Berrettini tira dritto: vola ai quarti e vede già le "Finals" (Cocchi). Berrettini prenota il volo per Londra (Guerrini). Fognini alla Laver Cup. Sfida tra Europa e il resto del mondo (Il Secolo XIX)

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Berrettini tira dritto: vola ai quarti e vede già le “Finals” (Cocchi). Berrettini prenota il volo per Londra (Guerrini). Fognini alla Laver Cup. Sfida tra Europa e il resto del mondo (Il Secolo XIX)

La rassegna stampa di venerdì 20 settembre 2019

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Berrettini tira dritto: vola ai quarti e vede già le “Finals” (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Il ranking live parla chiaro: numero 8 della Race to London, virtualmente alle Finals di novembre. E vero che la strada è ancora lunga, però Matteo Berrettini, esordendo con una vittoria al 250 di San Pietroburgo, ha virtualmente scavalcato Kei Nishikori che occupava l’ottavo e ultimo posto per il Masters. Troppo forte Matteo per lo spagnolo Carballes Baena, numero 77 del mondo: 88% di punti con la prima, 75% con la seconda, nessuna palla break concessa. Segno che le fatiche americane sono state smaltite. Oggi nei quarti, il romano numero 13 al mondo, affronterà il qualificato bielorusso Egor Gerasimov, numero 119 Atp, che ha eliminato il mancino francese Adrian Mannarino. Sempre a San Pietroburgo si ferma invece Salvatore Caruso, numero 114, sconfitto 6-3 6-4 dal norvegese Casper Ruud, numero 60. A Metz esce di scena anche Lorenzo Sonego, battuto al secondo turno per 6-1 6-4 dal francese Lucas Pouille, 26 Atp, vincitore di questo torneo nel 2016. Fabio Fognini oggi sarà invece tra i protagonisti della Laver Cup a Ginevra insieme a Federer, Nadal e agli altri big europei che sfideranno il Resto del Mondo fino a domenica guidati dai capitani Borg e McEnroe. Camila Giorgi ha conquistato l’accesso ai quarti di Osaka (cemento). La 27enne di Macerata, numero 54 del ranking mondiale, si è sbarazzata per 6-0 6-3, in un’ora e un quarto di partita, della statunitense Sloane Stephens, numero 14. Oggi intorno alle 11 italiane affronterà la belga Elise Mertens, numero 24. Sfuma invece la prima semifinale Wta per Jasmine Paolini a Guangzhou (cemento) battuta da Sofia Kenin (20) per 7-5 6-1.

Berrettini prenota il volo per Londra (Piero Guerrini, Tuttosport)

 

E’ che non siamo abituati. Non ancora, perlomeno. Non è abitudine di un giocatore azzurro vincere sempre da favorito, crescendo partita dopo partita. Matteo Berrettini invece è così, si nutre di sfide e accumula certezze. Ieri, ad esempio ha lasciato 3 giochi allo spagnolo Roberto Carballes Baena nell’Atp 250 di San Pietroburgo, dove debuttava al secondo turno perché n. 3 del tabellone: 6-1 6-2 il risultato finale in nemmeno un’ora di gioco, con soli 6 punti concessi sul proprio servizio. La sicurezza cresce di pari passo con il gusto della sfida. E a suo modo questa vittoria comoda, dimenticabile, può essere storica. Già, Matteo – che è ufficialmente n. 13 – ha superato Kei Nishikori che nella corsa verso Londra e le Atp Finals lo sopravanzava, all’ottavo posto. Ora c’è lui, il ventitreenne di Roma: 2185 punti a 2180. C’è un’altra buona notizia. A Metz è uscito subito uno dei rivali che inseguono, il belga David Goffin. E Matteo può allungare, perché nei quarti del torneo russo trova nel terzo match di oggi il bielorusso Egor Gerasimov, n. 119 Atp tour emerso dalle qualificazioni. C’è poi un orizzonte più importante cui guardare e mirare. E non è soltanto Londra, le Atp Finals, che distano 51 giorni (10-17 novembre) e ancora troppi tornei per illudersi. C’è altro, il primato in Italia. Se Berrettini conquistasse il torneo, aggancerebbe all’ 11° posto mondiale Fabio Fognini. […]

Fognini alla Laver Cup. Sfida tra Europa e il resto del mondo (Il Secolo XIX)

Prima di rituffarsi nel circuito a caccia di punti per le Atp Finals di Londra, è tempo di Laver Cup a Ginevra. La città svizzera ospita da oggi a domenica la 3′ edizione e tra i protagonisti c’è anche Fabio Fognini. Roger Federer è l’artefice dell’evento: una sua idea sviluppata con il management group “Team 8” (dello svizzero e del manager Tony Godsick) . Novità e tradizione, con il nome pesante di Rod Laver come trademark, portando un format simile alla storica Ryder Cup di golf nel mondo del tennis. La prima edizione nel 2017 a Praga, la seconda nel 2018 a Chicago: in entrambi i casi si è imposta la selezione europea. Articolato il regolamento: un team europeo di 6 giocatori (Rafael Nadal, Federer, Dominic Thiem, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas e Fognini) sfida una squadra con 6 tennisti del resto del mondo (John Isner, Milos Raonic, Nick Kyrgios, Taylor Fritz, Denis Shapovalov e Jack Sock). I capitani sono Bjorn Borg per l’Europa e John McEnroe per il team World, a riproporre una delle più iconiche rivalità di ogni epoca. La Laver Cup si svolge su tre giornate, in ognuna tre match di singolare e un doppio a chiudere, al meglio dei tre set con un tiebreak a 10 punti al posto del classico terzo set. Un match vinto al venerdì vale 1 punto; al sabato 2 punti; alla domenica 3 punti. Sono in palio 24 punti, vince la squadra che se ne aggiudica 13. Ogni membro del team deve giocare almeno un match in singolare nei primi due giorni, ma solo due singolari nell’intero weekend. Almeno 4 dei 6 componenti devono giocare un doppio, ma una coppia non può scendere di nuovo in campo, escluso l’eventuale doppio di spareggio alla domenica in caso punteggio sul 12 pari.

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Perde 6-0 6-0 senza fare punti. Ma c’è l’ombra delle scommesse (Lombardo)

La rassegna stampa di mercoledì 11 dicembre 2019

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Perde 6-0 6-0 senza fare punti. Ma c’è l’ombra delle scommesse (Marco Lombardo, Il Giornale)

Lo chiamano Golden Match, ma in questo caso l’unico oro in palio se lo è intascato chissà chi. Il sospetto è questo, quasi una certezza dopo aver visto le immagini del torneo ITF M15 Qatar, in un periodo dell’anno in cui le uniche presenze nel circuito mondiale sono figlie di un tennis minore. L’incontro tra il thailandese Krittin Koaykul e l’ucraino Artem Bahmet è finito 6-0, 6-0 in appena 22 minuti. E la cosa grottesca non è che il secondo non sia riuscito a mettere insieme neanche un punto, ma è come l’ha fatto. Vedere (su internet) per credere. Dunque: alla fine il match è durato quarantotto punti di fila messi a segno da uno che viaggia al numero 1367 della classifica mondiale, ma il problema è che l’altro non si sapeva bene chi fosse. Avete presente i famosi giocatori da circolo? Ecco: molto peggio. Di Bahmet non esiste nessuna traccia negli albi dei tennisti, e visto come gioca non c’è da dubitarne. La domanda però è perché fosse lì. E la risposta sembra facile facile. L’ucraino – a quanto risulta al sito spagnolo Abc – sarebbe in realtà un manager, anche un questo caso non si sa di chi. Di certo c’è che nel tabellone di questo malandato torneo ci fossero ancora dei vuoti, e dunque l’organizzazione ha deciso di mettere in azione i buttadentro: chi arriva primo si iscrive. Bahmet l’ha fatto, e a suo modo è entrato nella storia del tennis. Peccato però che questa favola dello sport al contrario abbia un retrogusto un po’ strano: ci si può ridere, fino a quando non viene il sospetto che dietro a tale assurdità ci sia la mano della criminalità. Sempre ben presente sugli spalti dove nessuno ci può fare caso. E quindi: la prima partita ufficiale di Artem Bahmet finisce un po’ così, per scommessa. E il seguito potrebbe essere ancora peggio.

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Capello)

La rassegna stampa di martedì 10 dicembre 2019

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Enrico Capello, Tuttosport)

Fa bei sogni, Lorenzo Sonego. Ieri il tennista torinese, classe 1995, numero 52 del ranking mondiale, è stato premiato a Torino dall’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) Subalpina, presieduta da Federico Calcagno, come atleta piemontese dell’anno. «Un voto alla mia stagione? Otto – spiega – Non avrei mai creduto di entrare nei 50 al mondo così velocemente (è il n. 46), di vincere un torneo sull’erba ad Antalya, di raggiungere i quarti in un Masters 1000 a Montecarlo e di sfidare il mio idolo, Roger Federer, al Roland Garros. Per il 2020, punto a entrare nei primi 20. Devo lavorare sul rovescio e sulla risposta e fare tanta esperienza ad alto livello contro i più forti per imparare a gestire le situazioni dei match e a crearmi una mia identità di gioco». Sonego, che inizierà l’anno con i tornei di Doha e Auckland, ha tre grandi obiettivi sul medio periodo. «Sono ambizioso. Vorrei giocare almeno un’edizione delle ATP Finals a Torino e provare a vincere gli Internazionali d’Italia, perché anche se servizio e dritto mi aiutano sul veloce la mia superficie resta la terra, e la Coppa Davis. Con Berrettini, Fognini e Cecchinato siamo una nazionale forte e completa, solo la Spagna, secondo me, oggi ci è superiore. L’anno prossimo spero sia quello buono per l’insalatiera anche se questa formula concentrata in una settimana non mi piace. Non c’è pubblico e i ritmi forsennati danneggiano noi atleti e lo spettacolo. Qualcosa andrà cambiato» […]

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Vassallo)

La rassegna stampa di domenica 8 dicembre 2019

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Elisabetta Vassallo, Il Secolo XIX)

Per l’ennesima volta le ragazze del Tennis Club Genova arrivano alla finale scudetto e mancano il bersaglio per un soffio. La gara si è svolta a Lucca in due giornate e il team ligure sembrava essere ormai a un passo dal tricolore quando la situazione si è capovolta in favore delle «solite rivali» come il presidente del TC Giovanni Mondini ha definito il TC Prato, ritirando il trofeo del secondo posto. A decidere la sconfitta delle genovesi è stato il long tie break del doppio di spareggio, terminato 10 a 6 per le toscane. Le liguri erano state avanti 5 a 2, poi all’improvviso la situazione si è capovolta, complici alcuni errori sotto rete. Liudmila Samsonova e Alberta Brianti hanno così ceduto a Martina Trevisan e a Kristina Kucova. La competizione tra il TC Genova e il TC Prato era iniziata nel pomeriggio di venerdì quando si sono disputati due incontri: Alberta Brianti ha affrontato Lucrezia Stefanini e dopo due ore e venti minuti di lotta la biancorossa ha ceduto al terzo set 3-6 6-2 5-7. E’ toccato allora alla russa-genovese Liudmila Samsonova (21 anni, 135 Wta) portare il punto dell’1-1 battendo 6-4 6-2 la slovacca Kucova (176 Wta). Le altre partite sono state giocate ieri sino alle 9 di sera e tutte sono state lottate sino all’ultimo. Lucia Bronzetti del TC Genova ha tenuto testa per oltre due ore a Martina Trevisan (157 Wta) prima di arrendersi 4-6 6-4 4-6. Nel pomeriggio, sul 2 a 1 per le toscane, è sceso in campo il doppio: Brianti-Samsonova contro Stefanini-Trevisan. Dopo un set pari, nel long tiebreak il TC Genova è finito sotto 2 a 5, ma punto dopo punto le biancorosse sono riuscite a risalire sino a chiudere 10 a 7. Tutto da rifare: lo scudetto è stato deciso dal doppio di spareggio iniziato poco dopo le 19 con schierata ancora Brianti, 39 anni, che aveva già giocato 4 ore, insieme a Samsonova. Prato ha sostituito Stefanini con Kucova e ha conquistato il sesto scudetto.

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