Martina Navratilova, è sempre lei la signora del tennis

Flash

Martina Navratilova, è sempre lei la signora del tennis

Comincia con un doppio fallo, ma con Cara Black contro Mary Joe Fernandez e Ai Sugiyama chiude in bellezza. Lei ha vinto 9 singolari a Wimbledon, Roger Federer per ora solo 8

Pubblicato

il

Martina Navratilova - Wimbledon 2017 (photo Art Seitz c2017)

Al primo servizio commette un doppio fallo. Martina Navratilova emoziona e si emoziona. Il Centre Court ha appena ospitato Roger Federer, che corre per il nono Wimbledon, lei nel singolo lo ha già realizzato, ma questi sono dettagli.

Martina ha come compagna di doppio Cara Black, 22 anni più giovane, con una decina di Slam vinti nella specialità; lei solo trenta, altro dettaglio. Di fronte ci sono Mary Joe Fernandez, 48 anni ben portati, due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Barcellona e Atlanta, e Ai Sugyama, 44 anni, ex numero 1 nel 2000, con 38 titoli nel doppio. Martina sovrasta tutte. La voce corre veloce e il tempio del tennis si ripopola fino a diecimila appassionati, che non sono soltanto attempati signori. Lei si muove con passo felpato, a rete dà il meglio.

Persino un tuffo per carezzare una palla, che diventa una magia, una parabola vincente. Navratilova sorride. Agli applausi più lunghi risponde con un inchino. I suoi 62 anni sono solo un appiglio numerico. Al servizio ha qualche titubanza. Ci scherza su. Rilancia la sfera gialla. Ma è serissima quando colpisce. Ha sempre una gran voglia di vincere. Qualche giorno prima sulla stessa erba Coco Gauff ha entusiasmato il cuore di Wimbledon. Martina potrebbe essere sua nonna; riesce ancora a suscitare le stesse energie.

 

Martina e Cara Black chiudono con un doppio 6-3 e questo è ancora un dettaglio. Sul Centre Court sono tutti in piedi, tre minuti di applausi per la Signora del tennis. Lei con quella mano sinistra con cui continua ancora a ricamare dispensa ora baci. Grazie Martina, il tuo amore per il tennis resta intatto. A

Continua a leggere
Commenti

Flash

ATP Bastad: Londero e Jarry si contenderanno il trofeo

L’argentino supera Ramos Vinolas in due set piuttosto agevoli, ancora più semplice il successo del cileno che strapazza Delbonis 6-3 6-2

Pubblicato

il

Due semifinali a senso unico spediscono Nicolas Jarry e Juan Ignacio Londero al match decisivo per l’assegnazione del trofeo dell’ATP di Bastad. Il cileno è alla terza finale della carriera, dopo quelle perse con Fabio Fognini a San Paolo nel 2018 e con Alexander Zverev a Ginevra quest’anno (sprecando match point), mentre per l’argentino si tratta della seconda, a pochi mesi dalla magica settimana di Cordoba che lo ha proiettato per la prima volta sotto i riflettori del circuito maggiore.

Jarry si è sbarazzato in poco più di un’ora della concorrenza di Federico Delbonis. Nel primo set i due hanno proceduto spalla a spalla fino al 3-3, poi il cileno ha cambiato passo (soprattutto col dritto) e ha chiuso 6-3. Il secondo set si è aperto subito nel segno di un Jarry molto propositivo, con Delbonis invece parecchio demotivato. Doppio break in un lampo e 3-0. L’argentino ha provato uno scatto d’orgoglio, strappando per la prima volta nel match la battuta all’avversario, ma è stato subito ricacciato indietro da Jarry che ha poi chiuso il parziale senza problemi col punteggio di 6-2.

Londero invece ha avuto ragione di Albert Ramos Vinolas, che era invero partito meglio. Sopra 2-1 e break però, lo spagnolo è riuscito a vincere appena uno dei successivi sei giochi finendo col farsi scivolare dalle dita il primo set. Nel secondo un solo break ha fatto la differenza, quello ottenuto da Londero nel terzo gioco.

 

Risultati:

[5] N. Jarry b. F. Delbonis 6-3 6-2
[6] J. Londero b. A. Ramos-Vinolas 6-3 6-4

Il tabellone completo

Continua a leggere

Flash

ATP Amburgo: il tabellone dice Italia-Argentina

Fabio Fognini trova un qualificato al primo turno, Cecchinato e Caruso affronteranno gli argentini Delbonis e Londero. Presenti anche Thiem e Zverev

Pubblicato

il

Fabio Fognini, Amburgo 2015 (foto BRIGITTE URBAN)
Fabio Fognini, Amburgo 2015 (foto BRIGITTE URBAN)

Il torneo più ricco e prestigioso della settimana è l’ATP 500 di Amburgo anche se il torneo tedesco, fondato nel 1892 e giunto alla 132esima edizione, sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. Da tempo ormai non fa più parte della categoria Master Series (i vecchi 1000 per intenderci) e la posizione all’interno del calendario di certo non aiuta. Basti pensare che quest’anno nel tabellone di qualificazione c’era un bye al primo turno, a causa della mancanza di tennisti iscritti, e anche nel doppio non si è stati in grado di trovare degli alternate.

L’edizione di quest’anno però è riuscita a compiere un bel passo avanti rispetto al 2018, e cioè quello di avere tre top 10 ai nastri di partenza anziché uno. Se la presenza di Dominic Thiem ad eventi di questo tipo non è certo una novità, fa piacere vedere il nome Alexander Zverev quest’anno ancora alla ricerca di continuità, soprattutto sul piano mentale. L’austriaco esordirà contro l’uruguaiano Pablo Cuevas, già finalista qui nel 2016, mentre il giovane tedesco ha trovato il cileno Nicolas Jarry.

Il tabellone completo

Il terzo top 10 presente è Fabio Fognini il quale avrà al primo turno un qualificato, e nell’eventuale secondo incontro uno tra il tedesco Rudolf Molleker e l’argentino Leonardo Mayer. Restando in tema di argentini, gli altri due italiani presenti nel tabellone principali hanno entrambi pescato tennisti albicelesti. Marco Cecchinato, scivolato fuori dai primi 60 dopo la sconfitta ad Umago, esordirà con Federico Delbonis il quale lo ha battuto 3 volte su 3, sempre sulla terra, due volte nei Challenger nel 2017 e una nel torneo di Bucarest nel 2016.

 

L’ultimo azzurro, che al momento è ancora in corsa in Croazia, è Salvatore Caruso. Il siciliano n. 125 al mondo giocherà per la seconda volta in carriera contro Juan Ignacio Londero contro il quale ha perso nel 2016 nel Challenger di Perugia.

Tra i primi turni degni di interesse c’è quello tra il 21enne russo Andrey Rublev e il 23enne cileno Cristian Garin, e potrebbe venir fuori una partita interessante anche dal derby serbo tra Laslo Djere e Filip Krajinović.

Continua a leggere

Flash

Challenger: Gaio cerca il bis a San Benedetto. C’è un nuovo (piccolo) Korda in giro

Gaio e Giannessi in semifinale a San Benedetto, possibile finale tutta italiana. Prima finale anche per il figlio d’arte Sebastian Korda

Pubblicato

il

Sebastian Korda - Australian Open Junior 2018 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

San Benedetto, Italia (terra, montepremi €46.600)

Tre dei quattro semifinalisti giunti al penultimo giorno del Challenger di San Benedetto sono teste di serie, e due di essi sono italiani. Alessandro Giannessi da una parte e Federico Gaio dall’altra si contenderanno (in due semifinali diverse) un posto nella finale del torneo marchigiano. Il primo ha lottato duramente durante tutto il torneo e nell’ultima partita solamente al tie-break decisivo ha avuto la meglio su Andrea Arnaboldi, vincendo 5-7 6-3 7-6(3); e adesso lo attende il n. 1 del seeding Andrej Marten, n. 120 del mondo. Gaio invece, vincitore qui nel 2016, ha battuto agevolmente Roberto Marcora per 6-2 6-4 e ora a trova Renzo Olivo.

Nur-Sultan, Kazakhstan (cemento, montepremi $135.400)

La sorpresa della settimana arriva proprio dal Challenger più ricco in rassegna, quello kazako dove a raggiungere la finale è un figlio d’arte: Sebastian Korda, figlio di Petr. Il 19enne con cittadinanza americana per la terza volta in stagione ha vinto due partite consecutive a livello Challenger, e si è superato raggiungendo la prima finale della carriera in questa categoria. Suo padre Petr, che giocava per la Rep. Ceca. fu numero 2 del mondo nel 1998, anno in cui vinse gli Austrlian Open prima di venir squalificato per doping, evento che di fatto pose fine alla sua carriera. Il giovane Sebastian invece, n. 385, in questo torneo ha battuto tra gli altri il nostro Lorenzo Giustino, che era la seconda testa di serie, e in semifinale ha vinto 7-6(3) 6-3 sull’australiano Aleksandar Vukic. Ora affronterà il vincente di Donskoy-Sultanov.

Gatineau, Canada (cemento, montepremi $54.160)

In Canada i tennisti di casa deludono le attese come anche quelli statunitensi, e a sorridere sono quelli di seconda fascia. La prima semifinale infatti sarà disputata tra Darian King (27 anni, n. 193) proveniente dalle Bahamas e il francese Enzo Couacaud (24 anni, n. 201). Dall’altra parte invece il posto in finale se lo contenderanno l’australiano Jason Kubler (26 anni, n. 213) e Joao Mendes (22 anni, n. 267) dal Brasile.

 

Amersfoort, Olanda (terra rossa, montepremi €46.600)

Similmente a quanto accaduto a San Benedetto, anche in Olanda tre semifinalisti sono anche teste di serie piuttosto alte e il possibile vincitore finale infatti potrebbe venir fuori proprio dalla sfida tra la n. 2 e la n. 3: il belga Kimmer Coppejans (25 anni, n. 144) e lo sloveno Blaz Rola (28 anni, n. 164). Gli altri due ancora in corsa invece sono il tedesco Mats Moraing (27 anni, n. 200) e il qualificato di casa Igor Sijsling, 600 del mondo.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement