Forbes: le prime undici atlete più pagate al mondo sono tenniste

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Forbes: le prime undici atlete più pagate al mondo sono tenniste

Supremazia incontrastata del tennis nella nuova classifica di Forbes. Serena Williams in testa seguita da Naomi Osaka, più staccate Kerber e Halep. Maria Sharapova al settimo posto

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Serena Williams - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Due mesi fa la rivista Forbes ha pubblicato il listone dei 100 sportivi più pagati al mondo, in cui compaiono cinque tennisti (Federer, Djokovic, Nishikori, Nadal e Serena Williams). Ma cosa succede se si prendono in considerazione solo i guadagni delle sportive? Forbes ha pubblicato una nuova classifica che taglia fuori i maschi e analizza le entrate dell’universo sportivo femminile. Il tennis domina incontrastato. Anche in virtù degli alti prize money, nei tornei dello Slam identici a quelli degli uomini, le donne della racchetta occupano tutto il podio, ma non solo. Le prime undici atlete della classifica sono tutte tenniste, dodici delle prime quindici se consideriamo anche Madison Keys al 13esimo posto.

In vetta alla classifica c’è Serena Williams, unica tennista presente anche nella classifica generale al 63esimo posto. Secondo Forbes Serena ha guadagnato 29,2 milioni di dollari nell’ultima annata, divisi tra i 4,2 di prize money e i 25 delle varie sponsorizzazioni. La 23 volte campionessa Slam ha intenzione di fare crescere ancora di più il fatturato entro la fine del 2020, quando allargherà l’offerta della sua linea di abbigliamento “S by Serena” con gioielli e cosmetici.

Il balzo in avanti più grande l’ha fatto Naomi Osaka, finita alla ribalta proprio in occasione di un match contro Serena. La giapponese occupa il secondo posto della classifica Forbes davanti ad Angie Kerber che completa il podio (la tedesca guadagna meno della metà rispetto alle prime due). I due successi Slam a New York e Melbourne hanno fruttato a Naomi 8,3 milioni di dollari, ma grazie agli sponsor arriva a 24,4 milioni: è appena la quarta tennista ad aver guadagnato più di 20 milioni in un anno (le altre sono Serena, Sharapova e Li Na). I suoi introiti sono schizzati alle stelle da aprile, quando Nike le ha offerto un contratto multimilionario.

 
ATLETAGUADAGNI TOTALI (dollari)PRIZE
MONEY
SPONSOR
Serena Williams29,2 milioni4,2 milioni25 milioni
Naomi Osaka24,3 milioni8,3 milioni16 milioni
Angelique Kerber11,8 milioni5,3 milioni6,5 milioni
Simona Halep10,2 milioni6,2 milioni4 milioni
Sloane Stephens9,6 milioni4,1 milioni5,5 milioni
Caroline Wozniacki7,5 milioni3,5 milioni4 milioni
Maria Sharapova7 milioni1 milione6 milioni
Karolina Pliskova6,3 milioni4,6 milioni1,7 milioni
Elina Svitolina6,1 milioni4,6 milioni1,5 milioni
Venus Williams5,9 milioni9000005 milioni
Garbine Muguruza5,9 milioni2,4 milioni3,5 milioni
Morgan (calcio)5,8 milioni2500005,5 milioni
Sindhu (badminton)5,5 milioni5000005 milioni
Madison Keys5,5 milioni2,5 milioni3 milioni
Jutanugarn (golf)5,3 milioni3,3 milioni2 milioni

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ATP Montecarlo: valanga Italia, poker di qualificati. La pattuglia azzurra arriva a nove

Straordinario risultato del tennis azzurro che manda nel tabellone principale anche Travaglia, Caruso, Cecchinato e Fabbiano

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Salvatore Caruso - ATP Montecarlo 2021 (courtesy of Montecarlo Rolex Masters)

Il torneo di Montecarlo è sempre stato, storicamente, uno dei più amati dai giocatori italiani anche prima del successo di Fabio Fognini nel 2019. L’edizione 2021 sembra confermarlo già prima dell’avvio: ai cinque ammessi di diritto al main draw (con Berrettini già al secondo turno), si aggiungono altri quattro azzurri al termine delle qualificazioni: Marco Cecchinato, Salvatore Caruso, Stefano Travaglia e Thomas Fabbiano hanno vinto nella giornata di domenica il turno finale per l’accesso al tabellone principale.

Vittorie di autorità in tre casi su quattro. L’unico a cedere un set, è stato curiosamente Travaglia, il giocatore italiano con la classifica più alta tra quelli presenti nel tabellone cadetto: Stefano ha battuto infine il polacco Kamil Majchrzak dopo 1h50, 6-2 al terzo set. Caruso ha lottato solo per un set contro Tomic vincendolo al tie-break, poi l’australiano ha ceduto di schianto nel secondo (6-0). Molto bene anche Cecchinato sullo svizzero Laaksonen con un perentorio 6-1 6-3. Infine altra grandiosa prova di Thomas Fabbiano che dopo la straordinaria impresa contro Federico Coria nella giornata di sabato, si è concesso il bis eliminando in due set l’espertissimo portoghese Joao Sousa (7-5 6-4).

Sono già stati collocati i qualificati in tabellone (oltre ai quattro azzurri, staccano il pass anche Koepfer, Popyrin e Delbonis):

[13] H. Hurkacz vs [Q] T. Fabbiano
[Q] M. Cecchinato vs [Q] D. Koepfer
[Q] S. Caruso vs [WC] L. Catarina
[Q] S. Travaglia vs [12] P. Carreno Busta

 

MAIN DRAW DOMENICA 11 – Oltre alla qualificazioni, gli organizzatori hanno messo in campo anche due incontri di primo turno del tabellone principale sul Centrale: nella prima David Goffin ha battuto in tre set Marin Cilic, lasciandolo a zero nel terzo. Nel secondo match rocambolesca vittoria di Jordan Thompson su Benoit Paire al tie-break decisivo.

Il tabellone principale aggiornato

Il tabellone delle qualificazioni con tutti i risultati

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Djokovic: “Mi sono allenato parecchio sulla terra in questi mesi”

Il numero 1 del mondo non prende una posizione sulla questione Roland Garros “E’ difficile dire cosa è giusto o sbagliato”

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Tempo di domande per Novak Djokovic a Montecarlo. Il campione serbo rientra alle competizioni dopo uno stop durato due mesi causato dal “famoso” infortunio subito contro Fritz agli Australian Open. Il tempo perso non sembra però un problema per Djokovic. Ho avuto alcuni periodi della mia carriera in cui non ho giocato tornei per un paio di mesi, per poi tornare. Quindi, voglio dire, io
non credo che ci sia qualcosa di speciale che devo fare in termini di preparazione per sentirmi al meglio in campo. Mi sono allenato parecchio sulla terra battuta. In realtà da quando mi sono cancellato da Miami, mi stavo allenando sulla terra battuta. Proprio qui a Montecarlo dove vivo e c’era la mia famiglia, era comodo e mi sono sentito bene.
“. Nonostante un tabellone infernale il tennista serbo si reputa quindi pronto
.

Spazio anche ad una domanda sulle curiose dichiarazioni di Medvedev contro la terra battuta, un rapporto sempre più complicato. Non c’è nulla che mi piace della terra rossa. Ci sono sempre cattivi rimbalzi e sei sporco dopo le partite. Non mi piace proprio giocarci sopra.“. Nole risponde in maniera accomodante, confermando le impressioni del tennista russo. “Si credo che la terra battuta richieda parecchi aggiustamenti del proprio gioco. Sì, la palla rimbalza in maniera irregolare ed a volte è piuttosto imprevedibile. Se i campi non sono messi perfettamente, il che è normale se piove o c’è vento, le condizioni possono influenzare il campo e mentalmente devi essere bravo a rimanere lì. Sulla terra più di ogni altra superficie devi lottare mentalmente e fisicamente. […] E’ una superficie molto strategica e che richiede un sacco di tattica e di aggiustamenti.“.

Chiusura con il tema caldo del Roland Garros, posticipato di una settimana a causa delle restrizioni dovute al Covid-19 in Francia. Sulla questione Djokovic si pone in maniera democristiana, elencando i pro e i contro della decisione senza schierarsi.
E’ un qualcosa che dobbiamo accettare, sperando che alla fine si giochi. […] Da quello che ho capito è dovuto all’allentamento delle restrizioni che potrebbe far aumentare la percentuale degli spettatori (ndr in realtà è per la fine delle restrizioni sui grandi eventi in Francia). Ogni volta che sposti un torneo per una settimana, voglio dire, in particolare un Grande Slam, incasina il calendario. […] È difficile dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Da Grand Slam, dal loro punto di vista, era ovviamente la scelta giusta perché pensano a se stessi. Quindi l’ATP
Tour, i loro tornei soffriranno per questo. È difficile dire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
“.

 

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ATP

ATP Marbella: Carreño Busta batte Munar e ritorna al successo dopo più di un anno

Il numero 15 del mondo regola in tre set il giovane connazionale e festeggia il quinto titolo in carriera.

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[1] P. Carreno Busta b. J. Munar 6-1 2-6 6-4

La duecentesima vittoria a livello ATP regala il quinto titolo del circuito maggiore per lo spagnolo Pablo Carreño Busta e il primo successo per la Spagna il questo 2021. Il 29enne asturiano impiega 2ore e 20 minuti per avere la meglio del giovane connazionale Jaume Munar 6-1 2-6 6-4.

Primo confronto tra i due atleti che si presentavano a questa finale con prospettiva diverse. Lo spagnolo, numero 15 al mondo ed accreditato della prima testa di serie, al primo torneo sulla terra battuta, ha raggiunto l’ultimo atto grazie a una combattuta vittoria nella semifinale contro Albert Ramos Vinolas. Per Carreno si trattava dell’ottava finale in carriera, la prima dal titolo vinto a Chengdu nel 2019. Per Munar, numero 95 del ranking, invece, si trattava della prima finale a livello ATP, raggiunta eliminando la testa di serie numero 2 Fognini al secondo turno ed il giovane talentuoso Carlos Alcaraz in semifinale.

 

PRIMO SET – La differenza di esperienza tra i due giocatori a questi livelli è lampante sin dall’inizio del match, Carreno inizia subito in controllo degli scambi mentre Munar gioca due metri lontano dalla linea di fondo sempre in recupero e già nel secondo game riesce a complicarsi la vita da solo, quando da 40-15 si trova a dover fronteggiare tre palle break, con una seconda di servizio facilmente attaccabile, ma un Carreno poco preciso non riesce a convertirle. Ma il break non tarda ad arrivare poco dopo nel quarto game, con Carreno che comanda lo scambio, entra con i piedi dentro al campo e chiude con un dritto in contropiede. Il servizio continua a non assistere Munar, che sulle seconde continua ad essere attaccato con facilità dal numero 15 al mondo che con un dritto che bacia la riga converte l’ennesima palla break offerta da Munar. Il 23enne di Santanyì dopo 34 minuti è sotto 6-1.

SECONDO SET – Nel secondo set il più giovane dei due spagnoli comincia ad alzare le percentuali di prime, scrollandosi la tensione di dosso che lo ha accompagnato in tutto il primo set e riuscendo finalmente ad avanzare e mettere i piedi dentro al campo. Il match scorre fino al sesto game dove si verifica il passaggio a vuoto di Pablo Carreno che concede ben tre palle break consecutive ad un Munar molto più dinamico. L’asturiano riesce ad annullare la prima, ma non la seconda dopo un lungo scambio dove Carreno tenta il dropshot, ma Munar recupera e piazza la palla sulla riga sorprendendo l’avversario che recupera come può, concedendo però a Munar di chiudere facile a rete a campo aperto.

Munar è in fiducia e mette a segno il primo ace del match e dopo aver tenuto agevolmente il servizio, mette ancora in difficoltà un Carreno, ora molto nervoso, che non riesce a chiudere il game con Munar che alla prima occasione converte il suo set point. 79 minuti e 1 set pari

TERZO SET – Inizio difficile per Munar, che apre il terzo set con un doppio fallo e dopo pochi secondi e già e costretto a fronteggiare due palle break, più una ulteriore qualche secondo dopo ma il servizio e una maggiore cattiveria gli permettono di salvare la situazione. Situazione che sfugge dal suo controllo nel quinto game, dove Munar non riesce a mettere nemmeno una prima in campo offrendo il fianco ad un Carreno che con un mix di dropshot e attacchi potenti da dentro il campo ottiene il break. Neanche il tempo di gioirne che il 29 enne asturiano disfà il tutto, con quattro errori che offrono il contro break a Munar. Il match raggiunge il suo momento di maggior tensione nel nono game dove dopo 15 minuti di battaglia e alla settima occasione, Carreno ottiene il break che decide il match.

Per Carreno si tratta del quinto successo in carriera, il secondo su terra dopo Estoril 2017 e il primo sul suolo natio. Con questo successo l’asturiano si riavvicina alla top 10, risalendo al numero 12 del mondo. La sua attenzione adesso si sposta a Montecarlo dove ad attenderlo al primo turno c’è il nostro Stefano Travaglia, proveniente dalle qualificazioni. Per Munar continua lo strano rapporto con Marbella, dove in 6 mesi perde la terza finale tra ATP e Challenger ma guadagna 14 posizioni che gli permettono di attestarsi al numero 81.

Giuseppe Di Paola

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