo Ladies Open, che, dopo avere toccato Piazza Castelnuovo, sabato 22 giugno approderà a Monreale: in uno scenario unico, con lo sfondo del Duomo normanno (da quattro anni entrato a far parte della World Heritage List) maestri e ragazzi delle scuole tennis palermitane coinvolgeranno tutti coloro che vorranno avvicinarsi allo sport della racchetta.

“Siano onorati  di essere stati inseriti come tappa del tennis in piazzaha detto l’Assessore allo sport del Comune di Monreale, Rosanna Giannetto (che ha portato il saluto del Sindaco Arcidiacono, ndr) – è un’iniziativa straordinaria che ci aiuta a promuovere il tennis nelnostro territorio dove la nostra amministrazione si vuole impegnare fortemente per la realizzazione di strutture adeguate per il tennis e per tutte le altre discipline.

 
Mondello vista dall’alto

L’edizione 2019 sarà caratterizzata da una serie di eventi culturali, artistici, sportivi e ricreativi che riproporranno l’evento al grande pubblico in una cornice a connotazione turistica, con particolare attenzione alla clientela alberghiera presente in città. In particolare il torneo ospiterà:

  • Tre cuoche stellate, una di Palermo, una di Salina ed una Calabrese che rappresenteranno la loro cucina a base dei prodotti provenienti dai loro territori e con particolare attenzione ai colori della tradizione; a loro si aggiungerà l’Oste e Cuoco Filippo La Mantia a cui verrà affidato il Players Party per l’apertura dei campionati
  • Un expo di prodotti di artigianato
  • Una mostra di reperti museali di archeologia marina
  • Un caffè letterario che ospiterà scrittori provenienti dalla tutta la penisola
  • Flash Mob con operette, lirica e strumenti musicali
  • Il Piano City
  • Visite guidate riservate alle giocatrici, ai coach, agli sponsor e loro ospiti presso i siti museali e nelle Vie dei Tesori
  • Una rassegna fotografica curata da Pucci Scafidi, noto fotografo palermitano, metterà a nudo scatti inediti di una Palermo che fu
  • Verrà presentato il libro sulla storia del torneo con spunti di carattere culinario, culturale ed artistico
  • Un concerto di una artista nota al grande pubblico

L’ENTRY LIST

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Challenger: Gaio cerca il bis a San Benedetto. C’è un nuovo (piccolo) Korda in giro

Gaio e Giannessi in semifinale a San Benedetto, possibile finale tutta italiana. Prima finale anche per il figlio d’arte Sebastian Korda

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Sebastian Korda - Australian Open Junior 2018 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

San Benedetto, Italia (terra, montepremi €46.600)

Tre dei quattro semifinalisti giunti al penultimo giorno del Challenger di San Benedetto sono teste di serie, e due di essi sono italiani. Alessandro Giannessi da una parte e Federico Gaio dall’altra si contenderanno (in due semifinali diverse) un posto nella finale del torneo marchigiano. Il primo ha lottato duramente durante tutto il torneo e nell’ultima partita solamente al tie-break decisivo ha avuto la meglio su Andrea Arnaboldi, vincendo 5-7 6-3 7-6(3); e adesso lo attende il n. 1 del seeding Andrej Marten, n. 120 del mondo. Gaio invece, vincitore qui nel 2016, ha battuto agevolmente Roberto Marcora per 6-2 6-4 e ora a trova Renzo Olivo.

Nur-Sultan, Kazakhstan (cemento, montepremi $135.400)

La sorpresa della settimana arriva proprio dal Challenger più ricco in rassegna, quello kazako dove a raggiungere la finale è un figlio d’arte: Sebastian Korda, figlio di Petr. Il 19enne con cittadinanza americana per la terza volta in stagione ha vinto due partite consecutive a livello Challenger, e si è superato raggiungendo la prima finale della carriera in questa categoria. Suo padre Petr, che giocava per la Rep. Ceca. fu numero 2 del mondo nel 1998, anno in cui vinse gli Austrlian Open prima di venir squalificato per doping, evento che di fatto pose fine alla sua carriera. Il giovane Sebastian invece, n. 385, in questo torneo ha battuto tra gli altri il nostro Lorenzo Giustino, che era la seconda testa di serie, e in semifinale ha vinto 7-6(3) 6-3 sull’australiano Aleksandar Vukic. Ora affronterà il vincente di Donskoy-Sultanov.

Gatineau, Canada (cemento, montepremi $54.160)

In Canada i tennisti di casa deludono le attese come anche quelli statunitensi, e a sorridere sono quelli di seconda fascia. La prima semifinale infatti sarà disputata tra Darian King (27 anni, n. 193) proveniente dalle Bahamas e il francese Enzo Couacaud (24 anni, n. 201). Dall’altra parte invece il posto in finale se lo contenderanno l’australiano Jason Kubler (26 anni, n. 213) e Joao Mendes (22 anni, n. 267) dal Brasile.

 

Amersfoort, Olanda (terra rossa, montepremi €46.600)

Similmente a quanto accaduto a San Benedetto, anche in Olanda tre semifinalisti sono anche teste di serie piuttosto alte e il possibile vincitore finale infatti potrebbe venir fuori proprio dalla sfida tra la n. 2 e la n. 3: il belga Kimmer Coppejans (25 anni, n. 144) e lo sloveno Blaz Rola (28 anni, n. 164). Gli altri due ancora in corsa invece sono il tedesco Mats Moraing (27 anni, n. 200) e il qualificato di casa Igor Sijsling, 600 del mondo.

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Humbert non si ferma più, in semifinale a Newport trova Isner

Dopo gli ottavi al Wimbledon, il francesino centra la sua seconda semifinale ATP in Rhode Island. Sfiderà il gigante statunitense, reduce dalla seconda maratona di fila. Per l’altro posto in finale si affrontano Bublik e Granollers

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Stati Uniti o Gran Bretagna, non fa differenza per Ugo Humbert. Dopo gli ottavi di finale a Wimbledon, il 21enne di Metz conferma di trovarsi molto a suo agio sull’erba e più in generale di essere uno dei volti nuovi del circuito, centrando la semifinale all’Hall of Fame Open di Newport. Humbert ha però dovuto faticare non poco per superare il bielorusso Ilya Ivashka, n.141 del ranking ATP, nei quarti di finale. Primo set piuttosto movimentato considerata la superficie, con ben cinque break in totale. Humbert serve per il parziale sul 5 a 4, spreca l’occasione ma poi è bravo a non perdersi d’animo e portare a casa il set per 7-5. Molto più lineare il secondo set con Ivashka che piazza il break decisivo nel quarto gioco e con un 6-3 finale si riporta sotto. Nel terzo set sale in cattedra il giovane transalpino che dal due pari infila una striscia di 4 giochi consecutivi e in due ore e mezza chiude i conti. In Rhode Island, Humbert giocherà la sua seconda semifinale a livello ATP, dopo quella persa a febbraio contro Kukushkin a Marsiglia.

E anche a Newport di certo non parte favorito contro John Isner, n.1 degli Stati Uniti, n.15 al mondo e tre volte vincitore del torneo. Il gigante di Greensboro è ancora arrugginito dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori gioco per tutta la stagione sulla terra rossa europea e contro il coriaceo australiano Matthew Ebden ha dovuto rimontare un set di svantaggio per venire a capo del match. Nel primo set Ebden sfrutta bene il fatto di essere il primo a rispondere, piazzando un break che si rivelerà decisivo. Anche il secondo parziale svolta subito con Isner che allunga sul 2 a 0 e non si fa più riprendere. Nel parziale decisivo, il beniamino di casa piazza il break nel terzo gioco e chiude per 4-6 6-3 6-4 dopo un’ora e tre quarti di gioco. “Ho giocato quasi quattro ore in due match ma avevo bisogno di stare sul campo. È la ragione per la quale sono qua”, ha dichiarato Isner che aveva giocato altri tre set all’esordio contro il polacco Kamil Majchrzak. “So cosa devo fare domani per vincere. Ugo serve molto bene e ha molta fiducia. Si risolverà tutto in pochi punti”. E deve sperare di portarli a casa. 

L’altra semifinale, quella della parte bassa del tabellone, vedrà di fronte il veterano spagnolo Marcel Granollers e il 22enne kazako Alexander Bublik. Nell’unico quarto finito in due set, Granollers si è imposto su Mischa Zverev con il perentorio punteggio di 6-3 6-0. Per lui si tratta della seconda semifinale consecutiva in Rhode Island. L’imprevedibile Bublik ha invece superato con l’anomalo punteggio di 0-6 6-0 6-3 l’americano Tennys Sandgren, giustiziere di Fognini a Wimbledon. A testimonianza della sua discontinuità. Ovviamente non è mancato lo spettacolo in questo match, tra perfect game conclusi con servizio da sotto e tweener a pioggia. Il Kyrgios dell’est non si smentisce mai. 

 

Risultati
[1] J. Isner b. M. Ebden 4-6 6-3 6-4
[4] U. Humbert b. I Ivashka 7-5 3-6 6-2
M. Granollers b. M. Zverev 6-3 6-0
[7] A. Bublik b. T. Sandgren 0-6 6-0 6-3

Il tabellone completo

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Schuettler dura poco sulla panchina di Kerber, altro cambio di allenatore

Dopo Muguruza e Sumyk c’è un’altra separazione: Angelique Kerber lascia il coach Rainer Schuettler assunto 7 mesi fa

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Angelique Kerber - Wimbledon 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il torneo di Wimbledon continua a lasciare strascichi nel mondo del tennis femminile e in particolare in quello degli allenatori. Dopo l’annuncio da parte di Garbine Muguruza della separazione con lo storico Sam Sumyk, anche Angelique Kerber le fa eco a pochi giorni di distanza diffondendo la notizia di un cambio coach. La tedesca infatti, via Twitter, ha comunicato l’interruzione della collaborazione con il coach Rainer Schuettler dopo appena sette mesi di lavoro assieme. I due connazionali avevano iniziato il sodalizio durante la off-season tra il 2018 e il 2019 e già a quei tempi l’ex numero 1 era diventata particolarmente esigente in termini di allenatori.

Kerber infatti proprio alla vigilia delle Finals di Singapore 2018 si era separata con Wim Fissette, nonostante quest’ultimo l’avesse guidata al titolo di Wimbledon; quindi non stupisce più di tanto l’allontanamento di Schuettler, con il quale Kerber ha ottenuto ‘solamente’ due finali, a Indian Wells e a Eastbourne, e un’amara sconfitta al secondo turno a Wimbledon da campionessa in carica.

Le parole che la tedesca ha riservato al suo allenatore sono comunque state molto posate, come quasi sempre accade in questi casi. “Andando avanti, non è mai facile cambiare, specialmente quando lavori con persone fantastiche come Rainer. Ma per ora, abbiamo deciso che è il momento giusto per un nuovo inizio. È diventato un amico e sono grato per il suo duro lavoro e dedizione negli ultimi mesi.”

 

Se si considera inoltre che Kerber aveva concluso la stagione 2017 con il suo storico coach Torben Beltz, si osserva come la tedesca abbia avuto tre allenatori diversi negli ultimi tre anni e adesso si appresti a trovarne un quarto. Farlo a stagione in corso è sempre difficile e chissà se forse, al posto del “nuovo inizio”, un ritorno al passato in questo momento non possa essere più saggio.

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