Murray e Cincinnati, dove tutto è cominciato

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Murray e Cincinnati, dove tutto è cominciato

Il campione scozzese fa il suo ritorno in singolare nel torneo in cui 11 anni fa vinse il suo primo Masters 1000, battendo Djokovic in finale. Siete carichi anche voi?

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Perché seguire Ubitennis (anche) su Instagram, Facebook e Twitter

Vi rubiamo solo pochi minuti, ve lo promettiamo (e non ve ne pentirete)

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Il nostro nuovo logo, per le due settimane degli US Open

Fare informazione nel 2019 significa adeguarsi alle velocità dell’era dei social network, dove le notizie corrono alla stessa velocità di un servizio di John Isner e ogni giornalista tenta di giocare con l’anticipo di Roger Federer. Ubitennis non può – né deve! – essere da meno. Oltre alle decine di migliaia di lettori che popolano il sito, dobbiamo occuparci di ‘soddisfare’ la sete di aggiornamenti di chi ci segue su Facebook, Instagram, Twitter e Youtube. Dove il profilo di informazione deve necessariamente modificarsi, per venire incontro alle diverse esigenze dell’utente. Rubandovi solo pochi minuti, vi spieghiamo perché potrebbe piacervi seguirci sui nostri canali social, e cosa facciamo di diverso.

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Informazione in tempo reale sui temi di ATP e WTA e collegamento diretto e immediato agli articoli pubblicati sul sito comodamente sulla vostra “home”. Attivate la notifica per le dirette e sarete avvisati non appena Vanni Gibertini e Luca Baldissera si collegheranno in diretta per commentare con voi la giornata di incontri appena conclusa. Potrete interagire con loro nei commenti e porre le domande che più vi incuriosiscono, oltre che contattare direttamente la redazione utilizzando lo strumento di posta. Su Facebook trovate anche grafiche dedicate, piccole curiosità, immagini esclusive dai tornei o anche semplicemente un nuovo spazio di discussione, sotto i post degli articoli pubblicati.

 

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Spesso un’immagine vale più di mille parole. Sul profilo Instagram Ubitennis troverete ogni giorno i migliori scatti dei tornei in corso e le immagini esclusive catturate dai nostri inviati in giro per il circuito. Ci saranno anche grafiche dedicate e sondaggi, oltre che una possibilità continua di interazione con la redazione. Lo strumento delle stories diventa prezioso soprattutto durante i grandi tornei: i nostri inviati comunicano in tempo reale gli aggiornamenti, anche i più piccoli che a volte non trovano spazio in un articolo dedicato ma diventano preziosi per la fruizione completa dell’esperienza Ubitennis. Siamo su Instagram principalmente per due motivi: perché è il canale di comunicazione più al passo coi tempi che c’è e perché… tanto lo sappiamo che ci passate un sacco di tempo anche voi, quindi tanto vale non lasciarvi soli!

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Rapidità e stringatezza sono i punti forti di Twitter, la piattaforma che più si adegua alla trasmissione della notizia nel Nuovo Millennio. Oltre alle semplici “flash news” i tweet di Ubitennis vi porteranno dentro il torneo con le dichiarazioni in tempo reale dei giocatori direttamente dalla sala stampa dei principali tornei. Non mancheranno inoltre piccole statistiche, in formato testuale e grafico, oltre a tutti gli aggiornamenti relativi a tabelloni ed entry list, che in forma ordinaria – e ordinata – potete trovare nei nostri calendari (ATP e WTA; li conoscete, VERO??).

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Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

Escono di scena al secondo turno di qualificazione i due tennisti azzurri

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Finisce l’avventura americana di Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi sconfitti rispettivamente da Lukas Rosol e da Constant Lestienne. Un po’ di rimpianti per il match di Caruso che è entrato in campo con pessime sensazioni, non riuscendo mai a comandare gli scambi, servendo piuttosto male e commettendo parecchi errori piuttosto banali con tutti i fondamentali continuando a lamentarsi con il proprio angolo, quasi sfottendosi da solo per il pessimo rendimento odierno. Tuttavia, sotto di set e break, senza avere più nulla da perdere, il tennista di Avola si è un po’ sciolto e sopra 5-4 40-40 è stato a due punti dal set ma Rosol ha servito ancora una volta bene senza concedere occasioni a Caruso che è incappato in qualche grave errore nel game successivo che di fatto gli è costato il match. 

Dura molto poco la partita di Alessandro Giannessi contro il francese Lestienne che giá nel 2018 lo aveva estromesso dalle qualificazioni degli US Open. Dopo un inizio equilibrato, Giannessi ha cominciato ad innervosirsi polemizzando di continuo con l’arbitro e uscendo di fatto molto presto di scena da un match nel quale non ha mai trovato buone sensazioni col rovescio e quando ha provato a sopperire a questa mancanza spostandosi di dritto non ha mai fatto sufficientemente male lasciando lo spazio a Lestienne per far male con un ottimo rovescio incrociato. Lo score finale recita 6-3 6-0, con un parziale pesantissimo di otto games a zero a partire dal 4-3 in favore del fantasioso francese. 

Le sconfitte degli italiani

 

C. Lestienne b. A. Giannessi 6-3 6-0
L. Rosol b. [6] S. Caruso 6-1 7-5

Il tabellone maschile completo

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Carlos Ramos non potrà arbitrare le sorelle Williams ai prossimi US Open

Dopo quanto accaduto nella finale dello scorso anno, il giudice di sedia portoghese non avrà accesso ai match delle due sorelle: ma è giusto punire chi attua il regolamento

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Carlos Ramos giudice di sedia della tristemente famosa finale degli US Open 2018, non potrà arbitrare nessuna partita delle sorelle Williams durante l’edizione 2019 dello Slam statunitense. “Ci sono più di 900 match e Carlos, nel 2019, non sarà sul seggiolone per i match delle sorelle Williams“, ha dichiarato Stacey Allaster, responsabile dell’associazione tennis americana. “Vogliamo che l’attenzione della competizione sia sugli atleti“.

Ripercorriamo i fatti che hanno portato a questa decisione. Il teatro è la finale 2018 dello US Open, le sfidanti sono Naomi Osaka e Serena Williams. Naomi vince 6-2 6-4 e si aggiudica il primo Slam della sua carriera, ma la partita verrà consegnata ai posteri per la furente litigata tra Serena e l’arbitro Carlos Ramos. Tutto inizia con un warning inflitto a Williams per coaching: il suo allenatore Patrick Mouratoglu, come confermerà a fine partita, sta provando a consigliarle dagli spalti di andare più a rete. Probabilmente sotto pressione per l’andamento del match, che la vede in costante affanno, Serena va su tutte le furie ritenendo ingiusta la sanzione.

Successivamente, dopo aver subito l’ennesimo break, in preda alla frustrazione Serena rompe una racchetta, ricevendo per questo un penalty point. Qui Serena perde del tutto le staffa: si rivolge a Ramos e gliene dice di ogni tipo, tanto che lui non ha potuto far altro che accusarla di “verbal abuse” e darle un penalty game.
La partita si è di fatto chiusa lì, con Serena in lacrime, Naomi in grande disagio e un pubblico infervorato contro Ramos, che non ha potuto neanche essere premiato a fine partita.

Considerazioni –
La decisione dell’associazione americana aprirà sicuramente delle grandi discussioni. Ramos da regolamento non ha sbagliato nulla, anche se si può discutere sulla sua capacità di stemperare i toni in campo e sull’accettazione più o meno tacita del coaching dagli spalti. Certo che Serena ha veramente mostrato il peggio di sé, come atleta e come donna: famosa la sua battuta “io ho una figlia, sono una mamma” relativamente alle sue capacità di mentire.
La decisione presa per il torneo 2019 va sicuramente nell’ottica di evitare possibili ricadute e conflitti tra i due, ma da un certo punto di vista certifica una debolezza dell’ordine arbitrale verso giocatori di fama e spessore come l’americana. Alla fine, risulta Ramos quello “punito” di non poter più arbitrare certe giocatrici, facendo apparire indirettamente lui il colpevole della vicenda.

 

Lorenzo Fattorini

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