Wimbledon, Coco Gauff suona la seconda: Rybarikova KO

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Wimbledon, Coco Gauff suona la seconda: Rybarikova KO

LONDRA – La slovacca: “Diventerà numero 1 del mondo e vincerà Slam”. Per Gauff solo 18 gratuiti in due match. Avanti Halep e Pliskova

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Cori Gauff - Wimbledon 2019 (photo Art Seitz c2019)
 
 

da Londra, il nostro inviato

Coco Gauff continua a stupire. Dopo Venus Williams batte anche Magdalena Rybarikova e approda al terzo turno di Wimbledon, con un bilancio di quattro set vinti, zero persi e un livello di tennis in crescendo. Contro una ottima Rybarikova questa volta Gauff ha sfoderato una prestazione impressionante, in cui è riuscita a spingere costantemente la palla ad alte velocità sbagliando comunque quasi nulla.

La partita inizialmente programmata come ultima sul Court 2, è spostata in extremis sul ben più grande Court 1 (lo stesso del confronto Gauff – Venus). E a sorpresa si inizia con il tetto già chiuso e le luci accese: è a tutti gli effetti un match indoor.

 

Se nel primo turno Coco si confrontava con un’avversaria come Venus, molto simile a lei nella impostazione di gioco, questa volta si misura contro una giocatrice differente, che ricorre spesso alle variazioni sulla verticale e che durante lo scambio modula la velocità di palla. Coco ha dalla sua l’entusiasmo e l’incoscienza dei quindici anni, Rybarikova l’esperienza dei trenta (è nata il 4 ottobre 1988) e una profonda conoscenza dei campi di Wimbledon, dove è stata semifinalista nel 2017.

Si parte subito a tutta, senza il minimo rodaggio: Gauff spinge, Rybarikova replica, a volte ricorrendo allo slice. Ma ciò che è davvero impressionante è la profondità di palla di entrambe, sempre negli ultimi due metri di campo. La sensazione è che Magdalena prima di ricorrere alle sue variazioni voglia capire quanto è consistente la giovane avversaria. Che dimostra di essere solidissima, soprattutto quando Rybarikova ha un passaggio a vuoto nel sesto game: un paio di errori evitabili, la pressione che sale, un serve&volley non riuscito e Coco le strappa il servizio addirittura a zero.L’equilibrio si è rotto, e improvvisamante tutto gira a favore di Gauff, grazie a un parziale di 8 punti a 1, che significano un vantaggio di 5-2.

Gli ultimi due game servono solo a definire il punteggio del primo set: 6-3 per Coco in 28 minuti. Forse il miglior set che ho potuto seguire in questi primi tre giorni di Wimbledon. Impressionante la solidità al servizio di Gauff: non solo non ha concesso palle break, ma addirittura la sua avversaria non è mai andata oltre i due quindici a game.

Cori Gauff – Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Secondo set: la sensazione è che Gauff stia prendendo le misure al servizio della avversaria: la prima di Rybarikova non incide più come nei game iniziali, e quando si entra nello scambio è Coco a prevalere.
più spesso Il break che subisce Rybarikova è la inevitabile conseguenza. Gauff poi consolida sul 3-1. Magdalena rischia il colpo del KO nel game successivo, ma salva due pericolosissime palle break prendendo la rete e poi affidandosi al servizio. Più la partita si sviluppa e più cresce il rammarico di dover perdere già al secondo turno una delle due protagoniste, vista la qualità del tennis che propongono.

Gauff solidissima, concede praticamente nulla con il rovescio; tutt’al più qualche rarissimo gratuito di dritto. Rybarikova ha ormai rinunciato a confrontarsi sul ritmo e decide di dare fondo a tutto il suo repertorio di variazioni, rendendo la partita ancora più ricca e spettacolare. Il break del sesto gioco continua a fare la differenza. Magdalena si presenta a servire sul 3-5, per rimanere nel match; sembra riuscire a gestire la pressione, arriva anche ad avere la palla del 4-5 ma un doppio fallo la spinge sull’orlo del burrone. E al primo match point deve lasciare spazio alla più giovane rivale. 6-3 in 41 minuti, 69 complessivi.

Un 6-3 6-3 che sulla carta non appare nulla di straordinario, ma che invece manda agli archivi una partita davvero notevole per il tennis espresso. Gauff a mio avviso ha giocato ancora meglio che contro Venus risultando contemporaneamente aggressiva e solidissima. Palle break concesse in tutto il match: zero. Saldo vincenti/errori non forzati: Rybarikova –9 (15/24) Gauff +8 (18/10). Per Gauff, sommati agli otto errori del match contro Venus, fanno 18 gratuiti in due partite. Numeri straordinari.

Al prossimo turno Gauff si misurerà con il dritto pesante e i servizi in kick della slovena Polona Hercog, che ha sconfitto a sorpresa Madison Keys.

Ecco cosa ha detto Coco Gauff in sala stampa: “Dopo la vittoria contro Venus mentirei se dicessi che mi sentivo normale. Ma ho fatto del mio meglio per resettare la situazione. Sui social persone famose hanno parlato di me, non me lo aspettavo. Comunque non ho intenzione di allontanarmi dai social, non mi danno fastidio, anzi mi rilassano. Solo 18 errori non forzati in due match? Non sono sicura di come ho giocato. Forse oggi un po’ meglio. Penso di non aver mai perso la battuta” (in realtà non ha neanche concesso palle break).

“Nell’intervista a caldo post-match mi avevano detto che affronterò Caroline Wozniacki, ma il mio manager mi ha detto che non era vero. Polona Hercog? Non so molto su di lei. In generale non guardo mai tutto il tabellone, ma solo chi sarà l’avversaria del turno successivo. Non mi preoccupo molto del ranking, anche perché tanto me lo dicono comunque nelle interviste. Non credo che la mia crescita di quest’ultimo periodo dipenda dal numero di palline colpite in allenamento. Penso sia invece una crescita mentale. Sono cresciuta mentalmente e di conseguenza il mio tennis è cambiato“.

“Non so come sia possibile far sembrare irrilevante l’esperienza di due tenniste come Venus e Rybarikova. Ma l’aver giocato in passato il torneo junior mi è stato di aiuto per quest’anno”.

Molto interessanti le parole della sconfitta, Magdalena Rybarikova:
“Penso che abbiamo offerto un buon match, ricco di scambi di qualità. E anche se ho perso 6-3 6-3 non credo di aver giocato male, anzi. Con il livello di gioco che ho espresso oggi penso che avrei battuto molte giocatrici. Forse sarebbe stata dura contro una top 5 o una top 10, ma con le altre me la sarei davvero giocata”.

“Gauff serve benissimo, con una costanza impressionante attorno ai 190 orari. È molto forte anche con la seconda e non commette doppi falli. E poi nello scambio spinge ma sbaglia pochissimo. Le ho provate veramente tutte: giocando di ritmo, affidandomi agli slice, cercando le discese a rete. Ma lei aveva sempre la soluzione per qualsiasi problema. Forse io potevo evitare un paio di errori, ma li ho fatti anche perché lei copre benissimo il campo e ti spinge a forzare il gioco”.

“Gauff sui punti importanti ha sempre servito in modo incredibile. Mai vista una quindicenne reagire in questo modo in quelle situazioni. Rimpianti? No. Chissà, forse con il tetto aperto, con il sole o con il vento. Ma lo dico come pura ipotesi perché il dato di fatto è che nelle situazione che abbiamo trovato lei è stata ingiocabile”.

Con questo livello di tennis Gauff può diventare numero 1 del mondo e vincere Slam”

“Dove può arrivare in questo Wimbledon? Se continua così molto, molto avanti. A meno che non trovi un tipo di avversaria differente da me, visto che io non sono riuscita a batterla. Ma è anche vero che Venus non gioca come me e il risultato è stato lo stesso. Ma soprattutto se continua a servire in questo modo è difficilissimo rispondere per chiunque”.

GLI ALTRI INCONTRI – Prova maiuscola di Coco a parte, ci sono stati appena un paio di colpi di scena tra i secondi turni femminili della terza giornata dei Championships. Sul campo 3 si è consumato il dramma, sportivo e non solo, di Margarita Gasparyan che è uscita dal campo infortunata dopo essere stata a due punti dalla vittoria. La russa sfidava la numero sei del seeding Elina Svitolina e conduceva 7-5 5-4 con l’apporto dei 42 colpi vincenti messi a segno. Dopo che Svitolina ha tenuto il servizio e ha impattato 5-5, sullo 0-15 Gasparyan è ricaduta male sull’erba di SW19 dopo un servizio e ha sentito un fortissimo dolore alla gamba seguito dai crampi. Nonostante l’aiuto dell’ucraina che è corsa subito a offrirle dell’acqua, Margarita non si è ripresa e ha dovuto abbandonare il campo senza poter nemmeno terminare il secondo set. Svitolina, che col terzo round ha eguagliato il suo miglior risultato a Wimbledon, sfiderà la greca Sakkari venerdì.

Margarita Gasparyan, dolorante sull’erba di Wimbledon

Di teste di serie, ne sono cadute tre. La più alta è la n.12 Sevastova, rimontata da Collins. Poi la 17 Keys, mestamente sconfitta da Polona Hercog in due rapidi set; infine Kenin, che non partiva poi così tanto favorita contro la rampante Yastremska (primo terzo turno per lei a Wimbledon). Poche sorprese tra i nomi grossi rimasti in gioco. Nel primo incontro sul Centre Court una Karolina Pliskova in forma smagliante ha demolito Monica Puig. In sessanta minuti la campionessa di Eastbourne si è imposta 6-0 6-4 scagliando 23 vincenti. Al prossimo round proverà a non farsi imbrigliare dalla cinese di Taipei Su-Wei Hsieh. Avanza ai trentaduesimi anche Simona Halep (t.d.s. 7) seppur con qualche incertezza in più rispetto a Karolina. Simona, impegnata nel derby rumeno con Mihaela Buzarnescu sul Campo 2, ha vinto in tre set dopo un’ora e 51 minuti.

Dopo un buon primo set in cui ha preso le misure a una Buzarnescu imprecisa e molto nervosa nel finale, Halep non ha ucciso la partita al servizio sul 2-0 del secondo set. La sua connazionale ha infilato quattro game consecutivi minando le certezze della campionessa del Roland Garros 2018, che ha ceduto il set. Ma come nei primi due parziali, un break in apertura ha scacciato la paura dal lato di Simona, tornata la solita macchina sparapalle nel finale di match. Al prossimo round giocherà un match da non perdere contro Victoria Azarenka. La bielorussa ha concesso pochissimo alle due avversarie affrontate, l’ultima delle quali, Alja Tomljanovic, ha raccolto solo due game.

con la collaborazione di Antonio Ortu

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Kyrgios dopo Wimbledon: “Se avessi vinto avrei perso motivazioni. Provo più rispetto per Djokovic, Nadal e Federer”

“Solo dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato”. Nick Kyrgios torna a parlare dopo la sconfitta con Djokovic: “Devi essere un animale a livello mentale per vincere Slam”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Dopo la finale persa a Wimbledon contro Novak Djokovic, Nick Kyrgios si prepara al ritorno in campo. L’australiano esordirà all’ATP 250 di Atlanta questa notte intorno alle 2.30 italiane. Affronterà Peter Gojowczyk, in un torneo di cui è la settima testa di serie e nel quale ha già trionfato nel 2016.

Il tabellone completo dell’ATP di Atlanta

Kyrgios è intervenuto in una diretta sull’account Instagram del Citi Open, l’ATP 500 di Washington che partirà la prossima settimana e che l’anno scorso vide trionfare Jannik Sinner. Sono stati diversi i temi affrontati dall’attuale numero 47 del mondo Kyrgios (che con i 1200 punti di Wimbledon ora sarebbe a ridosso della top15), dal tempo necessario per capire la portata dell’impresa da lui compiuta al crescente rispetto verso i tre alieni di questo sport: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer.

 

“È stato molto strano: soltanto dopo una settimana mi sono reso conto di quello che ho combinato. Ho perso una finale di Wimbledon. Da una parte è ovviamente triste, ma è comunque stato un cammino fantastico“. Immancabile un accenno ai giorni senza tennis, trascorsi alle Bahamas: “Ero in un piccolo alloggio alle Bahamas e ho passato davvero un’ottima settimana. Mi sono allenato, ma sono comunque stati giorni piuttosto frenetici dopo la finale”.

Sicuramente Kyrgios si porterà via da Wimbledon tante belle sensazioni, ma anche la consapevolezza di quanto difficile sia arrivare così lontano in tornei tanto importanti. Da questa esperienza, inoltre, l’australiano ha dichiarato di avere più rispetto verso i big3, proprio perché ha capito quanto sforzo sia necessario per ottenere certi risultati.

“Devi semplicemente essere un animale a livello mentale per vincere uno Slam. Provo certamente più rispetto ora verso Djokovic, Nadal e Federer. Giocare contro uno di loro in finale è stato bello, anche se sembrava che Novak non avesse giocato a tennis nelle due settimane precedenti: non l’ho mai visto in difficoltà.

In ogni caso, mi porto dietro molta fiducia. Ad inizio anno mi ha aiutato molto la finale di doppio con Thanasi a livello mentale (insieme a Kokkinakis Kyrgios ha vinto il titolo di doppio all’Australian Open, ndr), anche se di trattava di una finale di doppio. Da quando gioco a tennis, più o meno dall’età di sette anni, mi hanno detto che vincere un Major è tutto in questo sport. Probabilmente se avessi vinto avrei perso motivazione. Ogni tennista sogna di vincere Wimbledon, anche se io, guardando indietro nella mia carriera, non avrei mai pensato che sarei riuscito a giocare una finale Slam. Pensavo che ormai il treno fosse passato. Se avessi vinto il titolo, non avrei davvero saputo che cos’altro avrei dovuto dimostrare come tennista. È stato eccitante, sono andato così vicino al trofeo“.

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

Clicca qui per leggere la classifica ATP aggiornata!

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Wimbledon ha bisogno di più momenti “Arthur Ashe”, dentro e fuori dal campo

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono una boccata d’aria fresca nelle finali dei singolari maschile e femminile

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Arthur Ashe col trofeo di Wimbledon il 5 Luglio 1975, dopo la vittoria su Jimmy Connors

Traduzione dell’articolo di Kurt Streeter, NY Times, 11 luglio 2022

WIMBLEDON, Inghilterra – Per la prima volta in quasi mezzo secolo, un fine settimana a Wimbledon è sembrato diverso.

Nick Kyrgios e Ons Jabeur sono stati una boccata d’aria fresca nelle finali del singolare maschile e femminile. Jabeur, tunisina, è diventata la prima giocatrice nordafricana a raggiungere una finale in singolare. Kyrgios, australiano di origini malesi e con una spavalderia ben documentata, che lo contraddistingue e lo fa apparire come qualcosa di completamente diverso dai suoi colleghi, giocava la sua prima finale di un Grande Slam. Jabeur e Kyrgios hanno perso il match, ma non è questo il punto.

 

Era dal 1975, quando Arthur Ashe ed Evonne Goolagong arrivarono in finale, che i due incontri non erano così diversi. Il tennis si evolve in modo discontinuo, e non è mai stato così vero come a Wimbledon.

Osservando il pubblico del campo centrale nelle ultime due settimane, si è capito quanto sia difficile cambiare, soprattutto quando si tratta di tornei.

Sugli spalti, un’omogeneità fin troppo familiare. A parte qualche tocco di colore qua e là, un mare di bianco. Per me, un uomo di colore che ha giocato a questo sport nei circuiti minori e che auspica il rinnovamento del sistema tradizionale, vedere la mancanza di colori è sempre un pugno allo stomaco, soprattutto a Wimbledon, in una città come Londra.

Dopo la finale femminile di sabato, mi sono fermato accanto a un pilastro vicino a una delle uscite del campo centrale. Sono passate centinaia di persone. Poi alcune migliaia. Ho contato circa una dozzina di persone di colore. Questo grande evento si svolge in una delle metropoli più multietniche del mondo, aperta a persone provenienti da ogni parte del mondo. Non si direbbe guardando gli spettatori. C’erano alcuni volti asiatici, oppure alcuni musulmani in hijab. La comunità sikh è molto numerosa a Londra. Ho visto solo uno dei tradizionali turbanti sikh tra gli spalti.

Quando ho preso in disparte alcuni tifosi di colore e ho chiesto loro se si sentissero consapevoli della loro rarità tra il pubblico presente, la risposta è sempre stata rapida come una volée di dritto di Jabeur o un servizio di Kyrgios. “Come potrei non sentirmi una rarità?“, ha detto James Smith, residente a Londra. “Ho visto un ragazzo in un settore appena sopra di me. Ci siamo sorrisi a vicenda. Non lo conosco, ma c’era un legame. Sapevamo di essere pochi e lontani”.

I tifosi lo vedono.

E anche i giocatori.

“Me ne accorgo sicuramente”, ha detto Coco Gauff, la teen star americana, quando abbiamo parlato la scorsa settimana. Ha detto di essere così concentrata quando gioca quasi da non si accorgersi della folla. Ma dopo, quando guarda le sue foto a Wimbledon, le immagini la spaventano. “Non ci sono molte persone di colore tra la folla”.

Gauff ha confrontato Wimbledon con gli U.S. Open, che hanno un’atmosfera più “terrena”, sembra un po’ il più grande torneo di parchi pubblici del mondo e la folla è molto più variegata.

“È decisamente strano qui, perché Londra dovrebbe essere un grande melting pot”, ha aggiunto Gauff, riflettendo per un po’ e chiedendosi perché.

Andare a Wimbledon, proprio come andare ai grandi eventi sportivi in tutto il Nord America e oltre, richiede un impegno notevole. Il collaudato e tradizionale Wimbledon porta questo presupposto al limite. Non è possibile acquistare i biglietti online. Per molti posti c’è un sistema di lotteria. Alcuni fan si mettono in fila in un parco vicino e si accampano per tutta la notte pur di partecipare. Il prezzo non è esattamente a buon mercato.

Dicono che è aperto a tutti, ma il sistema di prenotazione di biglietti è progettato con così tanti ostacoli che è quasi come se fosse destinato a escludere le persone di un certo tipo“, ha detto Densel Frith, un imprenditore edile di colore che vive a Londra.

Mi ha detto di aver pagato circa 100 sterline per il suo biglietto, circa 120 dollari. Sono un sacco di soldi per un ragazzo che si è descritto come un colletto blu. “Non tornerò domani“, ha aggiunto. “Chi può permettersi una cosa del genere? Le persone della nostra comunità non possono permetterselo. Non è possibile. Non se ne parla. Proprio non se ne parla”.

C’è qualcosa di più dell’accesso e del costo, qualcosa di più profondo. Il prestigio e la tradizione di Wimbledon sono allo stesso tempo i suoi punti di forza e il suo tallone d’Achille. Il luogo è meraviglioso – il tennis in un giardino all’inglese non è un’iperbole – ma anche soffocante, tedioso e statico.

“Pensate a cosa rappresenta Wimbledon per molti di noi”, ha detto Lorraine Sebata, 38 anni, cresciuta in Zimbabwe e ora residente a Londra.

“Per noi rappresenta il sistema”, ha aggiunto. “Il sistema coloniale, la gerarchia” che è ancora alla base della società inglese. Basta guardare il palco reale per rendersene conto, è bianco proprio come il dresscode del torneo, risalente all’epoca vittoriana. 

Sebata si è descritta come una fan appassionata. Ama il tennis dai tempi di Pete Sampras, anche se lei non lo gioca. La sua amica Dianah Kazazi, un’assistente sociale arrivata in Inghilterra dall’Uganda e dai Paesi Bassi, ha la stessa passione per il tennis. Mentre parlavamo, si guardavano intorno – su e giù per un corridoio appena fuori dal maestoso campo centrale foderato di edera – e non riuscivano a trovare nessuno che sembrasse avere le radici africane che condividevano. Hanno detto di avere molti amici di colore che amano il tennis, ma non sentono di poter far parte di Wimbledon, situato in un lussuoso sobborgo che sembra esclusivo e così lontano dalla quotidianità.

“C’è un establishment e una storia dietro questo torneo che mantiene tutto legato proprio status quo”, ha detto Kazazi. “Come tifoso, devi uscire dagli schemi per superare questa situazione”. Ha proseguito: “È la storia che ci attrae come tifosi, ma quella storia dice qualcosa alle persone che non si sentono a proprio agio a venire”. Per molte persone di colore in Inghilterra, il tennis semplicemente non è visto come “qualcosa per noi”.

Ho capito. So esattamente da dove venivano questi tifosi. Ho sentito il loro sgomento, la loro amarezza e il dubbio riguardo alla possibilità di un cambiamento. Onestamente, mi ha fatto male.

Forse è utile sapere cosa significa Wimbledon per me.

Mi viene la pelle d’oca ogni volta che entro nei cancelli di Church Road, una strada verdeggiante a due corsie. Il 5 luglio 1975, quando Arthur Ashe sconfisse Jimmy Connors, diventando il primo uomo di colore a vincere il titolo di Wimbledon in singolare e l’unico uomo di colore a vincere un titolo in un torneo del Grande Slam, tranne Yannick Noah agli Open di Francia nel 1983, ero un bambino di 9 anni la cui passione sportiva erano i Seattle SuperSonics.

Vedere Ashe con il suo gioco aggraziato e la sua intelligenza acuta, i suoi capelli afro e la sua pelle che assomigliava alla mia, mi convinse a fare del tennis il mio sport.

Wimbledon non ha modificato la traiettoria della mia vita, ma ne ha cambiato la direzione.

Sono diventato un giocatore junior e di college di livello nazionale. Ho trascorso poco più di un anno nei circuiti minori del gioco professionistico, raggiungendo il numero 448 della classifica ATP. Ai miei tempi i giocatori non bianchi erano rari come ai tempi di Arthur.

Oggi, come abbiamo visto questo fine settimana, c’è una nuova generazione di talenti sull’erba. Serena e Venus Williams sono la loro stella polare. Eppure c’è ancora molto da fare. Non solo in campo, ma anche per avvicinare i tifosi al gioco e portarli sugli spalti di un monumento del tennis come Wimbledon. Un lavoro che richiederà sicuramente molto tempo.

Traduzione di Alice Nagni

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Flash

Quei tifosi inglesi irritati dai posti vuoti al Centre Court di Wimbledon

Durante i Championships avete notato qualche posto vuoto di troppo, specie nei pressi del Royal Box? Ecco le testimonianze dei tifosi che li avrebbero voluti

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Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)
Centre Court - Wimbledon 2022 (foto Twitter @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Charlie Parker, The Times, 30 giugno 2022

Gli spettatori che non sono riusciti a prendere i biglietti per vedere Emma Raducanu, Andy Murray e Serena Williams si lamentano delle serie di posti vuoti nelle sezioni principali del Centre Court.

Sebbene quello per il Centrale di Wimbledon sia normalmente il biglietto più richiesto della città, entrare quest’anno dovrebbe essere più facile di quanto non sia stato negli ultimi decenni. Il numero complessivo di spettatori è diminuito in modo significativo e con le partite che si svolgono fino a tarda sera, ci dovrebbero essere maggiori possibilità di ottenere biglietti dell’ultimo minuto per il Centre Court e il Campo n.1.

 

Tuttavia, molti dei posti vuoti intorno al Royal Box per le partite dei due giorni di apertura sono riservati agli ospiti aziendali e ai membri dell’All England Club e della Lawn Tennis Association. Alcuni possessori di questi biglietti sembravano però preferire rimanere nelle suite riservate agli ospiti dopo le vittorie di Novak Djokovic nelle partite di apertura piuttosto che tornare a vedere le partite successive.

Sue Barker, la presentatrice di tennis della BBC, ha fatto notare che “ci sono molti posti vuoti” all’inizio della partita di Raducanu.

Nia Jones, una netballer internazionale gallese, ha twittato lunedì durante la partita di apertura di Murray sul Centre Court: “Confessate. Chi si è accaparrato il biglietto per Wimbledon e non ci è nemmeno andato? Totalmente esaurito online, ma ci sono più posti vuoti per la partita di Murray al Centre Court che per una partita di netball durante il Covid”.

I tentativi dell’All England Club di limitare il numero di posti vuoti rivendendo i biglietti di quegli spettatori che se ne vanno sono stati inizialmente ostacolati da difficoltà tecniche, ha detto uno steward. Alcune persone hanno anche dimenticato di scansionare i biglietti per la rivendita, poiché quest’anno molti sono sullo smartphone anziché essere in formato cartaceo.

Ieri, poco prima dell’inizio della partita di secondo turno di Murray, gli spettatori in fila per la rivendita dei biglietti hanno detto di essere “stufi” dopo aver aspettato in coda per più di due ore.

Max Smith, 24 anni, ha dichiarato: “Lascia l’amaro in bocca vedere tutti quei posti vuoti riservati alle aziende. Al diavolo questa gente: dovrebbero piuttosto andare in un ristorante elegante. Wimbledon ha bisogno di fare di più per far sembrare che il torneo non sia tanto elitario”.

Ha aggiunto che dopo aver fatto la fila “per due ore” sentiva che Wimbledon era più interessato alla “propria reputazione d’élite” che a riempire i posti.

Killy Cavendish, 63 anni, un appassionato di tennis che vive nella zona e va al torneo da anni, ha dichiarato: “Sono stufo. Non mi piace vedere posti vuoti quando le persone sono bloccate fuori in coda. La cosa principale che voglio vedere è la possibilità di acquistare alcuni biglietti per il Centre Court”.

Poiché l’All England Club cerca di vendere il maggior numero possibile di posti, i biglietti restituiti per i campi principali vengono ancora offerti la mattina prima dell’inizio delle partite. Ieri c’era un piccolo numero di posti disponibili sul Centre Court per veder giocare Djokovic, Raducanu e Murray.

Wimbledon incoraggia anche gli spettatori a venire dopo il lavoro vendendo abbonamenti più economici per coloro che arrivano alle 17:00. Questi abbonamenti danno ai titolari l’opportunità di acquistare quei biglietti per i campi principali che sono stati riconsegnati al momento della partenza dal proprietario originale.

La famosa coda di Wimbledon per l’acquisto di biglietti giornalieri per i campi secondari è notevolmente più breve rispetto agli anni precedenti. Lunedì c’erano 36.603 spettatori rispetto ai 42.517 del giorno di apertura nel 2019. È stato il numero più basso dal 2007 per il primo lunedì in un anno senza restrizioni Covid.

Traduzione di Massimo Volpati

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