Entry list WTA, Week #39: otto top 10 a caccia del titolo di Wuhan, c’è anche Giorgi

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Entry list WTA, Week #39: otto top 10 a caccia del titolo di Wuhan, c’è anche Giorgi

Due i tornei che si giocheranno la prossima settimana. Nel Premier 5 di Wuhan assenti solo Serena Williams e Bianca Andreescu, Paolini al via nell’International di Tashkent

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Karolina Pliskova - Wuhan 2018 (via Facebook, @wuhanopentennis)

Nella settimana che segna l’inizio del tournée asiatica del circuito ATP, entra sempre più nel vivo quella del tour femminile. La prossima settimana si giocheranno infatti due tornei: l’International di Tashkent e il ricco torneo di Wuhan, ultimo Premier 5 della stagione WTA.

A Wuhan (a trionfare lo scorso anno fu Aryna Sabalenka) saranno presenti otto delle migliori dieci giocatrici del mondo (ci sarà anche Naomi Osaka, che ha accettato la wild card offerta dagli organizzatori). Le uniche assenti saranno le finaliste degli US Open, Serena Williams e Bianca Andreescu, che si è presa un po’ di meritato riposo dopo il trionfo newyorkese: la 19enne canadese tornerà in campo la settimana successiva nel Premier Mandatory di Pechino. Relativamente alle posizioni dalla 11 al 20, mancheranno invece Johanna Konta e Anett Kontaveit, mentre saranno della partita Vekic, Yastremska, Muguruza, Azarenka e Camila Giorgi, che è entrata direttamente in tabellone grazie ad alcune defezioni. Risulta per il momento iscritta anche Amanda Anisimova, che potrebbe dunque fare il suo ritorno in campo dopo il grave lutto che l’aveva colpita alla vigilia degli US Open.

Sarà decisamente inferiore il campo di partecipazione nell’International di Tashkent, con la nostra Jasmine Paolini ultima giocatrice ad entrare per accettazione diretta. A guidare il tabellone, privo di giocatrici classificate tra le prime 50 del mondo, sarà la numero 53 Viktoria Kuzmova. Oltre alla slovacca, ci saranno la campionessa in carica Margarita Gasparyan, Alison Van Uytvanck, Jelena Ostapenko e Timea Bacsinszky.

 

Le entry list aggiornate della 39esima settimana
Il calendario WTA

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Challenger

Mondo Challenger: Pospisil ritorna al successo, Uchiyama sbarca in top100

Il canadese trionfa a Las Vegas interrompendo 20 mesi di digiuno, il giapponese conferma il suo periodo d’oro e entra per la prima volta in carriera tra i primi 100

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Vasek Pospisil - Challenger Las Vegas foto da Twitter @vegastennisopen

Challenger Ningbo (Cina, hard outdoor, montepremi $162,480)

Il giapponese Yasutaka Uchiyama conferma un grande momento di forma conquistando il secondo Challenger nel giro di cinque settimane all’interno delle quali ha raggiunto anche i quarti di finale nel prestigioso ATP500 di Tokyo. Dopo tre partite facili l’unico test complicato della settimana è stato contro Klahn, top100 statunitense al quale Uchiyama ha dovuto rimontare un set di svantaggio prima di imporsi per 6-3 al terzo parziale. La finale contro il canadese Steven Diez è stata a senso unico: negli scambi da fondocampo il giapponese aveva sempre in mano le redini dello scambio e le sole due palle break concesse da Uchiyama son state prontamente annullate dal servizio, chiave di questa settimana d’oro del giapponese: lo score finale recita 6-1 6-3 e questo successo permette al giapponese di irrompere per la prima volta tra i primi 100, al numero 87 del ranking ATP.

Finale: [4] Y. Uchiyama b. [11] S. Diez 6-1 6-3

 

Challenger Las Vegas (USA, hard outdoor, montepremi $54.160)

Torna al successo che mancava da febbraio 2018 il canadese Vasek Pospisil che trionfa in America e rientra tra i primi 170 giocatori del ranking mondiale. Dopo l’infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi per oltre 8 mesi, consentendogli di rientrare solo a luglio di quest’anno, Pospisil aveva dimostrato di essere di nuovo in buona forma battendo Khachanov agli US Open e facendo sudare non poco Medvedev a Shanghai. Questa settimana ha servito in maniera egregia non perdendo nessun servizio fino alla finale e lasciando una media di 5 games ad avversari anche di buon livello come Mmoh, Daniel e O’Connell, australiano in formissima. In finale ha dato vita ad un’intensa lotta contro un altro australiano, Duckworth, anche lui spesso alle prese con infortuni che ne condizionano il rendimento ma che all’interno del singolo match rappresenta un ostacolo durissimo per molti. Dopo aver vinto il primo parziale, Pospisil era avanti di un break anche nel secondo prima di farsi agguantare sino al tie break dove ha sciupato cinque match point, di cui 2 al servizio, prima di cedere per 13-11. L’inerzia a quel punto sembrava totalmente girata e Duckworth sembrava potersi imporre nel parziale decisivo ma Pospisil, dopo aver annullato una pericolosa palla break sul 3-3, ha sfruttato un calo dell’australiano chiudendo 6-3 il terzo set.

Finale: V. Pospisil b. [5] J. Duckworth 7-5 6-7(11) 6-3

Challenger Ismaning (Germania, carpet indoor, montepremi €69.280)

Nell’unico torneo europeo di questa settimana si impone Lukas Lacko, giocatore slovacco che ha vissuto un’annata deludente che lo ha spedito fuori dai primi 200 giocatori del ranking ma con questo sussulto si garantisce almeno un posto tra le qualificazioni del primo Slam del 2020. In Germania c’erano diversi italiani come Baldi, campione in carica, Napolitano, Arnaboldi, Bonadio, Vanni e Pellegrino ma nessuno di loro è riuscito ad andare oltre il terzo turno. Il cammino di Lacko non è stato per niente semplice, ha faticato per tre set contro l’ucraino Sachko al secondo turno, poi ha sconfitto agevolmente Baldi agli ottavi prima di rimontare un set all’ostico russo Gabashvili e giungere così in semifinale dove ha dato vita ad un’intensissima battaglia contro il tedesco Lenz, al quale ha annullato diversi match point prima di vincere 12-10 al tie break del terzo parziale. La finale contro la sorpresa del torneo, l’americano Cressy al primo Challenger in carriera fuori dal suo continente, che ha dimostrato comunque di trovarsi molto bene sulla superficie rapidissima tedesca, è stata a senso unico in quanto Maxime non è sembrato mai in partita e ha perso in meno di un’ora di gioco con lo score di 6-3 6-0.

Finale: [16] L. Lacko b. [12] M. Cressy 6-3 6-0

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Circuito ITF, primo successo per Lorenzo Musetti

Nella settimana in cui brilla Jannik Sinner, che vola a un passo dai primi 100 del mondo, il nativo di Carrara conquista il primo titolo ITF vincendo il 15000 dollari di Antalya

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Lorenzo Musetti - Roland Garros junior 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dopo una stagione caratterizzata da una programmazione molto ambiziosa, che ha visto Musetti confrontarsi quasi solo in tornei Challenger, in questo finale di stagione Lorenzo ha deciso assieme al suo staff di mettere qualche partita in più nelle gambe abbassando leggermente il livello per giocare più match possibili. La scelta è stata premiata dal titolo ottenuto questa settimana in Turchia, il primo a livello professionistico in singolare, dopo la vittoria ottenuta poche settimane fa in doppio a Santa Margherita di Pula assieme all’amico Giulio Zeppieri.

Dopo un inizio incerto e un set perso contro il montenegrino Saveljic (privo di ranking), il livello dell’italiano si è alzato sempre di più raggiungendo l’apice nella semifinale contro Mate Valkusz, giovane ungherese che da junior era stato numero 1 del mondo, così come Musetti, ma che a causa di frequentissimi infortuni non riesce a ritrovare la giusta continuità ma rappresenta comunque un ostacolo molto più duro dell’attuale ranking: Musetti si è imposto in rimonta, 1-6 7-6 6-4, dimostrando grande carattere e tanta voglia di lottare.

La finale contro Maroszan, sulla carta, era assai più semplice della partita precedente e Lorenzo ha rispettato il pronostico imponendosi con lo score di 7-5 6-2. Vince così a 17 anni e 7 mesi il primo titolo ITF, praticamente la stessa età alla quale Sinner, otto mesi fa, si era imposto in successione prima al Challenger di Bergamo e poi all’ITF di Trento: i due ragazzi, nonostante siano separati da pochi mesi, sono due giocatori estremamente diversi e chiaramente non è facile pensare ad una crescita così rapida anche per Lorenzo, che però con questo titolo si conferma ancora una volta una delle più grandi promesse del tennis italiano.

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Mladenovic-Bajin, è già finita. Kiki: “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha”

Dopo soli 6 mesi si interrompe la collaborazione tra la tennista francese e il coach tedesco. E a dire stop è stato lui. Nuova panchina in vista?

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Nemmeno una stagione. Tanto è durato il sodalizio tra Kristina Mladenovic e Sascha Bajin, cominciato la scorsa primavera. Ad annunciare la repentina fine della collaborazione è stata la tennista francese tramite un post sul suo profilo Twitter. “Sono molto delusa dalla decisione di Sascha di non continuare il nostro rapporto lavorativo nell’anno prossimo. Mi è piaciuto lavorare insieme a lui, ho ottenuto delle belle vittorie e sento che il mio gioco sta tornando al livello migliore. Penso che ci fossero ancora dei traguardi da raggiungere insieme ma non posso cambiare la sua decisione”, ha scritto Mladenovic.

Dalle sue parole emerge come chiaramente sia stato Bajin a mollarla e non viceversa. Forse l’ex allenatore di Osaka ha già trovato una panchina più stimolante e remunerativa. O forse si vuole prendere una pausa dal circuito. Fatto sta che anche con Mladenovic, in questi pochi mesi, Bajin aveva indiscutibilmente fatto un buon lavoro. La transalpina è infatti rientrata tra le prime 50 al mondo in classifica e in particolare nelle ultime settimane aveva centrato due semifinali a Zhengzhou e Mosca. Staremo a vedere quale sarà la prossima avventura di Bajin e se Mladenovic riuscirà a ripartire con il piede giusto nel 2020 sotto la guida di un nuovo allenatore a questo punto.

 

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