Firenze Tennis Cup: semifinali senza italiani, Brancaccio si arrende a Kohlschreiber

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Firenze Tennis Cup: semifinali senza italiani, Brancaccio si arrende a Kohlschreiber

Safwat in grande fiducia. L’egiziano ha conquistato l’accesso a Tokyo 2020 vincendo gli All Africa Games. A Firenze batte Haase in rimonta e trova Trungelliti. Kohlschreiber se la vedrà con Pedro Sousa

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Philipp Kohlschreiber - Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

Il sostantivo corretto per inquadrare Mohamed Safwat è “personalità”. Si tratta di un personaggio affascinante, capace di vincere i tanti vincoli burocratici che mettono in difficoltà gli sportivi egizioni, a partire dal “travel permit” che consente di viaggiare all’estero. Oggi c’è meno burocrazia, anche se Safwat è costretto a pianificare con un certo anticipo la sua programmazione. Numero 244 ATP, ha colto alla Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti (46.600€, terra) la seconda semifinale del 2019 dopo quella di cinque mesi fa a Barletta. Ha superato, in rimonta, il favorito Robin Haase. Perso il primo set, ha dominato il secondo e il terzo chiudendo 4-6 6-1 6-2. “Ho giocato più o meno allo stesso modo per tutta la partita, ma nel primo ho commesso troppi errori – dice Safwat – soprattutto quando dovevo attaccare o avevo in mano lo scambio. Però avevo fiducia nel mio piano, ho provato a tenere la palla in campo e gli errori del primo set si sono trasformati in colpi vincenti.

Con un best ranking al n.163, da qualche anno Safwat veleggia più o meno nelle stesse posizioni di classifica. Considerando la sua età (29 anni compiuti la settimana scorsa) viene da chiedergli se pensa di poter effettuare un importante salto di qualità. “Sono contento dei progressi effettuati quest’anno – dice convinto – ho sentito un click e devo solo aspettare che tutti i fattori si mettano insieme nello stesso momento. In quel momento, il ranking prenderà forma. In realtà la classifica è soltanto un numero soggetto ad alti e bassi: sono stato 160, oggi sono 240 ma gioco gli stessi tornei e affronto gli stessi giocatori. È questione di azzeccare 1-2 tornei, ma non penso a chiudere l’anno tra i primi 100 o tra i primi 50, bensì a colmare il gap con chi mi sta davanti. Il tennis è molto equilibrato: per esempio, a Firenze non ci sono quasi più teste di serie. Più in generale sono contento perché ho imparato tante cose e ne ho sviluppate altrettante”.

Mohamed Safwat – Firenze Tennis Cup 2019 (foto Francesco Peluso)

LA PSICOLOGA E GLI ALL AFRICA GAMES – Da un paio d’anni collabora con l’ex top-20 austriaco Gilbert Schaller, mentre a Firenze è accompagnato da una psicologa, figura molto importante nella sua crescita. Per uno che ha viaggiato in solitudine a decine di tornei, è un bel vantaggio: “Assolutamente. Lavoro da 2 anni con Schaller e da 3 con la psicologa, e averli accanto ai tornei mi aiuta a capire meglio cosa sto sbagliando, gli aspetti da correggere, osservare gli avversari… penso che sia bello avere accanto persone di cui mi fido e che credono in me, indipendentemente da come vanno le cose. Per esempio, ieri lei mi ha incitato nel modo giusto dopo aver perso il secondo set contro Rola. Sono piccole cose, ma aiutano”.

A proposito di aiuti, Safwat ha spesso avuto problemi sul piano finanziario. Lo scorso anno aveva raccontato di essere stato costretto a comprarsi le racchette di tasca propria. Oggi le cose sono migliorate, peraltro con vista sulle Olimpiadi di Tokyo 2020. “Intanto ho raggiunto un accordo con Prince, che mi fornisce racchette e corde – dice con soddisfazione – inoltre, qualche settimana fa ho vinto gli All Africa Games che mi hanno garantito la qualificazione per le Olimpiadi. Questo significa che il governo mi darà una mano, inserendomi nel programma di finanziamento pubblico per le Olimpiadi. Da parte mia, cerco di guadagnare il più possibile anche partecipando alle gare a squadre. Insomma, le cose vanno decisamente meglio rispetto a qualche anno fa”.

NESSUN PROBLEMA CON LA TIU –Lo scorso maggio, la Tennis Integrity Unit aveva diffuso un comunicato riguardante Safwat, in cui lo riteneva colpevole per la mancata denuncia di un tentativo di corruzione a un torneo in Egitto nel 2015. Tuttavia gli hanno sospeso la squalifica e ridotto la sanzione pecuniaria dell’80% (dei 5.000 dollari originari, ne ha dovuti pagare soltanto 1.000). “È una faccenda un po’ complicata, non posso parlarne. Posso dire che è stato tutto molto tranquillo e c’è stato un fraintendimento. Non è successo niente e non ho fatto niente di male: onestamente non posso dare informazioni riservate perché ce ne sono altre sotto investigazione”. Nella sua permanenza fiorentina, non ha ancora avuto il tempo di visitare la città. “Sono arrivato sabato sera, domenica mi volevo allenare ma le cattive condizioni del tempo hanno complicato le cose, infine ho giocato tutti i giorni e ho finito tardi. A fine programma torno in hotel e la mia priorità e organizzare il giorno successivo. Speriamo di trovare il tempo”.

 

TRUNGELLITI VINCE LA MARATONA –In semifinale se la vedrà con Marco Trungelliti. Accompagnato dalla sua famiglia, l’argentino ha vinto un match duro e spettacolare contro lo spagnolo Mario Vilella Martinez. Dopo la maratona contro Lorenzi, ne ha giocata un’altra di 2 ore e 42 minuti contro lo spagnolo per chiudere col punteggio di 4-6 6-3 7-6. Ha avuto bisogno di giocare 24 punti nel tie-break decisivo per spuntarla, al quinto matchpoint, dopo averne annullati due al 24enne di Elche. Lo spagnolo gioca un tennis molto fisico, fondato su un dritto molto potente, mentre il tennis di Trungelliti è più vario, con parecchie soluzioni. Ne è venuto fuori un incrocio spettacolare. In realtà, il terzo set è stato pieno di paure. Entrambi hanno cancellato alcune palle break prima di giocarsi tutto al “jeu decisif”.

Marco Trungelliti – Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

Vilella è scappato 3-0, poi ha commesso qualche errore che ha permesso a Trungelliti di tornare in partita. Sul 6-5, l’argentino è stato il primo ad avere matchpoint e ha messo in corridoio un passante non impossibile, mentre i seguenti matchpoint sono stati tutti ben giocati da chi lI doveva annullare. Alla fine, il primo a cedere è stato Vilella e Trungelliti raccoglie punti importanti, poiché a breve gli scadranno i punti della finale giocata proprio a Firenze lo scorso anno. È una buona notizia per il torneo, perché si tratta di un giocatore in grado di offrire notevole spettacolo, con il frequente utilizzo della palla corta e diverse soluzioni tattiche.

KOHLSCHREIBER TIENE A DISTANZA BRANCACCIO – È terminata nei quarti l’avventura di Raul Brancaccio, ultimo italiano in gara. Il ragazzo di Torre Del Greco (ma dal tennis di chiara estrazione spagnola) ha colto a Firenze il miglior risultato in carriera, i quarti di finale in un ATP Challenger dopo i terzi turni raccolti a Rennes, Bergamo, Marbella, Murcia, Parma e Recanati. Non aveva mai giocato contro un avversario così forte ed esperto, e contro Kohlschreiber si è visto. Non tanto sul piano tecnico, perché nel primo set ha tenuto duro, ma è emersa la scarsa abitudine a fronteggiare certi giocatori in un contesto agonistico. È finita 6-4 6-1 per il tedesco, che ha sconfitto il terzo italiano in tre match.

Per adesso, Kohlschreiber è troppo superiore a Brancaccio: ha avuto qualche problema solo nel decimo game del primo set, quando si è trovato 0-30 sul servizio del tedesco. Persi quattro punti di fila, si è un po’ disunito e il match è filato via rapido per il tedesco, a cui è bastata una semplice velocità di crociera per tenere a distanza l’azzurro. Con ancora un paio di mesi da giocare, Brancaccio può essere contento della sua prima vera stagione nel circuito Challenger, in cui ha intascato un buon numero di vittorie. I margini di crescita ci sono. Per un posto in semifinale, il tedesco de la vedrà con Pedro Sousa, “animale” da Challenger. Il portoghese si è un po’ complicato la vita contro Kimmer Coppejans: avanti 6-2 5-0, ha bruciato cinque matchpoint e si è trovato a giocare il tie-break. L’ha comunqu spuntata, e per “Kohli” sarà un test probante per capire se il tedesco sta davvero tornando quello di un tempo.

Pedro Sousa – Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

SUPER SATURDAY A FIRENZE: SI PARTE ALLE 13 – Sarà un sabato decisamente intenso alla Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti. Non solo le semifinali del singolare, ma anche quelle del doppio e la successiva finale. Si parte alle 13 con Trungelliti-Safwat, match a sorpresa tra due giocatori non compresi tra le teste di serie. Tra i due c’è un precedente, giocato nel 2016 al Challenger di Marburg, in Germania. Si impose l’argentino in tre set (4-6 6-3 6-4 lo score). Per entrambi è una buona occasione: in palio c’è la prima finale stagionale. Non prima delle 15.30, la stella Philipp Kohlschreiber se la vedrà con Pedro Sousa, giocatore molto esperto e competitivo a questi livelli. In carriera ha vinto sette Challenger, gli ultimi due quest’anno a Blois e Meerbusch.

Avendo frequentato tornei ben diversi, non sorprende che tra i due non ci siano precedenti. Il campo Grandstand sarà dedicato ai doppi: le semifinali scatteranno alle 15. Poi, dopo un adeguato riposo (ma non prima delle 17) si assegnerà il titolo. Al contrario, la finale del singolare è prevista domenica alle 15.30. Per la cronaca, la giornata di venerdì è terminata alle 23.18 a causa degli impegni in doppio di alcuni giocatori ancora in gara in singolare, il che ha inevitabilmente protratto il programma. L’ultimo match ha visto la vittoria di Martinez-Granollers contro Coppejans-Martos Gornes. Avanti 6-0 4-0, gli spagnoli si sono fatti riprendere e per poco non perdevano il secondo set.  

Ufficio Stampa Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti

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Il tabellone di Praga: Giorgi e Paolini possono incontrarsi al secondo turno. C’è Halep

In Repubblica Ceca torna in campo la numero 2 del mondo, che esordirà contro Polona Hercog. Giorgi sceglierà di partecipare?

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Simona Halep - Roland Garros 2018 (foto @Gianni Ciaccia)

Il Prague Open, secondo torneo femminile di questa ‘nuova’ fase della stagione, è pronto a cominciare in una settimana che vedrà lo svolgimento di un altro WTA International – il Top Seed Open di Lexington.

A Praga rivedremo in campo Simona Halep oltre ad alcune giocatrici che hanno già esordito a Palermo, tra cui Martic, Yastremska, Siegemund e le italiane Jasmine Paolini e Camila Giorgi; quest’ultima è ancora in gioco nel torneo siciliano e in semifinale è opposta a Fiona Ferro (anche lei è iscritta al torneo di Praga). Nel primo pomeriggio è stato sorteggiato il tabellone principale ed è iniziato il torneo di qualificazione, dal quale è stata eliminata l’unica italiana presente, Giulia Gatto-Monticone.

Di seguito gli accoppiamenti del main draw:

 

Giorgi e Paolini, rientrate nel taglio a seguito di alcune defezioni, cominceranno il torneo rispettivamente contro una qualificata e contro Elise Mertens; per Jasmine si tratta chiaramente di un incrocio molto complicato, poiché la belga è la terza testa di serie del torneo, ma in caso di doppia vittoria le italiane si incontrerebbero al secondo turno.

Simona Halep indosserà la casacca di favorita e inizierà contro Polona Hercog, per poi affrontare eventualmente una tra la connazionale Tig e Krejcikova. Dalla parte opposta del tabellone c’è Petra Martic, eliminata in semifinale a Palermo in una partita durante la quale ha accusato un fastidio alla coscia che potrebbe anche compromettere la sua presenza in Repubblica Ceca. Qualche dubbio pende anche dalla parte di Camila Giorgi, che come detto è ancora in gioco a Palermo.

Quattro le giocatrici di casa presente in tabellone, tra cui la giovanissima Linda Fruhvirtova, che di recente abbiamo visto in campo da Mouratoglou. La quindicenne affronterà la connazionale Krystina Pliskova.

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Spadafora punge Binaghi (senza nominarlo): “Furbetto chi convoca le elezioni prima della nuova legge…”

In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, il ministro difende il suo Testo Unico, ancora in attesa di approvazione: “La legge è assediata da chi teme di perdere potere. Finalmente si cambia un sistema fermo da decenni”

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Il sesto mandato di Angelo Binaghi è ormai solo una formalità, poiché sarà l’unico candidato presidente dell’assemblea elettiva del 12 settembre che si terrà presso il Parco del Foro Italico. Sarà così soprattutto in virtù dei colloqui piuttosto infruttuosi del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora con le parti politiche, che stanno ostacolando il processo di approvazione del suo Testo Unico per lo Sport. Un testo che avrebbe dovuto inserire un limite rigido di tre mandati per i presidenti federali, e che invece con ogni probabilità non verrà approvato prima della rielezione di Binaghi.

Una scelta, quella di convocare in tutta fretta l’assemblea elettiva, che Vincenzo Spadafora ha velatamente criticato in un intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Quando gli viene fatto notare che il suo tentativo di inserire il limite dei tre mandati (che non sarebbe retroattivo) sembra di fatto un mero sfoggio muscolare, risponde così: “La prova muscolare, anzi furbetta, è di chi convoca le elezioni prima che la legge entri in vigore per evitare la fine del proprio regno“. Non c’è il nome di Angelo Binaghi accanto all’accusa, ma chiaramente è uno dei destinatari.

La legge è assediata da chi teme di perdere potere, accerchiata da chi pensa alla propria poltrona. Invece che agli aggettivi, penso ad un avverbio: finalmente. Finalmente stiamo per dare al mondo dello sport una governance chiara, finalmente si cambia un sistema fermo da decenni” si difende Spadafora, che deve fare i conti anche con un problema di carattere temporale. La delega del Governo per riordinare le competenze di CONI e Sport e Salute, e più in generale per procedere con il riassetto dello sport italiano, scade il 31 agosto – dodici mesi dopo l’entrata in vigore della legge che ha stabilito questa finestra temporale. Da settembre si entrerebbe in un territorio inesplorato, e con ogni probabilità servirebbe un nuovo intervento legislativo per giustificare l’esigenza di una riforma dello Sport.

 

Spadafora ha ammesso di aver tentato di ‘restituire’ questa delega ricevendo il diniego del Premier Conte. Ma il percorso di approvazione del suo Testo Unico è assai dissestato: i presidenti federali costituiscono una opposizione compatta e Malagò, presidente del CONI, continua ad agitare lo spauracchio dell’intervento del CIO: “Si sta scherzando con il fuoco. Se dovesse cadere la legge delega sulla riforma dello sport, le conseguenze con il CIO in termini di sanzioni saranno sicure e immediate“. I rischi, già paventati negli scorsi mesi, potrebbero riguardare la partecipazione del contingente italiano alle Olimpiadi di Tokyo e l’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Per Spadafora questo rischio non esiste: “A parte che onoreremo gli impegni presi, ma a lei sembra credibile che all’Italia venga tolta la bandiera, come è successo in passato solo in situazioni estreme? A me, onestamente no“.

Oltre al tempo che corre, l’altro punto critico della riforma di Spadafora sembra essere la difficoltà di trovare il giusto equilibrio tra le competenze di CONI, Sport e Salute e del nuovo Dipartimento Sport del ministero, che per qualcuno potrebbe finire per rappresentare una ingerenza eccessiva della politica nel mondo dello sport. All’interno di questa linea di pensiero avversa all’operato del governo, trova spazio anche la critica per la candidatura della sindacata di Torino, Chiara Appendino, al consiglio della Federtennis. “La sindaca Appendino non si candida alla presidenza, le incompatibilità valgono per i presidenti” si difende Spadafora.

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Zverev conferma Ferrer come coach fino alla fine del 2020

Il periodo di prova si è concluso con successo. Lo spagnolo seguirà Sascha per tutta la stagione

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Alexander Zverev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

A inizio luglio, Alexander Zverev aveva deciso di assumere in prova David Ferrer come suo coach. Il primo impatto deve essere stato molto positivo perché Sascha ha deciso di estendere la collaborazione con l’ex numero 3 del mondo fino alla fine del 2020. “Quando alcune settimane fa stavo cercando un altro membro per il mio team, continuavo a pensare alla professionalità di David, alla sua capacità di spremere molto dal suo fisico e dal suo gioco“, ha dichiarato Zverev ai media tedeschi. “È stato subito evidente che i nostri obiettivi e le nostre personalità combaciavano. Sono un giocatore che ha bisogno di ripetizione. In questo, David è perfetto“.

Ferrer, che proprio contro Zverev ha concluso la propria carriera a Madrid nel 2019, affiancherà il padre di Sascha, da sempre coach insostituibile del tedesco.

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