Mondo Challenger: non solo Sinner e Travaglia. Chung torna e vince subito

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Mondo Challenger: non solo Sinner e Travaglia. Chung torna e vince subito

Settimana ricca di storie interessanti nel circuito challenger. Due titoli italiani, ma anche il ritorno con vittoria di Chung e la gran settimana di Nicola Kuhn

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Come vi abbiamo già raccontato, è stata una splendida settimana per il tennis azzurro nel circuito cadetto col secondo sigillo a livello Challenger da parte di Jannik Sinner che si è imposto a Lexington. Ottima vittoria anche di Stefano Travaglia sulla terra di Sopot, ma la prima sette giorni di agosto ha offerto anche altri motivi di interesse. Vince Hyeon Chung al rientro a Chengdu, trionfa Kuhn in casa a Segovia e vince il secondo challenger in carriera Milojevic a Liberec. 

Challenger Lexington (USA, hard outdoor, montepremi $54.160)

Al secondo torneo della prima trasferta USA nella carriera di Jannik Sinner, arriva il secondo titolo Challenger della carriera dell’altoatesino, senza il conforto del tifo come era accaduto a Bergamo. Dopo un primo turno più sofferto del previsto contro Zakharov, dal match col bombardiere Cressy in poi il nostro Jannik ha sensibilmente alzato il livello sconfiggendo, sempre in tre set, anche il coreano Duckhee Lee, ottimo prospetto divenuto celebre anche per la sua totale sordità. La semifinale con Aragone è stata più semplice del previsto e il test più duro è stato quello in finale contro il mancino Bolt, che specialmente nel terzo set, escluso il break iniziale abbastanza regalato al giocatore italiano, ha alzato il livello ed è riuscito ad annullare tre match point, uno dei quali con uno scambio entusiasmante da quasi 30 colpi, prima di cedere al quarto commettendo un deleterio doppio fallo.

Sfondato il muro dei primi 150 giocatori al mondo, l’approdo nei primi 100 entro la fine dell’anno è tutt’altro che utopia, ma è bene restare con i piedi a terra, come dimostra Jannik dichiarazione dopo dichiarazione e partita dopo partita, quindi la concentrazione va sul Challenger di Aptos dove l’altoatesino giocherá la prossima settimana. Sinner esordirà contro l’australiano Maverick Banes (n.228 ATP).

 

Finale: J. Sinner b. A. Bolt 6-3 4-6 6-4


Challenger Sopot (Polonia, terra battuta, montepremi €92.040)

Un solo set perso in tutta la settimana da parte di Stefano Travaglia che vince il secondo titolo stagionale ed entra tra i primi 80 giocatori al mondo per la prima volta in carriera. Un’ottima cavalcata da parte del tennista marchigiano che, dopo un esordio facile contro Michalski, ha avuto la meglio di due specialisti del rosso come Elias e Safwat perdendo complessivamente appena 14 giochi e dimostrando che il suo tennis, nelle giornate migliori, appartiene a una categoria decisamente superiore. La combinazione servizio e dritto ha funzionato al meglio anche nel match di semifinale contro Lamasine, regolato con lo score di 6-1 7-5. Travaglia ha così potuto giocare la terza finale stagionale, nella quale ha sconfitto un buon Filip Horansky che ha speso moltissimo nel secondo set per rientrare in partita, ma ha pagato dazio accorciando i colpi e permettendo al nativo di Ascoli di vincere nettamente il set decisivo. ‘Stetone‘ puó adesso volare in America e concentrarsi sulla stagione su cemento. 

Finale:  S. Travaglia b. F. Horansky 6-4 2-6 6-2


Challenger Chengdu (Cina, hard outdoor, montepremi $135.400)

Ritornare dopo sei mesi e vincere subito un titolo non è mai facile, ma Hyeon Chung ce l’ha fatta: il coreano, tartassato negli ultimi 18 mesi da problemi fisici che gli hanno impedito di ripetere brillanti risultati come la semifinale ottenuta agli Australian Open, è rientrato questa settimana e conquistato il suo nono Challenger in carriera dopo due anni di assenza dal circuito cadetto. Il test contro Di Wu al secondo turno è stato molto duro per la condizione atletica di Chung, bravo ad imporsi dopo oltre due ore e mezza di lotta. Altri tre set nel derby coreano contro Nam son valsi a Chung l’accesso alle semifinali dove ha sconfitto l’ex top 100 Tatsuma Ito in due parziali giocando la miglior partita della settimana. La finale contro Yuichi Sugita, che un anno e mezzo fa sarebbe potuta essere quella di un torneo ATP, in quanto entrambi stazionavano stabilmente dentro i primi 50 giocatori al mondo, è stata sempre in controllo del coreano che si è imposto col punteggio di 6-4 6-3 per un successo che in termini di fiducia vuol dire sicuramente tanto. Chung guadagna 25 posizioni in classifica e va al 141esimo posto. 

Finale: H. Chung b. Y. Sugita 6-4 6-3


Challenger Segovia (Spagna, hard outdoor, montepremi €69.280)

Dopo il successo del 2017 che aveva sorpreso tutti sulla terra di Braunschweig, Nicola Kuhn torna a conquistare un titolo a livello Challenger sui campi in cemento di Segovia, al termine di una settimana memorabile dove ha dimostrato di essere migliorato sulle superfici più rapide, mostrando un tennis più offensivo rispetto al passato. Bella la vittoria al terzo turno contro l’ucraino Marchenko, lontano dalla miglior condizione ma che sui campi rapidi è sempre un test impegnativo. Per arrivare sino in finale, Kuhn è stato aiutato dalle premature eliminazioni di tutte le teste di serie in quel lato di tabellone, infatti ha sconfitto due avversari sicuramente non irresistibili come il turco Celikbilek e lo svedese Eriksson, giunto in semifinale molto stanco dopo oltre dieci ore di match e infatti dominato con un duplice 6-2. Livello notevole nella finale contro il russo Kotov, che alla prima finale challenger in carriera ha pagato un po’ la pressione nelle fasi iniziali ma pian piano ha iniziato a sciorinare il suo miglior tennis costringendo Kuhn a soffrire molto nel secondo parziale, vinto solamente al tie-break dopo tante occasioni mancate da ambo le parti. Bel balzo in classifica e ingresso in top 200 per Kuhn (188esimo), dopo la fugace apparizione di metà 2018.

Finale: N. Kuhn b. P. Kotov 6-2 7-6(4)


Challenger Liberec (Rep. Ceca, terra battuta, montepremi €46.600)

Secondo titolo in carriera per Nikola Milojevic che dopo una stagione con tanti buoni piazzamenti vince a Liberec al termine di una settimana nel corso della quale ha faticato non poco per battere avversari di gran livello come Coria, Taberner e Vesely, anche se quest’ultimo è apparso in gravi difficoltá fisiche e non si è ritirato solamente per onorare il torneo di casa. La finale contro il brasiliano Rogerio Dutra Silva è stata estremamente lottata con tantissimi scambi interminabili e incitamenti continui da ambo le parti: a prevalere, col punteggio di 6-4 al terzo sigillato da un magnifico rovescio lungolinea, è stato Milojevic che da questa settimana rientrerá trà i primi 150 al mondo. 

Finale: N. Milojevic b. R. Dutra Silva 6-3 3-6 6-4

A cura di Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Sinner e Ruusuvuori, solo conferme

Mentre ad Ortisei brilla il talento di Jannik, in Finlandia Ruusuvuori ottiene il quarto titolo Challenger in cinque mesi. Tanti rimpianti per Karlovic a Houston

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Jannik Sinner - ATP Challenger Ortisei 2019 (via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Ortisei (Italia, hard indoor, montepremi 46.600€)

Il livello di Jannik Sinner non sorprende più, la capacità di non farsi distrarre dall’attenzione mediatica e continuare a sfornare successi probabilmente sì. Il diciottenne altoatesino si laurea campione del torneo che si disputava a 90 km da casa sua, senza perdere nemmeno un set nel corso del torneo. Jannik ottiene un altro successo, il terzo a livello Challenger in stagione ed in carriera, ottenendo un nuovo best ranking di numero 78 del mondo che gli consentirà con ogni probabilità di partecipare anche ai tornei ATP che precedono l’Australian Open senza passare per le qualificazioni.

Il cammino dell’azzurro è iniziato contro un austriaco, Lucas Miedler, e terminato contro un altro austriaco, Sebastian Ofner, battuto dal pusterese in finale con un netto 6-2 6-4. Da non sottovalutare è anche la facilità con cui ha regolato nei turni precedenti anche i connazionali Gaio e Marcora, soffrendo solo un po’ in semifinale contro Antoine Hoang al quale ha dovuto anche annullare diversi set point per chiudere la sfida in due parziali.

In tutta la settimana Jannik non ha mai perso la battuta più di una volta per match (e solo in 3 incontri su 5), confermando i grandissimi miglioramenti al servizio e dimostrandosi anche molto efficace e concreto in ribattuta specialmente nei momenti decisivi, dove ha lasciato andare qualche bel vincente direttamente in risposta con entrambi i fondamentali. Il giovane pusterese assieme al suo team ha deciso di non partecipare alla Coppa Davis, concentrandosi quindi sul riposo e sulla preparazione alla stagione 2020, dove Sinner cercherà di alzare ulteriormente il livello dei suoi incontri partecipando in modo molto meno frequente al circuito Challenger.

Finale: [2] J. Sinner b. [10] S. Ofner 6-2 6-4 

Challenger Houston (USA, hard, montepremi $162,480)

Trionfa Marcos Giron negli USA conquistando il secondo challenger in stagione nonché in carriera. Il tennista statunitense, quarta testa di serie, ha vinto tre partite, tutte in tre set, contro Holt, Brooksby e Jung per poi estromettere in due parziali la seconda testa di serie, Mitchell Krueger, approdando così all’atto conclusivo. In finale Giron ha trovato l’espertissimo Ivo Karlovic con il quale ha dato vita ad un match combattutissimo nel quale il croato ha perso, per la prima volta in carriera in una finale, un tie-break decisivo, nonostante un vantaggio di 6-1 e un altro match point sull’8-7.

Tanti rimpianti dunque per il gigante croato che però si consola con i 75 punti della finale che gli permetteranno di entrare direttamente nel main draw degli Australian Open, un traguardo non indifferente per il tennista di gran lunga più vecchio del circuito ATP che a 40 anni e 11 mesi giocherà ancora uno Slam. Si avvicina in modo molto significativo ai primi 100 anche il vincitore, Giron, che aveva chiuso il 2018 da 357 del mondo e invece con questo successo approda alla posizione 102 del ranking, avendo così anche lui molte possibilità di giocare il primo Slam della stagione.

Finale: [4] M. Giron b. [3] I. Karlovic 7-5 6-7(6) 7-6(9)

Challenger Helsinki (Finlandia, hard indoor, montepremi 46.600€)

Si conclude con una splendida vittoria in casa il 2019 di Emil Ruusuvuori in una stagione che ha visto l’esplosione del ventenne finlandese che, nella seconda metà d’anno, ha guadagnato oltre 200 posizioni del ranking mondiale approdando al numero 125 grazie al quarto titolo vinto. In questa settimana Ruusuvuori non ha concesso alcun set fino all’atto conclusivo, regolando in due parziali anche il forte bielorusso Ivashka: in finale dopo esser stato sopra di un set e di un break ha subito la rimonta dell’egiziano Safwat, autore di un’ottima partita, che si è arreso solamente al terzo set con lo score finale di 6-3 6-7(4) 6-2.

Finale: [10] E. Ruusuvuori b. [14] M. Safwat 6-3 6-7(4) 6-2

 

GLI ALTRI TORNEI – Sudatissima vittoria di Jeffrey John Wolf in finale a Champaign ai danni del connazionale Korda, figlio d’arte alla prima finale challenger in carriera: il più esperto dei due statunitensi si è imposto solamente con lo score di 8-6 al tie break del terzo set. In India, a Pune, trionfa invece James Duckworth che con questo successo si assicura lo Slam di casa direttamente nel tabellone principale, risalendo fino al numero 100 del ranking: il tennista aussie, frastornato dagli infortuni negli ultimi anni, ha trionfato in finale sul britannico Jay Clarke con lo score di 4-6 6-4 6-4.

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Mondo Challenger: Pospisil non si ferma più, primo acuto di Seyboth Wild

Il tennista canadese vince il secondo titolo consecutivo a Charlottesville. Il brasiliano trionfa per la prima volta in un challenger sulla terra di Guayaquil

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Vasek Pospisil - ATP Challenger Charlottesville 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Charlottesville (USA, hard indoor, $54.160 montepremi)

In un torneo con tanti tennisti di valore al via come Schnur, Karlovic, Kudla e Donald Young, a Charlottesville si impone Vasek Pospisil al termine di un torneo dove non ha lasciato set per strada fino alla finale. Dopo aver vinto in due parziali tirati l’esordio con Kavcic, il tennista canadese ha triturato prima O’Connell e poi Peliwo, bravo in precedenza a sconfiggere a sorpresa Ivo Karlovic. Giunto in semifinale ha concesso appena due giochi al promettente statunitense Brandon Nakashima e all’atto conclusivo ha dato vita ad un’intensa battaglia contro il connazionale Schnur, prima testa di serie, in un match nel quale è stato fondamentale vincere un rocambolesco primo set dove si è ritrovato prima sopra di un break e poi sotto 4-2 prima di vincerlo al tie break. La reazione di Schnur è arrivata nel secondo set, vinto per 6-3, ma nel terzo Pospisil ha subito messo la testa avanti chiudendo con un netto 6-2 che permette all’ex numero 4 del mondo di doppio di risalire la classifica piazzandosi al numero 153 del ranking.

Finale: [10] V. Pospisil b. [1] B. Schnur 7-6(2) 3-6 6-2

 

Challenger Guayaquil (Ecuador, terra battuta, $54.160 montepremi)

Arriva finalmente il primo titolo Challenger per Thiago Seyboth Wild, ex numero 1 del mondo Junior che in tanti ricordano per aver battuto Lorenzo Musetti nella finale degli US Open Junior 2018. Il tennista brasiliano, dotato di un ottima combinazione servizio e dritto, si è imposto all’interno di un torneo molto competitivo nel quale ha dovuto vincere parecchie battaglie per arrivare all’atto conclusivo. Dopo un facile esordio con Wilson Leite, al turno successivo Seyboth Wild ha sconfitto l’esperto connazionale Thiago Monteiro in due tie break, prima di ottenere un’altra vittoria di rilievo contro Jozef Kovalik, anche lui esperto terraiolo, battuto in tre parziali.

Ai quarti di finale ha sconfitto Francisco Cerundolo, promettente argentino che in precedenza aveva battuto Paolo Lorenzi, unico italiano in tabellone. Ottima prestazione anche in semifinale dove ha superato in due set lottati il peruviano Varillas che aveva approfittato al turno precedente del ritiro dell’argentino Leonardo Mayer, seconda testa di serie. Ad attenderlo in finale c’era Hugo Dellien, top 100 boliviano che dopo tante battaglie è arrivato molto scarico all’atto conclusivo e nonostante una buona partenza, dove si era issato fino al 3-0, ha subito un parziale di 12 giochi a 1 non mettendo più una palla in campo. Questo successo permette di ottenere il best ranking di numero 235, con il quale con ogni probabilità disputerà agli Australian Open le sue prime qualificazioni in uno Slam.

Finale: T. Seyboth Wild b. [1] H. Dellien 6-4 6-0

GLI ALTRI TORNEI – Continua l’ascesa in Cina di Zhizhen Zhang che trionfa al Challenger di Shenzhen 2 confermando l’ottimo periodo di forma che gli vale un meritatissimo best ranking di numero 141 dopo una settimana all’interno della quale ha perso un solo set, all’atto conclusivo contro il connazionale Zhe Li. Trionfa James Duckworth in Australia riavvicinando significativamente la top 100 grazie a questo ulteriore ottimo risultato in un Challenger che conferma come l’australiano, nonostante i mille problemi fisici, sia un giocatore di tutto rispetto quando integro fisicamente. Nell’unico torneo europeo di questa settimana, giocato sul rapido indoor di Eckental, trionfa Jiri Vesely ai danni di Steve Darcis che ha annunciato il ritiro dopo gli Australian Open 2020 e quindi questa in Germania potrebbe essere stata l’ultima finale in carriera dello “squalo” belga.

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Mondo Challenger: Humbert e Fokina, squillo Next Gen

A pochi giorni dalle Next Gen Finals di Milano, il francese e lo spagnolo mandano segnali importanti vincendo i tornei di Brest e Liuzhou

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Alejandro Davidovich Fokina - ATP Challenger Liuzhou 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Brest (Francia, hard indoor, montepremi 92.040 euro)

Trionfa Ugo Humbert nel challenger di casa al termine di una settimana non semplice all’interno della quale ha dovuto soffrire non poco, specialmente nel match di quarti di finale dove si è imposto contro Antoine Hoang solamente 7-5 al terzo set, dopo aver anche annullato un match point al suo connazionale. Nel penultimo atto ha poi sconfitto Norbert Gombos meritandosi l’accesso alla finale dove ad attenderlo c’era il russo Donskoy, bravo a sconfiggere prima Carballes Baena e poi Lloyd Harris. La finale è stata a senso unico ed il russo non è mai sembrato in grado di impensierire Humbert, bravo a comandare gli scambi sfruttando i suoi angoli mancini e a chiudere con lo score di 6-2 6-3. Ora per Humbert c’è l’impegno nel Masters 1000 di Bercy prima di chiudere la stagione con le Next Gen Finals, alle quali si presenterà accreditato della quarta testa di serie a meno di ulteriori forfait.

Finale: [1] U. Humbert b. [8] E. Donskoy 6-2 6-3

 

Challenger Liuzhou (Cina, hard outdoor, montepremi 54.160 dollari)

Secondo titolo in stagione nonché in carriera a livello challenger per lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina che con questo successo ottiene il suo best ranking piazzandosi al numero 82 delle classifiche mondiali. Dopo un esordio non semplice contro Yunseong Chung e una facile vittoria sul russo Safiullin, l’iberico ha dovuto rimontare un set al giapponese Shimizu per approdare in semifinale dove si è liberato agevolmente di Borna Gojo. La finale contro Denis Istomin è stata ricchissima di emozioni e si è decisa solo al tie break del terzo set dove l’uzbeko non ha fatto valere la sua maggior esperienza sbagliando due dritti di troppo e finendo per cedere col punteggio di 7-5 il tie break. Adesso anche per Fokina ci potrebbe essere l’impegno delle Next Gen Finals qualora dovesse arrivare un ulteriore forfait dopo quelli già annunciati di Tsitsipas e Auger Aliassime.

Finale: [2] A. Davidovich Fokina b. [9] D. Istomin 6-3 5-7 7-6(5)

GLI ALTRI TORNEI – Nel Challenger di Amburgo, dove Salvatore Caruso era accreditato della prima testa di serie, ad imporsi è stato l’olandese Botic Van De Zandschulp che in semifinale aveva battuto proprio in rimonta il tennista di Avola, prima di prevalere all’atto conclusivo sull’iberico Bernabe Zapata Miralles in una atipica finale tra due giocatori non compresi tra le prime 16 teste di serie. Thiago Monteiro trionfa ancora una volta in Sudamerica vincendo il titolo a Lima dopo una combattutissima finale contro Federico Coria, in un torneo dove ha deluso parecchio Marco Cecchinato, anche lui prima testa di serie, non capace di passare neanche un turno venendo subito sconfitto dal Next Gen brasiliano Thiago Seyboth Wild, bravo a compiere due rimonte in entrambi i set. Vince infine Marc Polmans il titolo a Traralgon sconfiggendo in finale Andrew Harris e conquistando il terzo titolo challenger in carriera che gli vale il best ranking di numero 137 al mondo.

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