Accadde domani: qual è la vostra top 10 del futuro?

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Accadde domani: qual è la vostra top 10 del futuro?

Ubitennis vi sfida a indovinare quali saranno i giocatori che occuperanno la top 10 tra 5 anni. Il nostro Roberto Ferri punta su Tsitsipas per il numero 1, e voi?

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Londra, domenica 14 luglio 2069. La 183esima finale maschile di Wimbledon si è appena conclusa. Prima di entrare nel merito dell’incontro riportiamo una notizia rassicurante sulle condizioni di salute del giudice di linea accidentalmente colpito alla gamba da un servizio: i chirurghi sono riusciti ad evitare l’amputazione dell’arto. Torniamo alla partita.

L’ingresso in tribuna d’onore di Roger Federer è stato forse il momento più emozionante della giornata con tutto il pubblico del Central Court (Reali inclusi) in piedi ad applaudire l’ottantottenne Maestro svizzero per cinque interminabili minuti. Meno emozionante ma più divertente il lancio della monetina iniziale affidato a Novak Djokovic: l’incorreggibile Nole ha sostituito di nascosto la moneta ufficiale e ne ha usata una di sua produzione con due facce uguali.

Molto difficilmente questo match sostituirà nella memoria collettiva quello disputato esattamente cinquant’anni fa da Federer e Djokovic ribattezzato “la partita del secolo”. Al massimo la partita a cui abbiamo assistito oggi potrà essere ricordata come “la Battaglia dei Giganti” – dato che entrambi i finalisti superano abbondantemente i 2 metri di statura – oppure “la Battaglia dei Nipoti”. Come è noto John John Isner e Andy Roddick jr sono infatti nipoti di due campioni statunitensi di inizio secolo: John Isner e Andy Roddick.

Roddick jr non è riuscito a sconfiggere la cosiddetta “maledizione dei Roddick” e – come capitò al nonno in tre finali – ha dovuto capitolare dopo 4 tie break e 82 ace subiti in quella che a tratti è francamente sembrata più una saga di tiro a segno che non una partita di tennis. Le telecamere hanno più volte sorpreso Federer appisolato sulla spalla della consorte. Djokovic, seduto alle sue spalle, a metà del terzo set ha improvvisato un’esilarante imitazione di Federer addormentato che ha suscitato l’ilarità del pubblico, l’ira di Mirka Federer e il risveglio di Roger.

Secondo un’indiscrezione sfuggita al presidente della FIT, Angelo Binaghi III, l’AELTC (il comitato organizzatore dei Championships) per limitare lo strapotere dei battitori sta valutando la possibilità di tornare all’erba naturale a partire dal 2070, tanto più che nessuno ricorda esattamente i motivi che nel 2028 spinsero il comitato a optare per l’erba sintetica. Forse, aggiungiamo noi, andrebbero anche rivisti i criteri con i quali vengono fabbricate le racchette e le corde delle stesse. Non auspichiamo certo un ritorno al passato, ma il doppio manico, il puntatore laser e le corde magnetiche ci lasciano perplessi.

Concludiamo qui la fantacronaca e riportiamo indietro di quarantacinque anni l’orologio della storia o, se preferite, mettiamolo avanti di cinque anni e arriviamo alla fine della stagione 2024 per giocare a “indovina i top ten”. È un gioco che si basa su una domanda che assilla mediamente l’80% degli appassionati di tennis: dopo il ritiro di Federer, Nadal e Djokovic cosa ne sarà del mio sport preferito? Sopravviverà oppure si estinguerà per inedia, abbandonato da mass media e sponsor? Dovrò recarmi a mio rischio e pericolo a degli incontri clandestini gestiti dal racket delle scommesse illegali per vedere una volée o uno scambio serrato da fondocampo?

Noi che, aiutati da robuste dosi di Barbera, abbiamo visto il futuro abbiamo la risposta a questa domanda: il tennis sopravviverà. Subirà qualche scossa di assestamento ma nel giro di poco tempo supererà brillantemente l’uscita di scena dei campioni sopra menzionati. Settimanalmente l’ATP continuerà ad aggiornare le classifiche e puntualmente verranno commentate su Ubitennis (suona quasi come una minaccia..). Ma quali saranno i nomi dei giocatori che troveremo ai primi dieci posti del ranking nell’ultima settimana di novembre 2024?

Il gioco consiste proprio in questo: indossare i panni del Mago Ubaldo e provare a indovinarli. Nel rispetto, però, di due semplici regole:

  • i giocatori devono essere scelti tra quelli che attualmente ricoprono una posizione compresa tra le prime 200
  • devono essere tutti nati dopo il 31 dicembre 1989

Ci siamo riservati l’onere e l’onore di rompere il ghiaccio e di proporre per primi la nostra classifica del futuro che è la seguente:

  1. Stefanos Tsitsipas
  2. Felix Auger-Aliassime
  3. Alexander Zverev
  4. Matteo Berrettini
  5. Dominic Thiem
  6. Borna Coric
  7. Daniil Medvedev
  8. Alex de Minaur
  9. Nick Kyrgios
  10. Jannik Sinner

Partecipate numerosi. Tra cinque anni rispolvereremo le classifiche e a chi si sarà maggiormente avvicinato al ranking effettivo invieremo un Panettone e una bottiglia di spumante italiano per festeggiare il Natale 2024. Buon divertimento.

 

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Palermo e dintorni: Vekic a cena fuori, le accuse di Gasquet e i tanti occhi addosso

Vekic: “Dicono che siamo in una bolla, ma vado a cena fuori in città”. Gasquet attacca l’organizzazione per l’hotel, mentre Bencic in Svizzera si rifiuta di giocare contro Kung. L’Italia si è fatta carico della ripresa, il mondo la guarda

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Qui tutti dicono che siamo in una bolla, ma non è vero“. Donna Vekic, prima del match vinto contro Arantxa Rus, ha firmato così la polemica più sostanziosa nel giorno della ripartenza. “Non voglio fingere di rimanere chiusa tutto il giorno in una stanza, perché non è così. Sono stata a cena fuori in città ha raccontato – chiaramente usando la massima attenzione tra dispositivi di protezione e distanziamento sociale. Ma non resto chiusa in una stanza e come me un buon 90% delle giocatrici. Spero che a New York la bolla sia reale“.

Le foto su Instagram testimoniano come la croata abbia anche apprezzato il centro di Palermo ma non sembrano esserci state violazioni delle principali regole. Almeno nel circolo a due passi da Mondello. Mascherine per staff e giocatrici (nei momenti di sosta), distanziamento anche nelle interviste post partita, pubblico limitato a un terzo della capienza, igienizzazioni costanti delle tribune e divieto di contatti con il pubblico (almeno a ridosso dei campi). Più difficile imporre lo stesso divieto in zona hotel o nelle vie della città, visto che gli appassionati qualche selfie a distanza non proprio di sicurezza – basta fare un giro sui social – riescono spesso a recuperarlo.

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Ciao 🇮🇹🍋

 

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IL PROTOCOLLO – I comportamenti al di fuori del Country Time Club attengono chiaramente più alla responsabilità individuale delle giocatrici – prudenti, nella maggior parte – che all’organizzazione, che ha predisposto ogni precauzione consentita dalle proprie possibilità logistiche ed economiche. La positività della bulgara Viktorya Tomova è stata gestita secondo le prescrizioni e – al momento – senza strascichi. “Il protocollo prevede che le giocatrici arrivino a Palermo dopo aver già fatto un tampone circa quattro giorni primaaveva già spiegato a Ubitennis il direttore del torneo, Oliviero Palma -, appena arrivate fanno un sierologico e un altro tampone per poi recarsi in albergo, dove non sono autorizzate a lasciare la propria stanza fino alla pubblicazione dei risultati dei test, che nella norma si hanno entro 12 ore. Una volta accertata la negatività, possono lasciare l’isolamento, ricevere il pass per il circolo, ed iniziare ad allenarsi”.

GASQUET PUNGE – Il confine tra ciò che è esplicitamente lecito e ciò che viene tollerato tra le righe rimane sottile, in una fase iper regolamentata ma – allo stesso tempo – di fisiologica fluidità organizzativa. Probabilmente sono ragioni di budget (le perdita stimata per questa edizione sembra essere di 50.000 euro) quelle che hanno costretto l’organizzazione a ospitare le giocatrici in un hotel che chiaramente rispetta gli standard WTA International, ma non è da intendersi a uso esclusivo essendo aperto anche ad altri ospiti. Richard Gasquet è intervenuto sul tema dalla Francia, parlando a L’Equipe (questo per dare l’idea dell’eco mediatica del torneo siciliano).

È uno scandalo assoluto che le tenniste siano nello stesso albergo con dei turisti – le sue parole al quotidiano sportivo -. Non sono come la Wta possa accettare una cosa del genere. L’hotel dovrebbe essere riservato al 100% alle giocatrici e ai loro team: se non si è in grado di farlo, tanto vale non organizzare il torneo“. Gli standard di sicurezza non sono da ritenersi mai eccessivi in questo momento, ma è anche onesto sottolineare come nemmeno per gli estremamente rigidi protocolli del calcio, in Italia, sia stato richiesto alle squadre di prenotare alberghi interi (mentre invece vanno riservati i piani e le sale dei ristoranti, insieme alla differenziazione degli ingressi).

RIFIUTATA – Chiude il cerchio degli effetti collaterali – almeno mediatici – la notizia che arriva dalla Svizzera. Belinda Bencic, numero 8 del mondo, si è rifiutata di scendere in campo contro Leonie Kung nella sfida del campionato nazionale a squadre tra il suo TC Chiasso e il TC Sursee. Kung (19 anni, 155 WTA) era rientrata in patria dopo aver perso a Palermo nel primo turno delle qualificazioni. “Belinda si è un po’ preoccupata visto che tra due settimane deve andare in America – ha dichiarato a Il Tennis Italiano il presidente del circolo ticinese – non voleva rischi e ha deciso di giocare solo il doppio. (…) Non abbiamo mai dato la formazione con Bencic singolarista“.

Al termine di surreali trattative e tensioni, secondo la ricostruzione, il TC Sursee ha preferito ritirarsi concedendo alle avversarie il successo a tavolino. Per Kung, nessuna evidenza di problematiche sanitarie. Per Palermo, da tutto il mondo, tanti occhi puntati addosso.

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Al femminile

L’insostenibile leggerezza di Leylah Fernandez

È possibile affermarsi ad alti livelli nel tennis contemporaneo malgrado un fisico minuto? Una giovane canadese prova a dimostrarlo, sfidando il circuito WTA

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Leylah Fernandez - Acapulco 2020

Questa settimana, con il torneo Palermo, è ripreso il tennis ufficiale, quello con le regole tradizionali e i punti WTA assegnati a chi vince le partite. Certo, non significa essere tornati alla normalità pre-Covid, considerando i tanti fattori extra sportivi che rendono precaria la gestione degli eventi, ma si prova a ripartire, e a riallacciare i fili di una attività che si è fermata all’inizio di marzo.

Sono infatti passati cinque mesi da quando Indian Wells è stato cancellato, con una decisione presa alla vigilia dei primi match. Per l’articolo di questo settimana, ho pensato di trattare un tema che ci riporta a quei giorni, alle ultime notizie relative al tennis giocato prima dello stop causato dalla pandemia.

La notizia a cui mi riferisco ci sembra oggi molto piccola, visto tutto quanto accaduto dopo, ma è comunque legata al torneo californiano; parlo della assegnazione delle wild card annunciate alla vigilia. A Indian Wells gli organizzatori avevano deciso di premiare, oltre alle tenniste locali, anche due giocatrici non statunitensi. La prima era Kim Clijsters, al ritorno alla attività agonistica. La seconda era una giovanissima canadese, Leylah Fernandez, diciassette anni, che nel mese di febbraio aveva raccolto risultati sorprendenti.

Fernandez in occasione del confronto fra Svizzera e Canada di Fed Cup (Biel, 7-8 febbraio) aveva battuto la numero 5 del mondo Belinda Bencic Poi si era trasferita in Messico e, partendo dalle qualificazioni, ad Acapulco aveva raggiunto la finale (sconfitta da Heather Watson). Quindi a Monterrey si era spinta sino ai quarti di finale (fermata da Svitolina). Insomma Leylah era una delle giocatrici del momento, e a Indian Wells avevano pensato che meritasse un riconoscimento, pur essendo ancora fuori dalla prime 100 del ranking.

Per Fernandez quel mese di febbraio ha rappresentato un salto di qualità improvviso, di quelli che si spiegano soprattutto con i progressi repentini dovuti alla età. Stiamo infatti parlando di una teenager nata il 6 settembre 2002, con alle spalle pochissimi match nel circuito maggiore. Del resto sino alla metà del 2019, Leylah aveva giocato soprattutto a livello junior, con risultati piuttosto notevoli: la vittoria al torneo Grado A di Porto Alegre nel 2018, e poi nel 2019 la finale all’Australian Open 2019 (battuta dalla coetanea danese Clara Tauson), e la vittoria al Roland Garros, in finale su Emma Navarro: sei partite vinte senza lasciare per strada nemmeno un set.

Dopo il successo nello Slam parigino, aveva deciso di non giocare più a livello junior, rinunciando quindi all’erba di Roehampton e Wimbledon e poi anche allo US Open, per dedicarsi a tornei ITF in nord America. Obiettivo: crescere nel ranking WTA. Questa scelta (che mi lascia un po’ perplesso, perché per una giovane americana non sono tante le occasioni di sperimentare l’erba) non le ha comunque impedito di diventare numero 1 del mondo junior nel mese di settembre.

In pratica dalla primavera del 2019 Fernandez si è dedicata alla scalata della classifica, per raggiungere in fretta posizioni che le permettessero almeno di accedere alle qualificazioni Slam. E poi, se possibile, anche all’ingresso diretto nella maggior parte dei tornei WTA e dei Major (significa all’incirca sfiorare la top 100). Ricordo che nel 2019 Fernandez aveva cominciato la stagione fuori dalle prime 400 e l’aveva conclusa come numero 209.

All’inizio di quest’anno, Leylah ha centrato il primo obiettivo importante: vittoria nei tre turni di qualificazione e ingresso al main draw dell’Australian Open (poi sconfitta da Lauren Davis al primo turno). Qualche settimana dopo sono arrivati gli exploit già descritti sopra, tra Fed Cup e Messico. Nei due tornei messicani che le sono valsi l’attuale posizione numero 118, le giocatrici più importanti sconfitte sono state Varvara Lepchenko, Lizette Cabrera, Nao Hibino, Stephanie Voegele, Anastasia Potapova.

Ma l’avversaria più di prestigio battuta è stata senza dubbio Sloane Stephens (6-7, 6-3, 6-3). Va detto però che Stephens stava attraversando un pessimo momento di forma: nel 2020 aveva raccolto solo sconfitte, con l’eccezione proprio di Acapulco, dove aveva battuto al primo turno Emma Navarro (sì, quella Navarro che era stata l’avversaria di Fernandez nella finale junior del Roland Garros, e che però da professionista è oltre il 400mo posto in classifica).

Proviamo a definire il quadro della situazione di Fernandez alla luce degli ultimi risultati. Al momento fra le prime 200 del mondo l’unica giocatrice più giovane di lei presente in classifica è Coco Gauff (nata addirittura nel 2004), che però in quanto a precocità costituisce davvero un caso straordinario, capace di confrontarsi con i record assoluti di tutta la storia dell’era Open.

Senza arrivare a quegli estremi, Fernandez rappresenta comunque un esempio molto interessante di giocatrice che compie il passaggio da junior a pro, raccogliendo con sorprendente rapidità risultati significativi. In generale le imprese di Leylah nell’ultimo biennio rappresentano un ulteriore tassello nella crescita del tennis canadese, che nelle ultime stagioni ha espresso parecchi nomi con grande potenziale, e non solo a livello femminile.

a pagina 2: La formazione di Leylah Fernandez

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Flash

Il lunedì azzurro di Palermo: avanti anche Paolini

La toscana rimonta Kasatkina e attende la vincente di Sasnovich-Mertens. Sakkari unica testa di serie ko, avanti Alexandrova e Yastremska. Martedì l’esordio di Camila Giorgi

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Jasmine Paolini - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

A Palermo torna il tennis: gioia Errani e Cocciaretto

Il percorso netto delle azzurre nella prima giornata del WTA International di Palermo lo completa Jasmine Paolini. Dopo i successi di Errani e Cocciaretto, anche la toscana si mette al collo il pass per il secondo turno dove troverà la vincente tra la quinta testa di serie Elise Mertens e la qualificata Aliaksandra Sasnovich (con la bielorussa avanti 2-1 nei precedenti). Il successo della campionessa degli Assoluti su Daria Kasatkina è maturato oltre la mezzanotte dopo tre ore di battaglia, con la legittima soddisfazione per aver superato in rimonta una ex top ten (oggi 66 del mondo). Ed essersi presa la rivincita, dopo il ko nelle qualificazioni dell’ultimo Roland Garros.

Sapevo che sarebbe stata una partita molto dura – ha commentato a caldo la numero 95 WTA – conosco bene la mia avversaria, so che non molla mai e che contro di lei bisogna dare il massimo su ogni punto. Francamente non mi aspettavo di giocare così tanto. Avevo un affaticamento alla coscia, per questo ho servito più piano. Nel terzo set il servizio non ha aiutato nessuna delle due. Ho risposto meglio e penso che questo mi abbia aiutato a fare i break“.

ASPETTANDO CAMILA – C’è da dire che se Jasmine ha tramutato in punto appena il 51% delle prime di servizio, la russa è stata capace di fare peggio (45%) senza sfruttare le debolezze dell’avversaria (concretizzate appena 10 palle break su 34). Sul campo centrale, a beneficio del pubblico rigorosamente distanziato, il programma si è concluso a notte fonda – erano le due – con la sconfitta di Maria Sakkari (3 del seeding, 20 WTA), superata con un doppio 6-4 da Krstyna Pliskova.

La greca è stata l’unica testa di serie a cedere il passo nel day 1: avanti Ekaterina Alexandrova (8) che ha ribaltato il buon primo set di Kiki Mladenovic lasciando alla francese solo un game nel secondo e nel terzo parziale. Senza particolari affanni Dayana Yastremska (7) che ci ha messo un’ora e tre quarti per liberarsi in due set della spagnola Sara Sorribes Tormo. L’ucraina è lì nello spicchio basso di tabellone di Camila Giorgi, attesa oggi (terzo match sul centrale) all’esordio contro Rebecca Peterson (1-1 i precedenti nel 2019, entrambi sul veloce, ma a Wuhan l’azzurra si ritirò dopo un set). Il poker azzurro agli ottavi è l’obiettivo di giornata.

 

Risultati primo turno:

[6] D. Vekic b. A. Rus 6-1 6-2
L. Siegemund b. I. Begu 6-3 6-4
[WC] S. Errani b. S. Cirstea 7-5 1-6 6-4
[WC] E. Cocciaretto b. P. Hercog 7-6(1) 6-3
[8] E. Alexandrova b. K. Mladenovic 5-7 6-0 6-1
J. Paolini b. D. Kasatkina 5-7 6-4 6-4
[7] D. Yastremska b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-4
Kr. Pliskova b. [3] M. Sakkari 6-4 6-4

Il tabellone aggiornato

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