Rissa in tribuna a Pechino: la WTA espelle dal torneo un ospite del team Zhang

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Rissa in tribuna a Pechino: la WTA espelle dal torneo un ospite del team Zhang

Ritirato l’accredito allo spettatore protagonista del video diffuso su Twitter, al seguito del padre della giocatrice cinese: la tensione è esplosa dopo il KO contro Kerber

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Una nota ufficiale della WTA ha risolto il giallo nato della rissa scoppiata in tribuna a Pechino. A seguito delle investigazioni – agevolate da un video iper cliccato sui social – si è arrivati a riconoscere il protagonista del momento spiacevole in un ospite del padre di Shuai Zhang, che ha assistito al match di primo turno perso dalla tennista di casa al terzo set contro Angelique Kerber. Secondo alcune ricostruzioni, pare l’uomo abbia avuto un alterco, sfociato poi in atti violenti, con alcuni sostenitori della tedesca seduti nelle vicinanze. La WTA, in ogni caso, ha fatto sapere come gli sia stato ritirato l’accredito, impedendogli l’accesso allo stadio per il resto della settimana.

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Al Roland Garros si giocherà con palle Wilson dal 2020

Dalla prossima stagione l’azienda di Chicago sarà partner di due tornei dello Slam nel calendario tennistico

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Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros cambierà le palle da gioco dalla prossima stagione. Dopo la lunga collaborazione con Babolat, dal 2020 sarà Wilson a fornire le palline allo Slam parigino. Lo ha annunciato la Federazione francese, la FFT, in un comunicato in cui rende nota la nova partnership che che durerà per le prossime cinque stagioni. L’azienda statunitense con sede a Chicago ora collaborerà con due Slam su quattro, dal momento che fornisce da anni le palline dello US Open. Chissà se sentirà il cambiamento Rafa Nadal, dodici volte campione e probabilmente l’uomo da battere anche nella prossima edizione.

L’azienda inoltre porterà anche il suo rinnovato team di incordatori al servizio dei partecipanti all’evento del prossimo giugno. La Federazione Francese e Wilson, oltre a fornire materiale tecnico dedicato al torneo, collaboreranno anche al di fuori dei campi del Roland Garros. Oltre a produrre la “pallina ufficiale” del torneo, il brand statunitense collaborerà accanto alla FFT in numerosi progetti che hanno l’obiettivo di promuovere il tennis su più livelli.

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ATP Finals, il programma di giovedì: alle 21 la super sfida tra Djokovic e Federer

Berrettini in campo alle 15: l’azzurro, già eliminato, proverà a vincere almeno una partita contro Thiem, già sicuro della semifinale. Nole e Roger si giocano la qualificazione in un match da dentro o fuori

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Novak Djokovic e Roger Federer - Wimbledon 2015 (foto @Gianni Ciaccia)

La giornata di giovedì regalerà spettacolo agli appassionati di tennis. Alle 15, Matteo Berrettini tenterà di chiudere la sua prima esperienza alle ATP Finals con una vittoria in saccoccia. Dall’altra parte della rete troverà Dominic Thiem, già certo del primo posto nel girone e che dunque potrebbe concedere qualcosina al tennista azzurro.

Il match del giorno è però quello che alle 21 vedrà affrontarsi Novak Djokovic e Roger Federer. Entrambi sono costretti a vincere per poter accedere alle semifinali e questo dà all’incontro un contorno da “quarto di finale” che spingerà i due a dare il massimo sul campo.

Situazione analoga per quanto riguarda il doppio. Klaasen e Venus si sono infatti già assicurati la vittoria del girone e sfideranno alle 19 Dodig e Polasek, già eliminati. Decisivo invece l’incontro delle 13 tra Kubot/Melo e Ram/Salisbury.

Il programma completo di giovedì 14 (orari italiani)

ore 13: [2] L. Kubot/ M. Melo vs [4] R. Ram vs J. Salisbury
ore 15: [5] D. Thiem vs [8] M. Berrettini
ore 19: [5] R. Klaasen/ M. Venus vs [8] I. Dodig/ F. Polasek
ore 21: [2] N. Djokovic vs [3] R. Federer

Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Murray e la cioccolata galeotta: “Non sono mai stato così grasso”

Dopo la vittoria ad Anversa, Andy si è lasciato un po’ andare e ha preso peso. Il pensiero di poter ingrassare come Lendl lo ha però riportato subito sulla retta via: “Mi ucciderà per averlo detto, ma non voglio finire come Ivan”

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Andy Murray - Pechino 2019 (via Instagram, @atptour)

Come ha festeggiato la vittoria del titolo ad Anversa, il primo dopo l’intervento di ricostruzione dell’anca, il buon Andy Murray? La risposta è divano e tanta cioccolata, forse pure troppa. “Non ho fatto letteralmente niente per dodici giorni. Ho raggiunto il maggior peso della mia carriera probabilmente. Ero 88,5 kg e di solito peso 84“, ha ammesso lo scozzese una settimana prima dell’inizio della Coppa Davis, ultimo impegno stagionale per lui.

Niente di cui preoccuparsi tuttavia. Murray ha infatti limato gli etti di troppo tornando ad allenarsi e mostrandosi in buona forma ad un evento del suo sponsor tecnico, Castore. Molto simpatica la motivazione extra che lo ha spinto a mettere da parte i dolci e a recuperare rapidamente il proprio peso forma, ovvero la prospettiva di ingrassare come il suo ex coach Ivan Lendl. “Probabilmente mi ucciderà per aver detto questa cosa, ma ho sempre dichiarato di non voler finire come Ivan“, ha scherzato Murray. “Quando giocava, era in gran forma e molto magro. Quando si è fermato, le cose sono precipitate e vorrei evitarlo“.

Il peso non è però stato il cambiamento più significativo in casa Murray. Andy e sua moglie Kim hanno infatti dato il benvenuto al loro terzogenito, Teddy. Il piccoletto si è unito alle sorelle maggiori Sophia, tre anni, e Edie, due. “È bello. Sono molto impegnato. Abbiamo tre bambini sotto i quattro anni e due cani, quindi bisogna avere gli occhi aperti tutto il tempo. Lui dorme bene ed è in perfetta salute“. A differenza di Federer che si sposta sempre insieme alla numerosa famiglia, difficilmente i Murray viaggiano in gruppo. Le figlie non hanno ancora la pazienza e l’interesse di stare sedute ore a guardare il padre giocare.

Le esperienze con il jet lag inoltre non sono state molto buone: “Siamo tornati a casa prima del previsto dopo gli Australian Open 2017 e per i primi otto giorni non mi è piaciuto molto dover provare a svegliare mia figlia in pieno giorno. Era completamente fuori fase e abbiamo deciso che non avremmo più fatto fare loro viaggi così lunghi perché non è un bene per loro“.

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