La notte degli US Open è ancora fatale per Federer: Dimitrov in semifinale

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La notte degli US Open è ancora fatale per Federer: Dimitrov in semifinale

Nel momento più difficile della sua carriera Grigor Dimitrov batte Federer nei quarti degli US Open. Ora semifinale con Daniil Medvedev

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Grigor Dimitrov allo US Open 2019 (foto Twitter @USOpen)

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Da New York, il nostro inviato

G. Dimitrov b. [3] R. Federer 3-6 6-4 3-6 6-4 6-2

 

Nessuno lo aveva pronosticato, nessuno lo aveva previsto, ma il nobile decaduto Grigor Dimitrov, precipitato al n.78 della classifica ATP dopo i fasti della vittoria alle ATP Finals di Londra nel 2016, ha fatto quello che non era mai riuscito a fare in tutto il resto della carriera, ovvero sconfiggere Roger Federer, che lo aveva battuto in tutti i sette precedenti confronti diretti.

Lo svizzero non era sicuramente in serata, forse non era nemmeno al 100% fisicamente, anche se non lo dirà mai, ma Dimitrov ha compiuto una grandissima impresa prima arrivando ai quarti di finale e poi mantenendo il controllo del suo tennis per (quasi) tutta la partita cogliendo l’occasione che la Sorte gli ha presentato.

Dimitrov è chiaramente molto nervoso all’inizio del match: questo risultato significa molto per lui, dopo la lunga crisi attraversata. Federer come di consueto lascia i blocchi di partenza come una pallottola esce dalla canna della pistola: in un baleno è 3-0, e su tutti i primi turni di battuta di Grigor si trova in vantaggio, ma non riesce a concretizzare con un secondo break. Non è un Roger perfetto, qualche errore arriva, ma il primo set va in cascina con un 6-3 in 29 minuti, prima che gli ultimi spettatori che hanno trovato fila al bar riescano a tornare al loro posto con in mano il loro Honey Deuce, il “signature cocktail” dello US Open (per chi fosse interessato, una parte di vodka, tre parti di limonata, una spruzzata di liquore ai frutti di bosco e tre palline di melone congelato).

È un Federer a trazione anteriore quello che apre il secondo set concedendo la sua prima palla break del match sullo 0-1: con il servizio esce dai guai, ma nei palleggi non è il Federer scintillante visto negli ultimi due turni, e sul 2-3 30-30 manca due diritti e d’un tratto è Dimitrov ad essere avanti di un break. Grigor sente la serata, si esalta con un passante di diritto in corsa con spaccata “à-la-Kim Clijsters”, ma quando deve servire per il set sul 5-3 si irrigidisce, sbaglia due diritti e sul 30-40 concede il controbreak con un doppio fallo. Tutto lo stadio pensa che la partita sia finita lì, ma nel game successivo accade ciò che non ci si aspetta: da 30-0 Federer si fa raggiungere, cicca una volée su un passante al corpo, stecca un diritto sul set point e il pubblico di Flushing Meadows si trova un match tra le mani.

Negli scambi ad alta velocità da fondocampo Federer è piuttosto impreciso, è lui che tende a sbagliare per primo quando il numero dei colpi sale. Entrambi sono dei cecchini con la prima di servizio, si gioca quasi solo sulle seconde. Lo svizzero alza la traiettoria dei suoi colpi da fondo, raccoglie tre errori di Dimitrov per lo 0-40 sul 2-2, ma non riesce a concretizzare sciupando una dopo l’altra le tre palle break. Due game più tardi però è ancora il bulgaro, come nel primo set, a regalare il break a Federer con un doppio fallo. La continuità non è però la qualità migliore del Federer di questa sera: gli errori da fondo riaffiorano, si deve salvare dal 15-40 sul 4-3, ma il servizio gli viene in soccorso, e sullo slancio conquista il set nel game successivo sugellandolo con un magnifico lob liftato di diritto da cinque metri dietro la linea di fondo.

Ma il sospiro di sollievo per Federer dura pochissimo: in apertura di quarto set un altro turno di battuta bislacco lancia Dimitrov subito sul 2-0. Il bulgaro sembra il più fresco dei due, ma Roger non molla: si procura una palla del 3-3, che però sfuma con una risposta di diritto in corridoio, poi sul 2-4 tiene la battuta dopo un game da 12 minuti e 22 punti nel quale rimonta da 0-40 e si salva da ben sette chance del secondo break per Dimitrov. Sul 5-4 è la volta di Grigor a recuperare dallo 0-40, salvandosi da ben cinque palle per il 5-5 contro un Federer sempre più lento sulle gambe e che si trova a dover combattere la partita al quinto set dopo due ore e 41 minuti di gioco.

Nella pausa tra i set lo svizzero chiede un medical time-out e viene accompagnato fuori dal campo dal fisioterapista. Al rientro Federer è sempre più teso e impreciso, quasi incapace di giocare: cede i primi quattro game vincendo solamente quattro punti e si trova a guardare il baratro da vicino. Dimitrov deve solamente continuare a palleggiare per completare la più straordinaria e inattesa vittoria nella sua carriera: lo fa senza tremare, e alla fine non esulta nemmeno tanto, con la consapevolezza di aver meritato questa straordinaria affermazione.

Come di consueto dopo una sconfitta, Federer è velocissimo ad arrivare in sala interviste: “Ho avuto bisogno di un trattamento alla schiena, per provare a vedere se riuscivo a scioglierla. Ma questo è il momento di Grigor, non parliamo del mio corpo. Ho avuto un brutto inizio nel quarto e nel quinto set. Già oggi pomeriggio avvertivo fastidio, ma ho giocato, va bene così. Grigor è stato bravo, è riuscito a battermi, tutto qui. Non sono riuscito a prevalere da fondocampo, lui ha fatto un buon lavoro. Mi aspettavo una partita dura, lui ha molte armi tecniche, e stasera le ha usate bene tutte. La mia programmazione per il resto della stagione non cambia, ora si ritorna ad allenarsi, e si riparte da lì. Mi dispiace che sia finita così, perché sentivo di stare giocando bene, ma le sconfitte fanno parte del gioco, ora starò un po’ con la famiglia. Fisicamente il fastidio l’ho avvertito fin dall’inizio della partita, ma ero in grado di giocare, solo evidentemente non sono stato in grado di vincere. I match persi, si va avanti, non ci si pensa troppo alla fine. Certamente quello che è successo a Wimbledon non ha avuto la minima influenza su come è andato questo torneo. Sì, è stato un problema muscolare“.

Sorprendentemente calmo, Grigor Dimitrov ha ragionato sulla sua impresa e sui difficili mesi trascorsi quasi con distacco: “Stavolta è stato tutto diverso, la situazione, il campo, tutto. Io ero più concentrato, su ogni punto e su ogni game. In passato lui partiva sempre a razzo, lo ha fatto anche stavolta, ma io mi sentivo meglio del solito, lui sbagliava qua e là, io mi muovevo bene. Chiaramente lui non era al suo meglio, ma io sono stato bravo. La cosa importante qui quest’anno è stata la continuità, ho sempre cercato di migliorare, solo questo. Non voglio sembrare un falso modesto, ma questo è stato un match come gli altri, ho cercato di viverlo così. Ho passato momenti davvero duri, giù in classifica, con gli infortuni, non vorrei ritornarci mai. Mi hanno aiutato gli amici e la famiglia. Avere un risultato come questo alla fine dell’anno è fantastico. Oggi quando servivo per il match mi sentivo rilassato, sono riuscito a giocare bene. Una delle qualità che ammiro di più in lui è la capacità di andare avanti, dopo i punti persi, non importa come, questo tipo di forza mentale è una gran cosa. Per il resto, non ci sono parole per descrivere quanto sia grande tecnicamente”.

Il bulgaro si è detto anche piuttosto soddisfatto di come ha gestito l’importanza della partita, con ‘gigantesco’ avversario annesso: “Stasera sentivo di saper cosa fare, anche dopo aver perso il primo set. Ho alzato il livello, migliorato gli spostamenti, tenevo più palle in campo. Ho anche alzato la percentuale di prime palle, e ho fatto molte scelte giuste. Anche quando ho perso quel game lunghissimo sul suo servizio ero soddisfatto di come giocavo. Dopo il quarto set ho continuato a spingere. Non penso a Medvedev adesso, ero concentrato su Roger stasera. So cosa avevo nelle gambe, e mi fa essere ottimista. Certo, capivo che lui aveva qualcosa che non andava, anche se fossi andato sotto due set a zero avrei continuato a provarci, penso che avrei avuto delle possibilità“.

Sei settimane fa, Dimitrov aveva chiesto una wild card all’ATP 250 di Atlanta per finire battuto al primo turno dal qualificato Kevin King, n. 409 della classifica. Oggi conquista per la terza volta in carriera una semifinale in un torneo dello Slam, ma una che ha un significato molto diverso da quella di Wimbledon 2014 e da Melbourne 2017, una nella quale non troverà Djokovic o Nadal, ma un Daniil Medvedev tenuto insieme con i cerotti, una che può dargli la chance di conquistare vette per lui ancora inesplorate.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Zverev: “Non penso che molti avrebbero scommesso sulla mia qualificazione”

LONDRA – Il tedesco è pronto per affrontare Thiem, ma è certo che sarà un match complicato. “La più grande sorpresa per me è l’eliminazione di Djokovic”

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Alexander Zverev in conferenza stampa - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

Sascha Zverev non ha tremato alla prova del nove, né ha avuto particolari scrupoli a cancellare dai sogni dei tifosi londinesi la sfida tra Federer e Nadal. Il campione in carica tedesco ha controllato la verve di Medvedev, approfittato dei suoi errori e si è preso anche la rivincita della recente finale di Shanghai. Zverev giocherà la seconda semifinale consecutiva qui a Londra contro Dominic Thiem, sconfitto solo due volte in sette precedenti.


Puoi spiegarci perché hai deciso di non disputare la coppa Davis la prossima settimana?
L’ho già detto molte volte. Per me con questo formato non è più la coppa Davis. Credo fosse l’evento storicamente più significativo del tennis con i suoi oltre 100 anni di vita e le sfide in casa e in trasferta. La Davis è l’atmosfera, è il giocare partite combattute in tre giorni al meglio dei tre set su cinque. Quella è la Davis per me e non disputarla in una settimana. Quella non è la Davis. Coppa Davis è andare in Australia, Sud America, come facevo io quando era la vera Davis. Spero che la gente capisca che è qualche cosa più dei soldi che ci stanno mettendo sul tavolo. Si tratta della storia del tennis.

 

Quali sono i tuoi pensieri in vista dell’incontro con Thiem?
Sta giocando in modo incredibile. Battere Roger e Novak su questa superficie è speciale e farlo consecutivamente è difficilissimo. Sarà un match molto complicato e non vedo l’ora che arrivi. A dirla tutta sono già felice di essere in semifinale e da qui in avanti vivrò alla giornata.

Quest’anno hai vinto un solo torneo e ora hai la possibilità di vincere questo anche grazie alla rapidità della superficie, nonostante una stagione non straordinaria. Nadal appena nominato numero 1 del mondo è già fuori. Solo uno dei Fab 4 è in semifinale. Tutte queste cose non ti paiono in qualche modo sconfessare quanto è successo nel corso dell’anno?
Non è strano. I più giovani stanno giocando meglio dello scorso anno. La più grande sorpresa per me è Novak eliminato perché le condizioni del campo sono quelle più adatte alle sue caratteristiche. Un’altra sorpresa l’eliminazione di Rafa dal nostro gruppo, per me e Stefanos era dura riuscirci. Non penso che molti ci avrebbero scommesso. Soprattutto sulla mia qualificazione in considerazione della stagione che ho disputato. Però negli ultimi 5 giorni ho giocato a un buon livello. Sarà interessante ora vedere chi vincerà. Magari sarà la prima volta di qualcuno. Mi auguro di confermarmi ma domani mi attende una semifinale durissima. 

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Zverev non trema, batte Medvedev e avanza. Nadal fuori dalle Finals

Il tedesco non sbaglia il match decisivo contro il russo già eliminato. La vittoria in due set gli permette di affrontare Thiem in semifinale. Nadal beffato, saluta il Masters di Londra

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Alexander Zverev - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[7] A. Zverev b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Presentando il match tra Berrettini e Thiem, avevamo scritto che il tennis senza pathos può essere esteticamente bello ma non appassionante. Lo ribadiamo dopo avere visto questa sera Alexander Zverev battere Daniil Medvedev in una partita piacevole ma a nostro avviso priva di pathos. Il tennista russo non aveva infatti sufficienti motivazioni – al di là di quelle economiche – per battere il suo amico tedesco dal momento che era già matematicamente escluso dalle semifinali. E infatti non lo ha battuto. Zverev incassa la vittoria senza eccessiva fatica e tiene così viva la speranza di confermare la vittoria ottenuta nella scorsa edizione.

Toccherà quindi a Stefanos Tsitsipas affrontare Roger Federer domani nella semifinale pomeridiana dove proverà a ripetere la vittoria ottenuta quest’anno agli Australian Open. Il numero 1 del mondo Rafael Nadal, nonostante la splendida vittoria ottenuta oggi contro Tsitsipas, deve invece lasciare per la nona volta il torneo senza averlo vinto.

LA CRONACA – Primo set deciso da un’unica palla break: quella concessa da Medvedev nel game di apertura. Zverev compie invece diligentemente il suo dovere al servizio mettendo in campo mediamente 7 prime ogni 10 seppure senza raggiungere le consuete velocità medie di velocità e, con una sola piccola esitazione nel game finale, in 34 minuti chiude la prima metà dell’esibizione … pardon, della partita

Il secondo parziale offre più emozioni del primo e un tennis qualitativamente migliore. I due giocatori offrono ai presenti uno spettacolo piacevole condito da colpi di squisita fattura. Meritevoli di lode in particolare un passante stretto di rovescio di Medvedev e un diritto in corsa di Zverev rispettivamente nel sesto e nell’ottavo gioco. Nel nono game Medvedev salva un break point grazie ad una grande prima di servizio e subito dopo invoca e ottiene il sostegno sonoro del pubblico che evidentemente spera nel terzo set.

Terzo set che non verrà mai, poiché nel tie-break Medvedev parte bene ma poi commette alcuni errori non forzati che gli costano la sconfitta senza essere mai riuscito a procurarsi una palla break nel corso dell’intero incontro. Nell’intervista del dopo partita a questo proposito affermerà di avere avuto per tutto il torneo grosse difficoltà alla risposta a causa dell’estrema velocità del campo. Medvedev si congeda così dalle Finals con il risultato di tre sconfitte in altrettanti incontri, mentre Alexander Zverev prosegue la sua corsa.

Sabato alle 21 italiane affronterà il primo classificato del girone Borg – Dominic Thiem – e abbiamo la sensazione che dovrà sudare molto più di quanto abbia fatto oggi per superare un avversario contro il quale in passato ha giocato sette volte perdendone cinque, l’ultima delle quali nei quarti di finale del Roland Garros nel 2018. 

 

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Nadal batte Tsitsipas ed elimina Medvedev, poi va fuori anche lui

LONDRA – Quasi tre ore di gran tennis tra Nadal e Tsitsipas, che gioca alla morte nonostante la qualificazione in tasca. Il russo è eliminato… ma era anche l’unica speranza di Rafa

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[1] R. Nadal b. [6] S. Tsitsipas 6-7(4) 6-4 7-5 da Londra, il nostro inviato

Nel Colosseo contemporaneo della vecchia Londinium, l’erede del dio Hermes – in arte Stefanos Tsitsipas – non è tipo da far calcoli per evitare Federer in semifinale o eliminare Rafa dal torneo. Ha giocato alla grande, senza risparmiarsi mai, vincendo il primo set al termine di un tie-break giocato meglio di Nadal, che aveva molte più motivazioni perché era l’unico che non poteva perdere, e resistendo ai continui tentativi di break di Rafa nei due set successivi. Resistendo strenuamente ma poi cedendo in entrambi i parziali al diavolo iberico che davvero non muore mai. Nadal, che dopo aver fatto una figura pessima con Zverev e aver vinto con orgoglio e tanta fortuna – come da lui subito riconosciuto – con Medvedev (ora definitivamente fuori), ha giocato uno dei match più belli della sua stagione, considerando il periodo dell’anno a lui non favorevole (sia per l’età sia per quest’ultimo fattore, è venuto a rete 33 volte facendo il punto in 28 occasioni). E’ la 128° vittoria del mancino di Manacor senza concedere palle-break (per Federer le vittorie senza palle-break concesse sono 209).

 

Una benedizione anche per l’ATP, Associazione Totalmente Pasticciona, che ha potuto premiare col trofeo di n.1 dell’anno un giocatore che se non avesse vinto avrebbe ritirato il premio da eliminato. Anzi, un rumor autorevole in sala stampa sosteneva che Nadal non avrebbe ritirato il trofeo del n.1 del mondo se avesse perso. Chris Kermode alla fine ha potuto consegnargli un premio che Rafa riceve per la quinta volta, esattamente come Djokovic e Federer: fanno 15 anni da n.1 dei Fab Three, che diventano 16 dei Fab Four se includiamo Murray nel 2016. Ovvero tutte le stagioni dal 2004 di Federer ad oggi. L’ultimo n.1 prima dell’avvento dei marziani è stato Andy Roddick, che nel 2003 ha concluso l’interregno della durata di cinque anni tra Sampras e Federer.

PRIMO SET – Nel primo set Rafa è stato bravo a prendere la rete ogni volta che serviva, vincendo 8 punti su 10 al net. Il set alla fine lo ha perso non per via di un saldo vincenti-gratuiti negativo (-5), con Tsitsipas perfettamente in equilibrio (13 vincenti e altrettanti non forzati), né perché la sua seconda di servizio sia stata peggiore di quella, eccellente, dell’avversario (71% di punti vinti), ma semplicemente perché il greco ha giocato meglio il tie-break. Stefanos avanti 4-2 viene subito recuperato (4 pari), ma Rafa subisce un mini-break che manda il greco 5-4 con due servizi per chiudere. Ace sul primo set-point e Grecia avanti.

Stefanos Tsitsipas, esultanza – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

SECONDO SET – Nel secondo parziale sul 2 pari ecco le prime due palle break di tutta la partita, che capitano sulla racchetta di Nadal: Tsitsipas però annulla da vero campione, la prima con un dritto in uscita dal servizio di controbalzo alla Federer o quasi (Rafa aveva infatti risposto molto profondo), la seconda battendo Nadal nel palleggio, segnale non da poco in termini di personalità. Due giochi più tardi il n.1 ATP 2019, che non può perdere, sale subito 0-30 ma grazie all’esplosività dei suoi colpi Stefanos aggancia e cancella il terzo break-point, per poi chiudere con un ace. Ora il match è molto bello perché nei turni di servizio del n.6 del mondo può capitare di tutto, in un attimo si passa dal possibile break Rafa alla conferma della battuta di Stefanos, ma spessissimo alla fine di grandi colpi piuttosto che di errori. Il tutto in un contesto da Colosseo contemporaneo dove Cesare e il pubblico sono per Rafa e vorrebbero indicare il pollice verso al greco, perché significherebbe tenere vive le speranze di Federer-Nadal in semifinale (per completare il puzzle serve però che Medvedev batta Zverev).

A forza di dai e dai però, il signor Nadal va a segno alla quinta palla break a sua disposizione. Succede sul 4 pari, nel quarto turno di servizio del set in cui il greco è costretto ai vantaggi. Sul 30 pari, Rafa prende le redini dello scambio con la risposta e lo chiude con uno smash da metà campo, per poi chiudere il set 6-4. Pubblico in visibilio.

N.1 MA QUASI ELIMINATO – Già fino a qui non si è trattato di robetta, ma il terzo set è stato un alternarsi di grandi colpi tra le versioni migliori di Tsitsipas e Nadal di questo periodo dell’anno. Il rovescio magnifico a coprire tutto il campo di Stefanos e il dritto lungo linea dei tempi d’oro con cui Rafa lambisce un frammento di riga valgono da solo il prezzo del biglietto, ma c’è molto di più e il meraviglioso equilibrio si rompe sul 5 pari, quando la quinta palla break del set per Rafa (nessuna per Tsitsipas, che peraltro non sta affatto demeritando) viene trasformata. Dopo 2 ore e 48 minuti Rafa serve per la speranza di andare in semifinale e non fallisce, aggiudicandosi il set con 17 vincenti (di cui 9 a rete) e 9 gratuiti nel terzo set, poi ritira il trofeo del n.1. Stasera però sarà un tifoso qualunque di Medvedev. Un tifoso qualunque che potrebbe non essere protagonista dei due giorni decisivi delle Finals dopo essere stato celebrato qui come primo del mondo.

Rafael Nadal con il trofeo del numero 1- ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

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