Caruso brilla nella notte di Umago: prima semifinale in carriera

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Caruso brilla nella notte di Umago: prima semifinale in carriera

Il siciliano domina Bagnis e si guadagna la sfida contro Lajovic. Avanti di un set e un break, Travaglia subisce la rimonta del qualificato ungherese

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Dai nostri inviati a Umago, Michelangelo Sottili e Pietro Scognamiglio

Di sette italiani ne è rimasto uno. E’ a suo agio quando calano le tenebre, arriva dalle qualificazioni, il suo nome è Salvatore Caruso. La mezzanotte è passata da circa un’ora a Umago quando il siciliano alza le braccia al cielo e stringe i pugni: è semifinale, la prima in carriera nel circuito maggiore. Che lo fa affacciare virtualmente a ridosso della top 100. Facundo Bagnis non ha mai avuto modo di entrare in partita contro il ventiseienne di Avola, subito avanti di due break e costantemente in controllo di una sfida che, già alla vigilia, avevamo legittimamente ritenuto alla sua portata. Solidissimo nel rovescio a due mani e pungente con il dritto, Caruso allunga subito 5-2 prima della distrazione passeggera che gli fa dimezzare il vantaggio. Basta poco altro, in ogni caso, per portare a casa un set che già vale la partita. Il 6-4 del primo parziale fa infatti staccare definitivamente la spina al mancino di Rosario, apparso subito nervoso nel gran caos della notte istriana.

La partita è iniziata tardissimo per il protrarsi di quelle precedenti e nel parco dello Stella Maris la musica viaggia già ad alto volume. Si gioca in un frastuono surreale che però l’azzurro è bravo a farsi scivolare addosso, mentre l’avversario perde sempre più la calma. A inizio secondo set Caruso piazza il break che spezza definitivamente le gambe dell’argentino. Bagnis non fa altro che trascinarsi senza conquistare più un game, esaltando la varietà di soluzioni di Sabbo che – pur non essendo un bombardiere al servizio – riesce anche a piazzare due ace. Il 6-0 che chiude i conti è pura accademia. Caruso, per la seconda volta nel torneo condannato alla notturna (già era successo contro Moutet), si guadagna l’inedito incrocio in semifinale con Dusan Lajovic. Il finalista di Montecarlo (quarta testa di serie) è emerso in tre set dalla partita fino a questo momento più bella del torneo, quella che l’ha visto venire a capo di Aliaz Bedene. Ma il successo sullo sloveno è arrivato con molta più difficoltà di quanto dica il punteggio (doppio 6-3) del secondo e del terzo parziale.

 

TRAVAGLIA, CHE PECCATO – L’occasione di cogliere la prima semifinale ATP in carriera è ghiotta e ha le sembianze di Attila Balazs, ungherese dall’incoraggiante posizione in classifica, la n. 207. Tuttavia, pur sopra di un set e avanti 2-0 nel secondo, Stefano Travaglia non riesce a coglierla e si arrende al terzo set. Decisivo è stato il quarto gioco del secondo parziale, quando “Steto” ha forse iniziato a pensare al risultato e letteralmente regalato il contro-break a un avversario che pareva sotto un treno (“ho fatto scelte sbagliate” ammetterà poi). Un poco gradito contributo è arrivato dal 49% di prime in campo e dalla sofferenza in risposta ai servizi precisi scagliati dal 180 cm di Budapest. “Spero di prendere questa partita per il futuro e di non rifare gli stessi errori” conclude.

È la seconda sfida tra i due dopo quella di tre anni fa a livello Futures: stesso risultato di oggi. I tanti tifosi ungheresi sugli spalti si fanno sentire, anche troppo. Più pacati gli italiani ma, forse, sono ancora in spiaggia o davanti a un piatto di ćevapčići. Scambio di break in apertura e si può procedere con il nostro che fa gioco con il dritto e l’altro che ricorre con più frequenza alle variazioni. Perché Attila è più naturale di rovescio, mentre sul lato destro il top esasperato lascia ogni tanto il posto a slice e smorzate – una sorta di Damir Dzumhur minore, insomma. Proprio con il dritto si inguaia all’ottavo gioco e Steto ne approfitta per poi chiudere 6-3. Balazs appare sfiduciato nell’atteggiamento e nel pessimo tocco, il primo, su una contro-smorzata. È qui che arrivano un doppio fallo, due drop shot rimasti abbondantemente nella metà campo italiana e un azzardo in lungolinea a ridare speranza a Balzs (“lui ha iniziato a giocare meglio, gli scambi si sono allungati e indubbiamente è diventata difficile”).

La posta in palio è alta e lo spettacolo ne risente, ma sugli spalti continua a risuonare l’incitamento “Ati, Ati” degli ungheresi. Sul kick di Attila che salta tanto, Stefano cerca l’anticipo con rara fortuna; salva due set point al decimo game, ma è chiaramente calato e cede malamente il tie-break. Prende un warning per un abuso di palla dopo un errore su una volée piuttosto semplice che gli costa la battuta al terzo gioco, poi chiede un MTO per farsi trattare il braccio sinistro. Scoraggiato, resta comunque in scia anche perché l’altro non è un fenomeno e, infatti, gli offre dal nulla una palla per il 4 pari: solito kick esterno e risposta lunga. Il break arriva invece per Balazs che evita così anche la tensione di servire per la sua seconda semifinale ATP della vita. Il vincitore morale dell’edizione 2017 (nelle qualificazioni batté in due set il poi campione Andrey Rublev) si giocherà un posto in finale contro Laslo Djere, venuto a capo di Leo Mayer in tre set.

Risultati:

[Q] A. Balazs b. S. Travaglia 3-6 7-6(2) 6-3
[3] L. Djere b. [8] L. Mayer 6-4 6-7(6) 6-3
[4] D. Lajovic b. A. Bedene 5-7 6-3 6-3
[Q] S. Caruso b. F. Bagnis 6-4 6-0

Il tabellone completo

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Ora è ufficiale: Madrid cancellato. Possibile spostamento di Kitzbuhel

Con una nota sul sito il Mutua Madrid Open ha gettato la spugna: appuntamento al 2021. Si lavora per riempire la settimana disponibile

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Novak Djokovic - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Come era già stato ampiamente anticipato nella giornata di lunedì, gli organizzatori del Mutua Madrid Open hanno ufficializzato la cancellazione dell’edizione 2020 del torneo a seguito delle richieste delle autorità locali.

Come atto di responsabilità alla luce della situazione attuale causata dal COVID-19 e dopo un’attenta valutazione delle circostanze the la pandemia continua a presentare – recita il comunicato diffuso attraverso il sito ufficiale del torneo – di comune accordo con le autorità competenti è stato deciso che l’edizione 2020 del Mutua Madrid open non avrà luogo, dopo essere stata precedentemente spostata [dal 1-10 maggio] al 12-20 settembre”.

Durante questo periodo il Mutua Madrid Open aveva creato vari protocolli per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte nel torneo, ricevendo l’approvazione dell’organizzazione nazionale per la sanità in relazione alle misure messe in atto per impedire e limitare il rischio di contagio nella bolla del torneo (Caja Magica e gli hotel designati)”, continua il comunicato.

 

A seguito delle raccomandazioni delle autorità sanitarie locali, e dopo aver monitorato la situazione per mesi, gli organizzatori del Mutua Madrid Open non hanno avuto altra scelta se non quella di cancellare il torneo per la complessa situazione generata dal COVID-19”.

Abbiamo fatto tutto il possibile per far disputare il torneo – ha dichiarato Feliciano Lopez, il direttore del torneo – dopo la prima cancellazione in maggio ci siamo messi al lavoro per preparare la data di settembre nella speranza di poter vedere tennis di prima qualità alla Caja Magica nel corso di quest’anno che è stato così duro per tutti. Tuttavia, l’attuale instabilità è ancora troppo elevata per tenere un torneo di questo tipo in totale sicurezza. Ancora una volta ci tengo a ringraziare il Consiglio della Città di Madrid e tutti i nostri sponsor e fornitori per averci supportato durante tutto questo processo”.

A questo punto sembra che l’ATP stia considerando la possibilità di spostare il torneo di Kitzbuhel, attualmente programmato durante la seconda settimana dello US Open, per occupare la settimana lasciata libera dal Mutua Madrid Open, ovvero quella immediatamente precedente gli Internazionali BNL d’Italia a Roma.

Ciò renderebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) molto più importante il raggiungimento di un accordo tra ATP/USTA e il Governo austriaco per garantire l’esenzione dalla quarantena a tutti i tennisti provenienti da Flushing Meadows dopo lo US Open. Secondo il quotidiano iberico Marca, questo accordo era stato raggiunto con il Governo spagnolo, ma non è dato sapere in questo momento ci siano disposizioni di questo tipo anche per chi dovesse arrivare in Austria o direttamente a Roma per il torneo al Foro Italico.

Con la cancellazione di Madrid il circuito WTA perde anche l’ultimo dei Premier Mandatory che dovevano disputarsi in questo 2020, dopo che Indian Wells, Miami e Pechino sono già stati annullati. Ora è presumibile che i vertici del tennis femminile si attiveranno per cercare di riempire la settimana lasciata libera dall’evento madrileno in modo da offrire alle proprie giocatrici qualche possibilità di raccogliere punti e montepremi in questo scampolo di stagione che pare possa offrire qualche chance di gioco.

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Il Mutua Madrid Open non si giocherà nel 2020. E adesso?

L’annuncio sarebbe stato dato da Novak Djokovic nella chat dei rappresentanti dei giocatori

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Dopo mesi di speranze e tanto lavoro per salvare il salvabile, tutto sembra essere crollato nel breve volgere di pochi giorni per il Mutua Madrid Open. Dopo che alla fine della settimana scorsa il Governo della Comunidad de Madrid aveva chiesto agli organizzatori del combined spagnolo di non disputare il proprio evento a causa del recente aumento di casi di coronavirus in Spagna e nella regione della Capitale iberica, sembra che sia imminente l’annuncio ufficiale della cancellazione del torneo da parte della Super Slam LTD, la società di management di Ion Tiriac che detiene i diritti dell’evento.

Secondo le testate spagnole Marca e ABC, il presidente del Consiglio dei Giocatori dell’ATP, Novak Djokovic, avrebbe comunicato ai suoi colleghi membri sul loro gruppo WhatsApp che il torneo non si disputerà e che la conferma ufficiale arriverà nelle prossime ore.

Il torneo, inizialmente previsto nella prima settimana di maggio, era stato spostato immediatamente dopo la conclusione dello US Open dal 12 al 20 settembre.

 

Già nelle ultime ore il CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi, ai microfoni di Supertennis, aveva confermato le difficoltà che si presentavano per la tappa madrilena dei Masters 1000: “Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra”.

Le indicazioni del governo di Madrid erano abbastanza chiare: non veniva chiesto di rivedere i protocolli o di diminuire o eliminare il numero di spettatori da far entrare (che già erano previsti intorno al 30% della capienza consueta), ma si chiedeva direttamente di non disputare l’evento, segno che non ci fosse grande margine di trattativa. Naturalmente le autorità avrebbero il potere di cancellare d’imperio qualunque torneo, di conseguenza il fatto che la prima comunicazione fosse solamente una richiesta aveva lasciato qualche speranza.

Secondo il quotidiano Marca, ATP e WTA avevano raggiunto con il governo spagnolo un accordo che avrebbe consentito ai giocatori e alle giocatrici provenienti da Flushing Meadows di entrare in Spagna senza dover osservare alcuna quarantena, fatto che non è stato ufficialmente non è stato confermato da altre fonti. Nella prima comunicazione “logistica” ai giocatori, la USTA aveva comunicato che era stato ottenuto il permesso dai governi spagnolo e francese per far sì che tutti i tennisti inseriti nelle liste fornite da USTA, ATP e WTA potessero entrare in quei due Paesi UE indipendentemente dalla loro provenienza e nazionalità, ma non erano state date alcune spiegazioni su possibili quarantene.

La questione al momento diventa tutto sommato irrilevante, almeno per quanto concerne l’ingesso in Spagna, ma rimane cruciale per quel che riguarda l’ingresso in Italia, dove è in programma l’IBI di Roma, e in Francia, dove si giocherà il Roland Garros.

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Madrid: il Governo della capitale spagnola chiede la cancellazione del torneo

L’aumento di casi di COVID-19 alla base dell’iniziativa della Comunidad de Madrid. La decisione degli organizzatori sarà presa “il più presto possibile”

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David Ferrer - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Nubi cariche di oscuri presagi si addensano sopra il Mutua Madrid Open, il torneo combined in programma nella capitale spagnola dal 13 al 20 settembre dopo essere stato spostato dal suo tradizionale slot di inizio maggio. Secondo quanto rivelato dal giornale online El Confidencial e ripreso dal giornalista del New York Times Christopher Clarey, l’amministrazione della città di Madrid ha mandato una lettera alla dirigenza del Mutua Madrid Open chiedendo di rinunciare al torneo a causa della situazione di incertezza e del recente aumento di casi di Coronavirus a Madrid.

Durante i sette giorni dal 21 al 27 luglio nella penisola iberica il Ministero della Salute ha riportato 13.116 nuovi casi di COVID-19, un aumento del 66% rispetto alla settimana precedente. Nello stesso periodo a Madrid si sono registrati 1381 casi contro i 579 che erano stati confermati nei sette giorni precedenti. Questo repentino aumento di casi in Spagna ha portato il Foreign and Commonwealth Office britannico a sconsigliare tutti i viaggi non necessari verso la Spagna, gettando nello scompiglio le centinaia di migliaia di britannici che stavano trascorrendo le vacanze sulle spiagge iberiche o si preparavano a partire.

 

La Super Slam LTD, società controllata da Ion Tiriac che possiede i diritti del Mutua Madrid Open, ha scritto una lettera al governo della città di Madrid ribadendo che “la salute e la sicurezza di giocatori, spettatori e di tutto lo staff sono la preoccupazione numero uno della Super Slam LTD così come di WTA e ATP, e verranno quindi osservate tutte le norme sanitarie imposte dalle autorità locali”.

La lettera tuttavia sottolinea anche che “si lavorerà fianco a fianco con il Ministero della Salute della “Comunidad de Madrid” per valutare la maniera più sicura per organizzare l’evento e, con l’avvicinarsi della data limite per prendere una decisione, includeremo nella nostra valutazione l’impatto di queste nuove norme di sicurezza”.

Nel calendario provvisorio di ATP e WTA, il Mutua Madrid Open è stato inserito immediatamente dopo la fine dello US Open e subito prima degli Internazionali BNL d’Italia. Al momento si tratta dell’unico WTA Premier Mandatory in programma nel 2020, dopo che il BNP Paribas Open e il Miami Open sono stati cancellati lo scorso marzo e il Beijing Open è stato annullato dal Governo cinese la settimana scorsa.

Un eventuale annullamento dell’appuntamento madrileno renderebbe gli spostamenti dei giocatori un po’ più semplici anche nel caso in cui gli sforzi di USTA, ATP e WTA non riuscissero a dispensare gli atleti dalla quarantena di 14 giorni di ritorno dagli Stati Uniti.

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