Tabelloni ATP: Fognini guida il sestetto italiano a Umago. Cecchinato campione in carica

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Tabelloni ATP: Fognini guida il sestetto italiano a Umago. Cecchinato campione in carica

L’edizione 2019 del torneo croato sarà, come al solito, a tinte fortemente azzurre. Gli italiani dovranno fare attenzione soprattutto a Coric. C’è anche Sinner

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Marco Cecchinato - Umago 2018 (foto via Twitter, @CroatiaOpenUmag)

Nel fittissimo calendario ATP, che come da tradizione non concede soste nel periodo estivo, da domani prenderanno il via tre tornei ATP: Umago e Bastad sulla terra e Newport a chiudere la parentesi sull’erba.

La 30esima edizione del Croatian Open, si presenta particolarmente interessante per i sei italiani ai nastri di partenza e i quattro (Caruso, Baldi, Ornago e Napolitano) impegnati nelle qualificazioni. Sarà difficile per Marco Cecchinato confermare la vittoria della passata edizione a causa di una concorrenza agguerritissima e del momento di forma non particolarmente brillante. Oltre al Ceck, numero 5 del seeding, occhi puntati su Fabio Fognini, testa di serie numero 1 (già vincitore due volte di questo torneo), voglioso di riscattare l’inattesa sconfitta al terzo turno dei Championships contro Sandgren e mettere in cascina punti preziosi nella rincorsa al sogno delle Finals di Londra, e su Jannick Sinner che usufruirà di una wild card e se la vedrà al primo turno con il portoghese Pedro Sousa.

Subito derby per Travaglia e Fabbiano: il vincitore affronterà Fognini al secondo turno. Completa l’elenco della truppa azzurra in tabellone l’inossidabile Paolo Lorenzi di nuovo a ridosso dei top 100, che attende un qualificato al primo turno. Nell’elenco dei favoriti sicuramente il numero 14 ATP e numero 2 del seeding Borna Coric, in cerca di riscatto nel torneo di casa, Dusan Lajovic, recente finalista al 1000 di Montecarlo, e la testa di serie numero 3 Laslo Djere.

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A Bastad, Cristian Garin e Fernando Verdasco si sono spartiti le prime due teste di serie e approfitteranno dunque di un bye al primo turno. Direttamente al secondo round anche Richard Gasquet e Pablo Cuevas. Nelle retrovie occhio a Nicolas Jarry, Juan Ignacio Londero e Casper Ruud.

 
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Come sempre l’Hall of Fame Open di Newport chiuderà la breve stagione sull’erba dell’ATP. Tanti gli specialisti che hanno scelto di giocare questo torneo. I favoriti della vigilia, classifica alla mano, sono John Isner e Adrian Mannarino, seguiti da Jordan Thompson e Ugo Humbert. Si leggono però i nomi di grandi amanti di questo genere di superficie come Sergiy Stakhovsky, Matthew Ebden, Prajnesh Gunneswaran, Ivo Karlovic e Mischa Zverev, pur in crisi cronica di risultati. Occhio anche alle follie del kazako Sascha Bublik.

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Gianluca Santori

TUTTI I TABELLONI DELLA SETTIMANA (WEEK #29)

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Il brasiliano Joao Souza è stato squalificato a vita per aver truccato delle partite

Il n. 742 del mondo Joao Souza è stato squalificato a vita dalla ITF con l’accusa di match-fixing

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Dopo un silenzio durato più di otto mesi la Tennis Integrity Unit, che nell’aprile del 2019 aveva annunciato una sospensione poi rientrata ai danni di Joao Souza, è tornata ad esprimersi sulla questione e lo ha fatto nel modo più duro possibile. Il giocatore brasiliano, ex numero 69 nel 2015 e ora oltre la settecentesima posizione (ora è 742), è stato squalificato a vita da qualsiasi competizione ITF e ATP. Un’indagine condotta dalla TIU – organo che ha il compito di investigare sulla regolarità degli incontri ufficiali – ha rivelato che tra il 2015 e il 2019 Souza è stato coinvolto in partite combinate in alcuni Challenger e Futures in Brasile, Messico, Stati Uniti e Repubblica Ceca. Il diretto interessato è stato ascoltato a inizio mese a Londra e sabato sono arrivate le disposizioni da parte della International Tennis Federation che prevedono appunto un’esclusione a vita dai tornei di tennis e una multa di $200.000.

Evidentemente il curioso passo indietro di TIU dello scorso anno non era dovuto a un’assenza di dolo, tanto che da quella data in poi Souza non ha più giocato una partita e dunque l’ultimo match della sua carriera rimarrà la vittoria del 17 aprile 2019 contro Mohamed Safwat (6-3 6-4) al secondo turno del torneo messicano ITF San Luis Potosi, seguita da un ritiro prima di scendere in campo al turno successivo. L’accusa, rappresentata dal consigliere-auditore anti-corruzione Richard McLaren, ha ritenuto il 31enne Souza colpevole di non aver denunciato i tentativi di corruzione subiti, di non aver collaborato all’indagine – con l’aggravante della distruzione di alcune prove – e di aver indotto altri giocatori a non fare del proprio meglio. Questa è la prima squalifica a vita comminata dalla ITF dopo quella del 2018 inflitta ai gemelli Alekseenko e, nel novembre dello stesso anno, a Daniele Bracciali.

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Australian Open, il punto sugli ottavi. Due gli esordienti, non domina nessuna nazione

In Australia gli ottavi di finale sono serviti: ecco una panoramica geo-anagrafica dei protagonisti maschili e femminili. Comandano gli Stati Uniti con tre donne… e nessun maschietto

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Ons Jabeur - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

A Melbourne sta per chiudersi la prima settimana del primo Slam stagionale e i tabelloni maschili e femminili si sono allineati al quarto turno. Se tutti i sedici tennisti ancora in gioco avevano già raggiunto gli ottavi almeno una volta nei tornei major, tra le donne ci sono due esordienti che rispondono ai nomi di Maria Sakkari e Ons Jabeur.

Nel tabellone femminile sono 12 le teste di serie in corsa (una in meno della passata edizione) e soltanto gli Stati Uniti possono vantare più di una rappresentante al quarto turno; sono in tre, comunque in calo rispetto al 2019 quando erano addirittura in cinque, ma nessuna di loro ce l’ha fatta a ripetersi quest’anno. Quest’anno è il turno di Riske, Kenin e Gauff, tutte all’esordio agli ottavi qui in Australia.

Le altre contendenti provengono da Cina, Grecia Tunisia, Australia, Estonia, Rep.Ceca, Russia, Germania, Romania, Belgio, Polonia, Olanda e Spagna; in calo troviamo la Rep. Ceca e la Russia dove pesano le assenze di Pliskova e Sharapova. Anagraficamente, osserviamo che l’età media è di 25.1 e a tenerla così bassa contribuisce soprattutto il duo a stelle e strisce composto da Gauff, 15 anni, e Kenin, 21, che si affronteranno proprio l’una contro l’altra nel prossimo turno, oltre alla 18enne polacca Iga Swiatek che giocherà il secondo ottavo negli ultimi quattro Slam disputati (ci era riuscita anche a Parigi).

 

[1] Barty vs [18] Riske
[22] Sakkari vs [7] Kvitova
Gauff vs [14] Kenin
Jabeur vs [27] Q. Wang

[28] Kontaveit vs Swiatek
[16] Mertens vs [4] Halep
Muguruza vs [9] Bertens
[17] Kerber vs [30] Pavlyuchenkova

La cinese Qiang Wang prosegue la sua striscia positiva negli Slam e dopo aver raggiunto per la prima volta i quarti a New York lo scorso agosto, ottiene il suo miglior piazzamento anche in Australia (primo ottavo a Melbourne). A raggiungere lo stesso risultato qui per la prima volta troviamo anche l’olandese Kiki Bertens, che forse in carriera si è svegliata un po’ tardi ma ora sta cercando di recuperare il tempo perduto.

IL TABELLONE MASCHILE – Spostandoci tra gli uomini invece le uniche due nazioni ad avere due rappresentanti sono la Svizzera e la Russia (entrambe in miglioramento rispetto allo scorso anno). Gli altri dodici sono un tedesco, un australiano, uno spagnolo, un austriaco, un francese, un italiano, uno statunitense, un ungherese, un canadese, un croato, un serbo e un argentino. Scende la Croazia che lo scorso anno oltre a Cilic poteva contare anche su Coric, e soprattutto la Spagna che nel 2019 ha potuto vantare tre giocatori agli ottavi: Nadal, Bautista e Carreno-Busta, quest’ultimo eliminato proprio da Nadal.

L’età media tra gli uomini è parecchio più alta – 28.7 – con ben sette giocatori su sedici oltre i 30 anni. Più esperienza vuol dire anche più teste di serie rispetto alle donne: sono in 13 infatti ad essere arrivati fino agli ottavi (comunque una in meno rispetto al 2019). Fucsovics e Sandgren sono i meno avvezzi a questi tipi di palcoscenici ma hanno una particolare predilezione per questo torneo, dove vantano il miglior risultato Slam della carriera: l’ungherese aveva raggiunto gli ottavi a Melbourne nel 2018 (sconfitto da Federer) mentre Sandgren, sempre quell’anno, aveva fatto ancora meglio raggiungendo i quarti dopo aver battuto Thiem. Ci auguriamo che Fognini, il suo prossimo avversario, possa impedirgli questa volta di ripetersi.

[1] Nadal vs [23] Kyrgios
[10] Monfils vs [5] Thiem
[4] Medvedev vs [15] Wawrinka
[17] Rublev vs [7] A. Zverev

Sandgren vs [12] Fognini
[3] Federer vs Fucsovics
[32] Raonic vs Cilic
[2] Djokovic vs [14] Schwartzman

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Kyrgios: “A Wimbledon gli ho detto ‘too good’. Tra me e Nadal rispetto reciproco”

Grande soddisfazione per Kyrgios dopo la maratona con Khachanov. Con un occhio particolare all’ottavo contro Nadal

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Una partita durissima tra Nick Kyrgios e Karen Khachanov, con il tennista australiano capace di riacciuffare per i capelli una partita che nel quinto set sembrava essergli sfuggita di mano. Sulla ‘sua’ Melbourne Arena, e soprattutto nell’Australia Day, l’impresa è stata possibile. “È stata una delle partite più pazze che abbia mai giocato, ho avuto un match point in ognuno dei tre set finali. […] Nel quinto ho cominciato a pensare un game alla volta, se ce l’ho fatta è soprattutto grazie al mio team“. Non sembra esserci alcuno strascico dal punto fisico, a differenza di quanto palesato nel primo set: “I glutei stanno bene e anche la mano (che si era insanguinata ndr) […] domani mi prenderò un bel giorno di riposo“.

Nonostante la grande prestazione, non stupisce che la conferenza stampa abbia avuto per argomento principale la prossima sfida contro Rafa Nadal. “Sono eccitato di poter giocare sul campo di casa contro uno dei migliori. Non ci conosciamo bene, non saprei dire com’è di persona. Non ho mai detto che lo odio, anzi è un grandissimo tennista, penso sia una persona ok […] Penso che tra me e lui ci sia una sorta di rispetto reciproco“.

Il tennista australiano non nasconde però la sua ammirazione per il Nadal giocatore: “Tutti sanno come gioca, ma lui esegue i suoi pattern a un livello talmente alto che non puoi farci niente. […] A Wimbledon dopo la sconfitta l’ho guardato negli occhi e gli ho stretto la mano dicendogli ‘too good’“. Nota finale per l’Australia Day e per il triste argomento degli incendi che hanno dilaniato la sua terra. Kyrgios è stato uno dei protagonisti principali della raccolta fondi “Ace for bushfire relief”. “Per me (essere australiano, ndr) è tutto, specie in una serata del genere, sentivo di essere spinto ad ogni punto dal pubblico. Ma non dimentico la devastazione che sta continuando ad accadere, nonostante sia l’Australia Day“.

 

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