Querrey non rovina la sceneggiatura: a Wimbledon sarà ancora Federer-Nadal

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Querrey non rovina la sceneggiatura: a Wimbledon sarà ancora Federer-Nadal

LONDRA – Dopo un primo set molto lottato, Nadal prende il largo e raggiunge il rivale in semifinale. 40esimo ‘Fedal’, quarto a Wimbledon

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Rafael Nadal - Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

[3] R. Nadal b. S. Querrey 7-5 6-2 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Dopo Kyrgios, Nadal sconfigge Sam Querrey, il secondo “big server” incontrato a Wimbledon 2019, e si regala il quarantesimo match della carriera contro Roger Federer. Le previsioni della vigilia sono state rispettate. Querrey ha tenuto bene il campo per un set, producendo più di un grattacapo a Rafa, ma nei set successivi la distanza si è allargata: 7-5, 6-2, 6-2.

Si gioca sul Court 1, con il sole che va e viene, in una giornata che i meteorologi inglesi hanno definito “umida e piuttosto calda”. In sostanza: una massima di 26 gradi; vento nullo. Arbitra Mohamed Lahyani.

 

Querrey ha vinto il sorteggio e decide di servire per primo: game a quindici. Ma sin dalla prima risposta si capisce che Nadal è gia pronto a replicare a pieni giri. Rafa tiene senza il minimo problema il suo turno di battuta grazie a tre prime vincenti e a un uno-due che fa concludere il game in poco più di un minuto. E nel gioco successivo, con Querrey alla battuta, riesce a entrare nello scambio quattro volte, e ottiene sempre il punto. Non bastano a Querrey i due ace per salvare la situazione: con un passante di dritto Rafa ottiene il break: 2-1 e servizio, che consolida con un altro turno di battuta a zero: 3-1.

Il primo set sembra già indirizzato. Nadal al servizio è intoccabile: sembra lui il big server della situazione. Non sbaglia nulla, nemmeno nella valutazione dei rimbalzi, visto che corregge con un challenge anche il giudice di linea. Tre game di battuta: 12 punti a zero. Che la prima di Nadal viaggi di massima 15 miglia meno di quella di Querrey conta nulla, la qualità di chi risponde fa la differenza.

Ottavo gioco: a causa di un doppio fallo e di un dritto lungo, Rafa perde i primi due punti al servizio. Sam riesce anche a vincere il primo scambio combattuto, approfittando di un drop-shot troppo lungo di Nadal, e si va per la prima volta ai vantaggi. Querrey sa che è una occasione d’oro e si butta a rete nel punto successivo: gestendo con una veronica il lob di Rafa si procura la prima palla break del set. Ma Nadal reagisce con una ottima prima, e dopo un paio di passaggi sulla parità riesce a salire, anche se per la prima volta soffrendo, 5-3. A conti fatti nello stesso gioco ha commesso due doppi falli, che però non ha pagato in termini di game.

Nono gioco: Nadal avrebbe tre occasioni per chiudere il set in risposta, ma ogni volta Querrey salva i set point con super-prìme o direttamente con degli ace (uno anche a 138 miglia orarie): la conclusione è rimandata.

Sul 5-4 e servizio di nuovo Rafa si trova sotto 0-30; un altro game complicato. Nadal con tre vincenti rovescia la situazione (due voèe smorzate e un rovescio incrociato stretto). Ma nemmeno questa volta riesce a chiudere il set, perché Sam entra nello scambio, scende a rete, e obbliga Nadal a sbagliare il recupero difensivo. La tensione cresce, e con Nadal al servizio arriva il warning di Lahyani per time violation. Querrey riesce due volte a rispondere profondo e la seconda gli vale il break che pareggia i conti del set: 5 pari.

Rafa non ha sfruttato quattro set point e tutto è tornato in parità. L’inerzia del match sembrerebbe girata, ma Nadal non sarebbe Nadal se non reagisse immediatamente nelle situazioni difficili. Con Sam alla battuta, al termine di un game combattutissimo (con vantaggi e interni ed esterni) alla quarta palla break del game Rafa sale 6-5, e ha di nuovo l’occasione di servire per il set. Ma di nuovo si ripete il “pattern” dei game precedenti: 0-30. E tornano anche le palle break. Ne dovrà salvare tre, prima di riuscire finalmente a chiudere il set a suo favore: Nadal 7-5, in 58 minuti.

Un set dai due volti: con un Nadal dominante nei primi sette game, molto più equilibrato nella seconda parte. Si pensava che per reggere il confronto Querrey si sarebbe dovuto attaccare in tutto e per tutto al servizio e invece a si è probabilmente scambiato più del previsto. E dopo i primi game difficili, Querrey non ha nemmeno sofferto troppo. Ma, anche se meno agevolmente di quanto l’inizio facesse presumere, Rafa ha comunque vinto il set.

Rafael Nadal – Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

Secondo set. Si parte seguendo esattamente lo stesso andamento del primo. Dopo i primi due game senza sussulti, nel terzo gioco (con Sam alla battuta) Nadal entra quattro volte nello scambio e ottiene a 15 il break. Senza problemi consolida alla battuta: 3-1. Querrey si riavvicina sul 3-2, e poi ingaggia un game lottato alla ricerca del controbreak. In questo gioco Rafa sorprende in negativo per un rovescio lungolinea in corridoio, ma soprattutto per un paio di errori in uscita dal servizio con il dritto, che non si aspetterebbero da lui. Ma, seppure soffrendo, riesce a uscirne indenne e salire 4-2.

La sua resistenza è premiata dal doppio break: Sam perde la battuta grazie alle prodezze difensive del suo avversario. In questa fase è il classico Nadal tosto in difesa, che recupera tutto e che finisce per far sbagliare chi ha di fronte e non trova più spiragli: 5-2 e servizio. Questa volta tutto fila liscio, e Rafa tiene la battuta senza problemi per il 6-2 in 34 minuti. Rispetto al primo set, per Nadal solo un piccolo rischio nel sesto gioco, per il resto ordinaria amministrazione.

Terzo set. L’equilibrio sembra ormai rotto, e Nadal si procura immediatamente tre palle break nel game di apertura (0-40). Sam si aggrappa a due servizi, ma alla terza occasione si entra nello scambio. Nemmeno ricorrendo a due parabole profondissime (che cadono sulla linea) seguite da un drop-shot Querrey riesce a salvarsi: Rafa recupera correndo in avanti e chiude con un dritto stretto imprendibile; 1-0 e servizio per lui. La sensazione è che ormai la partita sia segnata. Querrey non regge più l’intensità dello scambio di Nadal e appena scende con l’incisività alla battuta sono problemi. Il 4-1 con doppio break è la inevitabile conseguenza dello squilibrio in campo.
Gli ultimi tre game, in cui entrambi tengono il servizio, servono solo per definire il punteggio del terzo set: 6-2 Nadal in 35 minuti, 127 minuti totali.

Grazie al successo di Bautista Agut contro Pella, per la prima volta nella storia la Spagna avrà due giocatori in semifinale a Wimbledon.

Queste le parole di Nadal in conferenza stampa: “Oggi è stata molto importante la mia risposta. Con un giocatore come Querrey, è davvero fondamentale. Ho ottenuto 6 break: non sono pochi considerando la qualità del suo servizio”.
“La sfida con Federer? Credo che entrambi nella nostra carriera abbiamo ottenuto risultati ancora migliori di quanto si potesse ipotizzare all’inizio. E abbiamo saputo adattare il nostro tennis ai cambiamenti dell’età. Per esempio oggi non mi muovo più con la stessa velocità di quando ero giovane, ma sono migliorato alla battuta”.

“Ritrovarci su questo campo dopo 11 anni significa tanto per me, ma probabilmente anche per lui”.

“Contro Roger non mi aspetto di imparare cose nuove, mi aspetto di dover fronteggiare quello che probabilmente è il miglior giocatore su erba della storia. Dovrò dare il massimo”

Le dichiarazioni di Querrey: “Nadal rispondeva bene, e questo mi ha messo sotto pressione. Non essere riuscito a salire 6-5 nel primo set ha aperto la strada al successo in tre set di Rafa”

“Nadal può vincere Wimbledon? Certo che sì, lo ha già fatto, ha raggiunto cinque finali, e in questo torneo non ha faticato con match logoranti nei primi turni. Ce la può fare. Anche se naturalmente contro Federer sarà dura. Su chi scommetterei per la vittoria finale nel torneo? A tennis i giocatori non possono scommettere. Ipoteticamente? Dico Federer.”

Rafael Nadal – Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

STATISTICHE:

  • Saldo vincenti/errori non forzati: Nadal con un impressionante +32 (44/12), Querrey +16 (38/22)
  • Ace/doppi falli: Nadal 10/2, Querrey 22/3.
  • Errori non forzati scomposti dritto/rovescio: Nadal 3/6, Querrey 4/14. Per Sam, prevedibilmente, più che tripli gli errori di rovescio rispetto a quelli di dritto.
  • Punti a rete giocati/vinti: Nadal 14/13, Querrey 27/16. L’unico errore a rete di Nadal un serve&volley mancato nel game conclusivo.

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ATP Amburgo: Rublev rimonta Tsitsipas e festeggia il primo “500”

Il russo recupera uno svantaggio di 5-3 nel terzo set vincendo gli ultimi 4 giochi dell’incontro. Si tratta del titolo più prestigioso della carriera.

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[5] A. Rublev b. [2] S. Tsitsipas 6-4 3-6 7-5

Mentre a Parigi era già in corso la prima giornata del Roland Garros 2020, a 900 km di distanza, in Germania, Andrey Rublev conquistava il titolo più importante della sua giovane carriera: il russo vince ad Amburgo il primo torneo ATP 500 della carriera nonostante un break di ritardo nel terzo set contro Stefanos Tsitsipas che ha servito inutilmente per il match sul 5-4, rivivendo di nuovo l’incubo del match perso contro Borna Coric allo US Open un mese fa. Il match si è concluso con un doppio fallo del greco, il sesto dell’incontro.

Un match giocato splendidamente da entrambi i protagonisti in cui i colpi vincenti hanno quasi doppiato gli errori gratuiti. Una battaglia di 2h20 in cui Rublev ha giocato meglio i punti importanti sia nel primo che nel terzo set, riuscendo poi a infilare un parziale di ben 16 punti a 3 per chiudere il match e sollevare il prestigioso trofeo. Nel set decisivo ci sono stati ben cinque break, tre dei quali a favore del russo che diventa così il primo russo a vincere ad Amburgo dai tempi di Nikolay Davydenko nel 2009.

Ora spera che questo possa essere la rampa di lancio perfetta per un grande Roland Garros dove le condizioni di gioco estremamente lente e fredde potrebbero rendere il suo tennis ancora più letale. Per Tsitsipas un’altra delusione cocente in una stagione che seppur devastata dal COVID-19 ha visto poche luci e molte ombre dopo il trionfo alle ATP Finals di Londra del 2019.

Non sarà semplice per entrambi giocare uno Slam dopo aver disputato un torneo di questo livello. Di sicuro il viaggio di 900 km sarà molto più dolce per il russo che ora si trova a una manciata di punti dalla Top 10 mondiale.

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ATP Amburgo: la finale è Rublev-Tsitsipas

Il russo ha regolato Ruud, mentre Stefanos ha dovuto sudare per battere Garin in tre set.

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Sabato di semifinali giovani all’ATP 500 di Amburgo (tutti sotto i 24 anni), con i favoriti, Stefanos Tsitsipas ed Andrey Rublev, che hanno rispettato il pronostico e raggiunto la terza finale stagionale. Sarà anche il loro terzo confronto nel tour, con il bilancio in parità (anche se Rublev ha vinto anche un incontro a livello Challenger).

RUBLEV IMPLACABILE – Andrey Rublev è stato il primo a raggiungere la finale, battendo Casper Ruud per 6-4 6-2 in 85 minuti, ripetendo il risultato dello scorso anno, quando fu battuto in tre set da Basilashvili all’ultimo atto. Il norvegese è stato più aggressivo inizialmente, cercando tanti contropiedi per non permettere a Rublev di accamparsi sulle diagonali dove il russo non ha problemi colpire ad libitum, specialmente con il dritto anomalo.

Questa strategia probabilmente derivava dalla chiusura del tetto, che inficia le rotazioni dei suoi colpi da fondo abbassando il rimbalzo e restringendo il campo, obbligandolo quindi a cercare altre soluzioni per non perdere campo. Il risultato è stato un inside-in appena largo e immediata palla break Rublev, ma Ruud l’ha salvata girando attorno alla pallina con il più classico degli schema da rosso – due sventagli e chiusura lungolinea.

 

In conseguenza a questo atteggiamento atipico per lui, il norvegese è andato sovraritmo, prevalendo quasi solo con i banana shot del suo mentore Nadal. In condizioni così lente, inoltre, Rublev non soffre servizi che non siano di livello assoluto, come si è visto ieri contro Bautista, e ha risposto quasi sempre sul rovescio dell’avversario anche sulla prima. Per finire, il russo ha tenuto un’alta percentuale di punti con la prima, 70 percento contro il 48 dell’avversario – è forse l’epitome di un nuovo flipper agassiano da fondo.

Nel terzo gioco, una risposta vincente di dritto e due errori di rovescio di Ruud hanno dato la palla break a Rublev, concretizzata con due dritti dominanti seguiti a rete per lo smash a rimbalzo. Il russo ha provato ad allungare ulteriormente grazie ad un’altra palla break nel quinto gioco (ha avuto chance in ciascuno dei primi tre turni al servizio dello scandinavo), ottenuta con una risposta vincente di rovescio e con un rimbalzo fedifrago. Ruud ha però spinto ed è sceso a rete grazie a un buon contropiede di rovescio. Altra risposta bimane, altra buca, altra palla break, ma stavolta il semifinalista di Roma ha pulito la linea laterale con il suo, di rovescio lungolinea.

Salvatosi dal doppio break, Ruud ha colpito una buona risposta fra i piedi che gli ha dato la palla del contro-break, sfruttata con una risposta vincente di dritto, ma un brutto errore con lo stesso colpo ha rimandato avanti l’avversario, bravissimo a tirar fuori una contro-smorzata a cui la terra è stata decisamente lieve, in senso buono:

In una fase di stanca, un dritto in rete di Rublev ha dato due palle del 4-4 a Ruud, ma la tds N.5 ha spinto bene chiudendo con una smorzata e pareggiato i conti con una prima vincente, chiudendo facilmente il set in 49 minuti. Ruud ha richiesto l’intervento del fisioterapista per un problema alla spalla destra a cavallo fra i due parziali, e ha subito perso il servizio su un doppio lungolinea dell’avversario, il cui dritto ha continuato a farla da padrone, dandogli l’1-0.

Nonostante il nastro abbia aperto uno spiraglio con la palla del contro-break, tre prime consecutive (dopo l’uno su sette iniziale) hanno cavato Rublev d’impaccio; Ruud è quindi crollato, concedendo il doppio break senza colpo ferire. Il russo si è distratto, restituendone uno con due doppi falli consecutivi, ma da lì in avanti ha proceduto a velocità di crociera, salendo 5-2 con un rovescio vincente e chiudendo poco dopo.

“Casper ha giocato davvero bene in queste due settimane, poteva anche finire in un altro modo”, ha commentato il vincitore. “Mi mancava la presenza degli appassionati, anche perché qui ad Amburgo negli anni scorsi lo stadio pieno fin dai primi turni – è sicuramente un torneo speciale per me!” Per Rublev sarà la terza finale stagionale dopo le vittorie di inizio anno a Doha ed Adelaide; questa sarà però la chance di vincere il suo primo 500.

TSITSIPAS SORRIDE – Il greco ha invece impiegato due ore e 15 minuti per battere Cristian Garin, uno dei migliori performer su terra della stagione, con il punteggio di 7-5 3-6 6-4. Entrambi benissimo al servizio all’inizio, specialmente il cileno, che ha messo dentro 19 dei suoi primi 21 servizi (facendo però “solo” il 63% dei punti), mentre Tsitsipas è stato molto efficace con entrambe le battute, iniziando 11/15 con la prima e 6/9 con la seconda.

Il greco ha concesso una palla break nel quinto gioco, ma ha tirato una prima vincente, come successo di frequente questa settimana. La prima chance per Tsitsi è arrivata nel sesto game, quando Garin ha sparacchiato un dritto, ma la risposta di rovescio si è spenta in mezzo alla rete. Garin ha però continuato a regalare, scentrando un rovescio e concedendo il break con un doppio fallo.

Al momento di servire per il set, però, Garin è salito 15-40 su una palla corta sbagliata dalla seconda testa di serie, sfruttando due buone risposte incrociate da sinistra e rimandando tutto di là (il cileno ha una consistenza veramente straordinaria con i colpi in corsa), strappandogli la battuta quando un passante complicato si è fermato in rete. Dopo un game di battuta un po’ fortunoso (una volée dubbia gli è stata chiamata dentro sullo 0-15), Tsitsipas si è fatto trovare pronto, e si è guadagnato due set point grazie a un doppio fallo del cileno, chiudendo immediatamente con un passante di rovescio dopo 53 minuti – decisiva la differenza con la seconda, 62 percento per Tsitsipas, 33 per Garin.

Molti gli scambi intensi, soprattutto perché questa settimana il dritto di Tsitsipas è lontano parente di quello “ammirato” contro Sinner a Roma, ed è anzi diventato un colpo eccezionale anche sulla terra, carico e difficile da leggere, mentre Garin ha cercato di prendere l’iniziativa quando possibile, appiattendo il dritto in cross e scendendo a rete il doppio dell’avversario (10-5 nel primo).

Il campione di Cordoba e Rio non si è scoraggiato, e ha breakkato nel terzo gioco del secondo set, quando Tsitsipas si è inizialmente salvato con la prima, ma nulla ha potuto sulla risposta in allungo dell’avversario:

Tsitsipas ha rischiato di sbandare ulteriormente nel quinto gioco, ma la prima gli è venuta in soccorso di nuovo. Garin ha però servito in maniera clamorosa, vincendo 14 punti su 16 con la prima, e non gli ha mai dato la benché minima possibilità di rientrare nel parziale, chiudendo anzi con un ulteriore break, suggellato da un rovescio tonitruante. Solo tre errori non forzati per lui nel secondo, e match al parziale decisivo dopo un’ora e mezza – primo set perso nel torneo da Tsitsipas, che ha chiesto l’intervento del preparatore prima dell’inizio del terzo.

Il greco è riuscito a ricomporsi, tornando intoccabile al servizio com’è stato per tutta la settimana (sopra l’80 e con la prima e con la seconda), e ha aspettato il momento propizio, arrivato nel quinto game quando Garin ha completamente perso il campo, sbagliando due rovesci e commettendo due doppi falli. L’andamento del set è stato speculare a quello del precedente, perché Stefanos ha difeso senza affanni i turni di battuta (Garin ha anche avuto bisogno di un breve trattamento al ginocchio destro), e ha chiuso a rete per la sua terza finale della stagione – cercherà il suo secondo titolo dopo Marsiglia.

“La partita è stata durissima ed equilibrata, ma sono stato bravo a sfruttare i miei punti di forza”, ha detto alla fine. “Mio fratello è venuto qui dieci anni fa e mi ha sempre detto che il torneo e l’organizzazione sono fantastici, e sono felice di essere riuscito a giocare così bene in una città bellissima”. Decisamente piacione il greco, che ha chiuso con un “ho imparato a dire ‘ich lieben Hamburg'” appena appena melenso… Anche per Tsitsipas questa sarà l’occasione di vincere un 500, anche se il greco ha pur sempre vinto le ATP Finals, un filo più importanti.

Risultati:

[5] A. Rublev b. C. Ruud 6-4 6-2
[2] S. Tsitsipas b. C. Garin 7-5 3-6 6-4

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ATP Amburgo: Ruud schianta Humbert al terzo. Avanti anche Tsitsipas e Rublev

Il norvegese conferma il suo valore sul rosso, segnali di risveglio per il greco che supera Lajovic. Bene il russo in due set su Bautista Agut

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Casper Ruud – ATP Amburgo 2020 (foto via Twitter @atptour)

Mentre a Parigi va in scena l’ultimo turno delle qualificazioni e Rafa Nadal, per la prima volta in carriera, si allena sullo Chatrier ma non sotto il cielo, ad Amburgo otto tennisti ce la mettono tutta per raggiungere le semifinali incuranti dello Slam incombente. Anche quelli che ambiscono ad arrivare non semplicemente alla seconda settimana, bensì in fondo al torneo. C’era anche curiosità per lo scontro fra il fenomeno della settimana (il francese che ha preso a pallate Medvedev sotto gli occhi deliziati di mamma Anne) e quello che in stagione ha vinto 14 match terraioli su 17, perdendo solo da Seyboth Wild, Mager e Djokovic (il norvegese figlio d’arte che ha giù superato il padre, cosa che probabilmente non accadrà a Emilio Gomez). E, a proposito di eredità, era impegnato anche quello che vuole diventare un rematore estroso opposto al suo nuovo modello. Andiamo a vedere com’è finita e perché.

RBA NON VA – Un tennista che quest’anno si è fatto notare in entrambi i due spezzoni di stagione (e, per fortuna, non nello spazio tra i due come alcuni suoi colleghi) è senz’altro Andrey Rublev. Dopo la preventivabile stecca nel passaggio da New York a Roma, il moscovita ha ripreso a martellare con efficacia venendo a capo in due set di Roberto Bautista Agut. Lo spagnolo non è a suo agio sulla terra quanto lo è sul duro (sotto il livello di guardia la sua percentuale di vittorie sul rosso contro i top 50), eppure sorprende un po’ il dominio di Andrey nel primo parziale chiuso 6-2. Il secondo set pare avviato verso una conclusione simile ancorché meno netta, ma un paio di punti girano male per Rublev – rompe le corde su una risposta, un dritto esce dopo aver sfiorato il nastro – che cede a quindici il successivo turno di battuta. Rimane però in partita e, brekkato nuovamente Bautista, chiude 7-5.

STEFANOS IN RIPRESA – Gioca bene a tennis, Dusan Lajovic. Soprattutto se non deve fare i conti con la palla di Nadal come a Roma. Basta però davvero poco perché esca dal match dopo un primo set ben giocato fino a due punti dall’accaparrarselo e lasci strada a Stefanos Tsitsipas. Arrivati a metà del tie-break entrambi con un ragguardevole 12 su 13 con la seconda di servizio, Dusan allunga sul 5-3 quando la sua risposta sfiora il nastro e manda fuori tempo il dritto greco. Stefanos si riprende il maltolto con una palla che muore in una buca compromettendo la difesa avversaria e vola 7-5, mentre la racchetta serba, scagliata poco serenamente a terra, rimbalza verso la giudice di linea.

Poco potenza e mira da rivedere per Lajovic, che quindi non viene neanche sanzionato con il warning, come se il comportamento non fosse pericoloso. Il match dello sfavorito dovrebbe essere finito su quella buca e il break in apertura a favore Tsitsipas pare confermarlo. Ma il tennis si imbruttisce, quello ateniese compreso, e allora contro-break, poi un nuovo strappo e ancora… no, il 2 pari non arriva, nonostante Dusan apparecchi la situazione per un comodo dritto che spara invece fuori. Quindi, sì, l’incontro era davvero finito con il tie-break: è che ancora non lo sapeva. Tsitsipas fallisce due match point in risposta (e fanno otto consecutivi), ma chiude al terzo 6-2 con il servizio.

 

SEMPRE PIÙ RUDE – Ce la mette tutta, Ugo Humbert, ma alla fine Casper Ruud fa valere la sua maggior tenuta atletica che gli permette di prendersi il set finale dopo oltre due ore e mezza di battaglia durissima e per larghi tratti più che apprezzabile. Ruud inizia con la solita pressione da fondo, ma commette troppi errori con il dritto e il set rimane in equilibrio. Esce indenne da un lunghissimo decimo game nel quale salva anche due set point spingendo con il dritto (il secondo con un nastro benevolo) e si prende il break che vale il set subito dopo. Humbert, che sa fare più cose e ha una “mano” più sensibile, riesce ad allungare al quarto gioco fra tocchi delicati, accelerazioni, le indispensabili imprecisioni dell’altro e un pizzico di fortuna stavolta dalla sua. Vanificato l’immediato tentativo di rientro norvegese, il ventiduenne di Metz pareggia il conto dei set.

L’altro classe 1998 ma nato in dicembre rischia di andare subito sotto all’inizio della partita finale, ma per due volte Ugo non riesce a trafiggerlo da posizione vantaggiosa. Occasione favorevole fallita e turno di battuta francese perso a zero. Con un Ruud sempre più vicino a salirgli sopra fisicamente in modo definitivo, Ugo salva tre PB dello 0-4 che gli valgono l’illusione di essere rimasto in vita, soprattutto quando l’opportunità persa di mettere un bella pietra sopra il match da parte di Casper si traduce in un game di servizio aperto da due errori. Rimedia però piantando due ace consecutivi – i primi del match – e l’illusione di Humbert svanisce in fretta: il divario atletico è ormai incolmabile e Ruud vola pressoché indisturbato verso il 6-1. Resta comunque l’ottima settimana di Ugo, mentre sarà interessante, se entrambi ci arrivano, vedere gli scambi parigini tra lui e Thiem sulla diagonale destra.

IL PROGRAMMA DELLE SEMIFINALI – Sabato, si parte alle 13.30 con Rublev che affronta Ruud. Non prima delle 15.30, Tsitsipas cercherà la finale contro Cristian Garin, vittorioso in rimonta ai danni di un Alexander Bublik che può ritenersi soddisfatto del suo torneo dopo il ripescaggio come lucky loser.

Risultati:

[5] A. Rublev b. [4] R. Bautista Agut 6-2 7-5
[2] S. Tsitsipas b. D. Lajovic 7-6(5) 6-2
C. Ruud b. U. Humbert 7-5 3-6 6-1
C. Garin b. [LL] A. Bublik 3-6 6-4 6-4

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