Fognini formato Finals a Shanghai, cadono Cecchinato e Sonego

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Fognini formato Finals a Shanghai, cadono Cecchinato e Sonego

Il n.1 d’Italia comincia col piede giusto. Querrey abbattuto, il sogno Londra continua. Ora attende Murray o Londero. Il siciliano cede in due set ad un Paire scatenato. Sonego si arrende solo al terzo a Monfils

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Fabio Fognini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

È una bella versione di Fabio Fognini quella che si presenta allo Shanghai Rolex Masters. Solida e spettacolare allo stesso tempo. Una versione da ATP Finals, l’obbiettivo dichiarato per questo suo finale di stagione, quello che non ha mai raggiunto nella sua carriera. Il giocatore ligure non si è fatto alcun problema a rovinare il 32esimo compleanno del bombardiere statunitense Sam Querrey, ex n.11 della classifica mondiale, battendolo con il netto punteggio di 6-4 6-2 in poco più di un’ora di gioco.

Fabio è stato in particolare bravo a mettere in luce la scarsa mobilità dell’avversario, sbattendolo a destra e sinistra. Al prossimo turno però la stessa tattica potrebbe rivelarsi ben meno efficace con l’ex n.1 al mondo Andy Murray, che deve ancora però superare l’ostico argentino Juan Ignacio Londero all’esordio. Meno bene è andata invece a Lorenzo Sonego (autore comunque di un ottimo match contro Gael Monfils) e a Marco Cecchinato, piegato per 6-2 7-5 dal transalpino Benoit Paire. Al siciliano questa sconfitta costerà la perdita di altro terreno nel ranking ATP, dato che l’anno scorso in questo torneo aveva raggiunto il terzo turno. 

FOGNINI VS QUERREYIl match comincia con una serie di game estremamente interlocutori. Scambi ridotti all’osso con entrambi i giocatori che cercano di essere aggressivi alla prima occasione. Oltre a commettere qualche forzato di troppo, Querrey non riesce a sfruttare la sua arma principale, ovvero il servizio, mettendo in campo un’irrisoria percentuale di prime. Sul 2 pari, ne approfitta Fognini, insidiando per la prima volta il suo turno di battuta. Lo statunitense annulla la prima palla break con un dritto all’incrocio delle righe e la seconda con una palla corta tanto improbabile quanto chirurgica. Sulla terza però affossa il dritto in rete, lasciando scappare via nel punteggio il ligure.

Fabio ora gioca in maniera più sciolta, limitando il numero degli errori e piazzando alcuni notevolissimi traccianti di dritto. Il n.1 d’Italia potrebbe portare a casa il parziale già in risposta sul 5 a 3 ma una cattiva valutazione su un servizio di Querrey glielo impedisce. Poco male perché con la battuta a disposizione il 32enne talento di Arma di Taggia, chiude il primo set per 6-4.

Fognini è padrone del campo e appena si comincia a scambiare riesce a mettere in luce gli spostamenti bradipeschi del californiano. Arriva così nel game d’apertura del secondo parziale un altro break che indirizza la partita decisamente nei suoi binari. L’azzurro gioca in maniera brillante, mostrando la sua celeberrima fluidità e completezza. Dall’altra parte della rete Querrey evidenzia i sintomi del tennista con poche partite (e vittorie) nelle gambe e nella testa: la copertura del campo è assolutamente rivedibile e il piano di gioco disordinato. Avanti 4 a 2, Fabio gira il coltello nella piaga, andando ancora a strappargli il servizio di modo da servire per il match. Con un ace, il ligure chiude la contesa dopo poco più di un’ora di gioco con un ace il quarto della sua partita. A dimostrazione di una buona performance, Fabio conclude l’incontro con un saldo positivo tra vincenti e gratuiti (19-17) e con un eccellente 87 per cento di punti sulla prima. 

CECCHINATO VS PAIRE – Come detto è arrivata invece un’altra sconfitta per Cecchinato, la 26esima di questo difficilissimo 2019, dopo le due vittorie nelle qualificazioni. A batterlo questa volta è stato Benoit Paire, che invece continua ad aggiungere successi alla sua miglior stagione in carriera. Primo set tutto appannaggio del funambolico francese che ottiene due break, nel quinto e nel settimo gioco. C’è più equilibrio nel secondo parziale, in cui i due tennisti tengono con agio i rispettivi turni di servizio. È fatale per Marco il break subito sul 5 pari che porta Paire a servire per il match. Al prossimo turno, l’avignonese sfiderà il georgiano Nikoloz Basilashvili, che ha superato in rimonta 4-6 6-1 6-3 il moldavo Radu Albot.

MONFILS VS SONEGO – Il primo set è piuttosto equilibrato e impostato secondo i servizi. Sonego, piuttosto centrato sin dall’inizio del match, annulla una palla break nel quinto gioco e una nel nono e riesce finalmente a rendersi pericoloso in risposta sul 5-4 in suo favore. Sulla palla break, che poi è anche un set point, non riesce però a controllare una difficile volée in allungo su un ottimo passante di Monfils. Il francese, piuttosto sornione fino ad allora, alza il livello di concentrazione e strappa la battuta a Sonego nel gioco successivo. Lorenzo prova a recuperare, ma dallo 0-30 Monfils è impeccabile. Sull’errore di dritto che chiude il set arriva un piccolo gesto di stizza da parte dell’azzurro probabilmente per la chance non sfruttata qualche gioco prima.

Il secondo parziale si sviluppa più o meno sugli stessi binari del primo. I servizi dettano legge fino al tiebreak, con il solo Sonego costretto a salvare una palla break nel quinto gioco. A questo punto accade l’inaspettato: Monfils, fino a quel momento in pieno controllo, si addormenta e gioca un tiebreak inguardabile. Sonego ringrazia e, giocando in maniera molto ordinata, vince 7-1 e pareggia il conto dei set. Il parziale decisivo si decide tra il settimo e l’ottavo gioco: il francese prima annulla una pericolosa palla break, poi strappa a zero la battuta all’azzurro. Al servizio per chiudere il match, Monfils non trema e si guadagna il secondo turno contro Hubert Hurkacz. Finisce 7-5 6-7 6-3 per il francese: qualche rimpianto per Sonego, ma bravo Monfils ad alzare il livello nelle fasi decisive dell’incontro.

Ha collaborato Lorenzo Colle

Il tabellone completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Finalmente Shapovalov! A Stoccolma il primo titolo

Il canadese gioca un’ottima partita e regola Krajinovic in due set. Da lunedì sarà numero 27 (+7 posizioni)

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[4] D. Shapovalov b. F. Krajinovic 6-4 6-4

E alla fine arriva Shapo. A Stoccolma, Denis Shapovalov riesce a sbloccarsi e a vincere il primo titolo della sua carriera. Una carriera che sembrava poter esplodere nel 2017 quando il giovane canadese superò Rafael Nadal a Montreal, arrivando fino alle semifinali. Da lì in poi però ci sono stati moltissimi alti e bassi per Denis, con una preponderanza dei bassi e un’irruenza tennistica che sembrava ostacolarlo non poco.

Nella partita odierna contro Filip Krajinovic invece, Shapovalov è riuscito a imbrigliare la sua esuberanza, traendo il meglio dai suoi fantastici fondamentali senza strafare. Ottima la prestazione al servizio (93% di punti vinti con la prima e 16 ace) e ancora migliore quella in risposta con Krajinovic quasi sempre costretto a partire sotto pressione nello scambio.

 

Il primo set si chiude col punteggio di 6-3, frutto del break ottenuto da Shapo già nel terzo game, ma sarebbe potuto terminare anche con un punteggio più rotondo. Il canadese, scioltissimo, arriva a palla break in tutti i successivi turni di servizio di Krajinovic, che però fa buona guardia, annullando anche un set point sul 5-3. Nulla può però nel game successivo, vinto con autorità da Shapovalov.

Nel secondo parziale, Krajinovic riesce a tenere con più continuità le bordate di Shapovalov e addirittura si affaccia a palla break nel quarto gioco, senza però riuscire a convertirla. Denis allora torna a sbracciare con il rovescio e nel gioco successivo torna a farsi pericoloso sul servizio di Krajinovic, ancora costretto a fare gli straordinari. Il serbo salva tre palle break, ma l’impressione è che il braccio di Shapovalov sia tornato a frullare su ritmi troppo alti. Il canadese continua a rispondere tanto e bene e si prende il break decisivo nel nono gioco. Sull’ultimo rovescio messo in rete da Krajinovic, Shapovalov è libero di gridare a pieni polmoni la gioia per il primo titolo ATP.

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A Mosca si parla solo russo, Rublev stende Mannarino e succede a Khachanov

Finale senza storia in Russia, il beniamino di casa schianta il francese e conquista il secondo titolo in carriera. Best Ranking per lui al N.22

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[6] A. Rublev b. [7] A. Mannarino 6-4 6-0

Primo incrocio in carriera tra Andrej Rublev e Adrian Mannarino e secondo trionfo in carriera a livello ATP per Rublev, ed è sicuramente quello più dolce. Il tennista russo ha vinto il torneo di casa sua, Mosca, in una partita senza storia sin dalle prime battute.

Lo sfidante, il francese Adrian Mannarino già finalista qui nel 2018, non è riuscito ad opporre resistenza al tennis rude ma potente ed efficace di Rublev, capace di brekkarlo “a freddo” in avvio di match e di non voltarsi mai indietro. Il servizio sin da subito è stato la chiave tecnica del match, con il russo praticamente inattaccabile nei turni di servizio e con una sola palla break fronteggiata in tutta la partita, sul 3-2. Scampato il pericolo il francese non ha mai avuto modo di essere incisivo in risposta e si è limitato a tenere il servizio senza scossoni fino alla chiusura decisiva del set di Rublev.

Alla ripresa però Mannarino non c’è più in campo, e se prima il problema era la risposta ora anche il servizio manca all’appello. Nonostante il 57% di prime in campo, il 2/14 totale di punti al servizio di Mannarino nel secondo set spiega bene il perché dei tre break consecutivi e Rublev si limita a servire alla perfezione, con un 100% di punti vinti con la prima, ed a quel punto il bagel è la naturale conclusione del match.

 

Grande soddisfazione per Rublev che corona con un titolo la sua annata positiva e lunedì si isserà al best ranking di 22 del mondo. Continua invece lo scarso feeling di Adrian Mannarino con le finali. Nonostante si sia sbloccato con la vittoria a s’Hertogenbosch quest’anno, è l’ottava finale persa su nove . Entrambi da domani saranno di scena a Vienna, Mannarino contro Sam Querrey e Rublev in una sfida Next Gen contro Auger-Aliassime.

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Giorgio Di Maio

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Per Murray stavolta le lacrime sono di gioia: clamorosa rimonta e titolo ad Anversa

Andy completa la favola dopo un set e mezzo sott’acqua. Wawrinka spreca troppe occasioni e alla fine cede al carattere e alla volontà dell’ex N.1 del mondo

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[PR] A. Murray b. [4/WC] S. Wawrinka 3-6 6-4 6-4

Dopo tutto quello che ho passato, è una delle vittorie più belle della mia carriera“. Basterebbe questo per riassumere una memorabile finale di un torneo che sulla carta doveva essere un semplice ATP 250 utile per raccattare gli ultimi punti per andare a Londra. Invece è diventato un torneo dal significato profondissimo, con Andy Murray, lo stesso giocatore che nel gennaio scorso aveva annunciato di fatto il ritiro, che torna a vincere un titolo dopo più di due anni e mezzo. Si tratta del 46° titolo della carriera, il più inatteso, il più insperato dopo l’operazione all’anca di nove 9 mesi fa.

Le lacrime di gioia a fine match sono inevitabili dopo un match ribaltato dopo 2h27 in modo imprevedibile contro un altro grande campione ritrovato Stan Wawrinka, che ha sulla coscienza troppe occasioni mancate nei momenti decisivi ma non solo e non tanto per il vantaggio di 6-3 3-1 che non è riuscito a condurre in porto.

Per un set e mezzo infatti le strepitose capacità di accelerazione e di spinta dello svizzero hanno il sopravvento su un Murray che non riesce a gestirlo. Ma lo spirito da leone dello scozzese non lo pone mai fuori dal match e alla fine la sua pazienza come quella di un abile tessitore lo porta ad aspettare il momento buono in cui lo svizzero concederà qualcosa specialmente dal lato del dritto. Sul lato del rovescio infatti stiamo parlando di due fenomeni assoluti, la potenza sovramuna di Wawrinka a una mano, la sensibilità da giocatore di biliardo di Andy anche quando è chiamato a correre in avanti a due mani. Un punto così è arrivato proprio nell’ultimo game del match, quando Andy dopo una rincorsa in avanti lunghissima è riuscito a chiudere di rovescio nonostante la presa bimane.

 

Wawrinka ha sprecato davvero troppo anche nel set decisivo. Per due volte avanti di un break nel terzo è stato immediatamente contro-breakkato e nel decisivo decimo game ha sprecato 4 opportunità del 5 pari una delle quali con un errore grossolano con la volée alta di rovescio. Murray ha speso tutto quello che aveva, e alla fine ha avvertito di essere il giocatore più freddo, più tranquillo in campo. Che poi è il motivo principale per cui lui ha vinto quasi il triplo dei titoli rispetto al suo avversario. Non certamente per motivi tecnici.

Alla fine parole al miele anche da Stan nonostante la delusione fosse evidente sul suo volto: “Mi dispiace di aver perso ma sono felice per te”.

Una frase che riassume perfettamente il sentimento di tutti gli appassionati di tennis, che hanno assistito a un vero e proprio miracolo sportivo, inimmaginabile anche solo poche settimane fa. La magia dello sport, di questo sport in particolare, è tutta lì. Murray chiude così la sua stagione (ridotta) 2019 ma siamo certi a questo punto che nel 2020 sarà un brutto cliente per tutti. Intanto ora può andare a casa ad accudire sua moglie che sta per regalargli il terzo figlio e sua grande sostenitrice.

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