Federer e Nadal scaldano i motori a Wimbledon: sono agli ottavi

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Federer e Nadal scaldano i motori a Wimbledon: sono agli ottavi

LONDRA – Contro Tsonga non c’è partita. Rafa ottiene la 51esima vittoria ai Championshis, Roger firma la 98esima spegnendo un audace Pouille

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Roger Federer - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

[2] R. Federer b. [27] L. Pouille 7-5 6-2 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Le previsioni atmosferiche che prevedono rischio di pioggia dalle 19 non sono un problema ora che il Campo Centrale è dotato di tetto, quindi nessun timore per possibili sospensioni. Federer si esibisce per l’ennesima volta sul Centre Court, davanti al consueto pienone che lo accompagna ormai da decenni, anche se verso le 17, la tradizionale ora del tè per gli inglesi, il Royal Box e i posti dei dignitari vari si svuotano immancabilmente. Era dalla finale di Miami che non avevamo l’occasione di vedere Federer da vicino, e la prestazione fantascientifica della finale con Isner in fase di risposta è solo un pallido ricordo: durante quasi tutto il primo set è Pouille che comanda a bacchetta nei suoi turni di battuta, mentre Federer balbetta un po’ di più.

Il francese non esita a pungere con il diritto appena può, concentrandosi a tenere molto profondi i colpi di risposta per cogliere lo svizzero fuori equilibrio dopo la battuta. Federer deve annullare una palla break in due occasioni, ma sul 5-5 mette il turbo: ingaggia il serve and volley in maniera continua, si porta a due punti dal set con un passante di diritto in corsa incrociato che ha probabilmente fatto fischiare le orecchie a Sampras e Lendl contemporaneamente, e sul secondo set point beneficia di un errore di diritto di Pouille per portare a casa il parziale in 44 minuti.

Non sappiamo se Mirka fa segno dalla tribuna che c’è una prenotazione per cena, ma in poco più di un quarto d’ora arriva vicino al 5-0, poi rallenta un po’ e subisce il ritorno di Pouille, sempre più aggressivo sulla risposta alla seconda, ma sempre più sul filo dell’errore. Il set si chiude 6-2 in 31 minuti, e il cielo diventa sempre più minaccioso. La “claque” di Pouille, dopo un tentativo di coro “all’australiana” nel secondo set, desiste da altri tentativi, non si sa se intimidita dall’ambiente molto “posh” del centrale oppure dai due set di svantaggio del loro beniamino.

Il terzo set fila via piuttosto rapido senza scossoni mentre l’attenzione degli italiani sugli spalti è divisa tra lo streaming del match di Berrettini dal campo 18 e il match del Centrale, c’è un match point sul 6-5 che Pouille annulla con un ace, ma il tie-break è un assolo di Federer, che ottiene il pass per il suo 65° ottavo di finale in una prova del Grande Slam, il diciassettesimo a Wimbledon, nel quale affronterà il nostro Matteo Berrettini.

RAFA A PASSEGGIO – Rafael Nadal approda in carrozza alla seconda settimana di Wimbledon. La sfida contro Jo-Wilfried Tsonga fino a pochi anni fa sarebbe stato un match di cartello, da quarti di finale o anche semifinale. Invece al giorno d’oggi le condizioni sono molto diverse: il francese ha ben poche armi per infastidire un Nadal invece ancora al top e la partita di oggi ne è un esempio lampante. Tre rapidi set (6-2 6-3 6-2) che spediscono Rafa agli ottavi dove troverà il vincente della sfida tra Joao Sousa e Daniel Evans.

Già in avvio di partita si rivela piuttosto chiaro il piano partita di Nadal così come i limiti di Tsonga. Lo spagnolo cerca sistematicamente il rovescio del francese, chiudendolo nell’angolo sinistro con pochissime chance di uscirne vincente. Tsonga da parte sua cerca di avvinghiarsi alla prima di servizio e al suo drittone, ma i risultati non sono quelli sperati. Il break arriva già nel quarto gioco e le prospettive di recuperarlo sono piuttosto nebulose. Rafa serve in maniera consistente e tortura Tsonga con lo slice dal lato sinistro, soluzione a cui il francese non riesce a opporre nessuna contromisura. Il set si chiude in 33 minuti con un secondo break messo a segno da Nadal.

 

Le cose non migliorano affatto nel secondo parziale. Nadal continua a tirare dritto come un treno nei propri turni di battuta e soprattutto toglie tante sicurezze a Tsonga anche sulla diagonale destra, teoricamente più favorevole al francese. Il rovescio di Nadal infatti oggi funziona benissimo e ricaccia indietro con gli interessi le accelerazioni di dritto dell’avversario. Il francese, sotto 5-2, salva con l’orgoglio e con la prima due set point, evitando così di subire un secondo break come nel primo set e ritardando, anche se solo di un gioco, la fine del parziale. Il morale di Tsonga è a terra, frustrato dalla propria incapacità di produrre un tennis efficace e dalla scoraggiante solidità di Nadal. Il terzo set diventa così poco più di una passerella per lo spagnolo, interrotta solo da un mini moto d’orgoglio di Tsonga, che annulla tre match point sul 5-1 prima di lasciare via libera a Nadal nel game successivo.

KEI E SAM IN ‘STRAIGHT SETS’ – Un sabato di ordinaria amministrazione per Nishikori e Querrey ai Championships. Il giapponese numero 8 del seeding ha impiegato poco meno di due ore per piegare la resistenza del volitivo americano Johnson, con il punteggio di 6-4 6-3 6-2. Pur partendo molto a rilento, sotto di un break e 3-0 nel primo set, l’ex numero 4 ATP ha poi alzato il numero dei giri regolando in maniera perentoria il suo avversario in un match che non è sostanzialmente mai stato in bilico. Negli ottavi Nishikori (alla 400esima vittoria in carriera sul Tour) attende il vincente di Kukushkin-Struff, con la prospettiva di raggiungere nuovamente i quarti di finale come lo scorso anno, quando fu sconfitto da Novak Djokovic.

Kei Nishikori – Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Discorso leggermente diverso per il match tra Querrey e Millman sul campo 17, benché anche questo incontro sia terminato 3 set a zero per il californiano in meno di due ore. Primi due set combattutissimi conclusi al tie-break. Querrey, sopratutto nei tie-break, in modo particolare in quello del secondo set, dove ha anche brillantemente annullato un set point con un ace, ha fatto valere una maggiore attitudine a giocare certi match e maggiore confidenza con la superficie chiudendo con il punteggio finale di 7-6 7-6 6-3. L’americano, semifinalista in questo torneo nel 2017, sfiderà lunedì Tennys Sandgren.

hanno collaborato Lorenzo Colle e Gianluca Santori

IL TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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Sinner brillantissimo, ad Anversa arriva la quarta vittoria nel tour. OK Murray

La rivincita su Majchrzak vale a Jannik il secondo turno contro Monfils. Murray non brilla ma vince

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Jannik Sinner - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

CHE SINNER! – In finale al Challenger di Ostrava il 5 maggio scorso, Kamil Majchrzak lo aveva annichilito. In quell’occasione autore di un match perfetto, al primo turno di Anversa il qualificato polacco non ritrova però lo stesso avversario un po’ a corto di energie, bensì la versione migliore di Jannik Sinner che onora la wild card superandolo in due set. Il sipario si apre su un Sinner davvero centrato e reattivo che comanda lo scambio, nel palleggio a ritmo sostenuto si dimostra più solido e capace di muovere il gioco, oltre che di chiudere con accelerazioni puntuali. Majchrzak, nei primi 100 dallo scorso luglio, è stordito da una partenza tanto aggressiva e muove finalmente il punteggio tenendo la battuta al quinto game.

Jannik concede qualche errore con il dritto, ma i suoi piedi sono sempre vicinissimi al campo e si guadagna un set point in risposta sul 5-1. Kamil però lo annulla, prende fiducia e brekka al gioco successivo approfittando di un paio di imprecisioni a rete del giovane azzurro che, viceversa, si irrigidisce un po’ e regala qualche errore di troppo. Di nuovo con la battuta a disposizione, al quarto set point Sinner riesce mettere al sicuro un parziale che si stava complicando.

L’essere arrivato così vicino a girare una partita dalla quale non vedeva via d’uscita fa perdere un po’ di grinta a Majchrzak, quanto basta perché praticamente regali il turno di battuta in apertura a uno Jannik che ritrova invece la tranquillità necessaria e delle percentuali con il servizio migliori rispetto a quelle del primo set. Con una splendida chiusura lungolinea di rovescio, Sinner si prende un altro break al settimo game e, stavolta senza affanni, vola al secondo turno dove lo attende la prima testa di serie, Gael Monfils. Dopo la semifinale Challenger della scorsa settimana, arriva la quarta vittoria nel circuito maggiore per Jannik che ha dominato l’incontro, con solo una piccola flessione nella seconda parte del primo parziale in cui era peraltro ampiamente in vantaggio. Una vittoria che, almeno virtualmente, gli vale un altro piccolo passo verso la top 100 (per ora, sarebbe n. 114) e al cut off dell’Australian Open.

MURRAY SENZA LODE – Rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni, è una versione di Andy Murray decisamente sottotono quella che supera 6-4 7-6 la wild card Kimmer Coppejans. Andy arriva ad Anversa forte di una condizione in costante crescita e, per batterlo, ormai c’è bisogno di mettere in campo una prestazione di alto livello, come hanno recentemente dovuto fare Dominic Thiem e Fabio Fognini. Ecco, allora, che la sfida inedita contro il n. 158 ATP rischia di diventare quasi un allenamento per l’ex numero uno del mondo. Un rischio che sembra concretizzarsi dopo il 3-0 iniziale, ma tre doppi falli scozzesi rimettono subito in corsa l’avversario e diventa chiaro in fretta che non assisteremo a un incontro entusiasmante.

Coppejans mette in campo oltre l’80% di prime battute su cui però perde quasi la metà dei punti, il contrario di quello che avviene sul servizio di Andy, prefetto con la prima tranne la parte in cui ne mette dentro una ogni cinque minuti (sarà il 44% alla fine del primo set, per essere più precisi). Concede anche qualche errore di troppo nel palleggio con il dritto, ma resta comunque il più solido e, senza particolari emozioni, incamera il parziale brekkando al decimo gioco.

 

Il secondo set si apre con Kimmer che inizia a fare punti rispondendo al primo servizio e piazza vincenti tra dritto, rovescio e drop shot; insomma, non ci sono più certezze e arriva anche il doppio fallo di Murray sulla palla break. Il venticinquenne di Ostenda rientra in fretta nell’uniforme da Challenger cedendo subito il vantaggio; Andy non sa approfittarne per portare definitivamente l’inerzia dalla propria parte e, anzi, subendo nove punti di fila, deve ricorrere al servizio per evitare di finire sotto un 1-4 pesante. Tanti errori da parte di entrambi, pochi scambi tesi e qualche bella smorzata a catturare temporaneamente l’attenzione.

Il belga non ha le armi per fare davvero male e il suo gioco mal si sposa con quello di Murray che, in una serata tutt’altro che brillante, riesce ad alzare il livello quanto basta per arrivare al tie-break. Lì, un bel punto per uno e il resto sono errori, compreso lo smash finale di Coppejans su una difesa di Andy degna del suo nome. In ogni caso, per l’uomo dall’anca artificialmente rivestita si trattava come sempre di mettere nelle gambe un altro match e guadagnarsi l’opportunità di giocare ancora: missione compiuta. Un giorno di riposo e giovedì gli toccherà il vincente fra Pablo Cuevas e Hugo Dellien, non due assidui frequentatori del duro indoor.

GLI ALTRI MATCH – Passo falso di Richard Gasquet che si fa rimontare il 6-1 iniziale da Soonwoo Kwon, n. 88 ATP in rapida ascesa (era fuori dai 200 a febbraio). L’esperienza non mette Richard al riparo dalla classica reazione di inizio secondo set, ma il francese recupera sul 2 pari. Il ventunenne coreano ha però trovato il tempo sulla risposta e il suo rovescio bimane, piuttosto compatto, è solido ed efficace, come in occasione della palla break che gli permette poi di chiudere con il servizio. Gasquet perde la battuta all’inizio della partita decisiva aprendo con un doppio fallo – come se l’altro non fosse già abbastanza in fiducia – e Kwon mantiene senza problemi il vantaggio fino alla stretta di mano.

Feliciano Lopez torna in campo dopo il match teso con Daniil Medvedev allo US Open. Il trentottenne di Toledo salva tutte le sei palle break concesse e supera 7-6 6-4 Cameron Norrie, pareggiando così il risultato della sfida a Los Cabos dello scorsa anno. Al prossimo turno, se la vedrà con Stan Wawrinka, anch’egli al rientro dopo la sconfitta newyorchese patita dal russo del momento. Dopo quattro sconfitte consecutive, torna alla vittoria Jan-Lennard Struff; a pagare la voglia di riscatto tedesca è il qualificato Gregoire Barrere che raccoglie tre giochi.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [Q] K. Majchrzak 6-4 6-2
[7] J.L. Struff b. [Q] G. Barrere 6-2 6-1
F. Lopez b. C. NOrrie 7-6(2) 6-4
G. Simon b. S. Darcis 6-1 6-2
A. Murray b. [WC] K. Copejans 6-4 7-6(4)
[Q] M. Copil b. F. Delbonis 6-4 7-6(3)
S. Kwon b. R. Gasquet 1-6 6-3 6-4
U. Humbert b. J. Kovalik 6-4 7-5

Il tabellone di Anversa completo e aggiornato

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Classifica ATP, Berrettini nuovo numero 1 d’Italia: è a un passo dai primi 10

La semifinale di Shanghai regala a Matteo l’ottavo posto nella Race e l’undicesimo nel Ranking (superato Fabio Fognini). Nadal prepara il sorpasso su Djokovic e si avvicina al numero 1 di fine anno

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Matteo Berrettini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Settimana sontuosa per chi si dedica al commento della classifica ATP, soprattutto se di nazionalità italiana. Il tennis è sport meno di altri incline a sentimenti filo-patriottici, tranne quando si gioca (o giocava) la Coppa Davis; indipendentemente da questa considerazione, è però bello vedere i propri connazionali vestire i panni dei protagonisti.

Il Masters 1000 di Shanghai ha portato in dote a Matteo Berrettini svariate novità positive, a cominciare dalla posizione in classifica più alta che abbia mai raggiunto in carriera – l’undicesima – a soli 30 punti di distanza dalla decima occupata da Bautista Agut. In questo finale di stagione Berrettini non ha però punti in scadenza a differenza dell’iberico e ha quindi concrete chance di diventare il quarto tennista italiano a raggiungere la top ten da quando nel 1973 venne istituita la classifica come oggi la conosciamo. Prima di lui ci sono riusciti Adriano Panatta (4), Corrado Barazzutti (7) e Fabio Fognini (9).

L’allievo di Santopadre ha poi portato a compimento un’impresa che era nell’aria già da qualche settimana: diventare il capofila del nostro movimento maschile. Un’impresa difficile da prevedere a inizio stagione e che nel corso del 2019 era già brevemente riuscita a Marco Cecchinato. Il futuro ci dirà se Matteo saprà emulare – o superare – Fabio Fognini e Filippo Volandri, che nel corso di questo millennio sono i due giocatori rimasti complessivamente più a lungo al comando del tennis italiano.

 

RACE TO LONDON

La semifinale di Shanghai ha regalato infine a Berrettini l’ottavo posto nella classifica dei migliori giocatori dell’anno:

Posizione Nazione Giocatore Punti
1 Spagna Nadal 9225
2 Serbia Djokovic 7945
3 Russia Medvedev 5875
4 Svizzera Federer 5690
5 Austria Thiem 4525
6 Grecia Tsitsipas 3730
7 Germania Zverev 2855
8 Italia Berrettini 2525
9 Spagna Bautista Agut 2485
10 Belgio Goffin 2325


Fabio Fognini, pur perdendo la leadership italiana, ha comunque brillantemente tenuto vive le sue chance di prendere parte al torneo che chiude la stagione: nella Race è undicesimo con 2235 punti, seguito da Nishikori con 2180 e Monfils con 2170. Rallenta la rincorsa di Djokovic al primato stagionale di Nadal, mentre Daniil Medvedev supera Federer grazie al trionfo cinese.

Questo straordinario atleta, che ricorda vagamente un Buster Keaton allampanato, sta vivendo una seconda parte di stagione eccezionale: finale a Washington, Montreal, US Open e vittoria a Cincinnati, San Pietroburgo e Shanghai. Not too bad per un giocatore sino a pochi mesi era poco considerato dalla maggioranza degli appassionati in considerazione del suo stile di gioco poco ortodosso. A quanto si legge nei commenti alle sue vittorie però, gli italiani – sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori come constatava Ennio Flaiano – hanno quasi unanimamente cambiato idea sulle “magnifiche sorti e progressive” del giovane moscovita residente a Montecarlo. Torniamo alla battaglia per Londra.

Con la semifinale di Shanghai Stefanos Tsitsipas si è matematicamente conquistato il diritto di partecipare per la prima volta in carriera al torneo che a Londra chiude la stagione. Restano quindi ancora quattro posti da assegnare: i due effettivi più le due riserve. Questa settimana tre dei contendenti saranno impegnati in due tornei 250: Fognini a Stoccolma, Goffin e Monfils ad Anversa.

CLASSIFICA NEXT GENERATION

La partecipazione di Tsitsipas al torneo londinese inevitabilmente priverà quello milanese del trionfatore della scorsa edizione ma allo stesso modo rende più interessante la lotta per accedervi. Attualmente ai primi otto posti della classifica troviamo:

Posizione ATP Nazione Giocatore Nato nel Punti
6 Grecia Tsitsipas 1998 3820
17 Canada Auger-Aliassime 2000 1681
26 Australia de Minaur 1999 1430
34 Canada Shapovalov 1999 1255
53 USA Tiafoe 1998 970
59 Norvegia Ruud 1998 931
49 Serbia Kecmanovic 1999 893
70 Francia Humbert 1998 778


Auger-Aliassime, de Minaur e Shapovalov sono già matematicamente qualificati. Ad essi si unirà Jannik Sinner grazie a una wild card. In lizza per i quattro posti ancora disponibili oltre a Tiafoe, Ruud, Kecmanovic e Humbert c’è lo svedese Mikael Ymer, che si è portato a soli 27 punti di distanza da Humbert grazie alla vittoria ottenuta al Challenger 100 di Mouilleron-le-Captif.

CASA ITALIA

Nelle prime 200 posizioni mondiali troviamo ancora 16 italiani:

Classifica Giocatore Variazione
11 Berrettini 2
12 Fognini =
56 Sonego -1
72 Seppi =
73 Cecchinato -4
83 Travaglia 2
89 Fabbiano 2
95 Caruso 3
117 Lorenzi 1
119 Sinner 8
124 Mager -1
145 Giustino -3
147 Giannessi 4
149 Gaio 2
162 Baldi -9
186 Marcora 1


Oltre a Berrettini, anche Salvatore Caruso e Jannik Sinner – semifinalista al Challenger vinto da Ymer – hanno migliorato il proprio best ranking. Questa settimana sullo scacchiere europeo si esibiranno Fognini e Travaglia a Stoccolma, Sonego e Sinner ad Anversa, Fabbiano e Seppi a Mosca. Al momento sono ancora impegnati nell’ultimo turno del torneo di qualificazione Paolo Lorenzi a Anversa e Gianluca Mager a Stoccolma, mentre Caruso ha fallito quella di Anversa.

PRIMI DELLA CLASSE

Una sola variazione rispetto a sette giorni fa tra le prime dieci posizioni: Karen Khachanov ha rimpiazzato Nishikori all’ottavo posto. Il giapponese dovrebbe rientrare a Vienna, fisico permettendo. Più importante è però ciò che si sta profilando all’orizzonte e del quale abbiamo già dato ampio risalto: il sorpasso di Nadal ai danni di Djokovic al termine del Masters 1000 di Parigi-Bercy.

Un po’ più di movimento lo troviamo tra l’undicesima e la ventesima posizione dove, oltre a Berrettini, avanzano Diego Schwartzman, John Isner, Felix Auger-Aliassime, Stan Wawrinka, Lucas Pouille e Guido Pella. Perde invece due posizioni Gael Monfils. Kevin Anderson e Borna Coric escono dalla top 20. La sintesi grafica:

Posizione Nazione Giocatore Punti Variazione
1 Serbia Djokovic 9545 =
2 Spagna Nadal 9225 =
3 Svizzera Federer 6950 =
4 Russia Medvedev 5920 =
5 Austria Thiem 5085 =
6 Germania Zverev 4425 =
7 Grecia Tsitsipas 3900 =
8 Russia Khachanov 2990 1
9 Giappone Nishikori 2860 -1
10 Spagna Bautista Agut 2575 =
11 Italia Berrettini 2545 2
12 Italia Fognini 2415 =
13 Francia Monfils 2410 -2
14 Belgio Goffin 2280  =
15 Argentina Schwartzman 1995 1
16 USA Isner 1985 1
17 Canada Auger-Aliassime 1681 2
18 Svizzera Wawrinka 1670 2
19 Francia Pouille 1645 3
20 Argentina Pella 1620 1


BEST RANKING PER…

Classifica Giocatore Nazione
11 Berrettini Italia
17 Auger-Aliassime Canada
33 Hurkacz Polonia
37 Opelka USA
48 Bublik Khazakistan
51 Londero Argentina
75 M. Ymer Svezia
95 Caruso Italia


Volete sapere che posizione occupavano in classifica questi otto giocatori a inizio 2019? Ecco la risposta:

  • Berrettini: n. 52 (+41 posti)
  • Auger-Aliassime: n. 106 (+ 89)
  • Hurkacz: n. 88 (+ 55)
  • Opelka: n. 102 (+ 65)
  • Bublik: n. 165 ( + 117)
  • Londero: n. 117 ( + 66)
  • M. Ymer: n. 196 (+ 121)
  • Caruso: n. 156 (+ 61)

Complimenti.

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ATP

Seppi maratoneta a Mosca, colpo di Travaglia a Stoccolma

Andreas annulla due match point e batte Garin dopo quasi tre ore di lotta. “Steto” sopravvive ai trenta ace del temuto bombardiere USA Opelka. Niente da fare per Sonego con Tsonga

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Andreas Seppi -Zhuhai 2019 (via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Una buona giornata per il tennis di casa nostra, il lunedì indoor sparpagliato tra Anversa, Mosca e Stoccolma. Non era scontato, date le grige premesse emerse dai turni di qualificazione, già avari di buone novelle nei giorni passati e anche oggi non particolarmente confortanti. Tra la tarda mattinata e l’immediato dopo pranzo è arrivato il disco rosso per Gianluca Mager a Stoccolma e per Paolino Lorenzi ad Anversa, rispettivamente fermati da Dennis Novak e da Gregoire Barrere. Fortuna che Andreas Seppi e Stefano Travaglia hanno iniziato la settimana di luna buona.

SEPPI DI TIGNA E CORAGGIO – Bene, anzi benissimo Andreas Seppi, il quale ha aggiunto un nuovo pezzo alla proprio prestigiosa, ed estesissima, collezione di vittorie in rimonta in match di durata superiore alle due ore e mezza. Stavolta, a Mosca, luogo del cuore di Andreas in quanto sede del trionfo andato in archivio nell’annata 2012, ce ne sono volute quasi tre per superare El Tanque Garin in una partita ondivaga, altalenante e sinceramente tesa: non quanto di solito ci si aspetta da un primo turno in un 250 nel sottotetto europeo.

Presumibile highlitght della settimana benché sia appena lunedì, l’incontro è finito nelle mani di Seppi in un modo che in molti riterranno inaspettato, vista la fiacca versione del maratoneta di Caldaro andata in scena nel primo set; primo set chiuso con due break a sfavore sul groppone e tante cattive sensazioni. All’improvviso, Andreas si è messo a macinare tennis matematico all’inizio della seconda partita, scappando avanti sul quattro a due e non riuscendo tuttavia a chiudere con il servizio a disposizione sul cinque a quattro, quando ha riammesso il cileno nel set dopo aver anche sciupato due palle per il terzo.

 

Di nuovo incupitosi, Seppi è stato costretto ad aggrapparsi all’ultimo lembo di match disponibile quando Garin per due volte ha avuto la palla per chiudere nel dodicesimo gioco, ma, salvatosi, ha disputato un gran tie break che gli è valso l’iscrizione alla volata nel set decisivo. Un set iniziato maluccio, a dir la verità, ma tenuto in piedi anche grazie alla stampella offerta dal carrarmato di Santiago del Cile, che ha dapprima restituito nell’ottavo game il break precedentemente conquistato, poi ha sprecato nel nono due palle per staccarsi ancora.

Costretto a servire per rimanere in vita, Garin si è salvato in un dodicesimo game da ventotto punti in cui ha dovuto cancellare a Seppi quattro match point, manifestando con urlacci ad altissimo voltaggio di decibel il proprio grande nervosismo. Nel nuovo tie break, tuttavia, egli ha proseguito nel suo pomeriggio eccessivamente prodigo, sprecando per due volte un minibreak di vantaggio e consegnando quello che obiettivamente è stato un gran match a Seppi, il quale, al prossimo turno, incrocerà la racchetta con il vincente della sfida tra Carballes Baena e Berankis.

VAI STETO – L’ottimo voto che merita Seppi va esteso anche a Stefano Travaglia, emerso vincitore dalla durissima sfida di primo turno contro il pivot USA Reilly Opelka, la cui impropria arma d’inizio scambio era ancora più temuta considerata la superficie, notoriamente piuttosto veloce, della Kungliha Tennishallen. Non lasciandosi troppo impressionare dai trenta, dicasi trenta, ace messi giù dall’avversario, Travaglia ha addirittura riscosso maggiori dividendi al servizio, con cui ha concesso appena due punti nella prima frazione vinta grazie al decisivo break ottenuto nell’undicesimo gioco.

Quando improvvisamente, e per l’unica volta nell’incontro, il 2.11 dal Michigan è riuscito a far breccia nel turno di battuta di Travaglia, portando dalla propria parte la seconda partita con l’incursione nel servizio italiano del decimo game, si è avuta l’ennesima conferma dello straordinario carattere di cui è dotato il tennista di Ascoli. Senza fare una piega, Stetone nel terzo set è tornato a essere l’unico tra i due contendenti insidioso in ribattuta, e il break decisivo, conquistato addirittura a zero nel nono gioco, gli ha consegnato la terza vittoria in carriera contro un top 50 e un secondo turno appetitoso contro il vincente del match tra la wild card Elias Ymer e il lucky loser Yuichi Sugita.

TSONGA TROPPO PER SONEGO – Ad Anversa nel match clou della prima giornata Jo-Wilfried Tsonga ha superato in 1h20 il nostro Lorenzo Sonego. Un match in cui un solo break per set ha fatto la differenza ma dove il piemontese ha raccolto un solo break point non riuscendo mai a scalfire il servizio del francese

Risultati:

Anversa

[5] G. Pella b. P. Gojowczyk 5-7 6-4 7-6(2)
[6] J-W. Tsonga b. L. Sonego 6-3 6-4

Mosca

A. Seppi b. [3] C. Garin 3-6 7-6(2) 7-6(4)
[Q] L. Rosol b. J.I. Londero 6-7(4) 7-6(7) 6-3
[7] A. Mannarino b. [Q] D. Dzumhur 7-6(2) 6-0

Stoccolma

S. Travaglia b. [6] R. Opelka 7-5 4-6 6-4
[8] D. Evans b. B. Tomic 6-4 1-6 6-3
[PR] J. Tipsarevic b. C. Moutet 6-2 6-4

I tabelloni della settimana

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