Cincinnati, la corsa al numero 1 continua: ai quarti Osaka, Barty e Pliskova. Fuori Halep

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Cincinnati, la corsa al numero 1 continua: ai quarti Osaka, Barty e Pliskova. Fuori Halep

Avanzano le prime tre favorite, che si stanno contendendo primo posto in classifica e prima testa di serie a New York. Figuraccia Stephens

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La lotta per la leadership della classifica WTA, e contestualmente per la prima testa di serie allo US Open, si fa sempre più serrata sui campi del Lindner Family Tennis Center di Cincinnati. Si qualificano per i quarti di finale tutte e tre le contendenti: l’attuale detentrice della prima posizione Naomi Osaka e le inseguitrici Ashleigh Barty – detronizzata cinque giorni fa – e Karolina Pliskova. Se la giapponese va fuori ai quarti, Barty e Pliskova possono scavalcarla arrivando in finale; con una vittoria in più per Osaka, entrambe avrebbero bisogno del titolo.

KARO VS SVETLANA – Nessuna delle tre vittorie è stata comodissima. L’unica a non cedere set, Pliskova, aveva l’impegno più abbordabile contro Rebecca Peterson. Il 7-5 6-4 da quasi due ore è la sintesi di una partita giocata punto su punto, senza però che l’esito apparisse mai davvero in discussione. La tennista ceca adesso affronterà Svetlana Kuznetsova, alla quale avevamo in un certo senso consigliato di farsi trovare pronta ad accogliere un’eventuale Stephens svogliata (ipotesi mica così azzardata a pochi giorni dallo US Open): ne è scesa in campo una versione persino tragica, capace di fare appena tre game in 53 minuti. La russa, che aveva ampiamente meritato il bonus vincendo due match tiratissimi al primo e al secondo turno, ringrazia e si riavvicina alla top 100.

ASH DA CAMPIONESSA – Di rischi ne ha corsi eccome invece Barty, ma in buona sostanza ne è venuta fuori da campionessa e con qualche cruciale aiutino di Kontaveit. Nel primo set l’estone è riuscita a denudare l’unico vero limite tecnico di Ash, il rovescio bimane, inchiodandola più volte sulla diagonale con colpi violenti e profondi. L’australiana ha poi trovato il modo di entrare in partita, togliendo alla sua avversaria qualche punto di riferimento, ma non c’è stato un vero e proprio cambio di inerzia: tanto nel secondo quanto nel terzo set (persi entrambi per 7-5) Kontaveit ha passato la boa del settimo game in vantaggio di un break, ma non è mai riuscito a conservarlo fino alla fine. Nel parziale decisivo ha addirittura servito per l’incontro sul 5-4, senza però riuscire a raggiungere match point. Per Barty la preziosa conferma di poter vincere partite complicate anche in giornate non brillantissime. Ai quarti se la vedrà con ‘muscle’ Sakkari, che dopo aver fatto fuori Kvitova ha eliminato anche Sabalenka in rimonta.

NAOMI…GLIORA – Relegate sul campo 10 per la loro quarta sfida stagionale, Osaka e Hsieh non hanno certo deluso gli spettatori. Del resto, seppur attingendo a due fonti di talento molto differenti, sono due professoresse della balistica. La numero uno del mondo non è mai stata vicina alla sconfitta, poiché si è aggiudicata il primo parziale e nel terzo ha concesso solo due game alla sua avversaria, ma di sudore ha dovuto versarne parecchio. Il turning point è stato probabilmente il secondo game del set decisivo, nel quale Osaka ha dovuto annullare ben quattro palle break: in occasione dell’ultima, all’impertinente tentativo di Hsieh di rispondere con i piedi ampiamente dentro il campo, ha opposto una fucilata di rovescio sulla riga. Nonostante la sconfitta, è stato comunque il solito show della taiwanese: un paio di strettini in grado di infrangere leggi chimiche, oltre che fisiche, e il solito tentativo di portare il pubblico dalla sua parte dopo la vittoria del secondo set.

Per Osaka adesso ci sarà Sofia Kenin, che dimostrando una volta di più il suo stato di grazia psico-fisico ha scippato a Elina Svitolina praticamente tutti i punti importanti, in chiusura di programma, per sconfiggerla 6-3 7-6. La statunitense ha anche mancato un match point sul 5.4.

GLI ALTRI INCONTRI – Merita una menzione lo splendido terzo set tra Keys e Halep, conclusosi nel cuore della notte italiana in favore della statunitense. Il primo set dell’incontro lo aveva vinto nettamente Madison, con la rumena in difficoltà negli spostamenti (il tendine d’Achille non sembra del tutto guarito), il secondo era stato il solito compendio delle doti agonistiche di Halep con la sua avversaria a tirare il fiato. A partire dal terzo game del set decisivo, il livello si è alzato vertiginosamente: Halep ha recuperato uno svantaggio di 3-0 che sapeva già di condanna, dopo aver annullato ben cinque palle del 4-0, e sul 3-3 pareva davvero in grado di incartare Keys artigliando e rimandando di là ogni sua accelerazione. Invece, dote che non sempre le si riconosce, Keys ha spinto come un’ossessa fino all’ultimo quindici, fallendo prima un match point sul 5-4 con il rovescio e poi chiudendo 7-5.

Il tendine d’Achille sta bene, non sento dolore” ha detto Simona a fine partita. “Sento però stanchezza nel corpo e nelle gambe. All’inizio non avevo il ritmo, alla fine del match lei ha potuto colpire più forte. Oggi è stata migliore di me“.

TABELLONE FEMMINILE COMPLETO (con tutti i risultati)

 

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Svitolina rimanda Rybakina: è suo il titolo di Strasburgo

L’ucraina resiste al tentativo di rimonta della giovane kazaka e vince il quindicesimo titolo in carriera

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Elina Svitolina - WTA Strasburgo 2020 - Foto Michel Grasso / C’est qui Maurice ?

[2] E. Svitolina b. [5] E. Rybakina 6-4 1-6 6-2

Elina Svitolina è la campionessa dell’edizione 2020 del torneo WTA di Strasburgo. L’ucraina in finale ha fatto valere la propria esperienza contro un’avversaria giovane e insidiosa come Elena Rybakina, che per larghi tratti della partita le ha procurato ben più di qualche grattacapo. Svitolina è stata molto brava a prendersi il primo parziale con un break nella pancia del set, poi difeso senza patemi. Nel secondo però è stata investita dalla tempesta Rybakina che a suon di vincenti ha aperto una breccia nella difesa di Svitolina, rifilandole un severissimo 6-1.

Sulle ali dell’entusiasmo, Rybakina si è procurata ben quattro palle break in avvio di terzo set, ma non è riuscita a concretizzarle. Lo scampato pericolo ha fatto scattare qualcosa nella mente di Svitolina, che sa bene come comportarsi in una finale e soprattutto sa ben cogliere i momenti di sbandamento delle meno esperte avversarie. Rybakina ha quindi cominciato ad alternare ottime cose a errori più banali, spinta a prendersi molti rischi da una Svitolina nuovamente centrata e solidissima in difesa. La kazaka dopo aver salvato due palle break ed essersi portata sul 2-2, è riuscita a vincere appena tre punti nei successivi quattro game. Una splendida controsmorzata di Svitolina e un rovescio lungo di Rybakina hanno deciso gli ultimi due punti di una partita tutto sommato divertente, durata poco meno di un paio d’ore.

 

Svitolina si porta dunque a casa il quindicesimo titolo della carriera e conferma l’ottimo feeling con le finali: 15-3 il saldo con una sola sconfitta nelle ultime dodici disputate (alle WTA Finals 2019 contro Ashleigh Barty. Al contrario Rybakina si conferma come una delle giocatrici più in forma del 2020, ma continua a peccare un po’ di killer instinct nei match per il titolo. Con questa infatti diventano ben quattro le sconfitte in finali nel 2020, a fronte di una singola vittoria (2-5 il bilancio in carriera).

Il tabellone completo

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WTA Strasburgo: finale Svitolina-Rybakina

Finale di alto livello nell’International alla vigilia del Roland Garros. L’ucraina supera Sabalenka in tre set

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In anticipo di un giorno rispetto al torneo ATP di Amburgo e con la partecipazione straordinaria di Paul-Henri Mathieu, il WTA International di Strasburgo ha decretato i nomi delle due tenniste che si contenderanno il trofeo e l’assegno di oltre ventimila euro.

Ancora una vittoria in due set per Elena Rybakina che arresta la corsa di Nao Hibino. Dopo essere riuscita nell’impresa tutt’altro che impossibile di battere Sloane Stephens al primo turno, la giapponese aveva approfittato del vuoto lasciato dal ritiro di Kiki Bertens, ma la kazaka nata a Mosca non le ha lasciato scampo in semifinale. È la quarta finale dell’anno per Elena, che ha alzato la coppa solo a Hobart.

All’ultimo atto, la n. 18 WTA Rybakina si troverà di fronte la seconda testa di serie Elina Svitolina, in realtà prima favorita dopo la rinuncia a tabellone già compilato di Karolina Pliskova. L’ucraina ha superato Aryna Sabalenka in tre set in poco meno di due ore di gioco. Lo scontro inedito fra Svitolina e Rybakina andrà in scena sabato mattina alle 11. Poi, premiazione e via verso l’avventura parigina.

 

Risultati:

[5] E. Rybakina b. N. Hibino 6-3 6-4
[2] E. Svitolina b. [4] A. Sabalenka 6-2 4-6 6-4

Il tabellone aggiornato

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Paul-Henri Mathieu è tra i raccattapalle del WTA di Strasburgo

L’ex numero 12 del mondo torna a fare il raccattapalle a Strasburgo dopo quasi trent’anni. È stato in campo durante il match tra Sabalenka e Blinkova

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Paul Henri Mathieu raccattapalle al WTA di Strasburgo (foto via Twitter@WTA_Strasbourg)

Non si vede tutti i giorni un ex tennista professionista fare il raccattapalle in un torneo ufficiale e vedere Paul-Henri Mathieu, 38 anni (ritirato dal 2017), fa un certo effetto. L’ex tennista francese ha dato una mano agli organizzatori del torneo WTA di Strasburgo, che quest’anno per via delle normative adottate per contenere i contagi da Covid-19, non consente ai ragazzi di fare da raccattapalle nel torneo. Solo adulti ammessi nel rettangolo di gioco, ma il Mathieu che si è posizionato vicino ai teloni, doverosamente con la mascherina, è tornato (almeno con la mente) bambino, negli anni in cui fece da raccattapalle proprio in questo torneo.

È stato in campo durante il match di secondo turno tra Aryna Sabalenka e Anna Blinkova, vinto dalla bielorussa in rimonta. Mathieu era nel primo turno di rotazione del giorno per i raccattapalle e, come ha dichiarato lui stesso un paio d’anni fa, la sua passione per il tennis è nata proprio in occasione di quel torneo di Strasburgo dove raccolse le palline colpite dai giocatori professionisti. Non c’era modo migliore di ripercorrere quei ricordi, vecchi ormai di trent’anni, proprio nei giorni più speciali per la WTA, che celebra questa settimana i suoi cinquant’anni.

 

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